{"id":75406,"date":"2022-08-04T00:01:46","date_gmt":"2022-08-03T22:01:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=75406"},"modified":"2023-08-08T16:14:53","modified_gmt":"2023-08-08T14:14:53","slug":"75406","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/75406","title":{"rendered":"Attenti a quei quattro: una campagna per la ricerca di quattro specie aliene pericolose nei mari italiani"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO:&nbsp;BIOLOGIA MARINA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: MAR MEDITERRANEO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Specie marine aliene,<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le specie aliene sono specie animali e vegetali che si trovano al di fuori del loro ambiente naturale. Esse si diffondono in altri bacini a causa delle attivit\u00e0 umana, intenzionali o non intenzionali come l&#8217;impiego del traffico mercantile come inconsapevole mezzo di trasporto. Altre specie aliene si sono trasferite in altri mari attraversando canali artificiali aperti dall\u2019Uomo per esigenze economiche, come le specie lessepsiane, dal nome di <span style=\"color: #008000;\"><strong>Ferdinand de Lesseps<\/strong><\/span>, il diplomatico francese incaricato della costruzione del canale, migrate attraverso dal Mar Rosso verso il Mar Mediterraneo. Quando il canale di Suez fu completato nel 1869, molti organismi marini a livello di semi, uova, spore o larvale furono esposti a un contatto tra i due bacini, altrimenti separati geologicamente. Si ebbe quindi una contaminazione incrociata tra ecosistemi precedentemente isolati. <strong><span style=\"color: #008000;\">Un fenomeno che \u00e8 oggi facilitato dal mutare delle condizioni climatiche che influiscono sulle condizioni fisico-chimiche dei bacini marini.<\/span><\/strong><\/p>\n<figure style=\"width: 1000px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/caulerpa-taxifolia-02.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 caulerpa-taxifolia-02.jpg\" width=\"1000\" height=\"667\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Caulerpa taxifolia &#8211; Fonte <a href=\"http:\/\/www.biologiamarina.org\/taxifolia\/\">Caulerpa taxifolia &#8211; Biologia marina del Mediterraneo<\/a><\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Queste migrazioni non sono per\u00f2 senza implicazioni<br \/>\n<\/span><\/strong><\/span>Il bacino mediterraneo ha apprezzato nel tempo variazioni locali significative a causa di nuove specie che hanno influenzato in alcuni casi l\u2019industria della pesca nel Mediterraneo orientale. Il <strong><span style=\"color: #008000;\">fenomeno lessepsiano<\/span><\/strong> ha permesso agli scienziati di studiare un evento invasivo su larga scala avvenuto in un breve periodo di tempo, che di solito richiederebbe secoli in condizioni naturali. Altre specie si sono diffuse per cause accidentali, come la loro immissione accidentale in natura da vasche o acquari. &nbsp;<\/p>\n<figure style=\"width: 1024px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/giannutri-caulerpa-1024x614.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 giannutri-caulerpa-1024x614.jpg\" width=\"1024\" height=\"614\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Caulerpa cylindracea fotografata a Giannutri -photo credit andrea mucedola<\/strong><\/span><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un esempio noto sono due caulerpe, <strong><span style=\"color: #008000;\">C. taxifolia<\/span><\/strong> e <strong><span style=\"color: #008000;\">C. cylindracea,<\/span><\/strong> sia per l\u2019estensione dell\u2019area invasa che per gli effetti sulle comunit\u00e0 native. La <strong><span style=\"color: #008000;\">Caulerpa taxifolia<\/span><\/strong> fu osservata per la prima volta nelle acque del Mediterraneo a pochi metri dall\u2019acquario di Monaco nel 1984, da dove era stata accidentalmente rilasciata, mentre la <strong><span style=\"color: #008000;\">C. cylindracea<\/span><\/strong> fu