{"id":75725,"date":"2022-09-08T00:01:24","date_gmt":"2022-09-07T22:01:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=75725"},"modified":"2025-04-18T12:29:05","modified_gmt":"2025-04-18T10:29:05","slug":"75725","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/75725","title":{"rendered":"Dalle origini dell\u2019A\u00e9ronautique navale francese fino agli anni &#8217;30"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>ARGOMENTO:\u00a0STORIA NAVALE<\/strong><\/span><br \/><span style=\"color: #008000;\"><strong>PERIODO: XX SECOLO<\/strong><\/span><br \/><span style=\"color: #008000;\"><strong>AREA: AVIAZIONE NAVALE<\/strong><\/span><br \/>parole chiave: Marine Nationale, A\u00e9ronautique navale, Bl\u00e9riot, Fabre, FS La Foudre<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">A\u00e9ronautique navale<\/span><\/strong>, nata nel 1910 e spesso abbreviata con il termine A\u00e9ronavale, \u00e8 la componente aerea della Marine Nationale francese.\u00a0Fu infatti il 2 aprile 1910 quando la commissione di studio per le nuove armi navali, ordin\u00f2 sia degli studi sull&#8217;utilit\u00e0 di dirigibili e aeroplani in campo navale sia una soluzione di un &#8220;aeroplano anfibio&#8221; ovvero in grado di decollare dal mare e ammarare per il suo recupero.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/fabre-primo-idrovolante-1910.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 fabre-primo-idrovolante-1910.jpg\" width=\"844\" height=\"548\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La prima soluzione fu ottenuta dall&#8217;ingegnere aeronautico <span style=\"color: #008000;\"><strong>Henri Fabre<\/strong><\/span>, che progett\u00f2 e costru\u00ec il primo idrovolante. Nel marzo 1910 Fabre decoll\u00f2 con il suo prototipo di idrovolante dall&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">Etang de Berre<\/span><\/strong>, vicino a Martigues. L&#8217;idrovolante (chiamato scherzosamente \u201cle canard&#8221; per la sua forma, vista da sotto) riusc\u00ec a volare per ben 800 metri sopra lo stagno e ad atterrare sull&#8217;acqua, ottenendo di fatto il primato mondiale di decollo e ammaraggio di aeroplano anfibio dalla superficie del mare.<\/p>\n\n<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Auguste_Boue_de_Lapeyrere.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Auguste_Boue_de_Lapeyrere.jpg\" width=\"846\" height=\"1046\" \/>\n\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Bou\u00e9 de Lapeyr\u00e8re (1852 \u2013 1924), ammiraglio francese durante la prima guerra mondiale, fu un forte sostenitore della riforma navale e fu paragonabile all&#8217;ammiraglio Jackie Fisher della Royal Navy britannica. Entr\u00f2 nell&#8217;\u00c9cole Navale nel 1869. Prese parte alla campagna del Tonchino durante la guerra sino-francese e si dimostr\u00f2 un leader di uomini ed un abile tattico, soprattutto nella battaglia di Fuzhou. Nominato contrammiraglio nel 1902, divenne maggiore generale a Rochefort, poi comandante in capo della divisione navale atlantica dal 1904 al 1906. Fu promosso vice ammiraglio nel 1908 e divenne prefetto marittimo di Brest (pr\u00e9fet marittimo).<\/span><\/strong><\/p>\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\">Gi\u00e0 interessato all&#8217;uso degli aeromobili in ambiente marittimo, sin dall&#8217;attraversamento del Canale della Manica effettuato da Bl\u00e9riot, la Marina francese intravide subito l&#8217;interesse ad acquisire tale arma. Il mese successivo, fu il <strong><span style=\"color: #008000;\">vice ammiraglio Auguste Bou\u00e9 de Lapeyre<\/span> <\/strong>a creare una commissione di studio dando priorit\u00e0 all&#8217;aviazione a discapito dei dirigibili. La visione dello Stato Maggiore francese ipotizz\u00f2 la realizzazione di un sistema per catapultare gli idrovolanti e poi recuperarli sulla nave madre con una gru (anche se si trattava di imbarcazioni simili a hangar galleggianti destinate al trasporto dell\u2019idrovolante). Alla fine la commissione propose la costruzione di una nave, con un ponte per il varo su rotaia dell&#8217;aeromobile posto nella parte anteriore, ed una piattaforma di atterraggio nella parte posteriore, completata da un hangar per ospitare il velivolo. Un\u2019idea visionaria e la cui realizzazione si rivel\u00f2 presto piuttosto improbabile, considerando la tecnologia marittima dell&#8217;epoca.<\/p>\n\n<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/maurice-farman-1910.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 maurice-farman-1910.jpg\" width=\"844\" height=\"583\" \/>\n\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">biplano Maurice Farman tipo 1910<\/span><\/strong><\/p>\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla <strong><span style=\"color: #008000;\">Marine Nationale<\/span><\/strong> fu assegnato l&#8217;aeroporto di Saint-Rapha\u00ebl che divent\u00f2 la prima base aerea navale francese e la nave prescelta fu l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">incrociatore torpediniere &#8220;La Foudre&#8221;<\/span><\/strong>. Il primo aereo acquistato dalla Marina fu un <strong><span style=\"color: #008000;\">biplano Maurice Farman tipo 1910<\/span><\/strong> presso l&#8217;azienda Farman-Kellner-Neubauer.