{"id":66073,"date":"2021-12-11T00:05:49","date_gmt":"2021-12-10T23:05:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=66073"},"modified":"2026-07-11T07:40:31","modified_gmt":"2026-07-11T05:40:31","slug":"66073","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/66073","title":{"rendered":"L&#8217;incontro in mare tra la nave scuola Patria e la Regia nave Cristoforo Colombo di Gianluca Bertozzi"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 9<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\r\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\r\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\r\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: MARINA MERCANTILE<\/span><\/strong><br \/><strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XX SECOLO<br \/>AREA: NAVI A VELA<\/span><\/strong><br \/>parole chiave: navi<\/p>\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">La goletta a cinque alberi, o schooner, <strong><span style=\"color: #008000;\">Suzanne Vinnen<\/span><\/strong> venne costruita come nave mercantile nel 1922 dai Cantieri Friedrich Krupp Germaniawerft a Kiel per conto dell&#8217;armatore F. A. Vinnen &amp; Co. di Brema. Era il secondo bastimento a portare questo nome: il primo era stato una nave a palo da 2.627 tonnellate nette, costruita nel 1892 ad Alloa che, nel 1917, venne affondata da un sommergibile tedesco. Le sue caratteristiche tecniche erano le seguenti:<\/p>\r\n<table>\r\n<tbody>\r\n<tr>\r\n<td><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\">scafo<\/span><\/td>\r\n<td><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\">ferro<\/span><\/td>\r\n<\/tr>\r\n<tr>\r\n<td><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\">stazza<\/span><\/td>\r\n<td><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\">1.848 tonn<\/span><\/td>\r\n<\/tr>\r\n<tr>\r\n<td><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\">dislocamento<\/span><\/td>\r\n<td><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\">3.750 tonn.<\/span><\/td>\r\n<\/tr>\r\n<tr>\r\n<td><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\">lunghezza fuori tutto<\/span><\/td>\r\n<td><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\">97,3 metri<\/span><\/td>\r\n<\/tr>\r\n<tr>\r\n<td><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\">lunghezza al galleggiamento<\/span><\/td>\r\n<td><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\">77,00 metri<\/span><\/td>\r\n<\/tr>\r\n<tr>\r\n<td><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\">larghezza<\/span><\/td>\r\n<td><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\">13,45 metri<\/span><\/td>\r\n<\/tr>\r\n<tr>\r\n<td><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\">pescaggio massimo<\/span><\/td>\r\n<td><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\">5,78 metri<\/span><\/td>\r\n<\/tr>\r\n<tr>\r\n<td><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\">altezza di murata<\/span><\/td>\r\n<td><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\">6,60 metri<\/span><\/td>\r\n<\/tr>\r\n<tr>\r\n<td><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\">armamento velico\u00a0<\/span><\/td>\r\n<td><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\">aurico a 5 alberi con aggiunta di tre vele quadre di gabbia fissa e volante al primo trinchetto e albero maestro pi\u00f9 i fiocchi con una superficie di 2320 metri quadri<\/span><\/td>\r\n<\/tr>\r\n<tr>\r\n<td><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\">velocit\u00e0\u00a0<\/span><\/td>\r\n<td><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\">7\/12 nodi<\/span><\/td>\r\n<\/tr>\r\n<tr>\r\n<td><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\">equipaggio\u00a0<\/span><\/td>\r\n<td><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\">23-24<\/span><\/td>\r\n<\/tr>\r\n<tr>\r\n<td><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\">motore ausiliario<\/span><\/td>\r\n<td><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\">diesel