{"id":76158,"date":"2022-09-29T00:01:00","date_gmt":"2022-09-28T22:01:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=76158"},"modified":"2026-02-16T20:31:33","modified_gmt":"2026-02-16T19:31:33","slug":"il-relitto-di-capo-uluburun","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/76158","title":{"rendered":"Agli albori delle civilt\u00e0: il relitto di capo Ulu Burun"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\r\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\r\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\r\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO:&nbsp;ARCHEOLOGIA SUBACQUEA<\/span><\/strong><br><strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XIV \u2013 XIII SECOLO AVANTI CRISTO<\/span><\/strong><br><strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: MAR MEDITERRANEO<\/span><\/strong><br>parole chiave: Ulu Burun<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">La nave di Ulu Burun affond\u00f2 durante la tarda et\u00e0 del bronzo, oltre tre mila anni fa, un&#8217;epoca in cui le civilt\u00e0 effettuarono le pi\u00f9 grandi scoperte, dalla ruota fino al commercio.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Sebbene l&#8217;et\u00e0 del bronzo, succeduta all&#8217;et\u00e0 della pietra e precedente a quella del ferro, dur\u00f2 circa dal 2.200 all&#8217;800 a.C., in realt\u00e0 non si verific\u00f2 ovunque contemporaneamente, perch\u00e9 le diverse culture sperimentarono fasi di sviluppo diversificate legate ai contatti reciproci. Va compreso che la scoperta del bronzo, una lega metallica composta dal 90% di rame e il 10% di stagno, fu un passo avanti tecnologico importante in quanto i nostri antenati, fino ad allora, avevano lavorato solo con metalli puri come il rame, l&#8217;argento o l&#8217;oro.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Di fatto quest\u2019invenzione, innesc\u00f2 un cambiamento del mondo di allora con conseguenze durature. Il bronzo era pi\u00f9 resistente e duro del rame e tecnologicamente pi\u00f9 idoneo in tante funzioni. Questo innesc\u00f2 in Europa ed in Medio Oriente la necessit\u00e0 di organizzare una vera e propria \u201ccatena metallurgica\u201d. La produzione aveva bisogno di stagno, che era raro e non disponibile ovunque, per cui il suo approvvigionamento divenne essenziale per i centri di produzione quanto il petrolio ed il gas nei tempi odierni. Con il bronzo divenne possibile accumulare ricchezze facilmente trasportabili: i lingotti divennero di fatto una moneta di pagamento comune dell&#8217;epoca e, naturalmente, portarono prosperit\u00e0. Di contro si crearono le motivazioni dei conflitti tra chi era pi\u00f9 ricco e quelli che ne volevano acquisire senza sforzo tali ricchezze. L&#8217;accesso ed il controllo delle risorse (come metalli, metallurgia, comunicazioni e rotte commerciali) port\u00f2 all&#8217;emergere di una classe sociale superiore, inducendo una differenziazione tra le varie classi le cui conseguenze si sentono ancora oggi.<\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/ARCHEOLOGIA-ULUBURUN-The-eastern-Mediterranean-at-3-300-years-BP-in-the-Late-Bronze-Age-Arrows-indicate-the.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 ARCHEOLOGIA-ULUBURUN-The-eastern-Mediterranean-at-3-300-years-BP-in-the-Late-Bronze-Age-Arrows-indicate-the.png\" width=\"850\" height=\"456\"><\/p>\r\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">il viaggio della nave <strong><span style=\"color: #008000;\"><a href=\"https:\/\/www.researchgate.net\/figure\/Simplified-reconstruction-of-the-Uluburun-ship-showing-loaded-goods-and-approximate_fig3_31282550\">Simplified reconstruction of the Uluburun ship showing loaded goods and&#8230; | Download Scientific Diagram (researchgate.net)<\/a><\/span><\/strong><\/span><\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Non a caso in quel periodo si assistette all&#8217;emergere simultaneo di insediamenti fortemente fortificati e lo sviluppo di nuove armi sempre pi\u00f9 sofisticate come la spada. La distribuzione geograficamente diseguale dei giacimenti di metalli (in particolare di stagno) port\u00f2 a una rete commerciale di vasta portata che contribu\u00ec anche alla diffusione delle idee culturali.