{"id":70893,"date":"2022-04-12T00:10:52","date_gmt":"2022-04-11T22:10:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=70893"},"modified":"2023-06-21T16:31:20","modified_gmt":"2023-06-21T14:31:20","slug":"lultimo-duello-il-combattimento-tra-la-css-alabama-e-la-uss-kearsarge-parte-i","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/70893","title":{"rendered":"L\u2019ultimo duello: il combattimento tra la CSS Alabama e la USS Kearsarge &#8211; parte I"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 9<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XIX SECOLO&nbsp;<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: OCEANO ATLANTICO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: CSS Alabama, USS Kearsarge<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A Cherbourg, citt\u00e0 e porto militare francese sulla Manica, la mattina del 19 giugno 1864 le fortificazioni, i moli, i tetti delle case e le alture che la circondavano erano gremite di persone radunatesi per assistere ad un evento ormai raro, o pi\u00f9 probabilmente unico, nella guerra navale moderna: il combattimento, largamente preannunciato, tra la corvetta <strong><span style=\"color: #008000;\">CSS Alabama<\/span><\/strong>, un famoso corsaro confederato che in due anni di attivit\u00e0 aveva messo in ginocchio il traffico commerciale unionista, e la similare <strong><span style=\"color: #008000;\">corvetta USS Kearsarge<\/span><\/strong>, di stazione in Europa da due anni, che era giunta davanti a Cherbourg non appena il suo comandante era stato informato dell\u2019arrivo dell\u2019Alabama nel porto francese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">All\u2019evento assistette anche un noto fotografo francese attivo a Cherbourg, <strong><span style=\"color: #008000;\">Francois Rondin<\/span><\/strong>, che install\u00f2 la sua macchina fotografica sul campanile di una chiesa e fotograf\u00f2 il combattimento: purtroppo la o le foto che scatt\u00f2 sono andate perdute. I fattori che resero famoso questo combattimento sono molteplici: Si tratt\u00f2 di uno dei pochi scontri navali tra singole unit\u00e0 dell\u2019intera guerra civile americana, (un altro fu l\u2019altrettanto famoso combattimento tra le corazzate USS Monitor e CSS Virginia).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vi furono impegnate due tra le pi\u00f9 moderne unit\u00e0 a vapore in legno non corazzate che rappresentavano quanto di meglio avessero prodotto la tecnologia e la cantieristica navale statunitense da una parte e quella britannica dall\u2019altra e che erano dotate delle pi\u00f9 moderne artiglierie. Si tratt\u00f2 di uno scontro che fu preceduto dall\u2019invio di un vero e proprio \u201ccartello di sfida\u201d da parte del comandante confederato al suo collega unionista, un modo di combattere destinato a passare rapidamente nell\u2019oblio di fronte all\u2019evolversi della guerra moderna sempre pi\u00f9 tecnologica. Infine la fama dell\u2019unit\u00e0 confederata: l\u2019Alabama era stata destinata dal governo confederato a praticare la guerra di corsa per danneggiare il traffico navale commerciale nemico, cosa che fece con incredibile successo: nel corso di una crociera durata circa 30 mesi cattur\u00f2 o affond\u00f2 pi\u00f9 di 60 navi mercantili unioniste. Le gesta di questa nave, apparentemente imprendibile, avevano suscitato da una parte l\u2019ammirazione dei simpatizzanti della Confederazione e dall\u2019altra l\u2019esecrazione di quelli che invece appoggiavano l\u2019Unione.<\/p>\n<figure style=\"width: 953px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/css-alabama-1-953x1024.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 css-alabama-1-953x1024.jpg\" width=\"953\" height=\"1024\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">La notoriet\u00e0 del combattimento fu tale che anche il pittore francese Edouard Manet lo immortal\u00f2 in un quadro dipinto nel 1865 [in fig. 1].