{"id":76623,"date":"2022-10-04T00:01:49","date_gmt":"2022-10-03T22:01:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=76623"},"modified":"2023-08-04T19:08:04","modified_gmt":"2023-08-04T17:08:04","slug":"linfluenza-del-potere-marittimo-nella-cultura-del-periodo-elisabettiano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/76623","title":{"rendered":"Evoluzione del concetto di potere marittimo inglese: dalle origini fino all\u2019epoca elisabettiana"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XV &#8211; XVI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: DIDATTICA<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: marina inglese<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <strong><span style=\"color: #008000;\">fattore geografico<\/span><\/strong> confer\u00ec alle isole britanniche un vantaggio per il controllo dell\u2019area atlantica; le rotte commerciali con le Americhe, a causa della rotazione oraria dei venti, comportavano, sulla rotta del ritorno, il passaggio delle navi nell\u2019area di azione delle navi britanniche. La mancanza di confini terrestri diretti faceva s\u00ec che l\u2019Inghilterra dovesse difendersi esclusivamente dal mare, per cui l&#8217;impiego di unit\u00e0 navali di difesa degli interessi della Corona era essenziale per mantenere il predominio nell\u2019area di interesse. Vedremo come questo processo si svilupp\u00f2 sin dal XV secolo per poi affermarsi nei secoli successivi, esercitando anche un\u2019influenza indiretta sulla politica internazionale degli altri stati europei.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">La creazione del metodo costruttivo<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nDurante il regno di <strong><span style=\"color: #008000;\">Enrico VII<\/span> <\/strong>(1485-1509) avvenne un grande sviluppo della cantieristica navale inglese per rendere le navi pi\u00f9 adatte ai combattimenti di altura. Ci\u00f2 fu realizzato con il potenziamento delle artiglierie di bordo e, soprattutto, con l\u2019organizzazione di un gruppo di marinai assegnati appositamente alla loro gestione e, per la prima volta, nettamente separato dall\u2019 equipaggio; in altre parole incominci\u00f2 il processo di mutamento del concetto tattico di impiego delle forze navali che permise il passaggio da una flotta composta da navi mercantili armate occasionalmente ad una formata da navi militari a tutti gli effetti.&nbsp;Con <strong><span style=\"color: #008000;\">Enrico VIII<\/span> <\/strong>(1509-1547) si assistette ad un ulteriore sviluppo della cantieristica, alla creazione di porti funzionali ed all\u2019acquisto di galee, galeazze e galeoni che costituirono il primo embrione di una forza navale inglese.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/elizabeth1map-l-698x1024.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 elizabeth1map-l-698x1024.jpg\" width=\"698\" height=\"1024\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">mappa dell&#8217;epoca elisabettiana, XVI secolo<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In realt\u00e0, si trattava di navi mercantili,&nbsp; armate per difesa ed impiegate, alla bisogna dalla Corona. Fu con <strong><span style=\"color: #008000;\">Elisabetta I<\/span><\/strong> che la creazione di una marina reale si concretizz\u00f2 pienamente, permettendo la protezione delle prime compagnie mercantili inglesi di navigazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un periodo politicamente non semplice per la grande regina. La morte della cattolica <strong><span style=\"color: #008000;\">Maria Stuarda<\/span><\/strong> (1587) spinse <strong><span style=\"color: #008000;\">Filippo II di Spagna<\/span><\/strong>, da lei nominato suo erede, ad intraprendere una campagna navale contro l\u2019Inghilterra, con la scusa di restaurare la libert\u00e0 di culto cattolico nell\u2019Isola. Inizi\u00f2 cos\u00ec una lotta fredda tra le due nazioni, combattuta sui mari da corsari al soldo della corona britannica. Fra di loro, <strong><span style=\"color: #008000;\">Francis Drake<\/span><\/strong> che, dopo aver razziato le rotte delle Americhe, attacc\u00f2 il porto di Cadice, in Spagna, dando fuoco alle navi spagnole che erano in attesa di partire. A causa di ci\u00f2 la <strong><span style=\"color: #008000;\"><em>Grande y Felicisima Armada,<\/em><\/span><\/strong> composta da 132 navi con stazza variabile dalle 330 alle 1550 tonnellate, riusc\u00ec a prendere il largo per la Manica solo nel maggio del 1588.