{"id":76118,"date":"2022-10-01T00:01:50","date_gmt":"2022-09-30T22:01:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=76118"},"modified":"2023-06-12T17:37:24","modified_gmt":"2023-06-12T15:37:24","slug":"guida-pratica-alluso-del-prodotto-21-antivegetativo-con-due-mani-anno-a-secco-parte-i","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/76118","title":{"rendered":"Come combattere il fouling &#8211; parte I"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: NAUTICA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: DIDATTICA<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Antivegetativo, manutenzione dello scafo, antifouling<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da sempre il peggior nemico degli scafi, il <strong><span style=\"color: #008000;\">fouling <\/span><\/strong>ha trovato nei giorni d&#8217;oggi diverse soluzioni pratiche, relativamente poco costose e rispettose dell&#8217;ambiente. Ce ne parla in questi due articoli l&#8217;architetto e perito navale <strong><span style=\"color: #008000;\">Sacha Giannini<\/span><\/strong>. Buona e attenta lettura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Una soluzione antivegetativa rispettosa dell&#8217;ambiente<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nL\u2019ossido di rame \u00e8 il principio attivo pi\u00f9 utilizzato nelle pitture antivegetative attualmente diffuse. Il Regolamento di esecuzione UE (2016\/1089) del 5 luglio 2016, ha approvato e autorizzato dal 1 gennaio 2019 un nuovo elenco di biocidi e \u201carticoli trattati\u201d meno inquinanti e testati a livello dermico per la sicurezza degli operatori. L\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">ossido di rame e di &#8220;dirame&#8221;<\/span> <\/strong>vengono riconfermati validi e tra i pi\u00f9 diffusi principi attivi esistenti e destinati ad essere utilizzati nei prodotti di tipo 21 (16CE1724) \u201canticrostanti\u201d.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/ossido-di-rame-i-puro-97.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 ossido-di-rame-i-puro-97.jpg\" width=\"591\" height=\"241\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La svolta epocale nell\u2019uso sostenibile e \u201cverde\u201d delle antivegetative non \u00e8 tanto il 2019, come spesso molti considerano, ma \u00e8 il risultato di un lungo percorso di date a partire dal <strong><span style=\"color: #008000;\">Regolamento UE sui biocidi n. 528\/2012<\/span><\/strong> (in sostituzione della <strong><span style=\"color: #008000;\">Direttiva Biocidi 98\/8\/CE<\/span><\/strong>), e ancor prima nel 5 ottobre 2001, quando a Londra l\u2019IMO adottava la <span style=\"color: #008000;\"><strong>Convenzione internazionale per il controllo delle vernici antivegetative (Anti Fouling System Convention, AFS)<\/strong> <\/span>bandendo di fatto il <strong><span style=\"color: #008000;\">TBT (stagno)<\/span><\/strong>, largamente utilizzato per oltre 30 anni nelle carene di barche e navi, ritenuto da quel momento e, improvvisamente, come \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">il pi\u00f9 potente inquinante tossico che sia mai stato deliberatamente riversato in mare dall\u2019Uomo<\/span><\/strong>\u201d. Nel 2003, e ancora nel 2008, si rafforzava tale divieto ma siamo arrivati al 2012 (finalmente) per far recepire anche in Italia questo regolamento. Dunque, gli aggiornamenti al 2019 nell\u2019utilizzo dei <strong><span style=\"color: #008000;\">22 prodotti<\/span><\/strong> <strong><span style=\"color: #008000;\">BPR (European Biocide Product Regulation)<\/span><\/strong> usati come biocidi, divisi in quattro gruppi, riguardano in particolare molti altri settori specifici piuttosto che la nautica (disinfettanti, preservanti per alimenti, repellenti, pesticidi, \u2026).&nbsp;Il<strong><span style=\"color: #008000;\"> 4\u00b0 gruppo (prodotti 21 e 22 )<\/span><\/strong> relativo ad \u201caltri biocidi\u201d \u00e8 quello di nostro interesse nautico per quanto riguarda almeno il prodotto 21 di \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">prevenzione della fissazione di organismi incrostanti su scafi e imbarcazioni<\/span><\/em><\/strong>\u201d; meno il 22 che, sebbene appartenente allo stesso gruppo, \u00e8 relativo alle \u201cimbalsamazioni di cadaveri umani e animali\u201d. Con un tocco di humour inglese poteremmo dire che sempre di preservazione si tratta!