{"id":68306,"date":"2022-01-24T00:01:00","date_gmt":"2022-01-23T23:01:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=68306"},"modified":"2026-04-15T16:37:48","modified_gmt":"2026-04-15T14:37:48","slug":"il-viaggio-di-imilcone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/68306","title":{"rendered":"Il viaggio di Imilcone &#8211; parte I"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 10<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/><a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br \/><strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: V &#8211; VI SECOLO a. C.<\/span><\/strong><br \/><strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: MAR MEDITERRANEO &#8211; OCEANO ATLANTICO<\/span><\/strong><br \/>parole chiave: Imilcone, stagno, commerci<\/p>\r\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Dopo aver accennato nel <em><a style=\"color: #008000;\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/68302\">primo articolo<\/a><\/em> alla potenza marittima dei Fenici iniziamo oggi il racconto del viaggio di Imilcone.<\/span><\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019unico documento in cui si trovano tracce di riferimento del viaggio di Imilcone \u00e8 l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">Ora Maritima<\/span><\/strong> scritto da <strong><span style=\"color: #008000;\">Rufo Festo Avieno<\/span><\/strong> nel IV sec. a.C.. Mi trovo qui in dovere di dare un cenno all\u2019opera in questione, per meglio chiarire la fonte da cui attualmente si possono estrapolare le uniche tracce del viaggio del navigatore Cartaginese. L\u2019opera non narra unicamente le vicende del periplo di <strong><span style=\"color: #008000;\">Imilcone<\/span><\/strong> in quanto il poeta latino ne fa una descrizione non continuativa, dove il personaggio e il suo viaggio vengono menzionati in momenti diversi e mai in modalit\u00e0 lineare. In realt\u00e0 si occupa di dare una descrizione di tutto l\u2019ambiente marittimo dalle coste mediterranee dall\u2019Atlantico fino al Ponto Eusino. <strong><span style=\"color: #008000;\">Avieno<\/span><\/strong> afferma di non utilizzare una sola fonte, ma di aver attinto le notizie da una pluralit\u00e0 di autori come Ecateo di Mileto, Ellanico di Lesbo, Fileo di Atene, Scilace di Carianda, Pausimaco di Samo, Damasto di Sigeo, Bacori di Rodi, Eutemone d\u2019Atene, il siciliano Cleone, nonch\u00e9 Erodoto e Tucidide. In buona sostanza, l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">Ora Maritima<\/span><\/strong> non \u00e8 il racconto dell\u2019avventura di <strong><span style=\"color: #008000;\">Imilcone<\/span><\/strong> ma una descrizione delle varie scoperte e peripli che hanno via via completato le conoscenze del continente europeo (da <strong><span style=\"color: #008000;\">Amedeo A. Raschieri Da Avieno a Rutilio Namaziano: Spettatori e poeti del mondo tardo-antico<\/span><\/strong>).<\/p>\r\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\"><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/imilcone-1-689x1024.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 imilcone-1-689x1024.jpg\" width=\"1233\" height=\"1832\" \/><\/span><\/strong><\/p>\r\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">ipotesi di viaggio di Imilcone<\/span><\/strong> <a href=\"https:\/\/gatesofnineveh.wordpress.com\/2011\/12\/13\/high-north-carthaginian-exploration-of-ireland\/\">High North: Carthaginian Exploration of Ireland | Gates of Nineveh: An Experiment in Blogging Assyriology (wordpress.com)<\/a><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Il viaggio con uno scopo commerciale-esplorativo prese avvio nella zona del centro abitato di <strong><span style=\"color: #008000;\">Gadir<\/span><\/strong>, anche se Avieno non menziona mai il nome <strong><span style=\"color: #008000;\">Gades<\/span><\/strong> (il Gadir fenicio), ma fa riferimento a genti puniche stanziate nei pressi delle Colonne d\u2019Ercole, dove tuttora troviamo la moderna Cadice (Gadir).