{"id":6765,"date":"2017-01-27T01:00:34","date_gmt":"2017-01-27T00:00:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=6765"},"modified":"2025-03-23T17:36:06","modified_gmt":"2025-03-23T16:36:06","slug":"6765","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/6765","title":{"rendered":"I mezzi di assalto, dalla mignatta ai siluri a lenta corsa: le azioni che cambiarono la guerra navale &#8211; prima parte"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XX SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: MAR MEDITERRANEO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: mezzi insidiosi<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Lo spirito del Serchio<br \/>\n<\/span><\/strong><\/span>Nel suo libro &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">Vita di Marinaio<\/span><\/strong>&#8220;, <strong><span style=\"color: #008000;\">l&#8217;ammiraglio Gino Birindelli<\/span> <\/strong>descrisse cos\u00ec l&#8217;attivit\u00e0 giornaliera degli uomini a Bocca di Serchio: &#8221; <em><strong><span style=\"color: #008000;\">Noi andavamo in mare al mattino assai presto ed alla sera a buio fitto, dedicando il lavoro nelle ore di luce al continuo perfezionamento di ogni strumento e quello notturno all&#8217;addestramento alle vere e proprie operazioni belliche, di cui studiavamo<\/span><\/strong><\/em><em><strong><span style=\"color: #008000;\">\u00a0le tattiche.\u00a0Al Serchio si era creata, in modo vero, profondo e sincero, quella &#8220;banda di fratelli che costituiva un ideale dei giovani allievi dell&#8217;Accademia Navale&#8221; ed essere uniti come consanguinei non era retorica, come non lo era il volere dare in ogni possibile modo tutto quello che si poteva ad un&#8217;Italia che amavamo sopra ogni cosa. L\u00e0 si cre\u00f2 quello &#8220;spirito del Serchio&#8221; che nessuno di noi ha mai potuto dimenticare<\/span><\/strong><span style=\"color: #008000;\">&#8220;.<br \/>\n<\/span><\/em><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-27826\" style=\"text-align: justify;\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/I-ragazzi-del-Serchio-www.lavocedelmarinaio.com_-300x188.jpg\" alt=\"\" width=\"847\" height=\"530\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/I-ragazzi-del-Serchio-www.lavocedelmarinaio.com_-300x188.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/I-ragazzi-del-Serchio-www.lavocedelmarinaio.com_.jpg 440w\" sizes=\"(max-width: 847px) 100vw, 847px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Foto Ufficio storico della Marina: gli assaltatori al Serchio<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Que<span style=\"text-align: justify;\">sti mezzi erano inquadrati in un reparto speciale, nato nel 1939 come <strong><span style=\"color: #008000;\">I\u00aa Flottiglia M.A.S.<\/span><\/strong>, che cambi\u00f2 ufficialmente la propria denominazione in &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">X\u00aa Flottiglia M.A.S<\/span><\/strong>.&#8221; il 14 marzo 1941. Il loro motto era <\/span><strong style=\"text-align: justify;\"><em><span style=\"color: #008000;\">Memento Audere Semper<\/span><\/em><\/strong><span style=\"text-align: justify;\"> per la 1\u00aa Flottiglia MAS e fu cambiato con <\/span><strong style=\"text-align: justify;\"><em><span style=\"color: #008000;\">Per il Re e per la bandiera <\/span><\/em><\/strong><span style=\"text-align: justify;\">per la X\u00aa Flottiglia MAS. Il loro compito era l&#8217;attacco occulto al naviglio nemico in rada e nei porti, tramite i mezzi insidiosi, ed in mare aperto con l&#8217;uso di mezzi veloci.