{"id":66822,"date":"2021-12-30T00:23:03","date_gmt":"2021-12-29T23:23:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=66822"},"modified":"2026-03-20T13:47:14","modified_gmt":"2026-03-20T12:47:14","slug":"loperazione-c3-unoccasione-mancata-parte-iii","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/66822","title":{"rendered":"Il piano dell&#8217;operazione C3\/Herkules per l&#8217;invasione di Malta: i dettagli &#8211; parte III"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 9<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XX SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: MALTA &#8211; MAR MEDITERRANEO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: piano di invasione, Malta, Regia Marina italiana, Royal Navy<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il Piano&nbsp;<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nEntriamo ora nella descrizione del piano di invasione. Il 29 maggio 1942, l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">ammiraglio Luigi Sansonetti<\/span><\/strong>, Sottocapo di Stato Maggiore della Regia Marina italiana, scrisse al Comando Supremo proponendo:<br \/>\n\u201c <em><strong><span style=\"color: #008000;\">per assicurare maggiormente il segreto sui punti di sbarco prescelti si propone che nella corrispondenza ufficiale e negli ordini operativi in corso da parte di tutti gli uffici interessati siano adottate le seguenti denominazioni convenzionali:<\/span><\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong><span style=\"color: #008000;\"> Zona di sbarco principale = Zona Famagosta;<\/span><\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong><span style=\"color: #008000;\"> Zona di Marsa Scirocco = Zona Larnaca; <\/span><\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong><span style=\"color: #008000;\">Zona di Gozo = Zona Cipro; <\/span><\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong><span style=\"color: #008000;\">Zona di Mellieha = Zona Alessandretta; <\/span><\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong><span style=\"color: #008000;\">Zona di Tuffieha = Zona Beyrouth; <\/span><\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong><span style=\"color: #008000;\">Zona di Maddalena = Zona Giaffa.<\/span> <\/strong><\/em>&#8220;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/hekules-1024x755.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 hekules-1024x755.png\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Giorno X<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nGli aerei da combattimento tedeschi e italiani dovevano essere sopra Malta a partire dalle 04:00 del mattino. I loro bersagli sarebbero state tutte le&nbsp; installazioni difensive all&#8217;interno della zona di atterraggio dei paracadutisti, insieme agli aeroporti, alle posizioni antiaeree e alle fortificazioni costiere. Era previsto anche di schermare, con cortine fumogene, l\u2019area di atterraggio.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/nave-da-battaglia-andrea-doria.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 nave-da-battaglia-andrea-doria.jpg\" width=\"815\" height=\"600\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Andrea Doria, nave da battaglia classe Duilio. Varata nel 1913 la nave svolse una modesta attivit\u00e0 nel corso della prima guerra mondiale operando poi intensamente nel primo dopoguerra. Tra il 1937 e il 1940 venne sottoposta a radicali lavori di riammodernamento, eseguiti presso i cantieri di Trieste, e in questa nuova configurazione partecip\u00f2 al secondo conflitto mondiale. Le modifiche allo scafo, all&#8217;apparato motore e a buona parte delle sovrastrutture furono le stesse delle&nbsp;<i>Cavour<\/i>, cos\u00ec come anche la ristrutturazione dell&#8217;armamento principale con l&#8217;eliminazione della torre centrale da 305 e la ritubazione dei rimanenti cannoni da 305mm in 320 mm. Rispetto alle Cavour mancano le sei torrette binate da 120mm intorno al ridotto centrale, sostituite da 4 torri trinate concentrate ai fianchi delle torri principali di