{"id":65909,"date":"2021-11-21T00:10:06","date_gmt":"2021-11-20T23:10:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=65909"},"modified":"2023-06-12T18:29:38","modified_gmt":"2023-06-12T16:29:38","slug":"liberty-e-u-boot-quanto-realta-e-quanto-propaganda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/65909","title":{"rendered":"Liberty vs U boot: quanto realt\u00e0 e quanto propaganda?"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 12<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XX SECOLO<br \/>\nAREA: DIDATTICA<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Liberty, U boot<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A quasi ottanta anni dalla fine della guerra mondiale e nonostante l\u2019apertura e la disponibilit\u00e0 degli archivi storici delle principali marine, le valutazioni sui sommergibili tedeschi e sul loro impegno fondamentale, la Battaglia dell\u2019Atlantico, possono essere, sotto certi aspetti, ancora molto controverse.&nbsp;Tale controversia non riguarda ovviamente gli aspetti tattici di tale battaglia ma le implicazioni industriali e propagandistiche della stessa, da parte di ambedue i contendenti, nonch\u00e9 le manipolazioni di carattere politico al riguardo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con l\u2019enorme massa di documentazione oggi gi\u00e0 disponibile c\u2019\u00e8 da chiedersi se ragionevolmente qualsiasi delle due parti in lotta abbia mai creduto sino in fondo nel peso determinante della guerra sottomarina per l\u2019esito finale del conflitto cos\u00ec come c\u2019\u00e8 da chiedersi perch\u00e9 il potere nazista, che pur disponeva di sufficienti ed abbastanza obbiettivi dati di valutazione, abbia continuato a richiedere un tale contributo di risorse e di vite umane alla propria Marina. La valutazione si sposterebbe quindi da un\u2019analisi puramente storico-navale, quale sino ad ora sviluppata, ad un\u2019analisi storico-politica-economico\/industriale, molto pi\u00f9 difficile, soggettiva ed ancora in parte carente di opportuni supporti.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quasi ottant\u2019anni dalla conclusione della guerra, ma anche ottant\u2019anni da programmi di costruzione di emergenza, da ambedue i lati, con aspetti similari (in Germania per le costruzioni navali, in particolare i sommergibili, negli USA per le navi da trasporto di ogni genere) \u00e8 forse venuto il momento di abbandonare lo stereotipo della Battaglia dell\u2019Atlantico, e della guerra sottomarina in genere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Uno stereotipo creato in pieno clima bellico sull\u2019onda della propaganda di parte e rafforzato, irrazionalmente in termini emotivi e razionalmente per impedire la completa smobilitazione delle flotte alleate, immediatamente dopo il conflitto, in piena guerra fredda quando non era ancora possibile l\u2019accesso agli archivi e non era disponibile l\u2019attuale massa di dati e documenti.<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci si sarebbe aspettato che la minore emotivit\u00e0 ed il progredire delle analisi, anche statistiche, avrebbero portato ad una revisione critica di tale stereotipo ma stranamente si \u00e8 verificato solo un consolidamento e quasi un tentativo di giustificazione a posteriori dei concetti iniziali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-size: 18pt; color: #008000;\">Strumentalizzazione politica o visione del futuro?<\/span><em><br \/>\n<\/em><\/strong>C\u2019\u00e8 da chiedersi se gli alleati, <strong><span style=\"color: #008000;\">Churchill<\/span> <\/strong>da parte inglese ed ancora pi\u00f9&nbsp; <strong><span style=\"color: #008000;\">Roosevelt<\/span><\/strong> negli Stati Uniti, non abbiano volutamente amplificato a pi\u00f9 riprese la minaccia, l\u2019importanza, la portata ed i risultati della guerra sottomarina tedesca, tanto ai fini della propria politica interna quanto della giustificazione prima di un sempre maggiore coinvolgimento nel conflitto, poi della massiccia politica di aiuti agli alleati europei, infine della ripresa dei traffici (come preconizzava, anteponendola agli stessi programmi di guerra, lo stesso Ammiraglio Land).