{"id":68645,"date":"2022-02-21T00:01:31","date_gmt":"2022-02-20T23:01:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=68645"},"modified":"2023-09-30T18:38:24","modified_gmt":"2023-09-30T16:38:24","slug":"analogia-tra-gli-oceani-e-lo-spazio-esterno-per-una-strategia-nello-spazio-esterno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/68645","title":{"rendered":"Analogia tra gli oceani e lo spazio esterno per una nuova visione strategica"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO:&nbsp;GEOPOLITICA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: SPAZIO<\/span><br \/>\n<\/strong>parole chiave: SLOC, CLOC, Mahan, Colbert<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span data-offset-key=\"e1919-0-0\">Siamo abituati a considerare la geografia nei tre domini, terra, mare e aria, come elemento critico che influenza le strategie nazionali ed internazionali. Insieme a queste tre dimensioni ne sta diventando sempre pi\u00f9 importante una quarta, lo spazio che presenta molte similitudini con quella marittima &#8230; le guerre <\/span><span data-offset-key=\"e1919-1-0\">fredde<\/span><span data-offset-key=\"e1919-2-0\"> spaziali sono gi\u00e0 iniziate.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I limiti geografici hanno subito nella storia un ridimensionamento della loro importanza in ambito strategico, legato alla capacit\u00e0 delle forze militari di potersi muovere con maggiore facilit\u00e0 e velocit\u00e0 nel teatro operativo. In particolare, il sempre maggiore controllo della dimensione aerea e spaziale ha consentito di anticipare le scelte e, in molti casi, di prevenire situazioni critiche sul pianeta.&nbsp;A fianco ai domini tradizionali (terra, aria e oceani) si \u00e8 aggiunto nel tempo, lo spazio che, per quanto possa sembrare ancora lontano, sta attirando sempre di pi\u00f9 gli interessi delle superpotenze mondiali. Sebbene parlare di strategia spaziale possa sembrare fantascientifico, in realt\u00e0 studi tradizionali di strategia e geopolitica possono essere applicati al dominio dello spazio esterno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">In questo breve articolo cercher\u00f2 di dare alcuni spunti di riflessione per far comprendere che il dominio spaziale possa essere considerato in maniera simile a quelli tradizionali facendo delle semplici estrapolazioni.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per iniziare richiamo, come esempio, la teoria della terraferma di <strong><span style=\"color: #008000;\">Halford Mackinder<\/span><\/strong> che basava la sua tesi geopolitica sulla contrapposizione tra mare e terra.<\/p>\n<figure style=\"width: 850px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Mackinders-Heartland.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Mackinders-Heartland.png\" width=\"850\" height=\"598\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">il concetto land centric di Makinders con la sua heartland<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo <strong><span style=\"color: #008000;\">Mackinder,<\/span><\/strong> il territorio (<strong><span style=\"color: #008000;\">Heartland<\/span><\/strong>) era il &#8220;cuore&#8221; pulsante di tutte le civilt\u00e0 di terra, in quanto logisticamente protetto da qualunque dominio talassocratico. Da&nbsp; cui la sua (errata) concezione geopolitica che chi comandava il territorio controllava il mondo (\u00ab<em><strong><span style=\"color: #008000;\">Who rules East Europe commands the Heartland: who rules the Heartland commands the World-Island: who rules the World-Island commands the World<\/span><\/strong><\/em>\u00bb). Una visione <strong><em><span style=\"color: #008000;\">land centric<\/span><\/em><\/strong> che andava ad identificare in realt\u00e0 punti geografici ben precisi, ben lontani dal mare. Considerando la storia recente potremmo ribaltare il concetto dicendo che chi comanda il mare comanda la terra e che, per farlo, devono esistere punti strategici da conquistare e proteggere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In una visione futura lo stesso concetto si potrebbe applicare allo spazio, adottando una &#8220;topografia&#8221; anche per il quarto dominio. Non si tratta di fantascienza hollywoodiana &#8230; vedremo come, applicando i concetti della strategia allo spazio, alcuni punti al di fuori dell\u2019atmosfera, possono essere utilizzati strategicamente per scopi civili, commerciali o militari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Ne consegue che<\/span><\/strong> <strong><span style=\"color: #008000;\">anche nello spazio devono essere prescelti punti strategici da impiegare e proteggere, analogamente al dominio marittimo.