{"id":7843,"date":"2018-08-03T00:55:54","date_gmt":"2018-08-03T00:55:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=7843"},"modified":"2023-05-18T14:55:06","modified_gmt":"2023-05-18T12:55:06","slug":"7843","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/7843","title":{"rendered":"Never say never: a seguito del ritrovamento di cannoni francesi nei pressi di Noli sono iniziate le prime ricerche subacquee con il supporto dei palombari del Comsubin"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><strong><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: ARCHEOLOGIA DELLE ACQUE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XVIII SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: MAR MEDITERRANEO &#8211; MAR LIGURE<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Nelson, Battaglia di Noli<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Parafrasando un vecchio detto: il mare nasconde ma non ruba<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nDopo oltre due secoli, nelle acque del Mar Ligure, sono stati finalmente ritrovati i resti della <strong><span style=\"color: #008000;\">battaglia di Capo Noli<\/span><\/strong>, la prima vittoria navale del futuro <strong><span style=\"color: #008000;\">ammiraglio inglese Horatio Nelson<\/span><\/strong>, che passer\u00e0 alla storia come l&#8217;eroe di Trafalgar. Cerchiamo di ricostruire l\u2019evento storico grazie alle molte informazioni accuratamente tramandate dai dettagliati rapporti dei Comandanti delle due Flotte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il contesto storico<br \/>\n<\/span><\/strong><\/span>Nei primi mesi del 1795, il <strong><span style=\"color: #008000;\">vice-<\/span><span style=\"color: #008000;\">ammiraglio William Hotham<\/span><\/strong>,&nbsp; Comandante in capo della flotta del Mediterraneo, spost\u00f2 la sua flotta dalla baia di Saint-Florent, Corsica a Livorno. La flotta inglese controllava il Mar Ligure impedendo i traffici e rifornimenti che dalla neutrale Genova salpavano verso la Francia, che dopo la rivoluzione francese era sotto assedio da tutte le monarchie europee. La flotta inglese aveva anche il compito di supportare la rivoluzione realista in Corsica che voleva riportare la monarchia in Francia. La notizia del dispiegamento delle navi della Royal Navy nel Mar Ligure raggiunse in breve la base navale francese di Toulon. Il 2 marzo 1795, i Francesi decisero di inviare una flotta di quindici navi tra cui sei fregate e due brigantini al comando del <strong><span style=\"color: #008000;\">Contrammiraglio Pierre Martin<\/span><\/strong>, un relativamente giovane ammiraglio, ben conscio dei propri limiti ma ancora inesperto nell&#8217;arte della guerra in mare, al quale era stata assegnata la missione di riconquistare l\u2019isola ed eliminare cos\u00ec il predominio marittimo inglese sulle rotte commerciali del Mar Ligure.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La flotta francese avrebbe dovuto scortare e proteggere un convoglio di navi che trasportavano 5000 soldati da sbarcare in Corsica. Nonostante il cattivo tempo, dovuto a forti venti di grecale, le navi arrivarono il sette marzo finalmente in vista dell\u2019isola ed avvistarono poco dopo una nave da guerra inglese, la <strong><span style=\"color: #008000;\">HMS Berwick<\/span><\/strong>, un vascello da 74 cannoni, che era restato&nbsp; in&nbsp; porto a causa di lavori alle alberature. Si narra che&nbsp; il precedente comandante, <strong><span style=\"color: #008000;\">William Smith<\/span><\/strong>, per inesperienza o errore, aveva perso l\u2019albero di mezzana. Hotham lo aveva destituito e sostituito con <strong><span style=\"color: #008000;\">Adam Littlejohn,<\/span> <\/strong>ordinandogli di raggiungere il resto della flotta a Livorno. Tre navi francesi (<strong><span style=\"color: #008000;\">Alceste<\/span>, <span style=\"color: #008000;\">Minerve<\/span> <\/strong>e <strong><span style=\"color: #008000;\">Vestale<\/span><\/strong>) attaccarono la nave, ancora in difficolt\u00e0 di manovra, distruggendone le velature.