{"id":78625,"date":"2022-11-23T00:01:01","date_gmt":"2022-11-22T23:01:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=78625"},"modified":"2023-05-21T17:35:49","modified_gmt":"2023-05-21T15:35:49","slug":"78625","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/78625","title":{"rendered":"La presenza militare navale russa in Sudan"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: GEOPOLITICA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO&nbsp;<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: AFRICA<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Russia, Sudan, Mar Rosso, Oceano Indiano, SLOC<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Abbiamo parlato in articoli precedenti della penetrazione cinese in Africa. Poco si parla di quella russa che in questi ultimi anni si \u00e8 estesa dai Paesi costieri del Mediterraneo (in Siria con la base di Tartous) fino al Sudan.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La scelta del Sudan, vecchio partner della Russia sin dall&#8217;epoca sovietica, incominci\u00f2 a prendere forma dopo il 2014 quando la richiesta di creare una base navale russa a Gibuti fu respinta in risposta alle pressioni statunitensi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Sudan-Russia: una lunga storia<\/span><\/strong><br \/>\nNel maggio 2019, fu delineato un nuovo accordo russo-sudanese di cooperazione militare inerente la costruzione di una base navale russa a Port Sudan di natura &#8220;difensiva&#8221; e mirata a &#8220;<strong><em><span style=\"color: #008000;\">mantenere la pace e la stabilit\u00e0 nella regione<\/span><\/em><\/strong>&#8220;. Tra novembre e dicembre 2020, sono stati parzialmente ratificati fra i due Paesi una serie di documenti che consentirebbero alla marina russa non solo di accedere al porto sudanese di Port Sudan ma di crearvi un punto di approvvigionamento logistico che comprende lo sviluppo delle infrastrutture necessarie per la manutenzione delle navi e per il supporto degli equipaggi delle navi.<\/p>\n<figure style=\"width: 1024px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Vladimir_Putin_and_Omar_al-Bashir_2017-11-23-1024x632.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Vladimir_Putin_and_Omar_al-Bashir_2017-11-23-1024x632.jpg\" width=\"1024\" height=\"632\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Vladimir Putin e Omar_al-Bashir a colloquio nel 2017 da <a href=\"http:\/\/en.kremlin.ru\/events\/president\/news\/56163\">Russia-Sudan talks \u2022 President of&nbsp;Russia (kremlin.ru)<\/a><\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo accordo, sottolineo ancora non del tutto ratificato dal Parlamento sudanese, comprende alcuni punti interessanti che comprendono una suddivisione delle competenze tra i due Stati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In estrema sintesi, secondo l&#8217;Accordo, qualora completamente ratificato:<br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">&#8211; Il Sudan mantiene uguali diritti di utilizzare le strutture di attracco ma solo se le autorit\u00e0 russe sono d&#8217;accordo.<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">&#8211; Il territorio della base di supporto comprende sia la zona costiera sia quella prospiciente a mare.<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">&#8211; A livello tattico, il capo della base di rifornimento russo ed il comandante sudanese della base navale di Port Sudan sono autorizzati, dai rispettivi ministeri della difesa, ad affrontare direttamente questioni legate all&#8217;uso della struttura.<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">&#8211; La protezione terrestre (ovvero dal lato terrestre) \u00e8 di responsabilit\u00e0 delle forze di sicurezza sudanesi mentre quella lato mare ed aerea \u00e8 assegnata alle forze armate russe.<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">&#8211; Le Forze russe sono autorizzate a svolgere ogni tipo di attivit\u00e0 ritenuta necessaria per il funzionamento, supporto e protezione delle loro navi da guerra, compreso il dragaggio e l&#8217;allestimento di ormeggi galleggianti.<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">&#8211; Modifiche alle strutture a terra possono essere modificate, ricostruite o demolite solo se la parte sudanese sar\u00e0 d&#8217;accordo.<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">&#8211; Il Sudan potr\u00e0 richiedere assistenza per attivit\u00e0 congiunte (ma anche solo a carico della marina russa) di ricerca e salvataggio, difesa contro incursioni dal mare, difesa aerea e trasporto di armi alle rispettive parti.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span class=\"jCAhz ChMk0b\" style=\"color: #008000;\"><span class=\"ryNqvb\">Forse, il punto pi\u00f9 intrigante \u00e8 una clausola secondo cui le navi da guerra russe a propulsione nucleare potrebbero accedere al PMTO-Sudan.