{"id":71318,"date":"2022-05-28T00:50:46","date_gmt":"2022-05-27T22:50:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=71318"},"modified":"2026-01-09T19:49:36","modified_gmt":"2026-01-09T18:49:36","slug":"impianto-idrico-a-bordo-il-fai-te-a-prova-di-norma-parte-v","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/71318","title":{"rendered":"Impianto idrico a bordo, il fai da te a prova di norma &#8211; parte V"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>ARGOMENTO: NAUTICO<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>PERIODO: XXI SECOLO<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>AREA: DIDATTICA<\/strong><\/span><br \/>\nparole chiave: impianti di bordo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">PRESE A MARE<\/span><\/strong><br \/>\nTroppo spesso sono bistrattate e dimenticate, eppure di \u201cvalvole e prese a mare\u201d si pu\u00f2 affondare! Il sistema presa a mare \u00e8 composto generalmente da passa-scafo, valvola, gomiti e T, raccorderia varia. Si commercializzano maggiormente in Ottone commerciale, Ottone DZR (marcato CR), Bronzo e in plastica rinforzata (dalle francesi Randex alle neozelandesi Trudesign e le Marelon-Forespar) o anche rinforzate con fibre di vetro. <strong><span style=\"color: #008000;\">Non esiste alcuna certificazione ufficiale che definisce questi componenti come materiali nautici.<\/span> <span style=\"color: #008000;\">Le prese a mare costruite in ottone commerciale, piuttosto che con leghe resistenti alla corrosione, possono essere molto pericolose.<\/span> <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo standard di riferimento per prese a mare e passa-scafi (small craft &#8211; Seacocks, through-hull e fittings), principali componenti del sistema di aspirazione e scarico a bordo dell\u2019impianto idraulico \u00e8 l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">ISO 9093-1 del 1994<\/span><\/strong>. I cantieri produttori e i fornitori si limitano secondo questo standard di riferimento a dichiarare che i requisiti raccomandati per i raccordi metallici passanti dell&#8217;acqua sanitaria e non (dolce e salata) utilizzata in imbarcazioni fino a 24 m di lunghezza, sono: \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">I materiali devono essere resistenti alla corrosione ed entro un tempo pari a cinque anni, non deve manifestare alcun difetto che possa mettere in pericolo la tenuta, la forza o la funzione<\/span><\/strong>\u201d. Si intuisce quindi una scadenza o un invito ad un rinnovo quinquennale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Che fare allora?<\/span><br \/>\n<\/strong><\/span>Il problema \u00e8 sempre lo stesso. Preferite sostituire il chartplotter con l\u2019ultimo ritrovato touch o montare un bow truster per poter manovrare in porto con pi\u00f9 facilit\u00e0 o spendere la stessa cifra per la sicurezza, anche se preventiva, della vostra barca?<br \/>\nIn bronzo CB491K, ottone CW617N, ottone DZR o CR, che siano \u201cGuidi\u201d o \u201cMaestrini\u201d o altro, <strong><span style=\"color: #008000;\">se cambiano colore e diventano molto rossi e marroni meglio sostituirli<\/span><\/strong>. In acciaio 316L \u00e8 pi\u00f9 complicato valutare il deterioramento. La nuova \u201cplastica rinforzata\u201d \u00e8 considerata quasi indistruttibile; all\u2019estero \u00e8 molto usata e in Italia si comincia ad apprezzarla sempre pi\u00f9 in sostituzione all\u2019ottone commerciale, all\u2019acciaio ma non ancora dell\u2019ottone CR e ancor meno del Bronzo.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La valvola a sfera (note come a saracinesca), che sia metallica o materiale composito, \u00e8 <strong><span style=\"color: #008000;\">sempre costituita da una sfera forata la cui tenuta \u00e8 realizzata da due guarnizioni in materiale sintetico<\/span><\/strong>. Il bloccaggio della valvola \u00e8 causato nella maggior parte delle volte, dalle incrostazioni che si formano sulla superficie della sfera, impedendole di ruotare liberamente tra le due tenute.<strong><span style=\"color: #008000;\">&nbsp;\u00c8 quindi buona norma aprire e chiudere frequentemente la valvola, pulendola, come migliore manutenzione.<\/span> <\/strong>Attenzione ai <strong><span style=\"color: #008000;\">portagomma<\/span><\/strong>, che siano integri alla vista non basta, spesso si sbriciolano come una fetta biscottata nel tentativo di sfilare un tubo. Occhio!