scoperta lungo le coste della Libia nel 1990. Recentemente, \u00e8 stata rinvenuta in Mediterraneo un\u2019altra Caulerpa, la <strong><span style=\"color: #008000;\">Caulerpa distichophylla<\/span><\/strong>, sia in Turchia nel 2006 che nella Sicilia sud orientale nel 2007, di provenienza dall\u2019Australia meridionale dove \u00e8 endemica. Il successo nella diffusione delle caulerpe \u00e8 dovuto alla loro elevata capacit\u00e0 di riprodursi per via vegetativa e di dispersione su differenti tipi di substrato (roccioso, mobile, misto) da o a 40 m di profondit\u00e0 per cui tendono a diventare dominanti nelle aree colonizzate, causando la regressione delle comunit\u00e0 native. In Mediterraneo sono state capaci di colonizzare anche aree con presenza di fanerogame (praterie di Posidonia oceanica).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">In pratica, la presenza di specie aliene nei nostri mari da parte di flora e fauna alloctona possono creare competizione con le specie autoctone creando un cambiamento nella catena alimentare, producendo danni significativi agli ecosistemi.<\/span> <\/strong>Un fattore che \u00e8 particolarmente favorevole alla loro diffusione \u00e8 l\u2019innalzamento sempre maggiore delle temperature, per cui specie abituate a vivere in acque pi\u00f9 calde non hanno difficolt\u00e0 ad ambientarsi sulle coste dove ora trovano una temperatura simile a quella a cui sono abituati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un esempio \u00e8 la presenza di <strong><span style=\"color: #008000;\">pesci scorpione, Pterois volitans<\/span><\/strong>, una specie aliena invasiva originaria della regione indo-pacifico, arrivata a Trinidad e Tobago alla fine del 2010 che si rapidamente diffusa in 14 paesi dei Caraibi con avvistamenti nelle isole Turks e Caicos a St. Croix e in America centrale e meridionale, Belize, Curacao e in Venezuela. La sua rapida diffusione nel mare caraibico (vedi segnalazioni nelle immagini sottostanti) \u00e8 legata alla mancanza di predatori naturali nel suo nuovo habitat, a discapito delle specie autoctone. Nel caso specifico si tratta di predatori voraci delle altre specie ittiche.<\/p>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/map-1.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 map-1.png\"><\/td>\n<td><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/map-21.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 map-21.png\"><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Diffusione dei pesci scorpione, Pterois volitans &#8211; Fonte NOOA &#8211; Courtesy of Florida Fish and Wildlife Conservation Commission<br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.route-fifty.com\/management\/2019\/07\/florida-lionfish-king-invasive-fish\/158533\/\">Becoming the Lionfish King &#8211; Route Fifty (route-fifty.com)<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I ricercatori hanno valutato che un singolo pesce scorpione su una barriera corallina possa ridurre i pesci nativi della barriera corallina del 79%, di fatto rubandoli a dentici, cernie e altre specie autoctone commercialmente pi\u00f9 importanti e, di conseguenza, influendo negativamente la pesca commerciale e ricreativa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Attenti a quei quattro<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">L\u2019Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) e l&#8217;Istituto per le risorse&nbsp;biologiche e le biotecnologie marine del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Irbim)<\/span> <\/strong>hanno lanciato la campagna \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">Attenti a quei 4<\/span><\/strong>&#8220;, per il monitoraggio di quattro specie aliene: <strong><span style=\"color: #008000;\">Pesce palla maculato, pesce scorpione, pesce coniglio scuro e pesce coniglio striato<\/span><\/strong>, tutte arrivate dal canale di Suez e segnalate nei mari italiani a cui dobbiamo prestare attenzione per evitare spiacevoli incidenti. In particolare, la campagna \u00e8 intesa ad informare i cittadini, spiegare come riconoscere queste specie e monitorare la loro presenza e distribuzione nelle acque italiane, grazie anche alle segnalazioni di pescatori e subacquei.