{"id":77831,"date":"2022-11-03T00:01:00","date_gmt":"2022-11-02T23:01:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=77831"},"modified":"2023-05-21T19:51:38","modified_gmt":"2023-05-21T17:51:38","slug":"navi-statunitensi-per-la-reggenza-barbaresca-di-algeri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/77831","title":{"rendered":"Navi statunitensi per la reggenza barbaresca di Algeri"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XVIII SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: MAR MEDITERRANEO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: USN, Reggenze di Algeri<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il 18 gennaio 1798 salp\u00f2 dal porto di Portsmouth nel New Hampshire diretta ad Algeri la fregata Crescent da 36 cannoni, recentemente costruita nel cantiere di James Ackett.&nbsp;<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La <strong><span style=\"color: #008000;\">Crescent<\/span> <\/strong>non era un bastimento della Marina statunitense diretta ad Algeri per qualche operazione contro i corsari di quella reggenza: faceva invece parte di un gruppo di quattro bastimenti da guerra \u201cdonati\u201d al <strong><span style=\"color: #008000;\">Dey<\/span><\/strong> di Algeri dal governo degli Stati Uniti in forza di un trattato di pace recentemente negoziato con quella reggenza per salvaguardare i bastimenti mercantili statunitensi dagli attacchi e cattura da parte dei suoi corsari. Come ha pi\u00f9 volte sottolineato il prof. Beri, nella seconda met\u00e0 del Settecento e nei primi tre decenni dell\u2019800 i metodi a disposizione degli stati marittimi europei e degli Stati Uniti per proteggere la propria marina mercantile dagli attacchi dei corsari barbareschi erano due: disporre di una potente Marina da guerra capace di esprimere una forza di deterrenza di tale grandezza da intimorire i governanti delle Reggenze, accompagnata da una chiara volont\u00e0 di utilizzarla nel caso si fosse reso necessario farvi ricorso, oppure stipulare con essi dei \u201ctrattati di pace\u201d che, a fronte di pagamenti di onerosi tributi e di sostanziosi \u201cdoni\u201d ai loro Bey e Dey, avrebbero assicurato ai propri mercantili il libero transito. Anche in questo secondo caso era per\u00f2 preferibile poter disporre di una forza navale tale da ricordare ai governanti barbareschi l\u2019opportunit\u00e0 di mantener fede ai trattati sottoscritti. Per quanto riguarda i tributi previsti dai trattati, molte nazioni europee, e in particolare la Danimarca e la Svezia, fecero ricorso alla pratica di sostituire in tutto o in parte il pagamento in moneta contante con la fornitura di materiali da guerra, cannoni e polvere da sparo, e di materiali per la costruzione ed equipaggiamento dei bastimenti da guerra e anche di bastimenti completi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A questa pratica fecero ricorso anche gli Stati Uniti negli anni successivi alla fine della Guerra di Indipendenza, quando erano quasi del tutto privi di una marina da guerra; non essendo in grado di opporsi con la forza alle Reggenze furono costretti a stipulare dei trattati di pace che prevedevano il versamento di cospicui tributi annui. Il trattato con la reggenza di Algeri fu stipulato nel 1795.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A causa del ritardo con il quale il governo statunitense ratific\u00f2 il trattato e il versamento dei primi tributi, il Dey di Algeri minacci\u00f2 la ripresa della guerra di corsa contro le navi americane; per mantenere la pace il governo statunitense accett\u00f2 di concedere al Dey, oltre al denaro dovutogli, una grande quantit\u00e0 di materiali per le costruzioni navali e quattro nuovi bastimenti da guerra che avrebbero dovuto \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">\u2026 essere costruiti in forme e dimensioni tali da risultare molto veloci\u2026<\/span><\/strong>\u201d, oltre ad essere realizzati con i migliori materiali. I costi di costruzione, equipaggiamento ed armamento sarebbero stati completamente a carico del governo statunitense.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/antonicelli-navi-usa-algeri-1024x738.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 antonicelli-navi-usa-algeri-1024x738.jpg\" width=\"1024\" height=\"738\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Piano del brigantino Hassan Bashaw. Fonte: Chapelle, The Story of the American Sailing Navy.