{"id":76540,"date":"2022-11-13T00:01:54","date_gmt":"2022-11-12T23:01:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=76540"},"modified":"2023-05-21T18:21:47","modified_gmt":"2023-05-21T16:21:47","slug":"il-deus-ex-machina-di-milazzo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/76540","title":{"rendered":"Il deus ex macchina di Milazzo"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 9<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA ROMANA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: REPUBBLICA E IMPERO ROMANO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: DIDATTICA<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: storia navale romana, Milazzo, arrembaggio<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Arrembaggi ed arrembatori<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nGli <strong><span style=\"color: #008000;\">arrembatori<\/span><\/strong>, ovvero i combattenti che si lanciavano all\u2019arrembaggio delle unit\u00e0 nemiche, facevano parte della fanteria imbarcata. Per indicare questo personale, ben distinto dai marinai (<strong><span style=\"color: #008000;\">nautae<\/span><\/strong>) e dai rematori (<strong><span style=\"color: #008000;\">remiges<\/span><\/strong>), le fonti hanno utilizzato le espressioni <strong><span style=\"color: #008000;\">socii navales<\/span> <\/strong>(in ricordo della loro prima origine, le alleate marinerie della Penisola), <strong><span style=\"color: #008000;\">navales milites, classici milites ed infine classiarii<\/span><\/strong>.<\/p>\n<figure style=\"width: 1024px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/02-1-nave-baia-1024x605.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 02-1-nave-baia-1024x605.jpg\" width=\"1024\" height=\"605\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Classiari pronti al combattimento sul ponte di coperta di una nave da guerra romana in navigazione a remi. Particolare di un bassorilievo eroso all\u2019estremit\u00e0 di destra, laddove era rappresentato il rostro della nave. Scultura risalente al terzo quarto del I secolo a.C., proveniente da Cuma e custodita dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli.<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">In tutti i casi in cui si rese necessario poter disporre in breve tempo di un consistente numero di fanti da imbarcare, i classiari vennero tratti direttamente dalle legioni, selezionando il fior fiore delle forze di fanteria, oppure tra uomini scelti per il loro grande coraggio, tutti volontari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Nella normalit\u00e0 dei casi, invece, i militi navali venivano reclutati dalle colonie marittime della costa tirrenica, poi anche dalle altre marinerie d\u2019Italia e delle province, allo scopo di disporre di gente in possesso di una sufficiente familiarit\u00e0 con il mare e con la navigazione.<\/span> <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nei primi anni della seconda Guerra Punica i fanti navali risultavano gi\u00e0 inquadrati in un ordinamento proprio, avendo costituito almeno tre legioni. Una sana rivalit\u00e0 con l\u2019esercito si manifest\u00f2 nel corso delle operazioni di Scipione in Spagna ma delle successive leve nel periodo della repubblica ci sono pervenute solo poche notizie occasionali. Maggiori informazioni si hanno per l\u2019epoca imperiale, quando i classiari beneficiarono dell\u2019ordinamento stabile conferito da <strong><span style=\"color: #008000;\">Augusto<\/span><\/strong> alle forze armate. La loro principale caratteristica rimase sempre quella dell\u2019elevato coraggio individuale.<\/p>\n<figure style=\"width: 705px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/02-3_grappino.