{"id":71657,"date":"2025-10-05T00:01:47","date_gmt":"2025-10-04T22:01:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=71657"},"modified":"2025-08-26T22:04:57","modified_gmt":"2025-08-26T20:04:57","slug":"parte-ii-3","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/71657","title":{"rendered":"Pompei ed Ercolano: l&#8217;emergenza &#8211; Parte III"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: I SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: MAR MEDITERRANEO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Vesuvio, flotta Miseno<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 24 ottobre del 79 l\u2019ammiraglio si trovava \u2013 con la sorella e il nipote \u2013 nella propria residenza, in posizione dominante nel porto di Miseno (fig. 1).<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/plinio-1.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 plinio-1.jpg\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da l\u00ec, verso l\u2019ora settima, venne avvistata la nube gigantesca a forma di pino, anche se non ne risult\u00f2 chiara l\u2019origine (nemmeno osservandola dalla terrazza superiore della villa) [27], perch\u00e9 il Vesuvio era privo del cono vulcanico [28] ed era parzialmente coperto dal promontorio di Posillipo (fig. 2).<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/plinio-2-1024x591.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 plinio-2-1024x591.jpg\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La conoscenza della data ci consente di verificare l\u2019ora di inizio della fase \u201cpliniana\u201d dell\u2019eruzione, manifestatasi con la tipica nube costituita dalla colonna eruttiva e dalla sua espansione a livello della stratosfera. Sappiamo che le ore romane non indicavano un istante preciso, ma un intervallo equivalente a un dodicesimo dell\u2019arco diurno. Poich\u00e9, nel 79, il 24 ottobre calendariale corrispondeva al 25 ottobre astronomico [29], la hora septima designava l\u2019intervallo 11.44 &#8211; 12.38. L\u2019ora intera pi\u00f9 vicina a quanto venne stimato dai presenti (ovvero poco dopo la culminazione del Sole, avvenuta alle 11.44) \u00e8 mezzogiorno [30]. A tale orario va dunque ancorata la sequenza delle varie fasi dell\u2019eruzione.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/plinio-3-1024x646.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 plinio-3-1024x646.jpg\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019avvistamento della nube suscit\u00f2 la curiosit\u00e0 scientifica dell\u2019erudito, che ordin\u00f2 di approntare una liburna (la pi\u00f9 veloce delle unit\u00e0 della flotta) per potersi rapidamente avvicinare ad osservare quel fenomeno del tutto sconosciuto. Ma prima che l\u2019ammiraglio salisse a bordo della liburna, giunse il messaggio della sua amica Rectina: la sua villa essendo sotto al Vesuvio, lei stessa non poteva fuggire se non per nave; atterrita dalla minaccia incombente, lo pregava di salvarla da quel pericolo cos\u00ec grave [31].<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/plinio-4-1024x726.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 plinio-4-1024x726.jpg\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019arrivo di questo messaggio pone un duplice problema: come \u00e8 stato inviato? E perch\u00e9 \u00e8 stato inviato? Il messaggio non fu certamente portato da un messaggero, poich\u00e9 nessuna via di fuga \u2013 terrestre o marittima \u2013 avrebbe potuto essere praticabile per un messo senza esserlo anche per Rectina. E allora? La soluzione l\u2019ha ottimamente individuata Flavio Russo [32]: il messaggio \u00e8 pervenuto da una stazione semaforica. Noi conosciamo l\u2019aspetto delle torri semaforiche dai bassorilievi della Colonna Traiana e sappiamo che le comunicazioni ottiche furono utilizzate in epoca imperiale anche nel golfo di Napoli [33], ove doveva essere presente una rete di stazioni di segnalazione semaforiche (diurne e notturne) [34] intervallate in modo appropriato, cos\u00ec come molte analoghe torri costiere erano disseminate su varie altre coste del Mediterraneo [35].