{"id":66819,"date":"2021-12-27T00:21:48","date_gmt":"2021-12-26T23:21:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=66819"},"modified":"2026-03-20T13:46:05","modified_gmt":"2026-03-20T12:46:05","slug":"loperazione-c3-unoccasione-mancata-parte-ii","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/66819","title":{"rendered":"Il piano dell&#8217;operazione C3\/Herkules per l&#8217;invasione di Malta: gli attaccanti &#8211; parte II"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br><a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br><strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XX SECOLO<\/span><\/strong><br><strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: MALTA &#8211; MAR MEDITERRANEO<\/span><\/strong><br>parole chiave: piano di invasione, Malta, Regia Marina italiana, Royal Navy<\/p>\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">I Difensori<\/span><\/strong><\/span><br>Dopo aver visto nell&#8217;articolo precedente le premesse e le forze attaccanti passiamo ora a quelle di difesa. Secondo una monografia realizzata nel mese di maggio dal <strong><span style=\"color: #008000;\">Servizio Informazioni Militari del Comando Supremo (S.I.M.)<\/span><\/strong>, il fronte terrestre di Marsa Scirocco si appoggiava ad ovest agli elementi della difesa degli aeroporti di <strong><span style=\"color: #008000;\">Gudia<\/span><\/strong> (pista di volo) e di <strong><span style=\"color: #008000;\">Hal Far<\/span><\/strong>, ad est alle opere di Marsa Scala, mentre a nord si riallacciava agli apprestamenti difensivi dell\u2019abitato di Zeitum e alla cinta fortificata esterna della Valletta. Questa includeva una serie di caposaldi e di postazioni di mitragliatrici dominanti, facilmente riscontrabili nel terreno collinoso alle spalle della base, supportate da sbarramenti vari e apprestamenti difensivi e dalle batterie e sezioni contraeree, che partecipavano anche alla difesa terrestre.<\/p>\r\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Map_of_Maltese_Islands_and_Valetta_1888-1024x648.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Map_of_Maltese_Islands_and_Valetta_1888-1024x648.jpg\"><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutti gli <strong><span style=\"color: #008000;\">aeroporti di Luqa, Hal Far e Ta Kali, nonch\u00e9 le piste di volo di Gudia e di Krendi<\/span><\/strong>, erano ubicati nella parte centrale di Malta, e la loro difesa antiaerei e antisbarco dal cielo era affidata a batterie di cannoni e sezionidi mitragliere e di mitragliatrici, sopportati ovunque, al riparo da muri a secco, da postazioni di tiratori isolati, mentre le strade di accesso e le zone circostanti erano sbarrate a distanza da ostacoli, il tutto per rendere il pi\u00f9 difficile possibile le aree giudicate idonee all\u2019atterraggio di aerei o di alianti, conficcandovi dei pali e ingombrandoli con grossi tronchi.<\/p>\r\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/victoria-line-malta-2-ww.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 victoria-line-malta-2-ww.jpg\" width=\"768\" height=\"672\"><\/p>\r\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">la Victoria line e le sue batterie difensive <br><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Victoria_Lines.jpg\">Victoria Lines.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">A nord, alle spalle degli aeroporti, vi era la <strong><span style=\"color: #008000;\">Victoria Line<\/span><\/strong>, il maggior sistema difensivo interno di Malta, un complesso continuo di opere permanenti e semipermanenti, con artiglierie di grosso e medio calibro, integrato da trinceramenti a carattere campale, e da opere difensive e di sbarramento che poggiavano con il fianco occidentale al <strong><span style=\"color: #008000;\">forte Binjo<\/span><\/strong>, con quello orientale al <strong><span style=\"color: #008000;\">forte Maddalena<\/span><\/strong>, e con al centro il <strong><span style=\"color: #008000;\">forte Musta<\/span><\/strong>. Molto simile era la situazione difensiva delle coste settentrionale, la pi\u00f9 facile allo sbarco, che era integrata anche sui vecchi forti del 1500 (ve n\u2019erano ben diciotto solo a Malta), armati con artiglierie moderne di grosso e medio calibro le cui postazioni erano state rinforzate con calcestruzzo, e da postazioni di batterie in caverna, e supportate da una fitta rete di <strong><span style=\"color: #008000;\">posti di osservazione e di vigilanza e da bunker<\/span><\/strong> (oltre 200 in tutta l\u2019isola).