{"id":71302,"date":"2022-05-02T00:05:49","date_gmt":"2022-05-01T22:05:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=71302"},"modified":"2026-01-09T19:45:27","modified_gmt":"2026-01-09T18:45:27","slug":"impianto-idrico-a-bordo-il-fai-te-a-prova-di-norma-parte-i","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/71302","title":{"rendered":"Impianto idrico a bordo, il fai da te a prova di norma &#8211; parte I"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: NAUTICA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: DIDATTICA<\/span><\/strong><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">parole chiave: Imbarcazioni<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Qual \u00e8 l\u2019impianto idrico ideale?<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nQuesta \u00e8 una domanda che non ha una risposta unica, e potremmo rispondere dipende dall\u2019uso e dalla \u201cvita di bordo\u201d che si fa. Quello che \u00e8 certo \u00e8 che <strong><span style=\"color: #008000;\">ogni barca nasce con una sua identit\u00e0 impiantistica ben precisa<\/span><\/strong>. Spesso viene tradita da una successiva personalizzazione \u201cself made\u201c che inevitabilmente ne modifica le prestazioni e altera l&#8217;idea originale per cui fu sviluppata secondo ben precisi criteri progettuali e normativi, discutibili o meno.<\/p>\n<figure style=\"width: 741px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/idrico-0.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 idrico-0.jpg\" width=\"741\" height=\"245\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">photo credit @Sacha Giannini<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">In campo terrestre ed edilizio le certificazioni e le \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">dichiarazioni di conformit\u00e0 impianti<\/span><\/strong>\u201d (oggi chiamate <strong><span style=\"color: #008000;\">DiCo<\/span><\/strong> e regolate dal <strong><span style=\"color: #008000;\">DM 37\/08<\/span><\/strong>) assumono ruoli primari in qualsiasi intervento di coinvolgimento impiantistico come nelle trattative d\u2019acquisto. Sono obblighi di legge, non consigli.&nbsp;Siamo controllati in ogni passo nell\u2019uso e consumo della nostra casa! Per i nostri Yachts e cabinati, cos\u00ec ben dotati di comode \u201c utenze domestiche\u201d, \u00e8 riservato invece un trattamento \u201cnon terrestre&#8221;. Non esistono obbligatoriet\u00e0 di prescrizioni e certificazioni nelle attivit\u00e0 manutentive post-vendita, tranne eccezioni strutturali, modifiche sostanziali in carena e motore. Il resto sono pi\u00f9 calorose raccomandazioni e in alcuni casi difficilmente reperibili o consultabili se non addirittura a pagamento. Figuriamoci comprarle, meglio cambiare bandiera!<\/p>\n<figure style=\"width: 762px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/idrico-1.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 idrico-1.jpg\" width=\"762\" height=\"368\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">photo credit @Sacha Giannini<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Cosa accade in mare allora?<\/span><\/strong><br \/>\nIn campo nautico lavori e lavoretti impiantistici a bordo sono spesso di \u201cattivit\u00e0 libera\u201d e il pi\u00f9 delle volte indisciplinata! Nonostante molti sistemi impiantistici sono \u201ca vista\u201d ed esposti maggiormente a danneggiamenti, manipolazioni, usura e controlli rispetto al \u201csotto traccia\u201d dell\u2019edilizia, \u00e8 assente una regolamentazione tecnica e una disciplina sanzionatoria. Almeno per gli yachts non \u201cin classe\u201d, i <strong><span style=\"color: #008000;\">registri di classifica RiNa, Lloyd\u2019s, Bureau Veritas<\/span> <\/strong>attestano e certificano apparecchiature, equipaggiamenti e gli impianti essenziali per garantire l\u2019affidabilit\u00e0 e la sicurezza in mare soprattutto per le navi oltre i 24 mt.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal 2017 la nuova <strong><span style=\"color: #008000;\">direttiva 2013\/53\/UE<\/span><\/strong>, abrogando la precedente 94\/25\/CE, ha <strong><span style=\"color: #008000;\">disposto che tutte le nuove unit\u00e0 da diporto fino a 24 mt e i propri componenti progettati (come anche gli impianti) siano soggetti a marcatura CE di conformit\u00e0 alla pertinente normativa europea<\/span><\/strong>. Non \u00e8 solo un passaporto per la commercializzazione europea ma anche un \u201cpunto nave\u201d per ristabilire criteri progettuali, di sicurezza e di inquinamento in mare (come l\u2019obbligo di casse nere per scarichi wc). Oggi nell\u2019attivit\u00e0 cantieristica e manutentiva del diporto e nel \u201cfai da te\u201c, tra improvvisati e pi\u00f9 seri refitting impiantistici (idrico sanitario, elettrico, gas e combustibile) come nella compravendita dell\u2019usato, non \u00e8 richiesto quindi alcun certificato che asseveri l\u2019installazione a regola d\u2019arte.<\/p>\n<figure style=\"width: 614px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/idrico-2.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 idrico-2.jpg\" width=\"614\" height=\"1103\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">photo credit @Sacha Giannini<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019abilitazione di un progettista o dell\u2019installatore stesso, il rilascio di un\u2019attestazione che ne ha regolarizzato lo specifico rinnovo\/modifica, la semplice manleva nella rivendita di usato in \u201cgaranzia\u201d, non sono disposizioni contemplate dal legislatore italiano in ambito nautico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Un controllo di legge, pur generico, in Italia in realt\u00e0 esiste<\/span><\/strong><br \/>\nIn media ogni 5 anni, e si chiama \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">attestato di idoneit\u00e0<\/span><\/strong>\u201d, molti lo chiamano ancora il<strong><span style=\"color: #008000;\"> RiNa<\/span><\/strong>. E\u2019 il <strong><span style=\"color: #008000;\">certificato di sicurezza che ogni yacht privato battente bandiera italiana deve avere tra i documenti obbligatori a bordo e attesta che si pu\u00f2 (ancora) navigare!