{"id":68700,"date":"2026-01-11T00:02:00","date_gmt":"2026-01-10T23:02:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=68700"},"modified":"2026-03-25T18:56:43","modified_gmt":"2026-03-25T17:56:43","slug":"sulle-onde-della-storia-romana-3","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/68700","title":{"rendered":"Sulle onde della storia romana: marinai, donne e guai"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA ROMANA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: CLASSICO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: ROMA<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: nauta, flotta<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><i>Nauta<\/i><\/span><\/strong> \u00e8 il ben noto vocabolo latino utilizzato per indicare la figura del marinaio nel mondo romano. Questo termine \u00e8 rimasto inalterato anche nella lingua italiana, dove \u00e8 presente sia come voce poetica \u2013 nel senso di marinaio e navigatore \u2013, sia come secondo elemento di parole composte che si riferiscono alla navigazione marittima (a motore: <i>motonauta<\/i>), sottomarina (<i>acquanauta<\/i>), sotterranea (<i>speleonauta<\/i>), aerea (<i>aeronauta<\/i>), spaziale (<i>astronauta, cosmonauta<\/i>) o addirittura nel cosiddetto ciberspazio (<i>cibernauta<\/i>), cio\u00e8 negli arcani universi virtuali della rete telematica.&nbsp;La longevit\u00e0 di questo vocabolo, rimasto vivo e vitale per oltre due millenni, poggia sulla robusta notoriet\u00e0 ch\u2019esso ebbe gi\u00e0 fin dall\u2019antichit\u00e0 romana, epoca in cui<strong><span style=\"color: #008000;\"> i marinai venivano considerati dei coraggiosi che sfidavano i mortali rischi della navigazione marittima e costituivano pertanto la categoria che pi\u00f9 di ogni altra aveva bisogno dell\u2019aiuto della<\/span><\/strong> <strong><span style=\"color: #008000;\">dea Fortuna<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Fortuna-engraving-Hans-Sebald-Beham-1541-661x1024.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Fortuna-engraving-Hans-Sebald-Beham-1541-661x1024.jpg\" width=\"842\" height=\"1304\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">La dea Fortuna era spesso rappresentata con una cornucopia come donatrice di abbondanza e un timone come controllore dei destini, o in piedi su una palla per indicare l&#8217;incertezza della fortuna. stampa di Hans Sebald Beham, 1541<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo rifer\u00ec <strong><span style=\"color: #008000;\">Dione Crisostomo<\/span><\/strong>, all\u2019epoca di <strong><span style=\"color: #008000;\">Traiano<\/span><\/strong>, scrivendo che proprio la protezione dei marinai fosse la prima spiegazione che veniva data al simbolismo del timone nella mano della <strong><span style=\"color: #008000;\">dea Fortuna<\/span><\/strong>, nelle pi\u00f9 comuni raffigurazioni di quest\u2019ultima.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I&nbsp;<strong><span style=\"color: #008000;\"><i>nautae<\/i><\/span><\/strong>&nbsp;dei Romani possedevano necessariamente le caratteristiche eterne dei marinai di tutti i tempi: l\u2019abitudine a vivere ed operare negli spazi ristretti di un mezzo navale mobile e ballerino, soggetto all\u2019incoercibile potenza del mare e dei fenomeni atmosferici; un buon \u201cpiede marino\u201d, per mantenersi lucidi ed efficienti anche in situazione di mare in burrasca; una solida conoscenza dei pericoli della navigazione e delle cause interne di rischio per la sicurezza della nave (il fuoco, i materiali mobili non fissati saldamente con le rizze, ecc.); una sicura abilit\u00e0 nel maneggiare i cavi d\u2019ormeggio, le ancore, le imbarcazioni, le attrezzature marinaresche e tutte le manovre delle vele, arrampicandosi anche sul sartiame, sui pennoni o in testa d\u2019albero quando necessario.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/onde03_nave_rimini.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 onde03_nave_rimini.jpg\" width=\"882\" height=\"620\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Nave romana con marinai arrampicati sui cavi (mosaico della domus di palazzo Diotallevi, a Rimini)<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa specifica capacit\u00e0, illustrata da molteplici antiche rappresentazioni di scene navali (come quelle delle foto di questo articolo), \u00e8 stata anche oggetto di una suggestiva descrizione lasciataci dal retore <strong><span style=\"color: #008000;\">Luciano<\/span><\/strong>, che si entusiasm\u00f2 al vedere ormeggiata in banchina una gigantesca nave frumentaria addetta a trasporto del grano egiziano destinato al porto imperiale di Roma:&nbsp;<i>\u201c<\/i><strong><em><span style=\"color: #008000;\">siamo stati fermi per un bel pezzo con il naso all\u2019ins\u00f9, vicino all\u2019albero \u2026 e siamo rimasti a bocca aperta di fronte a quel marinaio che si arrampicava tra le sartie e poi si muoveva veloce e sicuro sul pennone tenendosi attaccato ai cavi di sostegno<\/span><\/em><\/strong><i>\u201d<\/i>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">D\u2019altronde a vent\u2019anni acquisimmo quella stessa abilit\u00e0 anche noi che abbiamo avuto il privilegio di addestrarci sugli imponenti alberi della nave scuola&nbsp;<i>Amerigo Vespucci<\/i>, come sempre fanno gli Allievi Ufficiali della nostra Marina.