{"id":68706,"date":"2025-08-03T00:01:00","date_gmt":"2025-08-02T22:01:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=68706"},"modified":"2025-08-03T07:48:07","modified_gmt":"2025-08-03T05:48:07","slug":"sulle-onde-della-storia-romana-tanto-ci-costano-le-donne","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/68706","title":{"rendered":"Sulle onde della storia romana: &#8220;Tanto ci costano le donne&#8221;"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA ROMANA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: CLASSICO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: MAR MEDITERRANEO &#8211; OCEANO ATLANTICO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Navigazione<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se risulta piuttosto semplice ricostruire la progressione delle esplorazioni navali condotte dai Romani verso nord (oggetto dell\u2019articolo\u00a0<i>\u201c<a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/68704\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Ma dove vanno i marinai?<\/span><\/strong><\/a>\u201d<\/i> pubblicato precedentemente), scarsissime sono le notizie sulle navigazioni oceaniche che essi effettuarono verso ponente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sappiamo comunque che, in quella direzione, essi raggiunsero le <strong><span style=\"color: #008000;\"><i>isole Fortunate<\/i><\/span><\/strong>, ovvero le <strong><span style=\"color: #008000;\">Canarie<\/span><\/strong>. Queste isole, infatti, furono il punto d\u2019arrivo dell\u2019esplorazione navale compiuta sotto gli auspici di <strong><span style=\"color: #008000;\">Augusto<\/span> <\/strong>dal re di Mauretania, il dotto e raffinato <strong><span style=\"color: #008000;\">Giuba II<\/span> <\/strong>(educato a Roma e genero di Marco Antonio). \u00c8 peraltro probabile che le prime informazioni su quelle isole fossero gi\u00e0 state acquisite dai Romani un secolo e mezzo prima, quando <strong><span style=\"color: #008000;\">Scipione Emiliano<\/span><\/strong>, dopo la resa di Cartagine, invi\u00f2 <strong><span style=\"color: #008000;\">Polibio<\/span><\/strong> con una squadra navale ad effettuare una perlustrazione geografica lungo l\u2019intera costa nordafricana.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/onde07_planisfero.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 onde07_planisfero.jpg\" width=\"835\" height=\"834\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Estensione del commercio marittimo romano negli oceani<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certo \u00e8 che la rotta per raggiungere le <strong><span style=\"color: #008000;\"><i>isole Fortunate<\/i>\u00a0<\/span><\/strong>era ben nota nell\u201981 a.C., quando <strong><span style=\"color: #008000;\">Sertorio<\/span><\/strong>, avendo parlato con dei marinai che tornavano da l\u00ec, medit\u00f2 di andarci anche lui. In epoca imperiale quell\u2019arcipelago fu oggetto di traffici commerciali da parte delle onerarie romane, che ricercarono scambi favorevoli approdando sulle isole maggiori, ad iniziare da quella pi\u00f9 orientale, chiamata\u00a0<strong><span style=\"color: #008000;\"><i>Capraria<\/i><\/span><\/strong> (l&#8217;odierna <strong><span style=\"color: #008000;\">Lanzarote<\/span><\/strong>).\u00a0Oltre le Canarie, verso ponente, ci sono le Americhe, cui si pu\u00f2 facilmente giungere navigando a vele spiegate un poco pi\u00f9 a sud per sfruttare il favorevole e costante soffio degli alisei. Una rotta del genere avrebbe forse potuto essere percorsa fino alle coste centroamericane da qualche nave romana? Certamente si: le grosse onerarie erano perfettamente in grado di effettuare una lunga navigazione d\u2019altura in acque oceaniche lungo la fascia tropicale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">I Romani erano inoltre perfettamente consapevoli della sfericit\u00e0 della Terra ed erano gi\u00e0 convinti \u2013 come poi lo sar\u00e0 anche Cristoforo Colombo \u2013 che fosse possibile raggiungere l\u2019India navigando verso ponente.