{"id":74424,"date":"2022-07-06T00:01:08","date_gmt":"2022-07-05T22:01:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=74424"},"modified":"2025-08-04T19:34:07","modified_gmt":"2025-08-04T17:34:07","slug":"74424","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/74424","title":{"rendered":"Rigassificatori: la situazione nei mari italiani"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 9<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: EMERGENZE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: MAR MEDITERRANEO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: rigassificatori<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Una grande opportunit\u00e0 da non perdere<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nL\u2019emergenza energetica e la strumentalizzazione dei temi della transizione energetica comportano la necessit\u00e0 di un maggiore trasparenza e conoscenza dei processi. Il gas \u00e8 e rimarr\u00e0 un protagonista, e l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">Agenzia Internazionale dell\u2019energia<\/span><\/strong>, ente indipendente, anche nell\u2019originale ipotesi zero\/2050, ne prevede il prevalente ricorso per almeno ulteriori 40 anni.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/fonti-energetiche.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 fonti-energetiche.jpg\" width=\"698\" height=\"396\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il gas sar\u00e0 comunque, e per vari decenni, un elemento essenziale dell\u2019economia europea ed italiana in particolare<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Indipendentemente dal ripensamento sugli obiettivi 2050, con le priorit\u00e0 europee divenute autonomia, indipendenza, diversificazione delle fonti, per una \u201ctransizione ordinata ed efficace\u201d si tratta di un orizzonte temporale sufficiente ed utile per pianificare e assicurare in tempi molto pi\u00f9 contenuti un nuovo ruolo europeo del nostro Paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Non solo servizi ma anche produzione, con una nuova centralit\u00e0<\/span><\/strong><br \/>\nOccorre coniugare sviluppo con ambiente. In altre parole non si tratta di un\u2018alternativa. La produzione, con un\u2019elevata generazione di lavoro ed indotto, non \u00e8 alternativa n\u00e9 nemica della transizione, qualsiasi ne sia l\u2019aspetto, compresa la <strong><span style=\"color: #008000;\">decarbonizzazione<\/span><\/strong>.\u00a0Con scelte decise \u00e8 possibile mettere a regime in tempi brevi una risposta energetica credibile, compatibile e sostenibile con l\u2019ambiente, sia valorizzando progetti e programmi prematuramente abbandonati sia favorendo che l\u2019Italia, ed in particolare il Sud estremo, assuma il ruolo di hub energetico riconosciuto a livello europeo. Questo comporterebbe un valore aggiunto su un servizio che si presta all\u2019Europa, lo stesso che sinora abbiamo lasciato senza compensazioni all\u2019hub del Nord.\u00a0<strong><span style=\"color: #008000;\">Un\u2019operazione, com\u2019\u00e8 facile intuire, a vantaggio di tutto il Paese e di forte potere contrattuale rispetto alla UE.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una UE che ci osserva, che valuta criticamente se si sfruttano tutte le possibilit\u00e0 che abbiamo e non solo potremmo ma vogliamo mettere in campo e condividere, che riguardano generazione, produzione (e quindi anche estrazione) e diversificazione (collegamenti rigidi come i gasdotti, e flessibili grazie a navi metaniere e terminali di rigassificazione). Uno sviluppo industriale \u201ca misura\u201d che comprende i rigassificatori che vanno intesi come centri di produzione e non come sgradevoli od addirittura pericolose \u201cstazioni di servizio\u201d.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/gas-2-1.