{"id":70899,"date":"2022-04-19T00:05:18","date_gmt":"2022-04-18T22:05:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=70899"},"modified":"2023-06-21T14:36:41","modified_gmt":"2023-06-21T12:36:41","slug":"lultimo-duello-il-combattimento-tra-la-css-alabama-e-la-uss-kearsarge-parte-ii","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/70899","title":{"rendered":"L\u2019ultimo duello: il combattimento tra la CSS Alabama e la USS Kearsarge &#8211; parte II"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br><strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XIX SECOLO&nbsp;<\/span><\/strong><br><strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: OCEANO ATLANTICO<\/span><\/strong><br>parole chiave: CSS Alabama, USS Kearsarge<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Passiamo ora agli eventi che portarono al duello tra le due navi. La confederazione non disponeva di una industria navale e con le poche risorse nazionali a disposizione il suo geniale e intraprendente<strong><span style=\"color: #008000;\"> ministro della Marina Stephen R. Mallory<\/span><\/strong> decise di concentrare le scarse risorse disponibili per realizzare delle rudimentali unit\u00e0 corazzate, utilizzabili solo in acque costiere o lungo i corsi d\u2019acqua, atte a difendere i porti e i maggiori fiumi.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/ministro-confederato-Stephen-Mallory.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 ministro-confederato-Stephen-Mallory.jpg\" width=\"605\" height=\"811\"><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Stephen R. Mallory (ca. 1813-1873) fu senatore degli Stati Uniti dalla Florida negli anni &#8217;50 dell&#8217;Ottocento e Segretario della Marina della Confederazione all&#8217;inizio degli stessi anni &#8217;60&#8217; &#8211; Library of Congress Prints and Photographs Division &#8211; <span id=\"creator\" class=\"fn\"><bdi><span title=\"American photographer (circa 1823\u20131896)\">Mathew Benjamin Brady<\/span><\/bdi><\/span>&nbsp; (1822\u20131896) Photograph Collection &#8211; NdR.<a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Stephen_Mallory_-_Brady-Handy.jpg\">Stephen Mallory &#8211; Brady-Handy.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma queste unit\u00e0 avevano una utilit\u00e0 unicamente difensiva. Il ministro <strong><span style=\"color: #008000;\">Stephen R. Mallory<\/span><\/strong> si rese conto che l\u2019unico punto vulnerabile dell\u2019Unione era il suo commercio marittimo; inviando un certo numero di navi corsare contro i suoi mercantili sperava di ottenere un duplice risultato: da una parte provocare un considerevolissimo danno economico, che nel migliore dei casi avrebbe potuto convincere il Nord a limitare le perdite ed accettare la secessione, e dall\u2019altro costringere la marina unionista a utilizzare molte delle sue navi per dare la caccia ai corsari, diminuendo cos\u00ec il numero di quelle disponibili per bloccare le coste e per attaccare le citt\u00e0 e i porti del sud.&nbsp;Per attaccare il naviglio unionista servivano navi costruite esclusivamente per navigare nell\u2019oceano alla massima velocit\u00e0, di basso costo, armate con uno o due cannoni di grande gittata, capaci di rimanere in navigazione per lungo tempo e di ingaggiare o rifiutare il combattimento con le unit\u00e0 nemiche a propria scelta. Navi di questo tipo potevano essere acquisite solo in Europa e in particolare in Gran Bretagna che, dietro la neutralit\u00e0, non nascondeva le sue simpatie per gli stati del Sud.