{"id":70192,"date":"2022-02-28T00:01:08","date_gmt":"2022-02-27T23:01:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=70192"},"modified":"2025-03-17T22:05:54","modified_gmt":"2025-03-17T21:05:54","slug":"70192","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/70192","title":{"rendered":"Russia vs Ucraina: il fallimento di anni di diplomazia e scenari post guerra &#8211; parte I"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 9<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-8 maxbutton maxbutton-livello-2\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello medio<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: GEOPOLITICA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: UCRAINA<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: conflitto Russia &#8211; Ucraina<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutti avremo sentito almeno una volta il detto \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">corsi e ricorsi storici<\/span><\/strong>\u201d del filosofo napoletano Giambattista Vico che, nel XVIII secolo., elabor\u00f2 una teoria sulla storia umana basata sulla ricorrenza di cicli ben distinti, partendo da un\u2019et\u00e0 primitiva seguita da quella eroica e poi da quella civile. Nella prima le societ\u00e0 sono dominate dai sensi e dall\u2019immaginazione, che viene sostituita nel ciclo seguente dal dominio dei pi\u00f9 forti che a sua volta si risolve nell\u2019era civile dalla ragione con conseguente uguaglianza tra gli uomini, periodo in cui si sarebbero potuti trovare per\u00f2 due tipi di governo, la monarchia assoluta o la democrazia. Questa ciclicit\u00e0 ci porta a delle considerazioni estremamente attuali. Nonostante i disastri del secolo scorso sembra che stiamo facendo fatica ad uscire dall\u2019era della lotta fra i pi\u00f9 forti, non avendo ancora maturato una coscienza del bene comune. La situazione di questi ultimi giorni \u00e8 assolutamente calzante. La rete \u00e8 invasa di disinformazione, tra coloro che difendono l\u2019azione di Putin, considerandola una manovra di salvaguardia e consolidamento della difesa della Russia da possibili minacce occidentali, in particolare degli Stati Uniti e della NATO, e altri che ritengono che tale azione, oltre che essere anacronistica, sia un passo indietro dell\u2019Umanit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il rischio \u00e8 che, con la <strong><span style=\"color: #008000;\">messa in allerta del sistema nucleare russo<\/span><\/strong> ordinata da Putin, si spera a livello precauzionale, siamo arrivati ad un punto rischioso per l\u2019Umanit\u00e0, camminando sul filo di un rasoio che vede da un lato e dall\u2019altro baratri senza fondo che ci farebbero tornare indietro, di fatto saltando l\u2019era della ragione di Vico, e facendoci ripiombare nell\u2019anarchia di un mondo senza pi\u00f9 regole. Dopo l&#8217;orrore del 11 settembre, stiamo ora vivendo un nuovo capitolo della storia che mette in discussione anni di faticose azioni diplomatiche per un futuro migliore dell&#8217;Umanit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\"><strong>Le ragioni secondo Putin<\/strong><\/span><br \/>\nNella mia breve analisi partir\u00f2 dalle motivazioni sollevate dal presidente Putin per giustificare l\u2019invasione dell\u2019Ucraina ovvero:<br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">&#8211; l\u2019aumento della pressione della NATO ai confini russi<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">&#8211; storicamente l\u2019Ucraina \u00e8 una appendice russa;<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">&#8211; l\u2019attuale governo ucraino, per le sue scelte anti-occidentali, cacci\u00f2 l\u2019ex presidente Yanukovych, filorusso, togliendo alle minoranze russofone del Donbass gli stessi diritti delle altre.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">NATO &#8211; RUSSIA un rapporto difficile<\/span><br \/>\n<\/strong>Per valutare la cosiddetta \u201cpressione\u201d della NATO lungo i confini con la Russia vanno conosciuti i seguenti aspetti:<br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\"><br \/>\nIl cammino delle relazioni atlantiche<br \/>\n<\/span><\/strong>La NATO, nel suo lungo cammino dalla sua costituzione, avvenuta il 4 aprile del 1949 a Washington, con lo scopo di difendere la sicurezza e la libert\u00e0 dei Paesi firmatari (10 paesi europei, Belgio, Danimarca, Francia, Gran Bretagna, Islanda, Italia, Lussemburgo, Norvegia, Olanda e Portogallo e due oltre oceano, Canada e Stati Uniti), ha subito continue modifiche nella sua politica internazionale. Nei primi anni l\u2019influenza delle potenze occidentali vincitrici della guerra fu predominante e gli Stati Uniti ebbero un certo peso, accettato dagli altri Paesi anche come riconoscimento degli aiuti ricevuti grazie al Piano Marshall. Il divario fra l\u2019Ovest e l\u2019Est divent\u00f2 sempre pi\u00f9 tangibile e reso particolarmente delicato dalla corsa agli armamenti delle due superpotenze.