{"id":66273,"date":"2021-11-16T00:20:00","date_gmt":"2021-11-15T23:20:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=66273"},"modified":"2023-06-11T15:42:51","modified_gmt":"2023-06-11T13:42:51","slug":"66273","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/66273","title":{"rendered":"COP 26: un amaro accordo di &#8220;condominio&#8221; ma con qualche speranza"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>ARGOMENTO:&nbsp;EMERGENZE AMBIENTALI<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>PERIODO: XXI SECOLO<br \/>\nAREA: CAMBIAMENTI CLIMATICI<\/strong><\/span><br \/>\nparole chiave: Temperature, India, Cina<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si \u00e8 appena concluso Il vertice di due settimane del COP 26 a Glasgow, mirato a porre fine e invertire la deforestazione, abbandonare il carbone e ridurre le emissioni di metano del 30% entro il 2030. Un obiettivo ambizioso che si \u00e8 per\u00f2 ridimensionato &#8230; vediamo il perch\u00e8.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/cop-26.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 cop-26.jpg\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I ricercatori di tutto il mondo, con un consenso di quasi il 100%, sottolineano la necessit\u00e0 di ridurre le emissioni di gas serra il pi\u00f9 rapidamente possibile. Sebbene i rappresentanti di Stati Uniti e Cina, i due maggiori emettitori al mondo, avessero inizialmente accettato di cooperare per impedire che il riscaldamento globale superi nei prossimi anni un aumento di 1,5 gradi Celsius, alla fine molte aspettative sono restate deluse.&nbsp; Tra di esse le richieste dei Paesi in via di sviluppo (G 77) di ottenere un sostegno finanziario come risarcimento dei danni causati dal cambiamento climatico. A tal riguardo, nonostante le premesse, Stati Uniti, il Regno Unito e l&#8217;Unione Europea si sono dimostrati elegantemente riluttanti ad accettare la responsabilit\u00e0 di quanto sta accadendo.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/2100-proezion-ambientali.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 2100-proezion-ambientali.png\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In estrema sintesi, ancora una volta, un finale pieno di compromessi a causa di alcuni Stati che si sono arroccati dietro posizioni inconciliabili che porteranno grandi problemi ai Paesi pi\u00f9 poveri ed a quelli pi\u00f9 &#8220;sensibili&#8221; agli innalzamenti dei mari. Nessun risarcimento per i danni subiti dai pi\u00f9 deboli e l'&#8221;aspettata&#8221; non adesione dei due giganti demografici, India e Cina (ma non solo), ad ottemperare alle riduzioni delle emissioni. Va compreso che, sebbene il COP 26 si sia chiuso con l\u2019obiettivo di mantenersi sotto la soglia di aumento di 1,5 gradi Celsius, stabilita nell&#8217;Accordo di Parigi del 2015, esso non \u00e8 vincolante per i maggiori inquinatori per cui \u00e8 probabile che il loro non contributo render\u00e0 vano o trascurabile lo sforzo comune.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Un condominio litigioso<\/span><\/strong><br \/>\nCon una metafora potremmo dire che il COP 26 \u00e8 sembrato una riunione di condominio, tanti discorsi e pochi fatti \u2026 L\u2019obiettivo era di far adottare a tutti i 197 Paesi partecipanti un nuovo Patto Climatico ma non ci sono riusciti. La Cina, la cui dinamica economica globale non sembra fermarsi, sfoderando un aplomb orientale, non ha ceduto sulle sue posizioni. Mentre i delegati discutevano, cercando una soluzione percorribile, Pechino ha annunciato di aver aumentato la produzione giornaliera di carbone di oltre un milione di tonnellate per allentare la crisi energetica. Un fatto reale che fa pensare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A nulla sono valse le emergenze ambientali in corso nelle loro citt\u00e0 e le supposte iniziative perseguite per ridurre le emissioni &#8230; di fatto la <strong><span style=\"color: #008000;\">NDRC, National Development and Reform Commission<\/span> <\/strong>cinese, responsabile della pianificazione economica, ha comunicato che la produzione media giornaliera di carbone \u00e8 salita ad oltre 11,5 milioni di tonnellate dalla met\u00e0 di