prua. Furono invece installati&nbsp; dieci pezzi antiaerei da 90\/50, con una visione per l&#8217;epoca molto avveniristica in quanto la minaccia aerea alle corazzate non era tenuta in grande considerazione negli ambienti militari. Decisamente interessante fu la protezione subacquea, con cilindri assorbitori modello Pugliese dal nome dell&#8217;ingegnere e generale del Genio Navale che la progett\u00f2, la cui efficacia rimane controversa e non fu n\u00e9 confermata n\u00e9 smentita dalle vicende belliche &#8211; <a href=\"https:\/\/www.associazione-venus.it\/galleriafotografica\/index.php\/COLLEZIONISTI\/Erminio-Bagnasco\/Italia-Italy-Regia-Marina\/NAVI-DA-BATTAGLIA\/Andrea-Doria\/R-Doria-Pola-1940\">ANDREA DORIA (2) (associazione-venus.it)<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella mattinata del giorno X le due navi da battaglia classe Doria e otto cacciatorpediniere avrebbero eseguito il bombardamento contro costa nelle aree di Alessandretta Beiruth e Giaffa a nord di Sliema e sui due versanti di Mellie\u0127a. Dal pomeriggio sarebbero avvenuti dei finti sbarchi nelle stesse aree, con stendimenti di cortine fumogene, fuoco contro costa da parte di un cacciatorpediniere e sbarco di nuotatori guastatori, mentre nelle zone centrali dell\u2019isola sarebbero stati aviolanciati molti manichini ed alcuni paracadutisti per ingannare le difese.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/7.-Fliegerdivision-Bundesarchiv_Bild__Fallschirmjager_auf_Flugplatz.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 7.-Fliegerdivision-Bundesarchiv_Bild__Fallschirmjager_auf_Flugplatz.jpg\" width=\"837\" height=\"532\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">paracadutisti del 1\u00b0 Reggimento Paracadutisti ad Oslo, Norvegia all&#8217;aeroporto di Fornebu<br \/>\n<a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Bundesarchiv_Bild_101I-757-0023-32,_Oslo,_Fallschirmj%C3%A4ger_auf_Flugplatz.jpg\">Bundesarchiv Bild 101I-757-0023-32, Oslo, Fallschirmj\u00e4ger auf Flugplatz.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Erano previsti, a favore delle divisioni paracadutisti Folgore e della 7\u00b0 germanica, che disponevano di batterie di cannoni da paracadutare a terra, tre lanci distanziati di qualche ora (alle 14.00 e alle 16.00 ed alle 19.00 del giorno X) con il compito di realizzare una testa di sbarco larga circa 12 km e profonda circa 2 Km.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/divisione-folgore.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 divisione-folgore.png\" width=\"835\" height=\"422\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I paracadutisti italiani della Divisione Folgore dovevano conquistare l&#8217;aeroporto, tra l&#8217;altro ancora in costruzione e mal presidiato, di Qrendi, con il compito secondario ma non meno importante di prepararlo per l&#8217;uso dell&#8217;Asse il prima possibile. Il compito successivo dei paracadutisti era di stabilire un perimetro difensivo e controllare l&#8217;accesso all&#8217;area di sbarco. L\u2019Asse si aspettava un rapido contrattacco dalla zona di Luqa\/Hal Far, seguito da un altro, probabile, proveniente da Zebbuj. Nel contempo ipotizzavano una scarsa reazione dall&#8217;area di Mdina, sull&#8217;altopiano di Dingli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Notte del Giorno X e giorno X+1<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nPer aumentare le possibilit\u00e0 di successo dello sbarco, esso sarebbe avvenuto nell\u2019area dove gli Inglesi non si aspettavano attacchi in in forza: l&#8217;inospitale costa meridionale. Quella linea di costa era cos\u00ec accidentata e difficile che solo <strong><span style=\"color: #008000;\">Fort Benghaisa<\/span><\/strong> aveva artiglieria costiera in grado di coprirla. La zona di sbarco principale, nome in codice &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">Famagosta<\/span><\/strong>&#8220;, si estendeva da Hajia-is-Soda a ovest a Wied-il-Bassasa a est, una distanza di circa 5.900 metri.