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I quattro bastimenti furono la <strong><span style=\"color: #008000;\">fregata Crescent<\/span><\/strong> da 36 cannoni, 24 da 9 libbre e 12 da 6, il brigantino Hassan Bashaw da 18 cannoni da 6 libbre e le golette Skjoldebrand da 20 cannoni da 4 libbre e Lelah Eisha da 18 cannoni da 4 libbre; oltre a questi bastimenti, al Dey di Algeri fu anche donata la goletta Hamdullah, un bastimento armato privato recentemente costruito a Baltimora e acquistato dal governo statunitense per trasportare alla Reggenza parte dei materiali da consegnare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Crescent fu costruita su progetto di Josiah Fox, il progettista delle fregate da 44 cannoni della US Navy Constitution, United States e President che facevano parte del gruppo di sei fregate la cui costruzione fu autorizzata dal Congresso proprio per costituire una forza navale in grado di esercitare una deterrenza contro le reggenze; la costruzione di alcune di esse fu ritardata o addirittura sospesa proprio in conseguenza della firma del trattato di pace con Algeri, perch\u00e9 ritenute non pi\u00f9 necessarie.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/Josiah_Fox_1763_-_1847_image_circa_1800_Naval_History_and_Heritage_Command_public_domain-787x1024.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Josiah_Fox_1763_-_1847_image_circa_1800_Naval_History_and_Heritage_Command_public_domain-787x1024.jpg\" width=\"787\" height=\"1024\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Josiah Fox (1763 &#8211; 1847), architetto navale inglese, noto per il suo coinvolgimento nella progettazione e costruzione delle prime navi da guerra significative della Marina degli Stati Uniti tra cui il USS Constellation <span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">e U.S.S.<\/span><\/span> <span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">Congress, 1795. Josiah Fox fu responsabile della messa su carta dei progetti del costruttore navale&nbsp;Joshua Humphreys al Philadelphia Naval Shipyard<\/span><\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Crescent era lunga 37 m sul ponte di coperta, larga 9,7 ed aveva una profondit\u00e0 di stiva di 3 m; la stazza era di 538 t. Fu varata il 29 giugno 1797 ma a causa del ritardo nella fusione dei cannoni fu pronta a salpare solamente alla fine dell\u2019anno. Un quotidiano di Portsmouth la defin\u00ec \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">\u2026uno dei migliori esemplari di elegante architettura navale che mai sia stata costruita nelle acque del Piscataqua \u2026<\/span><\/strong>\u201d. Il costo complessivo fu variamente stimato tra 90.000 e 150.000 dollari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A bordo della <strong><span style=\"color: #008000;\">Crescent<\/span><\/strong> si imbarc\u00f2 anche il nuovo console designato ad Algeri, <strong><span style=\"color: #008000;\">Richard O\u2019 Brien<\/span><\/strong>, che era stato schiavo ad Algeri per dieci anni; anche il capitano e molti dei marinai dell\u2019equipaggio erano stati schiavi ad Algeri ed erano stati liberati, insieme ad O\u2019 Brien, dietro pagamento di un riscatto, grazie alla firma del trattato di pace. Oltre a materiali vari la Crescent aveva a bordo 26 barili pieni di dollari, presumibilmente spagnoli, per un valore totale di 180.000 $ USA, destinati alla Reggenza, una notizia imprudentemente pubblicata dal quotidiano di Portsmouth.&nbsp;La Crescent arriv\u00f2 ad Algeri insieme alla goletta Hamdullah il 26 febbraio 1798 e i due bastimenti furono immediatamente consegnati al Dey. La Hamdullah stazzava 125 t ed era armata con 14 cannoni da 3 libbre.&nbsp;Gli altri tre bastimenti furono completati nel corso del 1798.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <strong><span style=\"color: #008000;\">brigantino Hassan Bashaw<\/span> <\/strong>fu progettato e costruito a Filadelfia da Samuel Humphreys.&nbsp; Era lungo 28,3 m tra le pp, largo 8 ed aveva una profondit\u00e0 di stiva di 3,5 m; la stazza era di 287 t; era dotato di 22 remi i cui portelli erano intervallati a quelli dei cannoni. Risult\u00f2 un bastimento particolarmente veloce. O\u2019 Brien lo defin\u00ec \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">\u2026 il bastimento pi\u00f9 bello e pi\u00f9 completo visto fino ad allora<\/span><\/strong>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La <strong><span style=\"color: #008000;\">goletta Skjoldebrand<\/span><\/strong>, cos\u00ec battezzata in onore di un diplomatico scandinavo che nel Mediterraneo si rese molto utile agli americani, fu costruita a Filadelfia; era lunga 23,6 m tra le pp, larga 7 m, profonda in stiva 3,2 m; era anch\u2019essa dotata di remi e risult\u00f2 dotata di eccellenti qualit\u00e0 nautiche sia sottovela che alla voga. Della goletta Lelah Eisha non si hanno le dimensioni, ma era pi\u00f9 piccola della Skjoldebrand.&nbsp;L\u2019Hassan Bashaw e la Skjoldebrand salparono insieme alla <strong><span style=\"color: #008000;\">goletta Sophia<\/span><\/strong>, la quale era destinata ad essere donata al Bey di Tripoli, sulla quale era imbarcato il commodoro comandante della piccola squadra, il 7 e l\u20198 gennaio 1799 e giunsero ad Algeri rispettivamente l\u20198 e il 4 febbraio.