{"id":74067,"date":"2022-07-04T00:01:21","date_gmt":"2022-07-03T22:01:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=74067"},"modified":"2026-05-29T21:44:53","modified_gmt":"2026-05-29T19:44:53","slug":"74067","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/74067","title":{"rendered":"Il mistero dell&#8217;affondamento dell&#8217;USS Scorpion"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 10<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO:\u00a0STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XX SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: OCEAN ATLANTICO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: USS Scorpion<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel febbraio del 1968, il sottomarino nucleare USS Scorpion part\u00ec da Norfolk, Virginia per il Mar Mediterraneo. Aveva quasi un decennio di onorato servizio alle spalle e si preparava ad un nuovo tour operativo &#8230; ma questa volta qualcosa and\u00f2 storto e non fece pi\u00f9 ritorno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Cosa successe a quel sottomarino?<\/span><br \/>\n<\/strong><\/span>Dopo tanti anni ancora la vicenda \u00e8 avvolta nel mistero. Su questa dramma del mare sono stati scritti diversi libri. <strong><span style=\"color: #008000;\">Ed Offley<\/span><\/strong>, autore, ricercatore e storico, in un articolo pubblicato su Historynet.com ha proposto una nuova ipotesi, basata su testimonianze inedite di alcuni ex marinai che erano di servizio in quella notte tragica al centro di comunicazione.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/USS-SCORPION.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 USS-SCORPION.jpg\" width=\"550\" height=\"367\" \/><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">USS Scorpion il giorno del varo<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le missioni dei sottomarini sono sempre avvolte nella segretezza in quanto la conoscenza della loro posizione \u00e8 estremamente sensibile: rivelarla comprometterebbe i requisiti strategici e tattici della missione. I sottomarini nucleari in operazione riferiscono, in genere ogni 24 ore, al comando di appartenenza con un rapporto di controllo (Check). I messaggi trasmessi hanno un\u2019alta classifica e non tutti sono autorizzati a leggerli. In piena guerra fredda solo pochi ufficiali erano autorizzati a leggere i messaggi dei sottomarini statunitensi impegnati in missioni segrete. <span style=\"font-size: inherit;\">In realt\u00e0 gli operatori radio erano a conoscenza che il sottomarino, originariamente programmato per rientrare direttamente dal Mediterraneo a Norfolk, venerd\u00ec 17 maggio era stato dirottato a pi\u00f9 di 1.000 miglia a sud-ovest, presso le Azzorre, per monitorare in maniera occulta un gruppo navale della marina sovietica. <\/span><span style=\"font-size: inherit;\">Le missioni di <\/span><strong style=\"font-size: inherit;\"><span style=\"color: #008000;\">ombreggiamento<\/span><\/strong><span style=\"font-size: inherit;\"> ovvero di tallonamento occulto di unit\u00e0 nemiche per studiarne i movimenti erano tipiche durante la guerra fredda e tutti sapevano che non presentavano pochi rischi.<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/CDR-USN-Slattery-SCORPION.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 CDR-USN-Slattery-SCORPION.jpg\" width=\"366\" height=\"478\" \/><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">CDR (USN) Francis Slattery, comandante del USS Scorpion<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quel gioved\u00ec mattina, al cambio guardia, gli operatori del centro di comunicazione si trovarono di fronte un folto gruppo di alti ufficiali, inclusi diversi ammiragli ed un generale del Corpo dei Marines, visibilmente agitati. Il motivo era l\u2019inspiegabile silenzio dell\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">USS Scorpion<\/span><\/strong>, al comando del <strong><span style=\"color: #008000;\">capitano di fregata Francis Slattery<\/span><\/strong>, scomparso con gli altri 98 membri del suo equipaggio. La cosa che, secondo Offley, colp\u00ec il personale del centro di comunicazione fu l\u2019apparente interesse a nascondere la notizia piuttosto che a cercare di capire che cosa era realmente successo.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/uss-scorpion-2.