{"id":75714,"date":"2022-09-15T00:01:22","date_gmt":"2022-09-14T22:01:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=75714"},"modified":"2025-04-18T12:30:27","modified_gmt":"2025-04-18T10:30:27","slug":"75714","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/75714","title":{"rendered":"L&#8217;A\u00e9ronautique navale francese: la seconda guerra mondiale e la rinascita"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ffffff;\">..<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<br \/>\n<\/span><\/strong><strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XX SECOLO<br \/>\n<\/span><\/strong><strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: AVIAZIONE NAVALE<br \/>\n<\/span><\/strong>parole chiave: Marine Nationale, A\u00e9ronautique navale, Seconda guerra mondiale<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">L&#8217;A\u00e9ronautique navale alla prova del fuoco<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nNel 1940 la componente operativa dell&#8217;aeronavale era composta dalle seguenti unit\u00e0:<br \/>\n5 Escadrille de bombardement (B1, B2, B3, B4, B5) di cui tre su antiquati bombardieri biplani Liore et Olivier LeO 257, una in riequipaggiamento con Moderni bimotori Martin 167, una con grossi quadrimotori Farman 223 tutte in Mediterraneo, tranne quella sui Farman. Tutte unit\u00e0 da riequipaggiare con moderni bimotori di cui la marina francese aveva ordinato 68 esemplari. Di questi la componente aeronautica della marina francese prese in carico complessivamente 13 esemplari del <strong><span style=\"color: #008000;\">LeO 451<\/span><\/strong> (in anteprima), dei quali solamente sei risultavano operativi nella Escadrille 1B, di stanza in Marocco, che ricevette i bombardieri nel mese di giugno del 1940, troppo tardi per ogni impiego in combattimento<\/p>\n<figure style=\"width: 850px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/5149L-1-vindicator.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 5149L-1-vindicator.jpg\" width=\"850\" height=\"595\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">biposto americani Vought 156<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">4 Escadrille de bombardement en piqu\u00e9 (AB1, AB2, AB3, AB4) due su Loire Niuport L 411 due su biposto americani Vought 156, tutti aerei moderni imbarcabili, di cui una in Mediterraneo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">2 Escadrille embarqu\u00e9es de bombardement (HB1, HB2) in mediterraneo su idrosiluranti monomotori Latecoere 298 destinati alla Commandant Teste, aerei moderni ma dalle forti limitazioni operative dovute alla formula idrovolante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">5 Escadrille de chasse ( AC1, AC2, AC3, AC4, AC5) di cui una in mediterraneo equipaggiate con un Mix di bimotori Potez 631 e monomotori Bloch Mb151, Morane Saulnier Ms 406, Dewoitine D520 per le quali erano state ordinate 120 D520 e soprattutto 81 Grumman G36 (designazione di fabbrica dei Grumman F4F Wildcat). I Grumman avrebbero formato la caccia imbarcata mentre i Dewoitine avrebbero equipaggiare varie squadriglie di intercettori da porre a difesa delle basi navali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">2 Escadrille embarqu\u00e9e de chasse (HC1, HC2) su idrocaccia Loire 210 da imbarcare sulle unit\u00e0 maggiori per il contrasto di ricognitori isolati ( impiego previsto anche per i Fiat cr42 idro e a cui furono destinati i Re 2000 catapultabili) sciolte per l&#8217;obsolescenza del mezzo ma che si pensava di equipaggiare con un Derivato idrovolante del D520, il Dewoitine HD-780<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">13 Escadrille d\u2019exploration (E1, E2, E3, E4, E5, E6, E7, E8, E9, E10, E11, E12, E14) dotate di un incredibile mix