{"id":72894,"date":"2022-06-03T00:09:27","date_gmt":"2022-06-02T22:09:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=72894"},"modified":"2025-12-11T17:41:43","modified_gmt":"2025-12-11T16:41:43","slug":"72894","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/72894","title":{"rendered":"Recensione del libro: Le navi della mezzaluna, la marina dell\u2019impero ottomano (1299-1923) di Bruno Cianci"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO:\u00a0RECENSIONE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XIII \u2013 XX SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: TURCHIA OTTOMANA<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: marina ottomana<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><em>Per gli appassionati di storia navale, offriamo la recensione del libro Le navi della mezzaluna, la marina dell\u2019impero ottomano (1299-1923) di Bruno Cianci, recensito su Difesaonline. La flotta turco-ottomana, da cui nel 1793 deriv\u00f2 direttamente la Marina ottomana, nacque alla fine del 1220, prima della nascita dell&#8217;Impero ottomano, quando gli Ottomani estesero il loro potere marittimo sulla costa anatolica. Nel XIV secolo la marina ottomana inizi\u00f2 a rappresentare un&#8217;importante pedina della politica turca, affermandosi nel XV secolo tra le grandi potenze euro-mediterranee. Cento anni fa la marina ottomana, a seguito della fine dell\u2019Impero ottomano e con la proclamazione della repubblica, cambi\u00f2 la sua denominazione in quella attuale di T\u00fcrk Deniz Kuvvetleri, un\u2019importante contributrice nelle forze navali della NATO che ha dimostrato in questi ultimi anni un salto di qualit\u00e0 sia nell\u2019operativit\u00e0 che nell&#8217;influenza nel Mediterraneo. Buona lettura. NdR.<\/em><\/span><\/strong><\/span><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/estensione-impero-ottomano-1024x789.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 estensione-impero-ottomano-1024x789.jpg\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Recensione del libro: Le navi della mezzaluna, la marina dell\u2019impero ottomano (1299-1923) di Bruno Cianci<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nL\u2019autore, giornalista e storico descrive, con dovizia di particolari, la storia della marina ottomana, in questo corposo saggio (391 pagine) la cui stesura ha richiesto ben sette anni di lavoro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/cianci-marina-ottomana.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 cianci-marina-ottomana.jpg\" width=\"645\" height=\"890\" \/>\u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">Pur discendendo da un popolo inequivocabilmente di terra, gli Ottomani poterono contare su una tradizione navale plurisecolare, sviluppata nell\u2019ambito dell\u2019impero turco che aveva dominato l\u2019Anatolia prima dell\u2019avvento di Osman e della sua progenie: i Selgiuchidi<\/span><\/em><\/strong>\u201d, dinastia che cadde nel XIII secolo, dando cos\u00ec spazio agli Ottomani. Questi, per proteggere la costa occidentale dell\u2019Anatolia, capolinea della Via della Seta, sentirono l\u2019esigenza, sia commerciale che militare, di armare navi contro i predoni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La <strong><span style=\"color: #008000;\">conquista di Costantinopoli<\/span>\u00a0<span style=\"color: #008000;\">del 1453<\/span><\/strong> avvenne con una flotta di circa cento\/centodieci unit\u00e0 da guerra di vario tonnellaggio, per un totale di truppe che andava dagli 80.000 ai 160.000 uomini, e con una parte delle navi che, per ordine del <strong><span style=\"color: #008000;\">sultano Mehemet II<\/span><\/strong>, fu trasportata via terra per aggirare la cinta fortificata della colonia genovese di <strong><span style=\"color: #008000;\">Galata<\/span><\/strong>. Una marina, quella di Mehemet II, impiegata come forza ausiliaria all\u2019esercito di terra e costituita da caicchi, fuste, galeotte e galee.\u00a0 Con la salita al trono di <strong><span style=\"color: #008000;\">Beyazit II<\/span><\/strong>, avvenuta nel 1481 alla morte di <strong><span style=\"color: #008000;\">Mehemet II<\/span><\/strong>, ci fu un forte sviluppo della marina da guerra, con l\u2019adozione di galee sempre pi\u00f9 grandi, che port\u00f2 al declino di Venezia nel Levante, rendendo gli Ottomani padroni incontrastati delle Grecia continentale e dell\u2019Albania \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">rendendo anacronistico il mito dell\u2019invincibilit\u00e0 cristiana sul mare<\/span><\/em><\/strong>\u201d.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/assedio-di-rodi-da-parte-di-maometto-II.