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 uss-scorpion-2.jpg\" width=\"556\" height=\"323\" \/><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">USS Scorpion,\u00a0 27 giugno 1960 al largo di New London, Connecticut durante le prove in mare (U.S. Naval History and Heritage Command)<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una sensazione che divenne evidente sei giorni dopo il suo ultimo check, quando il sottomarino non rientr\u00f2 in porto come previsto. La versione ufficiale della Marina fu semplicemente che non era rientrato da una missione di routine, scomparendo alle ore 01 pm del luned\u00ec 27 maggio 1968 in una localit\u00e0 sconosciuta mentre era in rientro a Norfolk. Secondo il resoconto ufficiale, l\u2019USS Scorpion avrebbe dovuto riemergere al largo dei Virginia Capes nelle ore mattutine del 27 maggio e contattare il <strong><span style=\"color: #008000;\">Submarine Squadron 6<\/span> <\/strong>di Norfolk in tarda mattinata, stabilendo come previsto un contatto radio prima di entrare in porto. Tutto era pronto per il suo rientro e i familiari attendevano i marinai al molo 22.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/USS-ORION-TENDER-SUBMARINE-USN.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 USS-ORION-TENDER-SUBMARINE-USN.jpg\" width=\"504\" height=\"322\" \/><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">USS Orion, nave appoggio sommergibili<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">All&#8217;ufficio del Submarine Squadron 6 a bordo del tender per sottomarini <strong><span style=\"color: #008000;\">USS Orion<\/span><\/strong>, nessuno sospettava ancora che qualcosa non andasse. Ma quando, alle 13:00, l&#8217;orario di arrivo divenne incerto, il personale di guardia inizi\u00f2 a preoccuparsi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Avvisi informali iniziarono a essere inviati a vari quartier generali dell&#8217;unit\u00e0. Alle 14:15, all&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">Anti-Submarine Warfare Force Command<\/span> <span style=\"color: #008000;\">della flotta atlantica<\/span><\/strong>, l&#8217;ufficiale di servizio ricevette un ordine diretto al quartier generale della <strong><span style=\"color: #008000;\">Submarine Force Atlantic<\/span> <span style=\"color: #008000;\">(SUBACLANT) <\/span><\/strong>che chiedeva al <strong><span style=\"color: #008000;\">Naval Aviation Command<\/span> <\/strong>di iniziare immediatamente una ricerca con i velivoli da pattugliamento a lungo raggio lungo la rotta da Norfolk alle Bermuda per ricercare tracce del sottomarino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un&#8217;ora dopo<strong> <span style=\"color: #008000;\">SUBACLANT<\/span> <\/strong>dichiar\u00f2 formalmente un evento &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">SUBMISS<\/span><\/strong>&#8221; (sottomarino scomparso) e, inoltre, ordin\u00f2 a tutte le unit\u00e0 in porto di salpare con un preavviso di un&#8217;ora. Poco dopo le 18:00, WTAR-TV, l&#8217;affiliata della CBS a Norfolk, citando fonti anonime della Marina, diede la notizia che l&#8217;USS Scorpion era scomparso in mare.\u00a0Un operatore del centro, Hannon, che aveva prestato servizio sull\u2019USS Triton ed aveva esperienza di sottomarini, fu particolarmente turbato dalla situazione. Un evento SUBMISS era sempre una situazione di alta tensione ma i funzionari pi\u00f9 che dell\u2019evento sembravano pi\u00f9 preoccupati a nascondere qualcosa. Il fatto che il venerd\u00ec 24 maggio <strong><span style=\"color: #008000;\">COMSUBLANT<\/span><\/strong> fosse gi\u00e0 a conoscenza della scomparsa del sottomarino non aveva impedito di annunciarne il ritorno come da programma. Una speranza di un miracolo o qualcosa di misterioso? Ancora il 27 sera, in una conferenza stampa al Pentagono, il <strong><span style=\"color: #008000;\">C<\/span><span style=\"color: #008000;\">apo delle Operazioni Navali (CNO), ammiraglio Thomas H. Moorer<\/span><\/strong>, aveva offerto una speranza alle famiglie, citando le cattive condizioni meteorologiche che avrebbero potuto ritardare l\u2019arrivo in porto.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/adm-Thomas-H.-Moorer.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 adm-Thomas-H.-Moorer.jpg\" width=\"352\" height=\"460\" \/><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">ammiraglio Thomas H. Moorer<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le operazioni di ricerca continuarono nella settimana successiva, con dozzine di navi e velivoli da pattugliamento che continuarono a perlustrare l&#8217;oceano aperto. Dopo diversi giorni, lo sforzo si ridusse a cinque caccia, cinque sottomarini e una rifornitrice suddivisi in due task group, distaccati a 12 ore di distanza l\u2019uno dall\u2019altro, su una linea di fronte di 48 miglia. Inutilmente. La Commissione di inchiesta esamin\u00f2 tutte le informazioni, compreso l\u2019ultimo, disponibile, messaggio del sottomarino. Quello che colp\u00ec maggiormente il personale del centro di comunicazione fu il fatto che le alte sfere negarono di essere al corrente da subito della perdita del sottomarino, mentendo dietro giuramento. Fra di loro il <strong><span style=\"color: #008000;\">vice ammiraglio Arnold F. Schade, comandante della SUBACLANT, <\/span><\/strong>che aveva testimoniato sotto giuramento che quello che Hannon e i suoi colleghi avevano visto e sentito non era vero.