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pi\u00f9 che di una flotta navale quella che viene conosciuta maggiormente come l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">Invincibile Armata<\/span><\/strong> (in spagnolo: Armada Invencible, reale denominazione: Grande y Felicisima Armada) fu un contingente anfibio, con pi\u00f9 di 20.000 soldati imbarcati e 7.800 marinai, comandati da capitani di nobile rango ma di poca se non scarsa esperienza navale. Non aveva piloti che conoscessero la rotta tra le insidiose secche della Manica e non possedeva carte,&nbsp; pezzi di rispetto e viveri sufficienti; il piano prevedeva che molti degli approvvigionamenti sarebbero dovuti essere prelevati a Dunquerque ma, a causa dell\u2019intervento della flotta olandese, il porto fu bloccato. Per pi\u00f9 di una settimana la flotta spagnola fu attaccata dalle piccole navi inglesi, con azioni per lo pi\u00f9 di disturbo, poi l\u2019ammiraglio in capo spagnolo, &nbsp;<strong><span style=\"color: #008000;\">Alonso P\u00e9rez de Guzm\u00e1n<\/span><\/strong>, decise di andare alla fonda davanti al porto di Calais per rifornirsi, aspettando di unirsi con i rinforzi provenienti dalle Fiandre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;ammiraglio inglese, <strong><span style=\"color: #008000;\">Lord Howard<\/span><\/strong>, a bordo della&nbsp;nave ammiraglia <strong><span style=\"color: #008000;\">Ark Royal<\/span><\/strong>, si rese immediatamente conto che con le poche risorse disponibili non avrebbe mai potuto contrastare la forza navale avversaria. Convoc\u00f2 quindi a bordo della sua nave i suoi migliori capitani. Si narra che<strong><span style=\"color: #008000;\">&nbsp;Sir William Winter<\/span><\/strong>&nbsp;(che aveva partecipato in parte alla circumnavigazione del mondo con Drake) ricord\u00f2 la <strong><span style=\"color: #008000;\">notte di Anversa<\/span><\/strong> in cui dei brulotti incendiati avevano causato la distruzione di un ponte di barche di sbarramento per impedire agli Olandesi della lega di Utrecht di salpare&nbsp;dal porto.&nbsp;<\/p>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>L\u2019episodio dei \u201cfuochi di Anversa\u201d<\/strong><strong>&nbsp;fu il primo esempio di una vittoria navale basata sull\u2019uso di ordigni esplosivi galleggianti.&nbsp;Ecco il resoconto di cosa accadde. <\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/anversa-fire.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 anversa-fire.jpg\" width=\"573\" height=\"395\"><span style=\"color: #008000;\">Ad Anversa era stato costruito da Alessandro Farnese un ponte di barche di sbarramento per impedire agli Olandesi della lega di Utrecht di salpare dal porto. Un progettista italiano al servizio degli Olandesi, Gianibelli, dopo aver progettato la complessa struttura di difesa della citt\u00e0 di Anversa, propose un azione bellica mai tentata in precedenza ovvero di aprire un varco nello sbarramento. Nonostante lo scetticismo degli Olandesi,&nbsp; alla fine li convinse e fece&nbsp; riempire due barconi di esplosivo, materiali ferrosi e grosse pietre. Quindi accese le micce poste sui ponti di coperta e lasci\u00f2 che esse, trasportate dalla forte corrente, si avvicinassero al ponte di sbarramento ed ai vascelli Spagnoli. L\u2019esplosione fu terrificante distruggendo sei navi ed uccidendo pi\u00f9 di ottocento soldati. L\u2019evento ebbe un enorme clamore nella storia del tempo. Il Gianibelli, fu considerato un pericolo pubblico e, a lungo ricercato dai sicari spagnoli, si rifugi\u00f2 in Inghilterra dove offr\u00ec i suoi servizi alla Corona inglese. Ma la memoria di quella notte rest\u00f2 nell\u2019immaginario collettivo come i fuochi di Anversa.