<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: inherit;\">Prima di descrivere lo scontro, esaminiamo le caratteristiche di queste due unit\u00e0. Ambedue appartenevano alla categoria definita nelle marinerie anglosassoni <strong><span style=\"color: #008000;\">sloops-of-war<\/span><\/strong>, una categoria pi\u00f9 assimilabile alle corvette di secondo ordine che agli avvisi delle marinerie mediterranee; erano navi con propulsione mista a vela e a vapore e ad elica, veloci e di medie dimensioni, adatte sia alle lunghe crociere che ad operare in acque costiere, quindi ideali per il pattugliamento, per la difesa o viceversa la guerra al traffico commerciale e per il blocco dei porti e delle coste nemiche. Date le ridotte dimensioni e lo spazio occupato dalle macchine della potenza necessaria per assicurare loro una grande velocit\u00e0 e da una consistente riserva di carbone, avevano un armamento costituito solamente da pochi cannoni collocati sul ponte di coperta. La <strong><span style=\"color: #008000;\">Kearsarge<\/span><\/strong> era stata costruita nell\u2019arsenale della US Navy di Portsmouth, nello stato del Maine, ed era entrata in servizio a febbraio del 1862 per essere subito inviata in Europa per intercettare i bastimenti corsari confederati. L\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">Alabama<\/span><\/strong> invece era stata costruita segretamente per conto della marina confederata dal cantiere britannico Laird di Liverpool, ed era entrata in servizio ad agosto del 1862. A differenza della Kearsarge, che era armata con cannoni di produzione statunitense, l\u2019Alabama era dotata di artiglierie britanniche. <\/span><\/p>\n<figure style=\"width: 1024px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/css-alabama-2-1024x328.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 css-alabama-2-1024x328.jpg\" width=\"1024\" height=\"328\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">La fig. 2, presenta una delle due uniche fotografie note dell\u2019Alabama, scattate quando sost\u00f2 a Singapore ed \u00e8 tratta da A. Bowcock, \u201cAlabama, Anatomy of a Confederate Raider\u201d, Chatam Publishing, London, 2002, [1].<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: inherit;\">La <strong><span style=\"color: #008000;\">CSS <\/span><span style=\"color: #008000;\"><strong>Al<\/strong>abama<\/span><\/strong> era dotata di una macchina a vapore a due cilindri che azionavano un\u2019elica a due pale. Come su quasi tutte le navi a propulsione mista, quando la nave procedeva a sola forza di vele l\u2019elica poteva essere sollevata all\u2019interno dello scafo per non opporre resistenza all\u2019avanzamento e il fumaiolo telescopico veniva abbassato. L\u2019attrezzatura velica era a brigantino a palo, ossia a tre alberi con vele quadre e rande sugli alberi di trinchetto e di maestra, e la sola randa su quello di mezzana. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: inherit;\">La <strong><span style=\"color: #008000;\">USS Kearsarge<\/span><\/strong> apparteneva ad un gruppo di unit\u00e0 impostate dalla US Navy a partire dal 1858 con l\u2019obiettivo di realizzare navi dotate di grande velocit\u00e0, immersione ridotta e armate con i cannoni pi\u00f9 potenti compatibili con le loro dimensioni. Era anch\u2019essa armata a brigantino a palo ma l\u2019attrezzatura velica era pi\u00f9 leggera di quella dell\u2019Alabama: sui primi due alberi portava infatti solo due pennoni anzich\u00e9 tre. Anche la Kearsarge era dotata di una macchina a due cilindri orizzontali ma, a differenza dell\u2019Alabama, era dotato di un\u2019elica a quattro pale non retraibile, ma che poteva essere disconnessa dall\u2019asse motore durante la navigazione a vela. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: inherit;\">Le due unit\u00e0 praticamente si equivalevano: l\u2019Alabama dislocava 1.100 t, era lunga 64 m, aveva una macchina della potenza di 600 HP e raggiungeva una velocit\u00e0 di 13 nodi; i corrispondenti dati della Kearsarge erano 1.040 t, 60 m, 840 HP e 12 nodi.