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando la strumentalizzazione e la drammatizzazione della battaglia dell\u2019Atlantico raggiunse il suo apice, tra la fine del \u201842 e la met\u00e0 del \u201943, la sconfitta tedesca era gi\u00e0 evidente, per ambedue le parti, e l\u2019incidenza delle perdite, per l\u2019economia di guerra alleata, era pi\u00f9 che sopportabile. Se rischio ci fu, questo riguard\u00f2 il Regno Unito ed \u00e8 focalizzabile nel 1940, tanto per gli aspetti percentuali degli affondamenti rispetto ai traffici ed alle necessit\u00e0 inglesi quanto per gli aspetti psicologici e di deterrente dell\u2019azione tedesca, ma in quel momento la marina tedesca non era pronta per una vera e massiccia offensiva subacquea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">In quel momento ed in quel contesto anche le deficienze intrinseche dello strumento subacqueo tedesco non sarebbero state determinanti e sarebbero state comunque in ombra delle deficienze contingenti, numeriche, organizzative ed operative, della R.N.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sul versante tedesco, mentre appare logico evidenziare risultati dovuti quasi esclusivamente a una preparazione, a una mistica e una dedizione del personale che non sono venuti meno neppure nei momenti finali del conflitto, qualit\u00e0 che oltre a suscitare ammirazione e meritare rispetto non hanno tali riscontri di massa in nessun\u2019altra Marina, \u00e8 evidente la sproporzione ed i fini propagandistici con la quale sono stati evidenziati i dati che riguardano la tecnica e l\u2019industria tedesca.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il vero avversario degli U-Boot nella battaglia dell\u2019Atlantico erano le nuove costruzioni, fondamentalmente le <strong><span style=\"color: #008000;\">Liberty<\/span><\/strong>, e non solo le unit\u00e0 anti sommergibili; in merito a tale minaccia&nbsp; va considerato che per tali navi la preparazione del fattore umano (gli equipaggi) era secondaria, quasi ininfluente sull\u2019efficienza del sistema e sulla capacit\u00e0 di rimpiazzo, mentre sugli opponenti, i sommergibili tedeschi, la preparazione era determinante, al punto che quando cominciarono le perdite di unit\u00e0 con personale addestrato, la mancanza di sommergibilisti divento il fattore critico. Questo spiega anche il perch\u00e9 del numero ridotto di sommergibili in agguato negli oceani contro l\u2019alto numero di sommergibili mantenuti per addestramento nel Baltico.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Analisi Statistiche<\/span><em><br \/>\n<\/em><\/strong>Il punto di partenza di un nuovo dibattito potrebbe essere un\u2019analisi \u201ceconomica\u201d dello scontro, in termini di costo-risultati, e la prima riflessione critica dovrebbe riguardare i numeri in gioco. Molto spesso si \u00e8 parlato e si parla di <em>migliaia di sommergibili<\/em> tedeschi impegnati nel conflitto: a prescindere dal fatto che, in tal caso, la maggiore difficolt\u00e0 (pressoch\u00e9 insormontabile) sarebbe stata quella della preparazione di un numero adeguato di equipaggi e della qualit\u00e0 necessaria, la realt\u00e0 numerica \u00e8 ben diversa ed ancora oggetto di differenti interpretazioni e controversie su dati esatti, e pertanto risultati perfetti.&nbsp;Data la consuetudine tedesca di iscrivere nel naviglio militare le unit\u00e0 dal momento stesso in cui i disegni relativi all\u2019ordine venivano trasmessi al cantiere costruttivo (indipendentemente dal fatto che poi l\u2019ordine avesse corso o venisse cancellato) e la perdita di alcuni archivi, relativi soprattutto alle fasi finali del conflitto, non \u00e8 (ancora) esattamente determinabile il numero esatto dei battelli effettivamente consegnati alla Marina tedesca, anche se i risultati di certe analisi convergono.