{"id":7540,"date":"2019-12-22T00:05:32","date_gmt":"2019-12-21T23:05:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=7540"},"modified":"2024-06-19T15:57:13","modified_gmt":"2024-06-19T13:57:13","slug":"il-relitto-del-polluce-un-tesoro-favoloso-nei-mari-italiani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/7540","title":{"rendered":"Il Polluce &#8230; un tesoro favoloso nei mari italiani"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XIX SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA:MAR MEDITERRANEO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: relitto<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Chi dice che le navi dei tesori siano solo nei Caraibi o nei mari dell&#8217;Oriente?<\/span><br \/>\n<\/strong>Nel 1841, nelle tranquille acque dell&#8217;isola d&#8217;Elba, un piroscafo, il Polluce, affond\u00f2 per cause ancora misteriose. Che cosa aveva di speciale? Il battello riportava nel suo manifesto di carico molti tesori e segreti. Si parlava di una carrozza d&#8217;oro, di valori preziosi destinati a finanziare i carbonari.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-37600\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/pollluce.jpg\" alt=\"\" width=\"850\" height=\"565\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/pollluce.jpg 700w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/pollluce-300x199.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 850px) 100vw, 850px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Uno splendido esemplare in oro da 100 lire di Carlo Alberto re di Sardegna concrezionato con altre monete dal relitto del Polluce (photo credit: H.D.S. Italia)<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma ci arriveremo. Il piroscafo era stato costruito, nel 1839, dai cantieri Normand di Le Havre ed acquistato dalla compagnia di navigazione <strong><span style=\"color: #008000;\">De Luchi-Rubattino<\/span><\/strong>&nbsp;insieme all&#8217;unit\u00e0 gemella Castore.<\/p>\n<figure id=\"attachment_30292\" aria-describedby=\"caption-attachment-30292\" style=\"width: 221px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-30292\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/raffaele-rubattino.jpg\" alt=\"\" width=\"221\" height=\"279\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/raffaele-rubattino.jpg 309w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/raffaele-rubattino-238x300.jpg 238w\" sizes=\"(max-width: 221px) 100vw, 221px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-30292\" class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Raffaele Rubattino<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Raffaele Rubattino<\/span><\/strong> fu decisamente un protagonista della navigazione e dei commerci marittimi nell&#8217;Italia risorgimentale (ed alla sua compagnia appartenevano i piroscafi con i quali <strong><span style=\"color: #008000;\">Giuseppe Garibaldi<\/span><\/strong> part\u00ec da Quarto per l\u2019impresa dei Mille.&nbsp;Il <strong><span style=\"color: #008000;\">Piroscafo Polluce<\/span><\/strong> possedeva un motore a vapore inglese che forniva una potenza di 160 cavalli per muovere le due ruote a pale laterali e consentirgli &nbsp;una velocit\u00e0 di 10 nodi. Il &nbsp;suo arrivo a Genova avvenne il 13 aprile 1841 e dal 21 dello stesso mese inizi\u00f2 la sua regolare linea <strong><span style=\"color: #008000;\">Marsiglia &#8211; Genova &#8211; Livorno &#8211; Civitavecchia &#8211; Napoli<\/span><\/strong>, trasportando merci e circa novanta passeggeri divisi in due classi. Nella notte del 17 giugno 1841, alle ore 23,45, al largo delle coste di Capoliveri (isola d\u2019Elba) il piroscafo Polluce fu &nbsp;speronato dal <strong><span style=\"color: #008000;\">Mongibello<\/span><\/strong>, un piroscafo passeggeri dell&#8217;Amministrazione Privilegiata della navigazione a vapore del Regno delle Due Sicilie. La collisione avvenne nei pressi dell&#8217;isola d&#8217;Elba a circa 2,9 km da Capo Calvo. Alla collisione segu\u00ec una dura vertenza processuale tra l&#8217;armatore del Polluce, Raffaele Rubattino, e l&#8217;Amministrazione della navigazione del Regno delle Due Sicilie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\"><b><span style=\"font-size: 18pt;\">Errore di navigazione, disgraziato accidente o qualcosa di premeditato?