&nbsp;<\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/nave-uluburun.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 nave-uluburun.jpg\" width=\"602\" height=\"398\"><\/p>\r\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">ipotesi del disegno della nave di Ulu Burun <a href=\"https:\/\/www.researchgate.net\/figure\/Simplified-reconstruction-of-the-Uluburun-ship-showing-loaded-goods-and-approximate_fig3_31282550\">Simplified reconstruction of the Uluburun ship showing loaded goods and&#8230; | Download Scientific Diagram (researchgate.net)<\/a><\/span><\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">La nave<\/span><\/strong><\/span><br>Per inquadrare quei tempi lontani, mentre la nave di Capo Ulu Burun solcava i mari orientali, in Egitto fu realizzato il busto di <strong><span style=\"color: #008000;\">Nefertiti<\/span><\/strong>, Odisseo\/Ulisse affrontava il suo lungo viaggio nel Mediterraneo reso famoso da Omero ed il faraone egiziano <strong><span style=\"color: #008000;\">Echnaton<\/span><\/strong> fondava la prima religione monoteista. In quei tempi turbolenti in cui avvenne la guerra di Troia, a Capo Ulu Burun, sulla costa meridionale della Turchia, una nave mercantile con un carico di merci dal valore inestimabile affond\u00f2 a seguito di una tempesta. La nave era costruita in cedro utilizzando la cosiddetta \u201ctecnica dello spigot\u201d, che prevedeva la costruzione prima dello scafo esterno e in seguito dello \u201cscheletro\u201d sottostante in seguito consolidati da un tipo di giunzione ad incastro composta da un elemento maschio, detto &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">tenone<\/span><\/strong>&#8220;, e dall&#8217;alloggio femmina corrispondente detto &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">mortasa<\/span><\/strong>&#8220;. La giunzione veniva fissata con cavicchi (paletti passanti) o chiodi&nbsp;per bloccarla in posizione<sup id=\"cite_ref-3\" class=\"reference\"><\/sup>. Una tecnica che sopravvisse per oltre un millennio venendo utilizzata per costruire molte navi romane e greche. La nave di Ulu burun, costruita con la tecnica in seguito chiamata dai Romani \u201ca mortasa fenicia\u201d, era stata studiata per l&#8217;uso in mare aperto, il che smentisce la tesi che la navigazione nell&#8217;et\u00e0 del bronzo fosse esclusivamente in vista della costa.&nbsp;Gli archeologi ritengono che l&#8217;archetipo di questa nave provenisse probabilmente dall&#8217;antico Egitto, nel periodo in cui il faraone <strong><span style=\"color: #008000;\">Echnaton<\/span><\/strong> favor\u00ec lo sviluppo di navi di altura pi\u00f9 resilienti per far avanzare il commercio e i trasporti dell&#8217;epoca.&nbsp;Poich\u00e9 solo il 3% circa dello scafo originale della nave \u00e8 stato recuperato, i disegni dell&#8217;antico Egitto, in particolare la rappresentazione pittorica della &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">flotta della regina Hatshepsut nella terra di Punt<\/span><\/strong>&#8221; (1.500 a.C.), fornirono agli archeologi un riferimento visivo significativo per la ricostruzione della nave.&nbsp;<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Una nave di dimensioni considerevoli per l&#8217;epoca<\/span><\/strong><\/span><br>La nave era lunga circa 15 metri, larga cinque e aveva un pescaggio di 1,4 metri, cosa che le avrebbe permesso il trasporto di un carico di ben 20 tonnellate di merci. Poteva utilizzare una vela triangolare che forniva una velocit\u00e0 massima di due nodi, ed aveva due timoni per manovrare.&nbsp;Si ipotizza che la nave, costruita con quercia libanese e legno di cedro, avrebbe potuto provenire dalla Turchia, da Cipro o dal Libano, luoghi in cui questi alberi crescono in maniera naturale. Dal suo porto di origine sulla costa levantina, la nave salp\u00f2 a pieno carico verso la sua destinazione forse&nbsp; un porto miceneo, ipotizzato grazie ad alcune ceramiche micenee ritrovate sul relitto. Nei pressi di Capo Ulu burun avvenne il naufragio, forse un &#8216;improvvisa tempesta non rara nell&#8217;Egeo e la nave and\u00f2 perduta.