{"id":65843,"date":"2021-11-20T00:10:34","date_gmt":"2021-11-19T23:10:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=65843"},"modified":"2025-11-18T11:59:31","modified_gmt":"2025-11-18T10:59:31","slug":"65843","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/65843","title":{"rendered":"Breve storia della piccola marina della Repubblica poi Ducato di Lucca &#8211; parte II"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>PERIODO: XIX SECOLO<br \/>\nAREA: STATI ITALIANI\u00a0<\/strong><\/span><br \/>\nparole chiave: Ducato di Lucca<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">La Marina mercantile<br \/>\n<\/span><\/strong>C\u2019\u00e8 molto poco da dire a proposito della marina mercantile lucchese dei tempi pi\u00f9 remoti: la repubblica lucchese non aveva tradizioni marinare ed aveva un litorale breve e importuoso; per soddisfare i suoi interessi marittimi era sufficiente un porto, prima <strong><span style=\"color: #008000;\">Motrone<\/span><\/strong> e poi <strong><span style=\"color: #008000;\">Viareggio<\/span><\/strong>, mediante il quale esportare le proprie merci, specialmente tessuti, e per potere approvvigionarsi di sale e materie prime.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/2-1024x409.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 2-1024x409.jpg\" width=\"1024\" height=\"409\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il forte di Motrone a fine XVII secolo<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di conseguenza i mercanti lucchesi non avvertivano la necessit\u00e0 di possedere una propria flotta mercantile e ci si serviva di navi straniere, soprattutto di Genova, con la quale i rapporti furono quasi sempre migliori di quelli con i centri della Toscana e che, in pi\u00f9 occasioni, si atteggi\u00f2 a Stato protettore. Per parlare di una <strong><span style=\"color: #008000;\">marina mercantile lucchese<\/span><\/strong> bisogna arrivare al XVIII secolo quando Viareggio svilupp\u00f2 una grande vocazione marinara e cantieristica, vocazione che si rafforz\u00f2 sotto la reggenza della <strong><span style=\"color: #008000;\">duchessa Maria Luisa<\/span><\/strong> che ebbe sempre una predilezione per quella citt\u00e0.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/5.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 5.jpg\" width=\"335\" height=\"223\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Bandiera di stato e mercantile dal XIV secolo al 1799. Durante il lunghissimo periodo di adozione vi furono numerose modifiche dei dettagli grafici.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Subito dopo il suo insediamento la <strong><span style=\"color: #008000;\">duchessa Luisa<\/span> <\/strong>avvi\u00f2 varie opere pubbliche fra cui il banchinamento del tratto urbano del porto canale e fece costruire la prima darsena (2). Nel 1820 la duchessa promulg\u00f2 un <strong><span style=\"color: #008000;\">Regolamento per la navigazione<\/span> <\/strong>e, infine, accarezz\u00f2 il pensiero di dotarsi di una marina militare. Nel 1821 avvi\u00f2 la costruzione della <strong><span style=\"color: #008000;\">Villa Borbone<\/span><\/strong> che, sulla costa prospiciente il parco, disponeva anche di un pontile per l\u2019attracco delle imbarcazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1811 esistevano a Viareggio 19 barche da traffico e 24 da pesca, ma nel 1843 il loro numero era salito a 150 per\u00a0 2000 tonnellate complessive e infine, nel 1855, dopo la riunione con la Toscana, si contavano cinque navi a vele quadre e ben 172 a vele latine per quasi 9000 tonnellate e 1.100 marinai. In realt\u00e0 questo rapido sviluppo aveva una giustificazione particolare: il Ducato imponeva tasse molto miti e la burocrazia era semplificata, tanto che dopo l\u2019apertura dei consolati a Rio de Janeiro e a Montevideo molte navi, soprattutto genovesi, inalberavano la bandiera lucchese per sfuggire all\u2019esosit\u00e0 e alla pignoleria dei rappresentanti piemontesi in Sud America e anche dopo l\u2019annessione alla Toscana per alcuni anni nel litorale gi\u00e0 lucchese fu permessa la conservazione\u00a0 del vecchio sistema del quale si valsero volentieri anche le navi del Granducato (3).<\/p>\n<figure style=\"width: 705px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/6.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 6.jpg\" width=\"705\" height=\"274\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Bandiere mercantili: a sinistra quella impiegata fino al 1824 ed a destra dal 1824 al 1848<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1842 Viareggio registr\u00f2 1209 partenze e 1347 arrivi mentre il traffico di Forte dei marmi era svolto integralmente da 12 navicelli di propriet\u00e0 livornese, ma con gli equipaggi composti da marinai di Pietrasanta, che facevano la spola con Livorno dove il carico veniva trasbordato su navi pi\u00f9 grandi.