{"id":70398,"date":"2022-03-23T00:01:56","date_gmt":"2022-03-22T23:01:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=70398"},"modified":"2023-06-30T17:11:18","modified_gmt":"2023-06-30T15:11:18","slug":"70398","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/70398","title":{"rendered":"Il recupero della capsula spia perduta &#8211; parte II"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 9<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XX SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: OCEANO PACIFICO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Satelliti spia, Trieste, DSV 1<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Si arriv\u00f2 quindi alla fase esecutiva<br \/>\n<\/span><\/strong><\/span>Prima dell&#8217;inizio delle operazioni di recupero furono effettuate prove a terra e in mare per testare la funzionalit\u00e0 della benna e consentire ai membri dell\u2019equipaggio di esercitarsi nel trasferimento della capsula dal <strong><span style=\"color: #008000;\">Trieste II (DSV 1)<\/span><\/strong> alle navi di superficie.<\/p>\n<figure style=\"width: 800px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/7748446342_c8c10aabac_c.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 7748446342_c8c10aabac_c.jpg\" width=\"800\" height=\"639\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il DSV 1 alloggiato nel bacino allagabile del<\/span><\/strong> <strong><span style=\"color: #008000;\">USS White<\/span> <span style=\"color: #008000;\">Sands &#8211; photo credit CIA declassificata&nbsp; <a href=\"https:\/\/www.cia.gov\/readingroom\/collection\/underwater-ice-station-zebra-recovering-secret-spy-satellite-capsule-16400-feet-below\">An Underwater Ice Station Zebra: Recovering a Secret Spy Satellite Capsule from 16,400 feet Below the Pacific Ocean | CIA FOIA (foia.cia.gov) <\/a><a href=\"https:\/\/www.cia.gov\/readingroom\/docs\/1972-05-24.pdf\">1972-05-24.pdf (cia.gov)<\/a><br \/><\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Un&#8217;<\/span><span style=\"color: #008000;\">unit\u00e0 operativa integrata (IOU)<\/span><\/strong><span style=\"color: #000000;\">,<\/span> composta dal <strong><span style=\"color: #008000;\">USS Apache <\/span><\/strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"color: #000000;\">e dal<\/span><\/span>&nbsp;<strong><span style=\"color: #008000;\">USS White<\/span> <span style=\"color: #008000;\">Sands<\/span><\/strong>, una nave ausiliaria di supporto per il DSV 1, lasci\u00f2 San Diego per il sito scelto per le prove &#8220;in mare&#8221;. I primi test furono per\u00f2 deludenti. Il DSV 1, quasi immediatamente dopo l&#8217;immersione, ebbe diversi problemi al sonar, alle fotocamere, ai sistemi di navigazione ed agli impianti elettrici. Giunto sul fondo, il braccio manipolatore mostr\u00f2 notevoli difficolt\u00e0 a lavorare sulla finta capsula. Il problema maggiore fu la mancanza di percezione della profondit\u00e0 all&#8217;esterno dell&#8217;obl\u00f2, cosa che rendeva estremamente difficile manovrare la benna sopra il bersaglio.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/7748444698_2ad2e12696_k-1024x829.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 7748444698_2ad2e12696_k-1024x829.jpg\" width=\"1024\" height=\"829\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">il DSV 1 a bordo della nave supporto, predisposto per il recupero &#8230; notare la benna sul lato&nbsp; sinistro del battello &#8211; photo credit CIA declassificata<a href=\"https:\/\/www.cia.gov\/readingroom\/collection\/underwater-ice-station-zebra-recovering-secret-spy-satellite-capsule-16400-feet-below\">An Underwater Ice Station Zebra: Recovering a Secret Spy Satellite Capsule from 16,400 feet Below the Pacific Ocean | CIA FOIA (foia.cia.gov) <\/a><a href=\"https:\/\/www.cia.gov\/readingroom\/docs\/1972-05-24.pdf\">1972-05-24.pdf (cia.gov)<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Durante le manovre, il cavo del verricello usc\u00ec dalla carrucola e si ruppe facendo cadere la benna. La sua perdita (la benna pesava circa 450 chili) caus\u00f2 una risalita incontrollata del battello subacqueo di circa 400 piedi prima che il suo equipaggio potesse fermare la salita. Ci vollero poi 45 minuti per ritrovare la benna sul fondo ed il bersaglio. Alla fine, incapace di recuperare entrambi gli oggetti con il braccio meccanico, il batiscafo emerse con la benna appennellata verso il basso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo essere rientrati a San Diego per rifornirsi ed effettuare le necessarie modifiche, il gruppo navale ritorn\u00f2 subito in mare ma, ancora una volta, il test non ebbe successo.