{"id":77792,"date":"2022-10-19T00:01:16","date_gmt":"2022-10-18T22:01:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=77792"},"modified":"2023-06-11T15:49:12","modified_gmt":"2023-06-11T13:49:12","slug":"77792","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/77792","title":{"rendered":"Imperi che vanno, imperi che vengono: troni, spade e potere"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 11<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: GEOPOLITICA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: FUTURO PROSSIMO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Imperi<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">La politica estera non rallenta<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nSpostiamo il focus verso l\u2019Asia Centrale e andiamo a toccare un\u2019area di importanza significativa ma di non facile presa: le cinque repubbliche ex sovietiche di <strong><span style=\"color: #008000;\">Kazakistan, Kirghizistan, Uzbekistan, Tagikistan e Turkmenistan <\/span><\/strong><span style=\"color: #000000;\">che, <\/span>riverberando i riflessi della guerra ucraina, si presentano come un nuovo punto di faglia dove strategia e risorse energetiche attirano i maggiori soggetti politici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019ombra del Cremlino ha continuato nel tempo ad oscurare il profilo geopolitico di una regione versata per l\u2019autocrazia e tuttavia incapace di prevenire le contestazioni manifestatesi prima nel 2005 in Kirghizistan, poi in Uzbekistan (con la sanguinosa repressione sfociata nella strage di Andijan 1) e dopo in Kazakistan con l\u2019intervento della CSTO a guida russa nel 2022.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il problema risiede nell\u2019impermeabilit\u00e0 di un sistema di potere capace di innescare una reazione che, ubbidendo al terzo principio della dinamica, si sviluppa in modo uguale e contrario e che alimenta un\u2019opposizione clandestina fondamentalista, agevolata nelle sue motivazioni dal dissesto sociale conseguente alla fine del relativo welfare comunista. \u00c8 innegabile che gli anni sovietici abbiano lasciato il segno, anche per quanto riguarda aggregazione dei gruppi etnici e laicizzazione della societ\u00e0; il tutto ha condotto i Paesi dell\u2019area a riscoprire o ad inventare la propria identit\u00e0 nazionale dato che nessuno di essi era mai esistito nell\u2019ambito dei propri confini odierni.&nbsp;La scoperta post-sovietica di giacimenti di idrocarburi ha parzialmente alleviato la situazione socioeconomica causando per\u00f2 un aumento delle sperequazioni sociali e squilibrando la situazione politica regionale, che ha rimarcato la rilevanza del bacino del Caspio, prima di stretto e chiuso appannaggio russo iraniano, ora apertamente corteggiato da Kazakistan, Turkmenistan e Azerbaigian.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/Caspio-oil-1024x967.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Caspio-oil-1024x967.png\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 la geografia a comandare e dispiegarsi: l\u2019Asia centrale \u00e8 circondata da attori globali e regionali, separati dall\u2019elemento di instabilit\u00e0 afghano, e con le proiezioni di potenza indo-pakistane, cosa che deve far costantemente rammentare come l\u2019area sia il pi\u00f9 rilevante punto di intersezione mondiale di potenze nucleari. <strong><span style=\"color: #008000;\">Il rischio che le instabilit\u00e0 di origine socioeconomica divengano funzionali ad una prospettiva di sicurezza militare<\/span><\/strong>.