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 02-3_grappino.jpg\" width=\"705\" height=\"300\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Rappresentazione sommaria di un grappino d\u2019arrembaggio, equivalente alle manus ferreae dei Romani<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019apprezzamento del peculiare coraggio degli uomini destinati all\u2019arrembaggio \u00e8 comprovato, fin dalla prima Guerra Punica, dall\u2019istituzione del premio della <strong><span style=\"color: #008000;\">corona navale (d\u2019oro)<\/span> <\/strong>per colui che per primo balzava in armi su di una nave nemica. Il requisito del coraggio \u00e8 ancora ricordato nel tardo impero da <strong><span style=\"color: #008000;\">Vegezio<\/span><\/strong> cos\u00ec come, in et\u00e0 bizantina, dall\u2019anonimo <strong><span style=\"color: #008000;\">Ad Basilium patricium Naumachica<\/span> <\/strong>(5,2), uno scritto reputato \u2013 come gli analoghi trattati di Siriano Magistro e di Leone VI \u2013 una rielaborazione aggiornata dei testi di tattica navale di epoca romana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Entrambe le predette fonti ci forniscono anche dei dati relativi all\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">armamento dei classiari<\/span><\/strong>, il cui aspetto generale risulta ora abbastanza noto dall\u2019iconografia. Essi indossavano una corazza anatomica leggera, probabilmente in cuoio, con varie protezioni, oltre all\u2019elmo ed al gladio. Prima dell\u2019arrembaggio utilizzavano lance o giavellotti, archi e frecce, fionde, falci taglia sartiame e vari tipi di macchine belliche imbarcate, quali scorpioni, baliste, onagri e catapulte, in grado di lanciare dardi, pietre ed altri proiettili, inclusi quelli incendiari. Vi erano infine i gi\u00e0 citati <strong><span style=\"color: #008000;\">grappini d\u2019arrembo (manus ferreae)<\/span><\/strong> e l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">arpagone (harpago<\/span><span style=\"color: #008000;\">)<\/span><\/strong>, che <strong><span style=\"color: #008000;\">Appiano<\/span><\/strong> chiama anche \u201ccorvo\u201d (korax) e che doveva essere ancora in uso agli inizi del \u2018600 visto che <strong><span style=\"color: #008000;\">Pantero Pantera<\/span><\/strong> \u2013 che conosceva personalmente le esigenze dell\u2019arrembaggio, avendo egli stesso catturato quattro galee turche \u2013 ne parla al presente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una transitoria variante dell\u2019arpagone fu il cosiddetto \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">arpax<\/span><\/strong>\u201d (pi\u00f9 lungo e pesante, ma lanciato da una catapulta anzich\u00e9 a mano), ideato da <strong><span style=\"color: #008000;\">Agrippa<\/span><\/strong> per la battaglia navale di Nauloco.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La presenza dei <strong><span style=\"color: #008000;\">classiari<\/span><\/strong> e di tutto questo materiale era evidentemente finalizzata all\u2019arrembaggio. Tuttavia, la dinamica degli scontri navali non consentiva di optare per la sola cattura delle navi avversarie astenendosi dagli speronamenti, poich\u00e9 nelle fasi calde dell\u2019attacco occorreva sfruttare ogni occasione per danneggiare il nemico, perlomeno fino a quando non vi fosse la certezza della vittoria. Pertanto, ogni combattimento navale includeva necessariamente sia delle manovre tattiche volte a neutralizzare o distruggere le unit\u00e0 nemiche, sia delle azioni conclusive intese ad acquisire la maggior quantit\u00e0 possibile di bottino navale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Scorrendo il lungo elenco delle vittorie navali romane lungo l\u2019arco di pi\u00f9 di due secoli fra quella di Milazzo e quella di Azio, si ha la conferma della prevalenza delle navi catturate rispetto a quelle affondate. Possiamo verificarlo riepilogando sinteticamente i risultati conseguiti in occasione delle sole vittorie navali di maggior rilevanza:<br \/>\nMilazzo (260 a.C.): 31 navi catturate, 14 affondate;<br \/>\nEcnomo (256): 64 catturate, 24 affondate;<br \/>\nCapo Bon (255): 114 catturate, nessuna affondata;<br \/>\nEgadi (241): 63 catturate, 125 affondate;<br \/>\nCorico (191): 13 catturate, 10 affondate;<br \/>\nMionneso (190): 13 catturate, 29 affondate;<br \/>\nBretagna (56): circa 200 catturate, nessuna affondata;<br \/>\nNauloco (36): circa 200 catturate, 28 affondate;<br \/>\nguerra Aziaca (31): 300 catturate, circa 200 affondate o bruciate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">In totale, circa 1000 navi catturate contro 430 affondate.