&nbsp;In base all\u2019 attendibilit\u00e0 delle fonti, escludendo sottomarini tascabili o siluri pilotati, si pu\u00f2 ragionevolmente assumere che su 4712 unit\u00e0 subacquee iscritte nei registri navali tedeschi quasi 3600 (ossia circa il <span style=\"font-weight: normal !msorm;\"><strong>75%<\/strong><\/span>) non siano state completate o neppure impostate sullo scalo (ci\u00f2 non implica che in molti casi non siano stati approvvigionati i materiali od approntate sezioni delle stesse, dato il tipo di costruzione decentrata adottato).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il 17 novembre 1941 il Congresso autorizz\u00f2 l\u2019installazione di armi sui mercantili per la loro difesa, nonch\u00e9 l\u2019imbarco del personale militare addetto. La prima nave ad esserne dotata fu la SS Dunboyne. L\u2019armamento delle Liberty era strettamente rivolto alla difesa antiaerea e nel possibile antisommergibile, nel caso di attacchi in superficie. Consisteva in due cannoni navali, uno da 3\u201d (76mm) ed uno da 5\u201d (127 mm), il primo a prua ed il secondo a poppa, ed in quattro postazioni di mitragliere antiaeree da 20 mm collocate, una per lato, a met\u00e0 tra la prua e il ponte di comando, quattro sul flying bridge (il cielo del ponte di comando) e due a poppa dietro il cannone, generalmente con armi singole, raramente binate.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sempre con riferimento alle fonti pi\u00f9 attendibili ed alla convergenza delle analisi, secondo la <strong><span style=\"color: #008000;\">Royal Navy<\/span><\/strong> solo 1.160 sommergibili sarebbero stati consegnati alla marina tedesca durante la guerra, numero che sostanzialmente concorda con il dato degli archivi di Sylt, che riportano 1.171 unit\u00e0.&nbsp;L\u2019assunzione di tale dato, relativo agli oltre cinque anni di conflitto, porta ovviamente a ridimensionare l\u2019immagine generale dell\u2019impegno dell\u2019arma subacquea tedesca ed in particolare della Battaglia dell\u2019Atlantico, tanto in termini numerici quanto in termini di risultati, soprattutto quando si relazionano i battelli effettivamente presenti in area di operazioni ed i risultati effettivamente ottenuti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In particolare, \u00e8 interessante notare come, facendo riferimento a dati generalmente accettati di <em><strong><span style=\"color: #008000;\">Axis Submarine Successes<\/span><\/strong>, <\/em>le medie di affondamento o danneggiamento da parte dei battelli tedeschi risultano deludenti rispetto alle risorse ed agli sforzi profusi.&nbsp;<\/p>\n<p>In proposito si rileva che:<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>25<\/strong><\/span> Battelli attaccarono ed almeno danneggiarono 20 o pi\u00f9 unit\u00e0 nemiche;<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>36<\/strong><\/span> Battelli attaccarono ed almeno danneggiarono tra 11 e 19 unit\u00e0 nemiche;<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>70<\/strong><\/span> Battelli attaccarono ed almeno danneggiarono tra 6 e 10 unit\u00e0 nemiche;<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>190<\/strong><\/span> battelli attaccarono ed almeno danneggiarono tra 1 e 5 unit\u00e0 nemiche;<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">ossia i risultati sono concentrati su una forza di soli <span style=\"color: #008000;\"><strong>321<\/strong><\/span> sommergibili, mentre una forza incredibile di circa <span style=\"color: #008000;\"><strong>850<\/strong><\/span> battelli in servizio non ha avuto alcuna influenza diretta sui risultati bellici.