{"id":74605,"date":"2022-08-23T00:01:00","date_gmt":"2022-08-22T22:01:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=74605"},"modified":"2026-01-13T19:51:43","modified_gmt":"2026-01-13T18:51:43","slug":"74605","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/74605","title":{"rendered":"La Flotta italiana nella guerra di Libia \u2013 parte V"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO:&nbsp;STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XX SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: MAR MEDITERRANEO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Regno di Italia, Sublime Porta, Libia<\/p>\n<p><em>&nbsp;<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Le operazioni nell\u2019Egeo<\/span><\/strong><em><br \/>\n<\/em>Lo <strong><span style=\"color: #008000;\">Stato maggiore della regia marina italiana<\/span> <\/strong>stabil\u00ec l\u2019impiego di due gruppi navali: il primo, composto da tre Divisioni, dislocato nell\u2019alto Egeo, mentre il secondo, con una sola divisione, si sarebbe concentrato nella zona meridionale con il compito iniziale di effettuare dei bombardamenti costieri, interrompere le linee ferroviarie e i cavi subacquei e di procedere&nbsp; all\u2019intercettazione dei sommergibili e navi turche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli obiettivi sarebbero stati <strong><span style=\"color: #008000;\">Lemnos<\/span><\/strong>, sulla rotta per Izmir, e <strong><span style=\"color: #008000;\">Stampalia<\/span><\/strong>, a sud, partendo da Cipro. Non era pianificata alcuna azione contro i forti lungo le sponde dei Dardanelli. Fu approntata una forza da sbarco rinforzata a Tobruk e la Regia Marina dispieg\u00f2 sette piroscafi (<strong><span style=\"color: #008000;\">Sannio, Europa, Verona, Toscana, Bulgaria, Cavour, Valparaiso<\/span><\/strong>), scortate da alcune unit\u00e0 da battaglia della 2\u00b0 divisione della 1\u00b0 squadra (<strong><span style=\"color: #008000;\">Margherita, Filiberto, Brin e Saint Bon<\/span><\/strong>) e da <strong><span style=\"color: #008000;\">siluranti<\/span><\/strong>. Inoltre, una squadra di torpediniere si sarebbe occupata della protezione durante la fase di sbarco. Gli aspetti logistici furono curati nei particolari, assegnando anche la nave ospedale, il <strong><span style=\"color: #008000;\">Re d\u2019Italia<\/span><\/strong>, per l\u2019assistenza ai feriti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Iniziava cos\u00ec l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">Operazione Bomba<\/span><\/strong>, una localit\u00e0 nei pressi di Tobruk, scelto per depistare lo spionaggio internazionale, evitando che l\u2019Impero Ottomano potesse approntare le difese necessarie controbattendo l\u2019offensiva. A tal riguardo la forza militare prese il nome di <strong><span style=\"color: #008000;\">Distaccamento di Bomba<\/span><\/strong>.<\/p>\n<figure style=\"width: 266px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/amm.-leone-viale.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 amm.-leone-viale.jpg\" width=\"266\" height=\"293\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">ammiraglio Leone Viale<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 28 aprile, la 2\u00b0 divisione della 1\u00b0 squadra occup\u00f2 pacificamente <strong><span style=\"color: #008000;\">Stampalia<\/span><\/strong> per crearvi una prima base di appoggio. Le direttive per l\u2019occupazione di Rodi erano state inviate la settimana precedente: il contingente italiano avrebbe dovuto partire mantenendo la rotta di levante fino alla notte per poi dirigere verso nord. Il <strong><span style=\"color: #008000;\">generale Giovanni Ameglio<\/span><\/strong> ricevette tutti i poteri civili e militari, mentre venne data libert\u00e0 d\u2019azione all\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">ammiraglio Leone Viale<\/span><\/strong>, comandante in capo delle forze navali.&nbsp;<\/p>\n<figure style=\"width: 224px\" class=\"wp-caption alignright\"><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/generale_giovanni_ameglio.