ottobre, con un aumento di 1,1 milioni di tonnellate rispetto alla fine di settembre. Questo per necessit\u00e0 di sopperire ai gravi inconvenienti che hanno causato blackout e razionamenti di elettricit\u00e0 della catena produttiva, sollevando non pochi timori sulla supply chain. Ma non \u00e8 sola, anche l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">India<\/span><\/strong>, gigante demografico e anch&#8217;esso grande inquinatore, non ha voluto essere da meno ed ha fatto inserire all\u2019ultimo momento un emendamento sul carbone che ha gelato i presenti, costretti ad accettare un boccone amaro pur di portare a casa una decisione comune. Il risultato \u00e8 stato sconfortante e fa comprendere che il messaggio non sia arrivato \u2026 <strong><span style=\"color: #008000;\">non si parla pi\u00f9 di graduale \u00abeliminazione\u00bb bens\u00ec di \u00abriduzione\u00bb del carbone<\/span><\/strong>, principale fonte di emissioni di gas serra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di fatto il COP 26 \u00e8 stata una mezza vittoria di India, Cina, Russia, Brasile, Sudafrica, Nigeria, ed altri Paesi emergenti &#8230; ma anche dei grandi produttori di combustili fossili, come Australia e Arabia Saudita, ed <strong><span style=\"color: #008000;\">il futuro del pianeta appare sempre pi\u00f9 incerto<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/2020-paesii-inquinanti.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 2020-paesii-inquinanti.jpg\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non si tratta solo di cecit\u00e0 ambientale. Siamo di fronte ad una nuda realt\u00e0 che anticipa un futuro prossimo venturo di accesi contrasti. La Cina, come l\u2019India, non si piegano alle pressioni diplomatiche, sanno che i numeri contano e non hanno nessuna intenzione di rinunciare alla loro autonomia decisionale; sanno molto bene che, al di l\u00e0 delle <strong><em><span style=\"color: #008000;\">nine days news<\/span><\/em><\/strong>, tutto rientrer\u00e0 nell\u2019ipocrisia generale in pochi giorni. Che conta se milioni di persone moriranno a causa degli effetti dei cambiamenti climatici, se vaste aree costiere saranno invase dalle acque che distruggeranno le economie locali e provocheranno migrazioni di massa invadendo i Paesi limitrofi. Una bomba demografica che indebolir\u00e0 le economie di possibili concorrenti commerciali, costretti tra sensi di colpa post colonialisti e differenti visioni umanitarie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">D\u2019altronde questo gioco sporco \u00e8 in uso da anni anche in Europa, favorito dalla globalizzazione: tutto inizia penetrando nei tessuti produttivi di Paesi socialmente instabili, distruggendo le piccole economie locali e proponendo soluzioni apparentemente vantaggiose che, di fatto, indebitano i Governi favorendo la corruzione e classi favorevoli ai nuovi padroni. Creando instabilit\u00e0 si costringono masse di disperati a migrare verso aree che possono in teoria offrire una qualit\u00e0 di vita maggiore. L&#8217;equazione non \u00e8 semplice perch\u00e8 la loro integrazione non \u00e8 sempre facile. Sono politiche complesse e spregiudicate che hanno lo scopo di indebolire i Paesi di destinazione, economicamente pericolosi per gli altri. Situazioni alla luce del sole che vengono per\u00f2 mascherate da belle parole, concettualmente ineccepibili, ma che si riducono ad un insieme di bei propositi senza seguito che creano odio e intolleranza. Basta ricordare il ritornello ipocrita dell\u2019Unione Europea per la gestione della migrazione verso la regione sud \u2026 <strong><em><span style=\"color: #008000;\">dobbiamo &#8230; , faremo &#8230; , \u00e8 di interesse comune \u2026 bla, bla, bla<\/span><\/em><\/strong>. Questa \u00e8 un\u2019altra storia amara, in cui non ci sono vincitori ma solo perdenti.<\/p>\n<figure style=\"width: 1024px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/scenari-fino-a-05-1024x640.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 scenari-fino-a-05-1024x640.png\" width=\"1024\" height=\"640\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">scenari legati al surriscaldamento : sopra con un aumento del 0,5 \u00b0C sotto di 3 \u00b0C<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/temperature-se-3-gradi-maggiore-1024x638.