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Conosciamoli meglio:<\/span><\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/BIOLOGIA-MARINA-640px-Silver_puffer_Lagocephalus_sceleratus_48272090586.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 BIOLOGIA-MARINA-640px-Silver_puffer_Lagocephalus_sceleratus_48272090586.jpg\" width=\"640\" height=\"480\"><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">pesce palla maculato &#8211; Lagocephalus sceleratus &#8211; autore Rickard Zerpe <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Silver_puffer_(Lagocephalus_sceleratus)_(48272090586).jpg\">Silver puffer (Lagocephalus sceleratus) (48272090586).jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <strong><span style=\"color: #008000;\">pesce palla maculato &#8211; Lagocephalus sceleratus<\/span><\/strong>, ormai frequente nelle acque di Israele, Turchia meridionale ed isole di Rodi e Creta. La sua presenza in Italia \u00e8 stata registrata per la prima volta nel 2013 nell&#8217;isola di Lampedusa; poco dopo un esemplare \u00e8 stato pescato nella parte sudorientale della Sicilia e nel canale di Sicilia e nel mar Adriatico. Il pesce vive in acque aperte nei pressi di fondi scogliosi, anche molto vicino alla riva, ma \u00e8 stato pescato fino a 250 metri di profondit\u00e0. Appartenente alla famiglia dei Tetraodontidae (pesci palla), chiamati cos\u00ec per il loro &#8220;becco&#8221; formato da quattro larghi denti fusi, adatto a rompere conchiglie, crostacei e persino rametti di corallo con la quale pu\u00f2 infliggere morsi dolorosi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Misura fino a 40 cm ed \u00e8 caratterizzato dalla presenza di macchie scure sul dorso grigio-argenteo. La specie possiede una potente neurotossina (tetrodossina) la stessa dei pesci scatola e del polpo ad anelli blu) che lo rende altamente tossico al consumo, anche dopo la cottura. La Tetrodotossina \u00e8 cento volte pi\u00f9 tossica rispetto al cianuro di potassio e bastano 25 milligrammi per uccidere una persona una persona di 75 kg. La pelle e gli organi (soprattutto il fegato) del pesce palla possono contenere livelli di tetrodotossina sufficienti a produrre la &nbsp;paralisi del diaframma e morte a causa di insufficienza respiratoria. Se la tetrodotossina viene accidentalmente assunta consumando il pesce, la terapia tipica consiste nella lavanda gastrica e somministrazione di carbone attivo che pu\u00f2 legare la tossina. Sottolineo che gli esiti sono legati alla quantit\u00e0 assunta. La prima segnalazione di questo tipo di avvelenamento risale al diario di bordo di Cook che riport\u00f2 l\u2019avvelenamento di alcuni suoi marinai che avevano mangiato il pesce.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/BIOLOGIA-MARINA-640px-Lionfish_Pterois_volitans.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 BIOLOGIA-MARINA-640px-Lionfish_Pterois_volitans.jpg\" width=\"640\" height=\"427\"><\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">pesce scorpione &#8211; Pterois miles &#8211; autore Brian Gratwicke<\/span><\/strong> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Lionfish_(Pterois_volitans).jpg\">Lionfish (Pterois volitans).jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <strong><span style=\"color: #008000;\">pesce scorpione &#8211; Pterois miles<\/span><\/strong>, \u00e8 stato segnalato per la prima volta in Italia nel 2016 ed \u00e8 una tra le specie pi\u00f9 invasive al mondo, provenienti dal Mar Rosso e dall\u2019Indo Pacifico. Viene spesso confuso con lo <strong><span style=\"color: #008000;\">Pterois volitans<\/span><\/strong> perch\u00e9 fisicamente molto simile: ha un corpo tozzo, con testa prominente e occhi sporgenti, sopra a ognuno dei quali \u00e8 