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 ovvio che unit\u00e0 addestrative, unit\u00e0 trasporto o rifornimento, unit\u00e0 sperimentali o i battelli consegnati nel periodo finale del conflitto <strong><span style=\"color: #008000;\">nulla contarono o poterono contare ai fini dei risultati diretti<\/span><\/strong>, ma anche cos\u00ec appare evidente che esiste una grande percentuale di unit\u00e0 di prima linea che &#8211; per&nbsp; motivi vari ma tutti attribuibili ad un complesso di carenze prima ancora che all\u2019 offesa nemica &#8211; non contribuirono ai risultati pur pesando notevolmente sull\u2019economia generale del conflitto.<\/p>\n<figure style=\"width: 794px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/SS_John_W_Brown-Liberty.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 SS_John_W_Brown-Liberty.jpg\" width=\"794\" height=\"471\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">SS John W. Brown, una delle quattro navi Liberty sopravvissute, fotografata nel 2000 &#8211; Autore non noto &#8211; Fonte&nbsp;<br \/><a class=\"external text\" href=\"http:\/\/www.liberty-ship.com\/\" rel=\"nofollow\">Project Liberty ship<\/a><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:SS_John_W_Brown.jpg\">SS John W Brown.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa prima sintetica e superficiale analisi, anche alla luce della potenzialit\u00e0 industriale statunitense (basterebbe riferirsi in proposito alla sola produzione di <strong><em><span style=\"color: #008000;\">Liberty<\/span> <\/em><\/strong>e <strong><em><span style=\"color: #008000;\">Victory<\/span> <\/em><\/strong>ed ai tempi e modalit\u00e0 di tale produzione), da sola dovrebbe sfatare il mito del rischio mortale corso dagli alleati a conseguenza dei successi della guerra subacquea dell\u2019Asse (e gli stessi obbiettivi fissati dall\u2019USMC a fine 1942 partivano dal presupposto di una vittoria ormai certa.&nbsp;La stessa produzione in massa di sommergibili fu una decisione relativamente tardiva, subordinata alle speranze di Hitler di una conclusione rapida e favorevole di una guerra lampo limitata nel tempo: pur risalendo ai primi giorni di guerra la decisione di incrementare la produzione di naviglio militare, decisione formale e propagandistica che almeno inizialmente non trov\u00f2 riscontro nell\u2019 assegnazione di sufficienti quote di acciaio, fu solamente con la caduta della Francia che venne decisa e lanciata la produzione in massa di sommergibili, ovviamente sulla base dei progetti gi\u00e0 disponibili e quindi privilegiando la quantit\u00e0 in termini di limitata strategia e scarsa preveggenza in una guerra che ormai si profilava di lunga durata.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/analisi-costi-e-benefici-lotta-sommergibili-poddighe.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 analisi-costi-e-benefici-lotta-sommergibili-poddighe.png\" width=\"827\" height=\"505\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pur considerandosi \u201cperiodi d\u2019oro\u201d (per i dati numerici assoluti di affondamento) l\u2019estate\/autunno del \u201940, il maggio del \u201842,&nbsp; febbraio \/ marzo del \u201843 ed accettando come inizio della sconfitta dell\u2019arma subacquea tedesca il maggio 1943, il declino dell\u2019 offensiva sottomarina tedesca avrebbe gi\u00e0 dovuto essere evidente dall\u2019inizio del 1941 (e non solo per la scomparsa dei pi\u00f9 famosi ed esperti comandanti di sommergibile, come <strong><span style=\"color: #008000;\">G\u00fcnther Prien<\/span><\/strong>, con i loro equipaggi di veterani) quando i diari di guerra del <strong><span style=\"color: #008000;\">BdU (<em>Befehlshaber der Unterseeboote<\/em><\/span><\/strong>, Comando in Capo delle Forze Subacquee) gi\u00e0 registravano le difficolt\u00e0 delle unit\u00e0 dipendenti non solo per raggiungere i risultati sperati ma molto spesso anche per portare a compimento le missioni.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Kapitaenleutnant-Guenther-Prien.