<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Considerando che tale opportunit\u00e0 non \u00e8 comune (la sosta di unit\u00e0 nucleari non \u00e8 garantita in ogni porto) e che l<span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">a marina russa ha nel suo arsenale due tipi di piattaforme da combattimento a propulsione nucleare (gli <strong><span style=\"color: #008000;\">incrociatori da battaglia classe Uskakov<\/span><\/strong> da 24.000 tonnellate ex classe Kirov ed una variet\u00e0 di sottomarini multiruolo a propulsione nucleare), una simile possibilit\u00e0 potrebbe consentire un valore aggiunto non trascurabile per la marina russa sia per le operazioni nell&#8217;Oceano Indiano che nel Mediterraneo.<br \/>\n<\/span><\/span><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/MARINA-RUSSA-Admiral_Ushakov_destroyer_in_Severomorsk_April_2011-1024x416.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 MARINA-RUSSA-Admiral_Ushakov_destroyer_in_Severomorsk_April_2011-1024x416.jpg\" width=\"1024\" height=\"416\"><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\"> SEVEROMORSK, Russia (April 15, 2011) Chief of Naval Operations (CNO) Adm. Gary Roughead tours the Russian Northern Fleet with Vice Adm. Andrey Olgertovich Volozhinsky, acting commander of the Russian Northern Fleet in Severomorsk, Russia. (U.S. Navy photo by Chief Mass Communication Specialist Tiffini Jones Vanderwyst\/Released) &#8211;<\/span><\/strong> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Admiral_Ushakov_destroyer_in_Severomorsk,_April_2011.jpg\">File:Admiral Ushakov destroyer in Severomorsk, April 2011.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La durata dell&#8217;eventuale accordo sarebbe di venticinque anni, con rinnovo automatico ogni decennio successivo, se nessuno dei due Paesi si opporr\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Rapporti Russia- Sudan<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nVa sottolineato che i rapporti tra i due Paesi sono gi\u00e0 molto stretti. La Russia esporta in Sudan oltre l&#8217;80% delle armi acquistate dal poverissimo Paese africano (l&#8217;8% \u00e8 fornito dalla Cina). Inoltre, il <strong><span style=\"color: #008000;\">Gruppo Wagner<\/span><\/strong>, gi\u00e0 presente in Libia, \u00e8 in Sudan dal 2018, secondo il <strong><span style=\"color: #008000;\">RUSI,<\/span><\/strong> ufficialmente incaricato di sorvegliare le miniere d&#8217;oro sudanesi gestite dal <strong><span style=\"color: #008000;\">M-Invest<\/span><\/strong><span style=\"color: #000000;\">, una <\/span>societ\u00e0 collegata a Wagner,<\/span><\/span><span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\"> proprietario del gruppo Yevgeny Prigozhin.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inutile dire che l&#8217;accordo ha immediatamente attirato l&#8217;attenzione dei media e &#8230; l&#8217;irritazione del mondo occidentale, in quanto non sono chiare le ragioni delle intenzioni di Mosca nell&#8217;area. Dopo la perdita della base nelle Dahlak, al termine della guerra tra Etiopia e Eritrea, questa nuova struttura militare russa in Mar Rosso rappresenterebbe la logica conseguenza del recente coinvolgimento navale di Mosca sulle coste dell&#8217;Africa orientale e nell&#8217;Oceano Indiano occidentale, dimostrando il rinascente interesse della Russia nella regione. Negli ultimi due decenni, la marina russa ha effettuato, a dimostrazione della sua politica di impegno nella regione africana orientale, visite ai possibili partner nella regione. Inoltre, \u00e8 da tempo impegnata in attivit\u00e0 in mare a contrasto della pirateria nel Corno d&#8217;Africa. L&#8217;uso di una base navale in Sudan consentirebbe un supporto locale alle navi russe, risolvendo il non indifferente problema logistico.&nbsp;Per completezza, le attivit\u00e0 della marina russa ha compreso l&#8217;esplorazione di nuove risorse energetiche marine nell&#8217;area, il proseguo della cooperazione militare e industriale nell&#8217;ambito dell&#8217;industria della difesa nell&#8217;indo-pacifico, e l&#8217;esportazione di armi e tecnologia nucleare non militare negli stati costieri dell&#8217;Oceano Indiano.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una politica, quella della presenza russa in mar Rosso, comprensibile in considerazione del sempre maggiore interesse per le rotte dell&#8217;Indo Pacifico, propedeutico ad arginare, in maniera deterrente, tentativi esclusivi di controllo delle rotte marittime verso e dall&#8217;Africa dal Golfo Persico e dai mari orientali lungo la via della seta.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Oltre la presenza c&#8217;\u00e8 di pi\u00f9?<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nCi possiamo domandare se il dislocamento di unit\u00e0 russe nel mar Rosso, con una presenza sempre pi\u00f9 attiva nell&#8217;Oceano Indiano occidentale, e l&#8217;acquisizione di una base navale in Sudan possa riflettere un&#8217;ambizione di controllo marittimo da parte di Putin in quella regione del mondo.