&nbsp;La <strong><span style=\"color: #008000;\">goletta Lelah Eisha<\/span><\/strong> era invece salpata il precedente 17 dicembre insieme al <strong><span style=\"color: #008000;\">bastimento mercantile Hero<\/span><\/strong> carico di materiali navali destinati sempre alla reggenza, ed era giunta ad Algeri il 23 gennaio.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/antonicelli-navi-usa-algeri-1024x742.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 antonicelli-navi-usa-algeri-1024x742.jpg\" width=\"1024\" height=\"742\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Piano velico della goletta Skjoldebrand. Fonte Chapelle, The Story of the American Sailing Navy<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I quattro bastimenti furono molto ammirati dalla marineria algerina. Mentre i bastimenti erano in costruzione, la consapevolezza di quanto fosse assurdo fornire ai barbareschi ottime navi, per alcuni versi superiori a quelle che ottenevano dagli stati europei, che avrebbero potuto in futuro essere utilizzate contro la marineria statunitense cominci\u00f2 a farsi largo nel governo statunitense. Nel dicembre 1797, il Segretario di Stato, scrivendo al console O\u2019 Brien, ammise che il governo avrebbe volentieri evitato di fornire bastimenti armati al Dey ma che la situazione critica in cui si trovava il paese per il momento non aveva lasciato altra scelta. In futuro il governo sarebbe stato molto lieto di poter evitare il ripetersi di una situazione analoga, qualora fosse stato possibile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pochi mesi prima era stato concluso un \u201ctrattato di pace ed amicizia\u201d con il Bey di Tripoli dopo il pagamento di 40.000 dollari spagnoli, 13 orologi d\u2019oro, d\u2019argento e di princisbecco, anelli con pietre preziose e tessuti. Una delle clausole prevedeva che all\u2019arrivo del nuovo console statunitense a Tripoli al Bey sarebbero stati pagati 12.000 dollari spagnoli e sarebbero stati consegnati i seguenti materiali navali: 5 gomene da 8 pollici, 3 da 10 pollici, 50 barili di catrame, 10 di pece, 500 tavole di pino e altrettante di quercia, 10 alberi da nave, 12 pennoni, 50 pezze di tela e 4 ancore. Anche in questo caso, se non si fornirono bastimenti completi, furono comunque consegnati materiali essenziali per l\u2019armamento e il mantenimento dei bastimenti corsari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019episodio della fornitura dei quattro bastimenti, poco conosciuto, fu certamente poco dignitoso per gli Stati Uniti. Forse proprio per questo motivo il pur autorevole \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">Dictionary of the American Naval Fighting Ships<\/span><\/strong>\u201d alla voce \u201cHassan Bashaw\u201d riporta che il brigantino e la goletta Skjoldebrand furono costruiti negli Stati Uniti dietro richiesta del Dey di Algeri e \u201ca sue spese\u201d, e che la richiesta del Dey fu accolta dal <strong><span style=\"color: #008000;\">presidente Adams<\/span> <\/strong>in quanto il Dey era stato utile agli Usa nei loro negoziati con le altre reggenze, fatti tutti smentiti anche dagli stessi resoconti governativi dell\u2019epoca.&nbsp;Nel 1801 il Bey di Tripoli avanz\u00f2 nuove pretese, riprendendo la guerra di corsa contro il naviglio statunitense. La risposta americana questa volta fu l\u2019invio di diverse unit\u00e0 della US Navy la cui azione fu per\u00f2 poco decisa a causa delle restrizioni politiche messe sul loro operato.&nbsp;La guerra \u201cguerreggiata\u201d della US Navy contro le reggenze barbaresche del Mediterraneo continuer\u00e0 con alterni e spesso non decisivi risultati fino al 1815.&nbsp;<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Aldo Antonicelli<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">FONTI<br \/>\n<\/span><\/strong>Chapelle, The Story of the American Sailing Navy, 1949.<br \/>\nDictionary of the American Naval Fighting Ship.<br \/>\nFairburn, Merchant Sail, vol. I, 1897.<br \/>\nCooper, History of the Navy of the United States of America, 1853.<br \/>\nNaval Documents Related to the Quasi-war between the United States and France, Naval operations, 1935.<br \/>\nCollections of the Massachusetts Historical Society, 6\u00b0 serie, vol. III, 1896.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-27 maxbutton maxbutton-un-regalo-per-te\" href=\"https:\/\/www.primevideo.com\/offers\/ref=atv_nb_lcl_it_IT?tag=amazon0e150-21 Italia\"><span class='mb-text'>Una sorpresa per te su Amazon Music unlimited<\/span><\/a>&nbsp;&nbsp; <a class=\"maxbutton-28 maxbutton maxbutton-amazon-prime\" title=\"Scopri i vantaggi di Amazon Prime\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>Scopri i vantaggi di Amazon Prime<\/span><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . 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