{"id":71308,"date":"2022-05-14T00:03:12","date_gmt":"2022-05-13T22:03:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=71308"},"modified":"2026-01-09T19:43:37","modified_gmt":"2026-01-09T18:43:37","slug":"impianto-idrico-a-bordo-il-fai-te-a-prova-di-norma-parte-iii","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/71308","title":{"rendered":"Impianto idrico a bordo, il fai da te a prova di norma &#8211; parte III"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 4<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>ARGOMENTO: NAUTICO<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>PERIODO: XXI SECOLO<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>AREA: DIDATTICA<\/strong><\/span><br \/>\nparole chiave: impianti di bordo<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il PRESSOSTATO<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nE&#8217; un dispositivo che apre e chiude un contatto elettrico, sulla base della pressione presente e che di solito viene tarata di fabbrica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">E\u2019 parte del corpo della pompa e insieme prendono il nome di<\/span> <span style=\"color: #008000;\">autoclave<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ha la funzione di chiudere il circuito elettrico alla diminuzione di pressione nell\u2019impianto (quando si apre un rubinetto) e di riaprirlo quando raggiunge la pressione di esercizio (chiusura del rubinetto).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\"><strong>Il BOILER<\/strong><\/span><br \/>\nE\u2019 indispensabile per avere acqua calda a bordo. Realizzato in metallo zincato, oppure in acciaio inox \u00e8 sempre rivestito di materiale coibentante per trattenere il calore. La forma \u00e8 solitamente cilindrica o rettangolare da 20 a 50 litri si trovano quasi su tutte le barche dai 30 piedi in su. Dotato di un termostato, di una valvola di non ritorno che impedisce all\u2019acqua calda di rientrare nell\u2019impianto di quella fredda e di una valvola di sicurezza e di sfiato per la sovrappressione. Il boiler nautico o scalda acqua \u00e8 bivalente, costituito da due sistemi alternativi indipendenti per il riscaldamento dell\u2019acqua. Oltre alla nota resistenza elettrica alimentata a 220 Volt come quello di casa, \u00e8 presente al suo interno una serpentina di tubo in acciaio inox o di rame, alla quale \u00e8 collegato il circuito di raffreddamento del motore che scalda velocemente l\u2019acqua nel boiler. Questo sistema \u00e8 l\u2019ideale per ottenere acqua calda velocemente sfruttando l\u2019uso dell\u2019entrobordo e in qualunque parte ci troviamo, oltre che avere un miglior rendimento nel circuito di raffreddamento del motore. Il tubo che porta acqua fredda al boiler deve essere collegato a questo tramite una valvola di non ritorno. E\u2019 opportuno che sia previsto anche un sistema di by-pass come due semplici rubinetti all\u2019uscita del motore sui due tubi diretti allo scambiatore del boiler. Escludere il boiler dal circuito del motore \u00e8 molto utile quando non si desidera acqua calda, per sostituirlo in caso di rottura senza svuotare l\u2019impianto e perdite di liquido refrigerante o per qualsiasi altro problema.<br \/>\nIl boiler collegato al motore ha delle problematiche che spesso si avvertono durante il primo periodo dopo la sua installazione. Livelli di liquido refrigerante improvvisamente diminuire o cicalini di temperatura cantare!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Che succede veramente?<\/span><\/strong><br \/>\nSpesso il problema \u00e8 nel giusto equilibrio di diverse altezze tra boiler, motore e vaschetta del liquido. Queste&nbsp; spiacevoli e improvvise stranezze a bordo ai manifestano, per il principio dei vasi comunicanti, o perch\u00e9 il circuito \u00e8 molto lungo (boiler distante dal vano motore senza aver fatto un accurato spurgo di aria) o per una serpentina interna fessurata (attenzione perch\u00e9 il liquido passa nell\u2019acqua ed \u00e8 altamente tossico) o ancora perch\u00e9 semplicemente, dopo aver installato un nuovo Raritan o un commerciale Quick, Isotemp, non abbiamo riempito bene il circuito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Cosa pu\u00f2 accadere?<\/span><br \/>\n<\/strong><\/span>Si pu\u00f2 svuotare l\u2019impianto e spargere per mezza barca litri di liquido refrigerante che poi dovremo tirare su. Tutto perch\u00e9 non abbiamo verificato le altezze tra rubinetto, scarico, scambiatore e boiler (o che non sapevamo che il liquido \u00e8 in comune!). Possibilmente bisogna montare il boiler pi\u00f9 in basso dello scambiatore di calore del motore che, per gravit\u00e0, si carica di \u201cparafl\u00f9\u201d. Se \u00e8 pi\u00f9 alto o sullo stesso piano dello scambiatore ci sar\u00e0 probabilmente bisogno di un vaso di espansione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"font-size: 18pt;\">Questo collegamento tra liquido refrigerante e boiler-motore non aumenta i rischi di rottura dell&#8217;impianto?