{"id":69806,"date":"2022-02-16T00:02:02","date_gmt":"2022-02-15T23:02:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=69806"},"modified":"2023-09-30T18:30:36","modified_gmt":"2023-09-30T16:30:36","slug":"69806","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/69806","title":{"rendered":"La marina giapponese sperimenta gli F 35B sulla portaelicotteri Izumo"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><strong><span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><br \/>\n<\/strong><a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\"><strong>.<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>ARGOMENTO: STORIA NAVALE<br \/>\n<\/strong><strong>PERIODO: XXI SECOLO<br \/>\n<\/strong><\/span><strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: MARINE MILITARI<\/span><br \/>\n<\/strong>parole chiave: Marina giapponese, F 35<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 strano come corsi e ricorsi storici si inseguono, sui mari del mondo \u2026 dalla fine della seconda guerra mondiale molte cose sono cambiate nel Pacifico e, dopo un periodo di monopolio statunitense, in questi ultimi anni vecchie e nuove potenze marittime hanno rinnovato le loro costruzioni, costruendo unit\u00e0 portaeromobili, volendo confermare l\u2019importanza della componente aeronavale nelle operazioni marittime del III millennio.<\/p>\n<figure style=\"width: 631px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/izumo-portaerei-giapponese.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 izumo-portaerei-giapponese.jpg\" width=\"631\" height=\"376\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">JS Izumo<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ultimi eventi sono state le operazioni di due <strong><span style=\"color: #008000;\">F-35B del Corpo dei Marines statunitense (USMC),<\/span><\/strong> appartenenti al <strong><span style=\"color: #008000;\">Marine Fighter Attack Squadron 242<\/span><\/strong> con sede in Giappone, a bordo della porta aeromobili giapponese <strong><span style=\"color: #008000;\">JS Izumo<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">L&#8217;importanza della componente aeronavale: un punto di forza da sempre della marina nipponica<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nNel corso dell\u2019ultima guerra mondiale, il Giappone dimostr\u00f2 di possedere una forza aeronavale di tutto rispetto sia dal punto di vista tecnologico che tattico. Lo stato maggiore della marina nipponica si dimostr\u00f2 efficiente e con una visione strategica incentrata sull\u2019uso di diverse portaerei (la <strong><span style=\"color: #008000;\">Kido Butai<\/span><\/strong>).<\/p>\n<figure style=\"width: 1024px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/kido-butai-attacco-a-pearl-harbour-1024x547.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 kido-butai-attacco-a-pearl-harbour-1024x547.jpg\" width=\"1024\" height=\"547\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">la formazione navale giapponese per l&#8217;attacco a Pearl harbour<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo la sconfitta la <strong><span style=\"color: #008000;\">Marina imperiale giapponese (<\/span><\/strong> o&nbsp;<span style=\"color: #008000;\"><strong><span dir=\"ltr\" lang=\"ja\">\u65e5\u672c\u6d77\u8ecd<\/span>&nbsp;<\/strong><\/span><i><span style=\"color: #008000;\"><strong>Nippon Kaigun<\/strong><\/span> <\/i>per &#8220;Marina dell&#8217;impero del Grande Giappone&#8221;) fu sciolta nel 1947 dall&#8217;accettazione della <strong><span style=\"color: #008000;\">Dichiarazione di Potsdam<\/span><\/strong>. Le navi furono disarmate e alcune di esse, come la <strong><span style=\"color: #008000;\">corazzata Nagato<\/span><\/strong>, furono acquisite dalle potenze alleate come riparazione dei danni di guerra. Le restanti navi furono impiegate in compiti di supporto e, in particolare, per lo sminamento delle migliaia di mine navali posate nell&#8217;area intorno alle coste giapponesi.&nbsp;<\/p>\n<figure style=\"width: 864px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/corazzata-Nagato-giappone.