\u00a0Secondo<strong><span style=\"color: #008000;\"> Offley<\/span> <\/strong>nessuno rivel\u00f2 ci\u00f2 che il personale del Centro di comunicazione aveva sempre saputo, cio\u00e8 che l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">emergenza USS Scorpion<\/span> <span style=\"color: #008000;\">era iniziata nella tarda serata di mercoled\u00ec 22 maggio<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">la nave da ricerca USNS Mizar<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright\" style=\"text-align: start;\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/USNS-Mizar.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 USNS-Mizar.jpg\" width=\"558\" height=\"385\" \/>Il 26 luglio 1968, fu presentato un rapporto riservato sull&#8217;incidente. Alla fine di ottobre arriv\u00f2 la notizia del ritrovamento del relitto del sottomarino, da parte della nave da ricerca <strong><span style=\"color: #008000;\">USNS Mizar<\/span><\/strong>, che per settimane aveva esplorato un&#8217;area di 12 miglia quadrate a sud-ovest delle isole Azzorre. Il relitto si trovava sul fondo del mare ad oltre tremila metri di profondit\u00e0. Il 31 gennaio 1969 la Marina statunitense rilasci\u00f2 una dichiarazione non classificato delle conclusioni della commissione di inchiesta, che in pratica diceva che \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">The certain cause of the loss of Scorpion cannot be ascertained from any evidence now available<\/span><\/em><\/strong>.\u201d<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">a destra la nave da ricerca USNS Mizar<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">in basso la poppa del USS Scorpion &#8211; Woods Hole<\/span><\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/USS_Scorpion_SSN-589_H97221k.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 USS_Scorpion_SSN-589_H97221k.jpg\" width=\"487\" height=\"339\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo non imped\u00ec a molti ricercatori di investigare sul misterioso evento. Quindici anni dopo la scomparsa dello USS Scorpion, l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">ammiraglio Schade<\/span><\/strong> rivel\u00f2 alcuni particolari che confutarono il resoconto ufficiale della scomparsa del sottomarino. Il 27 aprile 1983, l&#8217;ammiraglio descrisse la partenza del sottomarino dal Mediterraneo poco dopo la mezzanotte di venerd\u00ec 17 maggio 1968.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">When they were coming out [of the Mediterranean], we normally diverted them into the Polaris base at Rota, Spain, for a couple of days for a [torpedo] load-out and [to obtain] a couple of things they might need before leaving the area. And [Scorpion] reported that their condition was so good that they didn\u2019t even need to stop.<\/span><\/em><\/strong>\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una routine normale se non avesse aggiunto: \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">We had general information of a [Soviet] task force operating over in that general area. So we advised [Scorpion] to slow down, take a look, see what they could find out. As far as we know they never made contact, they never reported on that.<\/span><\/em><\/strong>\u201d<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/accident_scorpion1968.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 accident_scorpion1968.jpg\" width=\"484\" height=\"293\" \/><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">USS Scorpion (SSN-589) nel Mediterraneo, 1968, circa un mese prima del suo incidente &#8211; photo credit USN Navy\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una chiara ammissione della missione di ombreggiamento del gruppo navale sovietico. Ma non era tutto.\u00a0\u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">They were due to report in to us shortly thereafter,\u201d Schade went on, referring to the three-day period cited by the court\u2014May 19 through May 21\u2014in which the Scorpion\u2019s surveillance of the Soviet warships was to have taken place. \u201cIt was at that time we got a little suspicious, because they did not report, they did not check in, and then when we got to the time limit of their check-in, they were first reported as overdue.