{"id":68423,"date":"2024-02-19T00:01:00","date_gmt":"2024-02-18T23:01:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=68423"},"modified":"2026-03-25T14:23:25","modified_gmt":"2026-03-25T13:23:25","slug":"nina-sokolova-la-prima-donna-palombaro-russa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/68423","title":{"rendered":"Nina Sokolova, la prima donna palombaro russa"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO:&nbsp;STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XX SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: RUSSIA<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Nina Sokolova<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel&nbsp;&nbsp; 1941&nbsp;&nbsp; la&nbsp;&nbsp; citt\u00e0&nbsp;&nbsp; di&nbsp;&nbsp; Leningrado (l\u2019odierna San Pietroburgo) era ormai&nbsp;&nbsp; circondata&nbsp;&nbsp; dalle&nbsp;&nbsp; truppe&nbsp;&nbsp; della Wermacht. Le linee di comunicazione con Mosca erano interrotte, la cittadinanza isolata e i rifornimenti stentavano ad arrivare. La resistenza all\u2019invasore nazista sembrava sul punto di crollare.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/1943_Leningrad_Front_wikypedia-1-1024x791.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 1943_Leningrad_Front_wikypedia-1-1024x791.jpg\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019unica via di collegamento rimasta con il resto dell\u2019Unione Sovietica era attraverso le acque del <strong><span style=\"color: #008000;\">lago Ladoga<\/span><\/strong> e del fiume Neva, le cui infrastrutture costiere erano oggetto di intensi attacchi da parte dei nazisti che cercavano in ogni modo di&nbsp; mantenere l\u2019assedio alla&nbsp; citt\u00e0. La caduta di Leningrado avrebbe potuto compromettere l\u2019intero fronte orientale e con esso il futuro della guerra in Europa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un&nbsp;&nbsp; gruppo di&nbsp; palombari, appartenenti ai reparti delle \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">Operazioni&nbsp; Speciali Subacquee<\/span><\/strong>\u201d, in russo <strong><span style=\"color: #008000;\">\u042d\u043a\u0441\u043f\u0435\u0434\u0438\u0446\u0438\u044f \u043f\u043e\u0434\u0432\u043e\u0434\u043d\u044b\u0445 \u0440\u0430\u0431\u043e\u0442 \u043e\u0441\u043e\u0431\u043e\u0433\u043e \u043d\u0430\u0437\u043d\u0430\u0447\u0435\u043d\u0438\u044f (\u042d\u041f\u0420\u041e\u041d &#8211;<\/span> <span style=\"color: #008000;\">EPRON<\/span><\/strong>), riceve l\u2019arduo compito di recuperare i carichi affondati nelle gelide acque del Ladoga e della Neva ed organizzare un sistema subacqueo per rimorchiare carri armati ed artiglieria lungo il fondo cos\u00ec da rafforzare la resistenza all\u2019avanzata della Wermacht.<\/p>\n<figure style=\"width: 1024px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/USSR_Flag_auxiliary_ships_EPRON.svg-1024x682.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 USSR_Flag_auxiliary_ships_EPRON.svg-1024x682.png\" width=\"1024\" height=\"682\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">la bandiera del EPRON, in russo \u042d\u043a\u0441\u043f\u0435\u0434\u0438\u0446\u0438\u044f \u043f\u043e\u0434\u0432\u043e\u0434\u043d\u044b\u0445 \u0440\u0430\u0431\u043e\u0442 \u043e\u0441\u043e\u0431\u043e\u0433\u043e \u043d\u0430\u0437\u043d\u0430\u0447\u0435\u043d\u0438\u044f (\u042d\u041f\u0420\u041e\u041d)<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il gruppo, formato da esperti palombari, sfidando il freddo, il buio e le correnti, recuperarono anche oltre 4.000 sacchi di grano preziosi per l\u2019affamata popolazione di Leningrado.&nbsp;Il lavoro \u00e8 stremante, sotto il continuo attacco delle forze tedesche, e le loro razioni giornaliere ridotte al minimo ovvero con circa 300 grammi di pane, qualche cereale e del grasso. Spinti dalla necessit\u00e0 gli uomini della EPRON riescono a trainare lungo il fondo del lago Ladoga anche una serie di cisterne ferroviarie piene di carburante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di fatto, nel 1941, <strong><span style=\"color: #008000;\">EPRON<\/span><\/strong> salv\u00f2 36 navi e recuper\u00f2 74 navi affondate con un dislocamento totale di circa 25.000 tonnellate di stazza lorda. Queste unit\u00e0 di soccorso e salvataggio