<\/span><\/strong><br \/>\nChe si tratti di rinnovo, convalida o rilascio l\u2019ente certificatore attraverso&nbsp; propri ispettori controlla se tutto, o in parte, \u00e8 conforme all\u2019uso. Sono davvero minime le prescrizioni da rispettare per continuare a navigare in regola, nonostante il popolo navigante \u00e8 offeso e oltraggiato da questa tassa (perch\u00e9 cos\u00ec viene vissuta), rifugiandosi spesso nell\u2019immunit\u00e0 estera. Ma guardiamo oltre il tributo (in media poche centinaia di euro ogni 5 anni per un 40 piedi) e come un\u2019occasione per fare da soli controlli approfonditi e \u2026sonni tranquilli in rada. Nello specifico, durante una visita di idoneit\u00e0, il check al sistema idrico sanitario \u00e8 mirato principalmente alla sicurezza, all\u2019accessibilit\u00e0, al funzionamento e all\u2019usura di prese a mare e saracinesche, delle tubolature spiralate (tipo \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">armorvin<\/span><\/strong>\u201d) in aspirazione e scarico, delle fascette stringi tubo (meglio due per lato per scarichi passa scafo) ed eventuali valvole di non ritorno. Si controllano poi trasudi, ossidi o laschi su raccorderie metalliche tipo gomiti, portagomma e riduttori. I pi\u00f9 scrupolosi verificano anche la presenza nella linea di scarico wc di un sifone o semplice collo d\u2019oca sopra la linea galleggiamento, meglio con il \u201cgomito\u201d a toccare il ponte di coperta (e non sotto il lavandino), la tenuta pompa wc e dell\u2019eventuale valvola di non ritorno incorporata (<strong><span style=\"color: #008000;\">sistema Twist&#8217;n&#8217;Lock<\/span><\/strong>) comandata direttamente dalla maniglia, che evita il riflusso &#8230; quasi sempre!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"font-size: 18pt;\">Insomma, tutto questo serve per essere veramente al sicuro?<\/span><br \/>\nIl buon senso, l\u2019esperienza, la salvaguardia della propria incolumit\u00e0 e l\u2019utilizzo comunque di prodotti in commercio collaudati e dotati di marcature CE o di enti certificatori, sono sufficienti? <\/span><span style=\"color: #008000;\">Ognuno di noi \u00e8 certificatore, \u00e8 responsabile di se stesso?<\/span><\/strong><br \/>\nFino a 9,99 mt, si! oltre, no!!! Qui il legislatore italiano ha deciso cautamente di intervenire a proteggerci. Se la barca ha un centimetro in pi\u00f9 o uno in meno rispetto ai dieci, diventa un\u2019 altra \u201ccosa\u201d come se i mari fossero diversi, le onde, le perturbazioni, gli impianti installati, lo scafo e i rinnovi quinquennali (unici minimi controlli di sicurezza previsti nel nostro paese). Noi armatori di imbarcazioni da diporto di 10,01 mt siamo tutti dei potenziali banditi e\/o sprovveduti per non aver imparato nulla dal mare e quindi sottomessi a verifiche di galleggiabilit\u00e0 o di una presunta tale. Se abbiamo ancora la valvola del gpl, l\u2019intercettazione gasolio dalla plancia, il flessibile del gas in validit\u00e0, estintori carichi, che le valvole delle prese a mare si aprano e chiudano e non si sbriciolano come biscotti in mano!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Diversamente se siamo armatori di un natante di 9.99 mt, pi\u00f9 corto di 2 cm, abbiamo imparato tutto e si \u00e8 pienamente consapevoli dell\u2019 importanza della manutenzione e dei guai che ne sono associati in caso di trascuratezza e nessuno ci controlla. Forse trasmettiamo pi\u00f9 fiducia! Distinguiamo la sicurezza da tutto il resto. In mare i componenti impiantistici che causano rischi alla incolumit\u00e0 come l\u2019elettrico, il gas e il combustibile sono particolarmente delicati e, salvo eccezioni, di competenza professionale e non hobbistica. L\u2019impianto idrico sanitario, escludendo prese a mare, passa scafi e tubolature connesse, di fondamentale importanza e di tentato approfondimento normativo, ha un livello di pericolosit\u00e0 minore al punto che, qui, \u00e8 ammesso un p\u00f2 tutto, dal bricolage all\u2019eclettismo creativo!<br \/>\nSi improvvisano schemi idrici e l\u2019uso di materiali variegati di dubbia provenienza. Tubi da giardino giuntati con portagomma per innaffiatoi, filtri di bio-piscine gonfiabili, pompe elettriche recuperate dall\u2019acquario in soffitta, valvole di non ritorno senza \u201candata\u201d e pressostati fuori controllo!&nbsp; Un uomo spesso a casa non capisce \u201cun tubo\u201d e non chiama mai l\u2018idraulico. In barca invece si diventa &#8230; veri uomini!<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Fine I parte &#8211; continua<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Sacha Giannini<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/71302\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/71306\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-15 maxbutton maxbutton-parte-iii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/71308\"><span class='mb-text'>PARTE III<\/span><\/a><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-16 maxbutton maxbutton-parte-iv\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/71313\"><span class='mb-text'>PARTE IV<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-17 maxbutton maxbutton-parte-v\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/71318\"><span class='mb-text'>PARTE V<\/span><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore e le fonti o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: NAUTICA PERIODO: XXI SECOLO AREA: DIDATTICA parole chiave: Imbarcazioni . Qual \u00e8 l\u2019impianto idrico ideale? 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