ausiliario Krupp di 350 Hp<\/span><\/td>\r\n<\/tr>\r\n<tr>\r\n<td><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\">elica fissa<\/span><\/td>\r\n<td><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\">1<\/span><\/td>\r\n<\/tr>\r\n<\/tbody>\r\n<\/table>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1931 venne acquistata dal Governo italiano che la impieg\u00f2 come nave scuola per la marina mercantile, ribattezzandola <strong><span style=\"color: #008000;\">Patria<\/span><\/strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"color: #000000;\">, con lo scopo di addestrare <\/span><\/span>i futuri comandanti di navi mercantili, impiegando come istruttori degli ufficiali messi a disposizione dalla Regia Marina.<\/p>\r\n<div class=\"lyte-wrapper fourthree\" style=\"width:420px;max-width:100%;margin:5px;\"><div class=\"lyMe\" id=\"WYL_bQkwUQ4POyk\"><div id=\"lyte_bQkwUQ4POyk\" data-src=\"\/\/i.ytimg.com\/vi\/bQkwUQ4POyk\/hqdefault.jpg\" class=\"pL\"><div class=\"tC\"><div class=\"tT\"><\/div><\/div><div class=\"play\"><\/div><div class=\"ctrl\"><div class=\"Lctrl\"><\/div><div class=\"Rctrl\"><\/div><\/div><\/div><noscript><a href=\"https:\/\/youtu.be\/bQkwUQ4POyk\" rel=\"nofollow\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.ytimg.com\/vi\/bQkwUQ4POyk\/0.jpg\" alt=\"YouTube video thumbnail\" width=\"420\" height=\"295\" \/><br \/>Guarda questo video su YouTube<\/a><\/noscript><\/div><\/div><div class=\"lL\" style=\"max-width:100%;width:420px;margin:5px;\"><\/div><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli istruttori del Patria furono rispettivamente il <span style=\"color: #008000;\"><strong>S.T.V. Zelik<\/strong><\/span>, nel 1\u00b0 e 2\u00b0 viaggio, es il\u00a0 <span style=\"color: #008000;\"><strong>S.T.V. <\/strong><\/span><strong><span style=\"color: #008000;\">Parodi<\/span><\/strong> dal 3\u00b0 al 6\u00b0 viaggio. In seguito, negli ultimi due viaggi, gli istruttori furono invece scelti tra ufficiali civili. La societ\u00e0 armatrice del Patria era la <strong><span style=\"color: #008000;\">S.A. Nazario Sauro<\/span><\/strong> di Roma, consorziata con l\u2019Ente Porto di Genova, la Federazione Trasporti e la Federazione degli Armatori ed il Ministero delle Comunicazioni. Per i primi anni fece con profitto otto viaggi sulle rotte per il trasporto del grano americano imbarcando 22-23 allievi a bordo in ogni campagna. In seguito, le prestazioni diminuirono e, viaggiando in perdita, la nave fu venduta all&#8217;armamento privato. Nel 1939 il veliero divenne di propriet\u00e0 all\u2019armatore triestino <strong><span style=\"color: #008000;\">Antonio Rocco<\/span><\/strong> che lo impieg\u00f2 in Atlantico col nome di <strong><span style=\"color: #008000;\">Imperatore<\/span><\/strong>, riducendo sia l&#8217;altezza dell&#8217;alberatura che le vele. Con nuovo nome ed armatore continu\u00f2 a navigare trasportando carichi alla rinfusa anche durante la guerra. Sub\u00ec anche attacchi da parte dei Tedeschi, riuscendo per\u00f2 a scampare. Catturata dagli Inglesi nel 1944, dopo l&#8217;armistizio venne restituita all&#8217;Italia. La acquist\u00f2 la compagnia armatrice Ferraro &amp; Massone di Genova per la quale, nel febbraio 1946, fece il suo ultimo viaggio a vela con destinazione Piombino. Successivamente, portata in cantiere a Livorno, venne trasformata in motonave da carico col nome di <strong><span style=\"color: #008000;\">Ernesto S.<\/span><\/strong>, continuando a trasportare materiali ferrosi da e per quel porto tanto da cambiare il suo nome in <strong><span style=\"color: #008000;\">Piombino<\/span><\/strong>.\u00a0Nel 1973, divenuta ormai obsoleta e malandata venne portata a Vado Ligure in attesa della demolizione.\u00a0Di essa restano comunque nella storia della nostra marina mercantile le 132.358 miglia percorse in 2 anni 11 mesi e 28 giorni di navigazione con un totale di 182 allievi imbarcati e formati.