{"id":66622,"date":"2021-12-15T00:08:34","date_gmt":"2021-12-14T23:08:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=66622"},"modified":"2023-09-22T10:19:41","modified_gmt":"2023-09-22T08:19:41","slug":"libia-sabbia-e-voti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/66622","title":{"rendered":"Libia: sabbia e voti"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 10<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<br><\/span><br><a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>ARGOMENTO: GEOPOLITICA<\/strong><\/span><br><span style=\"color: #008000;\"><strong>PERIODO: XXI SECOLO<br>AREA: MAR MEDITERRANEO<\/strong><\/span><br>parole chiave: Libia, Turchia, Russia<\/p>\n<div class=\"region region-content\">\n<div id=\"block-system-main\" class=\"block block-system\">\n<div class=\"block-content\">\n<div id=\"node-15960\" class=\"node node-article node-promoted clearfix\">\n<div class=\"node-content clearfix\">\n<div class=\"field-date\">&nbsp;<\/div>\n<div class=\"field-body\">\n<p align=\"justify\">La Libia \u00e8 un\u2019invenzione, a partire dal nome. Anche per gli Ottomani accedere all\u2019entroterra significava varcare un limes preciso, voleva dire dover affrontare i&nbsp;<em>leones<\/em> a guardia di un oceano di sabbia immenso e sconosciuto.&nbsp;A differenza delle potenze coloniali di pi\u00f9 antico lignaggio, Roma ha perso non solo le relazioni, ma anche e soprattutto concetto e comprensione della sua quarta sponda, contravvenendo ai principi su cui poggiano le basi della politica estera di qualsiasi Paese ambisca a rivestire un ruolo di sia pur media potenza.<\/p>\n<p align=\"justify\">Eredi di un colonialismo definito&nbsp;<em>straccione,&nbsp;<\/em>gli italiani non hanno saputo tenere debito conto n\u00e9 delle risorse, n\u00e9 della posizione strategica di Tripoli, vera camera di compensazione della politica regionale; attualizzando: se in un\u2019equazione geopolitica la Siria sta alla Turchia, come sta la Libia all\u2019Italia? Qual \u00e8 il prezzo da pagare per non aver seguito la logica di <strong><span style=\"color: #008000;\">von Clausewitz<\/span><\/strong> che per il raggiungimento di obiettivi politici raccomanda l\u2019uso dello strumento militare?&nbsp;La sabbia libica scorre sia tra le dita sia nella clessidra segnatempo, ed in entrambi i casi lascia un vuoto impossibile da riempire; su quello che fu incautamente definito&nbsp;<strong><span style=\"color: #008000;\"><em>bel suol d\u2019amore&nbsp;<\/em><\/span><\/strong>e che invece rimane, come affermato dallo stesso premier Dbeibah, un paese in guerra, rimangono i ricordi, le visioni e le parole pronunciate da uomini ormai trasformati in evanescenti miraggi: <strong><span style=\"color: #008000;\">Enrico Mattei <\/span><\/strong><span style=\"color: #000000;\">e<\/span><strong><span style=\"color: #008000;\"> Muhammar Gheddafi<\/span><\/strong>, soggetti impossibili da paragonare ma sicuramente da contestualizzare, la cui ascesa ha conosciuto epiloghi drammatici, lasciando anche qui vuoti che vanno compresi e posti sotto la lente politica del realismo.<\/p>\n<p align=\"justify\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/PETROLIO-LIBIA-640px-SALERNO_MATTEI.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 PETROLIO-LIBIA-640px-SALERNO_MATTEI.jpg\"><\/p>\n<p align=\"justify\">Il primo ministro italiano Francesco Salerno ed Enrico Mattei Presidente e Amministratore dell&#8217;ENI&nbsp; <br><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:SALERNO_MATTEI.jpg\">SALERNO MATTEI.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p align=\"justify\">Se <strong><span style=\"color: #008000;\">Mattei<\/span> <\/strong>a suo tempo aveva inquadrato la situazione complessiva (quasi preconizzando per l\u2019attuale classe dirigente una visione economica parziale e soverchiante la pi\u00f9 complessa politica), nel 1997 <strong><span style=\"color: #008000;\">Gheddafi<\/span><\/strong> afferm\u00f2 che se il suo regime fosse imploso il <strong><span style=\"color: #008000;\">Mediterraneo sarebbe divenuto un mare insicuro<\/span><\/strong>&nbsp;sulle cui sponde sarebbero cresciuti caos e movimenti islamisti.