presente un&#8217;escrescenza simile a un piccolo corno. Le pinne presentano raggi molto lunghi, uniti tra loro da lembi di pelle. La livrea \u00e8 bianca striata di rosso mattone-bruno, sul corpo e sulle pinne. E\u2019 molto curios e tende ad avvicinarsi ai subacquei. Tra i pesci scorpioni \u00e8 il pi\u00f9 pericoloso ed il suo veleno \u00e8 mortale. Come tutti i pesci scorpione \u00e8 commestibile ma bisogna fare attenzione alle spine, che possono causare punture molto dolorose anche 48 ore dopo la morte dell\u2019animale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non ultime due specie diverse di pesce coniglio, Il <strong><span style=\"color: #008000;\">pesce coniglio scuro, Siganus luridus ed il pesce coniglio striato &#8211; Siganus rivulatus<\/span><\/strong>. Segnalate in Italia per la prima volta rispettivamente nel 2003 e nel 2015. Sono specie erbivore particolarmente invasive, ed entrambe commestibili ma bisogna fare attenzione alle spine che possono causare punture dolorose anche dopo la morte dell\u2019animale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questi pesci hanno una sagoma ovale ed un corpo compresso lateralmente. La bocca \u00e8 piccola ma con labbra evidenti. Il muso \u00e8 ottuso e rivolto in basso ed ha una dentatura importante. La sua pinna dorsale con una lunga parte anteriore a raggi spinosi acuti (di cui il primo brevissimo, rivolto anteriormente), e una pi\u00f9 breve posteriore a raggi molli. Anche la pinna anale ha da 8 a 10 raggi spinosi seguiti da raggi molli. I margini posteriori della pinna dorsale e della pinna anale sono rotondeggianti. La colorazione \u00e8 variabile anche su base geografica, in genere piuttosto uniforme, bruna o verdastra con del giallo sulle pinne. La livrea notturna \u00e8 marmorizzata<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/BIOLOGIA-MARINA-Sigano_nebuloso_Siganus_luridus_mar_Rojo_Egipto_2023-04-18_DD_155.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 BIOLOGIA-MARINA-Sigano_nebuloso_Siganus_luridus_mar_Rojo_Egipto_2023-04-18_DD_155.jpg\" width=\"640\" height=\"427\"><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Pesce coniglio, Sigano nebuloso (Siganus luridus) &#8211; autore Diego Delso<\/span><\/strong> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Sigano_nebuloso_(Siganus_luridus),_mar_Rojo,_Egipto,_2023-04-18,_DD_155.jpg\">Sigano nebuloso (Siganus luridus), mar Rojo, Egipto, 2023-04-18, DD 155.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Arriviamo ora alla campagna: <strong><span style=\"color: #008000;\">ISPRA ed il CNR-IRBIM invitano tutti i pescatori, i subacquei e chiunque abbia osservato o catturato una di queste specie in acque italiane, a documentare con foto\/video ed inviare la propria osservazione tramite WhatsApp al numero di telefono + 320 4365210 o postarla sul gruppo Facebook Oddfish &#8211; <a style=\"color: #008000;\" href=\"https:\/\/www.facebook.com\/groups\/1714585748824288\/\">https:\/\/www.facebook.com\/groups\/1714585748824288\/<\/a> utilizzando l&#8217;hashtag: #Attenti4<\/span><\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/poster-attenti-a-quei-4-1-628x1024.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 poster-attenti-a-quei-4-1-628x1024.jpg\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per la sua importanza si invitano tutti i lettori a prestare molta attenzione e segnalare quanto richiesto agli organizzatori. Avere un\u2019idea della presenza delle specie potr\u00e0 portare ad un controllo della loro diffusione. Si pensi solo che nei Caraibi sono stati dati premi di cattura per i pesci scorpione al fine di ridurre l\u2019impatto sulle barriere coralline.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO:&nbsp;BIOLOGIA MARINA PERIODO: XXI SECOLO AREA: MAR MEDITERRANEO parole chiave: Specie marine aliene, &nbsp; Le specie aliene sono specie animali e vegetali che si trovano al di fuori del loro ambiente naturale. 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