{"id":68537,"date":"2022-02-23T00:01:50","date_gmt":"2022-02-22T23:01:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=68537"},"modified":"2023-10-25T17:05:09","modified_gmt":"2023-10-25T15:05:09","slug":"tartarughe-marine-animali-maestosi-ed-ancestrali-degli-oceani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/68537","title":{"rendered":"Tartarughe marine, animali maestosi ed ancestrali degli oceani"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: BIOLOGIA E ECOLOGIA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: OCEANI<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Tartarughe marine, pericolo estinzione<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fra gli animali marini che ispirano maggiore simpatia abbiamo le tartarughe che, come le loro &#8220;cugine&#8221; terrestri, sono tra gli esseri viventi pi\u00f9 antichi della terra. Il procedere lento sul terreno e la lunga vita ne hanno fatto un simbolo di saggezza (ricordate il detto chi va piano va sano e va lontano?). Se poi abbiamo la fortuna di incontrarle sott&#8217;acqua ci restituiscono grandi emozioni con il loro nuoto elegante e maestoso.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel corso dell\u2019evoluzione delle specie animali, le tartarughe marine hanno sub\u00ecto pochissimi mutamenti e gli esemplari moderni sono molto simili ai loro antenati preistorici. Questi rettili marini, perch\u00e9 di rettili si tratta, abitavano gli oceani gi\u00e0 <strong><span style=\"color: #008000;\">225 milioni di anni fa<\/span><\/strong> e, raffrontando i loro fossili con gli scheletri di quelle di oggi, non hanno cambiato molto il loro aspetto fisico.&nbsp;<\/p>\n<figure style=\"width: 839px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/TARTARUGA-FOSSILE-WLA_hmns_Toxochelys_sea_turtle.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 TARTARUGA-FOSSILE-WLA_hmns_Toxochelys_sea_turtle.jpg\" width=\"839\" height=\"629\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Toxochelys (sea turtle) (Cretaceous, Norbrara Formation, Lone County, Kansas) &#8211; Fonte da Wikipedia Loves Art photo pool on Flickr Author Wikipedia Loves Art participant &#8220;Assignment_Houston_One&#8221;<\/span><\/strong> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:WLA_hmns_Toxochelys_sea_turtle.jpg\">WLA hmns Toxochelys sea turtle.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel tempo hanno sviluppato caratteristiche fisiche e morfologiche tali da renderle adatta anche alla vita marina che si svolge principalmente sott\u2019acqua. Ad esempio, la forma allungata del loro corpo \u00e8 ricoperta da un robustissimo guscio protettivo e le zampe hanno assunto la forma di vere e proprie pinne. Evolvendosi le dita sono sparite e le unghie si sono disposte lateralmente proprio per facilitare il movimento in acqua.&nbsp;Di contro gli eventuali spostamenti sulla terra ferma sono lenti e impacciati, cosa che li rende per\u00f2 vulnerabili in quei momenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per muoversi utilizzano le pinne anteriori mentre quelle posteriori, pi\u00f9 piccole e a forma di spatola vengono utilizzate come una sorta di timone. Esse sono particolarmente utili alle femmine per scavare le buche nella sabbia dove poi deporre le uova. Gli occhi sono grandi e si sono adattati perfettamente alla visione sott\u2019acqua. Una curiosit\u00e0 \u00e8 la presenza di una ghiandola, detta ghiandola del sale, che consente di filtrare l\u2019acqua marina e quindi di espellere i sali attraverso le ghiandole lacrimali.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/TARTARUGA-MARINA-LIUTO-Leatherback_sea_turtle_Tinglar_USVI_5839996547.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 TARTARUGA-MARINA-LIUTO-Leatherback_sea_turtle_Tinglar_USVI_5839996547.jpg\" width=\"844\" height=\"492\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Tartaruga Liuto, Dermochelys coriacea &#8211; autore foto Claudia Lombard, USFWS Location, Sandy Point National Wildlife Refuge, US Virgin Islands &#8211; Public domain &#8211; More information: www.ecos.fws.gov\/speciesProfile\/profile\/speciesProfile.action&#8230; U.S. Fish and Wildlife Service Southeast Region&nbsp;<\/span><\/strong><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Leatherback_sea_turtle_Tinglar,_USVI_(5839996547).jpg\">Leatherback sea turtle Tinglar, USVI (5839996547).jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/IMG_3472m-1024x768.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 IMG_3472m-1024x768.jpg\" width=\"1024\" height=\"768\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>riserva marina di Akumal, Messico &#8211; photo credit @andrea mucedola<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune tartarughe sono molto grandi, come la <strong><span style=\"color: #008000;\">tartaruga liuto<\/span><\/strong> che pu\u00f2 raggiungere anche i due metri di lunghezza ed un peso di oltre 500 chili. La loro alimentazione \u00e8 molto varia. Gli adulti sono quasi esclusivamente carnivori e mangiano tutto ci\u00f2 che trovano sui fondali o che galleggia in superficie come crostacei e meduse. Alcune tartarughe, le verdi, sono invece erbivore e si nutrono solo di alghe, piante marine e radici di mangrovie.