<\/span><\/strong><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Winter<\/span><\/strong> propose di applicare una nuova tattica, \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">Considering their hugeness twill not be possible to remove them but by a device<\/span><\/em><\/strong>\u201d ovvero creare una diversione disseminando ordigni infuocati in mare per per attaccare i galeoni con le pi\u00f9 agili fregate &nbsp;inglesi e guadagnare tempo per organizzare la difesa del territorio. La flotta inglese, rilasci\u00f2 in favore di corrente dei brulotti (barche da pesca incendiate) che causarono il panico a bordo dei pesanti galeoni. Nella fretta di salpare dagli ancoraggi, quattro galeoni si urtarono a vicenda, altri due presero fuoco, scontrandosi con le barche in fiamme: la flotta spagnola cadde quindi nel caos pi\u00f9 totale. Gli Inglesi ne approfittarono attaccandoli con le loro veloci fregate armate con cannoni pi\u00f9 efficienti; fu gioco facile per gli Inglesi bombardare i grandi galeoni, mentre le artiglierie spagnole non riuscivano a colpire le piccole ma estremamente maneggevoli navi inglesi. Nel frattempo, una tempesta si affacci\u00f2 all&#8217;orizzonte e gli Spagnoli decisero di cercare di disimpegnarsi dal fuoco nemico, dirigendosi in maniera disordinata verso Nord.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/gravelines-battle-1024x767-1.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 gravelines-battle-1024x767-1.jpg\" width=\"984\" height=\"764\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">la battaglia sulle secche di Gravelines &#8211; autore Augustine Ryther; Robert Adams &#8211; cropped and cleaned<a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:The_battle_off_Gravelines,_8_August_1588_RMG_F8048.tiff\">The battle off Gravelines, 8 August 1588 RMG F8048.tiff &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\"><strong>La breve battaglia sulle secche di Gravelines<\/strong> <strong>segn\u00f2 l\u2019inizio della fine della flotta spagnola<br \/>\n<\/strong><\/span>L\u2019Armada si port\u00f2 verso nord e fu colpita da una furiosa tempesta che affond\u00f2 molti galeoni e la costrinse a cercare scampo circumnavigando la Scozia, per ripiegare poi verso sud dal lato occidentale, in direzione della Spagna. Dopo un avventuroso viaggio solo la met\u00e0 delle navi spagnole fece ritorno in patria, portando con s\u00e9 i segni di un\u2019amara sconfitta e la consapevolezza della perdita della sua presunta sovranit\u00e0 sui mari.<\/p>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Una svolta tattica epocale<\/span><\/strong><\/span><strong><span style=\"color: #008000;\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/gravelines.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 gravelines.jpg\">Un disastro navale legato principalmente a due diversi modi di combattere per mare: da un lato gli Spagnoli che usavano ancora il \u201cvecchio sistema\u201d di abbordare le navi, utilizzando i cannoni solo per indebolire il nemico, dall&#8217;altro gli Inglesi che avevano navi pi\u00f9 piccole e manovriere, che utilizzavano i loro cannoni in maniera pi\u00f9 efficiente. In particolare, grazie all&#8217;affusto navale i cannoni inglesi potevano ottenere una capacit\u00e0 di fuoco maggiore, pi\u00f9 precisa e sicura di quella dei cannoni spagnoli che avevano per lo pi\u00f9 una funzione di appoggio all&#8217;abbordaggio. Questo diverso modo di impiego, favor\u00ec quindi la marina britannica che disponeva di cannoni pesanti, con proiettili tra 18 e 42 libbre e poteva portare la distruzione a distanza dei pesanti galeoni spagnoli.&nbsp;<\/span><\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: justify;\">In sintesi, gli <strong><span style=\"color: #008000;\">Spagnoli<\/span><\/strong>, legati a tattiche dei tempi della battaglia di Lepanto e non abituati ad operare nelle acque insidiose del Nord Europa, in particolare della Manica, furono alla fine costretti a ritirarsi. Ironia della sorte, finirono in balia delle tempeste atlantiche che ne dispersero definitivamente la forza navale; un vantaggio che i marinai inglesi seppero abilmente sfruttare.