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 gas-2-1.png\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-size: 18pt; color: #008000;\">Premesse e prospettive a breve e lungo termine<\/span><br \/>\n<\/strong>Nella situazione attuale, e considerata la diffusione del GNL, l\u2019Italia e la Germania sono state e sono obbligate a considerare la realizzazione di nuovi impianti. Basti pensare che in pochi mesi, pur partendo in ritardo, sull\u2019emergenza, <strong><span style=\"color: #008000;\">la Germania sta passando da zero a quattro impianti di rigassificazione<\/span><\/strong>.\u00a0Al contrario in Italia, dove nel 2006 (vedi immagine precedente) si registravano progetti gi\u00e0 maturi per una decina di impianti di rigassificazione, in realt\u00e0 <strong><span style=\"color: #008000;\">solo due impianti sono stati autorizzati, Gioia Tauro e Porto Empedocle<\/span><\/strong>, con una capacit\u00e0 stimata di circa 20 miliardi di mc. <strong><span style=\"color: #008000;\">Un impegno ultraventennale di risorse che a distanza di tempo non ha portato a nessun risultato tangibile<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/RETE-GAS-ITALIANA-SNAM-1-1024x571.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 RETE-GAS-ITALIANA-SNAM-1-1024x571.jpg\" width=\"1024\" height=\"571\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Schema rete gas italiana &#8211; credito SNAM<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Attualmente sono operativi in Italia tre terminali di GNL (in particolare <strong><span style=\"color: #008000;\">Panigaglia<\/span><\/strong>, in servizio sin dal 1971, e l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">Adriatic LNG<\/span><\/strong>, la prima struttura offshore al mondo in cemento armato per la ricezione, lo stoccaggio e la rigassificazione del gas naturale liquefatto (GNL), nel pieno rispetto dell\u2019ambiente.), che sono collegati alla rete nazionale (per un totale poco influente di soli 14 miliardi mc\/anno). Inoltre, \u00e8 appena stata acquisita una nuova unit\u00e0 rigassificatrice galleggiante, la <strong><span style=\"color: #008000;\">Golar Tundra.<\/span><\/strong> che verr\u00e0 collocata presumibilmente nelle acque del nord\/centro Italia.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/20230509_143842-1024x768.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 20230509_143842-1024x768.jpg\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">l&#8217;impianto SNAM di Panigaglia, La Spezia, in servizio dal 1971 &#8211; credito @andrea mucedola<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una collocazione certamente utile ma che fa perdere i vantaggi insiti nella posizione geografica della Sicilia, che comporterebbe <strong><span style=\"color: #008000;\">da 2 a 4 giorni totali di risparmio nei tempi di navigazione<\/span><\/strong>. In altre parole, tempi ridotti che sarebbero riconducibili a centinaia di migliaia di euro\/giorno, il cui risparmio da solo garantirebbe lo stesso investimento e sarebbe propedeutico ad ulteriori e maggiori investimenti in Sicilia ed in tutte le vicine coste meridionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In sintesi, un quadro quello odierno che va contro ogni ipotesi di protagonismo italiano nella filiera energetica europea; il caso di <strong><span style=\"color: #008000;\">Porto Empedocle<\/span><\/strong> ne \u00e8 l\u2019esempio lampante, estremamente penalizzante per la Sicilia. Tanto pi\u00f9 che <strong><span style=\"color: #008000;\">non<\/span> <span style=\"color: #008000;\">esistono rischi n\u00e9 per la popolazione n\u00e9 per l\u2019ambiente, neppure nella pi\u00f9 restrittiva delle previsioni e delle imposizioni UE.<\/span> <\/strong>Ancora una volta l\u2019Italia e il suo sviluppo sono stati vittime di manipolazioni ed il fenomeno rischia di ripetersi dopo la travagliata e costosa soluzione emergenziale, coperta dalla SNAM, di collocare un\u2019unit\u00e0 galleggiante di rigassificazione a Piombino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\">Lo scopo di questo breve articolo \u00e8 cercare di fare chiarezza, lasciando da parte la disinformazione dilagante, entrando nel merito tecnico di questo tipo di processo. \u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/il-gas-naturale-l.