&nbsp; L\u2019introduzione delle macchine a vapore aveva svincolato le navi da guerra dai capricci del vento, ma il grande spazio occupato dalla macchina, dalle caldaie e dai depositi di carbone e il loro peso avevano grandemente ridotto sia lo spazio disponibile per l\u2019armamento che il peso che questo avrebbe potuto avere. Questo problema era particolarmente sentito sulle unit\u00e0 minori, come gli sloops e gli avvisi. La soluzione fu quella di imbarcare solo un piccolo numero di cannoni ma di un calibro elevato, che arrivava anche a 270-280 mm, mentre i cannoni impiegati prima di allora su quel tipo di unit\u00e0 erano da 160 mm circa (30-32 libbre). I cannoni di grosso calibro, oltre ad essere molto ingombranti, erano anche molto pesanti; poich\u00e9 se ne potevano imbarcare solo pochi e la loro lunghezza impediva di sistemarli su entrambe le fiancate, in opposizione l\u2019uno all\u2019altro, dovevano essere collocati lungo l\u2019asse longitudinale della nave, il pi\u00f9 possibile al centro dello scafo per non appesantire la prua e la poppa che, a causa delle linee d\u2019acqua molto affinate non avevano una spinta di galleggiamento sufficiente a sostenere il peso di grosse artiglierie; per poterli utilizzare su entrambe le fiancate con il pi\u00f9 ampio campo di tiro possibile si adott\u00f2 l\u2019affusto a telaio girevole intorno a dei perni mobili il quale, scorrendo su apposite guide di ottone fissate al plancito del ponte, permetteva di mettere in batteria i pezzi alternativamente su una o sull\u2019altra fiancata. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: inherit;\">La movimentazione di questi affusti era effettuata esclusivamente a forza di braccia, anche se con il tramite di paranchi, ed era molto complessa. Se si considera che il cannone da 280 mm della USS Kearsarge pesava pi\u00f9 di 7 tonnellate ed un affusto a telaio circa 1,5 tonnellate, \u00e8 facile immaginare come la manovra di spostamento fosse lunga e laboriosa, e come una volta messo il pezzo in batteria e ingaggiato il combattimento, spostare uno di questi pezzi da una fiancata all\u2019altra fosse un\u2019operazione non molto semplice e non priva di pericolo in presenza di mare mosso. Per assicurare ai pezzi a perno un campo di tiro il pi\u00f9 ampio possibile i normali portelli quadrati erano stati sostituiti da lunghe sezioni rettangolari di impavesata abbattibili, un fatto che se da un lato permetteva un ampio arco di brandeggio dall\u2019altro lasciava estremamente esposti al tiro nemico gli armamenti dei pezzi non pi\u00f9 protetti dalle massicce impavesate.<\/span><\/p>\n<figure style=\"width: 1024px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Dahlgren-adm-cannone-1024x1004.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Dahlgren-adm-cannone-1024x1004.jpg\" width=\"1024\" height=\"1004\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Porto di Charleston, South Carolina. Rear Adm. John A. Dahlgren di fronte al suo cannone sul ponte della USS Pawnee &#8211; U.S. National Archives<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: inherit;\">L\u2019armamento principale della <strong><span style=\"color: #008000;\">USS Kearsarge<\/span><\/strong> era costituito da due cannoni ad anima liscia, del modello progettato dall\u2019ufficiale della marina statunitense <strong><span style=\"color: #008000;\">John Dahlgren<\/span><\/strong>, del calibro di 11 pollici (280 mm), e pesanti 7,2 tonnellate. Esternamente questi pezzi erano completamente lisci e privi delle modanature che all\u2019epoca erano ancora presenti su molti cannoni terrestri e navali; i cannoni Dahlgren avevano una forma particolare detta a \u201cbottiglia di soda\u201d; il loro spessore decresceva progressivamente dalla culatta verso la bocca senza bruschi cambiamenti tenendo conto dei pi\u00f9 recenti studi di balistica interna. <\/span><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/css-alabama-4-1024x737.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 css-alabama-4-1024x737.jpg\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: inherit;\">Nella fotografia scattata da Francois Rondin a bordo della USS Kearsarge pochi giorni dopo la battaglia, vediamo i due cannoni brandeggiati sulla sinistra [fig. 4]; dalle loro dimensioni paragonate alla larghezza della nave \u00e8 possibile rendersi conto perch\u00e9 non si potesse collocarli a coppie sulle fiancate. Sparavano una palla piena del peso di 75 kg oppure una granata sferica pesante 61 kg. L\u2019armamento secondario era costituito invece da 4 cannoni ad anima liscia da 32 lb (162 mm di calibro), pesanti circa 2 tonnellate, collocati due su ciascuna fiancata e da