{"id":71918,"date":"2022-04-15T00:01:34","date_gmt":"2022-04-14T22:01:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=71918"},"modified":"2024-01-09T10:04:03","modified_gmt":"2024-01-09T09:04:03","slug":"un-tredici-aprile-nero-per-la-marina-da-guerra-russa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/71918","title":{"rendered":"Un tredici aprile nero per la marina da guerra russa"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: GEOPOLITICA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: MAR NERO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Moskva, guerra russo-ucraina, missili Neptune<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella serata di mercoled\u00ec il governatore di Odessa, <strong><span style=\"color: #008000;\">Maksym Marchenko<\/span><\/strong>, aveva dichiarato che una nave da guerra russa era stata colpita da due missili ucraini nelle acque del Mar Nero.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/moskva-1024x575.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 moskva-1024x575.jpg\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non una nave qualsiasi ma il <strong><span style=\"color: #008000;\">Moskva<\/span><\/strong>, nave ammiraglia russa del Mar Nero, sicuramente l\u2019obiettivo navale russo pi\u00f9 pagante, che, secondo le fonti ucraine, era in pericolo di affondare. Con un certo orgoglio Marchenko aveva dichiarato che &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">\u2026 l&#8217;incrociatore missilistico Moskva oggi \u00e8 andato esattamente dove \u00e8 stato inviato dalle nostre guardie di frontiera a Snake Island!<\/span><\/strong>&#8220;, ricordando l\u2019episodio avvenuto all\u2019inizio delle ostilit\u00e0, quando la stessa nave, aveva invitato i soldati ucraini ad arrendersi, ricevendone indietro un preciso suggerimento di dove andare \u2026 i 13 soldati si erano poi arresi e sono stati restituiti in uno scambio di prigionieri all\u2019Ucraina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da parte sua il <strong><span style=\"color: #008000;\">ministero della Difesa russo<\/span><\/strong>, tramite il media statale <strong><span style=\"color: #008000;\">TASS<\/span><\/strong>, aveva comunicato che dopo l\u2019esplosione (non chiaramente definita) di un deposito munizioni si era provocato un incendio sulla nave che era &#8220;seriamente danneggiata&#8221; con centinaia di marinai deceduti. A causa della situazione era stata quindi ordinata l&#8217;evacuazione completa dell&#8217;equipaggio. Non bisogna essere dei marinai per capire che se si arriva all\u2019abbandono nave significa che la situazione a bordo era disperata e il personale di bordo non era in grado di poter controllare l\u2019incendio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al di l\u00e0 delle versioni, che si tratti di un attacco missilistico di successo condotto dagli ucraini o di incompetenza da parte della grande nave russa di gestire un incendio scoppiato per cause non precisate a bordo, il risultato per\u00f2 non cambia. Il fatto \u00e8 molto grave sia dal punto di vista militare che politico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/moswva-in-fiamme.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 moswva-in-fiamme.jpg\" width=\"845\" height=\"450\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Missili ucraini basati su un progetto russo<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nUn portavoce presidenziale ucraino, <strong><span style=\"color: #008000;\">Oleksiy Arestovych<\/span><\/strong>, ha affermato che si \u00e8 trattato di un attacco ben pianificato, effettuato utilizzando due missili da crociera antinave <strong><span style=\"color: #008000;\">Neptune <\/span><\/strong>che avrebbero provocato un vasto incendio dei depositi munizioni di bordo con esiti evidentemente incontrollabili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I due missili fanno parte di un sistema missilistico, il <strong><span style=\"color: #008000;\">Neptune<\/span><\/strong>, di origine inizialmente per uso terrestre e poi reso utilizzabile da piattaforme diverse. Dopo il ritiro degli Stati Uniti