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 temperature-se-3-gradi-maggiore-1024x638.png\"><br \/>\nIl fallimento del COP 26 di Glasgow era aspettato. Lo stesso <strong><span style=\"color: #008000;\">segretario generale delle Nazioni Unite Ant\u00f3nio Guterres<\/span><\/strong> aveva percepito la mancanza di una volont\u00e0 comune. Se Cina e Brasile avevano sempre dichiarato i propri interessi, l\u2019India aveva invece dato qualche speranza, svanita poi all\u2019ultimo momento. Non sarebbe la prima volta che Nuova Delhi abbia rinunciato ad entrare in accordi regionalmente rilevanti, come la <strong><span style=\"color: #008000;\">RCEP, Regional Comprehensive Economic Partnership<\/span><\/strong>, un accordo di libero scambio tra le nazioni dell&#8217;Asia-Pacifico, mirante a ridurre le tariffe e la burocrazia per facilitare le catene di approvvigionamento internazionali ed il commercio all&#8217;interno della regione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un distacco quello indiano che conferma la sua politica di non allineamento, che sottolinea la volont\u00e0 di mantenere una propria autonomia. Dalla sua indipendenza l\u2019India si \u00e8 sempre barcamenata a destra e a sinistra, tra le lusinghe dell\u2019Unione Sovietica e le tentazioni a stelle e strisce. Nonostante la pressione cinese ai suoi confini e sui mari, rafforzata dalla creazione di una rete di Paesi amici (come il Pakistan e l\u2019Afghanistan), non favorevoli agli Indiani, Nuova Dehli non appare intenzionata a cercare alleanze vincolanti. Lo si comprende anche su temi comuni, come il contrasto dei cambiamenti climatici, in cui l\u2019India non sembra voler prendere posizioni decise, giocandosi sempre la carta dell\u2019ultimo momento. Cinismo giustificato dalla necessit\u00e0 di sopravvivenza economica di uno Paese enorme, costretto da un divario sociale che appare insormontabile, in cui i fumi industriali non sembrano essere il problema pi\u00f9 importante a fronte della sopravvivenza nelle aree depresse. Ma il <strong><em><span style=\"color: #008000;\">Mors tua vita mea<\/span><\/em><\/strong> non pu\u00f2 funzionare in un mondo di cenere \u2026 e porter\u00e0 solo ad un aumento delle instabilit\u00e0 locali.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se queste dinamiche hanno tempi lunghi, la verit\u00e0 amara \u00e8 che in un prossimo futuro alcuni Paesi sono destinati a scomparire geograficamente, nell\u2019indifferenza ed ignavia generale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di positivo il fatto che i Paesi sviluppati hanno convenuto che entro il 2025 raddoppieranno i finanziamenti per l&#8217;adattamento energetico per circa 40 miliardi di dollari l&#8217;anno. Lo faranno veramente? O meglio, saranno in grado di farlo, in un mondo che continua &#8220;a chiedere&#8221; senza essere disposto &#8220;a rinunciare&#8221;, strozzato tra consumismo ed emergenze continue. Uno scenario noto a tutti ma in cui tutti fanno finta di non sentire.&nbsp;Non ultimo, alcuni attivisti per il clima sono stati fortemente critici nei confronti degli esiti della COP 26, descrivendo l\u2019evento come un insieme di colloqui &#8220;esclusivi&#8221; incentrati su &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">business as usual and bla, bla, bla<\/span><\/strong>&#8221; &#8230; in realt\u00e0, al di l\u00e0 delle speranze di molti, la realt\u00e0 va oltre le piazze, nelle stanze dei bottoni dove si prendono le decisioni che disegneranno il futuro &#8230;&nbsp; ed il colore dipender\u00e0 solo da noi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-27 maxbutton maxbutton-un-regalo-per-te\" href=\"https:\/\/www.primevideo.com\/offers\/ref=atv_nb_lcl_it_IT?tag=amazon0e150-21 Italia\"><span class='mb-text'>Una sorpresa per te su Amazon Music unlimited<\/span><\/a>&nbsp; &nbsp;<a class=\"maxbutton-28 maxbutton maxbutton-amazon-prime\" title=\"Scopri i vantaggi di Amazon Prime\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>Scopri i vantaggi di Amazon Prime<\/span><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . 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