<\/span><\/strong><\/p>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Definizioni<\/span><\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">GEO \u2013 Orbita equatoriale geosincrona<\/span><\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">zona spaziale dove vengono collocati i satelliti geostazionari che si muovono alla stessa velocit\u00e0 della Terra e su un percorso parallelo alla rotazione terrestre. Questo consente di coprire un&#8217;area specifica della Terra. Orbitando a circa 35.000 km (22.000 miglia) sopra la superficie, i satelliti GEO impiegano esattamente 24 ore per compiere un&#8217;orbita completa della Terra. Di dimensioni maggiori, hanno costi maggiori ma, vista la lontananza dell\u2019orbita sono necessari solo tre satelliti GEO per una copertura completa delle comunicazioni.<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/geo-satellite.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 geo-satellite.png\" width=\"570\" height=\"276\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">LEO \u2013 a bassa orbita terrestre<\/span><\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">orbite pi\u00f9 basse tra 800 \u2013 1.600 km (500 \u2013 1.000 miglia) sopra la superficie. Questa vicinanza alla Terra li rende ideali per comunicazioni ad altissima velocit\u00e0 e a bassa latenza, che spesso presentano un ritardo di soli 0,05 secondi. I satelliti LEO hanno dimensioni minori che li rende molto pi\u00f9 veloci ed economici da produrre rispetto ai loro fratelli maggiori. Completano un&#8217;orbita in appena 40-100 minuti. Essendo pi\u00f9 vicini sono necessari molti di pi\u00f9 per fornire una copertura globale completa.<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il pozzo gravitazionale<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nLa topografia spaziale pi\u00f9 critica nell&#8217;orbita terrestre \u00e8 il <strong><span style=\"color: #008000;\">pozzo gravitazionale<\/span><\/strong>, ovvero <strong><span style=\"color: #008000;\">una regione di spazio, soggetta ad un campo gravitazionale, che circonda un corpo di una certa massa (<\/span><\/strong>nel nostro caso specifico la Terra). Potremmo immaginarlo come un vortice che, al di l\u00e0 delle complessit\u00e0 matematiche, possiamo visualizzare con un grafico dove la Terra si trova sul fondo di un pozzo. Considerando una astronave in partenza dalla Terra, per poter sfuggire dal pozzo gravitazionale sar\u00e0 necessaria una quantit\u00e0 di energia sempre maggiore per poter raggiungere la cresta. Nella sua ascesa attraverser\u00e0 le varie orbite (da LEO a GEO) che abbiamo citato.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/pozzo-gravitazionale.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 pozzo-gravitazionale.png\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Riferendosi al disegno, l\u2019altitudine dell\u2019orbita terrestre bassa (<strong><span style=\"color: #008000;\">LEO<\/span><\/strong>) pu\u00f2 variare da un minimo di 200 chilometri fino a 2.000. Per spostarsi su orbite sempre pi\u00f9 alte ci sar\u00e0 bisogno di sempre maggior energia. Una volta raggiunte le orbite le necessit\u00e0 energetiche saranno per\u00f2 minori. Volendo fare un parallelismo, con le linee di comunicazione marittime, lo spazio ha anch\u2019esso le sue linee do comunicazione sensibili, dai punti terrestri a quelli in orbita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da un punto di vista strategico le orbite minori sono le pi\u00f9 congestionate e rischiose, a causa del gran numero di satelliti e &#8230; dei detriti spaziali. Le <strong><span style=\"color: #008000;\">orbite geosincrone (GEO)<\/span>, <\/strong>ed oltre, sono aree a rischio relativamente basso, ma richiedono sostanzialmente molta pi\u00f9 energia per arrivarci. In esse il periodo orbitale di un satellite \u00e8 uguale ad una rivoluzione della Terra, facendo sembrare che il satellite sia fisso rispetto alla superficie terrestre, cosa che le rende vantaggiose per le telecomunicazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Premesso quanto sopra, esistono nello spazio alcune posizioni strategiche che conferiscono qualche indubbio vantaggio operativo.