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/nato-.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 nato-.jpg\" width=\"845\" height=\"503\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">i Paesi membri della NATO, tra parentesi l&#8217;anno di ingresso<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche l\u2019Unione sovietica cre\u00f2 in Polonia, il 14 maggio 1955, un&#8217;alleanza politico-militare tra gli Stati socialisti del blocco orientale, nata come reazione al riarmo e all&#8217;entrata nella NATO della Repubblica Federale Tedesca nel maggio dello stesso anno. Sebbene gli sforzi reciproci furono mirati al contenimento dell&#8217;avversario sul territorio europeo, i due blocchi combatterono per l&#8217;influenza sul piano internazionale, partecipando a conflitti come la Corea, il Vietnam, ed altri conflitti minori ma non meno dolorosi in tutti i continenti. Valvole di sfogo, se non fosse stato per il grande numero di vittime militari e civili, per evitare una terza guerra mondiale. Col senno del poi, dopo la fine della guerra fredda molti meccanismi vennero svelati, in particolare quelli legati ai rapporti dei membri all\u2019interno delle Alleanze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quello che emerse fu che mentre la NATO aveva raggiunto un reale rapporto paritario nel suo interno, dove ogni membro aveva gli stessi diritti degli altri, questo non era avvenuto nel Patto di Varsavia che, utilizzando abilmente la <strong><em><span style=\"color: #008000;\">disinformazia<\/span><\/em>,<\/strong> aveva sempre accusato l\u2019Occidente di essere al servizio degli Stati Uniti (sudditi). Questo concetto di sudditanza dei membri verso gli Stati Uniti, per mia esperienza diretta, inn sei anni di lavoro alla NATO non lo ho mai apprezzato. Il dialogo fra le nazioni fu sempre corretto e, se vogliamo, fu indirizzato dalla qualit\u00e0 degli staff nazionali partecipanti. Gli Stati Uniti, oltre al loro ruolo di guida nella pianificazione della difesa nucleare, si assunsero ruoli ed impegni che avrebbero dovuto essere a carico degli Europei. Un fattore che alla fine del secolo scorso fu sottolineato dagli Stati Uniti che incominciarono il loro disimpegno dal continente europeo per dedicarsi ad altri teatri operativi. In altre parole, fu chiesto ai paesi membri di contribuire maggiormente alla difesa NATO, cosa che avrebbe comportato ovviamente investimenti importanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il cardine dell\u2019Alleanza: la difesa collettiva<\/span><\/strong><br \/>\nTra gli articoli pi\u00f9 noti del Trattato atlantico \u00e8 spesso menzionato l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">articolo 5<\/span> <\/strong>che afferma che, in caso di attacco ad uno o pi\u00f9 paesi dell&#8217;Alleanza Atlantica, tutti i Paesi membri si impegnano, anche con le armi, a difendere gli aggrediti a salvaguardia della sicurezza dell&#8217;Alleanza stessa.\u00a0<strong><span style=\"color: #008000;\">In realt\u00e0 va compreso che, sebbene questo sia un obbligo previsto dal Trattato atlantico, l\u2019effettivo uso delle forze deve sempre essere approvato dai rispettivi Governi.<\/span><\/strong> Questo significa che non tutte le forze nazionali sono immediatamente disponibili alla NATO ma solo quelle assegnate temporaneamente per coprire l\u2019organizzazione di impiego.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La NATO, oltre all\u2019intensa attivit\u00e0 politica interna, gestita dalle rappresentanze accreditate, organizza periodicamente i Summit, incontri ad alto livello dove vengono discusse le situazioni internazionali e decise le eventuali azioni necessarie per garantire la libert\u00e0 e la sicurezza dei Paesi membri attraverso i suoi mezzi politici e militari. Per chi non conosce i meccanismi di lavoro, le decisioni sono sempre prese all\u2019unanimit\u00e0 e \u00a0qualsiasi Paese firmatario pu\u00f2 esprimere il suo veto e bloccare eventuali azioni. Negli ultimi anni, nella visione del comprehensive approach, la NATO ha allargato i suoi interlocutori sia \u00a0con la controparte europea che con le organizzazioni internazionali. Questo se da un lato ha diminuito la sua velocit\u00e0 decisionale dall\u2019altro ha garantito una maggiore partecipazione.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/Russia-e-Nato-esercitazioni-parallele-nei-Balcani.