{"id":76469,"date":"2022-10-09T00:37:00","date_gmt":"2022-10-08T22:37:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=76469"},"modified":"2023-05-21T10:42:33","modified_gmt":"2023-05-21T08:42:33","slug":"corsari-romani-parte-ii","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/76469","title":{"rendered":"Corsari romani &#8211; parte II"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA ROMANA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: III SECOLO a.C.<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: DIDATTICA<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Roma<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sopraggiunse poi l\u2019infausto <strong><span style=\"color: #008000;\">anno 249 a.C.<\/span><\/strong>, durante il quale le imponenti forze navali romane furono pressoch\u00e9 interamente annientate. Questa era dunque la situazione con la quale dovette misurarsi il Senato di Roma nel ricercare le soluzioni da adottare per la prosecuzione del conflitto. La condotta della campagna terrestre in Sicilia aveva fino allora beneficiato della determinante efficacia delle operazioni navali: le flotte romane, infatti, non solo avevano effettuato vari sbarchi per contribuire all\u2019avanzata delle legioni, ma avevano inflitto severe perdite alle forze navali nemiche, limitando sensibilmente il loro sostegno tattico e logistico all\u2019esercito punico.<\/p>\n<figure style=\"width: 658px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/cartagine.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 cartagine.jpg\" width=\"658\" height=\"669\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">moneta di argento di Cartagine che ne esalta il potere navale<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quest\u2019ultimo era stato pertanto costretto a ritirarsi sempre pi\u00f9 verso l\u2019estrema punta occidentale dell\u2019isola, laddove ancora riuscivano a giungere sporadici rifornimenti marittimi da Cartagine, soprattutto a Trapani. Il porto di Lilibeo (Marsala), invece, era stato sottoposto dai Romani ad un blocco navale che era divenuto del tutto efficace dopo la cattura di due quadriremi puniche eccezionalmente veloci. Questa cattura, peraltro, si dimostrer\u00e0 pi\u00f9 avanti di preziosa utilit\u00e0.<\/p>\n<figure style=\"width: 800px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/lilibeo-rotte-cartaginesi.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 lilibeo-rotte-cartaginesi.jpg\" width=\"800\" height=\"880\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">La citt\u00e0 di Lilibeo, fondata dai Cartaginesi sul promontorio della Sicilia pi\u00f9 vicino alla costa africana, ha intrattenuto e mantenuto durante la sua storia uno stretto legame con il mare, dovuto anzitutto alla sua posizione strategica di crocevia nelle rotte da e per l\u2019Africa<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al punto in cui si era giunti dopo l\u2019inimmaginabile perdita della quasi totalit\u00e0 del naviglio romano, tutti i risultati fino ad allora conseguiti rischiavano di essere vanificati. Roma, nei suoi storici arsenali navali \u2013 urbano <a href=\"#_ftn10\" name=\"_ftnref10\">[10]<\/a> ed ostiense \u2013, non possedeva pi\u00f9 che poche decine di quinqueremi. Queste erano appena sufficienti per mantenere un pattugliamento a difesa delle coste laziali e per inviare rifornimenti logistici alle legioni in Sicilia <a href=\"#_ftn11\" name=\"_ftnref11\">[11]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non essendovi la possibilit\u00e0 di costituire una grande flotta da schierare nell\u2019area delle operazioni belliche, decadeva la possibilit\u00e0 di ripristinare il blocco navale di Lilibeo e di fornire il sostegno necessario alle legioni. Inoltre \u2013 peggio ancora \u2013 si lasciava alle flotte puniche la pi\u00f9 totale libert\u00e0 di effettuare incursioni contro le coste dell\u2019Italia meridionale <a href=\"#_ftn12\" name=\"_ftnref12\">[12]<\/a> e di operare nelle acque sicule, sia per recare viveri e rinforzi alle loro truppe a terra, sia per aiutare tatticamente queste ultime creando pericolose diversioni in altri punti costieri dell\u2019isola allo scopo di disperdere gli sforzi delle legioni romane <a href=\"#_ftn13\" name=\"_ftnref13\">[13]<\/a>. Di conseguenza, la complessa trama tattica faticosamente intessuta dalle forze romane per estromettere i Cartaginesi dalla Sicilia rischiava di essere reiteratamente disfatta come la tela di Penelope.