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Kapitaenleutnant-Guenther-Prien.jpg\" width=\"1024\" height=\"1001\"><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Kapitane Leutnant<\/span><\/strong><strong><span style=\"color: #008000;\">&nbsp;<b>G\u00fcnther Prien<\/b> (Osterfeld, 16 gennaio 1908 \u2013 Oceano Atlantico, 7 marzo 1941), durante la seconda guerra mondiale tra i dieci migliori assi tedeschi degli U-boot della Kriegsmarine nel corso della seconda battaglia dell&#8217;Atlantico. Sotto il suo comando il sottomarino <i>U-47<\/i> affond\u00f2 pi\u00f9 di trenta navi alleate per pi\u00f9 di 200.000 tonnellate. Il suo successo maggiore fu l&#8217;affondamento della nave da battaglia britannica HMS <i>Royal Oak, <\/i>ancorata nella base navale di Scapa Flow, nelle isole Orcadi, in seguito al quale fu soprannominato &#8220;il toro di Scapa Flow&#8221; &#8211; foto da&nbsp; Schulze, Annelise (Mauritius) &#8211; <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Bundesarchiv_Bild_183-2006-1130-500,_Kapit%C3%A4nleutnant_G%C3%BCnther_Prien.jpg\">Bundesarchiv Bild 183-2006-1130-500, Kapit\u00e4nleutnant G\u00fcnther Prien.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ancora una volta \u00e8 l\u2019analisi statistica a darci conferma di tale valutazione.&nbsp;Il grafico precedente, come il successivo, \u00e8 basato sul totale dei sommergibili operativi ed in mare (quelli classificati \u201cal fronte\u201d dalle statistiche ufficiali) dimostrano gli scarsi risultati e la bassissima efficienza della guerra sottomarina, in termini di \u201ceconomia generale\u201d del conflitto e relativi costi\/benefici; si \u00e8 ritenuto opportuno considerare tale parametro perch\u00e9 riflette pi\u00f9 correttamente i costi veri e diretti della guerra sottomarina.&nbsp;Tenendo conto che esistono statistiche abbastanza attendibili del Comando sommergibili tedesco relative alla media giornaliera dei sommergibili <em>in mare<\/em> (grafico precedente), i dati relativi andrebbero ulteriormente interpretati e depurati per tener conto dei sommergibili effettivamente presenti in zona di operazioni, generalmente non superiori al terzo della forza totale <em>in mare<\/em>. Disponendo anche di dati statistici relativi agli affondamenti di navi mercantili negli stessi periodi \u00e8 possibile calcolare con sufficiente approssimazione il numero medio di unit\u00e0 affondate per sommergibile <em>in mare<\/em>.&nbsp;La media degli affondamenti per <strong><span style=\"color: #008000;\"><em>unit\u00e0 operativa in mare<\/em><\/span><\/strong> \u00e8 evidenziata nel grafico successivo ed anche a voler depurare tale analisi riferendosi ai soli battelli in agguato, nel primo dei momenti considerati pi\u00f9 favorevoli (per i tedeschi) per la guerra sottomarina, l\u2019autunno 1940, la media degli affondamenti pu\u00f2 essere calcolata in 5 \u00bd unit\u00e0 mercantili \/ mese \/ sommergibile in agguato, ma la presenza in zona di operazioni era di <span style=\"color: #008000;\"><strong>soli 10 sommergibili<\/strong><\/span>!&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/successi-smg-mesi-di-guerra.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 successi-smg-mesi-di-guerra.png\" width=\"642\" height=\"363\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I risultati di affondamento per sommergibile operativo sono sostanzialmente migliori rispetto alla media del grafico, per le considerazioni di cui sopra relative alla reale presenza in area di attacco, oltre ad indicare che in tale periodo ciascuna unit\u00e0 subacquea poteva condurre ripetuti attacchi, alla stesso obbiettivo.