<br \/>\n<\/span><\/b><span style=\"color: #000000;\">Il fatto non fu mai chiarito ma esiste un&#8217;ipotesi, se vogliamo romanzesca, che sul Polluce si fossero dati appuntamento alcuni nobili carbonari con idee mazziniane, che trasportavano ingenti somme di denaro in monete d&#8217;oro. Alcuni pensano che l&#8217;oro conservato a bordo fosse diretto a finanziare la causa rivoluzionaria e che l&#8217;incidente fosse stato organizzato per impedire che tali somme arrivassero ai carbonari.<\/span><\/span><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-7548\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/polluce.jpg\" alt=\"\" width=\"840\" height=\"630\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">quadro del Polluce &#8211; anonimo<br \/>\n<\/span><\/strong><a href=\"http:\/\/www.deskdivers.com\/Site\/Polluce.html\">DeskDivers.com &#8211; Polluce, the Legend and the Anonimo Commemorative Timepiece<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Sabotaggio, atto di pirateria o semplicemente un tragico incidente?<br \/>\n<\/span><\/strong><\/span>In un modo o nell&#8217;altro la nave port\u00f2 con se i suoi tanti segreti. \u00c8 noto che nel drammatico evento perse la vita un passeggero; gli altri viaggiatori ed i membri dell\u2019equipaggio furono tutti salvati dal Mongibello. Nelle concitate fasi dell\u2019affondamento e del successivo salvataggio dei naufraghi il prezioso carico and\u00f2 per\u00f2 perduto; i documenti di bordo, tra cui alcune lettere molto interessanti dal punto di vista storico, ed un ingente carico di monete e preziosi (70.000 columnari d&#8217;argento e 100.000 monete d&#8217;oro), oltre agli effetti personali dei viaggiatori e le merci trasportate (tra cui una carrozza d\u2019oro) scomparvero negli abissi. Molti di quei tesori giacciono ancora nel relitto.<\/p>\n<table style=\"border-collapse: collapse; width: 100%;\">\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"width: 100%;\">\n<h5><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>[wpedon id=17555]<\/strong><\/span><\/h5>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Questo articolo ti interessa? Su OCEAN4FUTURE, il portale del Mare e della Marittimit\u00e0, troverai numerosi articoli di storia navale e marittima per conoscere eventi del passato che difficilmente potrai trovare sui libri di scuola. Se hai suggerimenti o domande puoi lasciarci un commento in calce all\u2019articolo oppure scriverci alla nostra mail: <a style=\"color: #0000ff;\" href=\"mailto:infoocean4future@gmail.com\">infoocean4future@gmail.com<\/a><\/strong><\/span><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Mito o realt\u00e0?<\/span><br \/>\n<\/strong>Di fatto l&#8217;esistenza di un tesoro a bordo del Polluce era nota a molti; tanto che, nell&#8217;autunno dello stesso anno, l\u2019armatore Rubattino tent\u00f2 un audace quanto costoso recupero della nave. La missione fall\u00ec, complici il maltempo e le oggettive difficolt\u00e0 tecniche di poter operare a oltre cento metri di profondit\u00e0. Rubattino fece legare il relitto con delle catene e le agganci\u00f2 a ben undici navi per riportare a galla il relitto ma il tentativo fall\u00ec per la rottura di una delle catene. Successivamente, una societ\u00e0 livornese cerc\u00f2 di individuare il relitto e recuperarlo utilizzando grosse barche da salvataggio (chiamate <strong><span style=\"color: #008000;\">arrisicatori<\/span><\/strong>); il Polluce venne sollevato dal fondo con catene terminate da cavi di canapa ma, ad un certo momento, si ruppero i cavi facendo precipitare il relitto nuovamente sul fondo. Ci riprov\u00f2 la Societ\u00e0 livornese &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">Lunardini e Bonatti<\/span><\/strong>&#8221; mediante due rimorchiatori, ma senza risultato. Negli anni successivi si tent\u00f2 di usare addirittura degli erpici, sempre con scarsi risultati (di fatto recuperarono solo una &#8220;formaggetta&#8221; di un albero di veliero).