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Littlejohn<\/span><\/strong> fu subito ucciso e il suo secondo, <strong><span style=\"color: #008000;\">Palmer<\/span><\/strong>, realizzando l\u2019impossibilit\u00e0 di procedere a causa degli ingenti danni, ordin\u00f2 la resa (abbassando la bandiera). La notizia dell\u2019avvistamento della flotta francese al largo dell\u2019\u00cele Sainte-Marguerite raggiunse <strong><span style=\"color: #008000;\">Hotham<\/span><\/strong> prima della notizia della cattura della Berwick.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ignaro del destino del brigantino, l&#8217;ammiraglio inglese ordin\u00f2 al <strong><span style=\"color: #008000;\">HMS Tarleton<\/span><\/strong> di dirigere verso&nbsp; Saint-Florent per riunirsi al <strong><span style=\"color: #008000;\">Berwick<\/span><\/strong> al largo di Cap Corse. Nel frattempo, l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">HMS Tarleton<\/span><\/strong> riport\u00f2 la notizia della cattura di Berwick e, molto probabilmente, la posizione&nbsp;aggiornata della flotta francese. L\u2019ammiraglio Hotham decise quindi di dirigere verso il Mar Ligure, a nord della Corsica con rotta nord-ovest e, la mattina seguente, 10 marzo, &nbsp;gli inglesi avvistarono la flotta francese che stava rientrando a Tolone sospinta da un forte vento di ponente. Nonostante la distanza i venti sfavorevoli impedirono di venire in contatto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <strong><span style=\"color: #008000;\">Mercure<\/span><\/strong>, a causa delle avverse condizioni meteo, quasi disalber\u00f2 l\u2019albero di maestra e si diresse verso Tolone. All&#8217;alba del 13 marzo, Hotham diede il segnale di attacco. &nbsp;Nel frattempo, la <strong><span style=\"color: #008000;\">\u00c7a Ira<\/span><\/strong> entr\u00f2 in collisione con la <strong><span style=\"color: #008000;\">Victoire<\/span><\/strong>. Il capitano <strong><span style=\"color: #008000;\">Thomas Fremantle<\/span><\/strong> del <strong><span style=\"color: #008000;\">HMS Inconstant<\/span><\/strong> decise di aprire il fuoco sul <strong><span style=\"color: #008000;\">\u00c7a Ira<\/span><\/strong>. Il <strong><span style=\"color: #008000;\">Vestale<\/span><\/strong> cerc\u00f2 di proteggerlo sparando diverse bordate contro l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">HMS Inconsistant<\/span><\/strong> che, colpito a livello dell\u2019opera morta, si disimpegn\u00f2. Appena la <strong><span style=\"color: #008000;\">HMS Fremantle<\/span><\/strong> si allontan\u00f2, la <strong><span style=\"color: #008000;\">HMS Agamemnon<\/span><\/strong>, comandata da <strong><span style=\"color: #008000;\">Horatio Nelson<\/span><\/strong>, si lanci\u00f2 all&#8217;attacco. La nave aveva a bordo circa 550 uomini rispetto ai quasi 1.060 a bordo della <strong><span style=\"color: #008000;\">\u00c7a Ira<\/span><\/strong>. Ci\u00f2 nonostante mantenne un fuoco pesante sulla nave francese che impossibilitata a manovrare era trainata dal <strong><span style=\"color: #008000;\">Vestale<\/span><\/strong>. Nelson continu\u00f2 a cannoneggiare l&#8217;unit\u00e0 francese fino alle 14:15, quando quattro navi francesi si avvicinarono alla \u00c7a Ira per cercare di proteggerla dall&#8217;attacco. Nelson, si riport\u00f2 nello schieramento inglese sostituito dalla <strong><span style=\"color: #008000;\">HMS Bedford<\/span><\/strong> e dalla <strong><span style=\"color: #008000;\">HMS Egmont<\/span><\/strong> che continuarono il cannoneggiamento reciproco con la <strong><span style=\"color: #008000;\">Sans-Culotte<\/span><\/strong> (nave da 120 cannoni) e la <strong><span style=\"color: #008000;\">Timol\u00e9on<\/span><\/strong> (74 cannoni). Nella sua azione Nelson, nonostante sotto il tiro di pi\u00f9 vascelli, riusc\u00ec ad infliggere danni pesanti alla grande nave francese che rimase poi alla mercede del nemico. &nbsp;&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Curiosamente lo scontro termin\u00f2 per motivi di &#8220;burocrazia&#8221;, con il trasferimento dell<strong><span style=\"color: #008000;\">\u2019ammiraglio Martin<\/span><\/strong> dalla Sans-Culotte alla<strong><span style=\"color: #008000;\"> Friponne<\/span><\/strong> (dovuto alle standing rules che prevedevano in battaglia il trasferimento degli ufficiali ammiragli sulle fregate). Durante la notte, per motivi non chiari, la <strong><span style=\"color: #008000;\">Sans-Culotte<\/span><\/strong>, unico vascello francese a tre ponti, perse contatto con la flotta francese e non pot\u00e9 prendere pi\u00f9 parte all&#8217;azione, togliendo ai Francesi una possibilit\u00e0 di fuoco sensibile e, sebbene danneggiata, riusc\u00ec a riparare nel porto di Genova.