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">POMPA A PEDALE<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nE\u2019 la pompa azionata da una leva. In commercio ve ne sono di tanti modelli e di diversa portata (9-12- 15 litri al minuto o pi\u00f9). Sono in materiale plastico e hanno una durata veramente lunga e si trovano ancora funzionanti su barche di 30 \u2013 40 anni, ma come ogni cosa, anche questa va controllata periodicamente per averla sempre efficiente.<br \/>\nLe vecchie pompe a pedale sono di una semplicit\u00e0 estrema essendo costituite da una valvola unidirezionale in ingresso, una in uscita e una camera con membrana che \u00e8 mossa, all&#8217;esterno, da una leva che finisce sul pedale. L&#8217;unica possibilit\u00e0 di perdita \u00e8 la rottura della membrana a parte un cattivo serraggio dei raccordi in ingresso ed uscita. Il meccanismo interno si smonta svitando tutte le viti davanti e dietro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Attenzione perch\u00e9 c&#8217;\u00e9 una forte molla all&#8217;interno e una volta aperto si possono sostituire tutte le parti in gomma di ricambio acquistabili in kit (vedi Whale o similari)<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 consigliabile il montaggio a bordo di almeno una pompa a pedale. Risolve il problema dell\u2019acqua in caso di guasti elettrici o meccanici all\u2019autoclave. Consente di economizzare acqua e corrente e di evitare a chi dorme il rumore, anche se lieve, della fastidiosa pompa elettrica, peggio ancora se ad intermittenza! Queste sono le cose semplici e robuste che non si rompono mai, gradite specialmente in barca!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">SERBATOIO ACQUE NERE<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nSemplici contenitori, wc chimici da camper, con maceratore incorporato, in acciaio, in polietilene da 10 litri, da 50 litri o pi\u00f9 sono le \u201cscatole nere\u201d dell\u2019impianto a norma UE. Dal 2017 la nuova direttiva 2013\/53\/UE ha introdotto l&#8217;obbligo per le nuove costruzioni di collegare i servizi igienici solo a serbatoi per le acque nere. Requisito essenziale ai fini dell\u2019immissione in commercio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Tutto l\u2019usato che naviga e galleggia come si deve comportare?<\/span> <\/strong>Non c\u2019\u00e8 obbligo di dotarsi di serbatoi acque nere e di adeguarsi ma in alcune coste bagnate dal Mediterraneo e nostre mete estive (per esempio la Turchia) \u00e8 vietato severamente sia in rada che nelle marine l\u2019utilizzo di scarichi diretti. La convenzione <span style=\"color: #008000;\"><strong>MARPOL 73\/78<\/strong><\/span> sulla prevenzione dell\u2019inquinamento marino, prevede lo scarico a mare di acque grigie e nere a determinate condizioni. <strong><span style=\"color: #008000;\">Il decreto legge 182 del 24.06.2003 e la direttiva n\u00b0 6759 del 19 luglio 2005 regolano la materia per le unit\u00e0 da diporto omologate per il trasporto di meno di 15 persone a bordo<\/span><\/strong> (ovvero un p\u00f2 tutti i diportisti). A tutte le unit\u00e0 da diporto c\u2019\u00e8 il divieto di effettuare scarichi a mare dai servizi igienici di bordo nell\u2019ambito dei porti, degli approdi e presso gli ormeggi dedicati alla sosta delle imbarcazioni, nonch\u00e9 entro il limite delle spiagge frequentate dai bagnanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Tutte le unit\u00e0 da diporto esistenti e quelle nuove omologate per il trasporto di un numero di persone inferiore a 15 e dotate di servizi igienici, possono effettuare lo scarico in mare dei liquami (solo se non trattati a norma Marpol) soltanto oltre il limite delle tre miglia dalla costa, in navigazione con rotta fissa ed alla massima velocit\u00e0 consentita.<\/span> <\/strong>Le unit\u00e0 omologate al trasporto di pi\u00f9 di 12 persone hanno anche l\u2019obbligo di notifica dei rifiuti prodotti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Obiettivo del decreto era di provvedere all\u2019installazione su tutto il territorio nazionale (porti e marine) di sistemi adeguati dove le unit\u00e0 da diporto avrebbero potuto smaltire i loro \u201crifiuti organici\u201d di bordo. Siamo dunque ancora tutti fuori legge se in rada, all\u2019ormeggio o in marina (che paghiamo cara) proviamo ad usare i nostri wc e scaricare in mare direttamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Dovremmo ogni volta allontanarci di 3-4 miglia per far pip\u00ec o disfarsi dei propri liquami?