un cannone ad anima rigata ad avancarica da 30 lb (106 mm) collocato sul cassero di prua su affusto a perno. Complessivamente la nave poteva mettere in batteria su una fiancata cinque dei suoi sette cannoni. I due cannoni da 280 mm costituivano un armamento veramente poderoso se si considera che la <strong><span style=\"color: #008000;\">corazzata britannica Warrior<\/span><\/strong>, aveva cannoni del calibro massimo di 203 mm. Per contro, il loro peso li rendeva difficilmente manovrabili in presenza di mare formato. L\u2019armamento principale dell\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">CSS Alabama<\/span><\/strong>, che era di fabbricazione britannica, era anch\u2019esso composto da due cannoni su affusto a telaio: uno era un cannone ad anima liscia da 8 pollici (203 mm), pesante 5,4 tonnellate che lanciava palle da 29 kg e granate da 18 kg. <\/span><\/p>\n<figure style=\"width: 1024px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/css-alabam-5-1024x683.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 css-alabam-5-1024x683.jpg\" width=\"1024\" height=\"683\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">fotografia scattata quando il CSS Alabama si trovava nel porto di Capetown, in Sud-Africa [in fig. 5]<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: inherit;\">Per manovrarlo servivano 18 uomini. Il secondo era invece un pezzo ad anima rigata ad avancarica da 100 libbre progettato dal <strong><span style=\"color: #008000;\">capitano britannico Blakely<\/span><\/strong>. Il calibro era di 176 mm, pesava circa 3,6 tonnellate e sparava proietti di 45 kg oppure granate di 26 kg. L\u2019armamento secondario era costituito da 6 cannoni da 32 libbre su affusti ordinari, tre per fiancata. Tutti i pezzi, sia lisci che rigati, usavano sia palle piene che granate. I cannoni ad anima liscia usavano ovviamente palle e granate sferiche mentre i proietti pieni e le granate del Blakely rigato erano di forma ovoidale. Che fosse lanciata da cannoni lisci o rigati, i danni provocati da una granata che esplodesse all\u2019interno dello scafo di una nave in legno sarebbero stati molto gravi, ma la scarsa affidabilit\u00e0 delle spolette a tempo ne riduceva alquanto la pericolosit\u00e0: esse a volte non si accendevano oppure, se il tempo di accensione non era stato stimato correttamente, una granata poteva anche attraversare da parte a parte una nave, esplodendo innocuamente al di l\u00e0 di essa. Nella fotografia del Dahlgren della Kearsarge si possono vedere davanti al cannone i suoi proietti; al centro una granata, a destra una carica di mitraglia a grappolo e a sinistra il contenitore del cartoccio di una carica di lancio. <\/span><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/css-alabam-6.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 css-alabam-6.jpg\" width=\"850\" height=\"359\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: inherit;\">Nella fig. 6 si vede invece un contenitore di legno, recuperato dal relitto dell\u2019Alabama, individuato ed esplorato nel 1984: esaminato ai raggi X si \u00e8 rivelato essere una delle cassette nelle quali erano conservate le granate sferiche, ancora contenente la relativa granata posta sul suo zoccolo.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Fine I parte &#8211; continua<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Aldo Antonicelli<\/span><\/strong><\/p>\n<p>testo e immagini fornite dall&#8217;autore&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/70893\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a>\n<a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/70899\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a>\n<a class=\"maxbutton-15 maxbutton maxbutton-parte-iii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/70903\"><span class='mb-text'>PARTE III<\/span><\/a>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div dir=\"auto\">\n<div dir=\"auto\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Note<\/span><\/strong><\/span><\/div>\n<div dir=\"auto\" style=\"text-align: justify;\">[1] Chi avesse letto il libro di Raimondo Luraghi \u201cMarinai del sud\u201d, ricorder\u00e0 forse di avervi visto una pretesa fotografia dell\u2019Alabama. In realt\u00e0 si tratta di un clamoroso errore editoriale: la nave \u00e8 infatti la corvetta unionista Iroquois fotografata verso la fine degli anni \u201960 dell\u2019ottocento [si veda la stessa fotografia a pag. 79 di Canney, cit.]