&nbsp;Su quelle rocce gli Italiani pianificarono di sbarcare, nella notte del giorno X, circa 14.000 uomini della <strong><span style=\"color: #008000;\">Divisione Friuli<\/span> <\/strong>e del <strong><span style=\"color: #008000;\">Reggimento<\/span> <span style=\"color: #008000;\">San Marco.<\/span><\/strong>&nbsp; Nel contempo il <strong><span style=\"color: #008000;\">Genio<\/span><\/strong> doveva installare due teleferiche, eliminare le difese passive e sistemare spiagge e viabilit\u00e0 verso l\u2019interno con gli 8.600 uomini della <strong><span style=\"color: #008000;\">Livorno<\/span><\/strong> a seguire.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Fasi-delladdestramento-osservate-dal-Console-Santi-Quasimodo-e-dallAmmiraglio-Vittorio-Tur-di-spalle-..jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Fasi-delladdestramento-osservate-dal-Console-Santi-Quasimodo-e-dallAmmiraglio-Vittorio-Tur-di-spalle-..jpg\" width=\"839\" height=\"496\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Fasi dell&#8217;addestramento del raggruppamento Camicie Nere da Sbarco osservate dal Console Santi Quasimodo e dall&#8217;Ammiraglio Vittorio Tur (di spalle) nel Golfo di Le Grazie di Portovenere (La Spezia)<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Complessivamente in sole quindici ore dovevano sbarcare 24000 uomini, 45 Semoventi (8 da 75) e 56 cannoni da 75mm. Per rendere le cose ancora pi\u00f9 complicate, gli sbarchi dovevano iniziare prima dell&#8217;alba e avvenire in dieci punti separati cosa che avrebbe costretto i reparti a disperdersi. Che lo sbarco della prima ondata e della Livorno avvenisse entro questa finestra temporale era necessario perch\u00e9 solo dopo che questo fosse stato completato le navi avrebbero iniziato il viaggio di tredici ore di ritorno in Sicilia per imbarcare le <strong><span style=\"color: #008000;\">divisioni Assietta e Napoli<\/span><\/strong>. <strong><span style=\"color: #008000;\">Queste avrebbero dovuto imbarcarsi in sole dodici ore ed arrivare a Malta la mattina del giorno X+2. <\/span><\/strong>La zona di sbarco secondaria, denominata in codice &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">Larnaca<\/span><\/strong>&#8220;, si estendeva attorno alla baia di <strong><span style=\"color: #008000;\">Marsa Scirocco<\/span><\/strong>, in essa era previsto che il <strong><span style=\"color: #008000;\">forte Benghisa,<\/span><\/strong> dopo il bombardamento eseguito dalla Duilio e da una squadriglia di cacciatorpediniere, sarebbe stato attaccato da 300 pionieri aliantisti tedeschi, che dovevano occupare il Forte contemporaneamente allo sbarco delle forze speciali italiane sull\u2019isolotto di Fileda e su punta Delimara. Effettuate queste azioni preliminari, sarebbero sbarcate in sette punti sulla costa parte del raggruppamento CC.NN. da sbarco, che dovevano creare la testa di ponte per permettere la messa a terra del Reparto corazzato tedesco nell\u2019area dell\u2019idroscalo britannico di <strong><span style=\"color: #008000;\">Kalafrana<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Sbarco-SMarco-motobragozzi.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Sbarco-SMarco-motobragozzi.jpg\" width=\"851\" height=\"515\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">esercitazione da moto bragozzi di marinai del reggimento San Marco da <a href=\"http:\/\/www.historicalab.it\/Operazione%20C3%20Malta.htm\">Operazione C3 Malta (historicalab.it)<\/a> M<\/span><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"font-family: Arial;\">ariano Gabriele<\/span><\/span><span style=\"color: #008000;\">&nbsp;&#8211;&nbsp;<span style=\"font-family: Arial;\">Operazione C3: Malta<\/span><\/span><span style=\"color: #008000;\">&nbsp;<\/span><span style=\"color: #008000;\">&#8211; Ufficio Storico Marina Militare<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per quanto riguardava la conquista dell\u2019i<strong><span style=\"color: #008000;\">sola di Gozo<\/span><\/strong>, zona \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">Cipro<\/span><\/strong>\u201d, sarebbe stata effettuata con lo sbarco in tre zone