{"id":72968,"date":"2022-05-31T00:01:47","date_gmt":"2022-05-30T22:01:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=72968"},"modified":"2024-05-23T14:57:28","modified_gmt":"2024-05-23T12:57:28","slug":"72968","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/72968","title":{"rendered":"Palombari alla ricerca di codici segreti: la storia dei tin openers"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XX SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: OCEANO ATLANTICO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Channel, sommergibili tedeschi, Salvage team<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1918, il <strong><span style=\"color: #008000;\">contrammiraglio William Reginald &#8220;Blinker&#8221; Hall<\/span><\/strong>, capo della <strong><span style=\"color: #008000;\">divisione di intelligence navale britannica (NID)<\/span><\/strong> responsabile di decifrare codici, comunicazioni classificate nemiche, era visibilmente in ansia. I messaggi intercettati e decretati parlavano dei movimenti militari della Germania imperiale, fornendo un potenziale apporto di valore inestimabile per condurre una guerra di successo.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/800px-Admiral_Reginald_Hall_1919.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 800px-Admiral_Reginald_Hall_1919.jpg\" width=\"800\" height=\"921\"><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">contrammiraglio William Reginald &#8220;Blinker&#8221; Hall, capo della divisione di intelligence navale britannica (DNI &#8211; Defence Naval Intelligence) &#8211; autore foto Colin Simpson&nbsp;<a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Admiral_Reginald_Hall,_1919.jpg\">Admiral Reginald Hall, 1919.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le attivit\u00e0 di decretazione dei codici erano per\u00f2 complesse in quanto questi venivano mutati spesso per renderli ancora pi\u00f9 difficile da decifrare. La rete segreta degli agenti dell&#8217;ammiraglio raccoglieva codici, chiavi di cifratura e altro materiale di intelligence attraverso intercettazioni radio, ispezioni alle navi tedesche e operazioni di spionaggio. Un aiuto sostanziale deriv\u00f2 dall\u2019impiego di decifratori meccanici che potevano, quasi in tempo reale, trasmettere il movimento degli U-Boot tedeschi, delle truppe e delle comunicazioni consolari al governo britannico. Furono i decifratori di Hall che, nel 1917, decifrarono il <strong><span style=\"color: #008000;\">telegramma Zimmerman<\/span><\/strong>, in cui la Germania offriva un&#8217;alleanza al Messico se fosse scoppiata la guerra tra gli Stati Uniti e la Germania, uno dei motivi che si ritiene spinsero gli Stati Uniti ad entrare in guerra nel 1918.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/zimmermann-telegram.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 zimmermann-telegram.jpg\" width=\"992\" height=\"558\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">estratto del telegramma Zimmermann, inviato il 16 gennaio 1917, al culmine della prima guerra mondiale, dal Ministro degli Esteri dell&#8217;Impero tedesco, Arthur Zimmermann, all&#8217;ambasciatore tedesco in Messico, Heinrich von Eckardt e decrittato dall&#8217;ammiraglio inglese William Hall. In esso si istruiva l&#8217;ambasciatore tedesco ad approcciare il governo messicano con la proposta di formare un&#8217;alleanza contro gli Stati Uniti. Il suo contenuto spinse il Presidente Wilson, contrario alla guerra, a convocare il Congresso. Il 6 aprile gli Stati Uniti diventarono cobelligeranti accanto all&#8217;Intesa nel conflitto &#8211; ridotto <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Zimmermann_Telegram.jpeg\">Zimmermann Telegram.jpeg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il reclutamento degli informatori avveniva spesso sfruttando le loro debolezze, avidit\u00e0, sesso e frustrazioni rendevano uomini chiave facili pedine. Una delle fonti pi\u00f9 importanti era un segretario che lavorava negli uffici della marina imperiale tedesca, che forniva chiavi di cifratura direttamente al DNI. Tuttavia, nel 1918, l\u2019uomo chiave scomparve senza lasciare traccia. La scomparsa dell\u2019informatore mise in crisi l&#8217;efficacia dell&#8217;intelligence britannica.&nbsp;Hall convoc\u00f2 nel suo ufficio il <strong><span style=\"color: #008000;\">capitano di corvetta Guybon Damant<\/span><\/strong>, un ufficiale artigliere di 36 anni. originario dell&#8217;isola di Wight, ma anche un palombaro esperto di immersioni in acque profonde. Nel 1917, Damant era stato incaricato dall&#8217;Ammiragliato di recuperare 44 tonnellate di lingotti d&#8217;oro che erano affondati a bordo della <strong><span style=\"color: #008000;\">HMS Laurentic<\/span><\/strong> nel nord dell&#8217;Irlanda (cosa che fece ad intermittenza dal 1917 al 1924). La sua nuova missione era di guidare un&#8217;unit\u00e0 segreta di cinque subacquei in grado di recuperare i codici della Germania imperiale dalle profondit\u00e0 degli abissi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Il pericolo degli U Boot tedeschi<\/span><\/strong><br \/>\nNel 1917 la <strong><span style=\"color: #008000;\">Kriegsmarine<\/span><\/strong> aveva iniziato un&#8217;offensiva navale contro gli alleati usando gli U-Boot per affondare le navi alleate. Le prime operazioni ebbero un certo successo ma, verso la fine del 1917, il progresso delle tattiche antisommergibile e dell\u2019impiego scientifico dei campi minati difensivi e protettivi iniziarono a invertire la tendenza a favore degli Alleati.