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 25 luglio 1935, infatti, il &#8220;Foglio Annunzi&#8221; della Provincia di Livorno pubblic\u00f2 un avviso della Direzione Marittima della citt\u00e0, dove si rendeva noto: &#8220;<strong><em><span style=\"color: #008000;\">Che con istanza in data 25 marzo e 31 maggio 1935 &#8211; XIII, la Societ\u00e0 recuperi Marittimi ha chiesto di poter recuperare il carico di un veliero spagnolo (?) denominato Polluce naufragato oltre 120 anni or sono nella rada di Portolongone (Isola d&#8217;Elba). In applicazione alle leggi in vigore invita tutti coloro che ritenessero di avervi interesse a prestare per iscritto alla Capitaneria di Porto di Livorno, entro 10 giorni a datare dal 23 luglio 1935, quelle osservazioni che ritenessero opportune a tutela dei loro eventuali diritti, avvertendo che trascorso il termine stabilito non sar\u00e0 accettato alcun reclamo, e si dar\u00e0 ulteriore corso alle pratiche inerenti alla concessione richiesta<\/span><\/em><\/strong>&#8220;.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel dicembre dello stesso anno, due rimorchiatori, l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">Artiglio II<\/span><\/strong> ed il <strong><span style=\"color: #008000;\">Rostro <\/span><\/strong>della famosa <strong><span style=\"color: #008000;\">Societ\u00e0 So.Ri.Ma.<\/span> <\/strong>di Genova arrivarono in zona suscitando in tutta l&#8217;isola e nel continente un grande interesse. I palombari dell\u2019Artiglio erano famosi, quasi un vanto nazionale, da quando avevano individuato il relitto&nbsp;dell\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">Egypt<\/span><\/strong> in Atlantico con il primo Artiglio (vedi foto). Con l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">Artiglio II<\/span><\/strong>, grazie anche alle invenzioni e alla organizzazione creata da<strong><span style=\"color: #008000;\">&nbsp;<a style=\"color: #008000;\" title=\"Alberto Gianni\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\/archives\/16269\">Alberto Gianni<\/a><\/span><\/strong>, venne recuperato parte del favoloso tesoro dell&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">Egypt<\/span><\/strong>, costituito da monete, barre e lingotti d&#8217;oro nonch\u00e9 numerose barre d&#8217;argento. Il recupero avvenne ad una profondit\u00e0 per l&#8217;epoca ritenuta impossibile da raggiungere da dei palombari, che impiegarono una torretta butoscopica (inventata dal Gianni) e calata alla profondit\u00e0 di 130 metri per dirigere i lavori delle benne manovrate da bordo dell&#8217;Artiglio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma torniamo al relitto del Polluce, l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">Artiglio II<\/span><\/strong> inizi\u00f2 la sua opera di ricerca in un punto che era stato segnalato precedentemente segnalato con due boe (poste a Longitudine 10,30 Est e Latitudine 32,47 Nord). Sebbene i lavori di recupero furono fortemente ostacolati dal maltempo, gli intrepidi palombari viareggini non si persero d&#8217;animo e ripresero a lavorare con la benna. Negli ultimi giorni di gennaio l\u2019Artiglio dovette nuovamente sospendere i lavori di recupero a causa delle avverse condizioni meteorologiche. Fu deciso quindi di sospendere.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">XXI secolo<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nQuasi 70 anni dopo, nel 2000, una compagnia di recuperi inglese chiese il permesso di recuperare il carico d&#8217;alluminio del <strong><span style=\"color: #008000;\">Glenlogan<\/span><\/strong>, un cargo inglese affondato nel 1916 nei pressi delle Eolie, in prossimit\u00e0 di Stromboli, ma \u2026 stranamente \u2026 &nbsp;i <em>tomb raider<\/em> anglosassoni nella richiesta inserirono le coordinate del relitto del Polluce. Nelle trafile burocratiche nessuno (sembra) si accorse dell\u2019errore per cui l\u2019autorizzazione al recupero fu concessa.&nbsp;La compagnia affitt\u00f2 un rimorchiatore dotato di gru ed incominci\u00f2 a demolire il relitto con la benna portando indiscriminatamente in superficie sabbia, legno, monete e gioielli. Una parte della razzia venne quindi messa all&#8217;asta a Londra l\u2019anno seguente. Uno sfregio che venne bloccato da un&#8217;azione congiunta dei carabinieri e dalla polizia inglese. I <em>tomb raider<\/em> vennero bloccati ed i beni, di inestimabile valore, furono restituiti all&#8217;Italia. Tra di essi &nbsp;gioielli, &nbsp;preziosi e circa tremila monete d&#8217;oro e d&#8217;argento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-7542 alignnone\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/5e5a2ece-e74a-47e0-8bbc-286c70bf4f7506sonar-rov-pegasoMedium-300x220.jpg\" alt=\"5e5a2ece-e74a-47e0-8bbc-286c70bf4f7506sonar rov pegasoMedium\" width=\"850\" height=\"623\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/5e5a2ece-e74a-47e0-8bbc-286c70bf4f7506sonar-rov-pegasoMedium-300x220.