\u00a0<strong><span style=\"color: #008000;\">Plinio<\/span><\/strong>, riferisce (<em><strong><span style=\"color: #008000;\">Naturalis Historia 2. 169<\/span><\/strong><\/em>) che Imilcone sarebbe stato inviato (insieme al collega Annone che si diresse a sud partendo da Gades) \u201c.<em><strong><span style=\"color: #008000;\">.. ad esplorare i limiti esterni dell\u2019Europa<\/span><\/strong><\/em>\u201d e quindi possiamo ipotizzare, per entrambi, lo stesso luogo di partenza. Proseguiamo ora l\u2019itinerario del cartaginese con i versi 380-389 dell\u2019<strong><em><span style=\"color: #008000;\">Ora Maritima<\/span><\/em><\/strong>: \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">Pi\u00f9 oltre, in direzione delle regioni occidentali, a partire dalle Colonne, narra Imilcone che i flutti si agitino a perdita d\u2019occhio, in una sconfinata distesa d\u2019acqua marina. Nessuno ha solcato queste rotte, nessuno ha osato spingere la nave in questi mari, poich\u00e9 al largo non c\u2019\u00e8 vento: nemmeno un alito sospinge la poppa. Da qui in poi, la foschia si appoggia come un velo\u201d sull\u2019aria, la nebbia nasconde sempre i flutti e le tenebre persistono anche durante il giorno.<\/span><\/em><\/strong>\u201d La parte iniziale del viaggio con l\u2019ingresso nel mare aperto (l\u2019Oceano Atlantico) non prestava punti di riferimento e al di l\u00e0 delle esagerazioni create ad arte, doveva generare non poca inquietudine nei naviganti dell\u2019epoca, tenendo comunque in considerazione che la navigazione avveniva senza allontanarsi molto dalla costa e che i Fenici non erano nuovi a esperienze fuori dalle Colonne di Melkart.<\/p>\r\n<p><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/fenici-Glass_face_bead_-808x1024.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 fenici-Glass_face_bead_-808x1024.jpg\" width=\"1228\" height=\"1556\" \/><\/p>\r\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Pendente a &#8220;Testa di vetro&#8221;, Cultura Fenicio-Punica, IV-III Sec.a.C. &#8211; H: 2,7 cm. &#8211; dono di Pierpont Margan, 1917 &#8211; Fonte Metropolitan Museum AN 17.194.720 &#8211;<\/span><\/strong> <a href=\"http:\/\/www.luckyjor.org\/phoenixsito\/arte\/pagvetro.html\">il vetro fenicio punico (luckyjor.org)<\/a><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">E&#8217; lo stesso <strong><span style=\"color: #008000;\">Avieno<\/span><\/strong> a riportarci la notizia: \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">Raggiungevano queste acque anche i coloni di Cartagine e le genti che abitavano nei pressi delle colonne d\u2019Ercole. Il cartaginese Imilcone, che asserisce di aver compiuto l\u2019impresa di persona, sostiene che a stento la traversata si pu\u00f2 compiere in quattro mesi: non un alito di vento, infatti, sospinge la barca, e l\u2019inerte specchio dell\u2019acqua pigra resta immobile. Aggiunge inoltre che affiora in superficie una moltitudine d\u2019alghe, che spesso trattiene la chiglia come un cespuglio; scarsa, secondo lui, \u00e8 la profondit\u00e0 del mare, tanto che l\u2019acqua arriva a malapena a coprire il fondale; mostri marini si aggirano sempre qua e l\u00e0, nuotando fra le navi che si trascinano con faticosa lentezza.\u201d<\/span><\/em><\/strong> (<strong><span style=\"color: #008000;\">Ora Maritima 114-129<\/span><\/strong>). Questi versi, indicano che una parte della rotta da Gibilterra sino alla Galizia e poi di l\u00ec al golfo di Biscaglia, era gi\u00e0 a conoscenza dei marinai fenici.\u00a0Sicuramente <strong><span style=\"color: #008000;\">Avieno<\/span><\/strong> si avvale di fonti che fanno riferimento allo storico <strong><span style=\"color: #008000;\">Eforo di Cuma<\/span><\/strong>, e a documenti che menzionano un periplo greco della penisola iberica, (intorno al IV sec. a.C.) da parte di gente massaliota. (da <strong><span style=\"color: #008000;\">Federica Cordano \u201cLa geografia degli antichi\u201d pp. 32-34<\/span><\/strong>).