<\/span> <\/strong>Ce lo conferma esplicitamente <strong><span style=\"color: #008000;\">Seneca<\/span><\/strong>, scrivendo nelle sue\u00a0<strong><span style=\"color: #008000;\"><i>Questioni Naturali<\/i>:\u00a0<\/span><\/strong><i><strong><span style=\"color: #008000;\">\u00abQual \u00e8 la distanza fra le estreme coste della Spagna e quelle dell\u2019India? Lo spazio di pochissimi giorni, se la nave \u00e8 spinta da vento favorevole<\/span><\/strong>\u00bb<\/i>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con tali premesse, l\u2019ipotesi che qualche nave romana abbia effettivamente raggiunto le coste americane non ha nulla di inverosimile e potrebbe anzi essere provata, secondo alcune interpretazioni, dal ritrovamento di reperti archeologici di origine romana giunti al di l\u00e0 dell\u2019Oceano in epoca antica. Fra le varie segnalazioni di tali ritrovamenti, perlopi\u00f9 non documentati scientificamente, la pi\u00f9 credibile riguarda una piccola testa in terracotta, attribuita all\u2019arte romana del II sec., rinvenuta nel 1933 in un\u2019area archeologica precolombiana del Messico.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/testina-fissile-romana.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 testina-fissile-romana.jpg\" width=\"869\" height=\"569\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Testina fittile rinvenuta in Messico e stimata di origine romana (II sec. d.C.). Nel 1933 fu rinvenuta ad una settantina di chilometri da Citt\u00e0 del Messico, in una tomba mai aperta n\u00e9 profanata, questa testa di statuetta barbuta dai lineamenti tipicamente europei, perfettamente compatibile con una scultura romana del II secolo dell\u2019era cristiana.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo e molti altri indizi sono stati indagati con seriet\u00e0 e senza voli di fantasia da <strong><span style=\"color: #008000;\">Elio Cadelo<\/span><\/strong> nel suo libro\u00a0<strong><span style=\"color: #008000;\"><i>Quando i Romani andavano in America<\/i><\/span><\/strong>, giunto ora alla terza edizione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tralasciando le eventuali navigazioni transatlantiche, che potrebbero essere davvero avvenute (senza tuttavia determinare l\u2019apertura del nuovo mondo al vecchio mondo, come accadde dopo le epocali traversate di Colombo), n\u00e9 le Canarie n\u00e9 le coste dell\u2019Africa occidentale riscossero un consistente interesse da parte degli armatori romani, a causa dei modesti profitti che si potevano ricavare dal commercio dei prodotti locali. Ben altri profitti e ben altri interessi erano invece offerti dalle rotte che partivano a levante dell\u2019Africa, verso sud e verso l\u2019estremo Oriente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando <strong><span style=\"color: #008000;\">Ottaviano<\/span><\/strong>, avendo sconfitto <strong><span style=\"color: #008000;\">Cleopatra<\/span><\/strong>, fece dell\u2019Egitto una provincia romana, ai Romani si dischiuse contestualmente la possibilit\u00e0 di navigare nel Mar Rosso, le cui acque risultavano ancora raggiungibili dal Mediterraneo attraverso l\u2019antico canale che collegava il vertice del Delta del Nilo con i Laghi Amari ed andava a sfociare nei pressi del porto di\u00a0<strong><span style=\"color: #008000;\"><i>Arsinoe<\/i><\/span><\/strong> (<strong><span style=\"color: #008000;\">l&#8217;odierna Suez<\/span><\/strong>). Quel canale, secondo la testimonianza del geografo Strabone, era largo 45 m ed aveva una profondit\u00e0 sufficiente per il transito di mercantili di grande stazza. Tale utilizzo dovette tuttavia essere compromesso dal progressivo insabbiamento di quella via d\u2019acqua, che risult\u00f2 del tutto impraticabile perlomeno a partire dall\u2019epoca di Plinio il Vecchio (che descrive i percorsi terrestri alternativi), fino a quando Traiano fece interamente scavare un nuovo canale (detto <strong><span style=\"color: #008000;\"><i>Fossa Traiana<\/i><\/span><\/strong>\u00a0o\u00a0<strong><span style=\"color: #008000;\"><i>Amnis Traianus<\/i><\/span><\/strong>) destinato a rimanere pienamente efficiente per circa sette secoli.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/onde07_amnis-traianus.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 onde07_amnis-traianus.jpg\" width=\"833\" height=\"932\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Tracciato dell&#8217;antico canale (Amnis Traianus) che collegava il Nilo al Mar Rosso<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per acquisire le necessarie conoscenze sulle possibilit\u00e0 di navigare nel Mar Rosso verso i porti dell\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\"><i>Arabia Felice<\/i><\/span><\/strong>\u00a0(odierno Yemen), rinomati per la disponibilit\u00e0 di prodotti di lusso particolarmente ricercati (profumi, incensi e perle), Augusto incaric\u00f2 il prefetto d\u2019Egitto, <strong><span style=\"color: #008000;\">Elio Gallo<\/span><\/strong>, di condurre un\u2019esplorazione delle coste dell\u2019intera riva arabica. La spedizione romana, per la quale