di vecchi e lenti idrovolanti militari e pi\u00f9 moderni idrovolanti civili requisiti e una di\u00a0 quadrimotori Farman 222, di queste 6 operavano in mediterraneo e 7 sugli oceani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">20 Escadrille de surveillance (1S1, 1S2, 2S1, 2S2, 2S3, 2S4, 03S1, 3S2, 3S3, 3S4, 3S5, 3S6, 4S1, 452, 8S1, 8S2, 8S3, 8S4, 8S5, 8S6) di queste 10 operavano in mediterraneo e 10 sugli oceani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Squadriglie nate con la mobilitazione del 1939 con compiti di sorveglianza costiera ed equipaggiate utilizzando aerei in riserva o da addestramento dotate di un mix ancora pi\u00f9 vasto di vecchi idrovolanti la cui unica componente moderna era una squadriglia dotata di autogiri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">7 Escadrille embarqu\u00e9e de surveillance (HS1 HS2 HS3 HS4 HS5 HS6 HS7) dotate di idrovolanti catapultabili dalle unit\u00e0 maggiori sulle quali venivano distaccate per formarne i reparti di volo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">4 Escadrille de torpillage (T1, T2, T3, T4) di cui tre sull&#8217;Atlantico e una in Mediterraneo su idrosiluranti monomotori Latecoere 298.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le unit\u00e0 imbarcate maggiori erano la flottille F1A del B\u00e9arn, su 4 escadrille (AC1, AC2, AB1, AB2), e la flottille F1H del Commandant Teste su escadrille (HS1, HB1, HC1)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al netto della componente imbarcata era una forza comparabile con il complesso di reparti che la Regia Aeronautica italiana destinava al supporto della Regia Marina nel 1940. L&#8217;Aviazione ausiliaria per la Regia Marina italiana (MARINAVIA) e la componente su idrovolanti dell\u2019Armata Aerea nel 1940 disponeva di circa 300 aerei su due squadriglie di idrocaccia, 8 squadriglie da bombardamento marittimo, 25 squadriglie e sezioni da ricognizione marittima.\u00a0Unit\u00e0 per di pi\u00f9 dotate di materiale pi\u00f9 omogeneo perch\u00e9 ai 36 tipi di aerei operativi nella aviazione di marina francese se ne contrapponevano solo quattro, in parte pi\u00f9 moderni, coi benefici intuibili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Maggiore era l&#8217;addestramento alla cooperazione con le unit\u00e0 navali delle unit\u00e0 francesi che disponevano di una sia pur basica preparazione alla gestione di una forza aerea imbarcata. <strong><span style=\"color: #008000;\">Tutte queste similarit\u00e0 dimostrano che anche in questo settore l\u2019unico avversario che si consider\u00f2 seriamente nella preparazione di lungo periodo delle forze armate italiane fu la Francia sulle cui forze armate furono modellate quelle italiane<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/1940-mai-AB2-LN401-FlakBerlaimont-1320x495-1-1024x384.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 1940-mai-AB2-LN401-FlakBerlaimont-1320x495-1-1024x384.jpg\" width=\"1024\" height=\"384\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Proveniente da Cherbourg, lo squadrone T1 si trasfer\u00ec a Karouba; lo squadrone T4 divent\u00f2 operativo a Berre e integr\u00f2 la flottiglia aerea F5T. Il 10 maggio i tedeschi lanciarono la loro offensiva sul nord della Francia distruggendo i 12 Vought dello squadrone AB3 a terra. Gli squadroni dei bombardieri AB2 e AB4 attaccarono un gruppo di carri armati a Berlaimont; dei venti LN 401\/411 impegnati, nove furono abbattuti dalla contraerea &#8211; maggio 1940\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-size: 18pt; color: #008000;\">Le operazioni aeronavali nel 1940<br \/>\n<\/span><\/strong>Il 10 maggio, le divisioni tedesche invasero l&#8217;Olanda, il Belgio ed il Lussemburgo. Le forze francesi cercarono quindi di opporvisi. La