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/5e5a2ece-e74a-47e0-8bbc-286c70bf4f7506sonar-rov-pegasoMedium.jpg 580w\" sizes=\"(max-width: 850px) 100vw, 850px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Grazie all\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">Historical Diving Society (HDS)<\/span><\/strong>, nel 2004, fu effettuato il recupero di alcuni resti tramite la ditta <strong><span style=\"color: #008000;\">Marine Consulting<\/span> <\/strong>di Ravenna in collaborazione col Ministero dei Beni Culturali, della Soprintendenza della Toscana e del Comune di Porto Azzurro. Nell&#8217;ottobre del 2005 il recupero fu continuato con l\u2019ausilio di subacquei in saturazione e richiesto il supporto della <strong><span style=\"color: #008000;\">Marina Militare Italiana<\/span><\/strong>. Dopo due missioni, nel 2007 e nel 2008, in cui furono recuperate oltre cento monete dai palombari di nave Anteo, il 25 settembre 2014, in collaborazione con il <strong><span style=\"color: #008000;\">Ministero dei Beni e delle Attivit\u00e0 Culturali e del Turismo (MIBACT)<\/span><\/strong>, venne &nbsp;recuperata una nuova serie di monete provenienti dal \u201ctesoro\u201d del relitto.&nbsp;<strong><span style=\"color: #008000;\">L&#8217;operazione fu condotta sempre da Nave Anteo e dal Gruppo Operativo Subacquei (GOS) del Comando Subacquei ed Incursori (COM.SUB.IN.) \u201cTeseo Tesei\u201d lavorando in saturazione ad una profondit\u00e0 di oltre 100 metri.&nbsp;<\/span><\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-7543\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/0007b2a5-5876-47fa-9f28-9fc99d0db85703bpegaso-2Medium-300x220.jpg\" alt=\"0007b2a5-5876-47fa-9f28-9fc99d0db85703bpegaso 2Medium\" width=\"850\" height=\"623\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/0007b2a5-5876-47fa-9f28-9fc99d0db85703bpegaso-2Medium-300x220.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/0007b2a5-5876-47fa-9f28-9fc99d0db85703bpegaso-2Medium.jpg 580w\" sizes=\"(max-width: 850px) 100vw, 850px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">credito Marina militare &#8211; COMSUBIN GOS<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le monete recuperate, dei colonnati spagnoli d&#8217;argento da otto reali, sono risultate di grande interesse storico e numismatico. La scoperta dei nuovi reperti fu facilitata&nbsp; dal nuovo <strong><span style=\"color: #008000;\">ROV (Remoted Operated Vehicle)<\/span> <span style=\"color: #008000;\">PEGASO<\/span><\/strong>, in dotazione al <strong><span style=\"color: #008000;\">COM.SUB.IN.<\/span><\/strong>, un sofisticato sistema robotico filoguidato dotato di potenti bracci manipolatori, telecamere ad alta definizione e sonar di ultima generazione che pu\u00f2 raggiungere i 2.000 metri di profondit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Non sappiamo se il Polluce ci nasconda altri segreti \u2026 ma il fascino della sua storia va oltre i suoi tesori, nei sogni di generazioni di marinai che ne hanno inseguito la leggenda.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Andrea Mucedola<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">in anteprima un pezzo del tesoro del&nbsp;<em>Polluce&nbsp;<\/em>conservato al museo di Capoliveri <a href=\"https:\/\/www.museonavigante.it\/storie-naviganti\/la-storia-del-polluce\">Museo Navigante<\/a><\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p>materiale fotografico Marina Militare Italiana e HDS Italia&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #0000ff;\">[wpedon id=17555]<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #0000ff;\">Ti \u00e8 piaciuto questo articolo? 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Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: STORIA NAVALE PERIODO: XIX SECOLO AREA:MAR MEDITERRANEO parole chiave: relitto . 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