&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<div dir=\"auto\">&nbsp;<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql o9v6fnle ii04i59q\">\n<div dir=\"auto\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Bibliografia<\/span><\/strong><\/span><\/div>\n<div dir=\"auto\" style=\"text-align: justify;\">A. Bowcock, \u201cAlabama, Anatomy of a Confederate Raider\u201d, Chatam Publishing, London, 2002<\/div>\n<div dir=\"auto\" style=\"text-align: justify;\">D. L. Canney, \u201cThe Old Steam Navy: Frigates, Sloops and Gunboats, 1815-1885\u201d, Naval Institute Press, Annapolis, 1990.<\/div>\n<div dir=\"auto\" style=\"text-align: justify;\">F.M. Edge, \u201cAn Englishman\u2019s View of the Battle between the Alabama and the Kearsarge\u201d, Randolph, New York, 1864.<\/div>\n<div dir=\"auto\" style=\"text-align: justify;\">R. Semmes, \u201cMemoirs of Service Afloat\u201d, Kelly, Piet &amp; Co, Baltimore, 1869.<\/div>\n<div dir=\"auto\" style=\"text-align: justify;\">A. Sinclair, \u201cTwo Years on the Alabama\u201d, Naval Institute Press, Annapolis, 1989.<\/div>\n<div dir=\"auto\" style=\"text-align: justify;\">Library of Congress, Map of the defeat of the Confederate ship Alabama by the U.S. steamer Kearsarge on June 19, 1864, off Cherbourg, France.<\/div>\n<div dir=\"auto\">MUA, CSS Alabama findings Gallery, <a class=\"oajrlxb2 g5ia77u1 qu0x051f esr5mh6w e9989ue4 r7d6kgcz rq0escxv nhd2j8a9 nc684nl6 p7hjln8o kvgmc6g5 cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x jb3vyjys rz4wbd8a qt6c0cv9 a8nywdso i1ao9s8h esuyzwwr f1sip0of lzcic4wl gpro0wi8 py34i1dx\" tabindex=\"0\" role=\"link\" href=\"https:\/\/l.facebook.com\/l.php?u=https%3A%2F%2Fmua.apps.uri.edu%2Falabama%2Falafindproject.html&amp;h=AT3Rd8UySRKHpjmSdFxJvKXaraGIez_D5EbkKiK67XrAhjBuoX29QMwuJmdWKAXY4P9OLLzUFHtXKp7kb0773ds8KHQoqhfXMj_xHFWsJcHSLAGMGPCyS0venpPJ72I9MA&amp;h=AT3Rd8UySRKHpjmSdFxJvKXaraGIez_D5EbkKiK67XrAhjBuoX29QMwuJmdWKAXY4P9OLLzUFHtXKp7kb0773ds8KHQoqhfXMj_xHFWsJcHSLAGMGPCyS0venpPJ72I9MA&amp;__tn__=-UK-R&amp;c[0]=AT3j16sa1QyQt4eTjAuXZmoAiCbUHIIyBaj-vz7pX3ck6ByzaZf4hAHlCs7WRVqtQHfgINXtWAkxnsLoDz6QMbsODx8zwufc-urbGb2k5QIrLWqC6pBjg0EMCol4BqRSEhlnuUjA65aKXb0qs3-fHE_EyQ\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener noreferrer\">https:\/\/mua.apps.uri.edu\/alabama\/alafindproject.html<\/a><\/div>\n<div dir=\"auto\">Naval History and Heritage Command, Sinking of C.S.S. Alabama by U.S.S. Kearsarge, 19 June 1864:<\/div>\n<div dir=\"auto\" style=\"text-align: justify;\">&#8211; Report of Captain Winslow, U.S. Navy, commanding U.S.S. Kearsarge, Cherbourg, France, June 19, 1864<\/div>\n<div dir=\"auto\" style=\"text-align: justify;\">&#8211; Report of Captain Semmes, C.S. Navy, commanding C.S.S. Alabama. SOUTHAMPTON, June 21, 1864.<\/div>\n<div dir=\"auto\" style=\"text-align: justify;\">Official Records of the Union and Confederate Navies in the War of the Rebellion. Series 1, vol. 3 (Washington Government Printing Office, 1896), 59; Supplementary report of Captain Winslow, U. S. Navy, commanding U. S. S. Kearsarge, of the engagement between that vessel and the C. S. S. Alabama. U. S. S. Kearsarge, English Channel, July 30, 1864.<\/div>\n<div dir=\"auto\"><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/div>\n<\/div>\n<div dir=\"auto\">&nbsp;<\/div>\n<div dir=\"auto\">\n<p><a class=\"maxbutton-27 maxbutton maxbutton-un-regalo-per-te\" href=\"https:\/\/www.primevideo.com\/offers\/ref=atv_nb_lcl_it_IT?tag=amazon0e150-21 Italia\"><span class='mb-text'>Una sorpresa per te su Amazon Music unlimited<\/span><\/a>&nbsp;&nbsp; <a class=\"maxbutton-28 maxbutton maxbutton-amazon-prime\" title=\"Scopri i vantaggi di Amazon Prime\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>Scopri i vantaggi di Amazon Prime<\/span><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<div dir=\"auto\">\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 9<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . 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