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 il-gas-naturale-l.jpg\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Vediamo ora, grazie allo schema seguente, che illustra il ciclo di rigassificazione del gas naturale, come questo sia un processo totalmente compatibile con l\u2019ambiente, soprattutto con l\u2019ambiente marino.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/gas-6.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 gas-6.png\" \/><strong>Va compreso che<\/strong><\/span> <strong><span style=\"color: #008000;\">il ciclo di rigassificazione non \u00e8 un processo chimico, n\u00e9 energivoro, n\u00e9 inquinante<\/span><\/strong> (come potrebbe essere quello di una raffineria) <strong><span style=\"color: #008000;\">ma un trattamento meccanico idraulico a temperatura ambiente di minimo impatto ambientale e con un rischio infortunistico normale e controllabile al pari di altre attivit\u00e0 tradizionali<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un <strong><span style=\"color: #008000;\">rigassificatore<\/span><\/strong>, con poche variabili di processo tra l&#8217;impianto galleggiante quello fisso costiero, <strong><span style=\"color: #008000;\">riceve il<\/span><\/strong> <strong><span style=\"color: #008000;\">metano (CH4)<\/span><\/strong><span style=\"color: #000000;\">, un gas inodore, incolore, insapore, non tossico,\u00a0che\u00a0brucia all&#8217;aria con una caratteristica fiamma bluastra,<\/span><strong><span style=\"color: #008000;\"> in forma liquida (GNL, gas naturale liquefatto) <\/span><\/strong><span style=\"color: #000000;\">ad una temperatura di circa <\/span><strong><span style=\"color: #008000;\">-160\u00b0C<\/span><\/strong><span style=\"color: #000000;\">, da<\/span><strong><span style=\"color: #008000;\">\u00a0<\/span><\/strong>metaniere, navi mercantili di grandi dimensioni che, per essere economicamente valide, devono essere veloci ed in grado di scaricare in tempi brevissimi tutto il loro carico senza interruzioni.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/gas-5.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 gas-5.jpg\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pertanto la capacit\u00e0 di stoccaggio (e rigassificazione) del terminale deve essere superiore, con una certa ridondanza, alla portata delle pi\u00f9 grande delle metaniere utilizzabili su quella determinata rotta. I tempi di transito e di scarico, e quindi i tempi di sosta, delle metaniere devono essere ridottissimi, visto che i noli si avvicinano pericolosamente a cifre iperboliche, e pertanto anche la minima distanza sulle rotte diventa fondamentale. In altre parole i costi devono essere accettabili anche per le utenze europee che ambiamo servire ed il cui servizio non solo diventa un utile importante per il sistema italiano ma rappresenta un forte potere contrattuale quando si devono fissare i prezzi del gas a livello comunitario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il GNL ricevuto deve essere riportato allo stato gassoso nel pi\u00f9 breve tempo possibile, secondo lo schema del precedente schema funzionale, per essere poi immesso direttamente nella rete nazionale di trasporto e distribuzione del gas.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/gas-7.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 gas-7.jpg\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nello specifico, gli impianti utilizzano l\u2019acqua di mare circolante senza contatti esterni in scambiatori di calore, ossia fasci tubieri, come fonte di calore per riportare il gas alla temperatura ambiente. Tra l\u2019altro il processo ha effetti secondari di purificazione da rifiuti solidi o plastici in sospensione, che devono essere necessariamente filtrati e trattenuti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al contrario di <strong><span style=\"color: #008000;\">Porto Empedocle<\/span><\/strong>, ubicazione geografica naturale ed ottimale, il sito per il <strong><span style=\"color: #008000;\">nuovo rigassificatore galleggiante (FSRU) nel porto di Piombino, in