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">L&#8217;importanza del vantaggio tattico<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<figure style=\"width: 269px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Corbett-julian.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Corbett-julian.jpg\" width=\"269\" height=\"344\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Julian Corbett (1854 &#8211; 1922)<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Continuando il parallelismo con la dimensione marittima va ricordato lo storico navale e geo-stratega britannico <strong><span style=\"color: #008000;\">Julian Corbett <\/span><\/strong><span style=\"color: #000000;\">e la<\/span> sua definizione per le linee di comunicazione marittime &#8220;<strong><em><span style=\"color: #008000;\">as the waters over which passes the normal course of vessels proceeding from the base to the objective or the force to be supplied<\/span><\/em><\/strong>&#8220;. Corbett era fautore della necessit\u00e0 della <strong><span style=\"color: #008000;\">superiorit\u00e0 relativa<\/span> <\/strong>e pose maggiore enfasi non sullo scontro decisivo fra le forze in mare, ma sulle operazioni solo apparentemente minori, come il blocco delle linee di comunicazione nemiche (ad esempio con le mine navali).<\/p>\n<figure style=\"width: 273px\" class=\"wp-caption alignright\"><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/clausewitz-1.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 clausewitz-1.jpg\" width=\"273\" height=\"358\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Carl von Clausewitz (1780 \u2013 1831) <\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo <strong><span style=\"color: #008000;\">Sir<\/span><\/strong> <strong><span style=\"color: #008000;\">Julian<\/span><\/strong> <strong><span style=\"color: #008000;\">Corbett<\/span><\/strong>, rifacendosi al concetto clausewitziano, <strong><span style=\"color: #008000;\">la<\/span><\/strong> <strong><span style=\"color: #008000;\">strategia degli Stati si sarebbe dovuta focalizzare su come controllare le linee di comunicazione marittime, concentrandosi sulle mosse del nemico per mantenere un vantaggio tattico<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo concetto non \u00e8 esclusivo del dominio marittimo ed \u00e8 applicabile anche nello spazio. Come nel dominio marittimo, chiunque pu\u00f2 utilizzare tutti i regimi orbitali contemporaneamente, anche se a volte, pericolosamente. Un fattore da non trascurare visto che un satellite &#8220;avversario&#8221; \u00e8 stato gi\u00e0 abbattuto da uno Stato avversario perch\u00e9 ritenuto pericoloso.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Maritime vs Space<\/span><\/strong><br \/>\nSecondo il dottor <strong><span style=\"color: #008000;\">John Klein<\/span><\/strong>, della Troy University, esiste un equivalente spaziale delle <strong><span style=\"color: #008000;\">linee di comunicazione marittime (SLOC)<\/span><\/strong> e quelle spaziali, definite <strong><span style=\"color: #008000;\">CLOC (celestial line of communication)<\/span><\/strong>, che in un prossimo futuro potrebbero essere utilizzate per il trasporto di materiali, personale, veicoli spaziali, trasmissioni elettromagnetiche ad uso civile ma anche militare.<\/p>\n<figure style=\"width: 1024px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/NASA_satellites-1024x692.jpeg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 NASA_satellites-1024x692.jpeg\" width=\"1024\" height=\"692\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">EUMETSAT costellazione NASA<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di particolare importanza nello spazio, come sul territorio, sono quindi i <strong><span style=\"color: #008000;\">punti focali<\/span><\/strong>. In campo terrestre sappiamo che pi\u00f9 in alto ci poniamo e maggiori saranno i nostri vantaggi su possibili avversari. La stessa cosa avviene nello spazio.