<\/p>\n<p align=\"justify\">Non deve dunque sorprendere come negli ultimi anni la spirale libica abbia inciso su questioni di pi\u00f9 ampio respiro, come il mercato petrolifero mondiale, il contrasto al terrore, il flusso di migranti verso l&#8217;Europa, lo scontro sull\u2019interpretazione dell&#8217;Islam politico <a id=\"sdfootnote1anc\" href=\"https:\/\/www.difesaonline.it\/geopolitica\/analisi\/libia-sabbia-e-voti#sdfootnote1sym\" name=\"sdfootnote1anc\"><sup>1<\/sup><\/a>, la destabilizzazione di Stati come l\u2019Egitto, porta d\u2019accesso al pi\u00f9 ampio e tempestoso mare delle questioni israeliane, e abbia toccato con la Grecia la querelle inerente al nuovo delinearsi turco libico di una ZEE incongrua e provocatoria.<\/p>\n\n<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/LIBIA-640px-Muammar_al-Gaddafi-6-30112006.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 LIBIA-640px-Muammar_al-Gaddafi-6-30112006.jpg\" width=\"640\" height=\"484\">\n\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il leader libico Muammar Gheddafi in Nigeria. Seduti: Alpha Oumar Konar\u00e9, ex presidente del Mali e presidente della Commissione dell&#8217;Unione africana, e Luis Inacio Lula da Silva, presidente del Brasile &#8211; Source Ag\u00eancia Brasil &#8211; Author Ricardo Stuckert<\/span><\/strong> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Muammar_al-Gaddafi-6-30112006.jpg\">File:Muammar al-Gaddafi-6-30112006.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n\n\n<p align=\"justify\">L\u2019Occidente ha compreso ci\u00f2 che ha voluto afferrando comunque poco sia di Libia sia, in senso pi\u00f9 lato, di Medio Oriente, dove ha tentato l\u2019esportazione di una democrazia spesso incomprensibile ed utile solo a fomentare illusioni, basando il tutto su convinzioni che non tengono in alcun conto n\u00e9 la necessit\u00e0 di considerare la diversa concezione dello scorrere del tempo, cos\u00ec affine a quello della sabbia, n\u00e9 a cogliere la differenza tra la granularit\u00e0 dei concetti di mondi troppo diversi. In questo senso assume una valenza comica la dichiarazione rilasciata dal Dipartimento di Stato USA, dimentico della morte del console Stevens ucciso a Bengasi nel 2012, per cui i leader libici dovrebbero trovare soluzioni&nbsp;<strong><span style=\"color: #008000;\"><em>creative<\/em><\/span><\/strong>&nbsp;necessarie alla stabilizzazione del corpus legislativo elettorale.<\/p>\n<p align=\"justify\">Su dunque il sipario sulle prossime elezioni libiche, ricche di dubbi, prive di un valido apparato securitario cui poco ha potuto contribuire il nuovo governo unificato, fiaccato dalla presenza di truppe straniere pi\u00f9 o meno regolari<a id=\"sdfootnote2anc\" href=\"https:\/\/www.difesaonline.it\/geopolitica\/analisi\/libia-sabbia-e-voti#sdfootnote2sym\" name=\"sdfootnote2anc\"><sup>2<\/sup><\/a>, da migliaia di miliziani impegnati nella spartizione del potere, da cellule jihadiste di varia provenienza, dai colpi di maglio assestati dalla pandemia; elezioni che si svolgeranno 30 giorni dopo quelle presidenziali, per le quali ha trovato approvazione una legge elettorale quanto mai controversa che richiede la maggioranza del 50% +1 dei voti al primo turno, o i ballottaggi tra i due candidati pi\u00f9 votati.<\/p>\n<p align=\"justify\">A fronte delle mire petrolifere gli ostacoli rimangono numerosi, non da ultimo la presenza di troppi attori esterni, con punti di faglia regionale e pi\u00f9 estese fratture globali che hanno acuito lo scontro tra Russia, Europa, USA Turchia, Egitto, EAU, interpreti di presenze cos\u00ec pervasive da farne richiedere al ministro degli esteri libico in carica, per alcuni, un effettivo ma improbabile ritiro.