{"id":78069,"date":"2022-10-12T00:01:08","date_gmt":"2022-10-11T22:01:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=78069"},"modified":"2023-09-30T18:18:55","modified_gmt":"2023-09-30T16:18:55","slug":"la-teoria-del-mediterraneo-allargato-e-la-geopolitica-classica-in-italia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/78069","title":{"rendered":"La Teoria del Mediterraneo allargato e la Geopolitica classica in Italia"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: GEOPOLITICA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: MEDITERRANEO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Mediterraneo allargato<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\">Quella di \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">Mediterraneo allargato<\/span><\/strong>\u201d \u00e8 una definizione che si sente spesso ed \u00e8 legata alla concezione strategica della postura politica, diplomatica e militare dell\u2019Italia nello scenario internazionale. Nello specifico in quella che \u00e8 individuata come la sua zona di proiezione e competenza che \u00e8 la vasta area compresa tra Gibilterra ed il Golfo di Aden che include anche il Medio Oriente e l\u2019Africa Centrale.<\/p>\n<p align=\"justify\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Cincnav-Navi-2.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Cincnav-Navi-2.jpg\"><\/p>\n<p align=\"justify\">Il&nbsp;<strong><span style=\"color: #008000;\"><em>Mare Nostrum<\/em><\/span><\/strong> rappresenta l\u20191% delle acque del globo, ma \u00e8 attraversato dal 20% del traffico marittimo mondiale ed \u00e8 un\u2019area soggetta, da qualche anno a questa parte, ad una crescente presenza militare, inizialmente visibile principalmente nel dominio marittimo, ed oggi anche terrestre, dando concretezza al pericoloso fenomeno della \u201cterritorializzazione\u201d del Mediterraneo e quindi non solo ad una forma di instabilit\u00e0 diffusa ma anche al rischio di conflitti convenzionali.&nbsp;Tali fenomeni, che stanno emergendo in tutta la loro pericolosit\u00e0 e gravit\u00e0 in questa fase di \u201cglobalizzazione regressiva\u201d, erano stati gi\u00e0 individuati dalla scuola geopolitica italiana di Trieste negli anni \u201930, in particolare dal suo fondatore <strong><span style=\"color: #008000;\">Ernesto Massi, <\/span><\/strong>come rischi potenziali e concreti contenenti, in sintesi,<i>&nbsp;<\/i>anche le opportunit\u00e0 come ogni situazione di crisi).<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Recuperando la vecchia tradizione geopolitica risorgimentale, Massi esprimeva una visione \u201cregionalista\u201d del Mediterraneo, lontana dalle spinte globaliste sviluppate invece dalla scuola geopolitica tedesca di Karl Haushofer.<\/span><\/strong> Dunque, il Mediterraneo restava per il geografo triestino quello che lo storico francese della&nbsp;<em>Nouvelle Histoire&nbsp;<\/em><strong><span style=\"color: #008000;\">Fernand Braudel<\/span><\/strong> avrebbe definito come il \u201ccentro luminoso\u201d nella sua opera \u201cCivilt\u00e0 e imperi del Mediterraneo nell&#8217;et\u00e0 di Filippo II\u201d (1947).<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il \u201cmare delle civilt\u00e0\u201d massiano, centro geografico ed insieme geopolitico, pu\u00f2 avere una sua funzione solo se capace di tenere insieme Europa, Africa ed Asia, i tre continenti bagnati dalle sue acque, che ne hanno fatto un polo d\u2019incontro e scontro tra popoli e culture diverse fin dall\u2019antichit\u00e0.