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 piuttosto noto che, nell\u2019antica Roma, la particolare destrezza dei marinai della <strong><span style=\"color: #008000;\">flotta imperiale di Miseno<\/span><\/strong> venne anche sfruttata adibendo un reparto di quegli uomini alla <strong><span style=\"color: #008000;\">manovra dell\u2019immane velario che copriva il Colosseo<\/span> <\/strong>quando la calura estiva rendeva molesti i raggi del sole. Si trattava di un tendaggio retto dai 240 pali che circondavano la parte superiore dell\u2019intera ellisse, passando attraverso i fori ancora visibili nel cornicione e poggiando sulle sottostanti mensole in travertino. L\u2019intera copertura doveva essere costituita da una serie di spicchi formati da teli di lino, ciascuno dei quali era evidentemente molto pi\u00f9 ampio di qualsiasi vela mai realizzata.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/onde03_nave_pompei.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 onde03_nave_pompei.jpg\" width=\"1005\" height=\"620\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Nave romana con marinai arrampicati sulle sartie e sul pennone (bassorilievo su di un&#8217;ara di Pompei)<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I predetti marinai erano normalmente alloggiati nella vicina Caserma dei Misenati (<strong><span style=\"color: #008000;\"><i>Castra Misenatium<\/i><\/span><\/strong>), che ospitava anche dei reparti di&nbsp;<strong><span style=\"color: #008000;\"><i>classiarii<\/i><\/span><\/strong>, anch\u2019essi provenienti dalla flotta pretoria Misenense. Tale comunanza e la vicinanza della caserma all\u2019anfiteatro hanno ingenerato due errori storici: il primo, che risale alla tarda antichit\u00e0 (biografia dell\u2019imperatore <strong><span style=\"color: #008000;\">Commodo<\/span> <\/strong>nella&nbsp;<i>Storia Augusta<\/i>, del IV secolo d.C.), \u00e8 quello di attribuire ai&nbsp;<i>classiarii<\/i>&nbsp;la manovra del velario; il secondo, diffuso in pressoch\u00e9 tutte le odierne guide della Citt\u00e0 Eterna, consiste nel considerare tale attivit\u00e0 come la ragion d\u2019essere del distaccamento di marinai nell\u2019Urbe.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si tratta in effetti di due assurdit\u00e0: i&nbsp;<i>classiarii<\/i>&nbsp;erano dei combattenti specificamente addestrati agli arrembaggi, agli sbarchi navali ed ai combattimenti sulle coste nemiche, ma privi di una particolare perizia nella manovra delle vele, perizia che era invece la prerogativa dei marinai; questi ultimi venivano stanziati a Roma per assolvere primariamente i loro compiti d\u2019istituto a sostegno del naviglio militare presente sul Tevere (nei&nbsp;<strong><span style=\"color: #008000;\"><i>Navalia<\/i><\/span><\/strong>&nbsp;ed alle banchine del porto fluviale) per le esigenze navali dell\u2019imperatore ed ogni altra esigenza di Stato. Il loro impiego presso l\u2019anfiteatro va quindi considerato solo un\u2019attivit\u00e0 di servizio pubblico occasionale ed accessoria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oltre che per la loro rinomata destrezza nel manovrare vele e velari, e nell\u2019intervenire con funambolesca agilit\u00e0 sulle alberature delle navi, i marinai dell\u2019antica Roma sono citati nella letteratura latina e greca dell\u2019epoca per varie altre attivit\u00e0 svolte a bordo dei mercantili, quali il controllo dei passeggeri, il monitoraggio dei fondali con lo scandaglio a prua nell\u2019avvicinarsi ad una zona di secche o ad una costa sconosciuta, le predisposizioni urgenti per fronteggiare una burrasca in arrivo, le misure di emergenza per scongiurare un naufragio (lancio in mare del carico, abbattimento dell\u2019albero, ecc.) o per porsi in salvo prima dell\u2019affondamento della nave.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/onde03_nave_torlonia.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 onde03_nave_torlonia.jpg\" width=\"847\" height=\"787\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Nave romana con marinai alla manovra delle vele (bassorilievo della collezione Torlonia)<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per quanto concerne i marinai imbarcati sulle navi da guerra romane, essi costituivano una delle tre componenti degli equipaggi, a fianco dei rematori e dei militi navali (o&nbsp;<strong><span style=\"color: #008000;\"><i>classiarii<\/i><\/span><\/strong>), di cui si \u00e8 parlato nei due articoli precedenti. Essendo l\u2019esatto equivalente della categoria dei&nbsp;<strong><span style=\"color: #008000;\"><i>nocchieri<\/i><\/span><\/strong>&nbsp;nella nostra Marina Militare, essi <strong><span style=\"color: #008000;\">erano addetti a tutti i servizi marinareschi di bordo<\/span><\/strong>, pi\u00f9 o meno come accadeva sulle navi mercantili, ma con varie incombenze supplementari, quali, ad esempio, abbattere gli alberi delle vele prima della battaglia navale (quando tutta l\u2019alberatura sarebbe risultata d\u2019impaccio) ed innalzarli poi nuovamente, per i successivi trasferimenti a vela.