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 corazzata-Nagato-giappone.jpg\" width=\"864\" height=\"960\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">corazzata Nagato<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il futuro della flotta fu limitato dalla nuova <strong><span style=\"color: #008000;\">Costituzione giapponese<\/span><\/strong>, firmata nel 1947, che con l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">articolo 9<\/span><\/strong> specific\u00f2 che il popolo giapponese <strong><em><span style=\"color: #008000;\">rinunciava per sempre alla guerra come diritto sovrano della nazione e alla minaccia o all&#8217;uso della forza come mezzo per risolvere le controversie internazionali<\/span><\/em><\/strong>. Questo comport\u00f2 che il Giappone fu autorizzato a mantenere forze militari solo <strong><span style=\"color: #008000;\">a fini di autodifesa. <\/span><\/strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"color: #000000;\">Una limitazione<\/span> <\/span>che gi\u00e0 si prevedeva temporanea, visto il corso della politica del nuovo Giappone sempre pi\u00f9 orientato verso un rapporto preferenziale con gli Stati Uniti. Dall&#8217;altra parte gli Statunitensi, che avevano mantenuto una presenza militare sul territorio, avevano intravisto una certa utilit\u00e0 a favorire lo sviluppo nella regione di forze amiche in grado di contribuire al mantenimento della sicurezza marittima.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1952, venne creata la <strong><span style=\"color: #008000;\">Coastal Safety Force<\/span><\/strong>, costituita all&#8217;interno dell&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">Agenzia per la sicurezza marittima<\/span><\/strong>, incorporando la flotta delle unit\u00e0 di dragaggio con le poche unit\u00e0 di altura, per lo pi\u00f9 cacciatorpediniere, fornite dal programma di cooperazione con gli Stati Uniti. Nel 1954, in seguito all&#8217;approvazione della nuova legge sulle forze di autodifesa, fu creata la <strong><span style=\"color: #008000;\">JMSDF<\/span><\/strong> come ramo navale delle <strong><span style=\"color: #008000;\">Forze di autodifesa giapponesi (JSDF)<\/span><\/strong>.<\/p>\n<figure style=\"width: 1024px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/Harukaze-caccia-1024x577.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Harukaze-caccia-1024x577.jpg\" width=\"1024\" height=\"577\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">il caccia Harukaze<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1956, la cantieristica nipponica costru\u00ec il suo primo cacciatorpediniere di produzione nazionale dalla seconda guerra mondiale, l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">Harukaze<\/span><\/strong>. Da quel momento le unit\u00e0 giapponesi diventarono, a similitudine di quelle dei Paesi membri della NATO, un\u2019importante componente per la lotta contro i sommergibili sovietici nel Pacifico. In quel periodo furono anche avviati importanti progetti di unit\u00e0 da impiegare nel&nbsp; pattugliamento navale.<\/p>\n<figure style=\"width: 564px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/ddg-172-jds-shimakaze-hatakaze-class-destroyer-japan-maritime-self-defense-force.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 ddg-172-jds-shimakaze-hatakaze-class-destroyer-japan-maritime-self-defense-force.jpg\" width=\"564\" height=\"494\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">DDG 172 &#8211; il caccia giapponese shimakaze classe hatakaze della Japan Maritime Self Defense Force<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo la fine della Guerra Fredda, il <strong><span style=\"color: #008000;\">JMSDF<\/span><\/strong> incominci\u00f2 ad inviare le sue unit\u00e0 nelle zone di conflitto, partecipando attivamente sia ad operazioni internazionali, sotto l&#8217;egida delle Nazioni Unite, sia a coalizioni nell\u2019ambito delle operazioni di sicurezza marittima (antipirateria).<\/p>\n<figure style=\"width: 930px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/Kongo-caccia-1024x333.