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <strong><span style=\"color: #008000;\">capitano della marina confederata Bulloch<\/span><\/strong>, si rec\u00f2 quindi in Gran Bretagna e ordin\u00f2 due di queste navi. Una di esse fu ordinata al cantiere Laird di Liverpool e fu contraddistinta inizialmente solo con il numero assegnatole dal cantiere, 290. Ufficialmente, lo <strong><span style=\"color: #008000;\">scafo 290<\/span><\/strong>, fittiziamente battezzato <strong><span style=\"color: #008000;\">Enrica<\/span><\/strong>, era destinato al governo spagnolo. Fu varato il 14 maggio 1862 e il 12 giugno effettu\u00f2 la prima navigazione di prova con un equipaggio di ufficiali e marinai britannici. Per mantenere segreta la sua reale destinazione e non violare la neutralit\u00e0 britannica la nave era priva di qualsiasi installazione bellica. Poich\u00e9 per\u00f2 il console unionista a Liverpool aveva compreso che il 290 era destinato al governo confederato, fece pressione affinch\u00e9 il governo britannico lo requisisse. Avvertito del pericolo, Bulloch, con la complicit\u00e0 del cantiere Laird, organizz\u00f2 una nuova uscita di prova con la nave completa di carbone e provviste.&nbsp;Il 29 luglio, sempre con equipaggio inglese, il 290 usc\u00ec in mare: per sviare i sospetti a bordo vi erano numerosi ospiti, comprese molte signore. Appena fuori vista da terra gli ospiti lasciarono la nave e tornarono a terra a bordo di un rimorchiatore, mentre la nave si diresse a Nord e circumnavig\u00f2 l\u2019Irlanda per poi proseguire alla volta delle isole Azzorre, sfuggendo alla sorveglianza di una nave unionista che incrociava nelle acque di Liverpool.<\/p>\n<figure style=\"width: 729px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/CSS_Sumter_2.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 CSS_Sumter_2.jpg\" width=\"729\" height=\"507\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il CSS Sumter precedentemente comandato dal capitano Semmes &#8211; &#8220;The Confederate privateer steamer Sumter, si rifornisce di carbone nelle isole olandesi di Curacoa, nel mare dei Caraibi&#8221; stampa da una fotografia di S.J. Nathans&#8221;, pubblicata su &#8220;Frank Leslie&#8217;s Illustrated Newspaper&#8221;, 24 agosto 1861 U.S. Naval Historical Center Photograph. Photo #: NH 42202 [NdR] <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Css_sumter_h42202.jpg\">Css sumter h42202.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 29 agosto giunse all\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">isola di Terceira<\/span><\/strong>, nell\u2019arcipelago delle Azzorre, dove fu raggiunta dal suo comandante, il <strong><span style=\"color: #008000;\">capitano Raphael Semmes<\/span><\/strong> e dai suoi 24 ufficiali, tutti appartenenti alla Marina confederata. <strong><span style=\"color: #008000;\">Semmes<\/span><\/strong>, come la maggior parte degli ufficiali della marina confederata, aveva servito nella Marina degli Stati Uniti dalla quale aveva dato le dimissioni dopo la secessione degli Stati del Sud. In precedenza Semmes aveva comandato un\u2019altra nave corsara confederata, il <strong><span style=\"color: #008000;\">CSS<\/span><\/strong> <strong><span style=\"color: #008000;\">Sumter<\/span><\/strong>. Contemporaneamente dalla Gran Bretagna giunse il vapore <strong><span style=\"color: #008000;\">Agrippina<\/span><\/strong>, che port\u00f2 il carbone, l\u2019armamento e tutto ci\u00f2 che era necessario per trasformare la nave in una unit\u00e0 da guerra.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il 24 agosto, al largo di Terceira,<\/span> <span style=\"color: #008000;\">Semmes assunse formalmente il comando della nave che entr\u00f2 cos\u00ec a far parte della Marina confederata con il nome di Alabama.