{"id":71400,"date":"2020-09-20T00:36:36","date_gmt":"2020-09-19T22:36:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=71400"},"modified":"2023-11-08T17:43:37","modified_gmt":"2023-11-08T16:43:37","slug":"la-storia-del-britannia-parte-ii","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/71400","title":{"rendered":"Il relitto del HMS Britannic"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 4<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: RELITTI<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XX SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: OCEANO PACIFICO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Britannic<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Da Cousteau ad oggi<\/span><span style=\"color: #008000;\"><br \/>\n<\/span><\/strong>Nel 1975, quasi 60 anni dopo il suo affondamento, il relitto dell&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">HMS Britannic<\/span> <\/strong>fu scoperto ed esplorato da Jacques Cousteau. Basandosi sui racconti dei sopravvissuti, Cousteau riteneva che la nave fosse stata affondata, a similitudine del <strong><span style=\"color: #008000;\">Lusitania<\/span><\/strong>, da un siluro sotto il ponte, tra le paratie due e tre. La posizione del relitto del Britannic \u00e8 oggi ben nota, 37 \u00b0 42&#8217;05 &#8220;N 24 \u00b0 17&#8217;02&#8221; e si trova ad una profondit\u00e0 di&nbsp; 122 metri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">L&#8217;esplorazione del relitto \u00e8 dedicata a subacquei tecnici e, essendo elencato come sacrario di guerra, ogni spedizione deve essere sempre approvata dai governi britannico e greco.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nelle prime esplorazioni subacquee fu possibile osservare le macchine di prua e le due gru di carico in coperta e prodiere, ambedue ancora ben conservate. L&#8217;albero di trinchetto si trovava piegato sul fondo del mare nei pressi del relitto con la coffa ancora attaccata su di esso. La campana non fu mai trovata. La ciminiera numero 1 fu ritrovata a pochi metri dal ponte barca mentre le altre tre furono osservate nel campo di detriti al largo della poppa. Cousteau riport\u00f2 che il relitto del Britannic era ancora in ottime condizioni, e gli unici segni di deterioramento erano la sala giochi per bambini e alcuni alloggi, ma il resto della nave era ancora in ottime condizioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><div class=\"lyte-wrapper fourthree\" style=\"width:420px;max-width:100%;margin:5px;\"><div class=\"lyMe\" id=\"WYL_L-ShLUtrj2s\"><div id=\"lyte_L-ShLUtrj2s\" data-src=\"\/\/i.ytimg.com\/vi\/L-ShLUtrj2s\/hqdefault.jpg\" class=\"pL\"><div class=\"tC\"><div class=\"tT\"><\/div><\/div><div class=\"play\"><\/div><div class=\"ctrl\"><div class=\"Lctrl\"><\/div><div class=\"Rctrl\"><\/div><\/div><\/div><noscript><a href=\"https:\/\/youtu.be\/L-ShLUtrj2s\" rel=\"nofollow\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.ytimg.com\/vi\/L-ShLUtrj2s\/0.jpg\" alt=\"YouTube video thumbnail\" width=\"420\" height=\"295\" \/><br \/>Guarda questo video su YouTube<\/a><\/noscript><\/div><\/div><div class=\"lL\" style=\"max-width:100%;width:420px;margin:5px;\"><\/div><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1995, una spedizione di<strong><span style=\"color: #008000;\"> Robert Ballard<\/span><\/strong>, che precedentemente aveva ritrovato la <strong><span style=\"color: #008000;\">RMS Titanic<\/span><\/strong> e la <strong><span style=\"color: #008000;\">corazzata tedesca Bismarck<\/span><\/strong>, identific\u00f2 il relitto utilizzando un avanzato sonar a scansione laterale. Le immagini successive furono ottenute tramite dei ROV (veicoli controllati a distanza via cavo). Ballard ritrov\u00f2 tutti i fumaioli della nave, citati da Cousteau, ancora in &nbsp;buone condizioni ma non riusc\u00ec a trovare le ancore delle mine ormeggiate posate dal sommergibile tedesco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel novembre 1997, un team internazionale di subacquei guidati da <strong><span style=\"color: #008000;\">Kevin Gurr<\/span><\/strong> utilizzando apparecchiature<strong><span style=\"color: #008000;\"> a circuito aperto trimix<\/span><\/strong>, visitarono e filmarono il relitto, di fatto producendo le prime immagini video in formato digitale. Nel settembre 1998, un altro team di subacquei fece una spedizione sul relitto utilizzando dei veicoli di propulsione subacquea, per potersi spostare rapidamente da un punto all&#8217;altro dello scafo. Nel nuovo filmato furono ripresi i quattro telegrafi, un timone e un telefono di macchina sul ponte di comando.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">John Chatterton<\/span><\/strong> fu il primo subacqueo a visitare l&#8217;interno del relitto con un rebreather a circuito chiuso ma i suoi sforzi per penetrare il tunnel dei fuochisti furono ostacolati dalla scarsa affidabilit\u00e0. La pianificazione della spedizione \u00e8 ancor oggi considerata come uno dei pi\u00f9 impegnativi progetti di esplorazione di relitti.<\/p>\n<figure style=\"width: 1024px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/ALDO-FERRUCCI-RELITTO-RMS-BRITANNIC-1024x683.