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Kongo-caccia-1024x333.png\" width=\"930\" height=\"303\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">classe Kong\u014d<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1993 il JMSDF commission\u00f2 il suo primo cacciatorpediniere, <strong><span style=\"color: #008000;\">Kong\u014d<\/span><\/strong>, equipaggiato con il sistema di combattimento integrato <strong><span style=\"color: #008000;\">Aegis<\/span><\/strong>, un\u2019unit\u00e0 che venne poi impiegata anche in esercitazioni navali congiunte con gli Stati Uniti. Il JMSDF continu\u00f2 in quegli anni ad inviare un certo numero di cacciatorpediniere nell&#8217;Oceano Indiano in attivit\u00e0 di scorta per le navi alleate nell&#8217;ambito dell&#8217;operazione Enduring Freedom delle Nazioni Unite. Ci furono momenti di grande tensione, basti ricordare le operazioni contro le forze nordcoreane, quando unit\u00e0 giapponesi ingaggiarono ed affondarono, il 22 dicembre 2001, una nave spia nordcoreana nello scontro di <strong><span style=\"color: #008000;\">Amami-\u014cshima<\/span><\/strong>.<\/p>\n<figure style=\"width: 640px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/Amami-Oshima-scontro-nave-spia-coreana.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Amami-Oshima-scontro-nave-spia-coreana.jpg\" width=\"640\" height=\"356\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">la nave spia armata coreana fu affondata dalle unit\u00e0 giapponesi al largo di Amami-Oshima<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si tratt\u00f2 di uno scontro, che dur\u00f2 circa sei ore, tra quattro unit\u00e0 della Guardia Costiera Giapponese ed una nave armata nordcoreana, nei pressi dell&#8217;isola di <strong><span style=\"color: #008000;\">Amami-\u014cshima<\/span><\/strong>, nel Mar Cinese Orientale. Il peschereccio spia nordcoreano si rifiut\u00f2 di fermarsi ed inizi\u00f2 un violento scontro a fuoco che si concluse con l&#8217;affondamento del peschereccio. L&#8217;evento avvenne oltre le acque territoriali giapponesi ma entro la zona economica esclusiva (ZEE), dove il Giappone pu\u00f2 esercitare diritti esclusivi sulla pesca e l&#8217;estrazione mineraria.<\/p>\n<figure style=\"width: 640px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/mitragliera-recuperata-dal-relitto-della-nave-spia-coreana.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 mitragliera-recuperata-dal-relitto-della-nave-spia-coreana.jpg\" width=\"640\" height=\"480\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">mitragliera recuperata dal relitto della nave spia coreana<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Dai caccia alle porta aeromobili<\/span><\/strong><br \/>\nDurante le operazioni di questi ultimi anni si \u00e8 notata una rivisitazione del concetto operativo della marina giapponese, culminata con la pianificazione di una nuova classe di &#8220;portaelicotteri&#8221;, dichiarata come <strong><span style=\"color: #008000;\">cacciatorpediniere classe Hy\u016bga<\/span><\/strong> ma di fatto poi classificata come <strong><span style=\"color: #008000;\">portaelicotteri<\/span><\/strong> dal Lloyd&#8217;s Register.<\/p>\n<figure style=\"width: 800px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/DDH-hyuga.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 DDH-hyuga.jpg\" width=\"800\" height=\"532\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">portaelicotteri classe Hy\u016bga<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo suscit\u00f2 un certo numero di polemiche in quanto, sempre facendo riferimento all\u2019articolo 9 citato, l\u2019impiego di portaerei fu visto come il voler riacquisire una capacit\u00e0 offensiva. Il <strong><span style=\"color: #008000;\">JMDF<\/span><\/strong> ribatt\u00e9 che, a similitudine della marina statunitense, che considerava le grandi portaerei come portaerei di attacco mentre le portaerei minori (portaeromobili) come unit\u00e0 anti sommergibili, di fatto la nuova costruzione si identificava in una portaelicotteri quindi con compiti non offensivi.<\/p>\n<figure style=\"width: 794px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/classe-Izumo-jpeg.