<\/p>\n\n<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/la-foudre-porta-aerei-francesee.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 la-foudre-porta-aerei-francesee.jpg\" width=\"1024\" height=\"509\" \/>\n\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">incrociatore torpediniere &#8220;La Foudre&#8221;<\/span><\/strong><\/p>\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel giugno 1911, il <strong><span style=\"color: #008000;\">capitano di vascello Ren\u00e9 Daveluy,<\/span><\/strong> comandante del La Foudre, sulla quale avevano gi\u00e0 effettuato i primi test in piattaforma di volo per gli aerei, fu nominato capo dell&#8217;organizzazione dell&#8217;aeronautica marittimo. Daveluy propose la creazione di una base di maggiori dimensioni, (Fr\u00e9jus) con tre tipi di aerei: un aereo\/idrovolante costiero, un areo da caccia ed un velivolo pi\u00f9 leggero da imbarcare su La Foudre.<\/p>\n\n<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/la-foudre-imbarco-aereo-1024x697.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 la-foudre-imbarco-aereo-1024x697.jpg\" width=\"1024\" height=\"697\" \/>\n\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">imbarco dell&#8217;aereo sul La Foudre<\/span><\/strong><\/p>\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\">Pur costituendo un complesso ben addestrato e organizzato, scontava una serie di problematiche che ne avevano rallentato lo sviluppo sia nelle componenti aeree e navali. Gi\u00e0 nel 1917 l&#8217;aviazione navale francese era in possesso di 15 basi denominate <strong><span style=\"color: #008000;\">CAM (Centro Aeronautica marittima)<\/span> <\/strong>che diventarono, l\u201911 novembre 1918, giorno dell\u2019armistizio della prima guerra mondiale, 36 centri di aviazione che impiegavano circa 1.260 idrovolanti, 20 dirigibili catturati al nemico, oltre 50 pescherecci da traino per il loro trasporto e 200 aerostati. Il personale di volo comprendeva 630 piloti e 693 osservatori di aeroplani e idrovolanti supportati da 6.800 uomini nei centri aeronautici., 104 piloti di dirigibili con 175 membri dell&#8217;equipaggio e 239 osservatori di aerostati vincolati. In sintesi, una componente di tutto rispetto. La creazione del <strong><span style=\"color: #008000;\">Minist\u00e8re de l&#8217;Air<\/span><\/strong> nel 1928 e dell&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">Arm\u00e9e de l&#8217;air<\/span><\/strong> nel 1933 privarono temporaneamente la Marine Nationale della sua aeronautica che venne assorbita dall&#8217;Arm\u00e9e de l&#8217;air. L\u2019importanza di avere una componente propria spinse la Marine Nationale a combattere per il suo recupero che avverr\u00e0 nel 1936 per quanto riguarda la componente imbarcata e nel 1937 per quella a terra, con l&#8217;eccezione dello studio e della costruzione degli aerei e delle apparecchiature e della formazione iniziale dei piloti che restarono per\u00f2 assicurate dall&#8217;Arm\u00e9e de l&#8217;air. Un compromesso che ebbe gravi conseguenze perch\u00e9 sconvolse le carriere del personale, chiamato a due diversi passaggi di forza armata, durante il quale si persero molti validi elementi. Inoltre, l\u2019Arm\u00e9e de l&#8217;air dedic\u00f2 sempre un\u2019attenzione relativa al materiale di volo della forza armata sorella che giunse al 1939 con molto materiale antiquato in linea.<\/p>\n\n<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/La-Bearn-fs-porte-avion.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 La-Bearn-fs-porte-avion.jpg\" width=\"850\" height=\"495\" \/>\n\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">FS La Bearn<\/span><\/strong><\/p>\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche le piattaforme erano inadeguate; l&#8217;unica portaerei operativa (<strong><span style=\"color: #008000;\">La Bearn<\/span><\/strong> da 25.000 ton) poteva essere considerata al massimo una piattaforma addestrativa, non tanto per l&#8217;et\u00e0 o le capacit\u00e0 aeronautiche (essendo stata ammodernata nel &#8217;35 era comparabile sotto questi aspetti con varie unit\u00e0 coeve che ebbero un discreto impiego dal 1939 al 1945) ma perch\u00e9 l&#8217;infelice scelta dell&#8217;apparato propulsivo le dava una velocit\u00e0 di crociera di appena 10 nodi che le impediva di operare con le forze navali principali.<\/p>\n\n<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/la-foudre.