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nessuno era al corrente della loro esistenza, nemmeno alcuni vertici di <strong><span style=\"color: #008000;\">Supermarina<\/span><\/strong>. Il loro comandante era il <strong><span style=\"color: #008000;\">capitano di corvetta Junio \u200b\u200bValerio Borghese<\/span><\/strong>, un valoroso sommergibilista che troveremo anche comandante del <strong><span style=\"color: #008000;\">sommergibile Scir\u00e8<\/span><\/strong> nell&#8217;azione di Gibilterra. Il concetto strategico originale era di essere pronti ad attaccare, in caso di guerra, simultaneamente tutte le basi principali britanniche\u00a0 nel\u00a0 Mediterraneo. Di fatto, quando l\u2019Italia entr\u00f2 in guerra, il 10 giugno 1940, il progetto si rivel\u00f2 ancora immaturo data l&#8217;inaffidabilit\u00e0 delle apparecchiature sia di respirazione che di attacco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Il primo attacco<\/span><\/strong><br \/>\nLa prima azione fu\u00a0 programmata nella notte tra il 25 ed il 26 agosto 1940, contro tre corazzate britanniche della Flotta del Mediterraneo.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/iride.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-6788\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/iride.jpg\" alt=\"iride\" width=\"658\" height=\"374\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Foto Ufficio storico della Marina: Il Regio Sommergibile Iride comandato da TV Francesco Brunetti<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 12 agosto del 1940 il <strong><span style=\"color: #008000;\">Regio sommergibile Iride<\/span><\/strong>, al comando del <strong><span style=\"color: #008000;\">tenente di vascello Brunetti<\/span><\/strong>,\u00a0 part\u00ec dalla Spezia e\u00a0raggiunse il 21 agosto il Golfo di Bomba (in Cirenaica) \u00a0dove si trovavano ridislocati la <strong><span style=\"color: #008000;\">torpediniera Calipso<\/span><\/strong>, che trasportava gli operatori dei maiali ed i mezzi e la nave appoggio <strong><span style=\"color: #008000;\">Monte Gargano<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al ritorno da una missione furono scoperti casualmente da alcuni aerei britannici. Il sommergibile e le navi furono attaccate a mezzogiorno da tre aerosiluranti inglesi <strong><span style=\"color: #008000;\">Fairey Swordfish<\/span><\/strong>, proprio nel momento in cui, dopo aver imbarcati i mezzi, il sommergibile stava per immergersi. Uno dei velivoli sganci\u00f2 un siluro da circa 200 metri che and\u00f2 a segno sul sommergibile il quale spezzato in due affond\u00f2 in pochi istanti, seguito in breve tempo dalla nave appoggio, a sua volta centrata da un altro siluro. Gli uomini dei &#8220;maiali&#8221; (fra cui <strong><span style=\"color: #008000;\">Birindelli, Tesei, Toschi e Durand de La Penne<\/span><\/strong>) si tuffarono immediatamente e furono in grado di recuperare i S.L.C. e sette marinai intrappolati nel relitto che giaceva sul fondo ad una profondit\u00e0 di circa quindici metri di profondit\u00e0 con purtroppo molti caduti.<\/p>\n<figure id=\"attachment_6789\" aria-describedby=\"caption-attachment-6789\" style=\"width: 800px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-6789 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/gondar.jpg\" alt=\"gondar\" width=\"800\" height=\"364\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/gondar.jpg 800w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/gondar-300x137.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-6789\" class=\"wp-caption-text\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Fonte Ufficio storico della Marina: il Regio Sommergibile Gondar sul quale \u00e8 visibile il contenitore del S.L.C.<\/strong><\/span><\/figcaption><\/figure>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-6784\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/contmaiali-300x208.jpg\" alt=\"contmaiali\" width=\"800\" height=\"554\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/contmaiali-300x208.