{"id":71107,"date":"2022-04-01T00:10:23","date_gmt":"2022-03-31T22:10:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=71107"},"modified":"2023-06-29T16:51:10","modified_gmt":"2023-06-29T14:51:10","slug":"71107","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/71107","title":{"rendered":"Oceani extraterrestri"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"font-size: inherit; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<div id=\"pf1\" class=\"dp-page-outer\">\n<div class=\"dp-page-inner\">\n<div id=\"pg-1pf1\" class=\"pf pg-1w0 pg-1h0\">\n<div class=\"pc pg-1pc1 pg-1w0 pg-1h0\">\n<div class=\"c pg-1x0 pg-1y0 pg-1w1 pg-1h1\">\n<div class=\"t pg-1m0 pg-1x3 pg-1h4 pg-1y3 pg-1ff1 pg-1fs1 pg-1fc0 pg-1sc0 pg-1ls0 pg-1ws0\">\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: ASTRONOMIA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: SATURNO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Encelado, Titano, oceani&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una caratteristica essenziale del nostro pianeta \u00e8 la presenza degli oceani che ricoprono la maggioranza della sua superficie. Questi bacini ospitano un gran numero di forme di vita, dai minuscoli organismi monocellulari alle gigantesche balene blu che possono raggiungere i 30 metri di lunghezza. La vita ha colonizzato ogni spazio disponibile degli oceani incluse le fredde acque polari o gli abissi pi\u00f9 profondi. Una variet\u00e0 di forme di vita si sono adattate a sopravvivere nelle condizioni pi\u00f9 estreme come, ad esempio, in prossimit\u00e0 delle emissioni geotermiche di fluidi altamente mineralizzati e caldi che caratterizzano le aree vulcaniche dei fondali oceanici.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Sorgente_idrotermale_oceano_terrestre_NOAA.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Sorgente_idrotermale_oceano_terrestre_NOAA.jpg\" width=\"960\" height=\"621\"><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Black smoker hydrothermal vent (NOAA)<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La vita stessa potrebbe essersi originata sul fondo dei mari primordiali e, in ogni caso, la presenza di acqua liquida sembra essere fondamentale per la sopravvivenza di qualsiasi forma di vita. &nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Oceani di altri mondi<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nFino a pochi anni fa i soli oceani conosciuti erano quelli sulla Terra ma, grazie ai risultati delle sonde automatiche lanciate per esplorare altri corpi del sistema solare, le cose sono molto cambiate. Oggi si hanno prove dell\u2019esistenza di oceani su diversi corpi celesti, in particolare sulle lune di pianeti esterni. Su Marte, le ultime immagini dimostrano che acqua liquida scorreva in passato sul pianeta rosso come evidenziato da una serie di tracce geomorfologiche e dalla presenza di specifici accumuli di sedimenti.&nbsp;Una delle scoperte pi\u00f9 sorprendenti riguarda Encelado e Titano, due delle lune che orbitano attorno a Saturno. Il pianeta ed i suoi satelliti sono stati estesamente studiati dalla <strong><span style=\"color: #008000;\">sonda Cassini-Huygens<\/span><\/strong>, lanciata nel 1997 e rimasta in funzione fino al 2017 prima di venir deliberatamente distrutta bruciando nell\u2019atmosfera di Saturno al fine di evitare possibile contaminazione delle lune che, come vedremo, offrono intriganti possibilit\u00e0 in termini di presenza di vita.<\/p>\n<figure style=\"width: 709px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Enceladus_NASA-709x1024.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Enceladus_NASA-709x1024.jpg\" width=\"709\" height=\"1024\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Encelado &#8211; NASA<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Durante i suoi passaggi in prossimit\u00e0 di Encelado gli strumenti a bordo della sonda hanno identificato degli spettacolari getti di vapore d\u2019acqua e ghiaccio emessi dalla superfice gelata della luna e dispersi nello spazio. Il quantitativo di materiale emesso \u00e8 tale da contribuire alla formazione di uno dei famosi anelli di Saturno, identificato come \u201canello E\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Grazie ad analisi spettroscopiche si \u00e8 scoperto che i liquidi emessi contengono sale e una serie di molecole organiche. Analizzando i parametri orbitali di \u201cCassini\u201d e le immagini di Encelado i ricercatori hanno anche dedotto che le librazioni (una sorta di oscillazioni dell\u2019orbita) del satellite sono dovute alla presenza di una massa liquida interposta tra la superficie congelata e un nucleo roccioso. \u00c8 probabile che esista un oceano salato sotto la copertura dei ghiacci, analogamente a quanto avviene al polo Nord terrestre. Il calore necessario per mantenere l\u2019acqua nel suo stato liquido sarebbe generato da attivit\u00e0 idrotermale in prossimit\u00e0 del nucleo roccioso. Il calore ipogeo di Encelado sarebbe originato dalle enormi frizioni prodotte nel suo nucleo dall\u2019azione gravitazionale di Saturno. In pratica si genererebbero delle maree nella parte solida in grado di deformare in modo consistente le rocce producendo quindi calore per attrito. Le dimensioni di questo oceano extraterrestre sono impressionanti con una profondit\u00e0 stimata in circa 37 Km, comparata alla profondit\u00e0 media degli oceani terrestri di meno di 4 km. &nbsp;Altre differenze importanti riguardano la distribuzione della temperatura. Sulla terra, infatti, le acque ricevono il loro calore dal sole e quindi, in genere, la superficie dei mari \u00e8 pi\u00f9 calda delle zone pi\u00f9 profonde. Su Encelado la situazione \u00e8 opposta, le acque pi\u00f9 superficiali sono infatti le pi\u00f9 fredde essendo a contatto con la superfice ghiacciata del satellite che si mantiene attorno ai meno 200 gradi Celsius.