e della Federazione Russa dal <strong><span style=\"color: #008000;\">Trattato sulle forze nucleari a raggio intermedio<\/span><\/strong>, l&#8217;Ucraina annunci\u00f2 che stava prendendo in considerazione lo sviluppo di missili da crociera a raggio intermedio, considerando proprio il missile Neptune come candidato prioritario per tale capacit\u00e0. Sebbene fosse stato presentato per la prima volta alla mostra &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">Weapons and Security 2015<\/span><\/strong>&#8221; di Kiev, le fonti aperte riportano che il sistema missilistico fu acquisito dalle forze armate ucraine solo nel marzo 2021, dopo essere stato in fase di sviluppo per circa sei anni.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/neptun_l3.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 neptun_l3.jpg\" width=\"1024\" height=\"768\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">lanciatore sistema Neptune<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I primi test del sistema furono condotti il \u200b\u200b22 marzo 2016, ma l\u2019accelerazione al suo sviluppo avvenne dopo l\u2019occupazione russa della Crimea. I test seguenti, avvenuti nel 2018 e 2019, ebbero esito positivo e il primo sistema fu consegnato all&#8217;esercito ucraino nel dicembre 2019. Infine, nel marzo 2021, la Marina ucraina ha ottenuto i primi sistemi dell&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">RK-360MC Neptune,<\/span><\/strong> da installare sulle sue navi missilistiche.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/neptune-rk360.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 neptune-rk360.jpg\" width=\"837\" height=\"559\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">Rk 360MC<\/span><\/strong> \u00e8 la versione ucraina del missile <strong><span style=\"color: #008000;\">Kh-35U<\/span><\/strong> russo la cui storia \u00e8 alquanto curiosa. Sembrerebbe che, prima del crollo dell&#8217;Unione Sovietica, si prevedesse di produrre i missili <strong><span style=\"color: #008000;\">Kh-35<\/span><\/strong> proprio in Ucraina. Tuttavia, alla fine della Guerra Fredda, il Kh-35 non riusc\u00ec ad entrare in servizio e fu prodotto per la prima volta in Russia solo a met\u00e0 degli anni &#8217;90. Questo fa pensare che, nella confusione di quegli anni, l&#8217;Ucraina fosse rimasta in possesso di tutta la documentazione tecnica necessaria per sviluppare un missile similare. Di fatto il missile fu realizzato poi dagli Ucraini in una versione con capacit\u00e0 apparentemente maggiori.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/neptune-lanciatore-1024x678.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 neptune-lanciatore-1024x678.jpg\" width=\"1024\" height=\"678\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">sistema Neptune, il lanciatore <\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <strong><span style=\"color: #008000;\">sistema Neptune<\/span><\/strong> comprende un lanciatore montato su camion, con quattro missili, un camion di comando e collegamenti ad un carro mobile multifunzione <strong><span style=\"color: #008000;\">Mineral-U<\/span><\/strong>, in grado di scoprire obiettivi fino a 600 km di distanza sia in modalit\u00e0 passiva che in modalit\u00e0 attiva, ovvero quando il bersaglio deve essere identificato con maggiore precisione.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/mineral-U-radar-1-1024x785.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 mineral-U-radar-1-1024x785.jpg\" width=\"1024\" height=\"785\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">&gt;carro radar Mineral U <\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <strong><span style=\"color: #008000;\">missile RK 360<\/span><\/strong> ha un&#8217;autonomia fino a 280 km (verificata nel test del 2019 arrivando oltre 250 km) e trasporta una testata ad alta frammentazione esplosiva (HE-FRAG) di circa 145 kg, pi\u00f9 che sufficiente per attacchi contro unit\u00e0 navali come fregate e cacciatorpediniere &#8230; e apparentemente anche contro un bersaglio di dimensioni maggiori come il Moskva.