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/contmaiali.jpg 524w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Fonte Ufficio storico della Marina: Contenitori stagni per i S.L.C. aperti. Sullo sfondo la banchina Giovannini dell&#8217;arsenale di La Spezia<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il tentativo successivo fu l&#8217;esecuzione di una doppia operazione contro <strong><span style=\"color: #008000;\">Alessandria d&#8217;Egitto<\/span><\/strong> e <strong><span style=\"color: #008000;\">Gibilterra<\/span><\/strong> (colonia inglese a sud della Spagna) pianificata per la fine di settembre 1940. Per questa missione furono designati due sommergibili, il <strong><span style=\"color: #008000;\">R. Smg Gondar<\/span><\/strong> ed il <strong><span style=\"color: #008000;\">R. Smg Scir\u00e8<\/span><\/strong>, modificati per trasportare tre S.L.C. ciascuno in contenitori speciali (vedi foto). Questa modifica ai contenitori presso-resistenti poteva permettere ai sommergibili di potersi immergere pi\u00f9 in profondit\u00e0 (l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">Iride<\/span><\/strong> con a bordo i S.L.C. aveva una limitazione operativa ai 30 metri).<\/p>\n<figure id=\"attachment_6778\" aria-describedby=\"caption-attachment-6778\" style=\"width: 800px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-6778\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/siluro.jpg\" alt=\"siluro\" width=\"800\" height=\"326\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/siluro.jpg 648w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/siluro-300x122.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-6778\" class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Fonte Ufficio storico della Marina: S.L.C.<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">La missione, per\u00f2, fu interrotta da notizie intelligence che avvisarono che che le navi da guerra inglesi si erano allontanate dal porto.\u00a0Sfortunatamente, sulla\u00a0rotta\u00a0di rientro, il <strong><span style=\"color: #008000;\">Gondar<\/span><\/strong> (al comando dello stesso comandante dell&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">Iride<\/span><\/strong>, il <strong><span style=\"color: #008000;\">TV Brunetti<\/span><\/strong>) fu intercettato dal <strong><span style=\"color: #008000;\">cacciatorpediniere australiano Stuart<\/span><\/strong><i>.<\/i>\u00a0Brunetti ordin\u00f2 l&#8217;immersione rapida\u00a0a 80 metri<span style=\"line-height: 16.6667px;\">\u00a0m<\/span>a\u00a0la nave individu\u00f2 il sommergibile con l&#8217;ecogoniometro ed incominci\u00f2 a lanciare le cariche di profondit\u00e0. Alle 22.30 si unirono alla caccia il cacciatorpediniere <strong><span style=\"color: #008000;\">H.M.S. Diamond<\/span><\/strong>\u00a0ed una corvetta, cui si aggiunsero altre unit\u00e0 che saturarono l&#8217;area colpendo alla fine il battello<i>.\u00a0<\/i>Gravemente danneggiato il sommergibile dovette quindi emergere. Una volta a galla, fu chiamato l&#8217;abbandono nave ma alcuni uomini, tra cui il comandante Brunetti, avviarono le manovre di autoaffondamento ed il sommergibile s\u2019inabiss\u00f2 su un fondale di 2000 metri a circa 110 miglia da Alessandria. L&#8217;equipaggio fu tratto in salvo dallo Stuart. A seguito dell\u2019affondamento del <strong><span style=\"color: #008000;\">Gondar,<\/span><\/strong> i servizi segreti britannici iniziarono ad insospettirsi circa l\u2019esistenza di un reparto\u00a0speciale della Regia Marina italiana; in particolare si chiesero che cosa fossero quei\u00a0tre strani cilindri presenti sul ponte del sommergibile e\u00a0perch\u00e9\u00a0nell&#8217;equipaggio c&#8217;erano cos\u00ec tanti\u00a0sommozzatori.<strong><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-6792\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/scire.jpg\" alt=\"scire'\" width=\"800\" height=\"372\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/scire.jpg 578w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/scire-300x140.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Fonte Ufficio storico della Marina: il Regio Sommergibile Scir\u00e8 in uscita da La Spezia<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell&#8217;agosto del 1940\u00a0il <strong><span style=\"color: #008000;\">sommergibile Scir\u00e8\u00a0<\/span><\/strong>fu anch&#8217;esso modificato per il trasporto dei maiali rimuovendo il cannone prodiero ed riducendo la torretta. Sul ponte di coperta furono quindi installati tre cilindri (uno a proravia della torretta e due a poppavia affiancati), nei quali potevano essere contenuti i S.L.C..