{"id":66544,"date":"2021-12-14T00:35:44","date_gmt":"2021-12-13T23:35:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=66544"},"modified":"2026-02-15T21:35:09","modified_gmt":"2026-02-15T20:35:09","slug":"sperrbrecher-il-distruttore-dei-sbarramenti-di-mine","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/66544","title":{"rendered":"Sperrbrecher, il distruttore degli sbarramenti di mine &#8211; parte I"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>PERIODO: XX SECOLO<br \/>\nAREA: OCEANO ATLANTICO<\/strong><\/span><br \/>\nparole chiave: unit\u00e0 di contromisure mine<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Premessa<\/span><\/strong><br \/>\nNel 1939, la marina tedesca non era in grado di affrontare un conflitto maggiore. Come disse il suo comandante, l\u2019energico e preparato <strong><span style=\"color: #008000;\">Gro\u00dfadmiral Erich Raeder<\/span><\/strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"color: #000000;\">,<\/span><\/span> poteva solo \u201cmorire con onore\u201d e, in effetti, dimensionalmente era pi\u00f9 vicina ad una marina scandinava o sudamericana che a quelle delle potenze navali maggiori.<\/p>\n<figure style=\"width: 640px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/marina-tedesca-640px-Erich_Raeder.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 marina-tedesca-640px-Erich_Raeder.jpg\" width=\"640\" height=\"877\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><span style=\"color: #008000;\"><b>Grand Admiral Erich Raeder, Comandante in Capo della Marina Tedesca durante la Seconda Guerra Mondiale<\/b><\/span><br \/><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Erich_Raeder.jpg\">Erich Raeder.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo fece affrontando senza esitazione le maggiori flotte nel mondo in una lunghissima lotta sempre combattuta con mezzi numericamente e spesso anche qualitativamente inadeguati. Ben note sono le vicende dei suoi sommergibili e dei pochi corsari di superficie ma in realt\u00e0 questo fu uno solo degli aspetti della sua lotta e, forse, neppure quello in cui ottenne i risultati migliori. Tra i risultati a mio avviso andrebbe molto pi\u00f9 considerata la guerra delle sue componenti costiere che sicuramente ebbero al loro attivo un numero enorme di missioni, giorni in mare e combattimenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Le operazioni costiere della Kriegsmarine&nbsp;<\/span><\/strong><br \/>\nInizialmente i compiti difensivi della marina tedesca erano oggettivamente facili; lo sviluppo costiero del Reich era limitato e nella maggior parte si svolgeva lungo le coste del Mar Baltico, un mare in quel momento relativamente al riparo dalla minaccia nemica. Le uniche linee di traffico ancora aperte erano con l\u2019alleata Unione Sovietica e la Scandinavia, linee corte e difficilmente insidiabili. Le grandi vittorie del 1940\/41 mutarono pericolosamente questo quadro. Lo sviluppo costiero da proteggere divenne enorme: 18.000 chilometri, dai Pirenei a Capo Nord, tutto esposto all\u2019offesa di un nemico intraprendente e aggressivo, dotato di buone forze aeree e di una grandissima superiorit\u00e0 navale.<\/p>\n<figure style=\"width: 1023px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/sperrebrecher-_10.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 sperrebrecher-_10.jpg\" width=\"1023\" height=\"538\"><figcaption class=\"wp-caption-text\">Speerbrecher<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Per di pi\u00f9 altri settori assorbivano risorse<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nA seguito dell&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">operazione Barbarossa<\/span><\/strong> <span style=\"color: #008000;\"><strong>(invasione dell&#8217;Unione Sovietica <\/strong><span style=\"color: #000000;\">da parte<\/span><strong> della Germania nazista) <\/strong><\/span>anche il mar Baltico divenne un fronte da contrastare. Sebbene la Luftwaffe e, soprattutto, la geografia avessero bloccato la Flotta sovietica nel suo angolo pi\u00f9 orientale per quasi tutta la guerra, la Kriegsmarine nel settore era quasi sola e poteva contare sul limitato apporto di una squadriglia di MAS italiani e