&nbsp; Questa volta il batiscafo non fu nemmeno in grado di localizzare il bersaglio sul fondo dell&#8217;oceano ed ebbe un nuovo guasto al computer di navigazione, cosa che lo fece emergere a circa cinque miglia dal punto di destinazione. Questo ritardo dell\u2019approntamento incominci\u00f2 a preoccupare la CIA in quanto la nave da ricerca <strong><span style=\"color: #008000;\">USS De Steiguer<\/span><\/strong> stava gi\u00e0 transitando nella zona di ricerca. Dopo una terza prova, sebbene ancora affetta da problemi, fu deciso di far raggiungere comunque la zona di operazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">In zona<\/span><\/strong><br \/>\nIl 20 ottobre, il <strong><span style=\"color: #008000;\">De Steiguer<\/span><\/strong> comunic\u00f2 di aver identificato la capsula sul fondo e di averla fotografata. Giunti in zona, l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">USS Apache<\/span><\/strong> e il <strong><span style=\"color: #008000;\">White Sands<\/span><\/strong> si prepararono per l\u2019operazione ed alle 20:30 il <strong><span style=\"color: #008000;\">White Sands<\/span><\/strong> inizi\u00f2 ad allagare il bacino interno per permettere la messa a mare del DSV 1. Un&#8217;operazione che risult\u00f2 non facile per la presenza di una fastidiosa onda lunga. Mentre l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">USS<\/span> <span style=\"color: #008000;\">Apache<\/span><\/strong> posizionava i <strong><span style=\"color: #008000;\">trasponder subacquei (DOT) <\/span><\/strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"color: #000000;\">necessari per la navigazione del batiscafo,<\/span><\/span> il <strong><span style=\"color: #008000;\">White Sands<\/span> <\/strong>si diresse sulla posizione dove il <strong><span style=\"color: #008000;\">De Steiguer<\/span><\/strong> aveva posizionato un trasponder per contrassegnare la presunta posizione della capsula.&nbsp;Un&#8217;ora e 45 minuti dopo l&#8217;inizio dell&#8217;immersione, il <strong><span style=\"color: #008000;\">DSV 1<\/span><\/strong> si ferm\u00f2 ad una profondit\u00e0 a circa 300 piedi dal fondo. Sebbene avesse scoperto diversi contatti al sonar, il batiscafo non riusc\u00ec ad ottenere&nbsp; nessun contatto visivo e temette di trovarsi in una posizione sbagliata. Dopo numerosi tentativi l&#8217;equipaggio decise di terminare la ricerca ed inizi\u00f2 la risalita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mattina dopo, il tempo cominci\u00f2 a peggiorare e lo fece costantemente nei giorni successivi con raffiche di vento di 30 nodi e moto ondoso con onde alte oltre tre metri (un mare agitato o mare 5). Questo imped\u00ec il recupero del DSV1 che dovette essere preso a rimorchio dall\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">USS Apache<\/span><\/strong> insieme alla stessa nave di supporto. Il 10 novembre l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">USS Apache<\/span><\/strong>, a corto di carburante, fu rilevato dal <strong><span style=\"color: #008000;\">USS Current<\/span><\/strong>. A causa delle avverse condizioni meteorologiche, l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">USS White Sands<\/span><\/strong> e il DSV 1 vennero portati a ridosso sul lato sottovento delle Isole Hawaii. Questo consent\u00ec al batiscafo di essere finalmente recuperato e stivato nel bacino allagabile.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/benna-aperta-credito-CIA.