\u00a0Per migliorare la mimetizzazione fu pitturato con\u00a0una tinta verdolina, pi\u00f9 adatta per confonderlo col cielo notturno.\u00a0Con il <strong><span style=\"color: #008000;\">sommergibile Scir\u00e8<\/span><\/strong> la <strong><span style=\"color: #008000;\">X flottiglia M.A.S.<\/span><\/strong> incominci\u00f2 una serie di azioni straordinarie tra cui\u00a0l&#8217;attacco\u00a0ad Alessandria d&#8217;Egitto che vedremo\u00a0pi\u00f9 avanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"font-size: 18pt; color: #008000;\"><b>Operazioni B.G. 1 e B.G. <\/b><\/span><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"font-size: 24px;\"><b>2: attacco<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-size: 18pt; color: #008000;\"><b> a Gibilterra<\/b><\/span><\/span><\/span><br \/>\nIl 24 settembre 1940 il\u00a0sommergibile lasci\u00f2 la base di La Spezia\u00a0per l\u2019operazione B.G. 1, un attacco di tre S.L.C. contro la base britannica di Gibilterra. Ma il 29 settembre, ad una cinquantina di miglia da Gibilterra\u00a0gli fu ordinato di interrompere la missione essendo la forza inglese fuoriuscita. Il 21 ottobre fu lanciato un nuovo attacco, sempre\u00a0contro Gibilterra, l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">o<\/span><span style=\"color: #008000;\">perazione B.G. 2.<\/span><\/strong> Il sommergibile salp\u00f2 dalla base di La Spezia con tre team di operatori: il <strong><span style=\"color: #008000;\">capitano del Genio Navale Teseo Tesei<\/span><\/strong> con il <strong><span style=\"color: #008000;\">sergente palombaro Alcide Pedretti<\/span><\/strong>, il <strong><span style=\"color: #008000;\">TV Gino Birindelli<\/span><\/strong> con il <strong><span style=\"color: #008000;\">secondo capo Damos Paccagnin<\/span><\/strong>i ed il <strong><span style=\"color: #008000;\">TV Luigi Durand de la Penne<\/span><\/strong> con il <strong><span style=\"color: #008000;\">secondo capo palombaro Emilio Bianchi<\/span><\/strong>.<\/p>\n<figure id=\"attachment_6775\" aria-describedby=\"caption-attachment-6775\" style=\"width: 800px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-6775\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/l1vol5-gibilterra.jpg\" alt=\"l1vol5-gibilterra\" width=\"800\" height=\"1256\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/l1vol5-gibilterra.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/l1vol5-gibilterra-191x300.jpg 191w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-6775\" class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Fonte Ufficio storico della Marina: primo attacco a Gibilterra\u00a0<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 30 ottobre 1940<span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\"> <span style=\"font-size: 12pt;\">arriv\u00f2\u00a0<\/span>in\u00a0<\/span>prossimit\u00e0 della base inglese ed il sommergibile rilasci\u00f2 con successo i tre<span style=\"font-size: 12pt;\"> S.L.C.<\/span>. Il primo mezzo, con la coppia de la Penne e Bianchi, venne subito avvistato da una motovedetta che, senza comprendere che cosa fosse, lanci\u00f2 una carica esplosiva nelle loro vicinanze; il maiale riport\u00f2 dei danni, tra cui la bussola necessaria per effettuare l&#8217;avvicinamento finale, e fu fatto precipitare verso il fondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I due assaltatori si diressero quindi a nuoto verso la costa spagnola. Il secondo maiale, con a bordo <strong><span style=\"color: #008000;\">Teseo Tesei e Alcide Pedretti<\/span><\/strong>, arriv\u00f2 in superficie fino all&#8217;entrata del porto. Gli operatori, al momento dell&#8217;immersione per la fase finale dell&#8217;avvicinamento occulto, si accorsero che i loro respiratori ad ossigeno non funzionavano per cui furono costretti ad affondare il mezzo e nuotare verso