<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/plinio-5-1024x627.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 plinio-5-1024x627.jpg\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quanto al perch\u00e9 della richiesta di aiuto di<strong><span style=\"color: #008000;\"> Rectina<\/span><\/strong>, sappiamo che in tutte le ville marittime era disponibile del naviglio, da trasporto (per merci ed eventuale personale) e da diporto: tutti mezzi navali a vela, e quindi tutti dipendenti dalla direzione del vento. All\u2019inizio dell\u2019eruzione, il vento in superficie doveva quindi provenire da <strong><span style=\"color: #008000;\">Libeccio<\/span><\/strong>, visto che impediva alle navi di salpare dalla costa vesuviana. Si trattava grosso modo dell\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">Africus<\/span><\/strong> della rosa dei venti romana [36] (fig. 3).<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/plinio-6-1024x618.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 plinio-6-1024x618.jpg\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quel vento, tuttavia non rimase costante: durante la prima fase dell\u2019eruzione la ricaduta delle prime ceneri verso Est mostra che il vento in quota doveva gi\u00e0 essere ruotato da Ponente (fig. 4), anticipando la rotazione che poi si verificher\u00e0 in superficie. Dall\u2019Africus al Favonius. Poi, durante la prima parte della fase \u201cpliniana\u201d, le pomici bianche sono ricadute verso Sud-Est, mostrando una nuova rotazione del vento in quota (verosimilmente seguita, con qualche ritardo, dal vento in superficie). Dal Favonius al Corus.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/fasi-pliniane-vesuvio.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 fasi-pliniane-vesuvio.png\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infine, nella seconda parte della fase \u201cpliniana\u201d, dopo le 19, le pomici grigie sono ricadute verso Sud-Sud-Est, sotto l\u2019impulso di un vento di Maestrale che era presente sia in quota che in superficie, impedendo alle navi di salpare da Stabia (fig. 5). Dal Corus al Thrascias. Questa rotazione del vento in superficie di circa 90\u00b0 in senso orario nell\u2019arco di circa 6 ore (fig. 6) \u00e8 perfettamente coincidente con quella che si verifica normalmente nel golfo di Napoli quando \u00e8 presente il regime di brezza [37]. La lettura del messaggio di <strong><span style=\"color: #008000;\">Rectina<\/span><\/strong> indusse Plinio a concepire una inedita operazione navale di \u201cprotezione civile\u201d. Fece pertanto approntare le quadriremi (fig. 7) unit\u00e0 ben pi\u00f9 capienti della piccola liburna, ma anch\u2019esse molto veloci [38]. Dalle epigrafi del II-III secolo ne conosciamo una dozzina [39], ma \u00e8 probabile che in epoca Flavia fossero anche pi\u00f9 numerose [40]. Poich\u00e9 quel 24 ottobre era, come abbiamo visto, un giorno feriale, gli equipaggi furono in condizione di prendere il mare molto rapidamente dopo l\u2019ordine di Plinio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\"><strong>La navigazione iniziale<\/strong><\/span><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/plinio-7.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 plinio-7.jpg\" width=\"681\" height=\"347\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Salpate da Miseno, che rotta dovevano assumere le quadriremi? Plinio avrebbe potuto farle irradiare affinch\u00e9 ciascuna di esse raggiungesse al pi\u00f9 presto il tratto di costa assegnato. Tuttavia l\u2019ammiraglio doveva prima avvicinarsi alla costa per verificare di persona a quali rischi avrebbe esposto i propri uomini. Plinio il Giovane ci conferma implicitamente che quella fu la rotta iniziale: \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">dritta la rotta e dritto il timone verso il pericolo<\/span><\/em><\/strong>\u201d [41]. Si tratt\u00f2 dunque della rotta diretta verso il Vesuvio, ovvero verso Ercolano, che appariva quasi sotto alla colonna eruttiva a chi proveniva da Miseno. Con il Libeccio che girava a Ponente, le navi iniziarono a navigare con il vento in poppa. Data la progressiva rotazione del vento, superato il promontorio di Posillipo le navi proseguirono con il vento sempre molto favorevole, nei settori poppieri [42] di sinistra (fig. 8).