{"id":69993,"date":"2022-03-12T00:10:15","date_gmt":"2022-03-11T23:10:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=69993"},"modified":"2023-09-30T18:29:25","modified_gmt":"2023-09-30T16:29:25","slug":"69993","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/69993","title":{"rendered":"I sommergibili di Karl Schilder"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XIX SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: RUSSIA<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Schilder, sommergibili, Flotta imperiale russa<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1834, un ingegnere militare russo, <strong><span style=\"color: #008000;\">Aiutante Generale<\/span><\/strong> <strong><span style=\"color: #008000;\">K.A. Schilder<\/span> <\/strong>disegn\u00f2 un sommergibile da sedici tonnellate. La sua costruzione avvenne presso il cantiere navale della <strong><span style=\"color: #008000;\">fonderia Aleksandrovsky<\/span><\/strong>. Il battello di Schilder \u00e8 passato alla storia come il <strong><span style=\"color: #008000;\">primo sommergibile della futura flotta sottomarina russa<\/span><\/strong>.<\/p>\n<figure style=\"width: 261px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Ru-K.A-Schilder.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Ru-K.A-Schilder.jpg\" width=\"261\" height=\"267\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">K.A. Schilder (1785 &#8211; 1854)<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per quanto possa sembrare bizzarro, il progetto deriv\u00f2 da una specifica ben diversa. Nel 1832 <strong><span style=\"color: #008000;\">Schilder<\/span><\/strong> stava studiando come utilizzare al meglio le mine navali per proteggere i porti russi. Durante lo studio nacque l&#8217;idea di sviluppare un sommergibile, in grado di avvicinarsi in immersione ad una nave nemica e farla quindi esplodere con una mina. Considerando l&#8217;epoca i problemi ingegneristici erano tutt&#8217;altro semplici da risolvere. Le tecnologie non consentivano di costruire battelli con profili fortemente idrodinamici e rimaneva l&#8217;incognita della propulsione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Karl Schilder non si scoraggi\u00f2 ed inizi\u00f2 a costruire il battello a proprie spese. Solo in seguito, dopo aver considerato i vantaggi del progetto, il governo russo decise di sponsorizzarlo assegnandogli la cifra di <strong><span style=\"color: #008000;\">13.448 rubli<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il primo modello aveva un dislocamento di 16,4 tonnellate e non era particolarmente idrodinamico &#8230; realizzato con lamiere di ferro di 5 millimetri di spessore, e con uno scafo con una curiosa forma a uovo era abbastanza bizzarro con dimensioni di sei metri di lunghezza, 2,25 metri di larghezza e 1,85 metri di altezza.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Schilder_submarine_3.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Schilder_submarine_3.jpg\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo scafo era progettato per resistere fino ad una profondit\u00e0 di poco pi\u00f9 di dieci metri. Nella parte superiore era provvisto di due torrette cilindriche di circa un metro di altezza e 0,8 metri di diametro, giusto lo spazio per far passare un membro dell&#8217;equipaggio. Al centro il sommergibile aveva un portello per il carico della zavorra e dei materiali. All&#8217;interno del sottomarino erano installati dei serbatoi di zavorra che venivano riempiti o svuotati dall&#8217;acqua tramite una pompa volumetrica.&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Schilder_submarine_2.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Schilder_submarine_2.jpg\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;equipaggio era composto da tredici marinai che provvedevano alla propulsione &#8230; remando dal suo interno con due paia di remi a \u201czampa d&#8217;anatra\u201d. La curiosa propulsione ricorda il mezzo sommergibile ideato dall\u2019inventore olandese <strong><span style=\"color: #008000;\">Cornelius Drebbel<\/span><\/strong> nel 1620 per <strong><span style=\"color: #008000;\">Giacomo I<\/span><\/strong>, studiato per rilasciare \u201cwater petards\u201d in prossimit\u00e0 delle navi nemiche. Da alcuni dipinti sembrerebbe si trattasse di un&#8217;imbarcazione realizzata in legno, ricoperta da pelli, con capacit\u00e0 di incamerare acqua per facilitare l&#8217;immersione e poi di evacuarla attraverso una pompa interna, per poter riemergere.<\/p>\n<figure style=\"width: 584px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Van_Drebbel.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Van_Drebbel.jpg\" width=\"584\" height=\"400\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">battello sommergibile di Drebbel<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il battello di Drebbel era dotato di un alettone posteriore che, a seguito del moto ottenuto tramite i rematori, permetteva l\u2019immersione del battello fino alla quota di cinque metri dalla superficie. Forse <strong><span style=\"color: #008000;\">Karl Schilder<\/span><\/strong> aveva ripescato l&#8217;idea, avvantaggiato dal fatto di poter impiegare una migliore tecnologia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Schilder_submarine_4.