<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">Le caratteristiche geografiche e antropiche del bacino mediterraneo hanno permesso nel corso dei secoli la comparsa di grandi imperi come quello macedone di Alessandro Magno, quello romano con una prospettiva geopolitica sviluppatasi a partire dal III secolo a.C., quello bizantino, quello arabo e quello spagnolo nel periodo di Carlo V. Queste realt\u00e0 imperiali hanno avuto il loro fulcro nel Mediterraneo, anche quando, come nel caso dell\u2019espansionismo arabo fino al Califfato Omayyade (661-750 d.C.) o del Sacro Romano Impero e del Regno di Spagna di Carlo V (1519-1556), esse nascevano lontano o avevano prospettive diverse rispetto all\u2019area geografica del&nbsp;<em>Mare Nostrum<\/em>.<\/p>\n<figure style=\"width: 259px\" class=\"wp-caption alignright\"><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/ernesto-massi.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 ernesto-massi.jpg\" width=\"259\" height=\"213\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Ernesto Massi (Trieste, 9 giugno 1909 \u2013 Roma, 5 giugno 1997) \u00e8 stato&nbsp;un geografo, politico e accademico italiano.&nbsp;<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Ernesto Massi<\/span><\/strong> aveva individuato una direttrice geopolitica perpendicolare che dalla penisola dello Jutland, passando per Berlino e Roma, portava dritta al cuore del Mediterraneo con epicentro la Libia italiana, espressione, secondo il geografo triestino, del programma politico-militare dell\u2019Asse italo-tedesco, mentre le linee direttrici italiane erano costituite da un arco immaginario che, inglobando i Balcani, buona parte del bacino del Danubio, il Mediterraneo orientale ed il Levante, finiva dritto nell\u2019Africa Orientale Italiana. Assieme agli influssi della storiografia e dell\u2019antropogeografia francese dell\u2019<em>\u00c9cole des Annales<\/em>&nbsp;e, dunque, dello studio dei processi di lungo periodo, la teoria del \u201cMediterraneo allargato\u201d deve tanto, dal punto di vista concettuale, proprio alle direttrici geopolitiche individuate da Ernesto Massi ed alla loro \u201castoricit\u00e0\u201d poich\u00e9 sempre valide e non collegate a specifiche epoche.<\/p>\n<p align=\"justify\">In particolare, la scuola geopolitica triestina aveva dato un\u2019ampia importanza ai \u201ccolli di bottiglia\u201d degli stretti, Gibilterra e Suez nel caso del Mediterraneo, che dall\u2019apertura del canale egiziano datata 1869, svolgono un ruolo fondamentale per gli equilibri di potenza regionali. Gi\u00e0 dagli anni \u201950 del XIX secolo, quando l\u2019Italia unita ancora non esisteva, tanto in ambiente piemontese quanto in quello lombardo-veneto s\u2019era aperto un dibattito fondamentale sul nuovo ruolo che la penisola italiana avrebbe potuto acquisire una volta aperto il canale di Suez e quindi con la trasformazione del Mediterraneo in&nbsp;<em>\u201cDurchgangmesser\u201d<\/em>, mare aperto, che metteva a contatto Eurasia ed Eurafrica, blocchi configgenti tra loro (leggi&nbsp;articolo &#8220;<a href=\"https:\/\/www.difesaonline.it\/geopolitica\/analisi\/il-dibattito-sul-canale-di-suez-nellottocento-spunti-di-riflessione-geopolitica\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Il dibattito sul Canale di Suez nell\u2019Ottocento. Spunti di riflessione geopolitica<\/a>&#8220;). Lo stesso problema era stato evidenziato anche nel dibattito militare sia in seno all\u2019Esercito che in seno alla Marina sulle prospettive dello strumento militare nazionale alla fine dell\u2019800 (leggi articolo &#8220;<a href=\"https:\/\/www.difesaonline.it\/news-forze-armate\/storia\/i-rapporti-tra-esercito-e-marina-nellitalia-degli-anni-80-del-xix-secolo\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">I rapporti tra Esercito e Marina nell&#8217;Italia degli anni &#8217;80 del XIX Secolo<\/a>&#8220;). Inoltre, proprio sull\u2019onda dell\u2019apertura del canale di Suez, uno dei fattori che aveva spinto il governo italiano a mettere piede in Eritrea era stato quello di influire &#8220;indirettamente&#8221; ma massicciamente sulla politica mediterranea, tentando di ritagliare per Roma quello spazio d&#8217;azione autonoma che le era negato, per questione d&#8217;equilibri, nell&#8217;Adriatico e nell&#8217;Africa settentrionale, quest\u2019ultima questione legata a doppio filo con le esigenze securitarie di Roma in relazione al Canale di Sicilia ed alle conseguenti vicende dello schiaffo di Tunisi e del Trattato del Bardo nel 1881-1882.