&nbsp;Nel frattempo la <strong><span style=\"color: #008000;\">Vestale<\/span><\/strong> fu rilevata dalla <strong><span style=\"color: #008000;\">Censeur<\/span><\/strong> per il traino della <strong><span style=\"color: #008000;\">\u00c7a Ira<\/span><\/strong>. Con le prime luci dell\u2019alba la situazione vedeva la \u00c7a Ira e la Censeur isolate, ben lontano dalla flotta francese. Un bottino gustoso per gli inglesi che avevano ancora il vento a favore. <strong><span style=\"color: #008000;\">Hotham<\/span><\/strong> segnal\u00f2 alla <strong><span style=\"color: #008000;\">HMS Captain<\/span> <\/strong>ed alla <strong><span style=\"color: #008000;\">HMS Bedford<\/span><\/strong> di avvicinarsi ed attaccare. &nbsp;Ma la \u00c7a Ira, nonostante a rimorchio, era ancora in grado di mantenere un volume di fuoco spaventoso, e le navi inglesi furono colpite pesantemente.&nbsp;&nbsp;Con il successivo&nbsp; arrivo dei quattro vascelli francesi la Captain e la Bedford dovettero defilarsi.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-7847\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/Young_Nelson-826x1024.jpg\" alt=\"Young_Nelson\" width=\"576\" height=\"714\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/Young_Nelson-826x1024.jpg 826w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/Young_Nelson-242x300.jpg 242w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/Young_Nelson.jpg 1032w\" sizes=\"(max-width: 576px) 100vw, 576px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">ritratto giovanile di Horatio Nelson (dipinto 10 anni prima della battaglia da John Francis Rigaud, da John Sugden&#8217;s <i>Nelson: A Dream of Glory<\/i>, p. 464.) &#8211; conservato al National Maritime Museum, Greenwich, London, Caird Fund<a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Young_Nelson.jpg\">Young Nelson.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Nelson<\/span><\/strong> dovette scendere nuovamente in campo ed inflisse gravi perdite e danni alla <strong><span style=\"color: #008000;\">\u00c7a Ira<\/span><\/strong> (colpita a livello della linea di galleggiamento) ed alla <strong><span style=\"color: #008000;\">Censeur<\/span><\/strong> che si ritrovarono praticamente indifese. Martin avrebbe voluto risalire in loro soccorso ma la bonaccia imped\u00ec alla sua flotta di manovrare. La battaglia infuri\u00f2 con i Francesi in forte difficolt\u00e0 di manovra a causa della direzione del vento, &nbsp;sempre incalzate dalle navi inglesi che lo avevano a favore. Tuttavia, nonostante gli sforzi delle fregate <strong><span style=\"color: #008000;\">D<\/span><span style=\"color: #008000;\">uquesne, Victoire e Tonnant<\/span><\/strong>, &nbsp;la <strong><span style=\"color: #008000;\">\u00c7a Ira e la Censeur<\/span><\/strong>, ormai a pezzi, vennero lasciate al loro destino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In sintesi, dopo circa cinque ore di aspro combattimento la flotta francese si allontan\u00f2, abbandonando la <strong><span style=\"color: #008000;\">Censeur<\/span> <\/strong>gravemente danneggiata e in fiamme e &nbsp;la &nbsp;<strong><span style=\"color: #008000;\">\u00c7a Ira<\/span><\/strong>, impossibilitata a manovrare e avendo perso buona parte dell\u2019equipaggio (rimasero uccisi oltre 600 uomini), venne catturata. L\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">ammiraglio Martin<\/span><\/strong>, approfittando di un rafforzamento del vento, riprese verso nord verso Tolone ma <strong><span style=\"color: #008000;\">Hotham<\/span><\/strong>, tenendo conto dei danni ricevuti dalle sue navi non volle inseguirle, accontentandosi delle due navi catturate, e diresse verso la baia di La Spezia.