{"id":68335,"date":"2022-01-05T00:01:55","date_gmt":"2022-01-04T23:01:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=68335"},"modified":"2023-05-25T21:06:14","modified_gmt":"2023-05-25T19:06:14","slug":"strategia-energia-funesti-presagi-col-caro-bollette-la-ragione-geopolitica-e-giunta-alle-porte-delleuropa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/68335","title":{"rendered":"Riflessioni geopolitiche ed energetiche: funesti presagi del \u00abcaro bollette\u00bb"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: GEOPOLITICA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: EUROPA<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: economia, inflazione, energia<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I prezzi dell\u2019energia in Europa sono gi\u00e0 alle stelle e c\u2019\u00e8 da aspettarsi che crescano ancora nei prossimi mesi. Sebbene la discussione sia ancora aperta (in quanto al momento il costo del greggio rimane costante), qualsiasi crisi geopolitica far\u00e0 salire il prezzo ed eventuali mosse politico-militari potrebbero aprire scenari in cui i cento dollari al barile saranno addirittura visti come prezzi bassi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Gli analisti hanno la certezza storica che i mercati globali delle materie prime (petrolio, gas) e dell\u2019energia in genere siano di fatto legati alla geopolitica ed alla stabilit\u00e0 nei rapporti internazionali, ed il \u201ccaro bollette\u201d ha radici non sempre tanto lontane da Roma. <\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se si vuole rimanere vicino all\u2019Europa o, meglio, alle aree di crisi con una chiara implicazione per la fornitura di energia, bisogna osservare la crisi ai confini dell\u2019Ucraina, il nucleare iraniano, il fallimento dell\u2019economia in Turchia, le mancate elezioni in Libia e la stabilit\u00e0 interna in Algeria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">PETROLIO: RECENTE STABILIZZAZIONE DEI PREZZI<\/span><br \/>\n<\/strong>Negli ultimi mesi, senza alcun importante conflitto reale, quasi tutte le parti coinvolte nel mercato energetico sono state in grado di mantenere in atto una strategia di produzione ed esportazione che non solo ha rimosso l\u2019immensa sovrabbondanza di petrolio degli anni precedenti al 2020 ma \u00e8 stata artefice della stabilizzazione dei prezzi del petrolio in generale. Dopo un periodo di relativa stabilit\u00e0, durante la fase acuta della pandemia, le crisi regionali preoccupano ora il mercato soprattutto in merito al libero flusso dei rifornimenti sia terrestri (oleodotti e gasdotti) che via mare (grandi navi per il trasporto di petrolio e gas).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Considerando la concentrazione di forze armate russe ai confini con l\u2019Ucraina e lo stato non roseo dell\u2019economia russa, si potrebbe ipotizzare una potenziale crisi militare regionale. Se gli Stati Uniti, l\u2019Unione europea o la NATO non modificheranno la loro attuale strategia di attesa, protestando diplomaticamente, il sogno del presidente russo Putin di recuperare il cuore dell\u2019ex impero sovietico si potrebbe avvicinare, in una strategia che vale anche come mezzo di coesione interna <em>anti crisi economica<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">L\u2019ATTUALE STRATEGIA DEL CREMLINO<\/span><br \/>\n<\/strong>Senza alcun dubbio, l\u2019attuale strategia del Cremlino \u00e8 a un livello superiore di quello che sta mettendo in atto sia la NATO che la UE. Per la strategia russa, tutti i fattori militari ed economici regionali sono tali che nessuna linea rossa occidentale potrebbe al momento fermare una mossa russa, se davvero lo si volesse. La supremazia di Putin per quanto riguarda le materie prime, in particolare il gas naturale e il petrolio greggio in Europa, ha spinto i governi europei a lasciare a Putin le prossime mosse grazie alla crisi delle materie prime energetiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo non \u00e8 positivo! Se l\u2019economia russa si regge sulla vendita all\u2019estero d\u2019idrocarburi (soprattutto via oleodotti e gasdotti) \u00e8 anche vero che se il costo dell\u2019energia aumenter\u00e0 l\u2019economia dell&#8217;Unione europea entrer\u00e0 in crisi. Tale situazione, combinata con la pandemia causata dalle \u201cdistrazioni\u201d nei laboratori dalla Cina Popolare, apre scenari molto negativi. Se l\u2019offerta di gas verso l\u2019Europa \u00e8 scarsa, lo \u00e8 soprattutto perch\u00e9 la Russia non ha aumentato le forniture verso il continente, limitandosi a rispettare quanto definito dai contratti precedenti, senza prevedere un&#8217;esportazione aggiuntiva. Una scelta strategica ma a prima analisi poco comprensibile, visti i prezzi altissimi del gas forniti all\u2019<em>hub<\/em>&nbsp;dei consumatori europei.