<\/p>\n<p align=\"justify\">A proposito, di rilievo la posizione sia di Ankara, che non accetta la definizione di&nbsp;<em>forze straniere<\/em>&nbsp;perch\u00e9 ritiene la presenza dei mercenari siriani sotto il suo comando legittimata dall\u2019accordo stipulato con il precedente governo Sarraj, sia di Mosca che, attraverso il gruppo Wagner, si proietta nel Sahel<a id=\"sdfootnote3anc\" href=\"https:\/\/www.difesaonline.it\/geopolitica\/analisi\/libia-sabbia-e-voti#sdfootnote3sym\" name=\"sdfootnote3anc\"><sup>3<\/sup><\/a>.&nbsp;Rammentiamo che il ministro degli esteri Najla Mangoush ha animato uno scontro tra consiglio presidenziale e governo, scontro determinato dalla disponibilit\u00e0 del ministro ad estradare un sospetto per l\u2019attentato di Lockerbie, in evidente&nbsp;<em>scoordinamento&nbsp;<\/em>con il principio della collegialit\u00e0 dell\u2019esecutivo, tanto da incorrere in una sospensione dall\u2019incarico con divieto di espatrio, salvo essere reintegrata nelle sue funzioni dal premier.<\/p>\n<p align=\"justify\">Nel Maghreb l&#8217;interesse per la stabilit\u00e0 libica \u00e8 di tipo securitario, specialmente in Algeria e Tunisia, che condividono confini terrestri estremamente porosi che hanno permesso contrabbando di armi, traffico di cocaina, eroina e anfetamine.&nbsp;Da non dimenticare anche il ruolo della Cina che, prima del 2011, intratteneva con la Libia rapporti commerciali del valore di 20 miliardi di dollari, avendo in cambio il 3% della fornitura di greggio al gruppo petrolifero Sinopec.<\/p>\n<p align=\"justify\">Le tensioni tra il governo di unit\u00e0 nazionale di Tripoli e la Camera dei rappresentanti di Tobruk rimangono latenti e ravvivate dal ritorno di Haftar, di fatto cittadino statunitense ed imputato di crimini di guerra, su cui si sono indirizzate le attenzioni americane volte ora al raggiungimento di un compromesso di distanza politica siderale rispetto alle determinazioni assunte dall\u2019Amministrazione Obama a partire dal settembre 2011 seguite nell\u2019ottobre dello stesso anno dalle operazioni occidentali, che lasciavano la Libia in balia del caos; un Paese considerato teatro fondamentale perch\u00e9 terreno di scontro tra grandi potenze, ma non cos\u00ec importante da meritare una strategia ben definita. Anche <strong><span style=\"color: #008000;\">Atene<\/span><\/strong> ha voluto rivestire di significati libici la controversia con Ankara per il controllo del mar Egeo e di parte del Mediterraneo orientale, accompagnata dalle azioni di Israele, Egitto, Francia ed Iran, <strong><span style=\"color: #008000;\">che non ha rinunciato a sostenere Haftar con l\u2019intento di ostacolare la politica di Erdogan<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p align=\"justify\">Incurante dei richiami di <strong><span style=\"color: #008000;\">UNSMIL <\/span><\/strong><a id=\"sdfootnote4anc\" href=\"https:\/\/www.difesaonline.it\/geopolitica\/analisi\/libia-sabbia-e-voti#sdfootnote4sym\" name=\"sdfootnote4anc\"><sup>4<\/sup><\/a>, il coro di questi attori non fa che aumentare le frizioni tra gli schieramenti locali in un contesto in cui le diverse fazioni armate sono destinate ad influire sui pi\u00f9 che prevedibili attriti elettorali; non a caso in settembre il Governo \u00e8 stato sfiduciato dalla Camera dei rappresentanti con, sullo sfondo, i continui disaccordi circa la futura Costituzione, fondamento di un processo elettorale incerto che alimenta le inopportunit\u00e0 di consentire la partecipazione da parte di candidati con la doppia nazionalit\u00e0, o che mal si attaglia al peso delle loro pendenze penali; due nomi su tutti: <strong><span style=\"color: #008000;\">Saif al Islam al Gheddafi<\/span><\/strong> e <strong><span style=\"color: #008000;\">Khalifa Haftar<\/span><\/strong>. Beninteso, per risolvere il problema \u00e8 stato sufficiente non ritenere valida la sfiducia da <strong><span style=\"color: #008000;\">UNSMIL, Dbeibah e l&#8217;Alto Consiglio di Stato<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p align=\"justify\">Convitati di pietra gli appartenenti alla leadership delle istituzioni sovrane ed economiche, Banca Centrale e NOC <a id=\"sdfootnote5anc\" href=\"https:\/\/www.difesaonline.it\/geopolitica\/analisi\/libia-sabbia-e-voti#sdfootnote5sym\" name=\"sdfootnote5anc\"><sup>5<\/sup><\/a>, quest\u2019ultima intenzionata a riscuotere direttamente gli introiti petroliferi, entrambe attrici di una guerra intestina che ha visto prevalere il <strong><span style=\"color: #008000;\">presidente della NOC, Mustafa Sanallah<\/span><\/strong>, sul <strong><span style=\"color: #008000;\">ministro del petrolio Mohamed Aoun<\/span><\/strong>, ma con il rischio di una gestione inefficace dei terminal petroliferi orientali che possono estinguere l\u2019unica fonte di reddito della Libia, detentrice delle maggiori riserve petrolifere africane e che fino a poco pi\u00f9 di 10 anni fa era la prima alleata mediterranea dell\u2019Italia.<\/p>\n<p align=\"justify\">Due i punti critici di interesse: formazione e gestione del bilancio dello stato e ritorno di Haftar, determinato a mantenere possesso e controllo degli asset familiari, ed a perpetuare il controllo delle posizioni politiche strategiche, incorrendo cos\u00ec nelle ire del primo ministro Dbeibah, uomo da considerare quale candidato a pieno titolo alla contesa elettorale in deroga alle decisioni precedentemente formalizzate; un uomo che gode di una popolarit\u00e0 dovuta ad <strong><span style=\"color: #008000;\">una politica&nbsp;<em>neo-peronista<\/em><\/span><\/strong>&nbsp;fondata su sussidi a pioggia <a id=\"sdfootnote6anc\" href=\"https:\/\/www.difesaonline.it\/geopolitica\/analisi\/libia-sabbia-e-voti#sdfootnote6sym\" name=\"sdfootnote6anc\"><sup>6<\/sup><\/a>. \u00c8 palmare che Dbeibah, come gli altri candidati, rappresenti interessi e gruppi di potere: mentre il premier e Bashagha&nbsp;sono ritenuti affini alla Fratellanza Musulmana, <strong><span style=\"color: #008000;\">Aref Ali Nayed<\/span><\/strong>, ex ambasciatore presso gli EAU, sarebbe funzionale agli interessi dei Paesi del Golfo.&nbsp;Lo scontro politico diviene dunque aspetto che suggerisce da parte degli USA, solo ora pi\u00f9 attenti alle vicende libiche da cui hanno a lungo latitato, il differimento delle elezioni presidenziali entro il 2022, ma che altri, come l\u2019Italia, vedono quale potenziale ostacolo ad un regolare svolgimento delle consultazioni che, anzi, si vogliono fortemente sostenute ipotizzando sanzioni per chiunque&nbsp;<em>remi contro<\/em>.<\/p>\n<p align=\"justify\">Realisticamente rimane ancora poco chiaro come si intenderebbe indurre alla ragione Russia e Turchia, soggetti politici palesemente recalcitranti, come evidenziato dall\u2019atteggiamento tenuto in occasione degli ultimi impegni internazionali a Parigi, e contro i quali non sono da attendersi iniziative n\u00e9 da parte americana n\u00e9 da parte delle potenze regionali, Italia compresa, malgrado <strong><span style=\"color: #008000;\">la presenza aerea di Mosca ad al Jufrah<\/span><\/strong> possa alterare gli equilibri NATO in area mediterranea; in ogni caso gli USA, rappresentati dall\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">ambasciatore Norland<\/span><\/strong>, voce sia della&nbsp;<strong><span style=\"color: #008000;\"><em>U.S. &#8211; Libya Business Association<\/em><\/span><\/strong>&nbsp;che ha gi\u00e0&nbsp;<em>collaborativamente&nbsp;<\/em>puntato le sue attenzioni su NOC e campi petroliferi, sia della Camera di Commercio USA<a