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Russia-e-Nato-esercitazioni-parallele-nei-Balcani.jpg\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>La fine della guerra fredda e la speranza per il III millennio<\/strong><\/span><br \/>\nA seguito del crollo dell\u2019Unione Sovietica, il bipolarismo che aveva caratterizzato la met\u00e0 del secolo scorso, si dissolse e la NATO si pose il problema della necessit\u00e0 di mantenere tale organizzazione. Furono avviati studi per identificare le sfide future e, nel 1994, nacquero iniziative atte a incentivare un <strong><span style=\"color: #008000;\">Partenariato per la pace (Partnership for Peace &#8211; PfP)<\/span><\/strong>, accordi di collaborazione basati su relazioni individuali e bilaterali tra la NATO e paesi partner non appartenenti all\u2019Alleanza al fine di garantire i principali diritti internazionali ed il sostentamento umanitario, tutelando i diritti umani nel mondo e promuovendo una cultura di pace fra i popoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Parallelamente, il 28 maggio 2002, venne avviata una collaborazione simile con la nuova Russia, intesa a favorire la fiducia comune al fine di ottenere una pace duratura e un disarmo bilaterale. In quegli anni una nuova sfida si era affacciata nei teatri del mondo, legata alla lotta al terrorismo e alla criminalit\u00e0 organizzata. A fronte del riconoscimento non scritto che molti di questi fenomeni fossero frutti aberranti di errori del passato la NATO, non senza distingui, si adoper\u00f2 per valutare le nuove politiche. Un forte contributo fu dato dai nuovi partner che, seguendo un iter lungo e non semplice, a seguito della loro richiesta di entrare nella NATO, furono esaminati attentamente per verificarne l\u2019affidabilit\u00e0 democratica. Quello che emerse furono realt\u00e0 fino ad allora citate nei giornali ma ora confermate da contatti quotidiani nei corridoi di Bruxelles. I Paesi ex sovietici raccontarono il periodo del Patto di Varsavia, la mancanza di libert\u00e0 decisionale, in particolare restarono meravigliati quando furono chiamati a votare alle decisioni comuni (cosa impensabile oltre cortina). Furono anni importanti in cui l\u2019Alleanza fu impegnata in operazioni sotto egida ONU. Nel marzo del 2009 la Francia annunci\u00f2, dopo 43 anni, di voler rientrare nel Comando Militare Integrato dell&#8217;Alleanza da cui era uscita a causa delle rivalit\u00e0 gaulliste con gli americani nel periodo della Guerra Fredda.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">In estrema sintesi, per quanto sopra, la NATO continua a confrontarsi democraticamente con i Paesi membri e tutti coloro desiderosi di affrontare insieme le sfide alla sicurezza comune e garantire un progresso democratico. La favola che sia un\u2019espressione della politica americana \u00e8 una delle tante fake news, spesso con matrici antimilitariste, che si ritrovano sui media.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Le nuove sfide<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nDopo l\u201911 settembre 2011, la NATO si domand\u00f2 se la sua struttura militare, gi\u00e0 in corso di ristrutturazione, fosse effettivamente adeguata a rispondere alle nuove sfide alla sicurezza collettiva.\u00a0<strong><span style=\"color: #008000;\">Terrorismo, conflitti etnici e religiosi, traffico di droga, instabilit\u00e0 e degrado ambientale furono identificate come le nuove sfide alla sicurezza collettiva.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Va sottolineato che all\u2019epoca non furono identificati attori ben definiti con i quali confrontarsi ma una galassia di entit\u00e0, solo apparentemente legate da fattori religiosi, in cui gli interessi finanziari in gioco erano spesso maggiori dei redditi lordi delle nazioni in gioco. In un mondo sempre pi\u00f9 competitivo, si identific\u00f2 un profondo divario tra gli Stati tradizionalmente legati a processi pi\u00f9 lenti, basati su mature e continue rivalutazioni delle esigenze dei propri tessuti sociali, ed altri proiettati verso uno sviluppo tecnologico a spirale legato al concetto del \u201cQuick Wins\u201d americano.\u00a0Ci\u00f2 nonostante le discussioni portarono ad importanti valutazioni con la definizione delle sfide del III millennio (<strong><span style=\"color: #008000;\">Multiple Future paper<\/span><\/strong>) a cui l\u2019Alleanza avrebbe dovuto confrontarsi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">A<\/span><span style=\"color: #008000;\">ncora una volta nessun Paese fu inserito specificatamente nella valutazione del rischio e si ricerc\u00f2 una comunione di intenti.<\/span> <\/strong>Ci furono talvolta contrapposizioni tra le due sponde dell\u2019Atlantico che non influirono per\u00f2 sulle decisioni dell\u2019Alleanza che rest\u00f2 indipendente e ferma nel suo principio di democrazia, sottolineando la necessit\u00e0 di una strategia globale mirata ad armonizzare i processi evolutivi mondiali e nello stesso tempo a creare strutture idonee a consentire il mantenimento di un livello di sicurezza adeguato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il primo passo fu certamente <strong><span style=\"color: #008000;\">la cooperazione ed il dialogo internazionale<\/span><\/strong> fra tutte le organizzazioni coinvolte, comprese quelle di sicurezza, e quindi l\u2019esecuzione di un approccio coordinato top-down al fine di creare la cornice di sicurezza desiderata coinvolgendo nel processo decisionale anche ii paesi al di fuori dell\u2019Alleanza. Le basi di