<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Il viaggio incontra delle difficolt\u00e0 per la mancanza di vento, fondali bassi e sabbiosi e per la presenza nell\u2019acqua di una quantit\u00e0 piuttosto elevata di alghe, tutti elementi che impediscono una navigazione fluida. Le ipotesi su dove il navigatore possa avere trovato queste condizioni, sono forse possibili da ricavare nei versi da 182 al 195, dove Avieno descrive la costa atlantica della Lusitania ed in particolare: \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">Si erge poi il promontorio Cepresico ai cui piedi si trova un\u2019isola che gli abitanti chiamano Acale. A stento si presta fede al racconto, tanto \u00e8 straordinario il fatto: ma l\u2019autorit\u00e0 delle numerose testimonianze conferma in pieno il racconto. Dicono che intorno alle sponde di quest\u2019isola l\u2019acqua non abbia mai lo stesso aspetto che altrove, poich\u00e9 ovunque lo splendore dei flutti raggiunge la nitidezza del cristallo e sino in profondit\u00e0 le onde mantengono una trasparenza azzurrognola. Gli antichi sostengono per\u00f2 che laggi\u00f9 il mare sia intorbidito dalla fanghiglia e che le onde portino con s\u00e9 la melma, insudiciandosi completamente<\/span><\/em><\/strong>\u201d.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <strong><span style=\"color: #008000;\">promontorio Cepresico<\/span><\/strong>, dovrebbe corrispondere all\u2019attuale capo Espichel, che si trova nella zona di Sesimbra, in Portogallo, poco a sud di Lisbona. Sia la baia di Sesimbra e quella di Lagosterios presentano effettivamente acque basse, ma \u00e8 la conformazione della costa fino e oltre a Lisbona, che ricca di estuari, presenta baie e insenature interne riparate dal vento che ben si prestano alla descrizione a cui si fa riferimento. Ma anche nella fase iniziale del viaggio all\u2019altezza di Cabo de S. Vicente, \u00e8 facile trovare nel periodo estivo notevoli quantit\u00e0 di alghe.<\/p>\r\n<p><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/nave-fenicia-tumba-tebana-1.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 nave-fenicia-tumba-tebana-1.jpg\" width=\"1233\" height=\"578\" \/><\/p>\r\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">rappresentazione di nave fenicia &#8211; tomba tebana<\/span><\/strong> <a href=\"https:\/\/todoslosfaros.com\/2019\/09\/15\/desarrollo-de-la-navegacion-maritima\/\">Desarrollo de la navegaci\u00f3n mar\u00edtima. \u2013 Todos los Faros<\/a><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">La navigazione al di fuori delle colonne d\u2019Ercole risultava completamente diversa da quella del bacino del Mediterraneo e il tutto viene illustrato molto bene in questo passo dalla dottoressa <strong><span style=\"color: #008000;\">Chiara Maria Mauro dell\u2019Universidad Complutense de Madrid<\/span><\/strong>: \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">Una volta arrivati nell\u2019Atlantico, la situazione diventava \u2013se possibile\u2013 pi\u00f9 complessa. La navigazione oceanica implica, infatti, conoscenze diverse rispetto a quella mediterranea, nonch\u00e9 si svolge in balia di correnti e venti di maggiore intensit\u00e0. Il tratto atlantico della penisola iberica presenta, altres\u00ec, ulteriori difficolt\u00e0, in quanto \u00e8 irto di barriere e di fondali arenosi tra Cadice ed Huelva. L\u2019entrata nell\u2019Atlantico determinava il confronto con una situazione differente: le coste iberiche ed africane affacciate sull\u2019Oceano sono interessate da un costante vento N\/No. Questo vento, chiamato nortada proprio per la direzione da cui proviene, si avverte praticamente durante tutto l\u2019anno, ma si fa sentire con pi\u00f9 forza nei mesi estivi (giugno \u2013 agosto) lungo le coste dell\u2019attuale Portogallo. Mediamente soffia con un\u2019intensit\u00e0 catalogabile tra il 2\u00b0 ed il 4\u00b0 grado della scala Beaufort (dunque tra i 7 ed i 26 km\/h), ma