navale furono nel frattempo trasferite alla Marina sovietica (ancora sotto il nome di <strong><span style=\"color: #008000;\">EPRON<\/span><\/strong>) ma, nel 1942, il reparto fu ribattezzato <strong><span style=\"color: #008000;\">Servizio di salvataggio di emergenza della Marina<\/span><\/strong> (\u0410\u0432\u0430\u0440\u0438\u0439\u043d\u043e-\u0441\u043f\u0430\u0441\u0430\u0442\u0435\u043b\u044c\u043d\u0430\u044f \u0441\u043b\u0443\u0436\u0431\u0430 \u0412\u041c\u0424), che divenne poi <strong><span style=\"color: #008000;\">Servizio di ricerca e salvataggio di emergenza della Marina<\/span> <\/strong>(\u043f\u043e\u0438\u0441\u043a\u043e\u0432\u043e-\u0441\u043f\u0430\u0441\u0430\u0442\u0435\u043b\u044c\u043d\u0430\u044f \u0441\u043b\u0443\u0436\u0431\u0430 \u0412\u041c\u0424) nel 1979.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\"><strong>Una donna palombaro<\/strong> <strong>eccezionale<\/strong><\/span><br \/>\nTra quei palombari del 1941 vi era tuttavia un\u2019eccezione, o meglio una donna eccezionale,<strong><span style=\"color: #008000;\"> Nina Sokolova<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Sokolova__diving_card.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Sokolova__diving_card.jpg\" width=\"1206\" height=\"811\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Nina<\/span><\/strong>, nata nella cittadina di Cherepovets nel 1912, era la figlia maggiore di una famiglia numerosa di origine contadina ed operaia. All\u2019et\u00e0 di 19&nbsp; anni si trasfer\u00ec a Leningrado per frequentare l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">Istituto per i Trasporti Acquatici<\/span> <\/strong>e diventare un ingegnere. Una carriera difficile per chiunque ed una scelta estremamente inusuale all\u2019epoca per una donna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Terminati con successo gli studi, nel 1936, Sokolova entra a far parte dell\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">EPRON<\/span><\/strong> ottenendo un\u2019autorizzazione speciale dal Comandante responsabile, il&nbsp; <strong><span style=\"color: #008000;\">Contrammiraglio&nbsp;&nbsp; Fotiy&nbsp;&nbsp; Krylov<\/span><\/strong>, per&nbsp;&nbsp; poter&nbsp;&nbsp; operare come palombaro, di fatto la prima donna dell\u2019Unione Sovietica. Tra gli incarichi iniziali vi \u00e8 la supervisione dei palombari impiegati nella realizzazione di infrastrutture subacquee per il porto di Sochi e successivamente per la costruzione di un pontile di sbarco a <strong><span style=\"color: #008000;\">Polyarny<\/span><\/strong>.<\/p>\n<figure style=\"width: 730px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Lake_Ladoga_pipeline-1.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Lake_Ladoga_pipeline-1.jpg\" width=\"730\" height=\"661\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il progetto sul Lago Ladoga<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019autunno del 1941 i palombari del ventisettesimo distaccamento dell\u2019EPRON, del quale Nina \u00e8 ingegnere capo, ricevono l\u2019ordine di posare sul fondo del lago Ladoga un cavo telefonico per ristabilire le comunicazioni tra Leningrado e Mosca. I subacquei lavorano incessantemente per oltre dieci giorni ma i primi tre cavi si rompono durante le operazioni di posatura. Finalmente in un deposito si recupera un cavo rinforzato che viene adagiato sul fondale con successo; \u00e8 il 30 ottobre del 1941 ed il cavo continuer\u00e0 a funzionare per il resto della guerra. Leningrado ha anche un disperato bisogno di carburante e per questo motivo inizialmente i palombari dell\u2019EPRON costruirono una linea ferroviaria sul fondo del lago Ladoga, lungo la quale vennero trainati vagoni cisterna. Le operazioni furono lente e complesse.<\/p>\n<figure style=\"width: 668px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/voennaya2-sokolova.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 voennaya2-sokolova.jpg\" width=\"668\" height=\"852\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Costruzione dell&#8217;oleodotto sul fondo del Lago Ladoga. Primavera 1942<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">A seguito di questa esperienza, e vista la crescente difficolt\u00e0 nel garantire l\u2019approvvigionamento di carburante alla citt\u00e0, Nina ha l\u2019idea di posizionare un oleodotto sul fondo del lago. L\u2019idea \u00e8 assolutamente brillante ed ottiene immediata autorizzazione da parte del comando.