{"id":76437,"date":"2022-10-18T00:01:17","date_gmt":"2022-10-17T22:01:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=76437"},"modified":"2023-06-19T16:09:35","modified_gmt":"2023-06-19T14:09:35","slug":"la-nascita-della-moderna-pesca-in-italia-i-trawler-parte-iii","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/76437","title":{"rendered":"I trawler al servizio nella Regia Marina italiana &#8211; parte IV"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: PESCA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XX SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: ITALIA<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: pesca commerciale<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><br \/>\n<span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">I trawler<\/span><\/strong><br \/>\nLe unit\u00e0 che ho citato negli articoli precedenti erano per lo pi\u00f9 grandi piropescherecci oceanici, classificati come <strong><span style=\"color: #008000;\">trawler,<\/span><\/strong> imbarcazioni da pesca che utilizzano reti a strascico (in inglese trawl) per la pesca delle aringhe e dei merluzzi. Dato il compito a cui erano destinati e le acque in cui dovevano operare erano navi di una certa dimensione, caratterizzate da robustezza, ottima tenuta al mare e autonomia. Trattandosi di unit\u00e0 impegnative per la pesca mediterranea il numero di unit\u00e0 di questo tipo in Italia fu abbastanza ridotto e furono impiegate soprattutto dagli armatori intenzionati ad operare fuori dal Mediterraneo.&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Screenshot_20220831_084325.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Screenshot_20220831_084325.jpg\" width=\"920\" height=\"374\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Genepesca I (1936) trasformato con mimetizzazione bellica da https:\/\/www.cherini.eu\/<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come ricorderete dagli articoli precedenti, il loro impiego inizi\u00f2 nel 1924, quando l\u2019Italia ricevette da cinque diversi cantieri tedeschi, a titolo di riparazioni di guerra, 18 trawler di nuova costruzione, tutti consegnati alla <strong><span style=\"color: #008000;\">S.A. Italiana Industria della Pesca e Sottoprodotti<\/span><\/strong>. Dieci erano stati ordinati al <strong><span style=\"color: #008000;\">Deutsche Werft di Finkenwarder<\/span> <\/strong>(Amburgo), con numeri di cantiere da 67 a 76,. denominati <strong><span style=\"color: #008000;\">Anguilla, Acciuga, Aringa, Cefalo, Cernia, Dentice, Grongo, Merluzzo, Nasello e Orata. <\/span><\/strong><span style=\"color: #000000;\">Tutti <\/span>varati tra il 2.6.1924 e l\u20191.11.1924, con un dislocamento intorno ai 305 tsl. Due furono ordinati al <strong><span style=\"color: #008000;\">Reiherstiegwerft <\/span><\/strong><span style=\"color: #000000;\">(Amburgo)<\/span>, numeri di costruzione 522 e 523, con i nomi <strong><span style=\"color: #008000;\">Pesce Spada<\/span><\/strong> e <strong><span style=\"color: #008000;\">Sardella<\/span><\/strong>, 306 tsl, varati tra il 4.9.1924 e il 15.10.1924. Due furono ordinati al <strong><span style=\"color: #008000;\">Flenderwerft<\/span><\/strong> di Lubecca, con i numeri 118 e 119, <strong><span style=\"color: #008000;\">Spigola<\/span><\/strong> e <strong><span style=\"color: #008000;\">Sogliola<\/span><\/strong>, varati tra il giugno e l\u2019agosto 1924, intorno ai 300 tsl. Due furono ordinati al cantiere <strong><span style=\"color: #008000;\">Unterweser di Weserm\u00fcnde<\/span><\/strong>, numeri 209 e 210, <strong><span style=\"color: #008000;\">Triglia e Tonno<\/span><\/strong>, 302\/303 tsl, completati tra febbraio e agosto 1924. Altri due vennero ordinati al <strong><span style=\"color: #008000;\">Frerichswerft di Einswarden<\/span><\/strong> (Amburgo), numeri di costruzione 385 e 386, chiamati <strong><span style=\"color: #008000;\">Sardina e Scorfano<\/span><\/strong>, 305 tsl.