<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">La costa meridionale invece, essendo la pi\u00f9 difficile, era la meno guarnita dalla difesa, affidata a poche batterie in caverna, integrate da un sottile schieramento di artiglieria e mitragliatrici; ed ugualmente difficile era anche la costa settentrionale che, avendo alle spalle la Victoria Line, poteva anche avvantaggiarsi dalle caratteristiche morfologiche della regione, che offrivano valide posizioni successive di resistenza. La forza difensiva di Malta veniva stimata in 30.000 uomini (di cui 8-9.000 maltesi), dei quali 15.000vincolati alla difesa fissa, e gli altri 15.000 assegnati ad una forza mobile, a disposizione dei settori costieri e di riserva e alle dirette dipendenze del Comandante dell\u2019isola.<\/p>\r\n<p><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/1-reggimento-a-malta-1024x612.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 1-reggimento-a-malta-1024x612.jpg\" width=\"848\" height=\"507\"><\/p>\r\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Durante l&#8217;assedio di Malta tra il 1940 e il 1942 la guarnigione britannica dipinse i propri veicoli con questo caratteristico motivo mimetico che aiutava a nascondere il mezzo (un Matilda) alla vista, rendendolo otticamente integrato con le pietre dei muri a secco. &#8220;Questi mezzi arrivarono a Malta nel novembre 1940 e furono assegnati al 1st Independent Troop del Royal Tank Regiment<\/span><\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">La stime era abbastanza precisa nel 1942; la guarnigione di Malta comprendeva 15 battaglioni di fanteria (11 del Commonwealth, 4 Maltesi) organizzati su 4 brigate. C\u2019era una piccola componente corazzata il <strong><span style=\"color: #008000;\">1st Independent Troop del Royal Tank Regimen<\/span><span style=\"color: #008000;\">t<\/span><\/strong>, con quattro <strong><span style=\"color: #008000;\">Matilda <\/span><\/strong><span style=\"color: #000000;\">del II<\/span> Infantry Tanks, e due Vickers Mk.VIC light tank rinforzati nel 1942 da 4 Cruiser Mk I e 3 Cruiser Mk IV e da un altro Vickers Mk. VI-C light tank.<br>Il supporto d\u2019artiglieria era dato dal 12th Field Regiment, Royal Artillery, con ventiquattro 25-pounder in grado di coprire tutta l\u2019isola sparando da posizioni protette.<\/p>\r\n<p><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/Ordnance_QF_25_pounder_Saint_John_NB_2.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Ordnance_QF_25_pounder_Saint_John_NB_2.jpg\" width=\"839\" height=\"536\"><\/p>\r\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">L&#8217;Ordnance QF (quick firing) 25 libbre, o pi\u00f9 semplicemente 25 libbre fu il principale cannone da campo e obice britannico durante la seconda guerra mondiale. Con un calibro di 3,45 pollici (87,6 mm), ebbe un discreto successo. Fu introdotto in servizio poco prima dell&#8217;inizio della guerra, combinando la sua abilit\u00e0 di fuoco sia ad alto angolo che a fuoco diretto, abbinando una cadenza di fuoco relativamente alta ed un proiettile ragionevolmente letale in un pezzo di artiglieria che poteva essere trasportato facilmente <br><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Ordnance_QF_25_pounder,_Saint_John,_NB_2.JPG\">Ordnance QF 25 pounder, Saint John, NB 2.JPG &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">La difesa di Malta comprendeva altri diciannove cannoni pesanti costieri (di calibri variabili dal 305 ai 406 mm., antiquati cannoni vittoriani che in realt\u00e0 non erano pi\u00f9 in servizio dalla fine della I guerra mondiale) e 130 altri cannoni costieri e da posizione [dai piccoli 6-pounder (57mm) ai grossi to 9.2-inch (233mm)] in dotazione al 26th Defence Regiment, RA e al 1st e 5th Coast Regiment Royal Malta Artillery. Ad essi si aggiungevano 112 cannoni antiaerei e 144 mitragliere Bofors in carico alla 7th e 10th Anti-Aircraft Brigade. Inoltre, alcune compagnie dei servizi e del genio ed il personale della Royal Navy (4.300) e della Royal Air Force (1.600). In sintesi, complessivamente nell\u2019arcipelago c\u2019erano 35060 uomini (3.000 a Gozo) di cui 29.000 dell\u2019esercito (13.500 di fanteria, 12.000 artiglieri e 3.500 assegnati ai servizi).