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 la-foudre.jpg\" width=\"842\" height=\"343\" \/>\n\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">il Foudre dopo la conversione in porta aerei<\/span><\/strong><\/p>\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\">Stesso discorso per la porta idrovolanti <strong><span style=\"color: #008000;\">Commandant Teste<\/span><\/strong>, base mobile per idrovolanti che doveva operare lungo le coste nordafricane supportando i pochi aeroporti e idroscali dell&#8217;area, la nave era troppo lenta per operare con le forze navali.<\/p>\n\n<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Commandant-Teste.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Commandant-Teste.jpg\" width=\"849\" height=\"369\" \/>\n\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">porta idrovolanti FS Commandant Teste<\/span><\/strong><\/p>\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\">La <strong><span style=\"color: #008000;\">Marine Nationale<\/span><\/strong>, pur consapevole di questi limiti e della sua imprescindibile necessit\u00e0 di operare sugli oceani, aveva una preferenza dottrinale per il naviglio leggero. Preferenza che, fra le due guerre, si tradusse nella costruzione di veloci incrociatori pesanti e leggeri e. soprattutto. di numerosi, potenti e veloci contre-torpilleurs (esploratori nella classificazione italiana).\u00a0Quando giunse il momento di rinnovare la componente pesante della flotta, come in tutte le marine dell&#8217;epoca, fu data la priorit\u00e0 al naviglio da battaglia e, come la Regia marina italiana, diede priorit\u00e0 al naviglio corazzato ordinando le unit\u00e0 della classe Dunkerque (2 unit\u00e0 ordinate nel 1932) e Richelieu (4 unit\u00e0 ordinate nel 1935 e 1938).<\/p>\n\n<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/joffre-porte-vaion-1938.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 joffre-porte-vaion-1938.jpg\" width=\"840\" height=\"1125\" \/>\n\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">l&#8217;impostazione della portaerei Classe Joffr\u00e8, 1938. Caratteristiche: 18.000 t, 40 aerei, 33 nodi<\/span><\/strong><\/p>\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\">Solo nel novembre del 1938 procedette a impostare una delle due moderne <strong><span style=\"color: #008000;\">portaerei Classe Joffr\u00e8<\/span><\/strong>. Un&#8217;unit\u00e0 che si sperava di completare entro il 1943 ma il cui completamento era per\u00f2 subordinato a quello delle unit\u00e0 da battaglia, cosa che rallent\u00f2 molto i lavori. Di fatto, alla resa della Francia, il completamento del Joffr\u00e8 era solo al 23 per cento.\u00a0Per uno dei tanti effetti specchio dell&#8217;epoca l&#8217;iniziativa francese stimol\u00f2 la controparte italiana che nel 1939 cominci\u00f2 a programmare per la prima volta seriamente la costruzione di due portaerei similari una da impostare nel 1940 e completare nel 1943 e una da impostare nel 1941 e completare nel 1944 una volta terminata la costruzione delle Littorio.<\/p>\n\n<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/PortSaid-Nieuport-Cintre-1.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 PortSaid-Nieuport-Cintre-1.jpg\" width=\"850\" height=\"585\" \/>\n\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">aerei Nieuport provenienti da Biserta e trasportati da La Foudre furono sbarcati a Port-Sa\u00efd alla fine di novembre del 1914 dove, al comando di tenente di vascello de l&#8217;Escaille, effettuarono missioni lungo le coste della Palestina e nel Mar Rosso, per monitorare e attaccare le forze turche che minacciavano il Canale di Suez. Questo squadrone non lascer\u00e0 l&#8217;Egitto fino all&#8217;aprile 1916. Una delle ultime missioni di La Foudre a beneficio dell&#8217;Aeronautica Militare sar\u00e0 quella di trasportare due Nieuport ai Dardanelli dove, da marzo a maggio 1915, saranno utilizzati per supportare la Forza navale alleata contro i turchi.<\/span><\/strong><\/p>\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\">Solitamente nella storia della seconda guerra mondiale il ruolo della componente aeronavale francese \u00e8 liquidato in poche righe dato il ben maggiore ruolo svolto dalle corrispondenti componenti delle marine americane Giapponesi e Britanniche, tuttavia va ricordato che nel 1940 costituiva un complesso di non irrilevanti dimensioni (700 aerei di cui 370 da combattimento basati a terra e idrovolanti e circa 10.000 uomini) e la costituzione di una forza equivalente costituiva l&#8217;aspirazione della regia Marina italiana.\u00a0<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Fine I parte \u2013 continua<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Gianluca Bertozzi<\/span><\/strong><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><br \/><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/><a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/75725\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/75714\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a> <br \/><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . 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