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 assedio-di-rodi-da-parte-di-maometto-II.jpg\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel XVI secolo, quando \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">la cultura e la sapienza turca e islamica si fusero con il Rinascimento delle corti europee<\/span><\/em><\/strong>\u201d, ci fu anche lo sviluppo della cartografia. Al 1513 risale l&#8217;atlante di <a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/26977\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Piri Reis<\/span><\/strong><\/a>, che \u00e8 anche il pi\u00f9 antico documento turco su cui figura il continente americano. Ma il XVI secolo vide anche le imprese dei due corsari, i fratelli <strong><span style=\"color: #008000;\">Oru\u00e7<\/span><\/strong> e <span style=\"color: #008000;\"><strong>Hizir Barbarossa<\/strong><\/span>, e l\u2019ascesa al trono, alla morte di Selim, del <strong><span style=\"color: #008000;\">sultano Solimano il Magnifico<\/span><\/strong> che, con la <strong><span style=\"color: #008000;\">conquista di Rodi<\/span><\/strong>, ottenne la sicurezza delle rotte e dei commerci nel Levante. \u201d<strong><em><span style=\"color: #008000;\">Fatta eccezione di Cipro, per la quale Venezia pagava un salato tributo annuo, il Mediterraneo divenne cos\u00ec un lago ottomano a tutti gli effetti.<\/span><\/em><\/strong>\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/Barbarossa_Hayreddin-a7.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Barbarossa_Hayreddin-a7.jpg\" width=\"792\" height=\"508\" \/>Nominato comandante in capo della marina ottomana, <strong><span style=\"color: #008000;\">Hizir Barbarossa<\/span><\/strong> (suo fratello era morto in combattimento), signore di Algeri, dedicandosi all\u2019allestimento della flotta, \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">divent\u00f2 nel corso degli anni un esperto a tutto tondo di raddobbo, di manutenzione e di architettura navale.<\/span><\/em><\/strong>\u201d\u00a0 Sulle coste italiane e spagnole, attaccate da pirati e corsari barbareschi, iniziarono a spuntare torri d\u2019avvistamento mentre <strong><span style=\"color: #008000;\">Carlo V<\/span><\/strong> ingaggi\u00f2 l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">ammiraglio Andrea Doria<\/span><\/strong> per contrastare la flotta ottomana. Un contrasto non sempre determinato, quello di Andrea Doria, forse perch\u00e9 Carlo V era interessato pi\u00f9 a indebolire la forza navale della Repubblica di San Marco che a battere i turchi. L\u2019avversione comune verso Carlo V di Francia e Spagna, invece, favor\u00ec la nascita, nel 1543, dell\u2019empia alleanza tra Francesco I e Solimano il Magnifico, alleanza che permise al Barbarossa di avere, per alcuni anni, a sua disposizione, la base navale di Tolone. Tre anni dopo, il 4 luglio 1546, <strong><span style=\"color: #008000;\">Barbarossa<\/span> <\/strong>mor\u00ec a causa di una violenta dissenteria.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/dragut11.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 dragut11.jpg\" width=\"641\" height=\"844\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Dragut<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sua eredit\u00e0 fu raccolta, successivamente, dal famoso <a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/42740\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Dragut<\/span><\/strong><\/a>, protagonista, nel 1565, dell\u2019assedio di Malta che gli cost\u00f2 per\u00f2 la vita.\u00a0Un anno importante fu il 1571 quando gli Ottomani, pur ottenendo l\u2019isola di Cipro, obiettivo principale della guerra a Venezia, ne uscirono sostanzialmente sconfitti, a causa della <strong><span style=\"color: #008000;\">battaglia di Lepanto<\/span><\/strong> avvenuta il 7 ottobre. Subito dopo per\u00f2, sotto la guida di <strong><span style=\"color: #008000;\">Ulu\u00e7 Al\u00ec Reis<\/span><\/strong> \u2013 rinnegato calabrese \u2013 nominato<strong><span style=\"color: #008000;\"> kapudan pa\u015fa<\/span><\/strong>, fu organizzata, in pochi mesi la rinascita della flotta ottomana. A causa del fallimento dell\u2019assedio di Malta e del disastro di Lepanto, \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">il XVI secolo si chiuse con una sostanziale battuta d\u2019arresto per la vocazione espansionistica dell\u2019impero ottomano che cess\u00f2 di interessarsi alla met\u00e0 occidentale del Mediterraneo e ne lasci\u00f2 il controllo alle reggenze della Barberia<\/span><\/em><\/strong>\u201d, vale a dire quelle di Algeri, Tunisi e Tripoli, che basavano la loro economia soprattutto sull\u2019attivit\u00e0 di corsa e che \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">si erano gi\u00e0 ritagliate un certo grado di autonomia da Istanbul, pur continuando a fare formalmente parte dell\u2019impero ottomano.