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 ALDO-FERRUCCI-RELITTO-RMS-BRITANNIC-1024x683.jpg\" width=\"1024\" height=\"683\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><\/strong> <span style=\"color: #008000;\"><strong>Spedizione 2023 Aldo Ferrucci<\/strong><\/span><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1999, i <strong><span style=\"color: #008000;\">GUE<\/span><\/strong>, subacquei tecnici esperti in &nbsp;immersioni in grotta, condussero numerose immersioni all\u2019interno del Britannic. I filmati furono in seguito trasmessi da <strong><span style=\"color: #008000;\">National Geographic, BBC, History Channel e Discovery Channel<\/span><\/strong>. Nel settembre 2003, una spedizione guidata da Carl Spencer ritorn\u00f2 nel relitto. Questa fu la prima spedizione dove tutti i subacquei utilizzarono rebreather a circuito chiuso (CCR).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Durante l\u2019immersione, <strong><span style=\"color: #008000;\">Rich Stevenson<\/span><\/strong> scopr\u00ec che diverse porte stagne erano rimaste aperte, probabilmente a causa degli effetti dell&#8217;esplosione che potrebbe aver distorto i telai delle porte di chiusura, bloccando la chiusura automatica delle serrande di sicurezza. Nelle immersioni furono scoperte un certo numero di ancore da mina ormeggiata, confermando che il Britannic fu affondata proprio da una mina navale. In seguito <strong><span style=\"color: #008000;\">Evan Kovacs<\/span><\/strong>, un subacqueo tecnico e direttore della fotografia subacquea presso l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">Advanced Imaging Lab, Woods Hole Oceanographic<\/span> <span style=\"color: #008000;\">Institution<\/span><\/strong> in Massachusetts effettu\u00f2 quattro spedizioni (nel 2006, 2009, 2015 e 2016). Kovacs, che aveva esplorato il Titanic nel 2005 per History Channel, visit\u00f2 il Britannic nel 2006 cercando di scoprire le differenze nella costruzione e le modifiche apportate alla sua gemella. La spedizione, finanziata da History Channel, con quattordici subacquei esperti, aveva lo scopo di determinare cosa aveva causato il rapido affondamento del Britannic. Il team torn\u00f2 sul sito del relitto il 17 settembre ma l&#8217;esplorazione fu interrotta a causa del limo in sospensione che caus\u00f2 condizioni di visibilit\u00e0 pari a zero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla fine, tramite i nuovi filmati e le esplorazioni fu compresa la causa della tragedia: le serrande di sicurezza, contorte dall&#8217;esplosione della mina, si bloccarono in apertura causando l&#8217;allagamento delle strutture interne.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Carl Spencer<\/span><\/strong><\/span><br \/>\n<img decoding=\"async\" class=\" wp-image-46292 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/carl-spencer-239x300.jpg\" alt=\"\" width=\"285\" height=\"357\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/carl-spencer-239x300.jpg 239w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/carl-spencer.jpg 615w\" sizes=\"(max-width: 285px) 100vw, 285px\" \/>Un breve ricordo di Carl Spencer, un esperto esploratore subacqueo <span style=\"color: #000000;\"><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"color: #000000;\">che,<\/span> <span style=\"color: #000000;\">il 29 maggio 2009,<\/span><\/span>&nbsp;<\/span>perse la vita sul Britannic durante le attivit\u00e0 di ripresa all&#8217;interno del relitto per <strong><span style=\"color: #008000;\">National Geographic<\/span><\/strong>. Carl Spencer era un subacqueo tecnico estremamente competente e conosceva molto bene il relitto del Britannic essendo alla sua terza spedizione. L&#8217;incidente accadde per una serie di errori dovuti ad una errata etichettatura di una bombola che lo port\u00f2 a respirare ossigeno a circa 120 piedi. Nonostante i tentativi di salvarlo, il trattamento nella camera iperbarica della nave non ebbe successo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">in anteprima la targa lasciata in ricordo della scoperta del RMS Britannic da parte di Cousteau &#8211; photo credit Aldo Ferrucci<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><strong><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><br \/>\n<\/strong>Alcune delle foto presenti in questo blog sono prese dal web, pur rispettando la netiquette, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l&#8217;autore o chiedere di rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell&#8217;articolo<strong><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 4<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: RELITTI PERIODO: XX SECOLO AREA: OCEANO PACIFICO parole chiave: Britannic , Da Cousteau ad oggi Nel 1975, quasi 60 anni dopo il suo affondamento, il relitto dell&#8217;HMS Britannic fu scoperto ed esplorato da Jacques Cousteau. 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Analista di Maritime Security, collabora con numerosi Centri di studi e analisi geopolitici italiani ed internazionali. Ricercatore subacqueo scientifico dal 1993, nel 2019, ha ricevuto il Tridente d'oro dell'Accademia delle Scienze e Tecniche Subacquee per la divulgazione della cultura del mare. Fa parte del Comitato scientifico della Fondazione Atlantide e della Scuola internazionale Subacquei scientifici (ISSD - AIOSS).\",\"sameAs\":[\"http:\/\/www.ocean4future.org\"],\"url\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/author\/andrea-mucedola\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Il relitto del HMS Britannic &#8226; OCEAN4FUTURE autore","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/71400","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"Il relitto del HMS Britannic &#8226; OCEAN4FUTURE autore","og_description":"tempo di lettura:  4 minuti. . 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