<\/span><\/strong> A questi dati andrebbero ancora aggiunte le 110 navi rostrate catturate da <strong><span style=\"color: #008000;\">Lucio Lucullo<\/span><\/strong> ed esibite nel suo trionfo (63 a.C.) e le 800 navi rostrate catturate da <strong><span style=\"color: #008000;\">Pompeo Magno<\/span><\/strong> nella guerra Piratica ed in quella Mitridatica, come egli stesso pot\u00e9 ostentare con cartelli riepilogativi e \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">un infinito numero di rostri<\/span><\/strong>\u201d in occasione del suo terzo trionfo (61 a.C.).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">A partire dalla seconda Guerra Punica, l\u2019esperienza bellica dei combattenti imbarcati venne sfruttata anche per l\u2019effettuazione di sbarchi navali, nonch\u00e9 per delle operazioni a terra protratte.<\/span><\/strong><\/p>\n<figure style=\"width: 672px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/elmo-egadi.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 elmo-egadi.jpg\" width=\"672\" height=\"435\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">elmo montefortino recuperato alle Egadi &#8211; Cortesia Archivio Soprintendenza del Mare &#8211; Regione Sicilia &#8211; foto V.C.Curaci<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Conclusione<\/span><\/strong><br \/>\nIl giudizio sull\u2019impegno dei Romani nel teatro marittimo ha risentito di radicati pregiudizi relativi alla loro presunta avversione al mare ed alla loro incapacit\u00e0 di operare su di esso senza ricorrere ad artifizi intesi a cambiare le carte in tavola per far valere la loro superiorit\u00e0 nel combattimento terrestre. Gli stessi Romani, peraltro, non erano del tutto convinti di questa superiorit\u00e0 assoluta, visti i rovesci patiti nella guerra annibalica e compensati da una strategia navale e marittima vincente. D\u2019altronde, perfino nell\u2019unica sconfitta subita dalle loro flotte, a Trapani, 93 navi romane furono catturate con i relativi equipaggi: quindi, su tutte quelle navi, la cattura fu inevitabilmente preceduta da altrettanti \u201ccombattimenti terrestri\u201d, tutti vinti dai Cartaginesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">In ogni caso, l\u2019esame fin qui condotto ha consentito innanzi tutto di liberarci dall\u2019onnipresente condizionamento del corvo polibiano, un marchingegno pi\u00f9 suggestivo che credibile, il cui impiego vero o presunto \u00e8 risultato comunque irrilevante: tatticamente e storicamente.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 stato altres\u00ec accertato che la preferenza dell\u2019arrembaggio allo speronamento non pu\u00f2 essere semplicisticamente attribuita alla volont\u00e0 di supplire alla limitata esperienza marinara dei Romani o alle minori capacit\u00e0 evolutive delle loro navi. Ci\u00f2 in quanto anche la manovra per portarsi all\u2019abbordaggio ed al successivo arrembaggio richiedeva prestazioni nautiche delle navi perlomeno pari a quelle delle unit\u00e0 nemiche, nonch\u00e9 delle spiccate qualit\u00e0 manovriere dei comandanti, ad iniziare da quello che in Marina chiamiamo \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">l\u2019occhio cinematico<\/span><\/strong>\u201d, ovvero la capacit\u00e0 di regolare prontamente la propria rotta per portarsi nella voluta posizione rispetto ad un\u2019altra unit\u00e0 in navigazione.<\/p>\n<figure style=\"width: 830px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/02-7-Montanus-Capito.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 02-7-Montanus-Capito.jpg\" width=\"830\" height=\"900\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Classiario Montano Capitone (I sec.), imbarcato sulla liburna ravennate Aurata con il grado di optio. Bassorilievo su di un cippo-ossuario rinvenuto nel 2015 nell\u2019area della necropoli di Classe e ora custodito nel Museo Classis Ravenna.<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Abbiamo nel contempo constatato che, pur avvalendosi \u2013 quando necessario \u2013 anche dell\u2019opzione dello speronamento, i Romani hanno effettivamente prediletto quella dell\u2019arrembaggio, effettuato ogni qualvolta possibile, all\u2019evidente scopo di trarre dalle vittorie in mare anche un utile immediato, per potenziare le risorse della flotta, ed a beneficio del morale degli equipaggi e della fastosit\u00e0 del trionfo.