<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/plinio-8.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 plinio-8.jpg\" width=\"575\" height=\"327\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Navigando con la prora in direzione del Vesuvio, gli equipaggi vedevano il \u201cpino\u201d, ovvero la colonna eruttiva che si innalzava sopra al vulcano ad un\u2019altezza di gran lunga maggiore di quelle \u2013 gi\u00e0 spaventose \u2013 che sono state fotografate durante le ultime tre pi\u00f9 violente delle eruzioni esplosive del Vesuvio (1872, 1906 e 1944). In effetti essi avevano davanti agli occhi una colonna immane costituita da gas vulcanico, pomici, ceneri e frammenti di magma, che provocava una progressiva oscurit\u00e0, esplosioni e terremoti, oltre ad una serie ininterrotta di fulmini, con lampi e tuoni, raggiungendo la quota della stratosfera: nella prima fase da 14 fino a 26 km per poi innalzarsi ancora, nella seconda fase, fino a 32 km di quota. Quell\u2019inedito spettacolo era tale da incutere negli equipaggi un incoercibile terrore superstizioso, come quello che si verific\u00f2 a Miseno nella successiva notte: \u201cVi era chi per paura della morte invocava la morte. Molti alzavano le braccia verso gli Dei; moltissimi affermavano che non c\u2019erano pi\u00f9 Dei, e che quella notte sarebbe stata eterna, l\u2019ultima del mondo.\u201d [43].<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/eruzione-vesuvio-1024x497.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 eruzione-vesuvio-1024x497.jpg\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quel terrore istintivo aveva contagiato anche lo stesso Plinio il Giovane: \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">\u2026ero sostenuto dal pensiero \u2013 tanto deplorevole quanto consolante \u2013 che tutto sarebbe perito insieme a me.<\/span><\/em><\/strong>\u201d [44]. Per dei timori molto minori, in tutte le epoche degli equipaggi si sono ammutinati, e ci\u00f2 era accaduto anche nelle flotte romane, nonostante la ferrea disciplina militare [45]. Ma sulle quadriremi di Plinio non si registr\u00f2 alcun panico. Durante quella navigazione lo stesso comandante in capo della flotta continu\u00f2 ad ostentare la massima tranquillit\u00e0, dettando al segretario le proprie osservazioni sull\u2019eruzione in atto. Questo particolare non \u00e8 affatto sorprendente poich\u00e9 riflette l\u2019atteggiamento pi\u00f9 positivo che possa assumere un comandante navale in una situazione critica: essendo ovviamente consapevole di essere continuamente osservato dai suoi uomini (nei limitati spazi di bordo si vive necessariamente a stretto contatto di gomito), egli deve accentuare in modo credibile il proprio comportamento sereno e fiducioso, poich\u00e9 qualsiasi sintomo di perplessit\u00e0 verrebbe immediatamente percepito e si ripercuoterebbe negativamente sul morale e sul rendimento dell\u2019equipaggio [46]. Nel caso specifico, inoltre, l\u2019attenzione di Plinio ai vari fenomeni che egli osservava verso prora non era banalmente ispirata dalla curiosit\u00e0 scientifica del \u201cnaturalista\u201d, ma in primo luogo dallo scrupolo dell\u2019ammiraglio nell\u2019analizzare gli sconosciuti fenomeni che si verificavano in prossimit\u00e0 delle coste dalle quali doveva prelevare la popolazione in pericolo. Qui si interrompe il racconto del nipote, perch\u00e9 subito dopo egli parla della caduta di cenere e pomici [47]; ma dalla vulcanologia noi sappiamo che nell\u2019avvicinamento alla costa di Ercolano questo fenomeno non poteva affatto essere presente [48]. Questa nuova scena descritta da Plinio il Giovane si riferisce dunque alla fase finale della navigazione dello zio, davanti a Pompei. Tale anomalia discende evidentemente dai gi\u00e0 descritti limiti della memoria umana. Per colmare questa rilevante lacuna nella sequenza degli eventi possiamo comunque beneficiare del valido aiuto dell\u2019archeologia.