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">D\u2019altronde i Romani non erano pi\u00f9 in condizione di dotarsi in breve tempo di una nuova flotta da opporre a quella punica. In quel conflitto essi avevano gi\u00e0 sostenuto fino allora uno sforzo titanico nel varare un totale di almeno un migliaio di navi da guerra \u2013 quasi tutte quinqueremi \u2013 e nell\u2019armare tutte queste unit\u00e0 con altrettanti equipaggi bene addestrati, per potersi misurare alla pari con gli espertissimi marinai cartaginesi. Le casse dell\u2019erario erano quindi del tutto prosciugate e comunque occorreva attendere ancora diversi anni prima di poter reclutare ulteriori equipaggi idonei ad Ostia e presso le altre marinerie d\u2019Italia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In quel drammatico frangente, alcuni privati cittadini proposero di riparare a proprie spese le navi danneggiate e di utilizzarle essi stessi per attaccare il naviglio nemico e le coste africane, riservandosi il diritto di trattenere tutto il bottino catturato, a compensazione degli oneri sostenuti <a href=\"#_ftn14\" name=\"_ftnref14\">[14]<\/a>. <strong><span style=\"color: #008000;\">In altre parole, essi si candidarono al ruolo di corsari, esattamente come li intendiamo noi; ed il Senato di Roma acconsent\u00ec.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quei privati cittadini, evidentemente, non erano dei perfetti sconosciuti, perch\u00e9 altrimenti i senatori non avrebbero dato loro alcun credito. Essi dovevano invece essere noti per aver gi\u00e0 dato ottima prova di s\u00e9, per competenza marinaresca, abilit\u00e0 nel comando navale, fiuto ed audacia nell\u2019affrontare il nemico per mare, scaltrezza e fortuna per imporsi su di esso: in pratica, tutti personaggi di rango consolare o pretorio che si erano illustrati al comando di flotte o di formazioni navali minori, accompagnati da comandanti di provata esperienza.<\/p>\n<figure style=\"width: 1024px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/03-3_colonna-base-1024x836.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 03-3_colonna-base-1024x836.jpg\" width=\"1024\" height=\"836\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Resti dell\u2019elogio di Caio Duilio (<em>CIL<\/em> 1, 25) originariamente inciso sulla base della colonna rostrata eretta in suo onore nel Foro romano; epigrafe restaurata in epoca augustea. (Musei Capitolini)<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Basti dire che il primo di questi privati fu <strong><span style=\"color: #008000;\">Caio Duilio<\/span><\/strong> <a href=\"#_ftn15\" name=\"_ftnref15\">[15]<\/a>: colui che undici anni prima aveva inaugurato la prestigiosa serie delle vittorie navali romane, sbaragliando la flotta punica in alto mare, al largo di Milazzo. Quel successo gli era valso l\u2019attribuzione di due onori eccezionali: la celebrazione a Roma del primo trionfo navale e la dedica della prima colonna rostrata, eretta nel Foro. <strong><span style=\"color: #008000;\">Polibio<\/span><\/strong> gli ha conferito una notoriet\u00e0 legata soprattutto alla presunta invenzione del cosiddetto \u201ccorvo\u201d, un cervellotico marchingegno pi\u00f9 suggestivo che credibile <a href=\"#_ftn16\" name=\"_ftnref16\">[16]<\/a>. \u00c8 bene riferirsi invece a quanto riportato dalle altre fonti antiche, che attribuiscono a Duilio il merito di aver introdotto a bordo delle navi romane l\u2019uso delle <strong><span style=\"color: #008000;\"><em>manus ferreae <\/em><\/span><\/strong><a href=\"#_ftn17\" name=\"_ftnref17\">[17]<\/a>, corrispondenti ai normali rampini o grappini d&#8217;abbordaggio <a href=\"#_ftn18\" name=\"_ftnref18\">[18]<\/a>. Si tratta proprio dell\u2019attrezzo che in tutte le epoche \u00e8 stato lanciato dai marinai sulle navi nemiche da arrembare.<\/p>\n<figure style=\"width: 705px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/02-3_grappino.