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ai tentativi di stabilizzazione americana, successivi all\u201911 settembre, si \u00e8 contrapposta la singolarit\u00e0 di un\u2019area eterogenea e frammentata che replica le sue dinamiche nella provincia cinese dello <strong><span style=\"color: #008000;\">Xinjiang<\/span><\/strong> (non a caso Turkestan orientale), residenza di pi\u00f9 di un milione di Kazaki. A fronte della crescente presenza cinese, che definisce i confini orientali della regione, si impone la presenza islamica quale elemento culturale unificante. Va per\u00f2 compreso che l\u2019atteggiamento generale verso un utilizzo strumentale della religione nella vita pubblica sia ancora molto controverso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">L\u2019Islam politico marca la zona uzbeka, dove il regime sostiene un nazionalismo fondato sugli elementi musulmani della tradizione<\/span><\/strong>; un islamismo che \u00e8 ritenuto, pur nella sua marginalit\u00e0, un minaccioso fattore da reprimere ed il cui contenimento \u00e8 funzionale ad una leggenda che rende questi paesi appetibili agli investimenti occidentali.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/Caucasus_central_asia_political_map_2000-1024x763.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Caucasus_central_asia_political_map_2000-1024x763.jpg\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per Mosca, l\u2019Asia centrale rimane un serbatoio strategico di risorse sia in termini economico-securitari, sia per il capitale umano, vista l\u2019ingente massa migratoria che si \u00e8 spostata verso il nord russo, anemizzato da un sensibile crollo demografico. Una vasta area che rappresenta la piattaforma da cui impostare la politica estera indirizzata al mondo musulmano 2, vista anche la presenza delle forze americane e la competizione che queste hanno acceso, mettendo in discussione il diritto naturale russo di intervenire nelle questioni interne al fine di tutelare le comunit\u00e0 russofone.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Mosca \u00e8 presente in tutte le strutture multilaterali d\u2019area entro uno spazio economico unificato che racchiude anche la Bielorussia, e che concorre a ricomporre la vecchia carta politica sovietica.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quel che manca da tempo alla politica russa \u00e8 una visione concreta e ponderata di lungo periodo, ancillare a quel bilanciamento necessario a riequilibrare gli effetti della penetrazione strategica americana. Quest&#8217;ultima considera l&#8217;importanza dei corridoi creati da oleodotti e gasdotti che mutano il tipo di apertura geoeconomica, e che forniscono, ai Paesi in cui sboccano, una leva geopolitica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019invasione ucraina ha di fatto sconfessato la apparentemente compassata politica russa nei confronti degli ex spazi satelliti; il ritorno imperiale e revisionista di Mosca ha indotto la maggior parte dei paesi dell\u2019ex area sovietica ad un atteggiamento cauto ed ambivalente 3 perch\u00e9 logicamente intimoriti da possibili rappresaglie e conseguenze strategiche ed economiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di rilievo <strong><span style=\"color: #008000;\">la posizione del Kazakistan<\/span><\/strong> il cui presidente, soccorso dalla Russia con il CSTO a seguito dei tumulti interni avvenuti in gennaio, <strong><span style=\"color: #008000;\">ha tuttavia dichiarato di riconoscere l&#8217;integrit\u00e0 territoriale ucraina;<\/span><\/strong> questo mentre altri funzionari kazaki asserivano che il loro Paese <strong><span style=\"color: #008000;\">non avrebbe legittimato l&#8217;indipendenza delle repubbliche popolari di Donetsk e Luhansk, alla stessa stregua dell\u2019Uzbekistan<\/span><\/strong>; utile qui ricordare la difesa d\u2019ufficio della sovranit\u00e0 kazaka da parte di Xi e lo stupido insulto di Mosca 4 verso un paese che sta cercando alternative per un trasporto utile delle sue esportazioni energetiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quella kazaka \u00e8 una reazione modulata e comprensibile alla luce della sicurezza e della dipendenza economica finora assicurate da Mosca, un attore ancora centrale nonostante la perdita di influenza; sotto questo aspetto non si pu\u00f2 non considerare che l\u2019Asia centrale \u00e8 una regione caratterizzata da Paesi che da almeno 30 anni cercano di consolidare sovranit\u00e0 e identit\u00e0 nazionali. Dunque nulla di strano che l\u2019entusiasmo per l\u2019invasione di un vicino per giunta coevo, possa tentennare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli appelli di deputati russi per la denazificazione del Kazakistan 5, o le minacce rivolte contro la Transnistria non possono che suscitare timore e rifiuto, visto che peraltro la controffensiva ucraina ha aperto scenari impensabili e complessi per la Russia che per la prima volta negli ultimi 200 anni si trova nella posizione dell\u2019attaccante retrocedente e non del difensore asimmetrico; un conflitto in cui il blocco delle forniture energetiche ha agevolato il sacrificio del surplus commerciale moscovita, ed in cui il consenso si \u00e8 sostenuto sull\u2019evitamento di una retorica anti-bellicistica diffusa nelle citt\u00e0 principali del versante europeo, finora risparmiate da impopolari chiamate alle armi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il dubbio su cui riflettere riguarda la correttezza delle visioni che il Cremlino sta coltivando; a partire dalla Cina, sempre pi\u00f9 preoccupata per le evoluzioni ucraine, fino ad arrivare ai territori separatisti georgiani e moldovi 6. Le mobilitazioni decretate, dalla discussa entit\u00e0 numerica, potrebbero aprire alla possibilit\u00e0 di rappresaglie ucraine finalizzate a far crollare il morale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ovviamente considerando il NON ricorso al nucleare tattico che, secondo la Teoria del <strong><span style=\"color: #008000;\">Grand Moff Wilhuff Tarkin <\/span><\/strong>7 (altrimenti detta strategia di escalation-to-de-escalation), \u00e8 garantito dalla paura di finire disintegrati sul proprio vascello. Ma questa \u00e8 un\u2019altra storia, a meno che non ci si arrischi ad estrarre l\u2019ultimo coniglio bianco dal cilindro, giocando su aspetti cognitivi e di disinformazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">La guerra, quale logica prima conseguenza, non potr\u00e0 che sospingere per la diversificazione della politica estera inducendo gli \u201cStan\u201d sia a rapporti multivettoriali, sia ad assumere posizioni certe ed inequivocabili.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per gli USA, l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">Asia centrale<\/span><\/strong> \u00e8 l\u2019ultimo anello di una catena che, partendo dall\u2019Europa dell\u2019Est ed arrivando al Caucaso, dopo essere passata per Balcani e Mar Nero, deve contenere Mosca nelle sue incursioni periferiche; <strong><span style=\"color: #008000;\">una linea politica che rimane incerta, vista la perdita di influenza e la poco tollerata ingerenza esercitata negli affari interni dei vari paesi<\/span><\/strong>. Anche la Cina punta forte sull\u2019Asia centrale ed esiste il dubbio che anche nello <strong><span style=\"color: #008000;\">Xinjiang<\/span><\/strong>, paese tra Tibet e Mongolia, si risveglino gli aneliti nazionalisti turcofoni <strong><span style=\"color: #008000;\">uiguri<\/span><\/strong>, soffocati dall\u2019immigrazione <strong><span style=\"color: #008000;\">Han<\/span><\/strong> e sollecitati dall\u2019Afghanistan 8.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Una regione in cui \u00e8 risultato evidente che qualsiasi tipo di investimento \u00e8 a rischio.