&nbsp;I satelliti pi\u00f9 lontani possono fornire prestazioni migliori se collocati in posizioni <strong><span style=\"color: #008000;\">GEO<\/span><\/strong>. Non a caso esse sono quelle impiegate dai satelliti di telecomunicazioni, intelligence, sorveglianza e ricognizione. Una volta posizionati, i satelliti possono funzionare per periodi di tempo pi\u00f9 estesi rispetto ai satelliti che operano ad orbite minori.<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Choke point<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<figure style=\"width: 278px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Mahan.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Mahan.jpg\" width=\"278\" height=\"376\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Alfred Thayer Mahan (1840 \u2013&nbsp; 1914)<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Analogamente dobbiamo considerare i <strong><span style=\"color: #008000;\">choke point<\/span><\/strong>, punti sensibili che esistono nel dominio spaziale esattamente come nel campo marittimo.&nbsp;Sia <strong><span style=\"color: #008000;\">Mahan<\/span><\/strong> che <strong><span style=\"color: #008000;\">Corbett<\/span> <span style=\"color: #008000;\">affermarono l\u2019importanza della difesa delle<\/span><\/strong> <strong><span style=\"color: #008000;\">linee di comunicazione marittime, compresi gli accessi ai porti<\/span><\/strong>.&nbsp;Se ancora una volta spostiamo la nostra attenzione sul dominio spaziale, i porti marittimi diventano i moderni complessi di lancio spaziale (<strong><span style=\"color: #008000;\">spazioporti<\/span><\/strong>) che, in un\u2019ottica futura, dovranno essere responsabili di mantenere aperto il flusso di merci e persone verso lo spazio.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per quanto riguarda questi punti sensibili, <strong><span style=\"color: #008000;\">Klein<\/span><\/strong> sostiene che le orbite inferiori siano ormai sature, avendo raggiunto un livello critico di densit\u00e0 per tutti i sistemi spaziali. Per dare un&#8217;idea, al 30 aprile 2021, c&#8217;erano un totale di 4.084 satelliti nello spazio, di cui 3.328 solo nell\u2019area <strong><span style=\"color: #008000;\">LEO<\/span><\/strong>. Un affollamento pericoloso di diversi satelliti, funzionanti e non, che sono forieri ora e nel prossimo futuro di tanti detriti spaziali che possono essere un pericolo per i nuovi sistemi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per quanto sopra, le Superpotenze in grado di poter gestire sistemi spaziali cos\u00ec complessi si stanno rivolgendo verso la fascia pi\u00f9 esterna, <strong><span style=\"color: #008000;\">GEO<\/span><\/strong>, che si presta meglio per le&nbsp; comunicazioni, l&#8217;osservazione meteorologica e la sorveglianza scientifica e militare. Non \u00e8 fantascienza se pensiamo che alla fine del 2020, 562 satelliti erano gi\u00e0 stati collocati in posizioni GEO.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">I punti sensibili (choke point) avranno quindi un\u2019importanza strategica critica anche nello spazio essendo in grado di bloccare o rallentare il traffico lungo le future linee di comunicazione celesti.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Simili ai porti marittimi, gli spazioporti rappresentano i punti fisicamente pi\u00f9 vulnerabili delle potenze con capacit\u00e0 spaziali. Anche se quelli posizionati in zone equatoriali hanno un maggior vantaggio rispetto agli altri, necessitando geometricamente meno energia per la messa in orbita dei satelliti, non tutte le potenze possono averli a disposizione. Questo \u00e8 un fattore geografico interessante che potrebbe portare le super potenze ad &#8220;interessarsi&#8221; di aree del mondo geometricamente interessanti per la realizzazione dei futuri spazioporti o, in alternativa, costruire o modificare unit\u00e0 navali da dislocare ove necessario, per il lancio dei nuovi satelliti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Perch\u00e9 l&#8217;interesse verso i punti lagrangiani?