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">UNA GOCCIA NEL MARE<\/span><br \/>\n<\/strong>La sbandierata attivit\u00e0 di supporto americana, inviando trenta navi gasiere verso l\u2019Europa, potrebbe essere solo un palliativo e dimostrarsi una goccia nel mare (<em>drop in the ocean<\/em>) dell\u2019emergenza del Vecchio Continente. L\u2019azione americana non cambierebbe la strategia di Mosca che rientrerebbe in un\u2019azione di pressione che punta a raggiungere i suoi due obiettivi che sono sia l\u2019entrata in funzione del gasdotto <span style=\"color: #008000;\"><strong>North Stream 2<\/strong><\/span> sia convincere l\u2019Europa a sottoscrivere contratti di lungo termine invece che a breve o stagionali.<\/p>\n<figure style=\"width: 736px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/GEOPOLITICa-GAS-RUSSO-Nordstream.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 GEOPOLITICa-GAS-RUSSO-Nordstream.png\" width=\"736\" height=\"422\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">il North Stream &#8211; disegno di Samuel Bailey (sam.bailus@gmail.com)<\/span><\/strong> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Nordstream.png\">File:Nordstream.png &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">In merito al gasdotto <strong><span style=\"color: #008000;\">North Stream 2<\/span><\/strong>, lo stesso \u00e8 utile a Mosca, sia per incrementare la sua presenza sul mercato energetico europeo (\u00e8 gi\u00e0 il principale fornitore di gas, con una quota di oltre il 40%) sia per porre sotto pressione economica l\u2019Ucraina, poich\u00e9 il nuovo gasdotto arriva direttamente in Germania, favorendola nei costi di acquisto. Inoltre, passa sotto il Mar Baltico senza attraversare altri Paesi a cui pagare dazi di transito (cosa che avverrebbe nel caso di passaggio attraverso l&#8217;Ucraina).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">UBB\u00ccE VERDI<\/span><br \/>\n<\/strong>I Verdi nel governo di Berlino si oppongono sia al North Stream 2 sia al nucleare tedesco; questo potrebbe essere la causa del diminuire la capacit\u00e0 di concorrenza industriale della Germania, ma posso dire che \u00e8 ancora presto per sapere se gli ecologisti reggeranno alle conseguenze delle loro azioni. L\u2019insistenza sui contratti a lungo termine si trova nel fatto che Mosca vuole garantirsi una fonte di reddito sicura in futuro, atteso che la transizione ecologica (su cui l\u2019UE ha puntato) potrebbe ridurre il consumo di fonti fossili in favore di quelle rinnovabili. A Vienna le discussioni in corso per il controllo del nucleare iraniano, tra Germania, Francia, Russia, Cina Popolare, Regno Unito e Iran, con gli Stati Uniti ancora in disparte, si stanno dirigendo verso la grande resa dei conti delle prossime settimane. Qualsiasi altra cosa, che non sia un importante passo avanti per un accordo, porter\u00e0 a un aumento del livello di tensione regionale e globale, poich\u00e9 il programma nucleare iraniano in corso non \u00e8 lontano, o addirittura \u00e8 gi\u00e0, arrivato ad un punto di non ritorno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">IL&nbsp; PESO DEL NUCLEARE IRANIANO<\/span><br \/>\n<\/strong>Le dichiarazioni provenienti da Teheran fanno intuire che l\u2019opzione dell\u2019arma nucleare \u00e8 gi\u00e0 possibile. Attese le maggiori capacit\u00e0 del sistema missilistico balistico dell\u2019Iran, qualsiasi interruzione dei colloqui, che &nbsp;non dipendono solo dalla volont\u00e0 politica degli europei, porter\u00e0 ad un confronto diretto dell\u2019Iran con gli Stati Uniti, Israele e molto probabilmente una lunga lista di stati arabi.<\/p>\n<figure style=\"width: 640px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/GEOPOLITICA-IRAN-CENTRALE-NUCLEARE-Bushehr_Nuclear_Plant.