<\/p>\n<figure style=\"width: 226px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/Alfred-Hettner.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Alfred-Hettner.jpg\" width=\"226\" height=\"314\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Alfred Hettner (1859-1941)<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p align=\"justify\">La direttrice geopolitica perpendicolare all\u2019asse mediterraneo e quella ad arco (che portava l\u2019Italia ad interessarsi tanto dei Balcani quanto del Mar Rosso e, di conseguenza, dell\u2019Oceano Indiano) erano state individuate anche dal geografo tedesco <strong><span style=\"color: #008000;\">Alfred Hettner<\/span><\/strong> (1859-1941), nell\u2019ambito del dibattito in seno alla scuola geopolitica tedesca durante la Prima guerra mondiale sulle ragioni che avevano spinto l\u2019Italia a combattere contro l\u2019Austria-Ungheria.&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\">Gi\u00e0 autore dell\u2019importante monografia&nbsp;<em>\u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">Englands Weltherrschaft und der Krieg<\/span><\/strong>\u201d<\/em>&nbsp;(Lipsia, 1915), con la quale analizzava la correlazione tra potere marittimo mondiale britannico e guerra, nel maggio del 1915 Hettner pubblic\u00f2 sulla \u201cGeographische Zeitschrift\u201d un articolo intitolato&nbsp;<em>\u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">Italiens Eintritt in den Krieg<\/span><\/strong>\u201d<\/em>&nbsp;(L\u2019entrata in guerra dell\u2019Italia).<\/p>\n<p align=\"justify\">A proposito della dichiarazione di guerra italiana all\u2019Austria-Ungheria, Alfred Hettner, pur deplorando la scelta di Roma, invitava a considerare l\u2019iniziativa dell\u2019Italia non come il frutto esclusivo di un \u201ctradimento\u201d, quanto di una necessit\u00e0 geografica che aveva sviluppato un esplicito programma di rivendicazioni politiche anti-asburgiche, figlie della particolare natura di potenza sia marittima che continentale del Regno d\u2019Italia, il quale aveva l\u2018obbligo di rendere pi\u00f9 sicure le sue frontiere nord-orientali, difficilmente difendibili nella conformazione del 1866-1915.&nbsp;Per Hettner, l\u2019Italia aveva una doppia esigenza di espansione e sicurezza territoriale. Attraverso l\u2019individuazione delle direttrici geopolitiche marittimo-continentali italiane, Hettner arriv\u00f2 alla conclusione che la sicurezza nazionale di Roma ed anche le sue ambizioni d\u2019egemonia regionale potessero essere garantite solo attraverso la trasformazione del Mediterraneo in&nbsp;<em>Durchgangmesser<\/em>. Alla stessa conclusione erano arrivati i geografi italiani interventisti <strong><span style=\"color: #008000;\">Cesare Battisti<\/span><\/strong> (socialista patriottico), <strong><span style=\"color: #008000;\">Michele Gortani<\/span> <\/strong>(cattolico-nazionale) e, pi\u00f9 in generale, l\u2019intera scuola geografica fiorentina legata all\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">Istituto Geografico Militare<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p align=\"justify\">Ampliando questa teoria, <strong><span style=\"color: #008000;\">Ernesto Massi<\/span><\/strong> metteva comunque in evidenza come, per la sua particolare posizione geografica posta al centro del Mediterraneo, <strong><span style=\"color: #008000;\">la politica di sicurezza nazionale e quella d\u2019espansione imperiale per l\u2019Italia fossero corrispondenti.