di costa, su nove punti di mille uomini di due battaglioni da sbarco (uno del <strong><span style=\"color: #008000;\">San Marco<\/span><\/strong> ed uno del&nbsp; CC.NN.) seguiti dai 9200 uomini della <strong><span style=\"color: #008000;\">Divisione Superga<\/span><\/strong>), con due batterie di cannoni da 75\/18 mm e 32 semoventi. Questo sbarco dopo solo tre ore di distanza dai primi sbarchi nell&#8217;isola di Malta, e doveva concludersi entro le successive dodici ore. L\u2019obiettivo dei tre raggruppamenti, che comportava nella parte meridionale dell\u2019isola il <strong><span style=\"color: #008000;\">Forte di Chambray<\/span><\/strong>, sarebbero state le localit\u00e0 di Rabat e Shaghra, in modo da tagliare l\u2019isola in due parti e controllarne tutte le strade. Poich\u00e9 sull\u2019isola non erano presenti fortificazioni e armi pesanti n\u00e9 ne era stata organizzata la difesa, ci si aspettava che quella parte dell&#8217;invasione fosse facile. Col senno del poi oggi sappiamo che la difesa maltese sarebbe consistita, in quella parte dell&#8217;isola, da solo 3000 uomini tra esercito, RAF, polizia e guardia nazionale per cui presumibilmente la resistenza sarebbe stata minima. Una volta completata l\u2019occupazione nel giorno x+2, sarebbero sbarcati sull\u2019isola un gruppo da 149\/40 e sarebbero arrivati due pontoni, ciascuno con un cannone da 305, per battere la citt\u00e0 di Malta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Nel Giorno X+2<\/span><\/strong><br \/>\nLa <strong><span style=\"color: #008000;\">Divisione Friuli<\/span><\/strong> si sarebbe radunata attorno al <strong><span style=\"color: #008000;\">villaggio di Bubakra<\/span><\/strong>, quindi doveva puntare ad est verso l\u2019aeroporto di <strong><span style=\"color: #008000;\">Hal Far<\/span><\/strong> dove sarebbe stata trasportata la Divisione La Spezia.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/80a_Divisione_Fanteria_La_Spezia.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 80a_Divisione_Fanteria_La_Spezia.png\" width=\"838\" height=\"1101\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #003300;\"><strong>80a Divisione Fanteria La Spezia insignia, Regio Esercito italiano, WWII<\/strong><\/span> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:80a_Divisione_Fanteria_La_Spezia.png\">80a Divisione Fanteria La Spezia.png &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il suo sforzo successivo sarebbe stato quello di collegarsi con la forza di invasione di Larnaca e ripulire il resto dell&#8217;area del porto di Marsa Scirocco, fondamentale per la spedizione dell&#8217;Asse. A sinistra, avrebbe collaborato la <strong><span style=\"color: #008000;\">Divisione Livorno<\/span><\/strong> che dopo aver essersi radunata attorno al villaggio di Gudia si sarebbe diretto verso Marsa Scala e proseguito per la penisola di Delimara verso Fort Delimara. Nel caso che la resistenza avesse imposto l\u2019arrivo della divisione aerotrasportata, le operazioni si sarebbe dovute sviluppare ulteriormente, da parte della <strong><span style=\"color: #008000;\">Divisione Livorno<\/span><\/strong> assieme ai i paracadutisti, per realizzare un&#8217;energica puntata verso l\u2019aeroporto di Luqa, allo scopo di conferire sicurezza sul fianco sinistro delle <strong><span style=\"color: #008000;\">Divisioni Friuli<\/span><\/strong> e <strong><span style=\"color: #008000;\">La Spezia,<\/span><\/strong> operanti su Marsa Scirocco.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Giorno X+3<\/span><\/strong><\/p>\n<figure style=\"width: 144px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/4th_Infantry_Division__Livorno__Mountain_Collar_Insignia.