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Enceladus_jet_NASA.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Enceladus_jet_NASA.jpg\" width=\"773\" height=\"451\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Un&#8217;immagine della sonda Cassini della regione dei geyser di Encelado NASA<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019acqua di questo oceano \u00e8 quindi la sorgente dei giganteschi getti di liquido che emergono da fratture nella superfice ghiacciata di Encelado a velocit\u00e0 supersoniche (oltre 1200 km\/h) e si disperdono nello spazio. Una parte del materiale, come abbiamo visto, va a creare l\u2019anello E di Saturno mentre la maggioranza ricade sul satellite come una sorta di neve ricoprendone la superfice che, infatti, \u00e8 estremamente brillante e luminosa riflettendo la, pur debole, luce del sole (a questa distanza il sole \u00e8 cento volte meno luminoso che sulla Terra) come sulla Terra fanno i campi innevati. Lo studio dei materiali emessi da questi getti ha identificato dei nanogranuli di silice che si possono formare solo quando l\u2019acqua interagisce con rocce a temperatura attorno oi 90 gradi Celsius. Questo rafforza l\u2019idea che sul fondo dell\u2019oceani di Encelado vi siamo sorgenti idrotermali analoghe a quelle presenti sui fondali oceanici terrestri. Se questo fosse vero allora vi sarebbero buone probabilit\u00e0 che qualche forma di vita possa essere presente nei mari di Encelado.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/titano-nasa--1024x669.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 titano-nasa--1024x669.jpg\" width=\"1024\" height=\"669\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">NASA\/JPL-Caltech\/University of Nantes\/University of Arizona<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un altro ambiente estremamente interessante \u00e8 stato scoperto su un\u2019altra luna di Saturno, <strong><span style=\"color: #008000;\">Titano<\/span><\/strong>. In questo caso il lander Huygens, separatosi da Cassini, \u00e8 atterrato sul satellite trasmettendo oltre 350 immagini della sua superfice ricoperta da ghiaccio. Come Encelado anche Titano sembrerebbe avere un oceano salato al di sotto della superficie ghiacciata. A differenza di Encelado per\u00f2 la superfice di Titano ospita laghi e fiumi di metano ed etano liquidi ed \u00e8 coperta da una densa atmosfera composta dal 95% di azoto e 5% di metano.<\/p>\n<figure style=\"width: 820px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/titansurfacehuygensnasa.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 titansurfacehuygensnasa.jpg\" width=\"820\" height=\"547\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Un&#8217;immagine della superficie di Titano, ripresa dalla sonda Huygens dell&#8217;Agenzia spaziale europea mentre si tuffava nella densa atmosfera marrone-arancione della luna di Saturno, 14 gennaio 2005&nbsp;&nbsp;Foto: ESA\/NASA\/JPL-Caltech\/Universit\u00e0 dell&#8217;Arizona<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">In alcune aree della luna ci sono delle dune molto simili a quelle del deserto della Namibia in Africa ma invece di essere costituite da sabbia sono create dall\u2019accumulo di particelle di idrocarburi solidi. Titano potrebbe dunque ospitare forme di vita sia nel suo oceano, e queste sarebbero in un certo modo simili a quelle terresti almeno nei loro tratti essenziali, o anche nei laghi e fiumi di idrocarburi liquidi, in questo caso sarebbero totalmente \u201caliene\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le future missioni, in grado di poter penetrare le superficie congelate delle lune, potranno fornirci informazioni utili per la ricerca di vita in questi \u201coceani extraterrestri\u201d.<\/p>\n<\/div>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Giorgio Caramanna&nbsp;<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">immagini <em>NASA images, audio, video, and computer files used in the rendition of 3-dimensional models are permitted for educational or informational purposes, including photo collections, textbooks, public exhibits, computer graphical simulations and Internet Web pages. This general permission extends to personal Web pages <\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a>\n<div class=\"t pg-1m0 pg-1x3 pg-1h4 pg-1y3 pg-1ff1 pg-1fs1 pg-1fc0 pg-1sc0 pg-1ls0 pg-1ws0\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . 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