raggiunge picchi di 90 km\/h. La soluzione migliore nel periodo primaverile \u2013 estivo (ovvero in quello in cui si svolgeva la navigazione antica) era quella che prevedeva di allontanarsi verso Sud sfruttando la brezza di mare particolarmente propizia che ha luogo nei pressi di Trafalgar(Capo Trafalgar \u00e8 un promontorio in Spagna sull&#8217;oceano Atlantico a nord-ovest dello stretto di Gibilterra) Si scendeva dunque lungo le coste africane ricercando un vento di SO che consentisse la risalita verso il litorale atlantico della penisola iberica. Era dunque necessario prima dirigersi verso sud e poi disegnare una specie di semicerchio in mare aperto prima di raggiungere le coste spagnole\/portoghesi. La rotta di ritorno era, di contro, pi\u00f9 semplice: dal Portogallo le imbarcazioni potevano lasciarsi trasportare dalla Corrente di Lisbona che corre parallela alla costa fino al capo di San Vincente, da dove potevano ricercare la spinta di un vento di Ponente e, mantenendosi nel mezzo del canale, attraversare lo stretto per rientrare nel Mediterraneo. Era possibile anche spingersi subito verso le coste iberiche, senza dirigersi previamente verso l\u2019Africa: questa scelta comportava, per\u00f2, l\u2019incontro di venti avversi (la nortada che interessa il litorale portoghese); per andare da S a N si doveva prendere il vento a 12\u00b0 gradi, mettendo in conto un allungamento considerevole dei tempi di navigazione. Un percorso di questo tipo (in direzione S-N) seguendo la linea di costa poteva protrarsi per circa il doppio dei giorni rispetto allo stesso tragitto praticato in senso N-S\u201d (da <\/span><\/em><span style=\"color: #008000;\">La navigazione fenicia lungo le coste della Penisola Iberica (IX-VII sec. a.C.): tra difficolt\u00e0 tecniche e scelte portuali<\/span><em><span style=\"color: #008000;\">)<\/span><\/em><\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Riguardo alle tempistiche di viaggio, le affermazioni che parlano di quattro mesi di navigazione appaiono eccessive, tanto da far supporre che il navigatore abbia fatto volutamente sosta in qualche sito costiero, sia nella fase di andata che in quella del ritorno. Ad esempio <strong><span style=\"color: #008000;\">J<\/span><span style=\"color: #008000;\">ona Lendering<\/span><\/strong> , uno storico olandese, avanza l\u2019idea che Imilcone abbia fondato delle colonie e degli empori lungo la costa atlantica.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Uno studio, condotto nel 2002 dal Nautical Archeology Society di Oxford, in collaborazione con il Centro Nacional de Arqueologia Nautica e Subaquatica di Lisbona, scardina questa ipotesi e conferma alcuni ritrovamenti della presenza fenicia sulle coste atlantiche del Portogallo, datati fin dal IX\/VIII sec. a.C. e che precederebbero quindi l\u2019arrivo del navigatore punico.\u00a0Il lavoro effettuato sugli ex siti costieri di <strong><span style=\"color: #008000;\">Castro Marim, Abul e Santa Olaia<\/span><\/strong>, dove sono confluite le diverse discipline archeologiche (geologiche e geofisiche) ha evidenziato che i siti fenici in questione erano situati ai margini di estuari di fiumi (come si pu\u00f2 evincere dalla cartina), provvisti di ancoraggi naturali e con un facile accesso al mare. In buona sostanza, presentavano caratteristiche familiari a tutte le stazioni commerciali fenicie. I due siti che maggiormente ci riguardano, e che si trovano sulla strada che ha probabilmente intrapreso <strong><span style=\"color: #008000;\">Imilcone<\/span><\/strong>\u00a0sono nell\u2019ordine <strong><span style=\"color: #008000;\">Abul<\/span><\/strong> e <strong><span style=\"color: #008000;\">Santa Olaia<\/span><\/strong>.<\/p>\r\n<p><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/imilcone-2.