<\/span><\/strong><br \/>\nTorniamo ora al modello del pozzo gravitazionale, che abbiamo citato precedentemente. Allontanandoci dalla Terra, viene a variare l\u2019influenza gravitazionale a causa dell\u2019interazione con i corpi celesti maggiori (ad esempio il Sole e Giove). Gli scienziati stanno quindi studiando come sfruttare questa gravit\u00e0 oltre il <strong><span style=\"color: #008000;\">GEO<\/span><\/strong>, andando oltre l&#8217;orbita della Luna fino al punto di <strong><span style=\"color: #008000;\">Lagrange Terra-Luna 2 (L2)<\/span><\/strong>. In particolare, il punto <strong><span style=\"color: #008000;\">L2<\/span><\/strong> \u00e8 preferito in quanto la stabilit\u00e0 dell&#8217;illuminazione solare facilita la gestione termica della strumentazione e il puntamento verso lo spazio profondo. La Cina ha gi\u00e0 posizionato un satellite di comunicazione nel punto di <strong><span style=\"color: #008000;\">Lagrange L2<\/span><\/strong> e \u2026 la NASA sta inviando il <strong><span style=\"color: #008000;\">John Webb Space Telescope (JWST)<\/span><\/strong> con compiti di studio nel campo della astrofisica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vanno citati i punti di Lagrange Terra-Luna <strong><span style=\"color: #008000;\">L4-L5,<\/span><\/strong> intrinsecamente instabili ma comunque interessanti in quanto sono la posizione in cui l&#8217;attrazione gravitazionale di due corpi \u00e8 esattamente uguale alla forza centripeta richiesta affinch\u00e9 un piccolo oggetto (ad esempio un satellite) si muova con loro.&nbsp;<\/p>\n<figure style=\"width: 623px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/punti-lagrangiani.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 punti-lagrangiani.png\" width=\"623\" height=\"545\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">punti lagrangiani<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli Stati Uniti stanno gi\u00e0 sfruttando a proprio vantaggio altri punti di Lagrange. Ad esempio, il <strong><span style=\"color: #008000;\">Solar and Heliospheric Observatory Satellite (SOHO)<\/span><\/strong> \u00e8 stato posizionato sul punto <strong><span style=\"color: #008000;\">L1<\/span><\/strong> per poter studiare il Sole. Infine, il punto <strong><span style=\"color: #008000;\">L3<\/span><\/strong> che, per quanto di conoscenza, non \u00e8 ancora in uso e non sembra che ci siano piani per impiegarlo.&nbsp;<\/p>\n<figure style=\"width: 877px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/troiani-punti-lagrangiani.gif\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 troiani-punti-lagrangiani.gif\" width=\"877\" height=\"877\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">una ricostruzione dei movimenti degli asteroidi troiani di Giove, che passano costantemente dai punti L4 a L5 usando L3 come luogo di passaggio (L3 \u00e8 molto instabile sulla scala del Sistema Solare)<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">In sintesi, lo corsa allo spazio sta assumendo una nuova connotazione \u2026 le astronavi come le navi negli oceani solcheranno presto le nuove rotte di comunicazione celeste, che dovranno essere protette sia nel loro percorso che nei loro punti deboli (choke point terrestri e spaziali).&nbsp; Chiss\u00e0 se Mahan e Colbert lo avrebbero mai immaginato?<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Andrea Mucedola<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-27 maxbutton maxbutton-un-regalo-per-te\" href=\"https:\/\/www.primevideo.com\/offers\/ref=atv_nb_lcl_it_IT?tag=amazon0e150-21 Italia\"><span class='mb-text'>Una sorpresa per te su Amazon Music unlimited<\/span><\/a>&nbsp;&nbsp; <a class=\"maxbutton-28 maxbutton maxbutton-amazon-prime\" title=\"Scopri i vantaggi di Amazon Prime\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>Scopri i vantaggi di Amazon Prime<\/span><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO:&nbsp;GEOPOLITICA PERIODO: XXI SECOLO AREA: SPAZIO parole chiave: SLOC, CLOC, Mahan, Colbert &nbsp; Siamo abituati a considerare la geografia nei tre domini, terra, mare e aria, come elemento critico che influenza le strategie nazionali ed internazionali. 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