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/TARTARUGA-MARINA-WIKIMEDIALeatherback_Turtle_eggs_hatching_at_Eagle_Beach_Aruba.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 TARTARUGA-MARINA-WIKIMEDIALeatherback_Turtle_eggs_hatching_at_Eagle_Beach_Aruba.jpg\" width=\"959\" height=\"719\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">schiusa delle uova di Leatherback Turtle a Eagle Beach, Leatherback Turtle, Dermochelys coriacea juveniles. Le tartarughine lasciano il nido correndo verso il mare &#8211; autore Elise Peterson<\/span><\/strong> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Leatherback_Turtle_eggs_hatching_at_Eagle_Beach,_Aruba.jpg\">File:Leatherback Turtle eggs hatching at Eagle Beach, Aruba.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questi animali ancestrali trascorrono tutta la vita nel mare in solitario, riunendosi solo ai fini dell&#8217;accoppiamento. Ogni due o tre anni, le femmine si recano sulla terraferma per deporre le uova sulla medesima spiaggia, dove loro stesse erano nate. Le femmine scavano una buca e vi depongono dalle 50 alle 200 uova a seconda della specie, spesso fino a tre volte per singola nidificazione. <span style=\"font-size: inherit; text-align: justify;\">Se nessun Uomo o animale saccheggia il nido, dopo circa due mesi le tartarughine rompono il guscio e istintivamente corrono il loro faticoso tragitto verso il mare. Uno dei momenti pi\u00f9 pericolosi della loro vita, essendo facili prede per gli uccelli marini. Una volta raggiunto il mare, dovranno evitare i predatori per poter sopravvivere. La mattanza \u00e8 tale che si ritiene che solo una su 1000 diventa un esemplare adulto.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Popolazione<\/span><\/strong><br \/>\nLe abitudini migratorie di questi animali rendono molto difficile determinare il numero effettivo degli esemplari. Per questa ragione non esistono cifre affidabili e ricercatori e volontari stanno studiando gli spostamenti delle tartarughe marine per capire le dinamiche di queste specie animali.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/TARTARUGA-WIKIMEDIA-Green_Turtle_Chelonia_mydas_6133097542.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 TARTARUGA-WIKIMEDIA-Green_Turtle_Chelonia_mydas_6133097542.jpg\" width=\"838\" height=\"503\"><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Tartaruga verde (Chelonia mydas), Turtle Patch, Pulau Sipadan, Sabah, Malesia -Autore Bernard Dupont<\/strong><\/span> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Green_Turtle_(Chelonia_mydas)_(6133097542).jpg\">Green Turtle (Chelonia mydas) (6133097542).jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Attualmente, sei specie su sette compaiono nella <strong><span style=\"color: #008000;\">Lista rossa IUCN<\/span><\/strong> e sono escluse dal commercio internazionale in base alla Convenzione di Washington (CITES). Ci\u00f2 malgrado, la domanda di carne, uova e gusci non \u00e8 diminuita. In particolare, sono in pericolo critico la tartaruga embricata e la tartaruga di Kemp, in pericolo la <strong><span style=\"color: #008000;\">tartaruga verde (<em>Chelonia mydas<\/em>) <\/span><\/strong>e vulnerabili la tartaruga comune, la tartaruga bastarda olivacea e la tartaruga liuto. Non ci sono dati sufficienti sulla tartaruga a dorso piatto. Questo comporta che molte popolazioni di tartarughe marine si trovano sull&#8217;orlo dell&#8217;estinzione.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/TARTARUGA-MARINA-WIKIMEDIA-640px-Hawksbill_Sea_Turtle_Eretmochelys_imbricata.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 TARTARUGA-MARINA-WIKIMEDIA-640px-Hawksbill_Sea_Turtle_Eretmochelys_imbricata.jpg\" width=\"867\" height=\"650\"><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>La tartaruga embricata, Eretmochelys imbricata, \u00e8 in pericolo di estinzione. Ne esistono due sottospecie la prima nelle acque tropicali dell&#8217;Oceano Atlantico e l&#8217;altra nell&#8217;Indo-Pacifico. Mediamente misurano tra 60 e 90 cm, con un peso da 50 a 80 kg fino a 127 kg.