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 GEOPOLITICA-IRAN-CENTRALE-NUCLEARE-Bushehr_Nuclear_Plant.jpg\" width=\"640\" height=\"373\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">La Centrale nucleare di Bushehr, Iran &#8211; autore Hossein Heidarpour<\/span>&nbsp;<\/strong><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Bushehr_Nuclear_Plant.jpg\">File:Bushehr Nuclear Plant.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono gi\u00e0 segnalati colloqui a livello militare tra Israele, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti ed altri. Una rottura dei <strong><span style=\"color: #008000;\">colloqui di Vienna<\/span><\/strong> potrebbe portare entro un breve periodo di tempo ad un\u2019operazione militare israeliana su vasta scala per neutralizzare, o quantomeno ridurre notevolmente, le capacit\u00e0 nucleari dell\u2019Iran. L\u2019esito o la ricaduta di tale azione non \u00e8 ancora chiaro ma c\u2019\u00e8 da aspettarsi una potenziale risposta iraniana nell\u2019area del Golfo Arabico (area della maggiore produzione mondiale di greggio e gas) o nel Mar Rosso. Mari \u201cchiusi\u201d, il cui blocco costituirebbe una catastrofe economica.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">CONDOTTE ENERGETICHE COME OBIETTIVO DEI TERRORISTI<\/span><br \/>\n<\/strong>Allo stesso tempo, i gruppi terroristici collegati a Teheran, come Hezbollah, Hamas e Houthi, potrebbero realisticamente organizzare attivit\u00e0 di natura terroristica e militari contro Israele e suoi alleati, anche colpendo i gasdotti o gli oleodotti. Ad esempio, il blocco di pochi giorni del Canale di Suez per una portacontainer incagliata dovrebbe essere un monito sulle conseguenze che potrebbero essere causate da colpi di mano sul naviglio in transito di ben organizzati gruppi terroristici.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/GEOPOLITICA-YEMEN-Houthis-control-2014-2015-arabic.gif\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 GEOPOLITICA-YEMEN-Houthis-control-2014-2015-arabic.gif\" width=\"640\" height=\"365\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il controllo del territorio da parte degli Houthis in Yemen nel periodo 2014-2015 &#8211; Autore Ibrahem Qasim<\/span><\/strong> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Houthis-control-2014-2015-arabic.gif\">Houthis-control-2014-2015-arabic.gif &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pi\u00f9 vicina all\u2019Europa ed al Mediterraneo, \u00e8 la crisi finanziaria attualmente in corso in Turchia, che ha provocato un\u2019enorme svalutazione della moneta locale e il conseguente grave problema dell\u2019inflazione, che sta minando non solo la contingenza economica di quel paese ma rappresenta anche una possibile minaccia per la stabilit\u00e0 della dittatura politico-militare.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">I GUAI DI ERDO\u011eAN<\/span><br \/>\n<\/strong>Il presidente turco Recep Tayyip Erdo\u011fan sta vivendo un momento in cui i fattori finanziari ed economici minano il proprio futuro politico, mentre contestualmente, i principali investitori esteri stanno abbandonando l&#8217;economia di Ankara. Negli ultimi mesi sono stati fatti tentativi per trovare nuove sovvenzioni, principalmente da Qatar, Emirati Arabi Uniti e Cina, ma queste non saranno in grado di arginare un ulteriore deterioramento dei bilanci del governo. Si ipotizza che la linea intrapresa da Erdo\u011fan, in parte basata su una percepita interpretazione islamica dei fattori finanziari ed economici, condurr\u00e0 presto a un possibile tracollo generale. L\u2019instabilit\u00e0 interna e le pressioni economiche potrebbero quindi indurre il presidente turco ad avventurarsi in una serie di guerre militari regionali (quali quelle in Siria, Libia e Nagorno Karabakh), per mantenere un sufficiente consenso politico interno. Senza altre opzioni percorribili, Erdo\u011fan potrebbe trovarsi di fronte a una crisi politica che porterebbe alla sua rimozione dal potere, con il ritorno alla democrazia e alla libert\u00e0 di espressione in Turchia. Ma una crisi su vasta scala in un Paese ancora membro della NATO, vicino all\u2019UE, non \u00e8 una minaccia solo per la sicurezza regionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">UN RISCHIO MEDITERRANEO\u2026 ALLARGATO<\/span><br \/>\n<\/strong>Il rischio si allarga anche per il commercio marittimo, stante alcune principali rotte commerciali che attraversano bracci di mare dove Ankara non rinuncia alla sua influenza; senza dimenticare la rete di gasdotti provenienti dal Mar Caspio. Cosa potr\u00e0 fare Erdo\u011fan qualora dovesse venire a trovarsi \u00aballa canna del gas\u00bb non \u00e8 al momento immaginabile?