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 benna-aperta-credito-CIA.jpg\" width=\"777\" height=\"598\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">la benna in posizione aperta &#8211; photo credit CIA declassificata <a href=\"https:\/\/www.cia.gov\/readingroom\/collection\/underwater-ice-station-zebra-recovering-secret-spy-satellite-capsule-16400-feet-below\">An Underwater Ice Station Zebra: Recovering a Secret Spy Satellite Capsule from 16,400 feet Below the Pacific Ocean | CIA FOIA (foia.cia.gov) <\/a><a href=\"https:\/\/www.cia.gov\/readingroom\/docs\/1972-05-24.pdf\">1972-05-24.pdf (cia.gov)<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <strong><span style=\"color: #008000;\">contrammiraglio<\/span><\/strong> <strong><span style=\"color: #008000;\">Paul L. Lacy Jr<\/span><\/strong>., comandante delle forze sottomarine della flotta del Pacifico, sugger\u00ec alla CIA di sospendere le operazioni fino ad un miglioramento delle condizioni meteorologiche ma l&#8217;Agenzia richiese di riprovare immediatamente, aumentando se necessario il supporto aggiuntivo della Marina. Vennero quindi assegnati due rimorchiatori, l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">Abnaki<\/span> <\/strong>e il <strong><span style=\"color: #008000;\">Coucall<\/span><\/strong>, per una maggiore flessibilit\u00e0 di impiego nei movimenti dei mezzi. Il 24 novembre il Gruppo navale torn\u00f2 nella zona di operazioni e l&#8217;USS Apache individu\u00f2 tutti i DOT che risultarono ancora tutti funzionanti. A causa del maltempo, l&#8217;immersione fu ritardata fino al 30 novembre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Durante la discesa, l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">equipaggio del DSV 1 (Bartels, Stryker e Taylor)<\/span><\/strong> incontr\u00f2 nuovamente problemi: il sonar and\u00f2 in avaria e, a circa 15.000 piedi di profondit\u00e0, un&#8217;interruzione di corrente caus\u00f2 la perdita sul computer di parte dei dati della navigazione. Inoltre, a causa dello sgancio della benna, il batiscafo dovette procedere inclinato su un fianco. Possiamo immaginarci la tensione di quei momenti. Ad un certo punto fu ricevuto il segnale di uno dei trasponder che permise al <strong><span style=\"color: #008000;\">DSV 1<\/span> <\/strong>di orientarsi e dirigersi verso la posizione presunta della capsula. Nell&#8217;oscurit\u00e0 apparve la capsula sul fondo ma il battello era troppo abbrivato e, a causa dell&#8217;inerzia, andarono oltre il bersaglio. Tornati in prossimit\u00e0 si attiv\u00f2 la spia dell&#8217;allarme batterie a basso voltaggio. Questa nuova avaria imped\u00ec la posa un nuovo trasponder vicino al bersaglio e, con la poca energia rimanente (4 celle della batteria erano ormai esaurite), fu deciso di interrompere la missione, e riemergere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">A causa del costante peggioramento del tempo, le operazioni furono nuovamente interrotte.<\/span> <\/strong>Due giorni dopo, raffiche di trenta nodi, con onde di oltre due metri, quasi causarono una tragedia. Il 5 dicembre la <strong><span style=\"color: #008000;\">USS White Sands<\/span><\/strong>, mentre rimorchiava il DSV 1, rallent\u00f2 e si ferm\u00f2. Questo caus\u00f2 che il cavo di rimorchio si allent\u00f2 e si avvolse attorno all&#8217;elica. Nel tentativo di cambiare il cavo di rimorchio, un&#8217;onda strapp\u00f2 il batiscafo che and\u00f2 alla deriva. L&#8217;USS Apache riusc\u00ec a riprenderlo e rimorchiarlo, mentre il USS White Sands, immobilizzato era in balia delle onde. A questi punto il Comandante in mare saggiamente decise di tornare a Pearl Harbor con l&#8217;intenzione di riprendere le operazioni dopo Natale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <strong><span style=\"color: #008000;\">7<\/span><\/strong><strong><span style=\"color: #008000;\"> gennaio 1972 <\/span><\/strong>il <strong><span style=\"color: #008000;\">direttore del programma HEXAGON, Col. Frank S. Buzard<\/span><\/strong>, espresse la sua preoccupazione ai vertici dell&#8217;NRO, ipotizzando un possibile tentativo della marina sovietica di recuperare la capsula con il suo prezioso carico nel caso si fosse sospesa l&#8217;attivit\u00e0. Le operazioni restarono per\u00f2 sospese. Il <strong><span style=\"color: #008000;\">16 agosto 1972<\/span><\/strong>, l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">NRO<\/span> <span style=\"color: #008000;\">comunic\u00f2 che i sovietici non solo non avevano