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 generale_giovanni_ameglio.jpg\" width=\"224\" height=\"299\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">generale Giovanni Ameglio<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inutile dire che il carattere segretissimo della missione port\u00f2 gli alti ufficiali a tenere nascosta l\u2019operazione agli equipaggi sulla vera destinazione della navigazione. L\u2019azione venne fissata per il 4 maggio. Alle ore 02:00, la flotta italiana, navigando ad una velocit\u00e0 di circa 10 nodi,&nbsp; con i piroscafi <strong><span style=\"color: #008000;\">Sannio, Europa, Verona, Toscana, Bulgaria, Cavour, Valparaiso<\/span><\/strong>, su due file aperte e chiuse dalle <strong><span style=\"color: #008000;\">corazzate Margherita, Filiberto, Brin e Saint Bon<\/span><\/strong> in testa e in coda, raggiunse &nbsp;l\u2019isola di Rodi, presso la baia Kaliteas. Dopo aver sbarcato gli esploratori, in assenza di truppe turche, si diede l\u2019avvio allo sbarco delle forze, che nel primo pomeriggio iniziarono l\u2019avanzata terrestre verso la citt\u00e0 di Rodi.&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/sbarco-1911-italiano-a-Rodi.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 sbarco-1911-italiano-a-Rodi.jpg\" width=\"800\" height=\"395\"><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">lo sbarco delle truppe italiane a Rodi &#8211; Photo Credit To https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Rhodes_Italian_landing.jpg<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I primi contatti con le truppe ottomane avvennero all\u2019altezza del colle di Koskino e ad Argur\u00f9, dove un distaccamento di 400 soldati turchi attacc\u00f2 le forze italiane rallentandone per\u00f2 soltanto l\u2019avanzata. Un rallentamento minimale tanto che come previsto, al crepuscolo le truppe italiane riuscirono ad arrivare a circa mezz\u2019ora di marcia da Rodi citt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In sintesi, la resistenza turca, eccetto nella citt\u00e0 di Rodi, fu pressoch\u00e9 inesistente ed i marinai conquistarono i posti di guardia, in attesa dell\u2019avvicendamento con le truppe dell\u2019esercito ed i carabinieri. <strong><span style=\"color: #008000;\">Con l\u2019occupazione del Dodecaneso il Regno d\u2019Italia otteneva il potere marittimo nel basso Egeo, bloccando le attivit\u00e0 marittime turche e restringendo ancor di pi\u00f9 il flusso di rinforzi e rifornimenti in Libia.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inutile dire che le reazioni internazionali rivelarono notevole preoccupazione per la condotta aggressiva del regno sabaudo, in particolar modo Gran Bretagna e Francia considerarono minacciati i propri interessi commerciali. Curioso perch\u00e9 proprio la Francia, il 12 maggio 1881, parlando di interessi commerciali, si era impadronita in appena undici giorni della Tunisia. <strong><span style=\"color: #008000;\">Un evento passato alla storia come lo schiaffo di Tunisi, ovvero la falsa promessa del<\/span> <span style=\"color: #008000;\">primo ministro transalpino Jules Ferry<\/span><\/strong>&nbsp; al collega italiano, <strong><span style=\"color: #008000;\">Benedetto Cairoli<\/span><\/strong>, c<strong><span style=\"color: #008000;\">he non vi fosse da parte francese alcuna volont\u00e0 di occupare la Tunisia, che era stata dichiarata di interesse del Regno di Italia per la presenza in loco di una numerosa comunit\u00e0 italiana<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">D\u2019altronde l\u2019Italia era ancora alleata con la triplice alleanza e temevano un rinforzo tedesco nell\u2019area, strategicamente importante in quanto compresa tra i Dardanelli e il Canale di Suez, le vie marittime di importanza maggiore all\u2019epoca. In particolare i Britannici si sentirono minacciati in quanto l\u2019area era un possibile punto di limitazione al traffico marittimo sulla britannica \u201cvia delle Indie\u201d.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/regia-nave-regina-margherita-a-napoli-1904-1024x683.