<\/span><\/strong> Per Pechino si tratta di uno spazio irrinunciabile, dato il suo valore strategico che permette proiezioni verso Medio Oriente, subcontinente indiano e Siberia. Il valore \u00e8 sia energetico che securitario, visto che l\u201980% del fabbisogno di risorse proviene dalle SLOC 9 che possono essere interrotte e che richiedono quindi una valida alternativa 10.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>La debolezza russa e i dubbi sulla sicurezza in Asia Centrale potrebbero dare a Pechino un maggiore incentivo ad essere pi\u00f9 coinvolto nelle vicende regionali.<\/strong><\/span> La Cina non procede secondo logiche commerciali: il suo fine \u00e8 quello di bloccare quante pi\u00f9 risorse possibili per permettere la creazione di stock di riserve necessarie ad un approccio di lungo periodo, curando solo ed esclusivamente il proprio interesse secondo l\u2019assunto di Lord Palmerston; una prova \u00e8 l\u2019interesse talebano per la <strong><span style=\"color: #008000;\">BRI (Belt and Road Initiative)<\/span><\/strong>, che garantirebbe fondi ed opere a Kabul di cui per\u00f2 non si fiderebbero pi\u00f9 i gruppi pi\u00f9 ortodossi che intrattengono rapporti con l\u2019Uzbekistan, causando condizioni di insicurezza a Pechino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si pu\u00f2 stare certi che i contabili cinesi abbiano fatto presente che in quell\u2019area politicamente sismica, il <strong><span style=\"color: #008000;\">China Pakistan Economic Corridor<\/span><\/strong> \u00e8 gi\u00e0 costato circa 62 miliardi di dollari a fronte dei 282 stimati e dati in prestito in via globale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non pu\u00f2 esserci dunque dubbio che la <strong><span style=\"color: #008000;\">SCO<\/span><\/strong> 11, che prova ad affacciarsi sul Mediterraneo, provochi pi\u00f9 di un brivido in Occidente, soprattutto da quando si sono aggregati quali osservatori tre nuovi partner: <strong><span style=\"color: #008000;\">Pakistan, India<\/span><\/strong>, che non ha mancato di strigliare la Russia per le vicende ucraine, e <strong><span style=\"color: #008000;\">Iran <\/span><\/strong>12, che ha firmato un <span style=\"color: #008000;\"><strong><em>memorandum of obligation<\/em><\/strong><\/span>, che aprono nuove alternative alla politica occidentale nell\u2019area; il rovescio della medaglia \u00e8 che la SCO ha difficolt\u00e0 sia nel rendere compatibili le esigenze di soggetti politici cos\u00ec variegati, sia nel regolare la competizione fra Cina e Russia, che si sente minacciata dalla leadership di Pechino, mirante ad un mercato comune a fronte del consolidamento politico militare desiderato dal Cremlino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Poich\u00e9 la politica non \u00e8 fatta di impalpabilit\u00e0, non ci sarebbe da stupirsi se, con l\u2019arretramento russo in Ucraina, la Cina aumentasse la sua influenza nelle repubbliche asiatiche centrali, variando gli equilibri geopolitici e rammentando le previsioni sull\u2019Est Europa dell\u2019americano Brzezinsky, che prevedeva forti instabilit\u00e0 ad Est. <\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Del resto, i miracoli se non si compiono qualche volta si sfiorano, cos\u00ec come si sono sfiorati Xi ed il Pontefice, transitati entrambi per Nur Sultan, ed entrambi interessati alla soluzione del problema delle nomine vescovili cinesi, bisognose dell\u2019approvazione imperiale del Dragone. Probabilmente, <em>ratione materiae<\/em>, ci si attende pi\u00f9 di un prodigio che la scuola realista delle relazioni internazionali si ostina a non riuscire a vedere, come non riesce a scorgere facili exit strategy per la crisi ucraina.