marina francese aveva il compito di sbarcare e sostenere un corpo di spedizione a Vlissingen che sbarc\u00f2 tra l&#8217;11 e il 12 maggio, e il giorno successivo a Zuid-Beveland. Allo stesso tempo, i dragamine entrarono a Ostenda e Zeebrugge per assicurare il rifornimento della testa di ponte. Alla foce della Schelda, sei torpediniere e tre cacciatorpediniere bombardarono i Tedeschi, con l&#8217;appoggio delle escadrille da bombardamento in picchiata AB1 e AB2, scortati dalla escadrille da caccia AC1. Ma la superiorit\u00e0 aerea nemica fu troppo forte e le posizioni furono evacuate il 17 maggio, per cui di fatto gli aerei dell&#8217;Aeronavale cercarono solo di ridurre la pressione tedesca; in tutto, otto aerei tedeschi furono abbattuti contro la perdita di quattro francesi. Contemporaneamente, i fiumi Mosa e Oise furono attraversati dalle colonne dei panzer. Questi furono attaccati il 19 maggio da 20 Loire-Nieuport 411 delle escadrille AB2 e AB4 subendo per\u00f2 la perdita di quasi met\u00e0 della forza impegnata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il giorno dopo, undici Vought 156-F dell&#8217;AB1 entrarono in azione vicino a Saint-Quentin ma, privi della protezione dei caccia, vennero intercettati dai Messerschmitt Bf-109 che ne abbatterono 5. Lo stesso giorno i dieci sopravvissuti delle escadrille AB2 e AB4 distrussero il ponte di Origny (un aereo abbattuto) e l&#8217;AB1 support\u00f2 le navi posizionate nella baia di Somme. Queste azioni rallentarono i progressi del nemico, consentendo l&#8217;evacuazione di oltre 4.000 uomini via mare; ovunque, le truppe francesi e britanniche si ritrovarono in ritirata e, il 29 maggio, inizi\u00f2 l&#8217;operazione di disimpegno a <strong><span style=\"color: #008000;\">Dunkerque<\/span><\/strong>, quando 338.000 uomini vennero evacuati nonostante gli attacchi incessanti della Luftwaffe. Dopo le pesanti perdite causate dalle battaglie nel nord, le escadrille navali si ritirarono a Querqueville, vicino a Cherbourg. Da Cotentin, furono condotte delle missioni finali di assalto e difesa aerea contro l&#8217;avanzata tedesca. Oltre alle squadriglie gi\u00e0 citate, vennero impiegate anche le escadrille T2 e il T3 contro obiettivi terrestri, equipaggiate con lenti idrovolanti Lat\u00e9co\u00e8re 298, inevitabilmente subendo molte perdite. Dal momento che il fronte non pot\u00e9 essere tenuto, le squadriglie 1S1, AB1, AB2, AB3, AB4, AC1, AC2, B2, T2 e T3 furono poi evacuate verso sud, per essere ricostruite.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/40juil-F1C-Potea631-Hyeres.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 40juil-F1C-Potea631-Hyeres.jpg\" width=\"958\" height=\"298\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">All&#8217;inizio di luglio 1940 fu revocato il divieto di volo. Nella Francia continentale, l&#8217;AC3 e l&#8217;AC5 vennero riforniti a Hy\u00e8res con D 520; il 3S1 di Saint-Mandrier effettu\u00f2 alcuni voli per fornire una parvenza di addestramento, i suoi LeO H43 assicurarono con il Lat\u00e9 298 del T3 la protezione dello Strasbourg che tornava da Mers-el-K\u00e9bir. Lo squadrone AB1 venne ricostituito con gli aeromobili rimasti nella 3a regione marittima.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mentre la maggior parte delle formazioni si trasferir\u00e0 a Hy\u00e8res e Berre, le unit\u00e0 da caccia furono inviate a Rochefort a ritirare i Bloch 151 e Dewoitine 520. Le squadriglie AC1 e AC2 ricevettero il 19 giugno invece i Dewoitine mentre l&#8217;AC5, creato il giorno successivo, ricevette i Morane 406. Uno sforzo inutile in quanto era ormai troppo tardi per cui la spinta tedesca non poteva pi\u00f9 essere contenuta. Dopo il Mare del Nord e il Canale della Manica, vennero evacuati i porti atlantici e le Escadrille si ritirarono in Provenza, dove furono poi impegnate contro l&#8217;Italia dopo l\u2019entrata in guerra avvenuta il 10 giugno.