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 regia-nave-regina-margherita-a-napoli-1904-1024x683.jpg\" width=\"1170\" height=\"781\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non a caso, l\u2019ammiragliato britannico consigli\u00f2 al governo inglese di \u201copporsi strenuamente\u201d ad un\u2019occupazione permanente di qualsiasi isola dell\u2019Egeo, ipotizzando un possibile attacco della flotta italiana a Malta. La constatazione di una oggettiva debolezza port\u00f2 la flotta britannica ad abbandonare le posizioni nel Mediterraneo orientale e dislocarsi a Gibilterra. Cosa che non piacque ai cugini di oltralpe, che temendo di restare soli su quel fronte chiesero all\u2019Ammiragliato di mantenere una certa presenza. A luglio, questi decise di mantenere nella base di Malta una significativa presenza navale. Il giorno 16 luglio fu finalizzata una convenzione franco\u2010russa che permise alla Francia di spostare dalla Manica la 3\u00b0 squadra. &nbsp;Il successivo accordo anglo\u2010francese del 10 febbraio 1913 formalizz\u00f2 la collaborazione tra le due marine per la difesa, il controllo e il monitoraggio dell\u2019intero Mediterraneo. <strong><span style=\"color: #008000;\">L\u2019Italia, di fronte alle proteste internazionali, ribad\u00ec che l\u2019occupazione sarebbe stata temporanea, finalizzata alla resa turca e al controllo definitivo delle regioni libiche.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel luglio del 1912 la Turchia accett\u00f2 di avviare, ufficiosamente e nella massima segretezza, i preliminari per le trattative di pace. Sin dall\u2019inizio i Turchi, pur se intenzionati a concludere, non sembrarono per\u00f2 disposti a cedere facilmente, per gli ovvi risvolti legati anche agli altri possedimenti multietnici del loro Impero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Italia decise allora di forzare ulteriormente l\u2019Impero Ottomano tramite una nuova incursione militare ancora una volta con l&#8217;impiego della Regia Marina. Furono scartate ipotesi di occupazione di citt\u00e0 costiere mentre si opt\u00f2 per una nuova incursione nei Dardanelli. <strong><span style=\"color: #008000;\">Un\u2019azione spettacolare intesa a penetrare in profondit\u00e0 nello Stretto dove era ormeggiata la flotta ottomana, e procedere alla sua sistematica distruzione.<\/span> <\/strong>In altre parole eliminare la capacit\u00e0 marittima offensiva turca costituendo un\u2019ulteriore pressione per il raggiungimento degli accordi di pace.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-size: inherit; color: #008000;\">Fine parte V &#8211; continua<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>Andrea Mucedola&nbsp;<\/strong><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autoree le fonti o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/74546\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/74551\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a>.<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-15 maxbutton maxbutton-parte-iii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/74559\"><span class='mb-text'>PARTE III<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-16 maxbutton maxbutton-parte-iv\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/74583\"><span class='mb-text'>PARTE IV<\/span><\/a><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-17 maxbutton maxbutton-parte-v\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/74605\"><span class='mb-text'>PARTE V<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-18 maxbutton maxbutton-parte-vi\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/74600\"><span class='mb-text'>PARTE VI<\/span><\/a><\/p>\n<p><strong>&nbsp;<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\"><strong>Riferimenti<\/strong><\/span><br \/>\nAntonello Battaglia, Il Dodecaneso italiano. Una storia da rivisitare, Eurostudium , 2010<\/p>\n<p>Mariano Gabriele, La Marina nella Guerra Italo-Turca, Roma, Ufficio Storico della Marina Militare, 1998<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Causa, La guerra italo\u2010turca e la conquista della Tripolitania e della Cirenaica, dallo sbarco di Tripoli alla pace di Losanna, Salani, Firenze, 1912<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Manfroni, Guerra italo \u2010 turca (1911\u20101912). Cronistoria delle operazioni navali, II (Dal decreto di sovranit\u00e0 sulla Libia alla conclusione della pace), Roma, Stabilimento Poligrafico Editoriale Romano, 1926<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Colliva, Nebbie e spie nei Dardanelli. Aspetti sconosciuti e dimenticati della guerra di Libia e dell\u2019impresa di E. M. (1911-1912), in Bollettino d\u2019archivio dell\u2019Ufficio storico della Marina Militare, XX (2006)<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . 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