id=\"sdfootnote7anc\" href=\"https:\/\/www.difesaonline.it\/geopolitica\/analisi\/libia-sabbia-e-voti#sdfootnote7sym\" name=\"sdfootnote7anc\"><sup>7<\/sup><\/a>, e dal <strong><span style=\"color: #008000;\">generale Townsend<\/span><\/strong> <a id=\"sdfootnote8anc\" href=\"https:\/\/www.difesaonline.it\/geopolitica\/analisi\/libia-sabbia-e-voti#sdfootnote8sym\" name=\"sdfootnote8anc\"><sup>8<\/sup><\/a>, <strong><span style=\"color: #008000;\">potrebbero premere per l\u2019invio di una forza ONU priva di reparti europei e di Paesi del Golfo, troppo coinvolti nel recente passato libico<\/span><\/strong>. Le perplessit\u00e0 americane hanno comunque trovato eco anche presso l\u2019Alto Consiglio di Stato, interprete non solo di un contrasto sui principi di diritto, ma anche di uno scontro tra poteri.<\/p>\n<p align=\"justify\">Ma i poteri devono poter essere incarnati. Gli attori principali al momento sono:<br>&#8211; il <strong><span style=\"color: #008000;\"><em>populista<\/em>&nbsp;Dbeibah<\/span><\/strong>, che ha tra l\u2019altro accusato Tunisia, Malta e Belgio di essersi appropriati di beni libici;<br>&#8211; <strong><span style=\"color: #008000;\">Saif al Islam Gheddafi<\/span><\/strong>, visibile in un filmato ampiamente diffuso in cui appare, <strong><span style=\"color: #008000;\">visibilmente spaesato<\/span><\/strong>, vestire una delle ultime tenute indossate dal padre <strong><span style=\"color: #008000;\">Muammar<\/span><\/strong>;<br>&#8211; il ben noto <strong><span style=\"color: #008000;\"><em>feldmaresciallo&nbsp;<\/em>Haftar<\/span><\/strong>.&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\">Interessanti le caratteristiche comuni agli ultimi due: su entrambi pendono pesanti capi di imputazione da parte della <strong><span style=\"color: #008000;\">Corte penale internazionale<\/span><\/strong>&nbsp;<strong><span style=\"color: #008000;\">ed entrambi hanno fatto ricorso alla stessa agenzia israeliana per condurre le proprie campagne elettorali <\/span><\/strong><a id=\"sdfootnote9anc\" href=\"https:\/\/www.difesaonline.it\/geopolitica\/analisi\/libia-sabbia-e-voti#sdfootnote9sym\" name=\"sdfootnote9anc\"><sup>9<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p align=\"justify\">Altri concorrenti per il seggio presidenziale sono l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">ex ambasciatore presso le Nazioni Unite, Ibrahim Dabbashi<\/span><\/strong>, il <strong><span style=\"color: #008000;\">comico Hatem al Kour<\/span><\/strong>, l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">ex ministro dell\u2019industria Fathi bin Shatwan<\/span><\/strong>.&nbsp;Cambiamo ora prospettiva, passando da <strong><em><span style=\"color: #008000;\">una forma analitica&nbsp;occidentale<\/span><\/em><\/strong>, ad una pi\u00f9 tortuosa e pi\u00f9 ruvidamente realistica. Sebbene la comunit\u00e0 internazionale prema perch\u00e9 le elezioni si tengano il 24 dicembre, non si pu\u00f2 non tenere conto di una legge recentemente approvata, che impone una precedenza di 30 giorni per le presidenziali, ed eventuali ballottaggi, secondo l\u2019interpretazione dell\u2019Alto Consiglio, 45 giorni dopo il primo turno.<\/p>\n<p align=\"justify\">Si pu\u00f2 dire che la confusione regni sovrana, cosa che del resto doveva considerarsi prevedibile nel momento in cui si \u00e8 dato il via al processo negoziale che ha condotto alla formazione di un esecutivo debole che non ha pienamente sconfessato le passate elite. Inoltre, non ha plasmato un comune consenso politico, rimasto parcellizzato su molteplici realt\u00e0 locali. Difficile quindi capire chi, effettivamente, sia in vantaggio anche perch\u00e9 molti, grazie anche al sostegno delle milizie, pi\u00f9 che cercare la propria vittoria hanno lavorato per la sconfitta altrui. Paradossalmente il pi\u00f9 grande vincitore potrebbe rivelarsi la <strong><span style=\"color: #008000;\">Fratellanza musulmana Misuratina<\/span><\/strong>, l&#8217;organizzazione pi\u00f9 sofisticata ed abile nello stringere accordi.