della minuscola flotta Finlandese. Una flotta di un Paese non alleato della Germania, che combatteva una sua guerra autonoma contro l\u2019Unione Sovietica, spesso in maniera scarsamente coordinata. Di fatto la Finlandia ricordava ancora quando, in ottemperanza al patto tedesco-sovietico, la Germania non aveva mosso un dito per aiutarla. Per tutta la durata della guerra di inverno la Germania aveva bloccato anche l\u2019invio delle armi acquistate dai Finlandesi, tra cui i Fiat G.50 acquistati in Italia e, probabilmente, dette anche un appoggio logistico alle navi sovietiche impegnate in operazioni contro il paese nordico. Fu inoltre necessario disperdere le forze anche nel Mediterraneo, dove comunque la lotta in mare fu prevalentemente sostenuta dalla flotta italiana, e nel Mar nero dove la superiorit\u00e0 delle forze aeronavali sovietiche, rispetto a quelle rumene, era enorme. Senza contare che quelle bulgare, ridottissime, non erano impiegabili in quanto non in guerra contro l\u2019unione sovietica.&nbsp;Fu quindi necessario inviare forze tedesche: motosiluranti, dragamine e cacciasommergibili e sommergibili tipo II, e&nbsp; italiane (una flottiglia di MAS, una di sommergibili tascabili tipo CB ed una di mezzi d\u2019assalto di superficie (MTSM)).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Malgrado questa difficilissima situazione e l\u2019indisponibilit\u00e0 di un adeguata forza navale, le coste dei paesi occupati furono sempre pattugliate e difese, mantenendo aperte le rotte del vitale cabotaggio costiero. Nei limiti del possibile, sommergibili e &#8220;violatori del blocco&#8221; furono scortati alla partenza e al rientro e fu impedito che i porti da cui operavano fossero bloccati.&nbsp;Sebbene parte dei mezzi con cui fu combattuta questa guerra fossero di buona qualit\u00e0 (anche se in numeri insufficienti), il grosso della lotta fu sostenuta dagli <strong><span style=\"color: #008000;\">U-Boot-J\u00e4ger (cacciasommergibili)<\/span><\/strong>. In particolare i <strong><span style=\"color: #008000;\">Vorpostenboote<\/span><\/strong> (pattugliatori) furono i cavalli di battaglia nelle operazioni costiere di pattugliamento, scorta, caccia ai sottomarini e dragaggio. Inoltre vennero impiegate le <strong><span style=\"color: #008000;\">Geleitboot<\/span><\/strong> (navi scorta), le <strong><span style=\"color: #008000;\">Flakj\u00e4ger<\/span><\/strong> (vedette antiaeree), unit\u00e0 di protezione costiera e portuale (<strong><span style=\"color: #008000;\">Hafenschutz e K\u00fcstenschutz<\/span><\/strong>) similari ai <strong><span style=\"color: #008000;\">Vorpostenboote<\/span><\/strong>, con compiti di pattugliamento, caccia antisommergibile, dragaggio, scorta costiera e guardia alle ostruzioni in determinate aree.&nbsp;<\/p>\n<figure style=\"width: 640px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/MARINA-TEDESCA-VORPOSTENBOOT-Bundesarchiv_Bild_134-C0238_Vorpostenboot_Nurnberg.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 MARINA-TEDESCA-VORPOSTENBOOT-Bundesarchiv_Bild_134-C0238_Vorpostenboot_Nurnberg.jpg\" width=\"640\" height=\"476\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Vorpostenboot SMS &#8220;N\u00fcrnberg&#8221;, 1914 &#8211; Fonte Institut f\u00fcr Meereskunde (Bild 134)&nbsp; Bild 134-C0238, Vorpostenboot N\u00fcrnberg&nbsp; &#8211; Attribuzione: <\/span><\/strong><span class=\"licensetpl_attr\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Bundesarchiv, Bild 134-C0238 \/ CC-BY-SA 3.0<\/span><\/strong> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Bundesarchiv_Bild_134-C0238,_Vorpostenboot_N%C3%BCrnberg.jpg\">Bundesarchiv Bild .. Vorpostenboot N\u00fcrnberg.jpg &#8211; Wikimedia Commons <\/a><a href=\"http:\/\/www.belgian-navy.be\/t10246-les-sperbrecher-allemands\">immagine in memoria di Robert: Les Sperbrecher allemands (belgian-navy.be)<\/a><\/span><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutte piccole unit\u00e0 civili (mercantili di varie taglie, trawler, drifter, baleniere, yacht, trasporti costieri, pilotine, vedette doganali) requisite o acquistate un p\u00f2 ovunque armate con quanto disponibile oppure costruite ad hoc. Inoltre, vari <strong><span style=\"color: #008000;\">U-Boot-J\u00e4ger<\/span><\/strong> e, soprattutto, i piccoli <strong><span style=\"color: #008000;\">Kriegsfischkutter<\/span><\/strong> (kurz KFK Cutter da pesca da guerra ) e i <strong><span style=\"color: #008000;\">Gro\u00df-KFK<\/span><\/strong>, ordinati nel 1944 ma mai costruiti, su progetti di unit\u00e0 civili con tutti i limiti del caso. Accanto ad esse una tipologia di navi, presente nella sola Kriegsmarine, ebbero una vita movimentata, gli <strong><span style=\"color: #008000;\">Sperrbrecher<\/span>.