&nbsp;Nel 1942 vengono compiute una serie di immersioni preliminari per identificare il percorso migliore. Finalmente nella primavera dello stesso anno iniziano i lavori di costruzione dell\u2019oleodotto che si svilupper\u00e0 per ben 21 km lungo il fondo del lago con profondit\u00e0 che raggiungono i 35 metri.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/nina-sokolova.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 nina-sokolova.jpg\" width=\"855\" height=\"1278\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I palombari, inclusa Nina, completeranno l\u2019opera in 43 giorni. Dal giugno del 1942 al marzo del 1943 oltre 40 mila tonnellate di carburante passeranno nell\u2019oleodotto alla completa insaputa degli assedianti. Sempre in quel periodo <strong><span style=\"color: #008000;\">Nina Sokalova<\/span><\/strong> partecipa alle immersioni per posizionare anche un cavo elettrico sul fondo del lago, cos\u00ec da collegare la stazione idroelettrica di Volkhovskaya con Leningrado.&nbsp;Durante queste operazioni Nina rimase seriamente ferita ad un braccio e ad una spalla dal fuoco nemico. Una volta guarita ritorn\u00f2 in azione al fianco dei suoi compagni e, al termine dell\u2019assedio, <strong><span style=\"color: #008000;\">Nina Sokolova<\/span><\/strong> ricevette il grado di Colonnello.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Durante la sua carriera come palombaro Nina spender\u00e0 un totale di <strong><span style=\"color: #008000;\">644 ore in immersione <\/span><\/strong><span style=\"color: #000000;\">e, per&nbsp;le<\/span> azioni compiute con determinazione e coraggio,&nbsp; venne insignita per due volte dell\u2019<span style=\"color: #000000;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Ordine della Stella Rossa<\/span><\/strong>,<\/span> e decorata con l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">Ordine della Guerra Patriottica<\/span><\/strong>. In ultimo venne nominata <strong><span style=\"color: #008000;\">Eroe dell\u2019Unione Sovietica<\/span><\/strong>.<\/p>\n<figure style=\"width: 588px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Red_star.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Red_star.jpg\" width=\"588\" height=\"588\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Ordine della Stella Rossa<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al termine delle ostilit\u00e0, a 34 anni d\u2019et\u00e0, Sokolova ottenne la posizione di professore di idraulica ed idrodinamica presso la<strong><span style=\"color: #008000;\"> Scuola Superiore Navale<\/span><\/strong> dove rimarr\u00e0 sempre come insegnante fino al 1958, anno del suo pensionamento. &nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 17 dicembre del 2001, all\u2019et\u00e0 di 89 anni, Nina part\u00ec per la sua ultima immersione. Il suo nome venne inserito nell\u2019Albo d\u2019Oro di Leningrado ed il suo ricordo continua ad ispirare le future generazioni dei palombari russi.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Giorgio Caramanna<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-27 maxbutton maxbutton-un-regalo-per-te\" href=\"https:\/\/www.primevideo.com\/offers\/ref=atv_nb_lcl_it_IT?tag=amazon0e150-21 Italia\"><span class='mb-text'>Una sorpresa per te su Amazon Music unlimited<\/span><\/a>&nbsp;&nbsp; <a class=\"maxbutton-28 maxbutton maxbutton-amazon-prime\" title=\"Scopri i vantaggi di Amazon Prime\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>Scopri i vantaggi di Amazon Prime<\/span><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>&nbsp; . ARGOMENTO:&nbsp;STORIA NAVALE PERIODO: XX SECOLO AREA: RUSSIA parole chiave: Nina Sokolova &nbsp; Nel&nbsp;&nbsp; 1941&nbsp;&nbsp; la&nbsp;&nbsp; citt\u00e0&nbsp;&nbsp; di&nbsp;&nbsp; Leningrado (l\u2019odierna San Pietroburgo) era ormai&nbsp;&nbsp; circondata&nbsp;&nbsp; dalle&nbsp;&nbsp; truppe&nbsp;&nbsp; della Wermacht. Le linee di comunicazione con Mosca erano interrotte, la cittadinanza isolata e i rifornimenti stentavano ad arrivare. 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