&nbsp;Hall si rese conto che i sommergibili tedeschi, in uscita dalle loro basi in Belgio, avrebbero trasportato a bordo le chiavi di cifratura e materiale prezioso di intelligence. Bisognava aspettare un\u2019occasione propizia. Fu cos\u00ec che, nell&#8217;aprile del 1918, <strong><span style=\"color: #008000;\">Damant<\/span><\/strong> ed altri ufficiali specialisti furono incaricati dal <strong><span style=\"color: #008000;\">DNI<\/span><\/strong> di immergersi segretamente sui relitti dei sommergibili tedeschi nella Manica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 20 maggio venne localizzato l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">UB-33<\/span><\/strong> che era affondato colpito da una mina navale sul Varne Bank, nel canale della Manica, a circa 23 metri di profondit\u00e0. <strong><span style=\"color: #008000;\">Damant<\/span><\/strong> e i suoi palombari si recarono portando con loro la pesante attrezzatura composta da un pesante abito di robusta sargia, un corsetto decisamente ingombrante ed un elmo da palombaro. Per evitare che il palombaro si capovolgesse, la tuta era appesantita con pesi e stivali con la suola di piombo. In pratica,&nbsp; circa 90 chili di attrezzatura subacquea che consentiva loro di muoversi con fatica sul fondo. Un altro elemento di difficolt\u00e0 era costituito dall&#8217;ingresso nel relitto. Una volta arrivati sulla verticale del battello, sarebbero dovuti entrare nello scafo attraverso lo stretto portello della torre di comando, che poteva essere deformato dalle esplosioni precedenti, o aprirsi un varco con delle cariche esplosive. Cosa sconsigliata per il rischio di nuove esplosioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un altro problema era la presenza di mine in zona, la cui esplosione, anche a distanza, avrebbe potuto rompere i timpani ai palombari, danneggiarne gli organi interni o ucciderli sul colpo. Mine armate potevano essere contenute anche all\u2019interno dell\u2019U-Boot cosa che incrementava il livello di pericolo per il palombaro. Inoltre, l\u2019uso di esplosivi per aprire un varco nello scafo era considerato pericoloso in quanto avrebbe prodotto lamiere contorte e taglienti che avrebbero potuto tagliare le manichette di alimentazione dell&#8217;aria. Per incentivare i palombari fu promessa dall\u2019Admiralty un&#8217;indennit\u00e0 di 300 fino a 500 sterline ai parenti pi\u00f9 prossimi in caso di incidente.&nbsp;Penetrando nei relitti, i palombari avrebbero dovuto muoversi in un ambiente con visibilit\u00e0 zero che rendevano complessi i movimenti \u2026 immaginiamoci stretti cunicoli di ferri ritorti e taglienti che avrebbero potuto tranciare le manichette dell\u2019aria. Ci\u00f2 nonostante le missioni di Damant ebbero qualche successo e i primi documenti incominciarono ad arrivare al DNI. Una delle operazioni pi\u00f9 fortunate avvenne il 4 ottobre. Damant e la Sezione Speciale a bordo della <strong><span style=\"color: #008000;\">nave appoggio Corycia<\/span><\/strong> scoprirono il relitto dell&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">UC70<\/span><\/strong> al largo di Whitby. Operando come avevano fatto su altri battelli, con un palombaro all\u2019interno e uno vicino al portello, lentamente ispezionarono il relitto alla ricerca di informazioni. Non potendo usare esplosivi ebbero la possibilit\u00e0 di ispezionare un U-boot in buone condizioni. Scoprirono che alcuni membri dell\u2019equipaggio si erano suicidati all\u2019interno del battello dopo l\u2019affondamento. La ricerca fu infine fruttuosa e trovarono dei codici cifranti di gran valore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fino alla fine della guerra, l&#8217;11 novembre 1918, i palombari recuperarono metodicamente materiali da almeno 15 diversi relitti, fornendo informazioni preziose che consentirono al <strong><span style=\"color: #008000;\">DNI<\/span><\/strong> di decifrare le comunicazioni tedesche pi\u00f9 velocemente, e consentendo agli alleati di impiegare truppe, navi e materiali in modo coordinato. Il miracolo fu che nessuno di loro rimase gravemente ferito o ucciso. &nbsp;Il loro lavoro rest\u00f2 secretato per molti anni fino al 1969-70 con il rilascio di gran parte di ci\u00f2 che \u00e8 oggi noto come <strong><span style=\"color: #008000;\">ADM 116<\/span><\/strong> e <strong><span style=\"color: #008000;\">ADM 137,<\/span><\/strong> conservato nei National Archives, nei quali emerse il lavoro di Damant e degli altri coraggiosi palombari, i &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">Tin-Openers<\/span><\/strong>&#8220;.&nbsp;La sezione fu sciolta nel 1919, sebbene una loro nave appoggio, la <strong><span style=\"color: #008000;\">Racer<\/span><\/strong>, rimase in servizio e oper\u00f2 sul relitto dell&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">HMS Laurentic<\/span><\/strong>, ma questa \u00e8 un\u2019altra storia del mare.&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>[wpedon id=17555] <span style=\"color: #008000;\"><strong>Ti \u00e8 piaciuto questo articolo? Pensa se puoi fare una piccola donazione per sostenere il nostro progetto. Sostieni OCEAN4FUTURE, il portale del Mare e della Marittimit\u00e0. La donazione pu\u00f2 essere singola o puoi decidere di renderla automatica ogni mese. 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Analista di Maritime Security, collabora con numerosi Centri di studi e analisi geopolitici italiani ed internazionali. Ricercatore subacqueo scientifico dal 1993, nel 2019, ha ricevuto il Tridente d'oro dell'Accademia delle Scienze e Tecniche Subacquee per la divulgazione della cultura del mare. 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