&nbsp;Dalle ultime dimostrazioni di impiego navale in mar Nero, risulta difficile appoggiare questa teoria in quanto l&#8217;efficenza e presenza delle navi sembrerebbe lontana da quella dell<strong><span style=\"color: #008000;\">&#8216;8\u00b0 Squadrone operativo<\/span><\/strong> della flotta sovietica del Pacifico.&nbsp;<\/p>\n<table style=\"height: 900px;\" width=\"559\">\n<tbody>\n<tr>\n<td>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Un piccolo passo indietro<\/span><\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"> La flotta russa del Pacifico, <i>Tikhookeanskiy flot, <\/i>inizi\u00f2 a schierare forze nell&#8217;Oceano Indiano, creando l&#8217;8\u00b0 Squadrone Operativo (Oceano Indiano) nel 1968 ovvero a seguito della dichiarazione del ritiro delle forze militari britanniche (entro il 1971). I compiti assegnati furono principalmente il bilanciamento a fronte della Marina degli Stati Uniti e l&#8217;attivit\u00e0 di presenza con un ruolo di promozione della politica estera sovietica. <\/span><\/strong><\/span><strong style=\"font-size: 14pt; font-family: inherit; color: #1e1e1e;\"><span style=\"color: #008000;\">L&#8217;8\u00b0 squadrone operativo, nel 1980, arriv\u00f2 ad una consistenza di &#8220;una decina di incrociatori missilistici, cacciatorpediniere e fregate e pi\u00f9 di una dozzina di navi di supporto&#8221; in contrapposizione alla Task Force 70 (TF 70) della Marina statunitense nella regione. Inoltre, erano stati ridislocati aerei da ricognizione sovietici Ilyushin Il-38, con base ad Aden ed in Etiopia. Al termine della guerra fredda, la sua consistenza diminu\u00ec drammaticamente. Negli anni &#8217;90 e 2000, di fatto la flotta del Pacifico perse molte delle sue unit\u00e0 pi\u00f9 grandi tra cui tutte le portaerei; alla fine degli anni 2010, la flotta era composta da un incrociatore missilistico, cinque cacciatorpediniere, dieci sottomarini nucleari, otto sottomarini diesel-elettrici pi\u00f9 numerose unit\u00e0 leggere, navi anfibie e ausiliari. L&#8217;attenzione verso l&#8217;Indiano diminu\u00ec ma le cose potrebbero cambiare.<\/span><\/strong><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un aumento della presenza russa in mar Rosso potrebbe avere un impiego esclusivamente politico in quanto queste forze non sarebbero comunque in grado di sostenere obiettivi operativi di lungo termine, in particolar modo in un conflitto ad alta intensit\u00e0, ma solo operazioni, come quelle attuali, legate a compiti constabulary (antipirateria).&nbsp;Si potrebbe anche ipotizzare il supporto ad obiettivi politici, attori governativi e non governativi nella regione; missioni per lo pi\u00f9 in sostegno ad operazioni terrestri, vista la presenza &#8220;non ufficiale&#8221; dei Wagner sul territorio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo <strong><span style=\"color: #008000;\">Africa express<\/span><\/strong> il Sudan \u00e8 un Paese ancora in gran parte inesplorato in cui le risorse minerarie, in primis l&#8217;oro, vengono gestiti in maniera spesso illegale. Secondo un\u2019inchiesta del <strong><span style=\"color: #008000;\"><em>The Telegraph<\/em><\/span><\/strong>, la Russia avrebbe contrabbandato centinaia di tonnellate di oro dal Sudan negli ultimi anni, quadruplicando dal 2010 la quantit\u00e0 di oro detenuto nella sua Banca centrale, attraverso importazioni dall\u2019estero e la produzione delle sue vaste miniere d\u2019oro interne. Secondo l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">ONG Global Witness,<\/span><\/strong> il Sudan esporta ogni anno 16 miliardi di dollari d\u2019oro negli Emirati Arabi e i Russi hanno ottenuto molte licenze senza subire i dovuti controlli sulle compagnie russe, alcune delle quali senza esperienza nel settore. Oro che fluisce nelle casse di Mosca, lasciando il Sudan sempre pi\u00f9 povero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In sintesi, il continente nero continua ad essere una polveriera in cui il cerino \u00e8 in mano ai nuovi colonialisti che, nonostante le diverse origini, si rassomigliano per il loro comportamento.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Andrea Mucedola<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">in anteprima la fregata russa RFS Admiral Grigorovich entra a Porto Sudan<\/span> &#8211; <span style=\"color: #008000;\">febbraio 2021 \u2013 Photo Ruptly<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-27 maxbutton maxbutton-un-regalo-per-te\" href=\"https:\/\/www.primevideo.com\/offers\/ref=atv_nb_lcl_it_IT?tag=amazon0e150-21 Italia\"><span class='mb-text'>Una sorpresa per te su Amazon Music unlimited<\/span><\/a>&nbsp;&nbsp; <a class=\"maxbutton-28 maxbutton maxbutton-amazon-prime\" title=\"Scopri i vantaggi di Amazon Prime\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>Scopri i vantaggi di Amazon Prime<\/span><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: GEOPOLITICA PERIODO: XXI SECOLO&nbsp; AREA: AFRICA parole chiave: Russia, Sudan, Mar Rosso, Oceano Indiano, SLOC &nbsp; Abbiamo parlato in articoli precedenti della penetrazione cinese in Africa. 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