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La <strong><span style=\"color: #008000;\">legge n.163\/2012<\/span><\/strong> \u00e8 dunque la vera svolta nazionale, anno in cui l\u2019Italia ratifica la <strong><span style=\"color: #008000;\">Convenzione di Londra e vieta l\u2019applicazione e l\u2019utilizzo di<\/span><\/strong> <strong><span style=\"color: #008000;\">composti organostannici (OTC)<\/span><\/strong> proibiti dall\u2019IMO, in particolare il temibile e utilizzato <span style=\"color: #008000;\"><strong>tributil-stagno (TBT)<\/strong><\/span>, pena l\u2019arresto fino a due anni o l\u2019ammenda fino a 15.000\u20ac con sanzioni estese anche all\u2019armatore e al comandante.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/20230509_111606-1024x768.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 20230509_111606-1024x768.jpg\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella nautica diportistica e commerciale l\u2019ossido di rame \u00e8 ormai da anni il pi\u00f9 diffuso, consolidato e confermato componente nella miscelazione delle vernici antivegetative. Ad oggi pi\u00f9 del 90% delle pitture antivegetative attualmente in commercio contiene <strong><span style=\"color: #008000;\">rame<\/span><\/strong>. <span style=\"color: #000000;\">Al momento, non c\u2019\u00e8 alcuna proposta da parte della IMO di bandire o restringerne l\u2019uso. Il rame \u00e8 quindi riconosciuto e registrato a livello internazionale ancora come un componente sicuro ed efficace.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Tutte le attuali antivegetative in commercio si basano essenzialmente su due principi.<\/span><\/strong><\/p>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"font-size: 18.6667px;\"><b>Antiadesione<\/b><\/span><\/span><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\"><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"font-size: 14pt;\"><b>&nbsp;ottenuta prevalentemente basandosi sulle propriet\u00e0 dei siliconi, teflon e similari o sulla solubilit\u00e0 e sfogliabilit\u00e0 delle superfici (<\/b><\/span><span style=\"font-size: 18.6667px;\"><b>auto leviganti<\/b><\/span><span style=\"font-size: 14pt;\"><b>).<\/b><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\"><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"font-size: 14pt;\"><b>Biotossicit\u00e0 di sostanze \u201cammesse\u201d come i composti del rame (o di zinco) e un certo numero di composti organici (<\/b><\/span><span style=\"font-size: 18.6667px;\"><b>fungicidi<\/b><\/span><span style=\"font-size: 14pt;\"><b>, battericidi, alghicidi) come i tannini, terpeni, nicotinammide o il temibile dichloro-N-[(dimethylamino) sulphonyl] fluoro-N-(p-tolyl) methanesulphenamide che, in questo caso, gi\u00e0 il nome \u00e8 prevenzione!<\/b><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: justify;\">Negli anni passati la &#8220;cura&#8221; si \u00e8 rivelata, come abbiamo visto, a volte pi\u00f9 temibile della &#8220;malattia&#8221; (vedi l\u2019uso dello stagno), ma fortunatamente oggi la tutela e protezione della natura ha arrestato un processo di lenta ed invisibile distruzione dell\u2019ambiente marino.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/20230509_111633-1024x768.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 20230509_111633-1024x768.jpg\" width=\"1024\" height=\"768\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il fouling \u00e8 il tentativo dell\u2019ambiente marino di &#8220;appropriarsi&#8221; dei corpi estranei, in esso introdotti, creandosi un proprio invitante e disabitato nuovo habitat. Per noi invece \u00e8 un danno e ci\u00f2 che viene immerso in acqua marina o dolce deve necessariamente essere trattato (in pratica avvelenato) per la propria resistenza<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un tempo (anni 60\/70 fino agli anni &#8217;90 ) c\u2019erano meno barche da diporto e anche un p\u00f2 meno moda di \u2026 dover fare carena! C\u2019erano i <strong><span style=\"color: #008000;\">sommozzatori che raschiettavano a mano le navi<\/span> <\/strong>per eliminare quei maledetti&nbsp; <span style=\"color: #008000;\"><strong>denti di cane<\/strong> <\/span>(ma non solo), tanto che in una sola giornata, mentre si eseguiva lo sbarco o l\u2019imbarco delle merci, si \u201cfaceva scafo\u201d. Il problema era che veniva asportata anche parte della pittura antivegetativa (composta da rame e piombo) che era dannosa per l\u2019ambiente marino.