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 02-3_grappino.jpg\" width=\"705\" height=\"300\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Rappresentazione sommaria di un grappino d\u2019arrembaggio, equivalente alle manus ferreae dei Romani<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">D\u2019altronde l\u2019arrembaggio non fu solo l\u2019innovazione tattica adottata da Duilio per la sua prima battaglia navale, ma il tipo di attacco navale destinato a rimanere quello prediletto dai Romani, perch\u00e9 consentiva di catturare intatte le unit\u00e0 nemiche, con i loro equipaggi, anzich\u00e9 mandare a fondo queste preziose risorse. Lo stesso arrembaggio doveva quindi essere, a maggior ragione, la modalit\u00e0 tipica di tutti gli attacchi dei corsari romani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poich\u00e9 le riparazioni delle navi danneggiate nell\u2019estate 249 a.C. non avrebbero potuto richiedere un tempo superiore al successivo arco invernale, \u00e8 presumibile che le azioni navali corsare siano state avviate fin dalla primavera-estate del 248, dovendo poi proseguire fino all&#8217;inizio del 242 <a href=\"#_ftn19\" name=\"_ftnref19\">[19]<\/a>. Di quanto avvenne in questi sei anni, Polibio ci dice solo che Roma aveva temporaneamente rinunciato alla guerra navale. In effetti quello che facevano dei cittadini che andavano per mare a titolo privato, operando prevalentemente in prossimit\u00e0 delle coste africane, rimaneva al di fuori dell\u2019ufficialit\u00e0. Non abbiamo quindi notizia di tutti i numerosi attacchi <a href=\"#_ftn20\" name=\"_ftnref20\">[20]<\/a> che vennero audacemente effettuati da quei corsari, ma sono pervenuti i due seguenti esempi piuttosto significativi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 247 a.C. le navi corsare romane effettuarono un&#8217;ardita incursione ad <strong><span style=\"color: #008000;\">Ippona Diarrito (odierna Biserta)<\/span><\/strong>, il secondo porto pi\u00f9 importante dei Cartaginesi. Dopo essere penetrati all&#8217;interno del bacino portuale, i Romani diedero fuoco a tutte le navi puniche presenti ed a numerosi magazzini retrostanti. Non potendo reagire colpendo le navi romane, che navigavano celermente nell&#8217;ampio specchio d&#8217;acqua, i Cartaginesi. tentarono di intrappolare gli aggressori affrettandosi a tendere la pesante catena di protezione che chiudeva l&#8217;imboccatura del porto.<\/p>\n<figure style=\"width: 995px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/03-4_incursioni_corsare.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 03-4_incursioni_corsare.jpg\" width=\"995\" height=\"900\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Direttrici principali delle incursioni offensive condotte dai \u201ccorsari romani\u201d negli anni 248-242 a.C. (disegno D. Carro)<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa mossa era probabilmente stata prevista da Duilio, che mise prontamente in atto un&#8217;abile contromossa: facendo transitare ciascuna nave in corrispondenza della parte centrale dello sbarramento, laddove la curva della catenaria rimaneva inevitabilmente poco al di sotto del pelo dell&#8217;acqua, tutto l&#8217;equipaggio doveva portarsi a poppa per far sollevare la prora in modo che il rostro superasse l&#8217;ostacolo; poi, quando l&#8217;unit\u00e0 era avanzata a forza di remi fino ad avere la catena a met\u00e0 nave, l&#8217;equipaggio doveva passare all&#8217;estrema prora, facendo cos\u00ec sollevare la poppa e consentendo il sollecito allontanamento verso l&#8217;alto mare. Cos\u00ec facendo tutto il gruppo navale corsaro pot\u00e9 uscire senza danni e dirigere la propria navigazione verso la Sicilia, ove l&#8217;attendeva un altro successo. Giunte infatti nel golfo di Palermo, le navi romane vi trovarono una squadra navale cartaginese, che venne affrontata in mare e sconfitta <a href=\"#_ftn21\" name=\"_ftnref21\">[21]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Fine II parte &#8211; continua<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Domenico Carro<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-size: 18pt; color: #008000;\">Note<br \/>\n<\/span><\/strong><a href=\"#_ftnref10\" name=\"_ftn10\">[10]<\/a> I <em>Navalia<\/em> dell\u2019Urbe, sulla riva meridionale del Campo Marzio, appena a monte dell\u2019Isola Tiberina.