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Curiosit\u00e0<\/span><\/strong><\/span><br \/>Il<strong><span style=\"color: #008000;\"> Patria<\/span><\/strong> fu protagonista di un curioso ed emozionante incontro in oceano con la <strong><span style=\"color: #008000;\">R.N. scuola Cristoforo Colombo<\/span><\/strong> della Regia Marina italiana, comandata dall&#8217;allora capitano di fregata Alberto Da Zara.<\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/ammiraglio-alberto-da-zara.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 ammiraglio-alberto-da-zara.jpg\" width=\"346\" height=\"356\" \/><\/p>\r\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Alberto Da Zara (Padova, 8 aprile 1889 \u2013 Foggia, 4 giugno 1951), valoroso Ufficiale della Regia Marina italiana, si distinse con brillanti azioni nel corso del primo conflitto mondiale, divenne nel secondo conflitto un eccellente stratega, svolgendo numerose azioni militari contro gli avversari in mare, di cui si ricorda lo scontro avvenuto al largo di Pantelleria il 15 giugno 1942. Entrato nel 1907 nella Regia Accademia Navale di Livorno, dopo aver completato il ciclo accademico, nel 1911 venne promosso Guardiamarina ed imbarcato sulla Regia Corazzata Roma e successivamente sulla Corazzata Vittorio Emanuele, partecipando al bombardamento delle coste della Libia e all\u2019occupazione del Dodecaneso. Di carattere irrequieto venne sbarcato ed assunse il comando di una guarnigione armata sull\u2019isolotto di Pelagosa per crearvi una stazione di avvistamento per contrastare le azioni della marina austriaca. Il sottotenente di vascello Da Zara, dopo aver fortificato l\u2019isola, con solo cento uomini contrast\u00f2 diversi attacchi da parte del nemico, fra cui un tentato sbarco sull\u2019isola fortificata che contrast\u00f2 coraggiosamente. Per la sua risolutezza e determinazione venne insignito con la medaglia d\u2019argento e la promozione al grado superiore. La sua giovane e combattiva tempra mise in risalto ai suoi superiori le sue brillanti capacit\u00e0 di Ufficiale e venne quindi imbarcato su numerose unit\u00e0, partecipando a numerose azioni belliche nel Mar Adriatico, sempre distinguendosi per il suo coraggio e valore, meritandosi una seconda medaglia d\u2019argento ed un encomio solenne. Dopo la fine del primo conflitto mondiale nel 1916 ebbe il suo primo comando, la Regia Cannoniera Cirenaica. L\u2019avvento delle nuove armi aeree e subacquee spinsero il giovane Tenente di Vascello Da Zara ad essere un fervente sostenitore delle nuove e temibili armi come l\u2019aereo, il siluro del sommergibile e le loro tecniche di impiego. Venne trasferito in Cina come Ufficiale Comandante della Regia Cannoniera Ermanno Carlotto e nel 1924, promosso Capitano di Corvetta, assunse il comando del distaccamento delle truppe della Regia Marina in Cina. Promosso Capitano di Fregata assunse vari incarichi di comandi a terra e presso unit\u00e0 navali come il Colombo, il\u00a0 caccia Curtatone ed il Crispi.\u00a0 Nel 1934 venne promosso Capitano di Vascello e assunse il comando dell\u2019Incrociatore Duca d\u2019Aosta e successivamente dell\u2019Incrociatore Montecuccoli. Nel 1939 venne destinato presso lo Stato Maggiore Marina e, all\u2019entrata in guerra, assunse il comando del Gruppo Incrociatori leggeri, classe De Giussano, partecipando allo scontro aeronavale di Punta Stilo. Dopo aver espletato il Comando dell\u2019Ispettorato Antisommergibili, venne promosso al grado di Ammiraglio di Divisione il 12 novembre 1942. Viene ricordato per essere stato il fautore del forte incremento organizzativo al reparto Antisommergibile della regia marina &#8211; ufficio storico\u00a0 della marina militare\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 15 giugno 1932 il\u00a0<strong><span style=\"color: #008000;\"><em>Capitano di fregata <\/em><em>Alberto Da Zara<\/em><\/span><\/strong>, assunse il comando di<strong><span style=\"color: #008000;\"> Nave Cristoforo Colombo<\/span><\/strong> (comandante in seconda era\u00a0 il <strong><span style=\"color: #008000;\">C.C. Luciano Bigi)<\/span><\/strong>.