&nbsp;D\u2019altra parte, la marina inglese impar\u00f2 da quella insperata vittoria un\u2019importante lezione: la necessit\u00e0 di avere una marina armata con navi da guerra costruite ed equipaggiate al solo scopo di combattere, rinunciando per loro ogni velleit\u00e0 mercantile. In pratica non vascelli trasformati alla bisogna come piattaforme di combattimento ma una marina da guerra a se stante al servizio della Corona.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Nasceva cos\u00ec la Royal Navy.<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nSi resero anche conto che, nonostante la capacit\u00e0 dei loro comandanti, se il vento fosse stato favorevole, l\u2019esercito spagnolo avrebbe potuto sbarcare, segnando probabilmente la fine della Corona britannica. La nuova flotta doveva avere quindi un taglio militare, imbarcando i potenti cannoni che avevano dimostrato la loro superiorit\u00e0 tattica in battaglia, per assicurare la difesa dell&#8217;Inghilterra in mare, evitando lo sbarco del nemico sul territorio. In quel periodo si assisteva all\u2019avvento di armi da fuoco individuali, gli archibugi, che consentivano di colpire gli avversari a grande distanza. In pratica il concetto di combattimento navale stava cambiando: al marinaio non era pi\u00f9 richiesto di arrembare le navi avversarie ma di manovrare la nave per portarla al tiro con i suoi cannoni fuoriuscenti dai lati dello scafo, cercando di affondarle o di immobilizzarle distruggendone le velature ed appiccando fuoco alle strutture.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Questo concetto \u00e8 molto importante perch\u00e9 sottolinea un passaggio storico fondamentale<\/span><\/strong>: <strong><span style=\"color: #008000;\">si pass\u00f2 dall\u2019impiego delle navi usate quali piattaforme da cui muovere all\u2019assalto del vascello nemico a quello di unit\u00e0 mobili e manovriere armate di cannoni per affondare o immobilizzare le navi avversarie.<\/span> <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un concetto navale nuovo che ne sostituiva uno vecchio di duemila anni, nato ai tempi dei Greci, e che era destinato a durare fino alla fine della Seconda Guerra Mondiale.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/TrattatodiTordesillas-1.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 TrattatodiTordesillas-1.jpg\" width=\"959\" height=\"592\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">il nuovo ordine mondiale era stabilito da una linea di demarcazione tra possedimenti spagnoli e portoghesi del Nuovo Mondo, definita con il trattato di Tordesillas che affermava che le terre a oriente del meridiano posto a ovest delle isole di Capo Verde passassero sotto il controllo portoghese, mentre quelle a occidente sotto quello spagnolo. Una situazione che non poteva essere accettata dall&#8217;Inghilterra &#8211; <a href=\"https:\/\/lahistoriaynicole.blogspot.com\/2011\/06\/tratado-de-alcacovas-y-tratado-de.html\">La historia &amp; Nicole :3: Tratado de alc\u00e1\u00e7ovas y Tratado de tordesillas. (lahistoriaynicole.blogspot.com)<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le rotte delle Americhe erano ormai senza controllo e regola, se non quella cartacea e mai rispettata del <strong><span style=\"color: #008000;\">Trattato di Tordesillas<\/span><\/strong>, emanato nel 1494 da papa Alessandro, che suddivideva le aree di influenza fra Spagna e Portogallo.&nbsp;L\u2019Inghilterra aveva compreso l\u2019importanza di finanziare le spedizioni degli esploratori per cercare nuovi orizzonti economici, di creare una marina militare efficiente ed idonea per supportare una rete commerciale mercantile non pi\u00f9 limitata al suo bacino naturale ma estesa al mondo conosciuto.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Tiziana Forti<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-27 maxbutton maxbutton-un-regalo-per-te\" href=\"https:\/\/www.primevideo.com\/offers\/ref=atv_nb_lcl_it_IT?tag=amazon0e150-21 Italia\"><span class='mb-text'>Una sorpresa per te su Amazon Music unlimited<\/span><\/a>&nbsp;&nbsp; <a class=\"maxbutton-28 maxbutton maxbutton-amazon-prime\" title=\"Scopri i vantaggi di Amazon Prime\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>Scopri i vantaggi di Amazon Prime<\/span><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . 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