&nbsp;<strong><span style=\"color: #008000;\">Per il Papa la politica \u00e8 arte e vocazione nobile, e le arti sono eccelse manifestazioni di capacit\u00e0 umane che di trascendente hanno poco, tanto che lo stesso Pontefice, pur ammonendo circa la necessit\u00e0 di perseguire un dialogo, ha richiamato l\u2019attenzione circa il suo immancabile olezzo.<\/span><\/strong> A fronte dell\u2019amicizia senza limiti di febbraio, spicca l\u2019opinione del Washington Post che scrive: <strong><em><span style=\"color: #008000;\">la Russia ha visione e interessi in Asia Centrale, e la Cina li sta lentamente divorando<\/span><\/em><\/strong>. Ecco qui di nuovo gli interessi nazionali di Lord Palmerston. Del resto, se Xi intende confermare i pronostici della sua riconferma ai massimi vertici istituzionali cinesi, come potrebbe lasciarsi avvinto alla zavorra russa?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra l\u2019altro rimangono ancora irrisolti i problemi finanziari, la querelle di Taiwan con il sostegno americano al Vietnam e la <em>reprise<\/em> del Covid, che costringono ad accantonare le proiezioni di una BRI in declino, e consigliano di perseguire una politica cauta ed ambivalente che non rinunci ad un ruolo leaderistico nel confronto con la Russia, pura esportatrice di materie prime, come a Samarcanda.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se \u00e8 vero che l\u2019incontro uzbeko \u00e8 stato alternativo a possibili ed analoghi rendez-vous occidentali, \u00e8 altrettanto vero che non c\u2019\u00e8 stata un\u2019adesione acritica alla visione russa: nessuno scontro o sconfessione, ma freddezza e reciproca sfiducia, anche perch\u00e9 non si pu\u00f2 dimenticare che la Turchia \u00e8 ancora un paese Nato, che l\u2019India aderisce al Quad, e che in occasione delle recenti esercitazioni navali congiunte nel Mar del Giappone, Mosca non ha trovato di meglio che schierare una nave spia come capo gruppo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella regione, potenziale crocevia di una nuova rete logistica di trasporti, spicca la presenza di Ankara 13, patrona delle repubbliche turcofone coinvolte nel mantenimento dell\u2019asse energetico est-ovest 14. Se il Kazakistan, che coltiva rapporti importanti con la Cina per essere paese di transito del gas del Turkmenistan, \u00e8 in cerca di tutele da parte turca, cinese ed europea, il Kirghizistan15 non ha esitato a prendere le parti russe, mentre sullo sfondo incombono i rischi di una ripresa degli scontri interetnici fra kirghizi e uzbeki, che mantengono una posizione distaccata sull\u2019Ucraina, e tra Tagikistan16, teatro di una guerra civile sanguinosa, e Kirghizistan.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da ricordare gli scontri tra l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">Armenia<\/span><\/strong> (non assistita dall\u2019alleato russo e pungolata dalla Turchia) e l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">Azerbaigian<\/span><\/strong>, fornitore di gas per l\u2019Europa e amante della politica del doppio forno che lo porta su sponde russe ed ucraine, per l\u2019annosa questione del <strong><span style=\"color: #008000;\">Nagorno Karabakh<\/span><\/strong>, mentre intrattiene rapporti anche con l\u2019Iran; da rammentare la condanna dell\u2019invasione da parte dell\u2019Uzbekistan, anche per effetto delle conseguenze economico finanziarie delle sanzioni che, pur dirette alla Russia, stanno danneggiando i paesi limitrofi17, eccetto, forse, il Turkmenistan, legato a Mosca e Teheran, e che coltiva relazioni con l\u2019Afghanistan. In questo contesto la Cina, molto concretamente, continuer\u00e0 a fornire supporto diplomatico alla Russia, magari consigliando di riattivare il <strong><span style=\"color: #008000;\">Nord Stream europeo<\/span><\/strong>, per controbilanciare Washington e la pressione finanziaria occidentale, senza tuttavia prestare un supporto tattico che ne dilapiderebbe il patrimonio di prestigio e credibilit\u00e0.