\u00a0 Dopo la crociera estiva, insieme all\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">Amerigo Vespucci<\/span><\/strong>, con a bordo i cadetti dell\u2019Accademia Navale, le navi rientrarono a Livorno e, sbarcati gli allievi, si trasferirono a La Spezia. Mentre il <em>Vespucci<\/em>\u00a0entrava ai lavori in arsenale,\u00a0<em>il Colombo,\u00a0<\/em>inizi\u00f2 subito la preparazione per la campagna invernale degli allievi nocchieri. Vennero imbarcati 41 tra aspiranti e guardiamarina e pi\u00f9 di 300 allievi nocchieri. Il 22 novembre 1932 il Colombo lasci\u00f2 La Spezia diretto a Ceuta, prima tappa della sua campagna invernale, che prevedeva la visita nei porti di Madera, Fort De France (Martinica), Curacao (Antille Olandesi), Kingstone (Jamaica), l\u2019Avana (Cuba), Key West (Florida), Bermuda, Punta Delgada (Azzorre), Gibilterra, e La Spezia.\u00a0Lasciata Ceuta, al largo di Capo Tarifa, la nave bord\u00f2 le vele con un vento propizio ma di mediocre intensit\u00e0, navigando in questa situazione per tre giorni.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Scrive <strong><span style=\"color: #008000;\">Alberto da Zara<\/span><\/strong> nelle sue memorie\u00a0 \u201c<em><strong><span style=\"color: #008000;\">Il mattino del quarto giorno molto orgasmo e molta curiosit\u00e0 furono improvvisamente a bordo del Colombo: un collega, un altro veliero era stato avvistato, e presto fu riconosciuto di nazionalit\u00e0 italiana. <\/span><\/strong><strong><span style=\"color: #008000;\">Era il Patria, la nave scuola \u2013 e quindi doppiamente collega &#8211; della Marina Mercantile, diretta in America del Nord. Ci avvicinammo, mettemmo in panna, e io mi recai a bordo con la lancia di salvataggio. Pur pallidamente, rivivevamo i costumi delle lontane et\u00e0, rievocate dalla nostra nostalgia e adornate dalla nostra immaginazione<\/span><\/strong><\/em>\u201d<\/p>\r\n<figure style=\"width: 1071px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/rn-cristoforo-vcolombo.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 rn-cristoforo-vcolombo.jpg\" width=\"1071\" height=\"750\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Regia Nave scuola Cristoforo Colombo &#8211; ufficio storico\u00a0 della marina militare\u00a0<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando il\u00a0<strong><span style=\"color: #008000;\"><em>Patria<\/em>\u00a0<\/span><\/strong>incontra il\u00a0<strong><span style=\"color: #008000;\"><em>Colombo<\/em><\/span><\/strong> aveva iniziato il suo secondo viaggio della prima campagna di istruzione. Partito da Genova il 19 novembre, fece scalo a Torreveja, dove aveva caricato 2.000 t. di sale, destinato a Montevideo. Dal <strong><span style=\"color: #008000;\">diario di bordo del Patria<\/span><\/strong> l&#8217;incontro fu cosi documentato:<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">Verso mezzogiorno si scorge il Colombo bordare le quadre e poggiare sensibilmente in direzione del Patria, proprio nell\u2019attimo in cui riesce a sfruttare un refolo di vento. Pensando che il Colombo voglia cimentarsi in velocit\u00e0, anche il Patria borda rapidamente le quadre e le controrande; la manovra viene eseguita speditamente con un autentico \u201ccolpo di mano\u201d, in quanto i cadetti, sentendosi osservati , desiderano compensare l\u2019inferiorit\u00e0 numerica nei confronti di quelli\u00a0 a bordo del Colombo con una maggior rapidit\u00e0 di manovra. Si sta per bordare anche il saccone, quando alle 14,00 il comandante del Colombo, capitano di fregata Alberto da Zara telegrafa le sue intenzioni di far visita al Patria. La notizia inattesa viene accolta subito con manifestazioni di giubilo;\u00a0 rapidamente il Patria che aveva bordato nel frattempo anche i velacci per farsi ammirare con la velatura al completo, ammaina gli stessi e prende panna, controbracciando il quartiere di mezzana; il motore viene fermato e tenuto pronto alla manovra.