<\/span> <\/strong>Era per\u00f2 priva di equipaggio: come sperava 83 marinai britannici scelsero di accettare le ottime condizioni economiche proposte loro e di rimanere a bordo come marinai della Marina confederata. In seguito, Semmes riusc\u00ec a completare l\u2019equipaggio nei porti in cui fece scalo o addirittura arruolando marinai provenienti dagli equipaggi delle navi catturate. Da quel giorno l\u2019Alabama grazie alla sua velocit\u00e0 e all\u2019abilit\u00e0 del suo comandante divenne un vero e proprio \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">terrore dei sette mari<\/span><\/strong>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: inherit;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Raphael Semmes<\/strong><\/span> venne acclamato come eroe in patria e ammirato in Francia e in Gran Bretagna, mentre gli Unionisti lo bollarono come volgare pirata e lo minacciarono, in caso di cattura, di impiccarlo. Nel 1862 la corvetta incroci\u00f2 nell\u2019Atlantico orientale, poi si diresse lungo la costa nord-orientale dell\u2019America del Nord fino a Terranova per poi scendere fino alle Bermuda. Periodicamente il <strong><span style=\"color: #008000;\">CSS Alabama<\/span><\/strong> veniva rifornito di carbone dall\u2019<\/span><strong style=\"font-size: inherit;\"><span style=\"color: #008000;\">Agrippina<\/span><\/strong><span style=\"font-size: inherit;\">. Nel 1863, a gennaio, incroci\u00f2 nel golfo del Messico, dove prest\u00f2 aiuto ad una spedizione confederata destinata alla riconquista della citt\u00e0 texana di Galveston. In questa occasione affront\u00f2 l\u2019unico combattimento che sostenne contro una nave da guerra nordista durante la crociera, affondando in un brevissimo scontro notturno, praticamente unilaterale, l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">incrociatore ausiliario unionista a ruote Hatteras<\/span><\/strong>, un ex vapore mercantile armato.&nbsp;<\/span>Quindi si diresse nell\u2019Atlantico del Sud, davanti alle coste del Brasile, per poi attraversare l\u2019Oceano e sostare alcuni giorni a Citt\u00e0 del Capo, dove l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">incrociatore ausiliario unionista Vanderbilt<\/span><\/strong> la manc\u00f2 per poco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fece poi rotta verso l\u2019Oceano Indiano e giunse fino a Singapore per poi tornare sui suoi passi, eludendo la caccia della corvetta federale Wyoming, e ritornare a Citt\u00e0 del Capo a marzo del 1864. L\u2019Alabama effettu\u00f2 la gran parte della navigazione a vela; l\u2019elica era utilizzata solamente in casi eccezionali, quando una preda si rivelava troppo veloce per essere raggiunta con le sole vele. Dopo 20 mesi di navigazione pressoch\u00e9 ininterrotta la nave e le sue macchine avevano bisogno di un raddobbo completo e di un carenaggio. Semmes decise quindi di rientrare in Europa per ricoverare la nave in un porto amico. Dopo un\u2019ultima puntata al largo del Brasile, il 10 giugno 1864, entr\u00f2 nella Manica e il giorno seguente diede fondo nel porto francese di Cherbourg.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Nel corso della crociera l\u2019Alabama aveva passato in navigazione 534 giorni su un totale di 657, senza mai entrare in un porto confederato.<\/span> <\/strong>Aveva fermato e ispezionato 450 bastimenti, catturando o incendiando 65 mercantili unionisti, per un valore pari a 5 milioni e mezzo di dollari, e prendendo pi\u00f9 di 2.000 prigionieri senza registrare alcuna perdita n\u00e9 nel proprio equipaggio n\u00e9 in quelli delle sue prede. Le conseguenze della sua attivit\u00e0 sul commercio unionista furono drammatiche: i costi dei noli e delle assicurazioni marittime aumentarono enormemente e molti armatori trasferirono le loro navi sotto altre bandiere. L\u2019Alabama e gli altri corsari confederati fallirono per\u00f2 nei loro obbiettivi principali: la Marina unionista distacc\u00f2 ben poche navi per dar loro la caccia e l\u2019Unione non si fece intimorire dalle perdite economiche degli armatori e dei commercianti. Semmes aveva portato l\u2019Alabama a Cherbourg con l\u2019intento di immetterlo in un bacino di carenaggio, ma poich\u00e9 si trattava di un porto militare il comandante del porto doveva ottenere l\u2019autorizzazione dell\u2019imperatore <strong><span style=\"color: #008000;\">Napoleone III<\/span><\/strong>, che si trovava a Biarritz e non sarebbe tornato a Parigi prima di alcuni giorni. Nell\u2019attesa, Semmes