la capacit\u00e0 di recuperare la capsula ma non c\u2019era nessuna prova che sapessero che si era schiantata<\/span><\/strong>. La <strong><span style=\"color: #008000;\">CIA<\/span><\/strong> sottoline\u00f2 che sebbene la Marina sovietica avesse nel Pacifico un rimorchiatore spia, per monitorare i movimenti delle navi di supporto ai sottomarini nucleari, il 10 luglio, giorno di caduta della capsula, la nave intelligence non era vicino all&#8217;area dello splash down. <strong><span style=\"color: #008000;\">Buzard<\/span><\/strong>, facendo riferimento ai rapporti della <strong><span style=\"color: #008000;\">Defense Intelligence Agency<\/span><\/strong>, una delle tante agenzie di Intelligence statunitensi, rispose che i Sovietici non solo potevano essere al corrente della caduta della capsula ma avrebbero potuto avere la capacit\u00e0 di recuperare oggetti a quella profondit\u00e0. Inoltre, aggiunse che le operazioni di salvataggio dovevano aver insospettito i Russi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il risultato di questa diatriba fu che cinque giorni dopo il Gruppo navale lasci\u00f2 nuovamente Pearl Harbor per la zona di ricerca. Tentativo ancora una volta dalle avverse condizioni meteorologiche. La Marina decise quindi di mettere la <strong><span style=\"color: #008000;\">USS<\/span><\/strong> <strong><span style=\"color: #008000;\">White Sands<\/span><\/strong> in bacino, rinviando le operazioni alla successiva primavera.&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/la-scoperta-della-capsula.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 la-scoperta-della-capsula.jpg\" width=\"957\" height=\"566\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\"> foto scattata dal USNS De Steiguer search team il 20 ottobre 1971 alla profondit\u00e0 di 16,400 piedi &#8211; photo credit USN <a href=\"https:\/\/www.cia.gov\/readingroom\/collection\/underwater-ice-station-zebra-recovering-secret-spy-satellite-capsule-16400-feet-below\">An Underwater Ice Station Zebra: Recovering a Secret Spy Satellite Capsule from 16,400 feet Below the Pacific Ocean | CIA FOIA (foia.cia.gov)<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come previsto dalla USN, le operazioni furono riprese l&#8217;8 aprile e, alle 17:00 del 25 aprile 1972, <strong><span style=\"color: #008000;\">Bartels, Stryker e Taylor<\/span><\/strong> iniziarono la loro nuova immersione. <span style=\"color: #000000;\">Dopo circa 5 ore, finalmente, avvistarono nell&#8217;oscurit\u00e0 una massa aggrovigliata di metallo e cablaggi schermati e due pezzi frastagliati di lamina d&#8217;oro di circa sette pollici di diametro. Poi a seguire, a circa 260 iarde di distanza, un altro componente e, finalmente,&nbsp; la capsula.&nbsp;<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo nove minuti di delicate manovre e sei tentativi, la benna arriv\u00f2 in posizione per recuperare le pellicole fotografiche. Il <strong><span style=\"color: #008000;\">batiscafo<\/span><\/strong> si sollev\u00f2 dal fondo, rimanendo immobile per dieci minuti per consentire al limo e al fango di defluire, e quindi, ristabilita la visibilit\u00e0, inizi\u00f2 una lenta risalita. Dieci minuti dopo l&#8217;equipaggio si accorse che pezzi di pellicola iniziavano a staccarsi e perdersi nel blu. Quasi a met\u00e0 strada dalla superficie, il rullo inizi\u00f2 a spezzarsi in segmenti di circa 80 centimetri.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/il-recupero-della-pellicola-.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 il-recupero-della-pellicola-.jpg\" width=\"733\" height=\"620\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">le pellicole incominciarono a disgregarsi all&#8217;interno della benna sotto gli occhi dei sommozzatori &#8211; photo credit CIA declassificata <a href=\"https:\/\/www.cia.gov\/readingroom\/collection\/underwater-ice-station-zebra-recovering-secret-spy-satellite-capsule-16400-feet-below\">An Underwater Ice Station Zebra: Recovering a Secret Spy Satellite Capsule from 16,400 feet Below the Pacific Ocean | CIA FOIA (foia.cia.gov)<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando il <strong><span style=\"color: #008000;\">DSV 1<\/span><\/strong> arriv\u00f2 