{"id":71013,"date":"2022-04-07T00:12:31","date_gmt":"2022-04-06T22:12:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=71013"},"modified":"2025-11-11T13:23:47","modified_gmt":"2025-11-11T12:23:47","slug":"i-cannoni-navali-giapponesi-da-460-mm-della-corazzata-yamato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/71013","title":{"rendered":"I cannoni navali giapponesi da 460 mm della corazzata Yamato"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\r\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\r\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\r\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br \/><strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XX SECOLO<\/span><\/strong><br \/><strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: OCEANO PACIFICO<\/span><\/strong><br \/>parole chiave: Marina imperiale giapponese, Yamato, cannoni 460mm<\/p>\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra i cannoni navali pi\u00f9 potenti della seconda guerra mondiale, forse il primo posto spetta di diritto al cannone navale giapponese da 460 mm\/18 inch Tipo 94. Questo cannone era in servizio con le due pi\u00f9 grandi e famose corazzate giapponesi, <strong><span style=\"color: #008000;\">Yamato<\/span><\/strong> e <strong><span style=\"color: #008000;\">Musashi<\/span><\/strong>. Era previsto che sarebbe stato installato sulla terza corazzata della classe Yamato, il <strong><span style=\"color: #008000;\">Shinano<\/span><\/strong>, ma questa fu successivamente trasformato in portaerei per cui non necessitava di artiglieria di quel calibro.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Cannoni straordinari<\/span><\/strong><\/span><br \/>Gli studi e sviluppi del cannone navale da 460 mm furono eseguiti nella pi\u00f9 stretta segretezza dal 1934 al 1939, supervisionati dall&#8217;ingegnere <strong><span style=\"color: #008000;\">S. Hada<\/span><\/strong>, e denominati <strong><span style=\"color: #008000;\">40-SK Mod. 94<\/span><\/strong>. Un segreto cos\u00ec ben custodito che gli americani furono in grado di scoprire il vero calibro dell&#8217;artiglieria delle corazzate di classe Yamato solo dopo la fine delle ostilit\u00e0, credendo fino allora che le corazzate giapponesi pi\u00f9 avanzate fossero armate con cannoni da 406 mm. La loro costruzione avvenne dal 1938 al 1940 quando furono prodotte 27 canne, di cui due destinate alle prove sul campo. Sei installazioni complete di torrette a tre cannoni furono installate sulle <strong><span style=\"color: #008000;\">due corazzate Yamato e Musashi<\/span><\/strong>, mentre le canne rimanenti furono destinate all&#8217;ulteriore armamento della Shimano tipo che, come accennato, non avvenne.<\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/460mm.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 460mm.jpg\" width=\"720\" height=\"424\" \/><\/p>\r\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Batteria principale Yamato 18.1\u201d\/45 Tipo 94; AP 3219#, 2559 fps, portata massima 45.960 iarde a 45 gradi &#8211; la nave era in costruzione al cantiere navale di Kure<a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Yamato%27s_main_battery_guns_18.1%E2%80%9DL45_Type_94.jpg\">Yamato&#8217;s main battery guns 18.1\u201dL45 Type 94.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">I supporti della torretta trinata della corazzata &#8220;Yamato&#8221; pesavano 2510 tonnellate. Se si considera anche il peso delle munizioni si arrivava a 2774 tonnellate, cosa che da solo superava il dislocamento della maggior parte dei cacciatorpediniere durante la seconda guerra mondiale. Per sparare con questi cannoni da 460 mm furono sviluppati proiettili perforanti e incendiari. In seguito, per contrastare la minaccia aerea, furono realizzati proiettili <strong><span style=\"color: #008000;\">San-Shiki Model 3<\/span><\/strong> contenenti ognuno 600 elementi a frammentazione e 996 incendiari che di fatto risultarono di scarsa utilit\u00e0.<\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/800px-San-shiki_dan_explosion.