sbarc\u00f2 i marinai delle ultime navi unioniste catturate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La notizia dell\u2019arrivo del famoso corsaro era stata immediatamente comunicata a Parigi da dove il telegrafo e i giornali l\u2019avevano diffusa per tutta l\u2019Europa. D\u2019altro canto, il console unionista a Cherbourg non aveva perso tempo a comunicarla all\u2019unit\u00e0 federale pi\u00f9 vicina che era l&#8217;USS Kearsarge, comandata dal <strong><span style=\"color: #008000;\">capitano Winslow<\/span><\/strong>, che si trovava a Flessinga, un porto dell\u2019isola olandese di Walcheren; l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">USS Kearsarge<\/span><\/strong> salp\u00f2 il 12 giugno arrivando davanti a Cherbourg il 14. Entr\u00f2 brevemente nel porto francese, fermandosi per qualche tempo vicino all\u2019Alabama senza per\u00f2 ancorarsi, invi\u00f2 a terra un battello per mettersi in contatto con le autorit\u00e0 militari portuali francesi e poi usc\u00ec nuovamente in mare aperto. Lo stesso giorno <strong><span style=\"color: #008000;\">Semmes<\/span><\/strong>, tramite l\u2019agente confederato e il console unionista, invi\u00f2 a Winslow una nota nella quale dichiarava di sapere che la <strong><span style=\"color: #008000;\">USS Kearsarge<\/span><\/strong> era arrivata a Cherbourg unicamente per imbarcare i prigionieri appena sbarcati dall\u2019Alabama e che sarebbe partita subito dopo. Se invece avesse atteso che finisse di rifornire di carbone, cosa che pensava di fare in uno o al massimo due giorni, il <span style=\"color: #008000;\"><strong>CSS<\/strong> Alabama<\/span> sarebbe uscito dal porto per affrontarlo. <strong><span style=\"color: #008000;\">Si trattava di una vera e propria sfida a duello<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 abbastanza curiosa la dichiarazione di Semmes di ritenere che la nave unionista non avesse intenzione di attaccare l\u2019Alabama oppure di bloccarlo. E\u2019 probabile che si trattasse di una specie di provocazione, di cui peraltro Winslow non aveva alcun bisogno perch\u00e9 gi\u00e0 il giorno precedente aveva comunicato ai suoi superiori la sua intenzione di attaccare l\u2019Alabama qualora fosse uscito dal porto oppure, in caso contrario, di stazionare davanti a Cherbourg per bloccarlo.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Fine parte II &#8211; continua<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Aldo Antonicelli<br><br><\/span><\/strong><\/p>\n<p>in anteprima dipinto del CSS Alabama &#8211; Fonte US Navy&#8217;s&nbsp;<a class=\"external text\" href=\"http:\/\/www.history.navy.mil\/index.html\" rel=\"nofollow\">Naval Historical Center<\/a> &#8211; autore <a class=\"external text\" href=\"https:\/\/www.ibiblio.org\/hyperwar\/OnlineLibrary\/photos\/images\/h85000\/h85593k.jpg\" rel=\"nofollow\">Rear Admiral J. W. Schmidt <\/a><br><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:CSSAlabama.jpg\">CSSAlabama.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/70893\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a>\n<a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/70899\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a>\n<a class=\"maxbutton-15 maxbutton maxbutton-parte-iii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/70903\"><span class='mb-text'>PARTE III<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<div dir=\"auto\">\n<div dir=\"auto\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Note<\/span><\/strong><\/span><\/div>\n<div dir=\"auto\" style=\"text-align: justify;\">[1] Chi avesse letto il libro di Raimondo Luraghi \u201cMarinai del sud\u201d, ricorder\u00e0 forse di avervi visto una pretesa fotografia dell\u2019Alabama. In realt\u00e0 si tratta di un clamoroso errore editoriale: la nave \u00e8 infatti la corvetta unionista Iroquois fotografata verso la fine degli anni \u201960 dell\u2019ottocento [si veda la stessa fotografia a pag. 79 di Canney, cit.]