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Scorfano-Francesco-De-Domenico-1024x726.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Scorfano-Francesco-De-Domenico-1024x726.jpg\" width=\"1024\" height=\"726\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Lo Scorfano (Coll. Giorgio Spazzapan, tratta da \u201cPesci, costellazioni e altro: la storia di 26 trawlers tedeschi in Italia\u201d, di Giorgio Spazzapan e Francesco De Domenico, sul Bollettino AIDMEN n. 26 del 2012)<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Negli anni \u201930 i pescherecci passarono di mano tra pi\u00f9 armatori, dal momento che la <strong><span style=\"color: #008000;\">S.A. Italiana Industria della Pesca e Sottoprodotti<\/span><\/strong> li distribu\u00ec tra affiliate e noleggi vari.&nbsp;Oltre ai citati 18, destinati a tale societ\u00e0, furono costruiti altri sei pescherecci destinati alla <strong><span style=\"color: #008000;\">Societ\u00e0 Anonima. Pesca e Reti Italiane (S.A.P.R.I.)<\/span><\/strong>, a cui furono dati nomi di costellazioni.&nbsp;Mi riferisco a <strong><span style=\"color: #008000;\">Sirio, Orione, Orsa, Perseo<\/span><\/strong>, costruiti nel 1924 dal <strong><span style=\"color: #008000;\">Deutsche Werke AG<\/span><\/strong> di Kiel, numeri di costruzione 173 a 176, tutti di 291 tsl e 110 tsn; nonch\u00e9 <strong><span style=\"color: #008000;\">Pegaso<\/span><\/strong> e <strong><span style=\"color: #008000;\">Procione<\/span><\/strong>, costruiti a Ruestringen, numeri di costruzione 124 e 125, di 296 tsl e 116 tsn.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">L&#8217;impiego militare<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nCome ho premesso si trattava di navi molto robuste, concepite per la pesca oceanica e quindi con una buona tenuta di mare, che si prestavano ad impieghi militari. Non a caso la <strong><span style=\"color: #008000;\">Regia Marina italiana<\/span> <\/strong>ne rilev\u00f2 quattro gi\u00e0 nel 1931\/33 per utilizzarli come cannoniere, dragamine e navi idrografiche. Mi riferisco al <strong><span style=\"color: #008000;\">Pellegrino Matteucci (ex Dentice), il Giuseppe Biglieri (ex Merluzzo), il Mario Sonzini (ex Acciuga) e il Giovanni Berta (ex Triglia).<\/span><\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Matteucci1-De-Domenico-1024x615.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Matteucci1-De-Domenico-1024x615.jpg\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Un impiego intenso fin dall\u2019inizio<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nNel 1933, <strong><span style=\"color: #008000;\">Giuseppe Biglieri<\/span><\/strong> e <strong><span style=\"color: #008000;\">Pellegrino Matteucci<\/span><\/strong> furono impiegati come navi di supporto durante la Crociera aerea del decennale di Balbo nel nord Atlantico come vedette e radiofari. In seguito, operarono lungo le coste delle colonie italiane e parteciparono all\u2019occupazione dell\u2019Albania.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Screenshot_20220831_084122.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Screenshot_20220831_084122.jpg\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La <strong><span style=\"color: #008000;\">Giovanni Berta<\/span><\/strong> fu la prima unit\u00e0 della <strong><span style=\"color: #008000;\">Regia Marina italiana<\/span><\/strong> affondata in combattimento nella seconda guerra mondiale. Il 12 giugno 1940, alle 4 del mattino, gli incrociatori inglesi <strong><span style=\"color: #008000;\">Gloucester<\/span> <\/strong>e <strong><span style=\"color: #008000;\">Liverpool<\/span><\/strong>, scortati da quattro cacciatorpediniere, con il supporto dell&#8217;aviazione della portaerei <strong><span style=\"color: #008000;\">HMS Eagle<\/span><\/strong>, attaccarono il porto di Tobruk. Dopo pochi minuti vennero presi di mira dalle batterie costiere, dall&#8217;incrociatore San Giorgio e le cannoniere.