<\/span> <\/strong>Le migliorie introdotte dai Romani in fase di preparazione ed esecuzione degli arrembaggi hanno ampliato i compiti della fanteria imbarcata, impiegata anche per il lancio di proiettili con le grandi macchine belliche sistemate sul ponte di coperta e per il tiro con l\u2019arco dall\u2019alto delle torri di combattimento appositamente innalzate. Le capacit\u00e0 acquisite da questi fanti li hanno resi idonei ad eseguire anche sbarchi navali, colpi di mano anfibi ed operazioni in costa. Con il loro apporto al combattimento navale, con l\u2019effettuazione degli arrembaggi e con le loro proiezioni oltremare essi hanno fornito un contributo determinante all\u2019espansione transmarina di Roma per oltre due secoli a partire dalla prima Guerra Punica, divenendo poi un prezioso sostegno della politica imperiale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pare in definitiva ben difficile giudicare rozzo ed inappropriato un modus operandi che non ha solo consentito ai Romani di creare, amministrare e rendere sicuro un impero esteso su tutte le sponde del nostro mare immensum , ma che ha anche messo a punto due innovazioni destinate ad essere longeve: una forma di combattimento navale orientato prioritariamente all\u2019arrembaggio \u2013 come faranno poi tutte le marine fino all\u2019epoca moderna \u2013 ed <strong><span style=\"color: #008000;\">un impiego anfibio dei classiari che anticipa sorprendentemente quello delle odierne fanterie di Marina, come la nostra Brigata Marina S. Marco ed i marines dei paesi anglo-sassoni.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Secondo la narrazione di Polibio, la vittoria navale conseguita dai Romani nelle acque di Milazzo, in occasione del loro primo importante confronto con la flotta punica, scatur\u00ec essenzialmente dal terrore che pervase i Cartaginesi nel vedere che ogni loro manovra di attacco veniva frustrata dall\u2019aggancio dei \u201ccorvi\u201d, che incombevano da ogni parte.<\/span><\/strong> Questi attrezzi, descritti dallo storico greco, consistevano a grandi linee in una passerella mobile che, posta a prora delle quinqueremi romane e manovrata come un picco di carico, aveva al disotto della propria estremit\u00e0 una sorta di lunga zanna acuminata destinata ad agganciarsi ai bastingaggi delle unit\u00e0 nemiche giunte entro il raggio d\u2019azione della macchina. L\u2019arrembaggio romano sarebbe dunque avvenuto attraverso quella stretta passerella, sulla quale i combattenti romani potevano solo transitare in fila per due.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/02-2_corvo.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 02-2_corvo.jpg\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Naturalmente salta subito all\u2019occhio l\u2019estrema vulnerabilit\u00e0 di tali assalitori, che dovevano accedere alla nave nemica soltanto da quel passaggio obbligato, divenendo un facile bersaglio per le frecce degli arcieri nemici. Dovremmo dunque presumere che, qualora la battaglia si fosse svolta proprio come l\u2019ha descritta Polibio, la fiacca difesa cartaginese sia dipesa dal <strong><span style=\"color: #008000;\">fattore sorpresa<\/span><\/strong>, che ha fatto prevalere lo sconcerto e la paura, inibendo l\u2019attuazione di un\u2019appropriata contromisura.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un altro motivo di perplessit\u00e0 proviene dalla descrizione polibiana delle manovre delle navi cartaginesi, perch\u00e9 le prime trenta risultano catturate mentre effettuavano l\u2019attacco con il rostro. Ora, poich\u00e9 il corvo polibiano aveva la capacit\u00e0 di agganciare le unit\u00e0 nemiche per non farle allontanare, ma non quella di respingere una prora rostrata in veloce avvicinamento, qualche nave romana avrebbe dovuto essere stata speronata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Eppure sappiamo anche che i Romani non ebbero perdite, il che rende poco credibile l\u2019attacco delle prime trenta navi puniche catturate. Della trentunesima, la poderosa nave ammiraglia di <strong><span style=\"color: #008000;\">Annibale il Vecchi<\/span><span style=\"color: #008000;\">o<\/span><\/strong>, non ci \u00e8 stata descritta la manovra. Tuttavia, trattandosi della vecchia settereme che era appartenuta al re Pirro, essa era verosimilmente meno manovriera delle quinqueremi e comunque poco adatta a compiere essa stessa una manovra di attacco al rostro contro una nave romana. Parrebbe quindi pi\u00f9 verosimile che l\u2019avvicinamento finale per la conquista di quella prestigiosa nave sia stata effettuata dalla quinquereme romana che ha provveduto al relativo arrembaggio (mentre Annibale riusciva a trasbordare su di un\u2019unit\u00e0 minore, sfuggendo per un pelo alla cattura).