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 4th_Infantry_Division__Livorno__Mountain_Collar_Insignia.png\" width=\"144\" height=\"273\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">mostrina della Divisione Livorno<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mentre le <strong><span style=\"color: #008000;\">Divisioni di fanteria Livorno<\/span><\/strong> e <strong><span style=\"color: #008000;\">Friuli<\/span><\/strong> ripulivano la parte orientale di Malta, a Marsa Muscetto sarebbe iniziato lo sbarco dell\u2019ultimo contingente, il <strong><span style=\"color: #008000;\">XXV Corpo d\u2019armata<\/span><\/strong> con i suoi supporti. La <strong><span style=\"color: #008000;\">Divisione Assietta<\/span> <\/strong>si sarebbe radunata nella zona di <strong><span style=\"color: #008000;\">Dingli<\/span><\/strong> (tenuta dai paracadutisti tedeschi) e la <strong><span style=\"color: #008000;\">Divisione Napoli<\/span><\/strong> si sarebbe posizionata attorno al villaggio di <strong><span style=\"color: #008000;\">Qrendi<\/span> <\/strong>(tenuto dai paracadutisti italiani). Ogni ulteriore proseguimento delle operazioni sarebbe stato stabilito, come di logica, al momento e sul posto.&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Giorni X+4 e X+5<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<figure style=\"width: 139px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/1st_Infantry_Division__Superga__Mountain_Collar_Insignia.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 1st_Infantry_Division__Superga__Mountain_Collar_Insignia.png\" width=\"139\" height=\"263\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">mostrina della Divisione Superga<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;atto finale dell&#8217;invasione sarebbe stato effettuato da un singolo reggimento di fanteria della <strong><span style=\"color: #008000;\">Divisione Superga<\/span><\/strong>, che sarebbe sbarcato dopo la conquista di Gozo sulla costa nord di Malta a est della St. Paul&#8217;s Bay e che avrebbe poi dovuto puntare a Madliena dive si sarebbe congiunto con la <strong><span style=\"color: #008000;\">divisione Assietta<\/span><\/strong>.&nbsp; Questa, una volta riorganizzata doveva puntare verso la citt\u00e0 di Rabat e la costa nord. Non sarebbe stato facile perch\u00e9 le strade erano strette ed in cattive condizioni. La <strong><span style=\"color: #008000;\">Divisione Napoli<\/span><\/strong><span style=\"color: #000000;\">, dopo essersi&nbsp;<\/span>radunata intorno al villaggio di Siggiewi, sarebbe a sua volta avanzata verso nord, sulla destra dell\u2019Assietta, dirigendosi verso la costa nord. Nel frattempo la citt\u00e0 di La Valletta sarebbe stata attaccata dalle Divisioni Friuli e Livorno e dal raggruppamento corazzato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Giorno X+6<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nIl sesto giorno si sarebbero dovute eliminare tutte le ultime resistenze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Logistica<br \/>\n<\/span><\/strong>Sia i 24.000 paracadutisti che i 80.000 uomini da sbarcare dal mare avevano grosse esigenze logistiche. Ogni paracadutista sarebbe atterrato con con sei litri di acqua e circa 10 kg di cibo e munizioni. Ci si aspettava che l&#8217;acqua durasse due giorni, il tempo necessario alle truppe sbarcate dal mare di raggiungere i paracadutisti. Se questo non fosse avvenuto a partire dal secondo giorno, i paracadutisti avrebbe avuto bisogno di circa 180 tonnellate di rifornimenti ogni giorno da ricevere con aviolanci o con avio rifornimenti, qualora fossero riusciti a prendere un aeroporto.<\/p>\n<figure style=\"width: 800px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/motolance-da-sbarco-1.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 motolance-da-sbarco-1.jpg\" width=\"800\" height=\"542\"><figcaption class=\"wp-caption-text\">da <strong><span style=\"color: #008000;\">https:\/\/tanks-encyclopedia.com\/articles-tactics-esigenza-c3-the-italian-invasion-of-malta\/<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per le truppe da sbarcare dal mare l\u2019idea era di sbarcare rifornimenti per cinque giorni dal primo giorno dell\u2019invasione, trasportati con le truppe della prima ondata. Ogni uomo sarebbe sbarcato con circa due litri di acqua e 20 kg di munizioni e cibo; altri quattro litri di acqua e 45 kg per uomo dovevano essere sbarcati autonomamente dalle truppe e poi trasportati nei luoghi di immagazzinamento. Un problema logistico non semplice. Per i 10.000 uomini della Divisione Friuli significava 470 tonnellate di cibo e munizioni, pi\u00f9 40 tonnellate di acqua, che sarebbero dovute essere dovrebbero essere sbarcate insieme ad armi di supporto, artiglieria e corazzati e rapidamente allontanate dalle aree di sbarco.