&nbsp; E&#8217; un animale onnivoro, che mangia prede molto pericolose come le meduse, inclusa la letale caravella portoghese &#8211; <bdi>Hawksbill Sea Turtle (Eretmochelys imbricata) in Lag\u00fan, Cura\u00e7ao &#8211; <\/bdi><bdi>DRVIP93<\/bdi>&nbsp;<\/strong><\/span><a title=\"File:Hawksbill Sea Turtle (Eretmochelys imbricata).jpg\" href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Hawksbill_Sea_Turtle_(Eretmochelys_imbricata).jpg\">Hawksbill Sea Turtle (Eretmochelys imbricata).jpg<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I pericoli maggiori sono dati:<br \/>\n&#8211; <strong><span style=\"color: #008000;\">la pesca accidentale<\/span><\/strong><br \/>\nLa pesca non selettiva comporta la cattura&nbsp; e morte inutile di molte tartarughe marine. Solo negli USA sono circa 250 000 le tartarughe marine che ogni anno rimangono impigliate nelle reti dei pescatori. Una pesca accidentale effettuata dalla pesca industriale che non ha nessun interesse per questi rettili marini. Oltre la met\u00e0 delle tartarughe catturate annega, imprigionate tra l maglie delle reti e quindi impossibilitate a riemergere per respirare. Altre restano impigliate, abboccando, agli ami dei palamiti, facendo una morte lenta e dolorosa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; <strong><span style=\"color: #008000;\">la caccia ed il commercio illegali<\/span><\/strong><br \/>\nIn vari posti del mondo la carne e le uova di tartaruga sono considerate delle prelibatezze. Questi animali sono in serio pericolo in particolar modo nelle isole del Pacifico, in America Centrale nonch\u00e9 nelle acque e sulle coste africane. Nel solo Madagascar ne vengono cacciate e uccise ogni anno un numero tra i 10 000 e i 16 000 esemplari. Inoltre, in particolar modo in Cina, inoltre, sembra essere aumenta la richiesta di tartarughe per la medicina tradizionale. Il loro guscio viene usato in Giappone e Taiwan per produrre oggetti d&#8217;arte e gioielli. Nonostante i passi avanti in termini di protezione a livello globale, le stime pi\u00f9 recenti raccolte dal WWF stimano oltre 42 000 tartarughe di mare catturate all&#8217;anno, in particolare nella regione dei Caraibi e in quella Indo-Pacifica. Di queste, oltre l&#8217;80% sono tartarughe verdi. Per assurdo, se il commercio di questi animali \u00e8 vietato, in molti paesi la loro cattura non lo \u00e8.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/IMG_3491-1024x768.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 IMG_3491-1024x768.jpg\" width=\"1024\" height=\"768\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>riserva marina di Akumal, Messico &#8211; photo credit @andrea mucedola<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Turismo<\/span><\/strong><br \/>\n&#8211; In molti luoghi i territori di cova vengono distrutti e destinati a sviluppo turistico senza adeguati controlli. L&#8217;inquinamento marino e lo sfruttamento turistico portano anche alla distruzione degli ecosistemi in cui le tartarughe trovano il cibo, come le barriere coralline e le praterie marine. Sulle spiagge sono attivi controlli e recinzioni dei siti di nidificazione per evitare che vengano distrutti o depredati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Inquinamento da Plastica<\/span><\/strong><br \/>\n&#8211; L\u2019emergenza della presenza di plastiche in tutti mari colpisce gravemente anche la fauna marina. Sempre pi\u00f9 spesso i sacchetti di plastica che vagano per gli oceani si rivelano una condanna per le tartarughe di mare.<br \/>\nEsse non riescono a distinguere i frammenti di plastica dalle meduse, tradizionalmente le loro prede pi\u00f9 comuni. La materia indigeribile va cos\u00ec ad accumularsi nel loro stomaco e intestino con conseguenze fatali.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/IMG_3265m-1024x768.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 IMG_3265m-1024x768.jpg\" width=\"1024\" height=\"768\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>riserva marina di Akumal, Messico &#8211; photo credit @andrea mucedola<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Cambiamento climatico<\/span><\/strong><br \/>\n&#8211; Anche gli effetti dei cambiamenti climatici sono dannosi per questi simpatici rettili marini. Il cambiamento climatico, innalzando il livello del mare, modifica le morfologie costiere, facendo sparire spiagge, tradizionalmente luoghi di posa delle uova delle tartarughe. Di conseguenza, gli animali non trovano pi\u00f9 il loro luogo di cova e non possono portare a termine la riproduzione. Parallelamente le variazioni termiche (aumento delle temperature) sconvolgono l&#8217;equilibrio dei sessi. Nelle tartarughe di mare, infatti, il sesso \u00e8 determinato dalla temperatura della sabbia: se il nido \u00e8 pi\u00f9 caldo, tendono a nascere pi\u00f9 esemplari femmina, se \u00e8 pi\u00f9 freddo, si sviluppano in prevalenza maschi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Molte associazioni, tra cui il WWF, effettuano campagne per la loro protezione, creando centri di recupero e salvataggio di questi animali e, soprattutto educando le vecchie e nuove generazioni ad avere un comportamento pi\u00f9 rispettoso per l\u2019ambiente.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Andrea Mucedola<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>in anteprima tartaruga marina che emerge per respirare, Key West, Florida, USA &#8211; photo credit @ andrea mucedola<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . 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