<\/span> <\/strong>&#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">Dalla vulnerabilit\u00e0 della posizione<\/span><\/strong> \u2013 scriveva Massi nel 1939 nell\u2019articolo&nbsp;<em>R\u00f6mische und italienische Mittelmeer-Geopolitik<\/em>, pubblicato sulla rivista tedesca&nbsp;<em>Zeitschrift f\u00fcr Geopolitik&nbsp;<\/em>&#8211; <strong><span style=\"color: #008000;\">nasce la necessit\u00e0 di una politica di difesa, di sicurezza, di ordine, di penetrazione spaziale delle aree di confine<\/span><\/strong>&#8220;.<\/p>\n<p align=\"justify\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/cincnav-4-1024x768.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 cincnav-4-1024x768.jpg\"><\/p>\n<p align=\"justify\">Mettendo in correlazione il pensiero geopolitico romano dalle guerre puniche al principato augusteo con quello italiano risorgimentale e fascista, <strong><span style=\"color: #008000;\">Massi sottolineava come l\u2019<em>imperialismo difensivo&nbsp;<\/em>fosse l\u2019unica strada percorribile per garantire insieme sicurezza continentale, apertura del Mediterraneo, garanzia che nel&nbsp;<em>Mare Nostrum<\/em>&nbsp;le influenze esterne \u2013 impossibili da eliminare per la sua natura di \u201cmedioceano\u201d<\/span><\/strong> \u2013 non diventassero fattore di debolezza endemica degli Stati rivieraschi.<\/p>\n<p align=\"justify\">Commentando il&nbsp;<em>corpus<\/em>&nbsp;degli scritti di Massi sul Mediterraneo, <strong><span style=\"color: #008000;\">Andrea Perrone<\/span> <\/strong>(<em>La centralit\u00e0 geopolitica del Mediterraneo nel pensiero di Ernesto Massi. Il paradigma italiano tra coscienza geografica e volontarismo<\/em>, GNOSIS, 4, 2021) rileva che&nbsp;<em>&#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">ogni unit\u00e0 geografica del Mediterraneo fa contemporaneamente parte di due o pi\u00f9 campi di forza geopolitica. Ogni conquista, ogni acquisizione di terra porta a nuove controversie e attriti con le vicine strutture geopolitiche, in un confronto serrato fra potenze di terra e potenze di mare, che hanno prevalso l\u2019un l\u2019altra in epoche e situazioni diverse<\/span><\/strong>&#8220;<\/em>. In un quadro del genere, \u00e8 difficile se non impossibile garantire per il Mediterraneo lo status di regione geopolitica autonoma e di \u201cmare aperto\u201d contemporaneamente, senza subire le spinte globali provenienti dalle grandi potenze interessate a sfruttarne ed a controllarne la specificit\u00e0 di mare di collegamento tra oceani.<\/p>\n<p align=\"justify\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/choke-points.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 choke-points.jpg\"><\/p>\n<p align=\"justify\">L\u2019importanza dei&nbsp;<em>choke-point<\/em> mediterranei (passaggi critici obbligati tra bacini marittimi diversi), gi\u00e0 intuita dall\u2019Italia fascista al punti di spingerla nel 1940-1943 al confronto diretto con la Gran Bretagna, all&#8217;epoca potenza controllante Gibilterra e Suez, \u00e8 ancora tale nel XXI secolo. Non a caso una delle tappe dell\u2019assalto al potere mondiale statunitense lanciato dalla Cina passa proprio per il <em>Mare Nostrum<\/em>, attraverso la&nbsp;<strong><span style=\"color: #008000;\"><em>Belt and Road Initiative<\/em><\/span><\/strong>, nota anche come \u201cNuova Via della Seta\u201d (leggi articolo &#8220;<a href=\"https:\/\/www.difesaonline.it\/geopolitica\/analisi\/cina-pericolose-inaffidabilit%C3%A0-imperiali\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Cina: pericolose inaffidabilit\u00e0 imperiali<\/a>&#8220;). Lo stesso dicasi per la presenza russa nel Mediterraneo con le \u201cpunte di lancia\u201d rappresentate dalla Siria e dalla Cirenaica, che \u00e8 parte di una pi\u00f9 ampia strategia di penetrazione di Mosca nel continente nero (leggi anche &#8220;<a href=\"https:\/\/www.difesaonline.it\/geopolitica\/analisi\/la-stella-rossa-africa-la-guerra-ucraina-ed-il-sud-del-mondo\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">La Stella Rossa in Africa: la guerra in Ucraina ed il sud del mondo<\/a>&#8220;).<\/p>\n<p align=\"justify\">La nuova centralit\u00e0 del Mediterraneo, unita alla valenza strategica del Mar Rosso e dell\u2019Oceano Indiano nell\u2019epoca della \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">globalizzazione regressiva<\/span><\/strong>\u201d, ha spinto molti dei principali attori protagonisti della scena internazionale ad attivare dispositivi di controllo delle rotte commerciali pi\u00f9 trafficate. <strong><span style=\"color: #008000;\">La teoria italiana del \u201cMediterraneo allargato\u201d risponde quindi alle esigenze di garantire la sicurezza nazionale attraverso un&#8217;ampia capacit\u00e0 di proiezione <span style=\"text-decoration: underline;\">entro<\/span> un\u2019area specifica.<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">Resta da capire se questo concetto strategico, legato alla tradizionale interpretazione \u201cregionalista\u201d (che non significa \u201cprovinciale\u201d) della geopolitica italiana, possa rispondere positivamente alle esigenze italiane in questa fase di instabilit\u00e0 del Mediterraneo e delle zone viciniori. L\u2019incubo geostrategico di Ernesto Massi, cio\u00e8 <strong><span style=\"color: #008000;\">l\u2019estrema permeabilit\u00e0 alle influenze esterne dell\u2019area mediterranea, con l\u2019impossibilit\u00e0 per l\u2019Italia di gestire autonomamente la propria politica estera, \u00e8 una realt\u00e0 concret<\/span><span style=\"color: #008000;\">a<\/span><\/strong>, <strong><span style=\"color: #008000;\">acuitasi dopo il 24 febbraio con lo scoppio della guerra tra Russia e Ucraina e con la recrudescenza dello scontro tra potenze conservatrici e potenze revisioniste dell\u2019ordine internazionale liberale a guida statunitense.<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Uno dei compiti del prossimo governo italiano sar\u00e0 quello di teorizzare, e recitare soprattutto, un ruolo da protagonista nel Mediterraneo allargato poich\u00e9, in aree di forte instabilit\u00e0, una postura assertiva (da pivot), e non l\u2019immobilismo, potr\u00e0 <\/span><\/strong><span style=\"color: #008000;\"><strong>garantire la sicurezza nazionale<\/strong>.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Filippo Del Monte<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\"><a style=\"color: #008000;\" href=\"https:\/\/www.difesaonline.it\/geopolitica\/analisi\/la-teoria-del-mediterraneo-allargato-e-la-geopolitica-classica-italia\">articolo originariamente pubblicato su DIFESAONLINE<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-27 maxbutton maxbutton-un-regalo-per-te\" href=\"https:\/\/www.primevideo.com\/offers\/ref=atv_nb_lcl_it_IT?tag=amazon0e150-21 Italia\"><span class='mb-text'>Una sorpresa per te su Amazon Music unlimited<\/span><\/a>&nbsp;&nbsp; <a class=\"maxbutton-28 maxbutton maxbutton-amazon-prime\" title=\"Scopri i vantaggi di Amazon Prime\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>Scopri i vantaggi di Amazon Prime<\/span><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone dove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . 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