&nbsp;<\/p>\n<figure style=\"width: 190px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/angrlo-paolucci.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 angrlo-paolucci.jpg\" width=\"190\" height=\"259\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">il comandate Angelo Paolucci<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le navi inglesi furono costrette a ritirarsi. L&#8217;unica vittima dell&#8217;attacco britannico fu la cannoniera <strong><span style=\"color: #008000;\">Giovanni Berta<\/span><\/strong>. Ferito a morte il comandante della cannoniera, <strong><span style=\"color: #008000;\">Angelo Paolucci<\/span><\/strong>, il secondo di bordo, <strong><span style=\"color: #008000;\">Antonio Cafiero<\/span><\/strong>, prese il comando e tent\u00f2 di portare la nave ad incagliarsi mentre stava affondando. Il suo comandante, <strong><span style=\"color: #008000;\">Angelo Paolucci<\/span><\/strong>, Nocchiere di 1a Classe, fu decorato con la Medaglia d&#8217;oro al Valor Militare alla memoria e il suo secondo,&nbsp;<strong><span style=\"color: #008000;\">Nocchiere di II classe<\/span><\/strong> <strong><span style=\"color: #008000;\">Antonio Cafiero<\/span><\/strong>, ferito nell&#8217;azione, fu decorato con la Medaglia di Argento al Valor Militare<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\"><strong>Anche navi spia<\/strong><\/span><br \/>\nNel 1936 il servizio crittografico della Regia Marina, che stava sviluppando una rete terrestre di stazioni di radio di intercettazione e radiogoniometriche ebbe l\u2019idea di integrarle con una stazione di intercettazione mobile, imbarcata a bordo di un grosso peschereccio d\u2019altura, al fine di poter seguire e intercettare da vicino le squadre navali britannica e francese durante le loro esercitazioni in mare.&nbsp;Il primo esperimento del genere fu effettuato, nei primi mesi del 1937, a bordo di un peschereccio&nbsp;della societ\u00e0 <strong><span style=\"color: #008000;\">Genepesca<\/span><\/strong>, dove furono imbarcati gli apparati di intercettazione e un ufficiale superiore con sei specialisti della V Sezione del servizio informazioni della marina.&nbsp;I buoni risultati ottenuti spinsero il <strong><span style=\"color: #008000;\">Reparto Informazioni<\/span><\/strong> ad acquistare in proprio, per il tramite di un armatore compiacente, due pescherecci oceanici da attrezzare permanentemente come stazioni d\u2019intercettazione mobili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A tale scopo fu discretamente contattato un armatore napoletano, l\u2019ingegnere <strong><span style=\"color: #008000;\">Lucio Ercole<\/span><\/strong>, il quale accett\u00f2 di buon grado di collaborare segretamente con il Servizio Informazioni della Marina.&nbsp;Nel luglio 1937 l\u2019armatore si rec\u00f2 in Germania dove acquist\u00f2, grazie ai fondi riservati messigli a disposizione dal 2\u00b0 Reparto, due piropescherecci oceanici dalle buone caratteristiche di tenuta al mare che entrarono, cos\u00ec, formalmente a far parte della sua flotta peschereccia. Si trattava dei:<br \/>\n&#8211; <strong><span style=\"color: #008000;\">Cefalo II<\/span><\/strong>, 273 tsl, ex Holstein (il Cefalo I era stato venduto nel 1933 alla Societ\u00e0 Ricuperi Marittimi SORIMA di Genova e trasformato in nave salvataggio con il nome di Arpione);<br \/>\n&#8211; <strong><span style=\"color: #008000;\">Spigola II<\/span><\/strong>, 271 tsl, ex Johannes Klatte, (lo Spigola I era stato perduto per naufragio nel 1929 vicino a Casablanca)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ambedue i pescherecci erano stati costruiti nel 1921 da Reinhold Holtz di Harburg, quindi un p\u00f2 pi\u00f9 vecchi e in origine pi\u00f9 piccoli degli altri, ma vennero allungati nel gennaio-marzo 1934 e portati ad una stazza di 295 tsl la Spigola II&nbsp; e 303 tsl il Cefalo II.