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/regia-marina-motozattera-MTC_1005-1024x458.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 regia-marina-motozattera-MTC_1005-1024x458.jpg\" width=\"1024\" height=\"458\"><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>La Moto Trasporti Costiera 1005 della Marina militare italiana, negli anni &#8217;50. Durante la II guerra mondiale era catalogata come Motozattera MZ 737 &#8211; Fonte http:\/\/www.betasom.it\/forum\/index.php?showtopic=35681 &#8211; Autore Marcello Risolo<\/strong><\/span> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:MTC_1005.jpg\">MTC 1005.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo sbarco iniziale di 24.000 uomini voleva dire che il primo giorno dovevano essere scaricati uomini, armi, mezzi e rifornimenti equivalenti a 113,000 tonnellate. La razione di acqua, distribuita prima dello sbarco, doveva durare due giorni, dopo di che si sarebbero utilizzate alcune navi cisterna che stazionavano al largo con circa 500 tonnellate di acqua, sufficienti per 50.000 uomini per tre giorni. Erano stati progettati sistemi di pompaggio per portare l&#8217;acqua dai siti di sbarco alle cime delle creste circostanti. Fu calcolato che se l\u2019intera forza fosse sbarcata, per alimentarla, sarebbero stati necessari 2400 tonnellate al giorno di rifornimenti (il minimo vitale era di 700). Dato che per via aerea potevano affluirne solo 300 (se fosse stato disponibile un aeroporto) o 150 con aviolanci, la rapida occupazione del porto di <span style=\"color: #008000;\">Marsa Muscetto<\/span>&nbsp;sarebbe stata necessaria nel pi\u00f9 breve tempo possibile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ultima considerazione, non poco importante, l\u2019operazione sarebbe dipesa dalla effettiva cooperazione tedesca, dato che era subordinata alla fornitura da parte loro di 40.000 tonnellate di nafta e 12.000 tonnellate di benzina avio, senza le quali la Regia Marina e Regia Aeronautica sarebbero state paralizzate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Fine III parte &#8211; continua<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Gianluca Bertozzi<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">in anteprima, foto di un esercitazione pre-sbarco dei contingenti italiani<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 18pt; color: #008000;\"><strong>Fonti<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; Operazione C3. Malta, Libro di Mariano Gabriele<br \/>\n&#8211; L\u2019esigenza \u201cC.3\u201d (Operazione \u201cHERCULES\u201d) e il blocco di Malta nel contesto della guerra in Mediterraneo nel 1942 di Francesco Mattesini<br \/>\n&#8211; Caruana, Le tre previste invasioni di Malta<br \/>\n&#8211; Invasion of Malta, 1942 di John D. Burtt &amp; Davide Pastore, 2011<br \/>\n&#8211; The axis and the intended invasion of Malta in 1942; a combined planning endeavor di Alessandro Vivarelli<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore e le fonti o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/66814\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/66819\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-15 maxbutton maxbutton-parte-iii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/66822\"><span class='mb-text'>PARTE III<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-16 maxbutton maxbutton-parte-iv\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/66829\"><span class='mb-text'>PARTE IV<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: white;\">..<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 9<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . 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