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Schilder_submarine_4.jpg\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il sistema di variazione di quota del primo battello di Schilder consisteva in una vasca di zavorra d&#8217;acqua e due ancore, ciascuna del peso di circa 1300 kg. Un&#8217;interessante novit\u00e0 era la dotazione di un tubo &#8220;ottico&#8221;, un prototipo degli odierni periscopi, che l&#8217;inventore aveva realizzato utilizzando il principio del <strong><span style=\"color: #008000;\">telescopio riflettore<\/span><\/strong> sviluppato dallo scienziato russo <strong><span style=\"color: #008000;\">Michail Vasil&#8217;evi\u010d Lomonosov<\/span><\/strong>. L&#8217;armamento era piuttosto interessante. Il battello era dotato di razzi attivabili elettricamente, il cui lancio veniva effettuato tramite due installazioni a tre tubi installate su ciascun lato. Sott&#8217;acqua la sua velocit\u00e0 massima teorica era intorno ad un nodo ma sembra che non li raggiunse mai (0,4 nodi). In superficie era possibile alzare una piccola vela o essere rimorchiato da un&#8217;altra imbarcazione a vapore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">I primi test<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nIl prototipo, con una squadra di otto persone al comando del <strong><span style=\"color: #008000;\">guardiamarina anziano Shmelev<\/span><\/strong>, il 29 agosto 1834 condusse con successo un primo test alla presenza dello <strong><span style=\"color: #008000;\">zar<\/span><\/strong> <strong><span style=\"color: #008000;\">Nicola I<\/span><\/strong><span style=\"color: #000000;\">. Fu una<\/span> prova spettacolare culminata con il lancio di missili incendiari da quattro pollici dal battello che distrussero diverse imbarcazioni a vela bersaglio che si trovavano all&#8217;ancora.&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/delfin_21.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 delfin_21.jpg\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il successo della sperimentazione assicur\u00f2 a Schilder nuovi finanziamenti che consentirono la costruzione di un secondo prototipo di dimensioni minori. Lo scafo in ferro aveva una forma cilindrica pi\u00f9 idrodinamica con una prua appuntita che terminava con un bompresso allungato sul quale era inserito un arpione incorporato ad una mina. Il concetto di impiego prevedeva un avvicinamento occulto al bersaglio e il suo speronamento con l&#8217;arpione. La mina, collegata all&#8217;arpione, veniva poi attivata, da una distanza di sicurezza, con un accenditore elettrico tramite le batterie di bordo del battello. L&#8217;armamento, oltre alle mine, consisteva in sei tubi in grado di sparare dei razzi sia in superficie che sott&#8217;acqua.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I test del secondo progetto si svolsero il \u200b\u200b24 luglio 1838 a Kronstadt. Ancora una volta il problema fu l&#8217;insufficiente velocit\u00e0 (0,3 nodi) assicurata dalla propulsione remiera. Nei sei anni seguenti Schilder si dedic\u00f2 al perfezionamento dei sistemi d&#8217;arma, effettuando numerosi test di successo. Fu costruito un nuovo prototipo ma questa volta con una propulsione innovativa &#8230; a reazione &#8230; ottenuta grazie ad una pompa idraulica manuale, chiamata <strong><span style=\"color: #008000;\">ventilatore centrifugo di Sablukov<\/span><\/strong>&nbsp;dal nome del suo inventore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">L&#8217;importanza dei progetti di Schilder<\/span><\/strong><br \/>\nVa riconosciuto all&#8217;ingegnere russo la tenacia e ingegnosit\u00e0 ad adattare le scoperte di quegli anni alla sua invenzione. In particolare, <strong><span style=\"color: #008000;\">Schilder<\/span><\/strong> fu il primo a considerare la possibilit\u00e0 di utilizzare l&#8217;elettricit\u00e0 per la propulsione dei battelli subacquei. Questa idea nacque dopo aver assistito agli esperimenti effettuati sul fiume Neva, nel 1838, da <span style=\"color: #008000;\"><strong>B. S. Jacobi<\/strong><\/span> con una barca con propulsione elettromagnetica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Schilder progett\u00f2 anche l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">Otvazhnost<\/span><\/strong>, un natante in ferro simile ad un pontone &#8220;semi-subacqueo&#8221; propulso da un motore a vapore, in grado di trasportare un sommergibile a bordo. Questo poteva consentire di avvicinarsi ai bersagli avversari con una velocit\u00e0 di 5 &#8211; 6 nodi. Di questo progetto, di cui si sono conservati i disegni, ne furono costruiti due esemplari.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Russian-Navy-Schilder-submarine-transport.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Russian-Navy-Schilder-submarine-transport.jpg\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Schilder, oltre ad essere un ingegnere innovativo, fu anche il primo a studiare come impiegare tatticamente i sommergibili e come difendere le aree costiere con l&#8217;uso di pontoni armati e navi &#8220;semi-sommergibili&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Durante la guerra di Crimea, nella campagna del 1853-1854 sul Danubio, Schilder fu gravemente ferito da un frammento di granata alla gamba, e mor\u00ec l&#8217;11 giugno 1854 in un ospedale della citt\u00e0 di Calarasi, Moldavia.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-27 maxbutton maxbutton-un-regalo-per-te\" href=\"https:\/\/www.primevideo.com\/offers\/ref=atv_nb_lcl_it_IT?tag=amazon0e150-21 Italia\"><span class='mb-text'>Una sorpresa per te su Amazon Music unlimited<\/span><\/a>&nbsp;&nbsp; <a class=\"maxbutton-28 maxbutton maxbutton-amazon-prime\" title=\"Scopri i vantaggi di Amazon Prime\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>Scopri i vantaggi di Amazon Prime<\/span><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: STORIA NAVALE PERIODO: XIX SECOLO AREA: RUSSIA parole chiave: Schilder, sommergibili, Flotta imperiale russa . Nel 1834, un ingegnere militare russo, Aiutante Generale K.A. Schilder disegn\u00f2 un sommergibile da sedici tonnellate. 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