questo approccio di questo tipo furono poste al termine del <strong><span style=\"color: #008000;\">Summit di Praga del 2002<\/span><\/strong> in cui furono approvati gli impegni sulle <strong><span style=\"color: #008000;\">capacit\u00e0 future della NATO (Prague Capabilities Commitments)<\/span> <\/strong>per ottenere una Alleanza pi\u00f9 forte, preparata e capace per assicurare la sicurezza comune. In questo cammino la NATO ricerc\u00f2 nuovi partner fra cui l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">Europa Unita<\/span><\/strong>, con la quale gi\u00e0 dal <strong><span style=\"color: #008000;\">Summit di Washington<\/span><\/strong> aveva stabilito importanti relazioni (<strong><span style=\"color: #008000;\">Berlin Plus<\/span><\/strong>) al fine di armonizzare le diverse strutture civili e militari rendendole pi\u00f9 compatibili, e la <strong><span style=\"color: #008000;\">Russia<\/span><\/strong>, <strong><span style=\"color: #008000;\">identificata come un comune partner per la lotta globale al terrorismo, la gestione delle crisi ed il controllo della proliferazione delle armi di distruzione di massa<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa comunione di intenti, un tempo considerata improbabile, era cominciata a diventare una realt\u00e0 quando le forze NATO e russe avevano operato congiuntamente in <strong><span style=\"color: #008000;\">Kossovo (operazione KFOR)<\/span><\/strong> nel <strong><span style=\"color: #008000;\">1999<\/span><\/strong>, per fermare la cosiddetta \u201cpulizia etnica\u201d da parte della popolazione serba nei confronti della minoranza albanese. In quella circostanza la Russia gioc\u00f2 un ruolo diplomatico vitale per ultimare il conflitto ed apr\u00ec nuove aree di comune interesse come la cooperazione per la riforma della Difesa, un programma di ricerca e soccorso per sommergibili sinistrati (ricordo il drammatico incidente del Kursk il 12 agosto del 2002) e la cooperazione scientifica per la ricerca nella protezione ambientale.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/nato-russiaa.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 nato-russiaa.jpg\" width=\"847\" height=\"484\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con lo schieramento congiunto di truppe NATO e russe non solo la guerra fredda poteva considerarsi definitivamente finita ma anche la sua era: un nuovo spiraglio di cooperazione si apriva. Dopo l\u201911 settembre 2001 la NATO e la Russia incominciarono a riunirsi periodicamente realizzando numerose conferenze per armonizzare le policy comuni ed identificare un cammino comune. Basti nominare la dichiarazione dopo l\u2019incontro di Roma (<strong><span style=\"color: #008000;\">Rome Declaration<\/span><\/strong>), in cui fu deciso di intensificare la cooperazione nell\u2019area specifica includendo lo sviluppo di uno studio congiunto per determinare la minaccia terroristica nella regione euro-atlantica. La creazione del <strong><span style=\"color: #008000;\">NATO\u2013Russia Council<\/span><\/strong> fu un chiaro esempio, sviluppando aree di cooperazione congiunte in campi, fino ad oggi mai immaginati o sperati, di comune interesse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Improvvisamente il vaso di cristallo si incrin\u00f2<\/span><\/strong><br \/>\nTutto sembr\u00f2 scorrere nel giusto modo, nonostante alcuni eventi discutibili culminati nell\u2019intervento russo in Georgia del 2008. Le motivazioni russe, inclusi i metodi repressivi impiegati, raffreddarono i rapporti con l&#8217;Alleanza che decise di sospendere ogni cooperazione pratica nel 2014, dopo l&#8217;annessione della Crimea. Tuttavia, l&#8217;Alleanza convenne di mantenere aperti i canali di comunicazione nel Consiglio di partenariato euro-atlantico per consentire lo scambio di opinioni, in primo luogo proprio sulla crisi in Ucraina. Per quanto se ne dica, avvennero diverse riunioni del <strong><span style=\"color: #008000;\">Consiglio NATO-Russia<\/span><\/strong> (come concordato al <strong><span style=\"color: #008000;\">Summit di Varsavia<\/span><\/strong> nel luglio 2016, tre nel 2017, due nel 2018 e due nel 2019). L&#8217;ultima riunione si svolse il 12 gennaio 2022.<\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/russi-sbarcano-in-crimea.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 russi-sbarcano-in-crimea.jpg\" width=\"875\" height=\"584\" \/><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>marinai russi sbarcano in Crimea, 2014 &#8211; credit ministero difesa russo<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Fine parte I &#8211; continua<\/strong><\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Andrea Mucedola<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/70192\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/116103\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 9<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . 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