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Sperrbrecher<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nNella <strong><span style=\"color: #008000;\">Kriegsmarine<\/span><\/strong> con questo termine (a volte tradotto come &#8220;esploratore&#8221; o &#8220;apripista&#8221; ma letteralmente si dovrebbe tradurre come &#8220;distruttore di sbarramenti&#8221;) veniva designata una classe di navi per scopi speciali, avente come compito la <strong><span style=\"color: #008000;\">neutralizzazione <\/span><\/strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"color: #000000;\">de<\/span><\/span>i campi minati navali, aprendo dei varchi.&nbsp; Questo tipo di navi furono ampiamente utilizzate dalla flotta tedesca sia nella I che nella II guerra mondiale.&nbsp;Dopo la II guerra mondiale navi, con principi simili, furono progettate e costruite nell&#8217;URSS (progetti 322, 1256, 1300, 13180) tra gli anni &#8217;50 &#8211; &#8217;70 ma esperimenti furono condotti anche nella Marina degli Stati Uniti (YAG 37 , MSS 1 , MSS 2).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In realt\u00e0 la funzione degli <strong><span style=\"color: #008000;\">Sperrbrecher<\/span><\/strong> era ben diversa da quella dei dragamine. La funzione dei dragamine era di bonificare ampi tratti minati in maniera scientifica, ovvero tramite dispositivi capaci di tagliare i cavi di ancoraggio delle mine o, nel caso di mine a influenza, di farle esplodere a distanza simulando variazioni magnetiche, acustiche e di pressione con l\u2019uso di apparecchiature dedicate. Gli Sperrbrecher invece dovevano fare da &#8220;apripista&#8221; ad altre unit\u00e0 pi\u00f9 preziose, precedendole nel tragitto attraverso varchi nei campi minati difensivi per far detonare, urtandole, eventuali mine galleggianti (fuoriuscite dagli sbarramenti o posate da navi o aerei nemici), proteggendo cos\u00ec le navi affidate alla loro scorta; in aggiunta potevano servire a localizzare campi minati nemici o indagare su tratti di mare sospettati di ospitare sbarramenti di mine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli <strong><span style=\"color: #008000;\">Sperrbrecher<\/span> <\/strong>erano navi ottenuti dalla riconversione di mercantili civili, generalmente scelte tra quelle con un dislocamento superiore alle 5.000 tonnellate, condotte da equipaggi provenienti dalla marina mercantile; le navi venivano dotate di una prua rinforzata con lastre corazzate per resistere alle esplosioni, mentre le stive venivano riempite con botti vuote in legno o metallo in modo da tenere a galla la nave nel caso lo scafo fosse stato squarciato dall&#8217;esplosione di una mina. Inoltre, venivano apportate modifiche per aumentare la resistenza delle strutture e la galleggiabilit\u00e0. Inizialmente, considerate unit\u00e0 \u201ca perdere\u201d, realizzate con navi di vecchia costruzione, in seguito si evolsero verso un tipo di nave di scorta \u201cglobale\u201d, trasformando anche navi nuove e dotandole di apparecchiature di auto protezione meccaniche ed a influenza. Ricevettero inoltre un potente armamento con artiglierie antiaeree, armi antisom nonch\u00e9 palloni frenati, per ostacolare il volo a bassa quota degli aerei nemici, in modo da fornire protezione contro pi\u00f9 tipi di minacce alle navi che scortavano.&nbsp;Dato che erano spesso impiegati per fornire la scorta contraerea a vari tipi di unit\u00e0, compresi gli U-Boote (particolarmente vulnerabili agli attacchi aerei quando in entrata o in uscita dalle loro basi), la RAF britannica designava queste unit\u00e0 anche come &#8220;navi antiaeree pesanti\u201d. L&#8217;artiglieria e i sistemi di controllo del fuoco imbarcati da uno Sperrbrecher e la loro robustezza ne facevano anche valide unit\u00e0 da combattimento di superficie, capaci di ingaggiare altre unit\u00e0 navali di superficie. Ad esempio, il cacciatorpediniere di scorta <strong><span style=\"color: #008000;\">HMS Wanderer<\/span> <\/strong>si dovette ritirare da uno scontro temendo di uscirne malconcio.