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 800px-San-shiki_dan_explosion.jpg\" width=\"800\" height=\"994\" \/><\/p>\r\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">test di esplosione di un proiettile incendiario di tipo 3 (San-shiki dan) della Marina imperiale giapponese: contenente 996 elementi incendiari che si accendevano per 0,5 secondi dopo l&#8217;esplosione creando un muro di fuoco. Ogni elemento bruciava per cinque secondi a 3000 gradi C, producendo una fiamma lunga circa 5 metri. &#8211; image credit <a style=\"color: #008000;\" href=\"http:\/\/m3i.nobody.jp\/military\/yamatomenu.html\">\u5927\u548c\u578b\u6226\u8266 &#8211; Yamato class battleship (nobody.jp)<\/a><\/span><\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <strong><span style=\"color: #008000;\">proiettile perforante Type 460 da 91 mm<\/span><\/strong> fu il pi\u00f9 pesante (1460 kg) utilizzato nelle battaglie navali della seconda guerra mondiale. Con una velocit\u00e0 iniziale del proiettile di circa 800 metri al secondo, il cannone navale aveva una portata massima di 42 km fino ad un&#8217;altezza massima di 11 km, con una velocit\u00e0 massima di fuoco di 1,5-2 colpi al minuto. La canna poteva assumere angoli di elevazione compresi tra -5 a +45 gradi. \u00a0<\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/460mm-proiettili-710x1024.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 460mm-proiettili-710x1024.jpg\" width=\"710\" height=\"1024\" \/><\/p>\r\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Type 91 <span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">colpo perforante e proiettili.<\/span><\/span> <span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">Sinistra<\/span><\/span>: 41 cm (16.1 inch); destra: 36 cm (14 inch) &#8211; autore Kk8998982<\/span><\/strong> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Type_91_Armor-piercing_shot_and_shell.jpg\">Type 91 Armor-piercing shot and shell.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\r\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: inherit;\">La lunghezza della canna del cannone era di 45 calibri, ovvero pi\u00f9 di 20 metri. I suoi proiettili si distinguevano per la capacit\u00e0 di penetrazione nell&#8217;armatura (un proiettile perforante da 20 mm poteva penetrare 460 mm di armatura verticale). <\/span>I cannoni furono progettati secondo la strategia navale giapponese prevalente, nota come <strong><span style=\"color: #008000;\">Kantai Kessen<\/span><\/strong>, o &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">Dottrina di battaglia decisiva<\/span><\/strong>&#8220;, che presupponeva che il Giappone dovesse vincere una guerra combattendo e vincendo un&#8217;unica e decisiva azione navale. Date le esperienze maturate nei conflitti precedenti, con la Cina nella prima guerra sino-giapponese (1894-1895) e nella guerra russo-giapponese del 1905, dove il Giappone era uscito vittorioso in decisive azioni navali, gli strateghi del Paese del Sol levante ritenevano che avrebbero potuto ottenere lo stesso risultato lampo contro la flotta statunitense del Pacifico. Per &#8220;sconfiggere&#8221; il suo avversario orientale, la marina nipponica si aspettava che nessuna nave potesse eguagliare la potenza di fuoco della classe Yamato.<\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/MARINA-GIAPPONESE-640px-Yamato-onomichi.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 MARINA-GIAPPONESE-640px-Yamato-onomichi.jpg\" width=\"640\" height=\"429\" \/><\/p>\r\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">una bella immagine dei cannoni della Yamato a Onomichi &#8211; autore \u30e1\u30eb\u30d3\u30eb\u00a0<a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Yamato-onomichi.jpg\">Yamato-onomichi.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Queste corazzate furono quindi le pi\u00f9 pesanti e potenti mai costruite, con un dislocamento di quasi 72.000 tonnellate a pieno carico. La corazzata <strong><span style=\"color: #008000;\">Yamato<\/span><\/strong> fu progettata per contrastare la flotta di corazzate numericamente superiore nel Pacifico, quella statunitense. Consegnata alla marina nipponica una settimana dopo l&#8217;attacco di Pearl Harbor ovvero alla fine del 1941, per tutto il 1942 serv\u00ec come nave ammiraglia della flotta e nel giugno 1942 fu nave comando dell&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">ammiraglio Isoroku<\/span> <\/strong>durante la tragica <strong><span style=\"color: #008000;\">battaglia di Midway<\/span><\/strong>. In seguito, all&#8217;inizio del 1943, il suo compito pass\u00f2 alla <strong><span style=\"color: #008000;\">corazzata Musashi<\/span><\/strong> mentre il <strong><span style=\"color: #008000;\">Yamato<\/span><\/strong> continu\u00f2 ad operare in molte battaglie tra le principali basi navali giapponesi di Truk e Kure dove, nel dicembre 1943, fu anche silurata da un sommergibile americano. Sebbene fosse presente alla battaglia del Mar delle Filippine, nel giugno 1944, non partecip\u00f2 allo scontro.