provincia di Livorno<\/span><\/strong>, \u00e8 stato scelto perch\u00e9 soddisfa una serie di caratteristiche difficili da rilevare altrove: un\u2019area portuale con una banchina libera di almeno 300 metri, con un fondale adeguato al movimento di una nave gasiera (minimo 15 metri) e con lo spazio sufficiente per fare manovra, con un facile, se non gi\u00e0 disponibile, collegamento alla rete nazionale dei gasdotti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Purtroppo, anche nel caso del progetto di <strong><span style=\"color: #008000;\">Piombino<\/span> <\/strong>si sta replicando l\u2019ultradecennale copione di Porto Empedocle, con il malcontento di esponenti politici, associazioni ambientaliste e cittadini disinformati (ed incauti come italiani), abitanti in una delle zone che hanno gi\u00e0 subito l\u2019esproprio delle proprie possibilit\u00e0 da parte di minoranze spesso estranee alla conoscenza ed alla logica. Una \u201cresponsabile\u201d politica regionale, di elezione locale, in mancanza di argomentazioni tecniche sostenibili, sfruttando la psicosi generale \u00e8 arrivata persino a configurare uno scenario di guerra asserendo che \u00ab<strong><em><span style=\"color: #008000;\">con il rigassificatore mettiamo a repentaglio la sicurezza di un\u2019intera citt\u00e0<\/span><\/em><\/strong>\u00bb, trasformandola \u00ab<strong><em><span style=\"color: #008000;\">in un <\/span><\/em><em><span style=\"color: #008000;\">obiettivo sensibile in caso di attacco militare da parte della Russia<\/span><\/em><\/strong>\u00bb&#8230; Dichiarazioni che, finora, hanno rappresentato il momento clou di un mare di polemiche, a tratti pretestuose, noncuranti di una serie di fattori tecnici (e oggettivi) e del fatto che l\u2019Italia ha urgente bisogno di ridurre la propria dipendenza dal gas russo. La possibile situazione di stallo sembra ora stata risolta dal Governo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ciononostante, il fronte del NO e dei NIMBY <em>(Not in My Back Yard)<\/em> cerca di mobilitare i residenti sventolando i fantasmi del cloro e gli sbalzi termici in mare, suscitando preoccupazioni per una serie di fattori economici, ambientali e di sicurezza (che spesso si intrecciano tra loro) che sono praticamente inesistenti. I pescatori, in particolare, temono un danneggiamento dell\u2019ecosistema marino a causa del cloro rilasciato dalla nave e degli sbalzi termici creati durante il processo di rigassificazione. In pratica, secondo queste affermazioni pretestuose, si avrebbe una riduzione della qualit\u00e0 e dell\u2019attrattivit\u00e0 sul mercato del pesce e dei frutti di mare che vivono in quelle acque.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Una tesi discutibile in quanto va compreso che i rigassificatori non sono impianti chimici, che utilizzano prodotti con caratteristiche tossiche, e la normativa generale, uguale in tutte le coste italiane, prevede gi\u00e0 controlli continui e stringenti.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per quanto riguarda gli sbalzi termici in mare, il ciclo lavorativo prevede l\u2019aspirazione di acqua da una parte, la circolazione interna ed uno scarico a mare, a temperatura lievemente inferiore, dall\u2019altra, senza nessun intervento di trattamento di questa massa d\u2019acqua. Notare che si tratta di una differenza tra l\u2019altro a favore, estremamente localizzata, che si disperde subito, senza tener conto che il ciclo termico di processo non funzionerebbe se l\u2019acqua si raffreddasse in modo percepibile. Ulteriore pretesto riguarda la vicinanza alla costa e la sicurezza; nel caso di Piombino la <strong><span style=\"color: #008000;\">Golar Tundra<\/span><\/strong>, costruita nel 2015, lunga 293 metri e larga 40, rimarr\u00e0 attraccata in banchina utilizzando, potrei dire finalmente, quelle infrastrutture faraoniche, realizzate nel tempo per altri scopi, che non hanno mai avuto un effettivo utilizzo. La vicinanza alla costa non \u00e8 quindi un\u2019anomalia ma una scelta con vantaggi in termini operativi, ambientali e di sicurezza. Banalmente rende facili e immediati sia i controlli sia gli interventi per risolvere eventuali anomalie o avarie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Un rigassificatore galleggiante in un\u2019area portuale \u00e8 pi\u00f9 facile e sicuro da gestire rispetto al mare aperto ed a pretestuose illazioni di rischi marittimi in termini di ricezione delle navi gasiere, di carico e scarico del GNL e di produzione del gas.