&#8221;<\/span><\/strong><\/em><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">&#8220;<em>Il Cristoforo Colombo si avvicina sempre pi\u00f9. Lo spettacolo esaltante di questa nave invelata, con la doppia fila di falsi portelli sulle alte murate, fornisce una seppur fuggevole impressione di quanto fosse maestoso l\u2019aspetto dei vascelli di un\u2019epoca lontana. Poco dopo le 15.00 il Colombo transita lentamente di poppa e sottovento prendendo anch\u2019esso panna sul trinchetto sulle stesse mure del Patria. Ora tutto \u00e8 silenzio; una strana, intensa commozione invade l\u2019animo di tutto l\u2019equipaggio. Intanto una lancia si stacca dal suo bordo e dirige verso il Patria; dal suo equipaggio sparso sul sartiame, si levano inni patriottici ai quali rispondono poderosi urr\u00e0 e saluti alla voce. Due lembi d\u2019Italia, due navi scuola delle Marine sorelle sono venuti casualmente a congiungersi nella solitudine sterminata del grande oceano; La Marina Mercantile porge un abbraccio fraterno a quella da guerra: un evento che difficilmente avr\u00e0 pi\u00f9 occasione di ripetersi. <\/em><\/span><\/strong><em><strong><span style=\"color: #008000;\">Il Colombo, lo si intuisce subito, presenta maggiori comodit\u00e0 logistiche, ma il Patria non ha nulla da perdere al suo confronto, date le sue qualit\u00e0 nautiche, dovute alle sue forme snelle ed eleganti, appositamente studiate per le lunghe traversate oceaniche. La nave scuola mercantile \u00e8 quasi immobile, mentre il Colombo rolla dolcemente a poca distanza.\u00a0<\/span><\/strong><\/em><strong><span style=\"color: #008000;\"><em>Alle 15,05 la lancia con a bordo il Comandante Da Zara accosta sottovento dove \u00e8 gi\u00e0 sistemata la biscaglina; \u00e8 accompagnato da un sottufficiale. I cadetti del Patria sono schierati sull\u2019attenti in coperta per essere passati in rivista, mentre il sottotenente di vascello Bruno Zelik (Ufficiale della Regia Marina imbarcato come istruttore) \u00e8 pronto a rendere gli onori al suo superiore.&#8221;<\/em><\/span><\/strong><\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Bruno_Zelik.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Bruno_Zelik.jpg\" width=\"385\" height=\"614\" \/><\/p>\r\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il comandante Bruno Zelik,\u00a0 nato a Trieste nel 1903, figlio di Francesco e di Maria Bartile, Zelik si arruol\u00f2 giovanissimo in Marina partecipando ai corsi di ufficiale di complemento di SM e poi passando in servizio permanente il 30 aprile 1927 col grado di sottotenente di vascello. Promosso tenente di vascello il 15 agosto 1931, nel 1932-33 imbarc\u00f2 sul veliero Patria, al comando del tenente di vascello Anselmo Lazzarini, nave scuola della Marina Mercantile adibita per l&#8217;istruzione dei diplomati nautici, svolgendo alcune crociere in Atlantico. In seguito, nel 1936,\u00a0 fu imbarcato come ufficiale in 2^ della nuova torpediniera Sirio, e quindi sull&#8217;incrociatore pesante Pola, quale ufficiale del servizio elettrico. Nel 1939-40 pass\u00f2 definitivamente sui sommergibili e, all&#8217;inizio della seconda guerra mondiale, prese il comando del sommergibile Reginaldo Giuliani con cui effettu\u00f2 la prima missione di guerra nel Mediterraneo. Venen quindi inviato come istruttore presso la scuola sommergibilisti di Pola, al comando del sommergibile Vettor Pisani adibito a tale scopo. In seguito, al comando del sommergibile Onice fu impiegato in missioni esplorative nel Canale di Sicilia e il 16 marzo 1942 Zelik fu attaccato da un sommergibile nemico ma la sua pronta reazione port\u00f2 l&#8217;avversario a ritirarsi. Il 28 maggio 1942 ebbe il comando dello Scir\u00e8 nella sua ultima missione, che venne affondato in prossimit\u00e0 di Haifa, il seguente 10 agosto durante una missione con i mezzi di assalto. Zelik e tutto il glorioso equipaggio dello Scir\u00e8 persero la vita.