in prossimit\u00e0 della superficie, intorno alle 2:30 del 26 aprile, ovvero dopo pi\u00f9 di nove ore dall&#8217;inizio dell&#8217;immersione, del prezioso carico era rimasto ben poco. Circa dieci minuti prima dell&#8217;arrivo dei sommozzatori, gli ultimi metri di pellicola si disintegrarono sotto i loro sguardi in una nuvola di polvere marrone rossastra lasciando solo brandelli di inutilizzabili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Le lezioni acquisite<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nLe foto scattate durante l&#8217;operazione e l&#8217;analisi post-recupero indicano che la capsula si ruppe all&#8217;impatto e la pellicola si srotol\u00f2 in parte anche sul fondo dell&#8217;oceano. Solo la parte superiore della capsula sembr\u00f2 essere rimasta intatta. Nonostante le tante difficolt\u00e0 ed i risultati ottenuti, la missione fu considerata un successo, grazie soprattutto all&#8217;abilit\u00e0 dell&#8217;equipaggio. Dai numerosi rapporti emerse che furono fatti molti errori, sia nella scelta dei mezzi di supporto che nell\u2019organizzazione logistica, ma dobbiamo considerare che erano gli anni \u201970. Localizzare un oggetto cos\u00ec piccolo ad una tale profondit\u00e0, in un luogo cos\u00ec remoto ed in condizioni marine e meteorologiche difficili fu comunque un&#8217;impresa notevole. Tra le lesson learned, la CIA sottoline\u00f2:&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">&#8211; la necessit\u00e0 di armonizzare a priori le operazioni per evitare di effettuare ricerche in posizioni errate. Ci\u00f2 avrebbe consentito un uso migliore del DSV 1 gi\u00e0&nbsp; dalla prima immersione;<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">&#8211; le operazioni del batiscafo erano state ostacolate dalle condizioni meteorologiche per cui era necessario studiare dei metodi alternativi di supporto e recupero del mezzo per operare anche in condizioni limite;<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">&#8211; la lentezza di movimento del Gruppo navale aveva limitato il numero di immersioni nella zona di ricerca (le navi, muovendosi a circa tre nodi, avevano bisogno di almeno tre giorni per il transito verso la zona di operazioni).<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Nonostante tutto l&#8217;operazione dimostr\u00f2 che era possibile eseguire il recupero di oggetti in acque profonde e l<\/span><\/strong><strong><span style=\"color: #008000;\">e lezioni acquisite dalla USN sulle tecniche di recupero, rilevamento e navigazione subacquea, divennero poi normativa internazionale negli anni seguenti.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Una curiosit\u00e0<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nNonostante la segretezza dell&#8217;operazione, la notizia trapel\u00f2 in parte e la rivista <strong><span style=\"color: #008000;\">Undersea Technology<\/span><\/strong> pubblic\u00f2 nel luglio 1972 un breve articolo sull&#8217;operazione di salvataggio raccontando che il <strong><span style=\"color: #008000;\">Trieste II (DSV-1)<\/span> <\/strong>aveva recuperato un &#8220;<strong><em><span style=\"color: #008000;\">piccolo pacco elettronico<\/span><\/em><\/strong>&#8221; grazie alla \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">pi\u00f9 grande operazione del suo genere mai realizzata con successo al mondo<\/span><\/em><\/strong>&#8220;. L\u2019uscita dell\u2019articolo sollev\u00f2 naturalmente molte polemiche sulla fuga di notizie per ovvie ragioni di sicurezza. <strong><span style=\"color: #008000;\">Solo nel 2012 la documentazione segreta venne declassificata. Le immagini che abbiamo inserito fanno parte della documentazione declassificata originale<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Il <strong><span style=\"color: #008000;\">Trieste II (DSV 1)<\/span><\/strong> nel 1972 ricevette per l&#8217;operazione un encomio di merito e rimase in servizio attivo nella flotta del Pacifico fino all&#8217;inizio degli anni &#8217;80. Fu radiato nel 1984 e poi trasferito al <span style=\"color: #008000;\"><strong>US Naval Undersea Museum<\/strong><\/span> nell&#8217;agosto 1988 per l&#8217;esposizione museale.