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giunti in Italia i due bastimenti pur conservando il loro aspetto esteriore furono estesamente modificati: nelle due stive, normalmente adibite alla conservazione del pescato, furono realizzati altrettanti doppi fondi segreti che divennero, rispettivamente, la stazione di intercettazione radio e un carbonile ausiliario per estendere ulteriormente la gi\u00e0 buona autonomia delle unit\u00e0. La stazione di intercettazione, ove si accedeva tramite un portello nascosto ricavato nel carbonile principale, era dotata di impianti di illuminazione e di aerazione dedicati nonch\u00e9 di postazioni per gli operatori con scaffali per riporre pubblicazioni e documenti segreti. Completavano la dotazione di \u201cnave spia\u201d quattro o cinque ricevitori radio e un radiogoniometro le cui antenne furono abilmente camuffate in modo da confondersi con gli stralli e le sartie che sostenevano gli alberi dei pescherecci.&nbsp;Le due stazioni d\u2019ascolto mobile o \u201cCorrispondenti\u201d (come erano convenzionalmente chiamati <strong><span style=\"color: #008000;\">Cefalo II<\/span><\/strong> e <strong><span style=\"color: #008000;\">Spigola II<\/span><\/strong> nell\u2019ambito del servizio radio telegrafico della Marina) compirono le prime missioni nel 1937 monitorando in Mediterraneo e in Atlantico i movimenti navali le esercitazioni e le comunicazioni della Royal Navy e della marina spagnola e continuarono nelle loro missioni fino allo scoppio della guerra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">La requisizione bellica<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nAllo scoppio di questa, gran parte dei trawler ancora in servizio mercantile in Italia vennero requisiti dalla Regia Marina per essere utilizzati come naviglio per il pilotaggio foraneo, <strong><span style=\"color: #008000;\">classificazione F<\/span><\/strong> (in realt\u00e0 navi scorta).<\/p>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td><strong><span style=\"color: #008000;\">nome originale<\/span><\/strong><\/td>\n<td><strong><span style=\"color: #008000;\">Regia Marina Italiana<\/span><\/strong><\/td>\n<td><strong><span style=\"color: #008000;\">rinominato dai Tedeschi<\/span><\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><strong><span style=\"color: #008000;\">Orata<\/span><\/strong><\/td>\n<td><strong><span style=\"color: #008000;\">F 27<\/span><\/strong><\/td>\n<td><strong><span style=\"color: #008000;\">IV60 \/ G322<\/span><\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><strong><span style=\"color: #008000;\">Tonno<\/span><\/strong><\/td>\n<td><strong><span style=\"color: #008000;\">Petsamo F 64<\/span><\/strong><\/td>\n<td><strong><span style=\"color: #008000;\">TR 105<\/span><\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><strong><span style=\"color: #008000;\">Anguilla<\/span><\/strong><\/td>\n<td><strong><span style=\"color: #008000;\">Morrhua F 79<\/span><\/strong><\/td>\n<td>&nbsp;<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><strong><span style=\"color: #008000;\">Cernia<\/span><\/strong><\/td>\n<td><strong><span style=\"color: #008000;\">V 89 &#8211; F 144<\/span><\/strong><\/td>\n<td>&nbsp;<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><strong><span style=\"color: #008000;\">Grongo<\/span><\/strong><\/td>\n<td><strong><span style=\"color: #008000;\">F 37<\/span><\/strong><\/td>\n<td>&nbsp;<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><strong><span style=\"color: #008000;\">Nasello<\/span><\/strong><\/td>\n<td><strong><span style=\"color: #008000;\">F 67<\/span><\/strong><\/td>\n<td>&nbsp;<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><strong><span style=\"color: #008000;\">Sogliola<\/span><\/strong><\/td>\n<td><strong><span style=\"color: #008000;\">F 111<\/span><\/strong><\/td>\n<td>&nbsp;<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><strong><span style=\"color: #008000;\">Scorfano<\/span><\/strong><\/td>\n<td><strong><span style=\"color: #008000;\">F 