<\/span><\/em><\/strong>\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con il <strong><span style=\"color: #008000;\">XVII secolo<\/span><\/strong> ci fu l\u2019affermazione dei galeoni sulle galee. Nel XVIII secolo si disput\u00f2, nel luglio 1718, l\u2019ultima battaglia navale tra Ottomani e Veneziani presso <strong><span style=\"color: #008000;\">capo Tenaro (Matapan)<\/span><\/strong>. Con la <strong><span style=\"color: #008000;\">pace di Passarowitz<\/span><\/strong> del 21 luglio 1718 inizi\u00f2 il declino della Serenissima &#8211; unico stato italiano non sottoposto al dominio spagnolo &#8211; che \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">dal 1718 al 1797, anno della sua caduta per mano di Napoleone, non fu pi\u00f9 coinvolta in conflitti di rilievo.<\/span><\/em><\/strong>\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da allora, per gli ottomani, il nuovo nemico fu rappresentato dalla flotta dello Zar. Il desiderio principale di <strong><span style=\"color: #008000;\">Pietro I Romanov (1672-1725), detto il Grande<\/span><\/strong>, fu quello di costituire una potente marina da guerra e di conquistarsi degli sbocchi sui quali farla operare. L\u2019accesso russo al mar Baltico, infatti, era precluso dalla Svezia mentre \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">il mar Nero e il mar d\u2019Azov erano altrettanto inaccessibili, essendo saldamente in mano agli ottomani oppure ai khanati loro vassalli.<\/span><\/em><\/strong>\u201d Pertanto la ricerca di uno sbocco verso i mari meridionali port\u00f2 a contrasti tra Istanbul e Mosca dal 1695 in avanti, contrasti dovuti anche al fatto che \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">Istanbul, la Costantinopoli dei cristiani ortodossi, era vista dai russi come una citt\u00e0 da restituire, presto o tardi, alla cristianit\u00e0.<\/span><\/em><\/strong>\u201d<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Jacob_Philipp_Hackert_-_battaglia-di-Cesme-5._Juli_1770.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Jacob_Philipp_Hackert_-_battaglia-di-Cesme-5._Juli_1770.jpg\" width=\"1024\" height=\"679\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">la battaglia di \u00c7e\u015fme del 5 luglio 1770 &#8211; dipinto di Jacob Philipp Hackert<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il primo storico successo russo sui Turchi si ebbe il 28 luglio 1696 con la<\/span><\/strong> <strong><span style=\"color: #008000;\">conquista di Azov<\/span><\/strong>. Dal 1739 al 1769 ci fu un periodo di pace tra Russia e Ottomani, un periodo contraddistinto da una specie di letargo della marina ottomana che gli fece perdere terreno rispetto alla marina russa. La pace fu interrotta dalla <strong><span style=\"color: #008000;\">battaglia di \u00c7e\u015fme<\/span><\/strong> (7 luglio 1770) quando, con l\u2019annientamento quasi totale della flotta, la perdita di 12.000 cannoni e la morte di 7.000 turchi, si consum\u00f2 la pi\u00f9 immane tragedia nella storia della marina ottomana, dopo Lepanto. Gli effetti di questo disastro \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">costrinsero gli ottomani a un rinnovamento che invest\u00ec non soltanto la sfera militare, ma anche quella amministrativa, burocratica, fiscale<\/span><\/em><\/strong>\u201d, rinnovamento che, per la marina ottomana, avvenne con il contributo di nazioni straniere, quali la Francia e la Svezia, e che riguard\u00f2 le costruzioni navali, i cantieri e l\u2019istruzione del personale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nei galeoni scomparvero i castelli di poppa e di prua, mentre si ricorse al rame per il rivestimento degli scafi. Nonostante, per\u00f2, questi sforzi compiuti dal <strong><span style=\"color: #008000;\">sultano Selim III<\/span><\/strong>, \u201c<em><strong><span style=\"color: #008000;\">il declino della marina ottomana iniziato a Lepanto, tamponato a pi\u00f9 riprese e riemerso in tutta la sua drammaticit\u00e0 nella rada di \u00c7e\u015fme, non poteva dirsi arrestato.