&nbsp;Sempre nel Mediterraneo, ma alle porte dell\u2019Italia e precisamente in Libia, dalla rimozione del colonnello Gheddafi, l\u2019area \u00e8 teatro di una lunga guerra civile. Negli ultimi mesi, i leader e i partiti politici libici hanno fallito nel tentativo (supportato dalla comunit\u00e0 internazionale, delle Nazioni Unite e in primo piano da Italia, Francia, Emirati Arabi Uniti, Egitto, Russia) di organizzare nuove elezioni per eleggere un presidente e un nuovo parlamento.&nbsp;Nelle ultime settimane, a fallimento confermato, il Paese sta tornando di nuovo a livelli elevati d\u2019instabilit\u00e0, poich\u00e9 le elezioni sono state rinviate e i detentori di potere locale stanno rinforzando le loro roccaforti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">POSSIBILI NUOVI SCENARI<\/span><br \/>\n<\/strong>Un potenziale nuovo scenario di guerra civile \u00e8 prevedibile poich\u00e9 anche le potenze esterne non sono ancora disposte a rinunciare alle proprie occupazioni\/presenze militari nel martoriato paese. &nbsp;In particolare, Turchia, Egitto, Russia e altri si stanno ancora contendendo per imporre la propria versione della nuova Libia. Un rinnovato scontro militare \u00e8 una possibilit\u00e0 reale da non scartare. Una guerra totale porterebbe ad una riduzione o addirittura ad un blocco delle forniture energetiche dalla Libia con <em>in primis<\/em> un danno enorme per l\u2019Italia.&nbsp;Non ultima, la vicina Algeria, fonte essenziale di approvvigionamento di gas per l\u2019Italia, essendo il Paese nordafricano il nostro secondo fornitore. Il Presidente della Repubblica Mattarella ha effettuato proprio in Algeria&nbsp; l\u2019ultima visita all\u2019estero del suo settennato ed \u00e8 stata la prima visita di un capo di Stato europeo al presidente Tennoune, che dal 2019 \u00e8 l\u2019artefice&nbsp; di un nuovo corso politico algerino, ponendo fine ad una lunga fase di instabilit\u00e0 e transizione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">IL CARO BOLLETTE<\/span><br \/>\n<\/strong>Senza alcun conflitto reale (c\u2019\u00e8 chi pensa addirittura ad un effetto benefico della pandemia) tutte le parti coinvolte sono state in grado di porre in atto una strategia costante di produzione ed esportazione e, non solo. Pare scomparsa l\u2019immensa sovrabbondanza di petrolio degli anni che hanno preceduto il 2020, che fu alla base della stabilizzazione dei prezzi del petrolio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alle citate crisi locali e ad una minore incidenza pandemica, che prefigura un rilancio delle produzioni e consumi, va aggiunta la crescita dei prezzi dei permessi di emissione di CO\u2082 all\u2019interno del sistema europeo. \u00c8 aumentato anche il prezzo del carbonio, ossia le quote che le aziende europee si scambiano per compensare le emissioni generate dalla combustione di fonti fossili. Da gennaio a dicembre del 2021 \u00e8 pi\u00f9 che raddoppiato e incide moltissimo sulle bollette.&nbsp;La malefica combinazione dei due fattori, cio\u00e8 il costo maggiore della materia prima e dei permessi di emissione, si \u00e8 riflessa sul prezzo dell\u2019energia elettrica all\u2019ingrosso e ci vedr\u00e0 pagare salate le bollette di luce e gas, a partire da subito.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Giuseppe Morabito<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-27 maxbutton maxbutton-un-regalo-per-te\" href=\"https:\/\/www.primevideo.com\/offers\/ref=atv_nb_lcl_it_IT?tag=amazon0e150-21 Italia\"><span class='mb-text'>Una sorpresa per te su Amazon Music unlimited<\/span><\/a>&nbsp;&nbsp; <a class=\"maxbutton-28 maxbutton maxbutton-amazon-prime\" title=\"Scopri i vantaggi di Amazon Prime\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>Scopri i vantaggi di Amazon Prime<\/span><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>&nbsp; . ARGOMENTO: GEOPOLITICA PERIODO: XXI SECOLO AREA: EUROPA parole chiave: economia, inflazione, energia &nbsp; I prezzi dell\u2019energia in Europa sono gi\u00e0 alle stelle e c\u2019\u00e8 da aspettarsi che crescano ancora nei prossimi mesi. 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