la costa spagnola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La terza coppia, composta da <strong><span style=\"color: #008000;\">Birindelli<\/span><\/strong> e <strong><span style=\"color: #008000;\">Paccagnini<\/span><\/strong>, nonostante una grave avaria al respiratore di Paccagnini ed una perdita nel vano batteria del mezzo, prosegu\u00ec verso il bersaglio riuscendo faticosamente a superare le reti anti siluro del porto. A lentissimo moto i due operatori si avvicinarono alla <strong><span style=\"color: #008000;\">corazzata Bahram<\/span><\/strong> ma, a circa 70 metri di distanza, improvvisamente, il motore del S.L.C. si ferm\u00f2 ed il mezzo discese verso il fondo. <strong><span style=\"color: #008000;\">Birindelli<\/span><\/strong>, restato solo a causa dell&#8217;impossibilit\u00e0 di <strong><span style=\"color: #008000;\">Paccagnini<\/span><\/strong> di seguirlo per il malfunzionamento dell&#8217;ARO, sganci\u00f2 la carica (ricordo che pesava ben 300 chilogrammi) e cerc\u00f2 di trascinarla da solo verso la nave inglese. Uno sforzo titanico che dovette per\u00f2 sospendere, stremato dallo sforzo, a poche decine di metri dall&#8217;obiettivo. Attiv\u00f2 quindi il timer e raggiunse Paccagnini in superficie. Insieme raggiunsero terra ma furono catturati dagli Inglesi prima di ricongiungersi, come da pianificazione, con gli altri quattro operatori sulla costa spagnola. Poco dopo, la carica del S.L.C. esplose ma, a causa dell&#8217;eccessiva distanza dal Bahram, non caus\u00f2 danni alla nave da battaglia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Cos\u00ec si concluse la prima missione di attacco a Gibilterra. L\u2019insuccesso, dovuto ad una tecnologia non ancora matura, provoc\u00f2 una\u00a0battuta d&#8217;arresto nel programma suggerendo numerosi miglioramenti tecnici del sistema \u2026 ma di questo parleremo nel prossimo articolo.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">fine prima parte &#8211; continua<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Andrea Mucedola\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">quadro del Claudus &#8211; propriet\u00e0 MMI\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-27 maxbutton maxbutton-un-regalo-per-te\" href=\"https:\/\/www.primevideo.com\/offers\/ref=atv_nb_lcl_it_IT?tag=amazon0e150-21 Italia\"><span class='mb-text'>Una sorpresa per te su Amazon Music unlimited<\/span><\/a>\u00a0 \u00a0<a class=\"maxbutton-28 maxbutton maxbutton-amazon-prime\" title=\"Scopri i vantaggi di Amazon Prime\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>Scopri i vantaggi di Amazon Prime<\/span><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"PAGINA PRINCIPALE\" rel=\"noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/77265\"><span class='mb-text'>GENESI<\/span><\/a><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/6765\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/10262\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-15 maxbutton maxbutton-parte-iii\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/11976\"><span class='mb-text'>PARTE III<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-16 maxbutton maxbutton-parte-iv\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/45296\"><span class='mb-text'>PARTE IV<\/span><\/a><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-17 maxbutton maxbutton-parte-v\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/12400\"><span class='mb-text'>PARTE V<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-18 maxbutton maxbutton-parte-vi\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/45273\"><span class='mb-text'>PARTE VI<\/span><\/a><\/p>\n<a class=\"maxbutton-19 maxbutton maxbutton-parte-vii\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/12418\"><span class='mb-text'>PARTE VII<\/span><\/a>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: STORIA NAVALE PERIODO: XX SECOLO AREA: MAR MEDITERRANEO parole chiave: mezzi insidiosi . 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