&nbsp;<strong><span style=\"color: #008000;\">Horatio Nelson<\/span><\/strong> fu designato al comando della flotta inglese nella baia di Vado Ligure ed&nbsp; ottenne, per i suoi successi, la promozione a <strong><span style=\"color: #008000;\">commodoro<\/span><\/strong>, grado funzionale dato ad un capitano di vascello in comando di un gruppo navale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">La scoperta<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nMa veniamo ora a questa straordinaria scoperta. <strong><span style=\"color: #008000;\">Marco Colman<\/span><\/strong> e <strong><span style=\"color: #008000;\">Mario Arena<\/span><\/strong>, istruttori subacquei della <strong><span style=\"color: #008000;\">GUE \u201cGlobal Underwater Explorer\u201d<\/span><\/strong> hanno identificato sulla base degli appunti di un altro membro del gruppo, &nbsp;un sito archeologico sui fondali antistanti Capo Noli, ad una profondit\u00e0 di circa 60 metri ed un miglio dalla costa, caratterizzato dalla presenza&nbsp; di cannoni in bronzo e da numerosi reperti metallici e fittili. Tra il 25 e il 26 di marzo 2016 la <strong><span style=\"color: #008000;\">Soprintendenza Archeologia della Liguria<\/span><\/strong> e il <strong><span style=\"color: #008000;\">Nucleo Subacquei della Guardia Costiera di Genova<\/span><\/strong> con il supporto di un gruppo di subacquei tecnici della <strong><span style=\"color: #008000;\">GUE Italia<\/span> <\/strong>tra cui, Fabrizio Cremonesi e Fabio Alfieri, e dello staff del Cycnus Diving Center di Finale Ligure con Danilo Giusto e Stefano Berlingeri, ha effettuato una prima ricognizione del sito. &nbsp;I cannoni ritrovati sono di produzione francese, databili tra XVIII-XIX secolo,&nbsp; come parti di&nbsp; fucili militari in uso agli equipaggi della marina rivoluzionaria francese. L\u2019ubicazione del ritrovamento ed i dati&nbsp; certi finora a disposizione permettono di avanzare un\u2019ipotesi&nbsp; molto concreta di identificazione del contesto con il sito della battaglia navale di Capo Noli del marzo 1795. I primi riscontri archeologici registrati sono quindi compatibili con le testimonianze storiche che accennano ai luoghi e descrivono la dinamica dello scontro delle due potenti flotte nei pressi di Capo Noli: una grande vittoria in cui il futuro ammiraglio Orazio Nelson comparve come protagonista.&nbsp;L\u2019importanza storica dell\u2019episodio fu indiscutibile e riafferm\u00f2 il potere marittimo inglese nel Mediterraneo. Per <strong><span style=\"color: #008000;\">Vincenzo Tin\u00e8<\/span><\/strong>, <strong><span style=\"color: #008000;\">S<\/span><span style=\"color: #008000;\">oprintendente Archeologia della Liguria<\/span><\/strong> \u201c<span style=\"color: #008000;\">questa scoperta \u00e8 di eccezionale interesse sia archeologico sia storico. L\u2019archeologia subacquea ligure si dimostra ancora una volta all&#8217;avanguardia per capacit\u00e0 esplorative, portando alla luce i resti della battaglia di Noli e quindi restituendo un tassello fondamentale alla storia della Liguria e dell\u2019Europa<\/span>\u201d.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/ARCHEOLOGIA-comsubin-cannoni-noli.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 ARCHEOLOGIA-comsubin-cannoni-noli.jpg\" width=\"598\" height=\"448\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">photo credit Marina militare italiana<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Un aggiornamento sulle ultime ricerche<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nNel mese di luglio 2018, i Palombari del <strong><span style=\"color: #008000;\">Gruppo Operativo Subacquei (G.O.S.) della Marina Militare<\/span><\/strong>,&nbsp;con il supporto di&nbsp;Nave Anteo,&nbsp;hanno effettuato immersioni&nbsp;sul sito di Capo Noli (SV), in supporto alle attivit\u00e0 di ricerca archeologica subacquea, sotto la direzione scientifica della&nbsp;<strong><span style=\"color: #008000;\">Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio della Liguria<\/span><\/strong>.&nbsp; Un team costituito da palombari iperbarici della Marina ha condotto le operazioni in saturazione, effettuando uno scavo alla profondit\u00e0 di circa 65 metri per acquisire nuove informazioni e reperti dal relitto di una nave armata francese affondata nell&#8217;ambito della &#8220;battaglia di Capo Noli&#8221; del 1795.&nbsp;<span style=\"text-align: justify;\">L&#8217;operazione subacquea \u00e8 iniziata il 16 luglio 2018, con un team di tre palombari all&#8217;interno dell&#8217;impianto integrato per immersioni profonde di <strong><span style=\"color: #008000;\">nave Anteo<\/span><\/strong>, con una permanenza di tre giorni e venti ore alla profondit\u00e0 di circa 60 metri.