\u00a0 L&#8217;A\u00e9ronautique navale condurr\u00e0 quindi missioni di ricognizione e attacco contro le unit\u00e0 della Regia marina e bombardamenti contro installazioni di terra a Genova e Savona. Diversi aerei furono abbattuti, altri distrutti durante i bombardamenti italiani su Biserta e Cuers e i caccia dell&#8217;AC3, responsabili della difesa di Cuers, si scontreranno pi\u00f9 volte con i reparti della Regia Aeronautica. Durante la battaglia della Francia, l&#8217;A\u00e9ronautique navale effettu\u00f2 bombardamenti anche sulla Germania. Ad esempio, l&#8217;escadrille B5 ricevette tre quadrimotori NC 233 dall&#8217; Air France trasformati in bombardieri. Uno di essi, battezzato Jules Verne, comp\u00ec 12 missioni contro il Reich, bombardando Berlino nella notte tra il 7 e l&#8217;8 giugno.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Farman_F.223-1024x414.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Farman_F.223-1024x414.jpg\" width=\"1118\" height=\"451\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Farman F 233<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <strong><span style=\"color: #008000;\">Jules Verne<\/span><\/strong> compir\u00e0, dal 13 giugno al 16 giugno, anche incursioni contro Venezia e Livorno. Dopo il crollo delle forze armate francesi (con la notevole eccezione della Marina, che rest\u00f2 quasi intatta), l&#8217;armistizio fu firmato il 22 giugno. I combattimenti provocarono la perdita di 140 aerei da caccia e d&#8217;assalto della marina (26 ad opera delle forze armate italiane) di cui 38 in combattimento aereo. Negli anni successivi l&#8217;A\u00e9ronautique navale fu pi\u00f9 volte impegnata in duri combattimenti contro le forze armate britanniche a Dakar, in Siria ed in Algeria, compiendo anche attacchi su Gibilterra e anche contro le forze alleate nelle prime fasi dell\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">operazione Torch<\/span><\/strong>, in supporto alle unit\u00e0 di superficie anche nella breve guerra contro il Siam.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <strong><span style=\"color: #008000;\">capitano di vascello Henri Nomy<\/span><\/strong> ottenne, nel marzo 1944, quindici <strong><span style=\"color: #008000;\">idrovolanti Catalina<\/span><\/strong> (che completarono i dodici Catalina delle Forze navali francesi libere), 36 bombardieri <strong><span style=\"color: #008000;\">SBD Dauntless<\/span><\/strong> e l&#8217;addestramento di met\u00e0 dei piloti francesi (193). Fu cos\u00ec che, grazie la missione navale francese a Washington, terminata il 1\u00b0 gennaio 1946, la <strong><span style=\"color: #008000;\">Marina militare francese<\/span> <\/strong>ricostitu\u00ec la sua aeronautica navale. La Francia ora poteva contare su una componente aeronavale di tutto rispetto, incentrata su una portaerei con una sua aviazione imbarcata ma anche con flottiglie da combattimento e squadroni di supporto a terra. Pi\u00f9 di 200 aerei ed elicotteri in totale, supportati da 6.700 marinai dal cielo.<\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>Gianluca Bertozzi<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Fonti<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p>Storia della Marina francese (1922 &#8211; 1942), dell&#8217;ammiraglio Henri Darrieus e del capitano Jean Qu\u00e9guiner<\/p>\n<p>L\u2019A\u00e9ronautique Navale 1939-1940 di Lucien Morareau<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/75725\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/75714\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>.. . 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