\u00a0Nel 1848 i cantieri locali costruirono 26 unit\u00e0 inferiori alle 50 tonnellate e 10 superiori; delle 153 imbarcazioni registrate la pi\u00f9 grande era il <strong><span style=\"color: #008000;\"><em>brick-sconeer<\/em> <em>La Vittoria<\/em><\/span><\/strong> di 109,53 tonnellate seguito da <em><strong><span style=\"color: #008000;\">Il Valoroso<\/span><\/strong>, <\/em>dello stesso tipo<em>, <\/em>\u00a0di 104,16 tonnellate. Nell\u2019aprile 1843, con una nave costruita a Viareggio ed equipaggio in gran parte viareggino, il <strong><span style=\"color: #008000;\">capitano Begliuomini<\/span> <\/strong>port\u00f2 per la prima volta la bandiera lucchese oltre oceano approdando a Montevideo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">La Marina militare<\/span><br \/>\n<\/strong>Pur essendo sempre pronta a partecipare alle continue guerre medievali per sostenere i propri interessi, con un litorale infelice e stretto fra due potenze navali come Genova e Pisa, la repubblica non poteva avere ambizioni nel campo militare marittimo,\u00a0 preoccupandosi piuttosto di cercare equilibri \u2013 non sempre riusciti \u2013 fra i suoi vicini.\u00a0Alla fine del XIV secolo tutta la sua \u201cflotta\u201d era rappresentata da un\u2019unica nave che fonti pi\u00f9 tarde definiscono <strong><span style=\"color: #008000;\"><em>brigantino<\/em><\/span><\/strong>; forse pi\u00f9 precisamente si trattava di una piccola <strong><span style=\"color: #008000;\"><em>galea-brigantino<\/em><\/span><\/strong> a due alberi e una quindicina di remi,\u00a0 tipo di imbarcazione attestata frequentemente dagli autori medievali.\u00a0Essa era impiegata per il pattugliamento del mare prospiciente Motrone e per la protezione del forte, ma veniva usata saltuariamente anche per la guerra di corsa. Nel 1398 nelle acque della Corsica pred\u00f2 una nave di Pisa che trasportava vino, ma venne poi intercettata dai pisani che si\u00a0 impossessarono nuovamente del carico: sfugg\u00ec fortunosamente alla cattura e a rifugiarsi sotto la protezione delle bombarde di Motrone che riuscirono temporaneamente a tener lontano i nemici, ma i pisani riuscirono a sbarcare di nascosto e, eludendo la vigilanza, si impossessarono della nave.\u00a0 Pi\u00f9 tardi la repubblica decise di armare per sei mesi una galea da mettere a disposizione del <strong><span style=\"color: #008000;\">papa Pio II<\/span><\/strong> che, nel 1464, aveva bandito una crociata contro i turchi che avevano conquistato Costantinopoli;\u00a0 ma il progetto fall\u00ec\u00a0 per la morte improvvisa del Pontefice e non \u00e8 neppure certo che questa nave abbia effettivamente preso il mare, raggiungendo Ancona dove si stava concentrando la flotta. Solo dopo un salto di molti secoli si torn\u00f2 a parlare di una vera e propria marina militare, bench\u00e9 ridotta ai minimi termini, voluta dalla <strong><span style=\"color: #008000;\">duchessa Maria Luisa<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/7.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 7.jpg\" width=\"831\" height=\"460\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Lancione\u00a0 di rappresentanza presumibilmente non dissimile dal Bargio Reale (Museo navale di Venezia, foto Monica Martino)<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La prima nave di stato risale al 1820 quando fu deciso di costruire il <strong><span style=\"color: #008000;\"><em>Bargio<\/em> <em>Reale<\/em><\/span><\/strong>, un\u2019imbarcazione di rappresentanza, ricca di decorazioni a poppa e prora, che fu ordinata al cantiere viareggino di <strong><span style=\"color: #008000;\">Valentino Pasquinucci<\/span><\/strong>. Oltre che per spostamenti e gite compiute dalla duchessa, nel 1821 l\u2019unit\u00e0 fu utilizzata in occasione dell\u2019arrivo di Vittorio Emanuele I di Sardegna che, dopo l\u2019abdicazione a favore di Carlo Felice a seguito dei moti insurrezionali di quell\u2019anno, giunse a Viareggio a bordo della fregata <strong><span style=\"color: #008000;\"><em>Cristina<\/em><\/span><\/strong> scortata dalla corvetta <strong><span style=\"color: #008000;\"><em>Tritone<\/em><\/span><\/strong>. Il re era diretto a Lucca dalla figlia Maria Teresa che aveva sposato l\u2019anno prima il duca Carlo Ludovico.