<\/span><br \/>\n<\/span><\/strong> Se si verifica una perdita nella serpentina del boiler sarebbe l&#8217;intero impianto di raffreddamento a guastarsi con conseguente blocco del motore per surriscaldamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Si pu\u00f2 accettare un rischio del genere?<\/span><br \/>\n<\/strong><\/span>Se abbiamo l&#8217;accortezza di avere un sistema che <strong><span style=\"color: #008000;\">isoli<\/span><\/strong> il boiler (ovvero i rubinetti) dal motore per gestire il suo utilizzo, riduciamo il rischio. Durante una smotorata, con rubinetti aperti per una doccia calda serale, si guasta la serpentina, nessuno lo nota, e si fanno danni. Noi ci insaponiamo con un p\u00f2 di glicole propilenico e il motore comincia ad allarmarci con cicalini vari. Si accetta il rischio (casi rari) per avere anche l\u2019idea che non ci manca niente a bordo, come a casa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Come posizionarlo, in orizzontale, verticale, capovolto?<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nNon \u00e8 solo questione di spazio ma esiste una regola ben precisa e non si rigira come vogliamo. <strong><span style=\"color: #008000;\">L&#8217;ingresso (fredda) va in basso, l&#8217;uscita (calda) pi\u00f9 in alto della fredda (rispetto alla gravit\u00e0 terrestre)<\/span><\/strong>. I boiler ad accumulo sfruttano questa semplicissima propriet\u00e0 fisica che l&#8217;acqua calda tende ad andare verso l&#8217;alto &#8220;galleggiando&#8221; sull&#8217;acqua pi\u00f9 fredda! Diversamente mischiamo solo dell&#8217;acqua, si scalda lo stesso ma senza una buona riserva di calda. La forma, configurazione, posizionamento di un boiler \u00e8 studiato per avere il miglior rendimento, con delle posizioni obbligate per il montaggio. Raccordiamo dunque l&#8217;ingresso dell&#8217;acqua fredda sul fondo e quello dell&#8217;uscita sul cielo del serbatoio, oppure invertiamo entrata con uscita!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Quali operazioni di manutenzione periodica andrebbero fatte?<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">Salvaguardate la<\/span><\/strong> <strong><span style=\"color: #008000;\">resistenza elettrica e settate il termostato ad una temperatura intorno ai 60 gradi<\/span><\/strong>, <span style=\"color: #008000;\"><b>perch\u00e9<\/b><\/span>&nbsp;<strong><span style=\"color: #008000;\">questo diminuisce molto la produzione di calcare<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Attenzione<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nCon acqua stagnante all\u2019interno del boiler, come nei serbatoi ed a temperature comprese nell\u2019intervallo di proliferazione batterica ottimale (20-50\u00b0C), c&#8217;\u00e8 il rischio <strong><span style=\"color: #008000;\">salmonellosi e legionellosi<\/span><\/strong>.<br \/>\nDopo un fermo prolungato, <strong><span style=\"color: #008000;\">fate sempre dei cicli di svuotamento sia del boiler che dei serbatoi<\/span><\/strong>. Quindi il motore ed il sistema a scambiatore, ad esso collegato, sanificher\u00e0 il tutto raggiungendo temperature oltre 80 gradi ed uccidendo batteri e odori. <strong><span style=\"color: #008000;\">Per iperclorazione o shock termico vanno comunque sempre aperti tutti i rubinetti per alcuni minuti.<\/span><\/strong><br \/>\nAltra cosa da fare \u00e8 vuotare in inverno (specie nel nord adriatico) <strong><span style=\"color: #008000;\">i serbatoi dell&#8217;acqua dolce e il boiler per evitare che ghiaccino e, dilatandosi, spacchino tutto, Non dimentichiamoci di <\/span><\/strong>&nbsp;<strong><span style=\"color: #008000;\">lasciare i rubinetti aperti.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Fine III parte &#8211; continua<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Sacha Giannini<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/71302\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/71306\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-15 maxbutton maxbutton-parte-iii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/71308\"><span class='mb-text'>PARTE III<\/span><\/a><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-16 maxbutton maxbutton-parte-iv\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/71313\"><span class='mb-text'>PARTE IV<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-17 maxbutton maxbutton-parte-v\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/71318\"><span class='mb-text'>PARTE V<\/span><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore e le fonti o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 4<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . 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