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il ritrovamento<\/span><\/strong><\/span><br>Nell&#8217;estate del 1982 da <strong><span style=\"color: #008000;\">Mehmed \u00c7akir<\/span><\/strong>, un pescatore di spugne locale di Yalikavak, un villaggio vicino a Bodrum, rinvenne il relitto nelle acque&nbsp; presso la citt\u00e0 di Ka\u015f, Turchia. I pescatori di spugne erano spesso consultati dall&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">Istituto di Archeologia Nautica (INA)<\/span><\/strong> per identificare luoghi di probabili naufragi antichi. Le scoperte di \u00c7akir incuriosirono <strong><span style=\"color: #008000;\">O\u011fuz Alp\u00f6zen<\/span><\/strong>, allora Direttore del <strong><span style=\"color: #008000;\">Museo di Archeologia Subacquea di Bodrum<\/span><\/strong>, che invi\u00f2 un team ispettivo degli archeologi di INA e del Museo per localizzare il sito di naufragio. Il team ispettivo localizz\u00f2 numerosi lingotti di rame su un banco di sabbia non lontano dalla costa.&nbsp;Recuperare il carico dalla nave fu per gli archeologi una vera sfida. Sebbene il relitto fosse a soli 60 metri dalla costa, si trovava ad una profondit\u00e0 tra i 44 e i 52 metri di profondit\u00e0, su un piano roccioso in pendenza pieno di banchi di sabbia. Due anni dopo la scoperta, nel 1984, iniziarono i lavori per recuperare il carico. Le operazioni di recupero furono affidate all\u2019archeologo americano George Bass, dell\u2019Istituto di archeologia navale dell\u2019Universit\u00e0 A&amp;M del Texas, e all\u2019archeologo <strong><span style=\"color: #008000;\">Cemal Pulak<\/span><\/strong>, del Museo di Bodrum.<\/p>\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Per dieci anni, subacquei nordamericani e turchi si immersero sul relitto effettuando oltre 6.600 ore e 22.000 immersioni, fino a quando il carico non fu completamente recuperato. Attualmente il <strong><span style=\"color: #008000;\">Museo Archeologico Subacqueo di Bodrum<\/span><\/strong> espone il maggior numero di questi oggetti, molti dei quali sono ancora in fase di analisi. Il ritrovamento di un carico di oltre tre millenni orsono \u00e8 di s\u00e9 straordinario, mostrandoci diverse merci conosciute solo attraverso antichi manoscritti ed illustrazioni trovate nelle tombe dei faraoni. Furono recuperate dieci tonnellate di rame grezzo distribuite in 354 lingotti rettangolari, 121 lingotti di rame e pergamene ovali e 40 barrette la cui origine potrebbe essere le mitiche miniere di Tartesso. Inoltre, la nave trasportava, tra i tanti oggetti, 24 ancore litiche (di un pietra tipica di Cipro), 149 giare di origine cananea, tutte molto simili a quella trovata a Tell El Amarna in Egitto, zanne di ippopotami ed elefanti, legno di ebano, ceramiche di Cipro, uova di struzzo, gusci di tartaruga, vasi di rame e bronzo, lucerne, 175 barrette di vetro turchese, le prime del suo genere intatte, strumenti da falegname in bronzo, due scatole per cosmetici a forma di anatra, in avorio, oltre a vari orecchini in oro, ambra e argento, ornamenti di quarzo, agate, anelli di conchiglia. Tra i gioielli uno splendido scarabeo in oro dedicato a <strong><span style=\"color: #008000;\">Nefertiti<\/span>, <\/strong>corrispondente al 1360-1335 a.C. Inoltre, tavolette di legno incernierate, che servivano da quaderni, le stesse menzionate anche nell&#8217;Iliade di Omero.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Ancora un mistero \u00e8 l\u2019origine della nave e del suo equipaggio della nave anche se gli scienziati sono orientati a pensare potesse venire dalla costa egea cipriota. L\u2019abbondanza dei reperti ritrovati, occuper\u00e0 gli archeologi per decenni. Di certo il relitto di capo Ulu Burun resta una testimonianza straordinaria delle navigazioni arcaiche, di quei primi anni quando l\u2019Uomo inizi\u00f2 ad affrontare il mare, ma \u00e8 anche una finestra su quell&#8217;epoca di grande cambiamento.