<\/div>\n<div dir=\"auto\">&nbsp;<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql o9v6fnle ii04i59q\">\n<div dir=\"auto\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Bibliografia<\/span><\/strong><\/span><\/div>\n<div dir=\"auto\" style=\"text-align: justify;\">A. Bowcock, \u201cAlabama, Anatomy of a Confederate Raider\u201d, Chatam Publishing, London, 2002<\/div>\n<div dir=\"auto\" style=\"text-align: justify;\">D. L. Canney, \u201cThe Old Steam Navy: Frigates, Sloops and Gunboats, 1815-1885\u201d, Naval Institute Press, Annapolis, 1990.<\/div>\n<div dir=\"auto\" style=\"text-align: justify;\">F.M. Edge, \u201cAn Englishman\u2019s View of the Battle between the Alabama and the Kearsarge\u201d, Randolph, New York, 1864.<\/div>\n<div dir=\"auto\" style=\"text-align: justify;\">R. Semmes, \u201cMemoirs of Service Afloat\u201d, Kelly, Piet &amp; Co, Baltimore, 1869.<\/div>\n<div dir=\"auto\" style=\"text-align: justify;\">A. Sinclair, \u201cTwo Years on the Alabama\u201d, Naval Institute Press, Annapolis, 1989.<\/div>\n<div dir=\"auto\">Library of Congress, Map of the defeat of the Confederate ship Alabama by the U.S. steamer Kearsarge on June 19, 1864, off Cherbourg, France.<\/div>\n<div dir=\"auto\">MUA, CSS Alabama findings Gallery, <a class=\"oajrlxb2 g5ia77u1 qu0x051f esr5mh6w e9989ue4 r7d6kgcz rq0escxv nhd2j8a9 nc684nl6 p7hjln8o kvgmc6g5 cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x jb3vyjys rz4wbd8a qt6c0cv9 a8nywdso i1ao9s8h esuyzwwr f1sip0of lzcic4wl gpro0wi8 py34i1dx\" tabindex=\"0\" role=\"link\" href=\"https:\/\/l.facebook.com\/l.php?u=https%3A%2F%2Fmua.apps.uri.edu%2Falabama%2Falafindproject.html&amp;h=AT3Rd8UySRKHpjmSdFxJvKXaraGIez_D5EbkKiK67XrAhjBuoX29QMwuJmdWKAXY4P9OLLzUFHtXKp7kb0773ds8KHQoqhfXMj_xHFWsJcHSLAGMGPCyS0venpPJ72I9MA&amp;h=AT3Rd8UySRKHpjmSdFxJvKXaraGIez_D5EbkKiK67XrAhjBuoX29QMwuJmdWKAXY4P9OLLzUFHtXKp7kb0773ds8KHQoqhfXMj_xHFWsJcHSLAGMGPCyS0venpPJ72I9MA&amp;__tn__=-UK-R&amp;c[0]=AT3j16sa1QyQt4eTjAuXZmoAiCbUHIIyBaj-vz7pX3ck6ByzaZf4hAHlCs7WRVqtQHfgINXtWAkxnsLoDz6QMbsODx8zwufc-urbGb2k5QIrLWqC6pBjg0EMCol4BqRSEhlnuUjA65aKXb0qs3-fHE_EyQ\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener noreferrer\">https:\/\/mua.apps.uri.edu\/alabama\/alafindproject.html<\/a><\/div>\n<div dir=\"auto\">Naval History and Heritage Command, Sinking of C.S.S. Alabama by U.S.S. Kearsarge, 19 June 1864:<\/div>\n<div dir=\"auto\">&#8211; Report of Captain Winslow, U.S. Navy, commanding U.S.S. Kearsarge, Cherbourg, France, June 19, 1864<\/div>\n<div dir=\"auto\">&#8211; Report of Captain Semmes, C.S. Navy, commanding C.S.S. Alabama. SOUTHAMPTON, June 21, 1864.<\/div>\n<div dir=\"auto\">Official Records of the Union and Confederate Navies in the War of the Rebellion. Series 1, vol. 3 (Washington Government Printing Office, 1896), 59; Supplementary report of Captain Winslow, U. S. Navy, commanding U. S. S. Kearsarge, of the engagement between that vessel and the C. S. S. Alabama. U. S. S. Kearsarge, English Channel, July 30, 1864.<\/div>\n<div dir=\"auto\"><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/div>\n<\/div>\n<div dir=\"auto\">&nbsp;<\/div>\n<div dir=\"auto\">\n<p><a class=\"maxbutton-27 maxbutton maxbutton-un-regalo-per-te\" href=\"https:\/\/www.primevideo.com\/offers\/ref=atv_nb_lcl_it_IT?tag=amazon0e150-21 Italia\"><span class='mb-text'>Una sorpresa per te su Amazon Music unlimited<\/span><\/a>&nbsp;&nbsp; <a class=\"maxbutton-28 maxbutton maxbutton-amazon-prime\" title=\"Scopri i vantaggi di Amazon Prime\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>Scopri i vantaggi di Amazon Prime<\/span><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<div dir=\"auto\">\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: STORIA NAVALEPERIODO: XIX SECOLO&nbsp;AREA: OCEANO ATLANTICOparole chiave: CSS Alabama, USS Kearsarge &nbsp; Passiamo ora agli eventi che portarono al duello tra le due navi. 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