<\/p>\r\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Beaufighter-X-RCAF-404Sqn-2G-being-fitted-with-3-inch-25lb-rockets-at-Davidstow-Moor-Cornwall-IWM-CH13180-1024x715.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Beaufighter-X-RCAF-404Sqn-2G-being-fitted-with-3-inch-25lb-rockets-at-Davidstow-Moor-Cornwall-IWM-CH13180-1024x715.jpg\" width=\"1024\" height=\"715\"><\/p>\r\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il Bristol Beaufighter, spesso chiamato semplicemente il Beau era un aereo da caccia pesante britannico derivato dal precedente aerosilurante Beaufort prodotto dalla stessa azienda, la Bristol Aeroplane Company. A differenza del Beaufort, il Beaufighter ebbe una lunga carriera e venne impiegato in quasi tutti i teatri di guerra del secondo conflitto mondiale, dapprima come caccia notturno, e in seguito come cacciabombardiere e infine come sostituto del Beaufort come aerosilurante &#8211; IWM <a href=\"https:\/\/www.iwm.org.uk\/collections\/item\/object\/205210556\">ROYAL AIR FORCE COASTAL COMMAND, 1939-1945. | Imperial War Museums (iwm.org.uk)<\/a><\/span><\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">La RAF schierava quattro squadroni ed una squadriglia da caccia con velivoli Spitfire ed uno squadrone con Beaufighter. I gruppi da caccia britannici (Squadron) sull\u2019isola erano ripartiti in tre squadriglie (Flight), ciascuna con dodici velivoli.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">La situazione critica del 1942<br><\/span><\/strong>Una volta iniziata l\u2019offensiva tedesca, la situazione divenne rapidamente drammatica; come scrisse Il comandante della RAF a Malta, air vice marshal Sir Hugh Pughe-Lloyd: &#8220;<strong><em><span style=\"color: #008000;\">Live conditions are extremely precarious&#8230; Every time you asked for a physical effort you could notice the lack of proper feeding&#8230; Water and electric energy were strictly rationed, as everything else&#8230; Coal and oil reserves could last for a few weeks but it was only a dream to have 20 fighters in April. We used to begin the day with 12 planes and we had one or two by night&#8230; Then we couldn&#8217;t fight until we had fixed the rest&#8221;.<\/span><\/em><\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Nei porti dell&#8217;isola andarono perduti tre cacciatorpediniere, quattro sommergibili, tre dragamine, cinque rimorchiatori, una cisterna d\u2019acqua e la gru galleggiante, mentre sugli aeroporti furono colpiti al suolo non meno di 126 aerei e di questi trenta andarono completamente distrutti.&nbsp;La perdita di altri venti aerei in combattimento port\u00f2 alla quasi estinzione delle forze aeree dell\u2019isola, ridotte talvolta a disporre soltanto di sei velivoli da caccia efficienti, che a volta dovevano fronteggiare formazioni nemiche dieci volte superiori.&nbsp;La situazione era alleggerita dalla vivace reazione delle batterie contraeree di Malta, che non era stato possibile distruggere, anche perch\u00e9 ripartite in un concentramento formidabile di 112 cannoni pesanti e 144 leggeri distribuiti in una zona di nove miglia per sei. E questo concentramento d\u2019artiglieria contraerea si faceva sentire, poich\u00e9 anche se era stato necessario imporre il razionamento di munizioni, limitato giornalmente a 15 colpi per pezzo, la contraerea di Malta consum\u00f2 in aprile ben 160.220 proiettili.<\/p>\r\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/relitto-beufighre-malta-1024x768.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 relitto-beufighre-malta-1024x768.jpg\" width=\"1024\" height=\"768\"><\/p>\r\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">relitto di un Bristol Beaufighter nelle acque antistanti Sliema &#8211; Photo di <span style=\"color: #33cccc;\"><a style=\"color: #33cccc;\" href=\"https:\/\/www.atlantisgozo.com\/bristol-beaufighter\/\">Brian Azzopardi &#8211; Atlantis Diving Center <\/a><\/span><\/span><\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Undici velivoli dell\u2019Asse furono invece eliminati dai caccia di Malta, che effettuarono 358 missioni con la perdita di 23 Spitfire e 18 Hurricane, in gran parte distrutti al suolo. Inoltre, per evitare la completa distruzione al suolo dei velivoli da bombardamento, i Wellington della RAF furono costretti a lasciarono le basi. I risultati raggiunti dall\u2019offensiva aerea del <strong><span style=\"color: #008000;\">II Fliegerkorps<\/span> <\/strong>furono assai importanti perch\u00e9, mantenendo l\u2019isola fortezza sotto continua pressione, aveva permesso di eliminare le ultime unit\u00e0 navali presenti nel Grand Harbour, e costretto i piccoli ma letali sommergibili tipo \u201cU\u201d della 10ma Flottiglia a trasferirsi ad Alessandria.