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 imilcone-2.jpg\" width=\"1238\" height=\"1985\" \/><\/p>\r\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Mappa del Portogallo che mostra\u00a0 i siti di Santa Olaia, Abul e Castro Marim. (D. Davis) &#8211; Fonte\u00a0 Research Gate &#8211; free <a href=\"https:\/\/www.researchgate.net\/figure\/Map-of-Portugal-showing-the-locations-of-Santa-Olaia-Abul-and-Castro-Marim-D-Davis_fig1_227673224\">Map of Portugal showing the locations of Santa Olaia, Abul and Castro&#8230; | Download Scientific Diagram (researchgate.net)<\/a><\/span><\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Abul<\/span> <\/strong>\u00e8 un sito archeologico che si trova nella attuale zona tra <strong><span style=\"color: #008000;\">Alc\u00e1cer do Sal<\/span><\/strong> e <strong><span style=\"color: #008000;\">Set\u00fabal<\/span><\/strong> che, a met\u00e0 del VII secolo a.C., viene eretto sulla riva destra del <strong><span style=\"color: #008000;\">Sado<\/span><\/strong> come stabilimento fenicio, forse integrato nella cosiddetta &#8220;terza fase&#8221; del processo di fondazione delle colonie fenicie nel Mediterraneo occidentale, in un&#8217;epoca in cui nell&#8217;Atlantico<strong><span style=\"color: #008000;\"> Gadir<\/span><\/strong> \u201ccercava\u201d materiali essenziali come lo stagno.<\/p>\r\n<p><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Locations-of-cores-taken-at-Santa-Olaia-showing-the-resultant-paleogeography-of-Santa-1.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Locations-of-cores-taken-at-Santa-Olaia-showing-the-resultant-paleogeography-of-Santa-1.jpg\" width=\"1240\" height=\"1548\" \/><\/p>\r\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">Posizioni dei <\/span><\/span><\/span><\/strong><strong style=\"font-size: inherit;\"><span style=\"color: #008000;\">carotaggi effettuati a Santa Olaia che mostrano la risultante paleogeografia nel IV secolo BC. Le profondit\u00e0 dell&#8217;acqua intorno al sito erano dell&#8217;ordine di 1-3 metri ed un&#8217;ampia spiaggia sabbiosa esisteva sul lato nord del sito. I fronti del delta erano sabbiosi e fangosi, possibilmente con vaste zone umide. (da The Palaeo\u2010Environmental Contexts of Three Possible Phoenician Anchorages in Portugal, September 2009, International Journal of Nautical Archaeology 38 (2) : 221 &#8211; 253 DOI: <a class=\"nova-legacy-e-link nova-legacy-e-link--color-inherit nova-legacy-e-link--theme-decorated\" href=\"http:\/\/dx.doi.org\/10.1111\/j.1095-9270.2009.00224.x\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">10.1111\/j.1095-9270.2009.00224.x<\/a><\/span><\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Santa Olaia<\/span> <\/strong>(a nord di Lisbona), che attualmente si trova a circa 20 km dal mare aperto a causa dei depositi alluvionali del fiume <strong><span style=\"color: #008000;\">Mondego<\/span><\/strong>, venne fondata come primo insediamento intorno al IX sec. a.C., per poi diventare una stazione commerciale intorno all\u2019VIII-VII sec. a.C.\u00a0Durante il periodo fenicio, il sito si trovava in prossimit\u00e0 del delta del Rio Mondego, il quale creava condizioni di acque poco profonde lungo la zona costiera, quindi con facili approdi e la possibilit\u00e0 di accedere nell\u2019entroterra portoghese. Il centro sarebbe servito come lavorazione e stoccaggio di minerali metallici provenienti dall\u2019interno. Attualmente risulta l\u2019avamposto pi\u00f9 a nord di cui si abbiano notizie e dove molto probabilmente <strong><span style=\"color: #008000;\">Imilcone<\/span> <\/strong>sost\u00f2 durante le due fasi del viaggio. Ci\u00f2 non esclude per\u00f2 che il navigatore, abbia fondato piccole stazioni ancora pi\u00f9 nord proprio per favorire gli scambi commerciali con le popolazioni locali (lo scopo principale del viaggio) di cui per\u00f2, al momento, non si hanno tracce. Il viaggio quindi prosegue, e Avieno ripete in sostanza le indicazioni precedenti: \u201c<em><strong><span style=\"color: #008000;\">Enorme \u00e8 la distesa dei suoi flutti che avanzano con ampiezza, senza che si possa determinarne i confini. Ma la profondit\u00e0 di queste acque \u00e8 cos\u00ec modesta che a stento il mare \u00e8 in grado di coprire la sabbia dei fondali. Uno spesso strato di alghe affiora in superficie, impedendo cos\u00ec il riflusso delle onde. Mostri di ogni genere infestano lo spazio marino, in cui si diffonde il terrore per la presenza delle belve. Tutto ci\u00f2 il punico Imilcone riferiva di averlo visto e sperimentato nell\u2019Oceano. E tale \u00e8 il racconto che, attinto dagli antichi annali cartaginesi, io ti ho consegnato.