&nbsp;Senza dubbio, qualora si considerasse solamente il numero dei battelli realmente in zona di operazioni ed in agguato, la media dei risultati (tedeschi) per unit\u00e0 risulterebbe migliore (vedi testo) ma comunque non tale da giustificare l\u2019impegno profuso ed il mito creato al riguardo. Quest\u2019analisi non \u00e8 poi riferita al tonnellaggio affondato ma bens\u00ec al numero delle unit\u00e0 mercantili affondate, nella considerazione che ai fini dei rischi e del \u201ccosto\u201d dell\u2019attacco la dimensione del bersaglio \u00e8 ininfluente: d\u2019altra parte se rapportiamo i \u201csuccessi\u201d dei sommergibili, in termini di tonnellaggio mercantile affondato, al totale del traffico effettuato nel corso del conflitto si ottengono dati ancora pi\u00f9 sconfortanti ed inaccettabili in termini assoluti di costi\/benefici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In particolare, per quanto riguarda le Liberty e le navi del programma di emergenza, se su 2227 unit\u00e0 costruite si verificarono, a causa dei sommergibili, solo 125 affondamenti (114 da siluro, 11 da cannone), ossia 0,056% di perdite, e non tutte in Atlantico, il panorama \u00e8 sotto certi aspetti deludente, una mancata analisi di fattibilit\u00e0 che renderebbe incomprensibili se non inaccettabili gli impegni dei programmi di costruzione di emergenza (<strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"font-style: normal !msorm;\">in funzione della<\/span><span style=\"font-style: normal !msorm;\"> guerra ma non della ripresa in caso di vittoria<\/span><\/span><\/strong>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Considerato poi che le 125 perdite contabilizzate non riguardano solo la battaglia dell\u2019Atlantico, viene da chiedersi, con questi dati, quanto fosse inefficiente il sistema tedesco o quanto efficiente il sistema di protezione e convogliamento tardivamente adottato agli alleati.&nbsp;Non sono evidentemente valutabili in termini numerici e statici l\u2019aspetto propagandistico e psicologico, il deterrente che i sommergibili hanno rappresentato ed i costi indiretti che gli alleati hanno dovuto sostenere per far fronte alla minaccia dei sommergibili della Kriegsmarine. Generalmente viene accettato l\u2019assioma che gli affondamenti od i danneggiamenti del naviglio di superficie, soprattutto in occasione della battaglia dell\u2019Atlantico (in effetti l\u2019unica vera guerra condotta al traffico di superficie), sono direttamente proporzionali al numero di unit\u00e0 nemiche in area di operazioni.<\/p>\n<figure style=\"width: 800px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/navi-in-costruzione-2-gm.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 navi-in-costruzione-2-gm.jpg\" width=\"800\" height=\"491\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">numero di navi in costruzione dal 1940 al 1945 <a href=\"https:\/\/americanhistory.si.edu\/on-the-water\/answering-call\/building-ships-victory\/world-war-ii\">World War II | National Museum of American History (si.edu)<\/a><\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel secondo momento favorevole dell\u2019offensiva subacquea tedesca, il cui picco coincide con il maggio 1942, la media di affondamenti \u00e8 gi\u00e0 scesa a 2 unit\u00e0 mercantili\/mese\/sommergibile <em>in mare<\/em>, con 61 sommergibili presenti in mare<em>. <\/em>Nel momento dell\u2019offensiva subacquea considerato per gli Alleati&nbsp; (strumentalmente) critico, in conseguenza delle perdite totali la media di affondamenti \u00e8 gi\u00e0 precipitata a \u00bd unit\u00e0 mercantile\/mese\/sommergibile <em>in mare<\/em>, con 116 sommergibili presenti <em>in mare <\/em>(in altre parole: ad un mese di permanenza in mare di due sommergibili tedeschi corrispondeva in media l\u2019affondamento di una sola unit\u00e0 mercantile alleata)<em>. <\/em>Basta correlare questo dato al numero di unit\u00e0 mercantili o da trasporto entrate in servizio nello stesso periodo.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/STORIA-MARINA-US-LIBERTY-SHIP-CARICO-https___americanhistory.si_.edu_sites_default_files_7045.