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Oggi chiunque pulisce (in proprio) la carena in acqua pu\u00f2 incorrere in una denuncia per inquinamento e sostenere un processo o una sanzione amministrativa.<\/span><\/strong> L\u2019unica pittura antivegetativa su cui \u00e8 consentito intervenire, anche a barca galleggiante, \u00e8 quella <strong><span style=\"color: #008000;\">siliconica<\/span><\/strong> o<strong><span style=\"color: #008000;\"> a base d\u2019acqua<\/span><\/strong> o limitati prodotti certificati e sperimentali che non contengono inquinanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Quali sono gli eventi che si verificano dopo l\u2019immersione di uno scafo in mare?<br \/>\n<\/span><\/strong>Entro pochi minuti inizia la deposizione di un <strong><span style=\"color: #008000;\">biofilm macromolecolare organico<\/span><\/strong> che si trova disciolto nell\u2019acqua e deriva dalla decomposizione di organismi vegetali ed animali, che rappresenta la \u201cvita invisibile del mare\u201d. Il processo di formazione di questo primo involucro, che si realizza nel tempo di 1-3 giorni, rappresenta un evento &#8220;condizionante&#8221;, in quanto nessun organismo, vivente, morto o inorganico, pu\u00f2 depositarsi prima che tale rivestimento sia completato. Studi particolari stanno valutando come ritardare questo processo naturale e mantenere lo scafo in uno stato di protezione permanente, evitando che si completi il <strong><span style=\"color: #008000;\">ciclo di rivestimento del biofilm primordiale (Slim)<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La fase successiva, anche questa della durata di pochi giorni, consiste nell\u2019attecchimento al biofilm primario di organismi unicellulari tra cui prevalgono inizialmente <strong><span style=\"color: #008000;\">batteri corti<\/span><\/strong> il cui numero diviene progressivamente dominante.&nbsp;La crescita del biofilm microbico, anche grazie all\u2019aumento dimensionale degli organismi filamentosi, si realizza non solo come aumento di spessore, ma \u00e8 generalmente caratterizzata dalla formazioni di vere e proprie appendici filamentose che agevolano la cattura e l\u2019adesione di spore, microalghe, funghi e protozoi, oltre che di particelle inorganiche.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/20230509_111615-1024x768.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 20230509_111615-1024x768.jpg\" width=\"1024\" height=\"768\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il fouling (dal verbo inglese to foul, che significa insudiciare, incrostare) \u00e8 ben noto a tutti i diportisti, almeno nel suo aspetto esteriore, visibile nelle formazioni che &#8220;ornano e decorano\u201d la superficie dell\u2019opera viva delle imbarcazioni e la linea di galleggiamento.&nbsp;Si parla di &#8220;biofouling&#8221;, poich\u00e9 l\u2019intero processo \u00e8 determinato dalla colonizzazione dinamica delle superfici sommerse ad opera di numerosi organismi viventi. Si parla di \u201cantifouling\u201d per indicare i veleni atti a combattere e contrastare questo naturale fenomeno. Infine di \u201cbiocida\u201d dal greco bios = vita e il latino caedere = uccidere indicando quindi qualcosa che \u201cuccide la vita\u201d.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019ultimo stadio di sviluppo \u00e8 rappresentato dalla crescita di organismi pi\u00f9 complessi, tra cui tipicamente macro alghe e numerosi invertebrati marini come i <strong><span style=\"color: #008000;\">Balanidi,<\/span><\/strong> detti per la loro forma &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">denti di cane<\/span><\/strong>&#8220;.