<\/span><\/em><\/strong>\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Schade<\/span><\/strong>, forse inavvertitamente, contraddisse la testimonianza giurata che aveva rilasciato alla Commissione d&#8217;inchiesta 15 anni prima. Un rimorso di coscienza o un errore dovuto all\u2019et\u00e0?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">As far as we were concerned all was clear, and she should have kept coming. And then, within about 24 hours after that, she should have given us a rather long, windy, r\u00e9sum\u00e9 of her operations. \u2026 And when they did not respond, almost immediately that\u2019s when we first became suspicious, that\u2019s when we followed up with other messages, and really, it was just a matter of hours that we became somewhat concerned.<\/span><\/em><\/strong>\u201d<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Bow_Scorpion-1.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Bow_Scorpion-1.jpg\" width=\"543\" height=\"373\" \/><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">la prua del USS Scorpion &#8211; <span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">&#8220;Oceano Atlantico (agosto 1986), Profondit\u00e0 10.000 piedi, 400 miglia a sud-ovest delle Azzorre; vista della sezione di prua del sottomarino d&#8217;attacco a propulsione nucleare USS Scorpion (SSN-589)<\/span><\/span><span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">. La foto fu scattata dal Woods Hole Oceanographic Institute.<\/span><\/span> <span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">Questa immagine guarda in basso su lato sinistro del sottomarino.<\/span><\/span>\u00a0<\/span><span style=\"color: #008000;\"><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Bow_Scorpion.jpg\">Bow Scorpion.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In pratica un\u2019ammissione del &#8220;24 check message&#8221; che non era stato rispettato e che li aveva insospettiti non poco. Furono le rivelazioni di Schade sullo Scorpion che spinse Offley ad approfondire nei successivi 24 anni questo mistero, Dopo l\u2019arresto, avvenuto nel 1985, di <strong><span style=\"color: #008000;\">John Walker<\/span><\/strong>, supervisore in servizio presso il centro di comunicazione del COMSUBLANT la notte in cui lo Scorpion scomparve, si scopr\u00ec che lavorava per conto dei sovietici, vendendo materiale top secret che, tra le varie cose, aveva permesso di scoprire le comunicazioni del battello.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pi\u00f9 di quattro decenni dopo la scomparsa della USS Scorpion, gli ex operatori del centro di comunicazione, <strong><span style=\"color: #008000;\">Mike Hannon<\/span><\/strong> e <strong><span style=\"color: #008000;\">Ken Larbes<\/span><\/strong> decisero di rompere il silenzio rivelando un ultimo importante particolare che avevano scoperto nelle ore frenetiche del 22-23 maggio 1968: \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">There were officers openly discussing the fact that they believed the Scorpion had been sunk<\/span><\/em><\/strong>,\u201d e Hannon rivel\u00f2 di aver sentito per caso che l&#8217;affondamento dello Scorpion era stato monitorato dal sistema di <strong><span style=\"color: #008000;\">sorveglianza acustica top secret della Marina (SOSUS)<\/span><\/strong>, una rete di sensori acustici subacquei utilizzati per monitorare e tracciare sia i sottomarini che le navi di superficie. Gli idrofoni SOSUS nell&#8217;Atlantico \u201c<em><strong><span style=\"color: #008000;\">did hear the explosion,<\/span><\/strong><\/em>\u201d e aggiunse che \u201c<em><strong><span style=\"color: #008000;\">a Soviet submarine was tracked leaving the area at a high rate of speed.<\/span><\/strong><\/em>\u201d Anche questa affermazione non \u00e8 stata confermata dalla USN.