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sappiamo infine che nella stessa battaglia navale i Cartaginesi persero almeno quarantaquattro navi (Polibio arrotonda a cinquanta), di cui trentuno catturate, come si \u00e8 detto, e le rimanenti tredici affondate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qui abbiamo evidentemente un ulteriore problema, perch\u00e9 se i Romani non ebbero perdite e riuscirono invece a speronare in modo efficace ben tredici navi nemiche, vi \u00e8 forse qualche motivo di dubitare dell\u2019assioma secondo il quale le quinqueremi romane erano di gran lunga meno veloci e manovriere di quelle puniche, avendo oltre tutto dei comandanti inesperti ed incapaci di competere con la somma abilit\u00e0 dei loro corrispettivi cartaginesi nell\u2019arte del duello navale con la sola arma del rostro. <strong><span style=\"color: #008000;\">Ma se si respinge tale postulato, allora anche l\u2019esigenza di semplificare l\u2019arrembaggio con l\u2019adozione del cosiddetto \u201ccorvo\u201d risulterebbe meno credibile.&nbsp;<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Occorre in merito tener presente che questo fantastico deus ex ma-china della vittoria navale romana di Milazzo \u00e8 stato citato e descritto come strumento bellico navale soltanto da Polibio. Le altre fonti storiche antiche che parlano della stessa battaglia in mare condotta da Duilio si limitano generalmente a citare l\u2019uso delle cosiddette <strong><span style=\"color: #008000;\">\u201cmani di ferro\u201d (manus ferreae)<\/span><\/strong>, che non erano altro che i normali grappini lanciati in tutte le epoche dalle navi che procedevano all\u2019arrembaggio. Oltre alle manus ferreae, talvolta fissate a lunghi pali, qualche fonte aggiunge ulteriori \u2013 non meglio specificati \u2013 congegni robusti o delle passerelle leggere utilizzabili dopo aver saldamente affiancato la nave nemica con i grappini. Si tratta, come si vede, di attrezzature marinaresche accessorie e subordinate all\u2019uso delle manus ferreae: cercare di riconoscere in queste vaghe informazioni un\u2019allusione al \u201ccorvo\u201d polibiano mi sembra una forzatura ben poco credibile, poich\u00e9 qualsiasi storico, se avesse voluto riferire la presenza di una macchina bellica talmente imponente, lo avrebbe scritto in modo del tutto esplicito e con qualche comprensibile enfasi. <strong><span style=\"color: #008000;\">\u00c8 pertanto pi\u00f9 ragionevole attenersi alla lettera di quanto riportato da tutte le fonti antiche eccetto Polibio, e desumerne che i Romani avessero avuto cura di dotare le proprie nuove quinqueremi delle attrezzature marinaresche idonee per la manovra di affiancamento alle navi da arrembare.&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Domenico Carro<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-27 maxbutton maxbutton-un-regalo-per-te\" href=\"https:\/\/www.primevideo.com\/offers\/ref=atv_nb_lcl_it_IT?tag=amazon0e150-21 Italia\"><span class='mb-text'>Una sorpresa per te su Amazon Music unlimited<\/span><\/a>&nbsp;&nbsp; <a class=\"maxbutton-28 maxbutton maxbutton-amazon-prime\" title=\"Scopri i vantaggi di Amazon Prime\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>Scopri i vantaggi di Amazon Prime<\/span><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 9<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: STORIA ROMANA PERIODO: REPUBBLICA E IMPERO ROMANO AREA: DIDATTICA parole chiave: storia navale romana, Milazzo, arrembaggio &nbsp; Arrembaggi ed arrembatori Gli arrembatori, ovvero i combattenti che si lanciavano all\u2019arrembaggio delle unit\u00e0 nemiche, facevano parte della fanteria imbarcata. 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