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 STORIA-MARINA-US-LIBERTY-SHIP-CARICO-https___americanhistory.si_.edu_sites_default_files_7045.jpg\" width=\"576\" height=\"469\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Carico di veicoli bellici da trasportare in Europa su una nave da carico nel porto di New York, settembre 1944<\/span><\/strong> <a href=\"https:\/\/americanhistory.si.edu\/on-the-water\/answering-call\/merchant-seamen\/merchant-mariners\">Merchant Mariners | National Museum of American History (si.edu)<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tali risultati, per di pi\u00f9 correlati con la caduta percentuale delle perdite rispetto al totale del traffico, grazie al crescente impegno statunitense, avrebbero dovuto far riflettere gli strateghi del BdU sull\u2019effettiva rispondenza dei propri sommergibili come strumenti ancora validi per le condizioni del conflitto ed avrebbero dovuto far riflettere, in tempi pi\u00f9 recenti, gli storici navali.&nbsp;Interpolando i risultati (secondo grafico soprastante) appare quindi evidente che l\u2019offensiva subacquea tedesca cominci\u00f2 a perdere colpi ed efficacia, dando segni di collasso, gi\u00e0 dall\u2019inizio del 1941 (quando il programma di costruzioni di emergenza era ancora agli albori), forse come conseguenza di una \u201cstabilizzazione\u201d dello stato di guerra dove le caratteristiche tecniche degli strumenti e delle armi impiegati e la loro rispondenza ed adattabilit\u00e0 alle mutate e mutevoli esigenze del conflitto cominciarono ad avere un peso determinante e dove e quando cominci\u00f2 a risultare minore il peso dell\u2019esperienza e della&nbsp; preparazione del personale, anche in conseguenza del ricambio, delle perdite subite e della necessaria espansione dei quadri.&nbsp;&nbsp;&nbsp;Come conclusione si potrebbe disquisire se gli investimenti destinati ai programmi di costruzione di emergenza sarebbero stati meglio orientati verso i mezzi di contrasto, ma questo evidenzia anche l\u2019influenza di pensiero della USMC (e dell\u2019Ammiraglio Emory Land) che pensavano gi\u00e0 alla vittoria ed alla ripresa dei traffici. Come conclusione secondo un\u2019ottica operativa si pu\u00f2 anche affermare che l\u2019offensiva subacquea tedesca ha avuto successo sino a che il fattore umano, con la sua esperienza, la sua capacit\u00e0 inventiva, la possibilit\u00e0 di adattarsi a situazioni in rapida mutazione, \u00e8 prevalso sul fattore tecnico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non sar\u00e0 il caso di ipotizzare, per fare un parallelo ardito e provocatorio, che anche la marina tedesca, e la sua componente subacquea in particolare, fosse stata preparata fondamentalmente per la \u201cguerra lampo\u201d tanto cara alla filosofia bellica nazista?&nbsp;Non sar\u00e0 il caso di ipotizzare, sempre nell\u2019ottica di un parallelo ardito e provocatorio, che questa situazione, ben evidente agli analisti statunitensi ma anche percepibile alle \u201cvittime\u201d britanniche, sia stata sottaciuta per non sminuire la spinta al crescente impegno nel conflitto da parte dell\u2019amministrazione statunitense? Certamente le analisi statistiche dimostrano che gli scarsi effetti del riarmo e del potenziamento della flotta subacquea tedesca furono il risultato di una decisione tardiva ed arrivarono troppo tardi per poter veramente influire sull\u2019 esito del conflitto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Queste considerazioni, e valutazioni, estese in termini di provocazione, vogliono essere un contributo sia per un dibattito sull\u2019efficacia e sui risultati dell\u2019arma sottomarina tedesca nel corso della Seconda Guerra Mondiale correlato alle potenzialit\u00e0 industriali tanto tedesche quanto statunitensi, posizione su fronti opposti, offesa contro difesa,&nbsp; senza peraltro disconoscere che la guerra subacquea e la conseguente difesa antisommergibili furono uno dei due elementi condizionanti e di evoluzione della strategia navale e quindi delle Marine militari durante e dopo il conflitto.