\u00a0L\u2019equipaggio del<strong><span style=\"color: #008000;\"> <em>Bargio<\/em><\/span><\/strong> era composto dallo stesso costruttore che ne era \u00a0il comandante e sette marinai che dietro loro richiesta erano stati assunti in servizio dalla duchessa. Il gruppo fu poi rinforzato da altre nove persone e quando la sovrana si trovava a Viareggio tutti costoro dovevano essere pronti a prendere servizio 24 ore su 24; oltre ai rematori nell\u2019equipaggio erano previsti un timoniere e un <em>uomo di gancio<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Maria Luisa<\/span><\/strong> mor\u00ec a Roma il 13 marzo 1824 e a bordo di questa imbarcazione furono riportate le sue spoglie a Viareggio, poi traslate a Lucca ed infine in Spagna. Definito in una cronaca successiva \u201cpiccolo naviglio dei Principi\u201d fu utilizzato anche dal duca Ludovico\u00a0 e nel 1848 ne era ancora capitano <strong><span style=\"color: #008000;\">Valentino Pasquinucci<\/span><\/strong>; dopo un\u2019ultima notizia che riferisce che si trovava accantonato al coperto se ne perdono le tracce.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La marina militare lucchese venne citata per la prima volta negli <em>Annales maritimes et coloniales<\/em> francesi del 1821: &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">On va \u00e0 etablir un port a Viareggio \u00e0 moyen d\u2019un mole que la grande duchesse de Lucques\u00a0 y fait \u00e9lever. Ce port doit \u00e8tre rendu assez profond pour recevoir des fr\u00e9gates et des petits vaisseux de guerre. D\u00e8j\u00e0 un goelette de douze canons, et quelques chalopues, sont construites \u00e0 G\u00e8nes\u00a0 par ordre de la duchesse<\/span><\/strong>.&#8221;<\/p>\n<figure style=\"width: 1024px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/8-1024x748.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 8-1024x748.jpg\" width=\"1024\" height=\"748\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Bovo viareggino (Dis. Aldo Cherini)<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le navi della \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">Real flotta militare<\/span><\/strong>\u201d a cui si fa riferimento erano la goletta <strong><span style=\"color: #008000;\"><em>Maria Luisa<\/em><\/span><\/strong> e il bovo <strong><span style=\"color: #008000;\"><em>Carlo<\/em> <em>Ludovico<\/em><\/span><\/strong> (4) acquistate in quel periodo con il patrimonio personale della duchessa.\u00a0Secondo i documenti conservati nell\u2019Archivio di Stato di Lucca le loro caratteristiche erano le seguenti:<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-122943\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Screenshot-2025-11-18-115841-e1763463552744.png\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"133\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Queste navi non ebbero vita lunga perch\u00e9 dopo qualche breve crociera il costo per il loro mantenimento risult\u00f2 insostenibile cos\u00ec che furono presto vendute all\u2019asta a Genova nel 1823 a tale <strong><span style=\"color: #008000;\">Francesco Cesaretto<\/span><\/strong>.\u00a0In seguito la difesa marittima del Ducato fu affidata soltanto ai forti costieri e si cerc\u00f2 anche la protezione della Francia chiedendole di pattugliare il mare territoriale con una propria nave.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">Ammiraglio<\/span><\/strong>\u201d di questa piccola flotta (e anche comandante onorario del <em>Bargio Reale<\/em>), con tanto di uniforme <em>ad hoc<\/em>, \u00a0fu il viareggino <strong><span style=\"color: #008000;\">Ippolito Zibibbi<\/span><\/strong> (1772-1845) gi\u00e0 ufficiale napoleonico con alle spalle varie campagne militari e durante il periodo francese comandante militare di Viareggio. Nel 1813, ritenuto responsabile di non aver opposto resistenza allo sbarco inglese fu condannato a morte, pena commutata nel carcere a vita nel forte di Piombino.\u00a0Scarcerato e riabilitato con la Restaurazione, fu confermato nell\u2019incarico di comando a Viareggio. Successivamente fu comandante della Piazza di Lucca, Ispettore Generale delle fortificazioni e delle artiglierie, Ispettore della contabilit\u00e0 militare e, colonnello dal 1841, fu comandante in capo delle forze lucchesi fino alla sua morte.<\/p>\n<figure style=\"width: 794px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/9.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 9.png\" width=\"794\" height=\"425\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Statistica della marina lucchese dal 1848 al 1855<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non risulta comunque che sia esistito un corpo di marina vero e proprio: troviamo <em>in<\/em> <em>primis<\/em> <strong><span style=\"color: #008000;\">Domenico Simoncini<\/span><\/strong> qualificato come \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">Tenente di marina e Comandante di Marina<\/span><\/strong>\u201d che il 23 maggio 1820 fu promosso capitano e nominato Deputato di Sanit\u00e0 venendo sostituito dallo Zibibbi in qualit\u00e0 di Comandante la \u201cPiazza e la Marina di Viareggio\u201d, con funzioni soprattutto di autorit\u00e0 marittima nel senso pi\u00f9 lato del termine. Tutti titolari con la qualifica di ufficiale figuravano arruolati nel corpo dei Cacciatori Volontari di Costa ed erano considerati amministrativamente <em>aggregati alla piazza di Viareggio<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con il passaggio di Lucca alla Toscana mantennero il loro grado e vennero inquadrati nel Battaglione di Fanteria da costa continuando a prestare servizio nell\u2019amministrazione marittima e portuale.