113<\/span><\/strong><\/td>\n<td>&nbsp;<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tre pescherecci resteranno intrappolati nel Golfo di Biscaglia: <strong><span style=\"color: #008000;\">Balena ex Sardina<\/span><\/strong> riusc\u00ec a raggiungere Bordeaux da Horta nelle Azzorre e qui venne messo a disposizione della base <strong><span style=\"color: #008000;\">BETASOM<\/span><\/strong>. Gli altri due, <strong><span style=\"color: #008000;\">Pesce spada<\/span><\/strong> e <strong><span style=\"color: #008000;\">Sardella<\/span><\/strong>, dopo aver raggiunto Bordeaux, vennero noleggiati come dragamine dalla <strong><span style=\"color: #008000;\">Kriegsmarine (M4031 e M4032)<\/span><\/strong>.&nbsp;<strong><span style=\"color: #008000;\">Orione, Orsa, Pegaso e Procione<\/span><\/strong> vennero requisiti nel maggio 1940 dalla Regia Marina e rinominati con le sigle F 31, F 56, F 66, F 68 con impiego di pilotaggio foraneo. Dal giugno all\u2019agosto 1940 furono utilizzati per una importante missione: il recupero e il taglio dei cavi telefonici sottomarini che univano Malta a Gibilterra, missione compiuta con successo.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/USMM_Cefalo-1024x651.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 USMM_Cefalo-1024x651.jpg\" width=\"1024\" height=\"651\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">una rara foto del Cefalo II, Ufficio storico della marina italiana<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Due pescherecci, <strong><span style=\"color: #008000;\">Sogliola<\/span><\/strong>, a cui era stata data la sigla <strong><span style=\"color: #008000;\">F111<\/span><\/strong>, e <strong><span style=\"color: #008000;\">Cefalo II<\/span><\/strong>, gi\u00e0 impiegato dalla Regia Marina italiana come \u201ccorrispondente\u201d, vennero adattati nel 1942 per il trasporto di mezzi d\u2019assalto (barchini MTSM e MTM). Il <strong><span style=\"color: #008000;\">Sogliola<\/span><\/strong> andr\u00e0 perduto nel maggio 1943, affondato a cannonate da HMS Safari, mentre il <strong><span style=\"color: #008000;\">Cefalo II<\/span><\/strong> fu il battello su cui, il 14 dicembre 1942, perse la vita il <strong><span style=\"color: #008000;\">comandante Todaro<\/span><\/strong> a seguito di un mitragliamento di aerei alleati a La Galite (Tunisia). Il Cefalo II venne in seguito catturato dai Tedeschi a La Spezia, nel settembre del 1943, e perduto a Genova dopo un bombardamento aereo.&nbsp;Lo <strong><span style=\"color: #008000;\">Spigola II<\/span><\/strong>, il 24 gennaio 1942, venne acquisito dalla Regia Marina italiana come nave recupero e poi denominata <strong><span style=\"color: #008000;\">Rampino<\/span><\/strong>, 645 tonn di dislocamento.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/tramaglio-ex-acciuga.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 tramaglio-ex-acciuga.jpg\" width=\"640\" height=\"330\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Mario Sonzini, ex Tramaglio, ex Acciuga dal sito www.marina.difesa.it<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quasi tutti i trawler andranno perduti durante la guerra, visto il loro intenso impiego. La cannoniera <strong><span style=\"color: #008000;\">Mario Sonzini<\/span><\/strong> (<strong><span style=\"color: #008000;\">ex Tramaglio, ex Acciuga<\/span><\/strong>) catturata al Pireo, venne utilizzata dai Tedeschi come cacciasommergibili UJ2111, e andr\u00e0 perduta quasi subito nell\u2019Egeo. Gli unici sopravvissuti alla guerra furono <strong><span style=\"color: #008000;\">Aringa<\/span><\/strong> (uno dei pochi pescherecci non requisito dalla Regia Marina italiana) e il <strong><span style=\"color: #008000;\">Rampino<\/span><\/strong>, ex <strong><span style=\"color: #008000;\">Spigola II<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Rampino-come-Scomber-vidamaritima.com_-1024x591.