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 classe-Izumo-jpeg.jpg\" width=\"794\" height=\"463\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">cacciatorpediniere portaelicotteri Izumo<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel novembre 2009, il JMSDF annunci\u00f2 i piani per una &#8220;portaelicotteri&#8221; pi\u00f9 grande, il cacciatorpediniere per elicotteri <strong><span style=\"color: #008000;\">classe Izumo<\/span><\/strong>. L&#8217;unit\u00e0 fu varata il 6 agosto 2013 ed ha recentemente ultimato la prima sosta di grandi manutenzioni (costata oltre 30 milioni di dollari) che ha permesso l&#8217;imbarco di aerei ad ala fissa. Grazie alle esperienze acquisite la nave gemella dell\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">Izumo<\/span><\/strong>, <strong><span style=\"color: #008000;\">Kaga<\/span><\/strong>, sar\u00e0 modificata probabilmente a partire da quest&#8217;anno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma veniamo alla notizia del giorno, che sembra coronare un lungo periodo dal dopoguerra. E\u2019 di notizia recente che due <strong><span style=\"color: #008000;\">F-35B del USMC<\/span><\/strong> sono atterrati con successo sull&#8217;Izumo, utilizzando la manovra standard degli aerei <strong><span style=\"color: #008000;\">short take-off and vertical-landing (STOVL). <\/span><\/strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"color: #000000;\">Per i non addetti ai lavori, in parole semplici, <\/span><\/span>il pilota converte l&#8217;aereo in modalit\u00e0 hover mentre vola di fianco della portaerei, quindi si sposta lateralmente sul ponte prima di appontare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le operazioni hanno avuto successo anche se, sembrerebbe che i due aerei, avvicinatesi sul lato sinistro dell\u2019Izumo, abbiano avuto qualche problema per evitare il cannone di prua. Una manovra che potrebbe essere pericolosa in determinate situazioni operative per cui \u00e8 gi\u00e0 stato previsto che nei prossimi lavori, nel 2024, il cannone sar\u00e0 spostato, di fatto liberando spazio sul ponte per le operazioni di volo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In estrema sintesi, il JS Izumo ha dimostrato di essere in grado di effettuare operazioni di velivoli a decollo corto e atterraggio verticale (VSTOL), un fattore importante per svolgere operazioni aeronavali difensive e offensive in mare. Questa nuova capacit\u00e0 viaggia in parallelo con l\u2019acquisizione della Difesa&nbsp; giapponese di <strong><span style=\"color: #008000;\">42 F-35B<\/span> <\/strong>per operare da <strong><span style=\"color: #008000;\">Izumo<\/span><\/strong> e <strong><span style=\"color: #008000;\">Kaga<\/span><\/strong> che imbarcheranno il primo velivolo dal 2023. Nel frattempo, la collaborazione con i velivoli dell\u2019USMC consentir\u00e0 alla marina giapponese di addestrare gli specialisti di volo della Izumo in attesa dell&#8217;entrata in servizio degli F-35B giapponesi.&nbsp;<\/p>\n<figure style=\"width: 1024px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/f-35b-mmi-1024x503.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 f-35b-mmi-1024x503.jpg\" width=\"1024\" height=\"503\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Un\u2019attivit\u00e0 che la USN e il USMC hanno effettuato anche a favore di altre marine come la Royal Navy e la Marina militare italiana. Ricorderete le operazioni congiunte del 2021 al largo della costa della Virginia dalla portaerei ITS Cavour con gli F-35B della marina italiana.<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le due rinnovate portaeromobili giapponesi certamente troveranno un utile impiego nel Pacifico dove si assiste ad un potenziamento offensivo della marina cinese che si \u00e8 dotata di due portaerei (e ne sta costruendo una terza). In un ipotetico conflitto le portaeromobili torneranno quindi ad essere significative per il controllo delle rotte, estendo il lungo braccio delle loro capacit\u00e0 offensive per una contesa che si combatter\u00e0 ancora nei cieli dell\u2019alto mare. Una capacit\u00e0 che si spera verr\u00e0 consolidata anche nella marina militare italiana, mettendo fine alla situazione di stallo attuale.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Andrea Mucedola<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-27 maxbutton maxbutton-un-regalo-per-te\" href=\"https:\/\/www.primevideo.com\/offers\/ref=atv_nb_lcl_it_IT?tag=amazon0e150-21 Italia\"><span class='mb-text'>Una sorpresa per te su Amazon Music unlimited<\/span><\/a>&nbsp;&nbsp; <a class=\"maxbutton-28 maxbutton maxbutton-amazon-prime\" title=\"Scopri i vantaggi di Amazon Prime\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>Scopri i vantaggi di Amazon Prime<\/span><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>, . 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