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Fine\u00a0 parte III &#8211; continua\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Domenico Carro<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/68747\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a>\n<a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/71688\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a>\n<a class=\"maxbutton-15 maxbutton maxbutton-parte-iii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/71657\"><span class='mb-text'>PARTE III<\/span><\/a>\n<a class=\"maxbutton-16 maxbutton maxbutton-parte-iv\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/71659\"><span class='mb-text'>PARTE IV<\/span><\/a>\n<a class=\"maxbutton-17 maxbutton maxbutton-parte-v\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/71660\"><span class='mb-text'>PARTE V<\/span><\/a>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\"><strong>Note<\/strong><\/span><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.romaeterna.org\/roma\/bacoli.html#r27\"><strong>[27]<\/strong><\/a>\u00a0Plin.\u00a0<em>epist.<\/em>\u00a06, 16, 4-5.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.romaeterna.org\/roma\/bacoli.html#r28\"><strong>[28]<\/strong><\/a>\u00a0Sull\u2019antica forma del Vesuvio: Carro 2021, pp. 31-33.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.romaeterna.org\/roma\/bacoli.html#r29\"><strong>[29]<\/strong><\/a>\u00a0Il calendario giuliano aveva conteggiato come bisestile l\u2019anno secolare 800 AUC (47 d.C.), introducendo il primo dei dieci giorni di sfasamento che saranno poi rimossi nel \u2018500 dalla riforma gregoriana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.romaeterna.org\/roma\/bacoli.html#r30\"><strong>[30]<\/strong><\/a>\u00a0Calcoli pi\u00f9 particolareggiati in Carro 2021, pp. 53-54.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.romaeterna.org\/roma\/bacoli.html#r31\"><strong>[31]<\/strong><\/a>\u00a0Plin.\u00a0<em>epist.<\/em>\u00a06, 16, 8.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.romaeterna.org\/roma\/bacoli.html#r32\"><strong>[32]<\/strong><\/a>\u00a0Russo, Russo 2004, pp. 122-123.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.romaeterna.org\/roma\/bacoli.html#r33\"><strong>[33]<\/strong><\/a>\u00a0A Capri pervennero da lontano dei segnali con notizie importanti per Tiberio (Suet.\u00a0<em>Tib.<\/em>\u00a065, 5).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.romaeterna.org\/roma\/bacoli.html#r34\"><strong>[34]<\/strong><\/a>\u00a0lle segnalazioni diurne con aste mobili accenna <strong><span style=\"color: #008000;\">Vegezio<\/span><\/strong> (Veg.\u00a0<em>mil.<\/em>\u00a03, 5).<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.romaeterna.org\/roma\/bacoli.html#r35\"><strong>[35]<\/strong><\/a>\u00a0Ad esse accenna Plinio il Vecchio (Plin.\u00a0<em>nat.<\/em>\u00a02, 181).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.romaeterna.org\/roma\/bacoli.html#r36\"><strong>[36]<\/strong><\/a>\u00a0Includeva dodici venti, intervallati di 30\u00b0 (Plin.\u00a0<em>nat.<\/em>\u00a02, 119; Veg.\u00a0<em>mil.<\/em>\u00a04, 38).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.romaeterna.org\/roma\/bacoli.html#r37\"><strong>[37]<\/strong><\/a>\u00a0Per le condizioni meteo-oceanografiche nel golfo di Napoli e le relative fonti specialistiche (studi condotti soprattutto a cura di ricercatori dello storico Istituto Universitario Navale, di Napoli, poi denominato Universit\u00e0 degli Studi di Napoli \u201cParthenope\u201d): Carro 2021, pp. 57-61.