<\/p>\n<figure style=\"width: 1024px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/neptune-rk-360mc-1024x576.jpeg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 neptune-rk-360mc-1024x576.jpeg\" width=\"1024\" height=\"576\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">missile RK 360 MC<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il suo sistema di navigazione dichiarato \u00e8 inerziale con capacit\u00e0 di auto dirigersi in fase finale con il suo radar (homing radar attivo) sul bersaglio. E&#8217; un missile cruise che viaggia a velocit\u00e0 subsonica a bassa quota (circa 10-15 metri) sopra la superficie, e scende ancora pi\u00f9 in basso nella fase finale per rendersi meno visibile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">La nave<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nPer quanto riguarda l&#8217;incrociatore Moskva, da un punto di vista militare, si tratta di un bersaglio navale altamente pagante, non solo per la sua capacit\u00e0 offensiva ma perch\u00e9 \u00e8 di fatto (forse dovremmo dire era) la nave ammiraglia del Mar Nero.&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/moskwa-1024x576.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 moskwa-1024x576.jpg\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <strong><span style=\"color: #008000;\">Moskva<\/span><\/strong>, varato nel 1979 a <strong><span style=\"color: #008000;\">Mykolaiv<\/span><\/strong> (Ucraina) con il nome di <strong><span style=\"color: #008000;\">Slava <\/span><\/strong>Progetto 1164 Atlant, entr\u00f2 in servizio il 30 gennaio 1983, diventando da subito una delle navi pi\u00f9 importanti della flotta sovietica. Nel periodo della glasnost&nbsp; e della successiva perestrojka<b>, <\/b>fu prescelta&nbsp;come sede del tentativo del <strong><span style=\"color: #008000;\">Vertice di Malta<\/span><\/strong> (2-3 dicembre 1989) che si sarebbe dovuto tenere alla fonda, tra il leader sovietico <strong><span style=\"color: #008000;\">Mikhail Gorbachev<\/span><\/strong> e il presidente degli Stati Uniti <strong><span style=\"color: #008000;\">George HW Bush<\/span><\/strong>. A causa delle avverse condizioni meteorologiche, nonostante le dimensioni della nave, l\u2019evento fu cancellato e riprogrammato, a bordo della <strong><span style=\"color: #008000;\">Maxim Gorkiy<\/span><\/strong>, una nave da crociera sovietica nel porto di La Valletta. L&#8217;evento fu curioso e, non a caso, fu poi scherzosamente chiamato il <strong><span style=\"color: #008000;\">vertice del mal di mare<\/span><\/strong>.&nbsp;Nel dicembre 2000, lo <strong><span style=\"color: #008000;\">Slava<\/span> <\/strong>torn\u00f2 a Mykolaiv, sempre in Ucraina, per un refitting che dur\u00f2 fino all&#8217;aprile 2000 quando assunse il nuovo nome di <strong><span style=\"color: #008000;\">Moskva<\/span><\/strong>, sostituendo l&#8217;incrociatore <strong><span style=\"color: #008000;\">Admiral Golovko come ammiraglia della flotta russa del Mar Nero<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Operativamente partecip\u00f2, nell&#8217;agosto 2008, anche al conflitto russo-georgiano che fu considerato dagli analisti occidentali come il primo tentativo di<strong><span style=\"color: #008000;\"> Vladimir Putin<\/span><\/strong> di ampliare la sfera di influenza russa, un lucido progetto proseguito nel 2014 con l&#8217;annessione della Crimea. Fu proprio questo breve conflitto a portare al raffreddamento delle relazioni <strong><span style=\"color: #008000;\">NATO-Russia<\/span><\/strong> che avevano fatto sperare in un futuro di pace tra le due superpotenze. In quell&#8217;occasione, il <strong><span style=\"color: #008000;\">Moskva<\/span> <\/strong>fu dislocato in zona per proteggere le operazioni anfibie in sostegno dell&#8217;indipendenza dell&#8217;Abkhazia da parte della Russia. Alla fine di agosto 2013, l&#8217;incrociatore fu poi rischierato nel Mar Mediterraneo per poi tornare in Mar Nero, durante la crisi della Crimea del 2014, per eseguire il blocco della flotta ucraina nel lago Donuzlav.