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Per gli amanti del mare questa storia pu\u00f2 rappresentare solo una curiosit\u00e0, per altri rappresenta una storia di vita, di uomini, di sfide al limite del possibile che solo il mare pu\u00f2 regalare.&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Andrea Mucedola<\/span><\/strong><\/p>\n<p>immagini tratte da <a href=\"https:\/\/www.cia.gov\/readingroom\/collection\/underwater-ice-station-zebra-recovering-secret-spy-satellite-capsule-16400-feet-below\">An Underwater Ice Station Zebra: Recovering a Secret Spy Satellite Capsule from 16,400 feet Below the Pacific Ocean | CIA FOIA (foia.cia.gov)<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/70385\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a>\n<a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/70398\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong><span style=\"font-size: 18pt;\">Fonti<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nLee J. Mathers and Lieutenant Commander Beauford E. Myers, U.S. Navy (Retired), <em>The Navy&#8217;s Deep Ocean grab<\/em>, January 2013&nbsp; Naval History Magazine Volume 27, Number 1R. Frank Busby Associates, <em>Remotely Operated Vehicles<\/em>&nbsp;(Rockville, MD: National Oceanic and Atmospheric Administration, 1979).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Robert Perry,&nbsp;<em>A History of Satellite Reconnaissance<\/em>, vol. 3B,&nbsp;<em>Hexagon<\/em>, BYE 17017-7 (National Reconnaissance Office, 1973).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Elizabeth Noble Shor,&nbsp;<em>Scripps Institution of Oceanography: Probing the Oceans, 1936 to 1976<\/em>&nbsp;(San Diego, CA: Scripps Institution of Oceanography, 1978).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">F. N. Spiess and R. C. Tyce,&nbsp;<em>Marine Physical Laboratory Deep Tow Instrumentation System<\/em>, Scripps Institute of Oceanography Reference Series 73-4 (1973).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">David W. Waltrop, \u201cAn Underwater Ice Station Zebra: Recovering a KH-9 Hexagon Capsule from 16,400 feet below the Pacific Ocean,\u201d&nbsp;<em>Quest: The History of Spaceflight Quarterly<\/em>, vol. 19, no. 3 (August 2012).<\/p>\n<p><a href=\"_wp_link_placeholder\" data-wplink-edit=\"true\">https:\/\/www.cia.gov\/readingroom\/collection\/underwater-ice-station-zebra-recovering-secret-spy-satellite-capsule-16400-feet-below<\/a><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-27 maxbutton maxbutton-un-regalo-per-te\" href=\"https:\/\/www.primevideo.com\/offers\/ref=atv_nb_lcl_it_IT?tag=amazon0e150-21 Italia\"><span class='mb-text'>Una sorpresa per te su Amazon Music unlimited<\/span><\/a>&nbsp;&nbsp; <a class=\"maxbutton-28 maxbutton maxbutton-amazon-prime\" title=\"Scopri i vantaggi di Amazon Prime\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>Scopri i vantaggi di Amazon Prime<\/span><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a>\n<p><em>&nbsp;<br \/>\n<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 9<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: STORIA NAVALE PERIODO: XX SECOLO AREA: OCEANO PACIFICO parole chiave: Satelliti spia, Trieste, DSV 1 . Si arriv\u00f2 quindi alla fase esecutiva Prima dell&#8217;inizio delle operazioni di recupero furono effettuate prove a terra e in mare per testare la funzionalit\u00e0 della benna e consentire ai membri dell\u2019equipaggio di esercitarsi nel trasferimento della [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2380,"featured_media":70479,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[2318],"tags":[],"class_list":["post-70398","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-eta-moderna"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.2 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Il recupero della capsula spia perduta - parte II &#8226; OCEAN4FUTURE autore<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/70398\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Il recupero della capsula spia perduta - parte II &#8226; OCEAN4FUTURE autore\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"tempo di lettura:  9 minuti. . 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