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Durante i combattimenti in mare, i marinai fornivano anche il proprio contributo lanciando a mano i grappini d&#8217;abbordaggio sulle navi nemiche da arrembare, oppure, come ci riferisce <strong><span style=\"color: #008000;\">Vegezio<\/span><\/strong>, se le condizioni erano propizie mettevano a mare delle imbarcazioni sulle quali si portavano occultamente sottobordo a qualche nave nemica per tagliare con la scure i cavi che ne reggevano i timoni. Viceversa, quelli che rimanevano a bordo si tenevano pronti a sistemare dei timoni di emergenza qualora quelli originari fossero stati spezzati da un rostro nemico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al di l\u00e0 dei pochi esempi finora citati, \u00e8 comunque evidente che la qualit\u00e0 dei marinai fosse indispensabile per l\u2019efficienza delle flotte romane. Molto acutamente Marco Cornelio Frontone osservava che una nave avrebbe potuto&nbsp;<i>\u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">affondare per un cavo mal sistemato<\/span><\/strong>\u201d<\/i>. Oltre alla competenza marinaresca, pertanto, l\u2019altro requisito irrinunciabile era quello della tempestiva e rigorosa esecuzione degli ordini. Sotto questo profilo non sono stati tramandati dalle fonti antiche episodi denotanti qualche flessione della disciplina a bordo delle navi. Vi furono, al contrario, dei notevoli casi di perfetta adesione alle direttive di pi\u00f9 difficile attuazione, come accadde in occasione della memorabile partenza della flotta di Pompeo da Brindisi, salpando e manovrando nel pi\u00f9 assoluto silenzio per non allertare i pur vicinissimi avversari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una maggiore libert\u00e0 di comportamento \u00e8 fisiologica quando i marinai vanno a terra. Tuttavia alcuni eccessi di particolare gravit\u00e0 si manifestarono nei primi due anni della III guerra Macedonica (171-170 a:C.), quando le forze romane sbarcate in Grecia per difendere gli alleati dall\u2019aggressione macedone furono lasciate senza adeguato controllo dal loro comandante, pi\u00f9 interessato ad arricchirsi con arbitrarie requisizioni che non alla cura della disciplina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In tali circostanze, i&nbsp;<i>classiarii<\/i>&nbsp;ed i marinai si erano acquartierati a Calcide nelle case private, destando le proteste degli abitanti perch\u00e9 si aggiravano fra le loro donne ed i loro figli senza curarsi del proprio aspetto. Quando le proteste dei Greci pervennero al Senato, il comandante della flotta, <span style=\"color: #008000;\"><strong>Caio Lucrezio<\/strong>,<\/span> venne citato in giudizio e condannato dal voto popolare ad una multa di un milione di assi.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/onde03_faustina_min.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 onde03_faustina_min.jpg\" width=\"839\" height=\"976\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Faustina minore, figlia di Antonino Pio, moglie di Marco Aurelio e madre di Commodo (Museo del Louvre, foto Clio20)<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019irritazione dei Greci per l\u2019invadenza del personale della flotta era stata motivata dal modo di fare di quegli uomini, che non moderavano in alcun modo il proprio linguaggio e le proprie azioni, e probabilmente anche dal loro abbigliamento estremamente succinto nella stagione estiva. Era infatti abitudine dei marinai di indossare solo il vestiario strettamente indispensabile, permanendo addirittura in completa nudit\u00e0 quando impegnati in attivit\u00e0 faticose. Tale consuetudine risulta perlomeno attestata in epoca imperiale, visto che <strong><span style=\"color: #008000;\">Faustina minore<\/span><\/strong>, moglie di Marco Aurelio, fu oggetto della seguente maldicenza calunniosa. <strong><span style=\"color: #008000;\">Sesto Aurelio Vittore<\/span><\/strong> scrisse che la bella imperatrice, quando andava in Campania, si fermava nei punti della costa dai quali era possibile osservare i marinai che lavoravano nudi, allo scopo di scegliere fra di essi &#8230; gli amanti pi\u00f9 adatti.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Domenico Carro<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>immagine in anteprima: Imbarcazione romana con due marinai ai remi e uno al timone (affresco del porto fluviale di Roma. Museo Nazionale Romano al Palazzo Massimo).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore e le fonti o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: STORIA ROMANA PERIODO: CLASSICO AREA: ROMA parole chiave: nauta, flotta &nbsp; Nauta \u00e8 il ben noto vocabolo latino utilizzato per indicare la figura del marinaio nel mondo romano. 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