<\/p>\n<p align=\"justify\">La mancanza di una base forte e di un\u2019affiliazione politica porta a dover includere una gamma cos\u00ec vasta di fazioni da rendere possibile solo una visione frammentaria e tribale, cosa che tuttavia non esclude la distribuzione dei dividendi del commercio petrolifero, unico vero collante. Se <strong><span style=\"color: #008000;\">Mohamed al Menfi <\/span><\/strong><a id=\"sdfootnote10anc\" href=\"https:\/\/www.difesaonline.it\/geopolitica\/analisi\/libia-sabbia-e-voti#sdfootnote10sym\" name=\"sdfootnote10anc\"><sup>10<\/sup><\/a>, capo del consiglio di Presidenza, non ha interrotto i rapporti con Haftar e non gli si \u00e8 rivolto contro, e se Dbeibah ha mostrato un\u2019adattabilit\u00e0 spiccata e populista, rimane il problema di Haftar che ha bisogno di nemici per giustificare la sua presenza. Istituzionalizzare un\u2019unit\u00e0 statuale cartolaria, frutto di accordi presi in altri tempi e da altri attori,&nbsp;<strong><span style=\"color: #008000;\">non potr\u00e0 che rafforzare presa e posizione da parte di egemoni esterni<\/span><\/strong>. Qualsiasi vincitore dell\u2019ovest libico non otterr\u00e0 collaborazione ad est, mentre qualunque trionfatore orientale dovr\u00e0 scendere a patti con le milizie tripoline, cosa che porta a concludere che qualsiasi presidente privo di poteri formalizzati non potr\u00e0 imporre alcun disegno.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Altro problema di non poco conto consister\u00e0 nella gestione bancaria, data la necessaria riunificazione degli istituti centrali, tenuti a distribuire i profitti.<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">Rimanendo nella paradossalit\u00e0, in questo momento \u00e8 forse pi\u00f9 facile dialogare con l\u2019individuabile regime talebano che non con il polverizzato apparato libico, vero responsabile della presenza straniera sul suo stesso territorio. L\u2019obiettivit\u00e0 abrasiva del realismo induce a porre le elezioni libiche entro una duplice dimensione: quella occidentale, viziata da una visione che mescola assunti di principio con indelebili e tragici ricordi, ed una locale, condizionata da tribalismi, fazioni, estensioni geografiche di difficile se non impossibile controllo come il Fezzan.<\/p>\n<p align=\"justify\">\u00c8 dunque irrealistico ritenere che le consultazioni elettorali, comunque si svolgeranno, potranno dare un quadro definito e rivolto al futuro; pi\u00f9 realisticamente assisteremo al tollerato insorgere di una politica agile, poco&nbsp;<em>polite<\/em>, capace di compendiare opposte istanze fatte di ritorni di fiamma di un regime deposto, di anziani gerarchi che non solo non vogliono ma nemmeno possono desistere dai loro intenti, e da rampanti imprenditori che, scrollatisi di dosso la polvere di un passato pericoloso, avvertono il fascino dell\u2019Islam politico.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Non ci sono alternative: o una definitiva parcellizzazione di un Paese che ancora deve trovare \u2013 se mai ci riuscir\u00e0 \u2013 una dimensione nazionale, oppure una riedizione, con altre modalit\u00e0, di una convivenza resa accettabile dall\u2019ennesima, utilissima, lottizzazione politica.<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">In Libia l\u2019eccezione consiste nel trovare qualcuno che non sia un&nbsp;<em>manchurian Candidate; <\/em>di fatto non c\u2019\u00e8 soggetto politico che non sia eterodiretto, come non c\u2019\u00e8 n\u00e9 ci potrebbe essere valutazione che non induca a ritenere la Libia, per l\u2019Italia, l\u2019esempio concreto di una debacle politica che avrebbe fatto inorridire Mattei.