<\/p>\r\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Andrea Mucedola<\/span><\/strong><\/p>\r\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">&#8211;<\/span><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">maggiori informazioni sul sito dell&#8217;<\/span><a href=\"https:\/\/nauticalarch.org\/\"><span style=\"color: #008000;\">Institute of Nautical Archaeology<\/span><\/a><\/strong><\/p>\r\n<table>\r\n<tbody>\r\n<tr>\r\n<td><strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"font-size: inherit;\">e-mail:&nbsp;<\/span>info@nauticalarch.org<\/span><\/strong><\/td>\r\n<td><strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"font-size: inherit;\">&nbsp;phone: <\/span>979.845.6694<\/span><\/strong><\/td>\r\n<\/tr>\r\n<\/tbody>\r\n<\/table>\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n<h2><span style=\"font-size: 18pt; color: #008000;\">Bibliografia<\/span><\/h2>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Bass, George F. \u201c<a href=\"http:\/\/www.scribd.com\/doc\/53923310\/Uluburun-Bass-AJA-1986\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Un naufragio di et\u00e0 del bronzo a Ulu Burun (Kas): campagna del 1984\u201d<\/a>. Rivista americana di archeologia, Vol. 90, no. 3 (luglio 1986): 269\u2013296.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Pulak, Cemal. \u201cScoprendo una Nave Reale dall&#8217;Et\u00e0 del re Tut: Ulu burun, la Turchia\u201d. In Sotto i Sette Mari, curati da George F. Bass, 34\u201347. Nuova York, Thames &amp; Hudson Inc., 2005.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Pulak, Cemal. \u201cIl relitto di et\u00e0 del bronzo a Ulu Burun, la Turchia: campagna del 1985\u201d. Rivista americana di archeologia, Vol. 92, no. 1 (gennaio. Il 1988):1\u201337.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Pulak, Cemal. \u201cIl relitto Ulu burun: una visione d&#8217;insieme\u201d. La rivista internazionale di archeologia nautica, 27.3 (1998): 188\u2013224.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Bass, George F. e altri. \u201cIl relitto dell&#8217;Et\u00e0 del bronzo a Ulu Burun: Campagna del 1986\u201d. Rivista americana di Archeologia, Vol. 93, no. 1 (gennaio., 1989): 1\u201329.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Fawcett, N. &amp; Zietsman, J.C.&nbsp;<a href=\"http:\/\/akroterion.journals.ac.za\/pub\/article\/view\/116\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">&#8220;Ulu burun &#8211; la scoperta e lo scavo del relitto pi\u00f9 antico conosciuto al mondo&#8221;<\/a>. Akroterion, Vol. 46 (2001): 5 &#8211; 20. DOI:&nbsp;<a href=\"http:\/\/dx.doi.org\/10.7445\/46-0-116.\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/dx .doi.org\/10.7445\/46-0-116.<\/a><\/p>\r\n<p>Mumford, Gregory D. \u201carea mediterranea\u201d. L&#8217;enciclopedia di Oxford dell&#8217;Egitto Antico. Ed Donald B. Redford. Oxford University Press, Inc. il 2001, 2005.<\/p>\r\n<p>Nicholson, Paul T., Caroline M. Jackson, Katherine M. Trott. \u201cI lingotti di Ulu Burun di vetro, i recipienti cilindrici e il bicchiere egiziano\u201d. Rivista di archeologia egiziana, Vol.83 (1997): 143\u2013153.<\/p>\r\n<p>Payton, Robert. \u201cLa serie di asse per la scrittura di Ulu Burun\u201d. Studi anatolici, Vol.41 (1991): 99\u2013106.<\/p>\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore e le fonti o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a>\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;<\/p>\r\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO:&nbsp;ARCHEOLOGIA SUBACQUEAPERIODO: XIV \u2013 XIII SECOLO AVANTI CRISTOAREA: MAR MEDITERRANEOparole chiave: Ulu Burun &nbsp; La nave di Ulu Burun affond\u00f2 durante la tarda et\u00e0 del bronzo, oltre tre mila anni fa, un&#8217;epoca in cui le civilt\u00e0 effettuarono le pi\u00f9 grandi scoperte, dalla ruota fino al commercio. 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