<\/p>\r\n<p><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/HMS-Ultimatum-U-class.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 HMS-Ultimatum-U-class.jpg\" width=\"886\" height=\"1154\"><\/p>\r\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">sommergibile HMS Ultimatum, class U, ufficialmente denominati &#8220;War Emergency 1940 and 1941 programmes, short hull. La maggior parte dei battelli serv\u00ec con la 10a Flottiglia sommergibili con sede a Malta. 19 furono persi durante la guerra di cui tredici nel Mediterraneo ed il resto nel Mare del Nord e nell&#8217;Oceano Atlantico<br><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:HMS_Ultimatum.jpg\">HMS Ultimatum.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><br><\/span><\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Sull\u2019isola erano rimasti un cacciatorpediniere di scorta, tre dragamine, un trawler, sette motolance. Inoltre, vi era un cacciatorpediniere di squadra ed un dragamine di altura in attesa di riparazioni ed impossibilitati a muovere.<\/p>\r\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Fine parte II &#8211; continua<\/span><\/strong><\/p>\r\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Gianluca Bertozzi<\/span><\/strong><\/p>\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">in anteprima <span class=\"jCAhz JxVs2d ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">l&#8217;HMS Kingston ricevette un colpo diretto lungo il fumaiolo durante un combattimento in mare e<\/span><\/span><span class=\"jCAhz JxVs2d ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">&nbsp;fu nuovamente bombardato nel bacino di carenaggio. <\/span><\/span><span class=\"jCAhz JxVs2d ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">Data 11 aprile 1942 &#8211; <\/span><\/span><span class=\"jCAhz JxVs2d ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">Fonte Opera propria &#8211; <\/span><\/span><span class=\"jCAhz JxVs2d ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">Autore Elliot Caspar <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:HMS_Kingston_Malta_Docks_1942.jpg\">HMS Kingston Malta Docks 1942.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/span><\/span><\/strong><\/span><\/p>\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n<p><span style=\"font-size: 18pt; color: #008000;\"><strong>Fonti<\/strong><\/span><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; Operazione C3. Malta, Libro di Mariano Gabriele<br>&#8211; L\u2019esigenza \u201cC.3\u201d (Operazione \u201cHERCULES\u201d) e il blocco di Malta nel contesto della guerra in Mediterraneo nel 1942 di Francesco Mattesini<br>&#8211; Caruana, Le tre previste invasioni di Malta<br>&#8211; Invasion of Malta, 1942 di John D. Burtt &amp; Davide Pastore, 2011<br>&#8211; The axis and the intended invasion of Malta in 1942; a combined planning endeavor di Alessandro Vivarelli<\/p>\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore e le fonti o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a>\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n<p><a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/66814\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/66819\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-15 maxbutton maxbutton-parte-iii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/66822\"><span class='mb-text'>PARTE III<\/span><\/a><br><br><a class=\"maxbutton-16 maxbutton maxbutton-parte-iv\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/66829\"><span class='mb-text'>PARTE IV<\/span><\/a><\/p>\r\n<!-- \/wp:post-content -->","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>..ARGOMENTO: STORIA NAVALEPERIODO: XX SECOLOAREA: MALTA &#8211; MAR MEDITERRANEOparole chiave: piano di invasione, Malta, Regia Marina italiana, Royal Navy &nbsp; I DifensoriDopo aver visto nell&#8217;articolo precedente le premesse e le forze attaccanti passiamo ora a quelle di difesa. 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