\u00a0 &#8211; foto ufficio storico della marina militare\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">&#8220;<em>Zelik, \u00e8 in uniforme ordinaria, come per le grandi occasioni. Il Patria, nell\u2019improvviso silenzio che \u00e8 calato in coperta, sembra proprio una nave militare. La visita del Comandante Da Zara \u00e8 breve; rapida la sua ispezione al bastimento; si complimenta con il Sig. Zelik per l\u2019ordine generale degli allievi e con il comandante Lazzarini ed con il nostromo per la perfetta tenuta del bastimento in navigazione oceanica. Qualche stretta di mano, qualche fotografia e quindi un caloroso commiato tra i due comandanti. <\/em><\/span><\/strong><em><strong><span style=\"color: #008000;\">Un quarto d\u2019ora pi\u00f9 tardi, la lancia scosta in direzione opposta, dirigendo sul Colombo in attesa. In tutti rimane il ricordo di questo evento significativo.\u00a0<\/span><\/strong><strong><span style=\"color: #008000;\">Dopo il saluto alla bandiera e con la sirena, i due velieri con manovra d\u2019insieme, passano celermente in assetto di navigazione alla vela, approfittando di un buon vento di NNW che sta diventando sempre pi\u00f9 fresco. Dal Colombo sale al cielo l\u2019urlo possente\u00a0 di un nome: \u201d Zelik, Zelik, Zelik!\u201d. Tutti ancora lo ricordano per i suoi precedenti imbarchi e gli indirizzano spontaneamente un tributo di affetto e di devozione.<\/span><\/strong><\/em><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong><span style=\"color: #008000;\">Il vento rinfresca gradualmente e girando verso Est diventa sempre pi\u00f9 favorevole. Il Patria guadagna decisamente sul Colombo in questa breve regata sull\u2019oceano. Sul Colombo sono stati ghindati gli alberetti e guarniti i controvelacci. Sul far della sera \u00e8 completamente scomparso alla vista , inghiottito dall\u2019orizzonte sempre pi\u00f9 tenue e invisibile. <\/span><\/strong><\/em><strong><span style=\"color: #008000;\"><em>Il Patria fila verso la zona degli alisei con navigazione regolare e velocit\u00e0 superiore ai 6 nodi.<\/em>&#8220;<\/span><\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Curiosamente sia le memorie dell\u2019Ammiraglio da Zara sia il diario di bordo del Patria sono imprecisi sulle destinazioni: il <strong><span style=\"color: #008000;\"><em>Patria<\/em> <\/span><\/strong>si sta dirigendo in Sud America (Montevideo Santa Fe), mentre il <strong><span style=\"color: #008000;\"><em>Colombo<\/em><\/span><\/strong> si sta dirigendo in centro America, nella zona caraibica. Ma questa \u00e8 un&#8217;altra storia.<\/p>\r\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Gianluca Bertozzi<br \/><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/span><\/strong><\/p>\r\n<p><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Fonti<br \/><\/span><\/strong>\u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">Pelle d\u2019Ammiraglio<\/span><\/strong>\u201d di Alberto da Zara<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.sandroferuglio.com\/la-grande-epopea-della-vela\/nave-scuola-cristoforo-colombo\/\">Nave Scuola Cristoforo COLOMBO | Sandro Feruglio Website<\/a><\/p>\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore e le fonti o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/><span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\r\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a>\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\r\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 9<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: MARINA MERCANTILEPERIODO: XX SECOLOAREA: NAVI A VELAparole chiave: navi &nbsp; La goletta a cinque alberi, o schooner, Suzanne Vinnen venne costruita come nave mercantile nel 1922 dai Cantieri Friedrich Krupp Germaniawerft a Kiel per conto dell&#8217;armatore F. A. Vinnen &amp; Co. di Brema. 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