\u00a0Quanto ai marinai del <strong><span style=\"color: #008000;\"><em>Bargio Reale<\/em><\/span><\/strong>, secondo il decreto del 19 giugno 1820 <em>\u201c <strong><span style=\"color: #008000;\">\u2026 saranno anch\u2019essi artiglieri di marina agli ordini del nostro comandante la Reale Marina. Eglino saranno esercitati nelle manovre di artiglieria per servire all\u2019occorrenza sopra i nostri bastimenti &#8230;<\/span><\/strong>&#8221; <\/em>(5)<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Guglielmo Evangelista\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\"><strong>Note<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">1. Fin dal 1841 il duca autorizz\u00f2 la costruzione della ferrovia Lucca-Pisa, una delle prime ferrovie italiane che entr\u00f2 in esercizio nel 1846 e che fu anche la prima linea internazionale del mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">2.\u00a0Nel 1840 il Duca Ludovico fece costruire una seconda darsena e un prolungamento delle protezioni del canale sul mare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">3.\u00a0Viareggio divenne sede del quarto Dipartimento dell\u2019amministrazione marittima del Granducato di Toscana con Livorno, l\u2019isola d\u2019Elba e Orbetello.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">4.\u00a0Secondo il \u201cVocabolario marino e militare\u201d di Alberto Guglielmotti <strong><span style=\"color: #008000;\">il bovo \u00e8 un <em>piccolo bastimento cos\u00ec detto dalla goffa figura, ma atto a portar gran carico. Fa vela latina con un solo albero e una mezzanella sporgente e capacit\u00e0 di un cento tonnellate<\/em><\/span><\/strong>. Al tempo era anche definito <strong><span style=\"color: #008000;\"><em>feluccio<\/em><\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">5. La <strong><span style=\"color: #008000;\">Compagnia dei cannonieri<\/span><\/strong>, istituita nel 1814 per il presidio del forte, la perlustrazione notturna anticontrabbando e la <em>conservazione<\/em> della sanit\u00e0 marittima era inizialmente formata da 33 uomini al comando del tenente Donato Giannini. Nel 1842 la Compagnia era costituita da 60 uomini; era chiamata anche Artiglieria Guardacoste ed aveva una sezione distaccata a Lucca incaricata dei servizi antincendi nella citt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE<\/strong><\/span><\/p>\n<p>VV. \u201cNuova Enciclopedia popolare italiana\u201d Unione tipografico-editrice, Torino 1866<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ranieri Barbacciani-Fedeli \u201cSaggio storico dell\u2019 antica e moderna Versilia\u201d Fabris, Firenze 1845<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Salvatore Bongi \u201cSulle marine lucchesi\u201d\u00a0 In Atti dell\u2019Accademia lucchese di scienze, lettere ed arti. Giusti, Lucca 1868<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alfredo Delpino, Giuliano Lombardi \u201cFoto di gruppo della popolazione di Viareggio nel 1826 e l\u2019equipaggio del Bargio Reale\u201d. In \u201cTerra di Viareggio\u201d. N. 6\/2015<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Carlo Masse: \u201cStoria civile di Lucca dal 1796 al 1848\u201d. Tipografia del Serchio, Lucca 1848.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Bruno Mugnai: \u201cSoldati e milizie lucchesi dell\u2019800(1799-1847)\u201d Ufficio storico SME. Roma, 2005<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">N.N. \u201cAlmanacco di Corte\u201d. Giusti, Lucca anni vari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">N.N. \u201cAlmanacco toscano\u201d. Stamperia Granducale, Firenze, anni\u00a0 vari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Girolamo Tommasi: \u201cSommario della storia di Lucca\u201d. Viesseux, Firenze 1844<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Attilio Zuccagni-Orlandini \u201cCorografia dell\u2019Italia e delle sue isole\u201d Parte VII. Firenze, in proprio 1845<\/p>\n<p>Attilio Zuccagni-Orlandini \u201cRicerche statistiche del Granducato di Toscana\u201d Tofani, Firenze 1850<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/65839\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/65843\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . 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