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">L&#8217;impiego degli Sperrbrecher tedeschi durante la prima guerra mondiale<\/span><\/strong><br \/>\nIl concetto di impiego di questo tipo di navi fu formulato all&#8217;inizio del XX secolo. Nel 1903, su iniziativa del <strong><span style=\"color: #008000;\">vice ammiraglio Tirpitz<\/span><\/strong>, fu organizzata una commissione per il controllo del rischio di mine (la commissione comprendeva, in particolare, gli allora capitani di corvetta <strong><span style=\"color: #008000;\">Reinhard Scheer<\/span><\/strong> ed il conte <strong><span style=\"color: #008000;\">von Spee<\/span><\/strong>). Tra le altre cose, la commissione raccomand\u00f2 la conversione di navi mercantili per impiegarle come \u201cdistruttori di sbarramenti\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oltre ai compiti di protezione delle proprie acque, queste navi, secondo la commissione, avrebbero dovuto poter agire insieme alla flotta anche in azioni offensive, aprendo la strada alle squadriglie di navi di linea verso la costa nemica. Nel 1906 fu compilato un elenco di navi destinate a questo impiego in caso di guerra ma, nella I guerra mondiale, solo una nave, la <strong><span style=\"color: #008000;\">Bielefeld<\/span><\/strong>, fu impiegata. Con l&#8217;inizio della prima guerra mondiale inizi\u00f2 la trasformazione delle prime dieci navi. Poich\u00e9 la commissione di mobilitazione rilev\u00f2 che la probabilit\u00e0 di perdite era abbastanza grande (abbastanza era un termine eufemistico in quanto le modalit\u00e0 operative previste erano quasi suicide) furono mobilitati solo vecchi piroscafi risalenti agli anni 80-90 del XIX secolo e lo <strong><span style=\"color: #008000;\">Schwarzwald<\/span><\/strong> (1911), il <strong><span style=\"color: #008000;\">Niederwald<\/span><\/strong> ( 1904) ed il <strong><span style=\"color: #008000;\">Santa di Cruz<\/span><\/strong> (1905).&nbsp;Inizialmente erano disarmati e non avevano ricevuto nessuna modifica per la propria protezione. L&#8217;unico provvedimento fu quello di aumentare il pescaggio, aggiungendo una zavorra aggiuntiva. Dal 1915, le stive furono riempite con contenitori di sabbia ed i compartimenti furono ulteriormente rafforzati e resi stagni. Le navi furono anche dotate di paramine, reti antisiluro, artiglieria di piccolo calibro calibro (2-3 cannoni da 88 mm); alla fine della guerra, in alcuni casi, gli speerbrecher furono dotati di idrovolanti. In totale, nel periodo 1914-18, gli sperrbrecher disponibili furono 30 navi caratterizzate da sigle alfanumeriche identificatrici che andavano da SP 1 a SP 12 (i numeri potevano cambiare e venivano usati pi\u00f9 volte).<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Fine I parte &#8211; continua<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Gianluca Bertozzi<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>in anteprima Speerbrecher Neckar SB8 in bacino nel porto di Brest dopo la liberazione &#8211; autore fotografo Signal Corps US Army &#8211; <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:12Fi711_-_LIBERATION_DE_BREST.jpg\">File:12Fi711 &#8211; LIBERATION DE BREST.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Fonti<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nGerman warships of the Second World War by H.T.Lenton, Macdonald and Jane&#8217;s,<br \/>\nSperrbrecher 32 Technical data, su german-navy.de.<br \/>\nhttps:\/\/www.navypedia.org\/ships\/germany\/ger_conc_mdv2.htm<br \/>\nsito Wikipedia<br \/>\nSchiffe der deutschen Kriegsmarine und Luftwaffe 1939-45 Erich Gr\u00f6ner<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore e le fonti o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/66544\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/66551\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . 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