vennero costruite 80 navi da guerra e 130 onerarie, perlustr\u00f2 le acque costiere del Mar Rosso fino al porto nabateo chiamato <strong><span style=\"color: #008000;\">Villaggio Bianco<\/span><\/strong>, subendo molte perdite per gli scogli affioranti, per le malattie e soprattutto per le informazioni capziose fornite dalla guida locale, il nabateo <strong><span style=\"color: #008000;\">Silleo<\/span><\/strong>, intenzionato a far fallire la missione per tutelare il monopolio commerciale arabo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La spedizione prosegu\u00ec l\u2019anno successivo verso sud, per via terrestre, venendo rallentata in ogni modo dai consigli fraudolenti, ma giunse infine nell\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\"><i>Arabia Felice<\/i><\/span><\/strong>, da cui pot\u00e9 poi rientrare molto pi\u00f9 rapidamente, per via terrestre e navale fino ad Alessandria. Nonostante il duro prezzo pagato in termini di perdite di uomini e navi, la missione condotta da Elio Gallo consegu\u00ec comunque il proprio scopo, fornendo ai Romani la conoscenza delle popolazioni, dei luoghi e delle insidie presenti lungo la costa orientale del Mar Rosso, ed aprendo al commercio romano le lucrose rotte verso l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\"><i>Arabia Felice<\/i><\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nello stesso mare gli armatori romani inviarono le loro navi anche lungo la costa africana, laddove il pi\u00f9 meridionale porto soggetto ai Romani era quello di\u00a0<i><strong><span style=\"color: #008000;\">Berenic<\/span><span style=\"color: #008000;\">e<\/span><\/strong><\/i>\u00a0(vicino all\u2019odierno <strong><span style=\"color: #008000;\">Ras Benas<\/span><\/strong>). Pi\u00f9 a sud, il commercio navale dell\u2019impero romano si spingeva ben oltre il Corno d\u2019Africa, giungendo nell\u2019emisfero sud fino a\u00a0<strong><span style=\"color: #008000;\"><i>Rapta<\/i><\/span><\/strong>, sulla costa dell\u2019odierna Tanzania all\u2019altezza di Zanzibar. Per quanto apprezzati e ricercati dai Romani fossero i prodotti reperibili negli ancoraggi dell\u2019Africa orientale (soprattutto avorio, corni di rinoceronte e gusci di tartaruga), il flusso prevalente del commercio navale che, al di fuori del Mar Rosso, si inoltrava nell\u2019Oceano Indiano non proseguiva lungo la costa somala, ma da tale rotta si biforcava dirigendosi verso levante, toccando prima i porti pi\u00f9 meridionali della penisola arabica e poi puntando risolutamente verso l\u2019India.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/onde07_tigre.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 onde07_tigre.jpg\" width=\"938\" height=\"620\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Rappresentazione romana di una tigre in un pannello in opus sectile (intarsio di marmi policromi) del IV sec. d.C. (Musei Capitolini)<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019impennata dei traffici navali in tale direzione, perlomeno decuplicati sotto il <strong><span style=\"color: #008000;\">principato di Augusto<\/span><\/strong>, venne accompagnata dall\u2019avvio di calorose relazioni diplomatiche fra i Romani e gli Indiani, come si vide dalle due ambascerie provenienti dall\u2019India che raggiunsero lo stesso <strong><span style=\"color: #008000;\">Augusto<\/span><\/strong>, nel 25 a.C. a <strong><span style=\"color: #008000;\">Tarragona<\/span><\/strong> e cinque anni dopo a <strong><span style=\"color: #008000;\">Samo<\/span><\/strong>. Fra i vari omaggi offerti all\u2019imperatore da questa seconda delegazione indiana vi furono anche delle tigri, che in quell\u2019occasione furono viste dai Romani per la prima volta. Le buone relazioni con i potenti dell\u2019India non furono comunque sufficienti, allora come ora, a garantire la sicurezza nelle acque indiane contro gli attacchi dei pirati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"color: #008000;\"><b>Le navi da carico, pertanto, oltre ad imbarcare dei nuclei di sicurezza costituiti da arcieri (come viene fatto ancora oggi da alcune compagnie di navigazione tramite i contractor), cercarono di regolare le proprie rotte per evitare il transito vicino ai porti che avevano la fama di ospitare navi dedite alla pirateria.