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Gian Carlo Poddighe<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Questo articolo \u00e8 pubblicato in concomitanza con la pubblicazione sul sito Academia.edu di <a href=\"https:\/\/www.academia.edu\/60941463\/LIBERTY_and_VICTORY_non_solo_navi\">un&#8217;analisi sulle costruzioni di emergenza statunitensi nella 2^GM<\/a>; per l&#8217;argomento sono stati riportati e confrontati i dati di un articolo dello stesso autore apparso in due edizioni (U-Boot: mito, realt\u00e0 e propaganda) prima sulla Rivista Italiana Difesa, RID, nel novembre del 1998, poi aggiornato sino al 2014 sulla base di nuovi dati disponibili da nuove pubblicazioni e da un miglior accesso agli archivi delle Marine combattenti.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">in anteprima modello di cargo Liberty (type EC2-S-C1) &#8211; donato dalla&nbsp;U.S. Maritime Commission<\/span> <\/strong><a href=\"https:\/\/americanhistory.si.edu\/on-the-water\/answering-call\/merchant-seamen\/merchant-mariners\">Merchant Mariners | National Museum of American History (si.edu)<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-27 maxbutton maxbutton-un-regalo-per-te\" href=\"https:\/\/www.primevideo.com\/offers\/ref=atv_nb_lcl_it_IT?tag=amazon0e150-21 Italia\"><span class='mb-text'>Una sorpresa per te su Amazon Music unlimited<\/span><\/a>&nbsp; &nbsp;<a class=\"maxbutton-28 maxbutton maxbutton-amazon-prime\" title=\"Scopri i vantaggi di Amazon Prime\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>Scopri i vantaggi di Amazon Prime<\/span><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 12<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . 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Transitato all\u2019industria nazionale ha svolto incarichi di responsabilit\u00e0 per le costruzioni della prima legge navale diventando promotore delle Mostre Navali Italiane. Ha occupato posizioni dirigenziali sia nel settore impiantistico che delle grandi opere e dell\u2019industria automobilistica, occupandosi della diversificazione produttiva e dei progetti di decarbonizzazione, con il passaggio alle motorizzazioni GNV. E\u2019 stato membro dei CdA di alcune importanti JV internazionali nei settori metallurgico, infrastrutturale ed automotive ed \u00e8 stato chiamato a far parte di commissioni specialistiche da parte di organismi internazionali, tra cui rilevanti quelle in materia di disaster management. Giornalista iscritto all\u2019OdG nazionale dal 1982, ha collaborato con periodici e quotidiani, ed \u00e8 stato direttore responsabile di quotidiani ricoprendo incarichi di vertice in societ\u00e0 editoriali. 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Transitato all\u2019industria nazionale ha svolto incarichi di responsabilit\u00e0 per le costruzioni della prima legge navale diventando promotore delle Mostre Navali Italiane. Ha occupato posizioni dirigenziali sia nel settore impiantistico che delle grandi opere e dell\u2019industria automobilistica, occupandosi della diversificazione produttiva e dei progetti di decarbonizzazione, con il passaggio alle motorizzazioni GNV. E\u2019 stato membro dei CdA di alcune importanti JV internazionali nei settori metallurgico, infrastrutturale ed automotive ed \u00e8 stato chiamato a far parte di commissioni specialistiche da parte di organismi internazionali, tra cui rilevanti quelle in materia di disaster management. Giornalista iscritto all\u2019OdG nazionale dal 1982, ha collaborato con periodici e quotidiani, ed \u00e8 stato direttore responsabile di quotidiani ricoprendo incarichi di vertice in societ\u00e0 editoriali. Membro di alcuni Think Tank geopolitici, collabora con quotidiani soprattutto per corrispondenze all\u2019estero, pubblica on line su testate del settore marittimo e navale italiane ed internazionali. 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