&nbsp;Escludendo azioni militari nell\u2019immediato, non \u00e8 cos\u00ec difficile ipotizzare un futuro desiderio russo di rivalsa verso Baku o Nur Sultan (prossimamente di nuovo Astana), utilizzando l\u2019Armenia quale proxy, o fomentando rivolte kazake interne.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Westeros del Trono di Spade, ed ora della Casa dei Draghi, offre un\u2019interessante parallelismo per le vicende regionali trattate: gli Stati combattono l\u2019uno contro l\u2019altro apertamente o in forma pi\u00f9 o meno occulta, animando la perenne anarchia delle relazioni internazionali e giustificando qualsiasi fine e qualsiasi mezzo pur di massimizzare gli interessi alla Palmerston; il tutto mentre divampa la costante ricerca della conquista e del mantenimento del potere in un mondo che guarda all\u2019unipolarismo della casata statunitense insidiata dai nuovi pretendenti ed alleati a tempo sino-russi.&nbsp;Impossibile non pensare alla deflagrazione di un conflitto che designi il nuovo, o confermi il vecchio, legittimo detentore della corona, capace di contenere e controllare qualsiasi spinta disgregatrice. Ma chi sar\u00e0 il sovrano riconosciuto? Nella storia reale, dove fantasy e realt\u00e0 talvolta si fondono, manca l\u2019impossibile idealit\u00e0 di un <em>Jon Snow<\/em>, realisticamente condannato all\u2019esilio da quello stesso Nord che pure aveva liberato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Gino Lanzara<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.difesaonline.it\/geopolitica\/analisi\/imperi-che-vanno-imperi-che-vengono-troni-spade-e-potere\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Pubblicato originariamente su DIFESAONLINE<\/span><\/strong><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Note<\/span><br \/>\n<\/strong>1 13 maggio 2005. Le truppe del Servizio di sicurezza nazionale uzbeko hanno sparato su una folla di manifestanti. Le stime degli uccisi vanno da 187, secondo dati governativi, a diverse centinaia. Molti corpi sarebbero stati sepolti in fosse comuni. Le motivazioni ufficiali citano l\u2019istigazione, contestata da molti, di movimenti islamici.<br \/>\n2 Iran, Cina, Pakistan<br \/>\n3 Pur appoggiando Mosca, finora la <strong><span style=\"color: #008000;\">Bielorussia<\/span><\/strong> si \u00e8 opposta all&#8217;invio di truppe; <strong><span style=\"color: #008000;\">Moldova<\/span> <\/strong>e <strong><span style=\"color: #008000;\">Georgia<\/span><\/strong> hanno condannato l&#8217;invasione, accelerando gli sforzi per aderire all&#8217;UE, non esente da responsabilit\u00e0 per le decisioni adottate dal decisore politico tedesco. Le reazioni degli altri Paesi hanno oscillato tra il non condannare l&#8217;aggressione russa e sostenere l&#8217;integrit\u00e0 territoriale ucraina. Si sono astenuti dal votare <strong><span style=\"color: #008000;\">Armenia, Kirghizistan, Tagikistan, Kazakistan<\/span><\/strong>, o hanno evitato di farlo <strong><span style=\"color: #008000;\">Azerbaigian, Turkmenistan e Uzbekistan<\/span><\/strong>.<br \/>\n4 Kazakistan: uno stato artificiale? da ricordare anche il discorso dell\u2019agosto 2014 (poco dopo l\u2019annessione della Crimea) in cui Putin, affermando che i kazaki non avevano mai avuto uno Stato, li invitava a rimanere nel grande mondo russo.<br \/>\n5&nbsp; data 26 marzo. secondo l&#8217;agenzia di stampa KazTAG &#8211; Il <strong><span style=\"color: #008000;\">deputato del Partito Comunista della Federazione Russa (KPRF) Sergey Savostyanov<\/span><\/strong>, che siede alla Duma di Mosca, ha chiesto la &#8220;denazificazione&#8221; e la &#8220;smilitarizzazione&#8221; del Kazakistan sull&#8217;esempio dell&#8217;Ucraina.