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;unica volta in cui la corazzata <strong><span style=\"color: #008000;\">Yamato<\/span><\/strong> spar\u00f2 con i suoi potenti cannoni contro obiettivi di superficie nemici fu nell&#8217;ottobre 1944, quando fu inviata a ingaggiare le forze americane che invadevano le Filippine durante <a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/64204\"><strong><span style=\"color: #008000;\">la battaglia del Golfo di Leyte<\/span><\/strong><\/a>. L\u2019incontro con un gruppo di portaerei di scorta della <strong><span style=\"color: #008000;\">Task Force 77<\/span><\/strong> della Marina degli Stati Uniti, dopo numerosi attacchi aerei americani, convinse il comando imbarcato della sua impossibilit\u00e0 a contrastare la minaccia e si ritir\u00f2.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">In un disperato tentativo di rallentare l&#8217;avanzata alleata, il Yamato fu inviato in una missione di sola andata a Okinawa, nell&#8217;aprile 1945, con l&#8217;ordine di arenarsi e combattere fino alla sua distruzione, proteggendo cos\u00ec l&#8217;isola dall\u2019attacco delle forze statunitensi. La task force giapponese fu per\u00f2 avvistata a sud di Kyushu da sottomarini e aerei statunitensi e il <strong><span style=\"color: #008000;\">7 aprile 1945<\/span><\/strong> fu affondata da bombardieri e aerosiluranti americani con la perdita della maggior parte del suo equipaggio.\u00a0Alla fine i suoi potenti cannoni si dimostrarono inutili contro la minaccia aerea che avrebbe disegnato le specifiche operative del dopoguerra.<\/p>\r\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Andrea Mucedola<\/span><\/strong><\/p>\r\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Fonti<\/span><\/strong><\/span><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong><span style=\"color: #008000;\">Kantai Kessen<\/span> <span style=\"color: #008000;\">L\u2019influenza della Dottrina della battaglia decisiva sul fallimento della strategia difensiva giapponese nella Guerra del Pacifico e sull\u2019Operazione Ketsug\u014d.<\/span> <\/strong><\/em>Relatore Prof. Andrea Revelant \u2013 Correlatore Prof.ssa Sonia Favi &#8211; <a href=\"http:\/\/dspace.unive.it\/bitstream\/handle\/10579\/10460\/854753-1198959.pdf?sequence=2\">Tesi di Francesco Rossi\u00a0<\/a><\/p>\r\n<p><a href=\"http:\/\/www.combinedfleet.com\/460_45.htm\">18.1&#8243;\/45 Gun (combinedfleet.com)<\/a><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><i>Battleships : axis and neutral battleships in World War II,<\/i><\/span><\/strong><i> <\/i><span style=\"color: #000000;\"><i>Garzke William; Dulin Robert, <\/i>\u00a0<\/span>1985 Annapolis, Naval Institute Press<\/p>\r\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\"><i>Naval Weapons of World War Two, <\/i><\/span><\/strong> Campbell John, 1985 Annapolis, Naval Institute Press<\/p>\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">in anteprima <span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">la corazzata giapponese Yamato nelle ultime fasi di costruzione accanto a un grande pontone di allestimento presso la base navale di Kure, Giappone, 20 settembre 1941. La portaerei H\u014dsh\u014d \u00e8 visibile all&#8217;estrema destra.<\/span><\/span> <span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">La nave magazzino Mamiya \u00e8 ancorata al centro.<\/span><\/span> <span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">Notare la torretta del cannone della batteria principale da 460 mm di Yamato e la torretta del cannone della batteria secondaria da 155 mm.<\/span><\/span><\/p>\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a>\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;<\/p>\r\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: STORIA NAVALEPERIODO: XX SECOLOAREA: OCEANO PACIFICOparole chiave: Marina imperiale giapponese, Yamato, cannoni 460mm &nbsp; Tra i cannoni navali pi\u00f9 potenti della seconda guerra mondiale, forse il primo posto spetta di diritto al cannone navale giapponese da 460 mm\/18 inch Tipo 94. 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