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Rampino-come-Scomber-vidamaritima.com_-1024x591.jpg\" width=\"1024\" height=\"591\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Rampino, ex Spigola II<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo la guerra&nbsp;il <strong><span style=\"color: #008000;\">Sardella<\/span><\/strong>, affondato a Brest, verr\u00e0 recuperato e restituito all\u2019armatore, e cos\u00ec pure il <strong><span style=\"color: #008000;\">Pegaso<\/span><\/strong>, affondato da un bombardamento alleato nel settembre 1944, nonch\u00e9 il <strong><span style=\"color: #008000;\">Petsamo,<\/span><\/strong> ex <strong><span style=\"color: #008000;\">Tonno<\/span><\/strong> recuperato a Genova dove si era autoaffondato nell\u2019aprile 1945, e infine l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">Arpione<\/span><\/strong>, ex <strong><span style=\"color: #008000;\">Cefalo I<\/span><\/strong>, recuperato dagli Jugoslavi a Fiume dove era affondato nel novembre 1944.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/petsamo.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 petsamo.jpg\" width=\"1024\" height=\"675\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">il Petsamo (PE) nel porto di Genova<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">Orsa<\/span><\/strong> fu abbandonato, sabotato, a Biserta il 9.5.1943 e poi recuperato dai francesi; <strong><span style=\"color: #008000;\">Orione, Pegaso,<\/span> <\/strong>e <strong><span style=\"color: #008000;\">Procione<\/span><\/strong> caddero in mani tedesche nel settembre 1943. L&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">Orione<\/span><\/strong> venne ribattezzato <strong><span style=\"color: #008000;\">IV61<\/span><\/strong> poi <strong><span style=\"color: #008000;\">G323<\/span><\/strong> e and\u00f2 perduto. <strong><span style=\"color: #008000;\">Perseo<\/span><\/strong> e <strong><span style=\"color: #008000;\">Sirio<\/span><\/strong> sopravvissero alla guerra, mentre il <strong><span style=\"color: #008000;\">Procione<\/span><\/strong> fu recuperato nel dopoguerra e divenne una nave recuperi nel 1947 a Napoli (Procione e poi Giovenale).<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Gianluca Bertozzi<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">FONTI<\/span><br \/>\n<\/strong>GENEPESCA: Marinai contro le avversit\u00e0 del destino di Paolo Ponga<br \/>\nCefalo e Sogliola: Storia di ventiquattro trawlers tedeschi in Italia&nbsp; di Francesco de Domenico<br \/>\nPesci, barche, pescatori nell&#8217;area mediterranea dal medioevo all&#8217;et\u00e0 contemporanea. Atti del Quarto Convegno Internazionale di Studi sulla Storia della pesca. Fisciano-Vietri sul Mare-Cetara, 3-6 ottobre 2007<br \/>\nVoce PESCA Enciclopedia italiana, 1935<br \/>\nDue pescherecci molto speciali di Claudio Rizza<br \/>\nMerlini Filippo \u2013 Dizionario Biografico degli italiani<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-27 maxbutton maxbutton-un-regalo-per-te\" href=\"https:\/\/www.primevideo.com\/offers\/ref=atv_nb_lcl_it_IT?tag=amazon0e150-21 Italia\"><span class='mb-text'>Una sorpresa per te su Amazon Music unlimited<\/span><\/a>&nbsp;&nbsp; <a class=\"maxbutton-28 maxbutton maxbutton-amazon-prime\" title=\"Scopri i vantaggi di Amazon Prime\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>Scopri i vantaggi di Amazon Prime<\/span><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/76428\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/76433\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-15 maxbutton maxbutton-parte-iii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/76645\"><span class='mb-text'>PARTE III<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-16 maxbutton maxbutton-parte-iv\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/76437\"><span class='mb-text'>PARTE IV<\/span><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . 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