\u201d (<\/span><\/strong><\/em><strong><span style=\"color: #008000;\">Ora Maritima 404-415<\/span><\/strong><em><strong><span style=\"color: #008000;\">)<\/span><\/strong><\/em><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Al di l\u00e0 della prassi che veniva seguita per scoraggiare eventuali concorrenti commerciali, esse facevano effettivamente parte dell\u2019immaginario collettivo di chi andava per mare. Potevano assumere diverse forme che andavano da quella di drago a quella di serpente marino o esseri dotati di molteplici arti, con la caratteristica comune di emettere getti d\u2019acqua.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c<strong><span style=\"color: #008000;\"><em>L&#8217;Oceano \u00e8 considerato un riflesso del mondo terrestre, con una corrispondenza perfetta: niente di ci\u00f2 che esiste sulla terra pu\u00f2 mancare. Esattamente come la superficie terrestre, si pensa che il fondo del mare presenti pianure e montagne, foreste e campi. Non si fa nessuna discriminazione tra pesci realmente esistenti e pesci immaginari, anzi, a volte nel medesimo soggetto si integrano elementi reali con elementi di fantasia. In mancanza di osservazione diretta ci si lascia andare a inventare sirene e giganteschi serpenti marini e negli abissi vivono cavalli marini, che hanno la parte anteriore di cavallo e quella posteriore che termina con una coda di pesce, con due uniche zampe anteriori, mentre negli esemplari fenici questo essere aveva anche un paio di ali e una coda bifida\u201d<\/em> (da Sara Sebenico I Mostri dell\u2019Occidente Medievale).<br \/><\/span><\/strong>Una tradizione che ci accompagner\u00e0 fino all\u2019et\u00e0 moderna.<\/p>\r\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Fine parte I \u2013 continua<\/span><\/strong><\/p>\r\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Giuseppe Ferrada<\/span><\/strong><\/p>\r\n<p>in anteprima statere di argento di Arados &#8211; autore Hermann Junghans <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Stater_aus_Arados.jpg\">Stater aus Arados.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n<p><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Bibliografia principale<\/span><\/strong><\/span><\/p>\r\n<p>Paolo Bernardini: I Fenici sulle rotte dell\u2019Occidente nel IX sec. a.C. Cronologie, incontri, strategie. (Rivista della Scuola Archeologica Italiana di Cartagine)<br \/>Gabriella Amiotti: I precursori di Cristoforo Colombo nell\u2019Atlantico e la cultura classica del grande navigatore (Vita e Pensiero)<br \/>Luca Antonelli: Rufo Festo Avieno Ora Maritima (Historika, studi di storia greca e romana)<br \/>Federica Cordano: La geografia degli antichi (Laterza editore)<br \/>Jean Roug\u00e9: La navigazione antica (Massari editore)<br \/>Lionel Casson: Navi e marinai dell\u2019antichit\u00e0 (Mursia editore)<br \/>Sara Sebenico: I Mostri dell\u2019Occidente Medievale<br \/>Cyprian Broodbank: Il Mediterraneo (Piccola Biblioteca Einaudi)<\/p>\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a>\r\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\r\n<p><a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/68306\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/68308\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a><\/p>\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 10<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. .ARGOMENTO: STORIA NAVALEPERIODO: V &#8211; VI SECOLO a. 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