<br \/>\n<a href=\"#_ftnref11\" name=\"_ftn11\">[11]<\/a> Tali attivit\u00e0 sono coerenti con quanto effettuato, con analoghe limitazioni di risorse navali, nel biennio 252-251 a.C. (Eutr. 2, 23; Pol. 1, 39)<br \/>\n<a href=\"#_ftnref12\" name=\"_ftn12\">[12]<\/a> Si registr\u00f2 effettivamente un\u2019importante incursione nel 247 a.C.: la flotta punica comandata da Amilcare Barca saccheggi\u00f2 le coste calabre e si spinse poi pi\u00f9 a nord lungo il litorale tirrenico, ma non and\u00f2 oltre il territorio di Cuma (Pol. 1, 56). Ci\u00f2 parrebbe confermare che la costa laziale era protetta.<br \/>\n<a href=\"#_ftnref13\" name=\"_ftn13\">[13]<\/a> Lo stesso era accaduto nei primi anni di guerra, prima che i Romani inviassero la loro prima grande fotta di quinqueremi (Pol. 1, 20)<br \/>\n<a href=\"#_ftnref14\" name=\"_ftn14\">[14]<\/a> Zon. 8.16.3; sulla costituzione della \u201csquadra corsara romana\u201d: L. Loreto, <em>La grande strategia di Roma nell&#8217;et\u00e0 della prima guerra punica (ca. 273 &#8211; ca. 229 a. C.): l&#8217;inizio di un paradosso<\/em>, Napoli 2007, pp. 217-218 e 221-222<br \/>\n<a href=\"#_ftnref15\" name=\"_ftn15\">[15]<\/a> La presenza di Duilio \u00e8 attestata da Frontino: cfr. successiva nota 21.<br \/>\n<a href=\"#_ftnref16\" name=\"_ftn16\">[16]<\/a> Ne parla solo Polibio, e solo per due battaglie navali: Milazzo ed Ecnomo. Risulta molto convincente la tesi che i <em>corvi<\/em> non siano mai esistiti, ma siano stati un\u2019invenzione punica accolta da Filino di Agrigento, una delle fonti di Polibio (M. Sordi, <em>I \u00abcorvi\u00bb di Duilio e la giustificazione cartaginese della battaglia di Milazzo<\/em>, in \u201cScritti di storia romana\u201d, Milano 2002, pp. 198-201)<br \/>\n<a href=\"#_ftnref17\" name=\"_ftn17\">[17]<\/a> Flor. <em>epit.<\/em> 1, 18, 9: Frontin. <em>strat.<\/em> 2, 3. 24; <em>Vir. ill.<\/em> 38, 1<br \/>\n<a href=\"#_ftnref18\" name=\"_ftn18\">[18]<\/a> Per l\u2019abbordaggio i Romani usavano anche gli arpagoni (<em>harpagones<\/em>), costituiti da un&#8217;asta metallica uncinata tenuta da un corto spezzone di catena che proseguiva con il normale cavo vegetale. Ad essi accenna Zon. 8, 11, 2<br \/>\n<a href=\"#_ftnref19\" name=\"_ftn19\">[19]<\/a> La continuit\u00e0 dell\u2019impegno dei corsari romani fino a quel termine \u00e8 chiaramente desumibile da quanto detto in Zon. 8, 16, 8<br \/>\n<a href=\"#_ftnref20\" name=\"_ftn20\">[20]<\/a> Alla molteplicit\u00e0 degli attacchi romani accenna Giovanni Zonara: \u201cFra le varie altre offensive ch\u2019essi condussero contro i nemici \u2026\u201d (Zon. 8, 16, 3)<br \/>\n<a href=\"#_ftnref21\" name=\"_ftn21\">[21]<\/a> L\u2019intera operazione \u00e8 riferita da Zon. 8, 16, 3-4; l\u2019accorgimento per superare la catena \u00e8 riportato negli stessi termini da Frontin. <em>strat.<\/em> 1, 5, 6 che, tuttavia, colloca l\u2019evento a Siracusa: si tratta di un palese errore (probabilmente del copista), poich\u00e9 questa era una citt\u00e0 alleata. Per contro, non vi \u00e8 motivo di dubitare dell&#8217;identit\u00e0 di Caio Duilio, seguendo l\u2019arbitraria ipotesi di una omonimia (non rilevata da Frontino) ventilata da S. Gsell, <em>Histoire ancienne de l&#8217;Afrique du nord &#8211; Tome III: Histoire militaire de Carthage<\/em>, Paris 1918, p. 95<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\"><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref22\" name=\"_ftn22\"><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-27 maxbutton maxbutton-un-regalo-per-te\" href=\"https:\/\/www.primevideo.com\/offers\/ref=atv_nb_lcl_it_IT?tag=amazon0e150-21 Italia\"><span class='mb-text'>Una sorpresa per te su Amazon Music unlimited<\/span><\/a>&nbsp;&nbsp; <a class=\"maxbutton-28 maxbutton maxbutton-amazon-prime\" title=\"Scopri i vantaggi di Amazon Prime\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>Scopri i vantaggi di Amazon Prime<\/span><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/76137\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/76469\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a><\/p>\n<a class=\"maxbutton-15 maxbutton maxbutton-parte-iii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/76481\"><span class='mb-text'>PARTE III<\/span><\/a>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . 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