&nbsp;In genere i materiali sommersi sono tutti potenzialmente colonizzabili, anche se con alcune differenze. Quelli che presentano bassa energia superficiale (polimeri come il teflon, silicone o il carbonio) resistono meglio all\u2019iniziale formazione del biofilm, al contrario di quelli che hanno una elevata energia di superficie come i materiali acrilici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Gli effetti dannosi del Fouling<\/span><\/strong><br \/>\nIl <strong><span style=\"color: #008000;\">fouling<\/span> <\/strong>aumenta l\u2019attrito, riduce la manovrabilit\u00e0, la velocit\u00e0, aumenta il consumo di carburante, di inquinamento e il tempo di percorrenza. Le imbarcazioni possono subire danneggiamenti, in particolare quelle in legno ma anche quelle in ferro, per effetto dell\u2019attivit\u00e0 corrosiva di molti batteri che &#8220;attaccano&#8221; il metallo. Al fine di prevenire e ritardare questo fenomeno esistono le vernici antivegetative che tutti i diportisti conoscono essere un appuntamento, come anche una spesa fissa, annuale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le <strong><span style=\"color: #008000;\">vernici antivegetative<\/span> <\/strong>sono dunque i prodotti in assoluto pi\u00f9 importanti per la cura dello scafo della nostra barca. Per il momento il mercato \u00e8 ancora improntato quasi esclusivamente su pitture contenenti sostanze tossiche nella loro matrice. La tossina (come il rame, lo zinco, \u2026) viene inglobata tra gli \u201cingredienti\u201d della pittura (leganti, pigmenti, addensanti, solventi) che a contatto con l\u2019acqua di mare si libera in acqua. I leganti sono le resine o polimeri che rappresentano la vera base della vernice. I pigmenti danno il colore. Nero o rosso sono i pi\u00f9 puri perch\u00e9 sono del colore del veleno di cui sono fatti. Molto utilizzato \u00e8 il blu o il bianco come le murate ma sono questioni mimetiche e di vestito. I solventi garantiscono la \u201cstendibilit\u00e0\u201d e la viscosit\u00e0 del prodotto, e che evaporano dopo l\u2019applicazione e l\u2019asciugatura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La tecnica pi\u00f9 diffusa \u00e8 quella di creare dei film chimici in grado di dissolvere in acqua i composti tossici e inibire con efficacia repellente o letale organismi indesiderati. Auto levigante, erodibile, a solubilit\u00e0 controllata, a rilascio progressivo, autopulente, self polishing sono tutti sinonimi di vernici antivegetative che rilasciano nell&#8217;acqua sostanze che inibiscono, respingono o ritardano l&#8217;attacco e lo sviluppo delle incrostazioni vegetali (alghe) o animali (molluschi). Per ottenere questo rilascio le pitture devono essere parzialmente solubili. Nelle imbarcazioni veloci (oltre i 25 nodi), o con navigazione costante, o che si fermano in acque caratterizzate da forti correnti (fiumi) sono indicate antivegetative non solubili o a bassissima solubilit\u00e0 o erodibilit\u00e0: quelle chiamate a matrice dura. Qui il rilascio degli agenti inibitori \u00e8 ottenuto con meccanismi non correlati alla solubilit\u00e0 del legante ma ad esempio, attraverso alte concentrazioni di biocidi per cui il rilascio delle particelle avviene per contatto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Nel tempo per\u00f2 sulla carena rimane solamente la matrice non attiva dell&#8217;antivegetativa e quindi vi sar\u00e0 un accumulo di spessore con i successivi carenaggi che a discrezione andranno rimossi e carteggiati se si volesse ripristinare e mantenere sempre le solite due mani!<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le vernici \u201cauto leviganti\u201d nel tempo si riducono di spessore e sono progettate per &#8220;sfogliarsi&#8221; durante l&#8217;utilizzo, e quindi, finch\u00e9 rimarr\u00e0 uno strato di vernice sullo scafo, per quanto sottile, questo sar\u00e0 sempre protettivo. In pratica, l\u2019azione chimica dell\u2019acqua, collegata all\u2019azione meccanica causata dal movimento della barca, rigenera ogni mano di antivegetativa (azione ablativa).<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Fine parte I &#8211; continua<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Sacha Giannini<\/span><\/strong><\/p>\n<p>photo credit in anteprima e nel testo&nbsp; @andrea mucedola<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-27 maxbutton maxbutton-un-regalo-per-te\" href=\"https:\/\/www.primevideo.com\/offers\/ref=atv_nb_lcl_it_IT?tag=amazon0e150-21 Italia\"><span class='mb-text'>Una sorpresa per te su Amazon Music unlimited<\/span><\/a>&nbsp;&nbsp; <a class=\"maxbutton-28 maxbutton maxbutton-amazon-prime\" title=\"Scopri i vantaggi di Amazon Prime\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>Scopri i vantaggi di Amazon Prime<\/span><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/76118\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/76120\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . 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