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dalla fine di settembre 2015, mentre si trovava nel Mediterraneo orientale, l&#8217;incrociatore fu incaricato della difesa della base aerea russa di <strong><span style=\"color: #008000;\">Khmeimim<\/span><\/strong> nei pressi della citt\u00e0 siriana di Latakia, in supporto alle operazioni della campagna aerea in Siria. Al ritorno dal Mediterraneo, nel gennaio 2016, la ormai datata nave avrebbe dovuto subire un refitting ed un aggiornamento, che furono per\u00f2 posticipati fino a luglio 2018. Il 3 luglio 2020 il <strong><span style=\"color: #008000;\">Moskva<\/span> <\/strong>complet\u00f2 i lavori di refitting per rimanere in servizio fino al 2040. Nel febbraio 2022, l&#8217;incrociatore lasci\u00f2 Sebastopoli per dirigere come nave ammiraglia le operazioni navali durante l&#8217;invasione russa dell&#8217;Ucraina. Curiosa e sproporzionata fu la sua presenza insieme alla motovedetta russa <strong><span style=\"color: #008000;\">Vasily Bykov<\/span><\/strong> durante l&#8217;attacco a <strong><span style=\"color: #008000;\">Snake Island<\/span><\/strong>. Evento minore che passer\u00e0 alla storia per la risposta cambronniana da parte della guarnigione di solo tredici soldati dell&#8217;isola di arrendersi.<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Caratteristiche principali<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"123\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\">lunghezza<\/span><\/strong><\/td>\n<td width=\"519\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\">186,4 m<\/span><\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"123\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\">larghezza<\/span><\/strong><\/td>\n<td width=\"519\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\">20,8 m<\/span><\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"123\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\">Propulsione<\/span><\/strong><\/td>\n<td width=\"519\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\">4 turbine a gas COGOG, 2 alberi 121.000 shp (90.000 kW)<\/span><\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"123\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\">Velocit\u00e0 massima<\/span><\/strong><\/td>\n<td width=\"519\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\">32 nodi<\/span><\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"123\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\">Equipaggio<\/span><\/strong><\/td>\n<td width=\"519\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\">Circa 480<\/span><\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"123\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\">Autonomia<\/span><\/strong><\/td>\n<td width=\"519\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\">10.000 NM a 16 nodi<\/span><\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"123\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\">Armamento<\/span><\/strong><\/td>\n<td style=\"text-align: justify;\" width=\"519\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\">16 missili antinave P-500 Bazalt (SS-N-12 Sandbox) e P-1000 Vulkan, missili che possono essere lanciati con la stessa struttura, con testate convenzionali o nucleari<\/span><\/strong>&nbsp; &nbsp; &nbsp;<br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\"><br \/>\n8 \u00d7 8 (64) missili terra-aria a lungo raggio S-300F Fort (SA-N-6 Grumble)<\/span><\/strong>&nbsp;<strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\">2 \u00d7 20 (40) OSA-MA (SA-N-4 Gecko) RS SAM<\/span><\/strong>&nbsp;<strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\">1 \u00d7 cannone binato AK-130 130mm\/L70<\/span><\/strong>&nbsp;<strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\">6 \u00d7 AK-630 sistemi d&#8217;arma a 6 canne rotanti da 30mm per la difesa ravvicinata<\/span><\/strong><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\">2 \u00d7 lanciatori di razzi anti-sottomarini RBU-6000<br \/>\n<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\">1 elicottero Ka 25 o Ka 27<\/span><\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Fuoco dal mare<br \/>\n<\/span><\/strong>Nelle ultime ore, l&#8217;incertezza sullo stato della grande nave russa sembra essere ormai diventata una certezza: il Moskva, in un estremo tentativo di rimorchio verso Sebastopoli, \u00e8 affondato su un fondale di circa 40 metri. I Russi persistono sulla tesi dell&#8217;incendio ma l&#8217;ipotesi dell&#8217;attacco missilistico ucraino sta prendendo forza. Purtroppo le vittime sono molte. Si parla di solo una cinquantina, forse cento, sopravvissuti, un evento che i marinai non augurano mai nemmeno al peggior nemico.