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019ipotesi di realizzare impianti per quanto possibile su strutture offshore in alto mare\u00a0 (per l\u2019ipocrisia del non essere visibili, tornando alla teoria dello struzzo) con tempi di approntamento molto pi\u00f9 lunghi (situazione incompatibile con la crisi in atto), non assicurerebbe, a causa della variabile meteomarina, la disponibilit\u00e0 e la continuit\u00e0 di produzione su 365 gg\/anno, e paradossalmente risulterebbe certamente pi\u00f9 dannoso per l\u2019ambiente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I rigassificatori off-shore devono disporre di almeno un gasdotto sottomarino e di un campo boe dove ancorare la <strong><span style=\"color: #008000;\">FSRU<\/span><\/strong> e le unit\u00e0 di traporto, il tutto con maggior rischio infortunistico. Un sistema del genere, oltre a tempi e costi elevati, genera impatti non trascurabili sul fondo marino e sulla biodiversit\u00e0, sia per la posa sia per la gestione e la manutenzione degli stessi. Chi guarda solo l\u2019aspetto paesaggistico pensa che l\u2019impatto ambientale dell\u2019off shore (lontano dagli occhi lontano dal cuore) sia nullo perch\u00e9 non vede pi\u00f9 la nave in porto. In realt\u00e0 non \u00e8 cos\u00ec in quanto l\u2019impatto ambientale ed economico dei rigassificatori in mezzo al mare \u00e8 potenzialmente maggiore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Considerazioni generali, contesto e difficolt\u00e0 europee<\/span><br \/>\n<\/strong>Gli Italiani sono sempre tacciati di &#8220;furbizie ed opportunismo&#8221; ma in questa materia sono stati surclassati nel passato dai colleghi europei, in particolare da parte dei Tedeschi e la storia, purtroppo, continua. Gli stessi \u201cverdi\u201d tedeschi, responsabili di tesi e pulsioni illogiche e sconsiderate che hanno dominato le scelte della UE, nella loro nemesi hanno rilanciato in questi giorni l\u2019uso del &#8230; carbone. Questa giravolta deve anche smascherare gli estremismi italiani, e non si vede perch\u00e9 l\u2019Italia, non debba sfruttare, con rischi e conseguenze minimi, il suo potenziale, compresa la posizione geografica ed i vantaggi economici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Questo vale anche in termini di pagamento dei servizi, di posizionamento di terminali sulle sue coste, in condizioni almeno teoricamente pi\u00f9 favorevoli di altri Paesi (il corridoio 2 europeo), raggiungendo la propria sicurezza energetica e valorizzando un potenziale che non \u00e8 solo gas.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sovrapposizione delle crisi sta forse facendo rinsavire l\u2019Europa, o meglio la tecnocrazia europea, e si spera che lo faccia anche con quella italiana; occorre avere il coraggio di rivedere le nostre posizioni<strong>, <\/strong>di cambiare, di ribaltare regole dettate nello specifico da spinte ideologiche pi\u00f9 che da soluzioni reali ed efficaci.\u00a0L\u2019ambiente, per quanto riguarda l\u2019energia, non si tutela solo con le proibizioni ed i divieti, ma con l\u2019efficienza<strong>. <\/strong>Occorre quindi tornare nell\u2019alveo della crescita e della tutela della crescita dopo una lunga ed irresponsabile stagione di indebite concessioni a minoranze ideologiche ed a tesi di decrescita felice.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Gian Carlo Poddighe\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p>testo e immagini fornite dall&#8217;autore<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 9<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . 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