&nbsp;<\/span><span style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli operatori del&nbsp;<strong><span style=\"color: #008000;\"><a style=\"color: #008000;\" href=\"http:\/\/www.marina.difesa.it\/formazione-in-marina\/formazione_specialistica\/ilgos\/Pagine\/GOSgalleria.aspx\">Gruppo Operativo Subacqueo del Com.Sub.In. GOS) <\/a><\/span><\/strong>hanno svolto complessivamente ventiquattro ore di lavoro subacqueo, rimuovendo circa sette metri cubi di sedimento per mezzo di un <strong><span style=\"color: #008000;\">sistema d&#8217;aspirazione a<\/span> <\/strong>&#8216;<strong><span style=\"color: #008000;\">sorbona<\/span><\/strong>&#8216;, che ha permesso di portare alla luce numerosi reperti che erano custoditi nei resti del relitto da oltre 220 anni. Le delicate operazioni di identificazione e catalogazione dei reperti rinvenuti, sono avvenute sotto&nbsp;la supervisione di <strong><span style=\"color: #008000;\">Simon Luca Trigona<\/span><\/strong>, della <strong><span style=\"color: #008000;\">Soprintendenza della Liguria<\/span><\/strong>, che \u00e8 rimasto&nbsp;soddisfatto del lavoro condotto dai&nbsp;Palombari sul relitto di Capo Noli: &#8220;<em><strong><span style=\"color: #008000;\">Quest&#8217;attivit\u00e0 rappresenta il momento pi\u00f9 importante all&#8217;interno della nostra decennale attivit\u00e0\u0300 di ricerca e valorizzazione del patrimonio archeologico sommerso. Realizzare uno scavo in saturazione a 63 metri di profondit\u00e0, grazie alla Marina Militare, ci ha permesso di acquisire dati archeologici su un periodo storico fondamentale nella storia della Liguria e dell&#8217;Europa, e in pi\u00f9 di testare una metodologia di lavoro estremamente complessa, che ha avuto rarissimi impieghi in campo archeologico<\/span><\/strong>&#8220;.<\/em><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-22575\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/noli-1.jpg\" alt=\"\" width=\"850\" height=\"554\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/noli-1.jpg 368w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/noli-1-300x196.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 850px) 100vw, 850px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">artefatti dal relitto recuperati dai palombari della marina militare italiana &#8211; photo credit Soprintendenza della Liguria &#8211; Marina militare italiana<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sebbene non sia ancora stato possibile scoprire il contesto archeologico e le informazioni che si celano nel sito, l&#8217;impiego dei palombari della <strong><span style=\"color: #008000;\">Marina Militare italiana<\/span> <\/strong>e le moderne tecnologie a disposizione di nave <strong><span style=\"color: #008000;\">Anteo<\/span><\/strong> hanno permesso di condurre un&#8217;approfondita indagine del settore centrale del relitto, con il recupero di importanti e preziosi reperti. Essi saranno catalogati dalla Soprintendenza, al fine di allestire al pi\u00f9 presto un museo dedicato a questo importante episodio storico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">La Marina Militare italiana ha confermato, ancora una volta, che gli assetti subacquei a disposizione del Com.Sub.In. possono essere efficacemente impiegati non solo nell&#8217;ambito delle attivit\u00e0 militari d&#8217;istituto, ma anche in quelle scientifiche a favore della collettivit\u00e0 nel complesso delle attivit\u00e0 complementari che la Forza Armata svolge quotidianamente.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Foto di copertina:<\/span> <\/strong><span style=\"font-size: 12pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">ricerche archeologiche sui relitti della battaglia di Noli, credito Marina Militare italiana<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-27 maxbutton maxbutton-un-regalo-per-te\" href=\"https:\/\/www.primevideo.com\/offers\/ref=atv_nb_lcl_it_IT?tag=amazon0e150-21 Italia\"><span class='mb-text'>Una sorpresa per te su Amazon Music unlimited<\/span><\/a>&nbsp; &nbsp;<a class=\"maxbutton-28 maxbutton maxbutton-amazon-prime\" title=\"Scopri i vantaggi di Amazon Prime\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>Scopri i vantaggi di Amazon Prime<\/span><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: ARCHEOLOGIA DELLE ACQUE PERIODO: XVIII SECOLO AREA: MAR MEDITERRANEO &#8211; MAR LIGURE parole chiave: Nelson, Battaglia di Noli . 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