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Cosa potrebbe essere successo?<\/span><\/strong><\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">Nel caso ormai probabile di un reale attacco da parte degli Ucraini<\/span><\/strong>, essendo il RK 360MC un missile anti-nave a velocit\u00e0 subsonica, non si comprende come non sia stato intercettato e contrastato dalla nave russa che in teoria possedeva un sistema di difesa di punta molto avanzato. Inefficienza dei sistemi di bordo, cattivo addestramento o semplicemente una mancanza di deleghe alla autodifesa al pi\u00f9 basso livello che riduce i tempi di reazione. Si potrebbe ipotizzare che gli Ucraini abbiano saturato i sistemi di scoperta e di difesa del Moskva impiegando dei droni Bayraktar, che sembrano essere stati impiegati con una certa efficienza da parte delle forze ucraine. Ci\u00f2 avrebbe causato una saturazione\/distrazione delle difese e consentito ai missili di passare indenni attraverso le temibili difese ravvicinate della nave, colpendo alla fine il loro obiettivo. L\u2019esplosione dei depositi munizioni e missili interni avrebbe quindi causato incendi ingestibili e l\u2019abbandono nave.&nbsp;<\/p>\n<figure style=\"width: 1178px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/FQRzcQaVkAAkdLI-1024x460.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 FQRzcQaVkAAkdLI-1024x460.jpg\" width=\"1178\" height=\"530\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">in rosso le possibili aree di impatto<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Nell&#8217;ipotesi sempre meno probabile di un incendio a bordo<\/span><\/strong> le cause potrebbero essere invece molteplici: dalla vetust\u00e0 degli impianti, nonostante il refitting ultimato quest&#8217;anno, fino all&#8217;ombra oscura di un sabotaggio. Nel caso non si comprende comunque come la difesa passiva antincendio del <strong><span style=\"color: #008000;\">Moskva<\/span><\/strong> non sia stata sufficientemente pronta per evitare l&#8217;interessamento dei depositi di munizioni.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">In estrema sintesi, lo stato della nave \u00e8 ormai certo: l\u2019affondamento dell&#8217;incrociatore mentre cercava disperatamente di raggiungere al rimorchio Sebastopoli. Su 510 persone di equipaggio solo una cinquantina sembrano essersi salvati in questo drammatico evento. Finisce cos\u00ec la sua lunga vita una signora del mare, portando con s\u00e9 i suoi missili nucleari, ma anche la credibilit\u00e0 di potenza ostentata dalla Russia.&nbsp; &nbsp;&nbsp;<\/span><\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Igor_Osipov_2016-665x1024.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Igor_Osipov_2016-665x1024.jpg\" width=\"843\" height=\"1298\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certo non sar\u00e0 facile per lo staff dell&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">ammiraglio Igor Osipov<\/span><\/strong>, Comandante della Flotta del Mar Nero, spiegare a Putin come un evento simile possa essere avvenuto.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Andrea Mucedola<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-27 maxbutton maxbutton-un-regalo-per-te\" href=\"https:\/\/www.primevideo.com\/offers\/ref=atv_nb_lcl_it_IT?tag=amazon0e150-21 Italia\"><span class='mb-text'>Una sorpresa per te su Amazon Music unlimited<\/span><\/a>&nbsp;&nbsp; <a class=\"maxbutton-28 maxbutton maxbutton-amazon-prime\" title=\"Scopri i vantaggi di Amazon Prime\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>Scopri i vantaggi di Amazon Prime<\/span><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . 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