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.romaeterna.org\/roma\/bacoli.html#r38\"><strong>[38]<\/strong><\/a>\u00a0I Romani avevano scoperto come si potessero costruire delle quadriremi estremamente veloci nel corso della I guerra Punica (Pol. 1, 46-47) e avevano fin da allora progettato le proprie costruzioni navali applicando gli stessi criteri (Pol. 1, 59).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.romaeterna.org\/roma\/bacoli.html#r39\"><strong>[39]<\/strong><\/a>\u00a0<em>Annona, Concordia, Dacicus, Fides, Fortuna, Libertas, Mercurius, Minerva, Salus, Venus, Vesta, Victoria<\/em>\u00a0(Carro 2003, vol. XI, pp. 191-207).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.romaeterna.org\/roma\/bacoli.html#r40\"><strong>[40]<\/strong><\/a>\u00a0Fino ad una decina di anni prima dell\u2019eruzione la flotta Misenense includeva ancora numerose quinqueremi (e quindi molte pi\u00f9 quadriremi, in proporzione) visto che la progettata\u00a0<strong><span style=\"color: #008000;\"><em>fossa Neronis<\/em><\/span><\/strong>\u00a0doveva consentire addirittura alle quinqueremi di incrociarsi vogando in senso opposto (Suet.\u00a0<em>Nero<\/em>\u00a031, 5).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.romaeterna.org\/roma\/bacoli.html#r41\"><strong>[41]<\/strong><\/a>\u00a0<strong><span style=\"color: #008000;\"><em>rectumque cursum recta gubernacula in periculum tenet<\/em><\/span><\/strong>\u00a0(Plin.\u00a0<em>epist.<\/em>\u00a06, 16.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.romaeterna.org\/roma\/bacoli.html#r42\"><strong>[42]<\/strong><\/a>\u00a0Gran lasco o lasco<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.romaeterna.org\/roma\/bacoli.html#r43\"><strong>[43]<\/strong><\/a>\u00a0Plin.\u00a0<em>epist.<\/em>\u00a06, 20, 14-15.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.romaeterna.org\/roma\/bacoli.html#r44\"><strong>[44]<\/strong><\/a>\u00a0Plin.\u00a0<em>epist.<\/em>\u00a06, 20, 17.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.romaeterna.org\/roma\/bacoli.html#r45\"><strong>[45]<\/strong><\/a>\u00a0L\u2019episodio pi\u00f9 recente era stato l\u2019ammutinamento degli equipaggi della flotta di Claudio, che si erano opposti per qualche tempo alla traversata verso la Britannia, nel 43 d.C., per timori ben poco giustificabili (Cass. Dio 60, 19, 2), visto che Giulio Cesare aveva gi\u00e0 fatto effettuare alle sue flotte due identiche traversate meno di un secolo prima (nel 55 e 54 a.C.).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.romaeterna.org\/roma\/bacoli.html#r46\"><strong>[46]<\/strong><\/a>\u00a0\u00c8 singolare notare che tale criterio \u2013 valido in tutti i tempi \u2013 era specificamente raccomandato nella trattatistica militare coeva di Plinio il Vecchio, come si vede in uno specifico passo dello\u00a0<strong><span style=\"color: #008000;\"><em>Strategikos<\/em>\u00a0<\/span><\/strong>di Onasandro (Onas. 13, 1-3).<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.romaeterna.org\/roma\/bacoli.html#r47\"><strong>[47]<\/strong><\/a>\u00a0Plin.\u00a0<em>epist.<\/em>\u00a06, 16, 11.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.romaeterna.org\/roma\/bacoli.html#r48\"><strong>[48]<\/strong><\/a>\u00a0Ercolano, come si vede dalla stratigrafia, fu pressoch\u00e9 esente da tali ricadute.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-27 maxbutton maxbutton-un-regalo-per-te\" href=\"https:\/\/www.primevideo.com\/offers\/ref=atv_nb_lcl_it_IT?tag=amazon0e150-21 Italia\"><span class='mb-text'>Una sorpresa per te su Amazon Music unlimited<\/span><\/a>\u00a0\u00a0 <a class=\"maxbutton-28 maxbutton maxbutton-amazon-prime\" title=\"Scopri i vantaggi di Amazon Prime\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>Scopri i vantaggi di Amazon Prime<\/span><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: STORIA NAVALE PERIODO: I SECOLO AREA: MAR MEDITERRANEO parole chiave: Vesuvio, flotta Miseno . Il 24 ottobre del 79 l\u2019ammiraglio si trovava \u2013 con la sorella e il nipote \u2013 nella propria residenza, in posizione dominante nel porto di Miseno (fig. 1). 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