<br \/>\n6 Abkhazia, Ossezia, Transnistria<br \/>\n7 Star Wars, Una nuova speranza, 1977. Il governatore Tarkin \u00e8 il comandante della Morte Nera<br \/>\n8 Il ritiro degli USA dall&#8217;Afghanistan non ha portato ad un completo vuoto di sicurezza vista la presenza di oltre 8.000 soldati russi in Tagikistan e di una base militare in Kirghizistan.<br \/>\n9 Sea Lines Of Communications<br \/>\n10 La Cina \u00e8 presente nello sfruttamento di gran parte delle risorse centroasiatiche: idroelettriche in Tagikistan e Kirghizistan, metallifere in Kazakistan, metalli rari in Tagikistan, <strong><span style=\"color: #008000;\">uranio di cui il Kazakistan possiede il 17% delle riserve mondiali<\/span><\/strong>.<br \/>\n11 <strong><span style=\"color: #008000;\">Shangai Cooperation Organization<\/span> <span style=\"color: #008000;\">(SCO)<\/span> &#8211; <\/strong>a Samarcanda si \u00e8 discusso di cooperazione energetica tra <span style=\"color: #008000;\"><strong>Russia, Pakistan, India e Cina<\/strong><\/span>, che si \u00e8 assicurata risorse per un ammontare di 44 mld di USD da gennaio. <strong><span style=\"color: #008000;\">Da giugno la Russia \u00e8 divenuto il primo esportatore di petrolio verso Pechino rimpiazzando Riyad<\/span><\/strong>. Membri a pieno titolo, oltre ai cinque originari, <strong><span style=\"color: #008000;\">Uzbekistan, Pakistan e India<\/span><\/strong> (ricordo sempre divisi da forte rivalit\u00e0), si aggiungono i Paesi osservatori: <strong><span style=\"color: #008000;\">Afghanistan, Mongolia, Bielorussia e Iran<\/span><\/strong>. I partner di dialogo sono <strong><span style=\"color: #008000;\">Sri Lanka, Turchia, Cambogia, Nepal, Azerbaigian e Armenia, Egitto e Qatar<\/span><\/strong>. Per il futuro sono candidati a questo status anche <strong><span style=\"color: #008000;\">Bahrein e Maldive.<\/span><\/strong><br \/>\n12 Ha fornito i droni <strong><span style=\"color: #008000;\">Shahed<\/span><\/strong> utilizzati dalla Russia in Ucraina<br \/>\n13 La <strong><span style=\"color: #008000;\">Turchia<\/span><\/strong> ha stretto un accordo di partenariato strategico e un accordo commerciale con l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">Uzbekistan<\/span><\/strong>, ha concordato la creazione di una fabbrica di droni ANKA con il <strong><span style=\"color: #008000;\">Kazakistan<\/span><\/strong>, \u00e8 giunta ad una dichiarazione congiunta con il <strong><span style=\"color: #008000;\">Kazakistan, Azerbaigian e Georgia sul corridoio di trasporto est-ovest<\/span><\/strong>.<br \/>\n14 Azerbaigian, Kazakistan, Kirghizistan, Uzbekistan. Manca il neutrale Turkmenistan<br \/>\n15 Ospita un\u2019importante base dell\u2019aeronautica russa a Kant, a circa 20 chilometri dalla capitale Byshkek<br \/>\n16 la capitale Dushanbe ospita una divisione di fanteria russa<br \/>\n17 La <strong><span style=\"color: #008000;\">Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo<\/span> <\/strong>ha dichiarato in marzo che l&#8217;Asia centrale sarebbe stata pesantemente colpita dal calo del valore del rublo e dalle restrizioni alla sua convertibilit\u00e0, in quanto fortemente dipendente dalle rimesse ricevute dalla Russia<\/p>\n<p>Foto: Cremlino &#8211; TASS \/ web<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-27 maxbutton maxbutton-un-regalo-per-te\" href=\"https:\/\/www.primevideo.com\/offers\/ref=atv_nb_lcl_it_IT?tag=amazon0e150-21 Italia\"><span class='mb-text'>Una sorpresa per te su Amazon Music unlimited<\/span><\/a>&nbsp;&nbsp; <a class=\"maxbutton-28 maxbutton maxbutton-amazon-prime\" title=\"Scopri i vantaggi di Amazon Prime\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>Scopri i vantaggi di Amazon Prime<\/span><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 11<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . 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