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Il relitto<\/span><\/strong><br \/>\nLe immagini del relitto, studiato inizialmente dal <strong><span style=\"color: #008000;\">Trieste II<\/span><\/strong>, mostrano che il battello si infil\u00f2 nel sedimento della piana abissale. Molti dei compartimenti erano scomparsi: la torretta era distaccata dal corpo principale, le lamiere erano contorte, tutti segni di una forte implosione. L\u2019indagine della USN, usando ispezioni fotografiche e video del relitto nel 1969, afferm\u00f2 che il battello implose. Secondo il <strong><span style=\"color: #008000;\">Gruppo di Analisi Strutturale,<\/span><\/strong> le immagini mostrano che la stanza dei siluri era intatta, anche se era stata schiacciata dal comparto operativo a causa della pressione idrostatica. Sebbene gli evidenti effetti dell&#8217;implosione dello scafo, il Gruppo non pot\u00e9 escludere un sabotaggio o una collisione come cause &#8220;plausibili&#8221; della distruzione dello Scorpion. Inoltre, secondo il loro rapporto, la posizione delle antenne avrebbe indicato che il battello nel momento precedente l\u2019affondamento fosse probabilmente vicino alla superficie. Poi qualcosa avvenne. Secondo le analisi acustiche (non confermate dalla USN)\u00a0 vi fu un segnale precursore, circa 22 minuti prima del treno acustico che rivelava l\u2019affondamento dello Scorpion, che\u00a0 poteva essere risultato da un&#8217;esplosione interna seguito da altri 14 segnali eventi acustici con caratteristiche simili a delle esplosioni.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/USS_Scorpion_SSN-589U136658.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 USS_Scorpion_SSN-589U136658.jpg\" width=\"504\" height=\"423\" \/><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">la prua del USS Scorpion ripresa dal Trieste &#8211; credit USN\u00a0 <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:USS_Scorpion_(SSN-589);U136658.jpg\">USS Scorpion (SSN-589) &#8211; U136658.jpg -Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In sintesi, cosa era successo quel giorno? Un guasto tecnico o uno scontro accidentale o deliberato negli abissi fra due sottomarini? O forse l\u2019esplosione accidentale di un siluro? Forse non lo sapremo mai. Diversi saggii, pi\u00f9 o meno fantasiosi, sono stati scritti sull&#8217;argomento. Tra di essi voglio citare l&#8217;accurato saggio di Stephen Johnson, <strong><span style=\"color: #008000;\">Silent Steel: The Mysterious Death of the Nuclear Attack Sub USS Scorpion<\/span>. <\/strong>Per completezza <strong><span style=\"color: #008000;\">Blind Man&#8217;s Bluff: The Untold Story of American Submarine Espionage<\/span><\/strong><span style=\"color: #000000;\">, del 1999, che<\/span> ipotizz\u00f2 lo scoppio di un siluro al suo interno e poi, nel 2005, <strong><span style=\"color: #008000;\">Red Star Rogue: The Untold Story of a Soviet Submarine&#8217;s Nuclear Strike Attempt on the U.S.<\/span><\/strong> in cui l&#8217;autore, Kenneth Sewell, afferm\u00f2 che lo Scorpion fosse stato invece affondato per rappresaglia da un sottomarino classe Echo sovietico come risposta all&#8217;incidente che coinvolse il <strong><span style=\"color: #008000;\">sottomarino sovietico K 129,<\/span><\/strong> al largo di Pearl Harbor presumibilmente nel marzo 1968, un&#8217;ipotesi in qualche modo ripresa anche da Offley.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In realt\u00e0 ci sono ancora molti dubbi e la USN ritiene ancora che si tratt\u00f2 di un incidente tecnico. L&#8217;USS Scorpion implose non riuscendo a mantenere la quota per un problema sconosciuto. Anche le presunte intercettazioni SOSUS, citate da Offley, non furono confermate. <span style=\"color: #000000;\"><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"color: #000000;\">Qualunque cosa sia successo si tratt\u00f2 di<\/span> <\/span><\/span>una storia scomoda che la Marina statunitense forse volle lasciare nascosta in tempi in cui, come oggi, non era <em>politically correct<\/em> ammettere certi tipi di missioni.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Andrea Mucedola<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 16px;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Fonti<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nStephen Johnson, Silent Steel: The Mysterious Death of the Nuclear Attack Sub USS Scorpion, January 6, 2006, Wiley, 2006, p. 304, ISBN 0-471-26737-6.<br \/>\nImmersione Rapida, il Saggiatore, Milano 1999 Sherry Sontag, Christopher Drew, Blind Man&#8217;s Bluff: The Untold Story of American Submarine Espionage, 3 ottobre 2000, Harper Paperbacks, 2000, p. 432, ISBN 0-06-097771-X.<br \/>\nKenneth Sewell, Clint Richmond, Red Star Rogue: The Untold Story of a Soviet Submarine&#8217;s Nuclear Strike Attempt on the U.S., 26 settembre 2006, Pocket Star, p. 480, ISBN 1-4165-2733-8.<br \/>\nEd Offley, Scorpion Down: Sunk by the Soviets, Buried by the Pentagon: The Untold Story of the USS Scorpion, 20 aprile 2007, Perseus Books Group, 2007, p. 480, ISBN 0-465-05185-5.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore e le fonti o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 10<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . 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