&nbsp;<strong><span style=\"color: #008000;\">Il debole&nbsp;<em>multilateralismo mediatore<\/em>&nbsp;rimane, in effetti, l\u2019unico strumento disponibile e di relativa funzionalit\u00e0 per gli interessi nazionali, per una classe politica che, una volta di pi\u00f9, vede scorrere la sabbia libica tra le mani vuote senza avvedersene.<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Gino Lanzara<br><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><a href=\"https:\/\/www.difesaonline.it\/geopolitica\/analisi\/libia-sabbia-e-voti\">articolo pubblicato originariamente su DIFESAONLINE<\/a><br><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Note<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<div id=\"sdfootnote1\">\n<p align=\"justify\"><sub><a id=\"sdfootnote1sym\" href=\"https:\/\/www.difesaonline.it\/geopolitica\/analisi\/libia-sabbia-e-voti#sdfootnote1anc\" name=\"sdfootnote1sym\"><span style=\"font-size: 12pt;\">1<\/span><\/a><span style=\"font-size: 12pt;\"> Vedasi Turchia e Qatar da un lato, ed Egitto, EAU, Arabia Saudita e Bahrain dall&#8217;altro.<\/span><\/sub><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote2\">\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><sub><a id=\"sdfootnote2sym\" href=\"https:\/\/www.difesaonline.it\/geopolitica\/analisi\/libia-sabbia-e-voti#sdfootnote2anc\" name=\"sdfootnote2sym\">2<\/a>&nbsp;<span style=\"font-size: 12pt;\">Negli ultimi incontri di Parigi \u00e8 stato sollecitato il ritiro dei mercenari ancora attivi sul territorio, unitamente all\u2019attuazione dell\u2019accordo sul cessate il fuoco del 23 ottobre 2020; i provvedimenti riguarderebbero sia i <strong><span style=\"color: #008000;\">consiglieri militari turchi che i miliziani siriani<\/span><\/strong>, sia il <strong><span style=\"color: #008000;\">gruppo russo Wagner<\/span><\/strong> schierato a favore delle forze di Haftar, nonch\u00e9 altri mercenari di origini africane. Ankara e Mosca hanno tuttavia palesato una scarsa propensione al ritiro delle loro forze.<\/span><\/sub><\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote3\">\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><sub><a id=\"sdfootnote3sym\" href=\"https:\/\/www.difesaonline.it\/geopolitica\/analisi\/libia-sabbia-e-voti#sdfootnote3anc\" name=\"sdfootnote3sym\">3<\/a>&nbsp;<span style=\"font-size: 12pt;\">Najla al-Mangoush, ministro degli Esteri libico, ha ripetutamente invitato le truppe e i mercenari stranieri a lasciare il Paese anche durante una conferenza stampa con la controparte turca, affermando che in questo modo si sarebbe preservata la sovranit\u00e0 libica. Il ministro turco Cavusoglu ha replicato che \u00e8 sbagliato equiparare la presenza militare turca in Libia a quella di &#8220;gruppi illegittimi&#8221;. \u00c8 di fatto sembrato che i due ministri abbiano dunque dissentito pubblicamente.<\/span><\/sub><\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote4\">\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><sub><a id=\"sdfootnote4sym\" href=\"https:\/\/www.difesaonline.it\/geopolitica\/analisi\/libia-sabbia-e-voti#sdfootnote4anc\" name=\"sdfootnote4sym\">4<\/a>&nbsp;<span style=\"font-size: 12pt;\">Missione ONU in Libia<\/span><\/sub><\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote5\">\n<p><span style=\"font-size: 12pt;\"><sub><a id=\"sdfootnote5sym\" href=\"https:\/\/www.difesaonline.it\/geopolitica\/analisi\/libia-sabbia-e-voti#sdfootnote5anc\" name=\"sdfootnote5sym\">5<\/a>&nbsp;<span style=\"font-size: 12pt;\">National Oil Company<\/span><\/sub><\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote6\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><sub><a id=\"sdfootnote6sym\" href=\"https:\/\/www.difesaonline.it\/geopolitica\/analisi\/libia-sabbia-e-voti#sdfootnote6anc\" name=\"sdfootnote6sym\">6<\/a>&nbsp;<span style=\"font-size: 12pt;\">Vd. le decisioni di finanziare con cinquemila dinari libici i giovani che vogliono sposarsi e aumentare i salari