<\/span><\/strong><\/em>\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La <strong><span style=\"color: #008000;\">battaglia di Navarino,<\/span><\/strong> combattuta il 20 ottobre 1827, quando la flotta di una coalizione franco-russo-inglese debell\u00f2 quella ottomana, fu drammatica per l\u2019impero turco in quanto acceler\u00f2 la perdita della Grecia \u2013 sancita il 21 luglio 1832 con il <strong><span style=\"color: #008000;\">trattato di Costantinopoli<\/span><\/strong> \u2013 e produsse una fattura profonda tra l\u2019Egitto e Istanbul. Intanto il sultano decise di dare impulso alla costruzione di navi a vapore al posto della vela e, successivamente, nel 1852, all\u2019introduzione dell\u2019elica come mezzo di propulsione al posto delle ruote a pale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo la catastrofe di <strong><span style=\"color: #008000;\">Sinope<\/span><\/strong> (<strong><span style=\"color: #008000;\">1853<\/span><\/strong>) e dopo la <strong><span style=\"color: #008000;\">guerra di Crimea (1854-1856)<\/span><\/strong> gli scafi in legno furono definitivamente dismessi e furono introdotte le corazzature in metallo, molto pi\u00f9 idonee a resistere alle granate sparate dai cannoni di nuova generazione. Tra la fine del XIX e l\u2019inizio del XX secolo due furono le principali innovazioni introdotte in campo navale: un nuovo tipo di nave militare, il cacciatorpediniere e una nuova arma, il siluro. Il 16 gennaio 1878 la <strong><span style=\"color: #008000;\">nave a vapore turca Intibah<\/span><\/strong> fu la prima nave affondata in un\u2019azione di guerra da parte di un siluro autonomo. Si arriv\u00f2 alla Grande guerra dove, delle quaranta navi che la marina turca aveva, otto erano cacciatorpediniere.\u00a0Di fatto alla fine della Grande guerra \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">dieci milioni di persone non c\u2019erano pi\u00f9, cos\u00ec come quattro gloriosi imperi: ottomano, tedesco, austro-ungarico e russo.<\/span><\/em><\/strong>\u201d<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Turkish-Battleship-Yavuz-Sultan-Selim-1945.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Turkish-Battleship-Yavuz-Sultan-Selim-1945.jpg\" width=\"800\" height=\"399\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">la nave da battaglia Yavuz Sultan Selim, in una foto del 1945. L&#8217;ex incrociatore da battaglia tedesco Goeben, fu ordinato l&#8217;8 apirle del 1909 come seconda unit\u00e0 della classe Moltke. All&#8217;inizio della prima guerra mondiale prest\u00f2\u00a0 servizio nel Mar Mediterraneo. Per evitare l&#8217;internamento, fu offerta al governo turco per risolvere una questione sull&#8217;acquisto di navi e, nel 16 agosto 1914, pur mantenendo un equipaggio tedesco,\u00a0 iss\u00f2 la\u00a0 bandiera turca ricevendo il nome Yavuz Sultan Selim. Il suo servizio non fu esente da problemi: il 18 novembre 1914 nello scontro di capo Sarych fu colpita da un colpo di proiettile da 305 mm dalla corazzata Yevstafiy. Il 26 dicembre 1914 fu gravemente danneggiata da due mine russe sul Bosforo e, sebbene riparata,\u00a0 fu nuovamente colpita da 3 mine nei Dardanelli. Essendo in gravi condizioni, in base alle decisioni del Trattato di Losanna, non fu ceduta, di fatto ritenendo impossibile il suo ripristino. Nel 1925 la Turchia concluse un contratto con un cantiere tedesco, il Flenderwerft, per la costruzione di un bacino galleggiante da 25.000 tonnellate appositamente per la riparazione di un incrociatore da battaglia da installare a Golcuk.\u00a0 Il\u00a0 20 dicembre 1926 il Yavuz Sultan Selim fu rimorchiato a Golcuk e inizi\u00f2 dei lunghi lavori che le permisero poi di navigare fino al 1948 quando, ormai obsoleto, fu messa in riserva.\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 29 ottobre 1923 fu istituita formalmente la <strong><span style=\"color: #008000;\">Repubblica di Turchia<\/span><\/strong>, con a capo <strong><span style=\"color: #008000;\">Mustaf\u00e0 Kemal<\/span><\/strong>, che assunse il nome di <strong><span style=\"color: #008000;\">Kemal Atat\u00fcrk<\/span><\/strong> (padre dei turchi), avendo tra l&#8217;altro ottenuto, con il <strong><span style=\"color: #008000;\">trattato di Losanna<\/span><\/strong> del 24 luglio 1923,\u00a0 grazie al suo prestigio, di mantenere in essere una flotta da guerra.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Gianlorenzo Capano<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.difesaonline.it\/evidenza\/recensioni\/bruno-cianci-le-navi-della-mezzaluna-la-marina-dellimpero-ottomano-1299-1923\">pubblicato originariamente su DIFESAONLINE<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore e le fonti o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO:\u00a0RECENSIONE PERIODO: XIII \u2013 XX SECOLO AREA: TURCHIA OTTOMANA parole chiave: marina ottomana &nbsp; Per gli appassionati di storia navale, offriamo la recensione del libro Le navi della mezzaluna, la marina dell\u2019impero ottomano (1299-1923) di Bruno Cianci, recensito su Difesaonline. 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