<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">All\u2019epoca di <strong><span style=\"color: #008000;\">Plinio il Vecchio<\/span><\/strong>, gli armatori romani avevano da poco modificato la loro rotta per l\u2019India come ci viene spiegato dallo stesso erudito ammiraglio della Flotta Misenense nella sua <strong><span style=\"color: #008000;\"><i>Naturalis Historia<\/i><\/span><\/strong>: dopo aver lasciato i porti dell\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\"><i>Arabia Felice<\/i><\/span><\/strong>, anzich\u00e9 procedere con rotta parallela alla costa meridionale della penisola arabica (e, quindi, con il vento del monsone estivo in poppa) dirigendosi verso la foce del fiume Indo, come si faceva in precedenza, i comandanti iniziarono ad affrontare con decisione una lunga navigazione d\u2019altura in pieno oceano, puntando direttamente sui porti pi\u00f9 meridionali dell\u2019India. Su questa nuova rotta, che tagliava il mare Arabico in tutta la sua estensione, essi navigavano per circa quaranta giorni sfruttando il monsone (quello estivo nel viaggio di andata e quello invernale nel percorso di ritorno), nonostante il severo tormento provocato dalla protratta navigazione con vento e mare prossimi al traverso.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/onde07_india-1024x660.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 onde07_india-1024x660.jpg\" width=\"849\" height=\"547\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">A Madras, nel 1997, fu tenuta una mostra sulle presenze romane sulla costa orientale indiana. Tra i vari oggetti erano presenti monete imperiali che dimostravano i pagamenti con moneta romana nel sub continente indiano.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il commercio marittimo romano si estese anche al di l\u00e0 della punta meridionale dell\u2019India, sia sull\u2019isola di\u00a0<strong><span style=\"color: #008000;\"><i>Taprobane<\/i><\/span><\/strong> (<strong><span style=\"color: #008000;\">l&#8217;odierna Sri Lanka<\/span><\/strong>) \u2013 da cui l\u2019imperatore<strong><span style=\"color: #008000;\"> Claudio<\/span> <\/strong>ricevette un\u2019ambasceria \u2013 sia su vari porti ed ancoraggi della costa orientale fino alle foci del Gange.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Statuetta_indiana_di_Lakshmi_avorio_da_pompei_1-50_dc_ca-515x1024.jpeg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Statuetta_indiana_di_Lakshmi_avorio_da_pompei_1-50_dc_ca-515x1024.jpeg\" width=\"918\" height=\"1825\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">artefatti indiani sono stati ritrovati anche in Italia. Nel 1938 il <em>Lakshmi di Pompei<\/em> venne ritrovato tra le rovine della citt\u00e0 distrutta dall&#8217;eruzione vulcanica del Vesuvio nel 79 d.C.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da <strong><span style=\"color: #008000;\"><i>Taprobane<\/i><\/span><\/strong>, che gi\u00e0 commerciava con i\u00a0<strong><span style=\"color: #008000;\"><i>Seri<\/i><\/span><\/strong> (gli antichi Cinesi), le rotte mercantili attraversarono anche il Golfo del Bengala per entrare nel Mar Cinese Meridionale e raggiungere le coste della lontanissima\u00a0<strong><span style=\"color: #008000;\"><i>Serica<\/i> (l&#8217;odierna Cina)<\/span><\/strong>, dove pervennero almeno due ambascerie inviate dagli imperatori romani, a partire da <strong><span style=\"color: #008000;\">Marco Aurelio<\/span><\/strong>. Per le importazioni dei prodotti di lusso provenienti dall\u2019Arabia Felice, dall\u2019India e dalla\u00a0<i>Serica<\/i>\u00a0(<strong><span style=\"color: #008000;\">famosa per la seta<\/span><\/strong>) l\u2019Impero romano spendeva cos\u00ec cento milioni di sesterzi all\u2019anno, come rifer\u00ec <strong><span style=\"color: #008000;\">Plinio il Vecchio<\/span><\/strong>, soggiungendo:\u00a0<i>\u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">tanto ci costano il lusso e le donne<\/span><\/strong>\u201d<\/i>.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Domenico Carro<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">in anteprima tre aurei romani ritrovati a Pudukottai, Tamil Nadu, India. La prima moneta (a sinistra) raffigura Caligola (37-41 d.C.) seguita a destra da due aurei di Nerone (54-68). Le monete sono conservate al British Museum, Londra, UK<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: STORIA ROMANA PERIODO: CLASSICO AREA: MAR MEDITERRANEO &#8211; OCEANO ATLANTICO parole chiave: Navigazione &nbsp; Se risulta piuttosto semplice ricostruire la progressione delle esplorazioni navali condotte dai Romani verso nord (oggetto dell\u2019articolo\u00a0\u201cMa dove vanno i marinai?\u201d pubblicato precedentemente), scarsissime sono le notizie sulle navigazioni oceaniche che essi effettuarono verso ponente. 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