degli insegnanti<\/span><\/sub><\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote7\">\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><sub><a id=\"sdfootnote7sym\" href=\"https:\/\/www.difesaonline.it\/geopolitica\/analisi\/libia-sabbia-e-voti#sdfootnote7anc\" name=\"sdfootnote7sym\">7<\/a>&nbsp;<span style=\"font-size: 12pt;\">Utile rammentare il contratto siglato dalla Libya Telecom Company con la societ\u00e0 statunitense <strong><span style=\"color: #008000;\">Infinera<\/span><\/strong> ed interessante la modernizzazione della rete in fibra ottica per le comunicazioni.<\/span><\/sub><\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote8\">\n<p><span style=\"font-size: 12pt;\"><sub><a id=\"sdfootnote8sym\" href=\"https:\/\/www.difesaonline.it\/geopolitica\/analisi\/libia-sabbia-e-voti#sdfootnote8anc\" name=\"sdfootnote8sym\">8<\/a> <span style=\"font-size: 12pt;\">AFRICOM<\/span><\/sub><\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote9\">\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><sub><a id=\"sdfootnote9sym\" href=\"https:\/\/www.difesaonline.it\/geopolitica\/analisi\/libia-sabbia-e-voti#sdfootnote9anc\" name=\"sdfootnote9sym\">9<\/a>&nbsp;<span style=\"font-size: 12pt;\">Secondo il quotidiano israeliano&nbsp;Israel Hayom,&nbsp;quotidiano israeliano, ha riportato che entrambi i candidati hanno&nbsp;contattato&nbsp;sia pur separatamente una societ\u00e0 di consulenza israeliana specializzata nell\u2019allestimento di campagne politiche. Secondo il giornale l&#8217;azienda ha dovuto registrare una nuova filiale negli Emirati Arabi Uniti in modo da poter avere due entit\u00e0 separate per gestire le campagne.<\/span><\/sub><\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote10\">\n<p><span style=\"font-size: 12pt;\"><sub><a id=\"sdfootnote10sym\" href=\"https:\/\/www.difesaonline.it\/geopolitica\/analisi\/libia-sabbia-e-voti#sdfootnote10anc\" name=\"sdfootnote10sym\">10<\/a>&nbsp;<span style=\"font-size: 12pt;\">Ambasciatore in Grecia, ne \u00e8 stato espulso a seguito degli accordi libico turchi sulle ZEE<\/span><\/sub><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12pt; color: #008000;\"><sub>Foto: web \/&nbsp;Ricardo Stuckert \/ presidency of the republic of Turkey \/ Cremlino \/ Palazzo Chigi<\/sub><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-27 maxbutton maxbutton-un-regalo-per-te\" href=\"https:\/\/www.primevideo.com\/offers\/ref=atv_nb_lcl_it_IT?tag=amazon0e150-21 Italia\"><span class='mb-text'>Una sorpresa per te su Amazon Music unlimited<\/span><\/a>&nbsp; &nbsp;<a class=\"maxbutton-28 maxbutton maxbutton-amazon-prime\" title=\"Scopri i vantaggi di Amazon Prime\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>Scopri i vantaggi di Amazon Prime<\/span><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br><span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" width=\"640\" height=\"699\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/PETROLIO-LIBIA-640px-SALERNO_MATTEI.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-98067\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/PETROLIO-LIBIA-640px-SALERNO_MATTEI.jpg 640w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/PETROLIO-LIBIA-640px-SALERNO_MATTEI-275x300.jpg 275w\" sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" width=\"640\" height=\"484\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/LIBIA-640px-Muammar_al-Gaddafi-6-30112006.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-98066\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/LIBIA-640px-Muammar_al-Gaddafi-6-30112006.jpg 640w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/LIBIA-640px-Muammar_al-Gaddafi-6-30112006-300x227.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 10<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . 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