<\/span><br \/>\n<\/strong>Nonostante scienziati siano concordi nel riconoscere al mare la capacit\u00e0 di riciclare completamente i liquami, sia grigi che neri (se assolutamente organici e adeguatamente prodotti senza \u201cintrusi\u201d), in realt\u00e0 questa \u00e8 una questione ancora aperta.&nbsp;<strong><span style=\"color: #008000;\">Il buon senso e la buona educazione dovrebbero naturalmente farci riflettere se poterlo fare o meno in una rada alla ruota con bagnanti che ci nuotano intorno.<\/span> <\/strong>I decreti obbligano allo Stato e ai concessionari l\u2019installazione ramificata di questa nuova \u201craccolta differenziata\u201d ma siamo ancora in alto mare se non per rarissime eccezioni. Chi a bordo ha una cassa nera, non la usa o non sa come usarla per mancanza del servizio di raccolta. Si bypassa o addirittura si smonta e si ricava un gavone libero, \u00e8 il gioco \u00e8 fatto. Per questo motivo evito di raccontare pregi e difetti di questo impianto a prova di ambiente ancora non molto usato. Una cosa per\u00f2: vanno tenuti vuoti e puliti, s\u2019intasano con una certa facilit\u00e0, e poi diventano motivi di spurgo e questioni sporche da risolvere!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">PROBLEMI E PRECAUZIONI<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nSe l\u2019autoclave non si spegne automaticamente dopo un p\u00f2 di tempo che si \u00e8 chiuso il rubinetto, orientativamente intorno ai 10-20 secondi (escludendo il tempo per riempire un eventuale polmone), significa che qualcosa non funziona. Il circuito perde, il pressostato si \u00e8 rotto, i serbatoi dell\u2019acqua sono vuoti o bucati. In questi casi se c\u2019\u00e8 una perdita di pressione nel circuito bisogna solo esaminarlo tutto e, spesso, l\u2019inconveniente si risolve stringendo una fascetta inox allentata, il flessibile della doccia che perde o una cartuccia del miscelatore a fine vita! <strong><span style=\"color: #008000;\">Se invece \u00e8 il pressostato che non funziona<\/span><\/strong>, si pu\u00f2 temporaneamente bypassarlo staccando i fili o cortocircuitandoli (senza staccarli dato che \u00e8 un interruttore a \u201cpressione\u201d) e la pompa funzioner\u00e0 in continuo &#8230; oppure togliendo il coperchio e provare a forzare i contatti a mano o ancora, molto meglio, usare le tradizionali e fidate pompe a pedale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Non ultimo, quali sono i 15 attrezzi utili da avere a bordo per una manutenzione base di idraulica a bordo?<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nTaglia tubi, fresa per rubinetti (per spianare la sede delle guarnizioni dei rubinetti), set di cacciaviti (testa piatta e a croce ), pinza per dadi (pappagallo), pinza a scatto, metro, set di lime, teflon, canapa e pasta verde, pinza per sifoni, sturalavandino (a ventosa o a molla), chiavi inglesi dalla 5 alla 28 mm, forbici robuste, silicone e pistola, seghetto per metalli, taglierino e spazzola setole metallo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">&#8220;Meno comodit\u00e0 si hanno, meno bisogni si hanno. Meno bisogni si hanno e pi\u00f9 si \u00e8 felici&#8221; <\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">Jules Verne&nbsp;<\/span><\/strong> \u2026 <strong><span style=\"color: #008000;\">Buon Vento!<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Sacha Giannini<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/71302\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/71306\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-15 maxbutton maxbutton-parte-iii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/71308\"><span class='mb-text'>PARTE III<\/span><\/a><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-16 maxbutton maxbutton-parte-iv\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/71313\"><span class='mb-text'>PARTE IV<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-17 maxbutton maxbutton-parte-v\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/71318\"><span class='mb-text'>PARTE V<\/span><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore&nbsp; e le fonti o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: NAUTICO PERIODO: XXI SECOLO AREA: DIDATTICA parole chiave: impianti di bordo . PRESE A MARE Troppo spesso sono bistrattate e dimenticate, eppure di \u201cvalvole e prese a mare\u201d si pu\u00f2 affondare! 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